IL DIPINTO DI BENI HASAN
In un villaggio chiamato Beni Hasan, circa 240 chilometri a sud del Cairo, sulla costa est del fiume Nilo, in una caverna fu trovato un dipinto lungo 2,5 metri e alto 45 centimetri, risalente alla prima parte del diciannovesimo secolo a.C.
Conosciuto come il dipinto di Beni Hasan mostra degli «Asiatici» (ma più precisamente, otto uomini, quattro donne e tre bambini, guidati da due ufficiali egiziani) che entrano in Egitto per vendere del trucco per gli occhi.
Gli uomini portano lunghi kilt variopinti che coprono il loro petto e una spalla, e hanno sandali ai piedi. Ciascun uomo ha una folta capigliatura, una barba corta, ma niente baffi.
Similmente, le donne hanno vestiti variopinti, ma questi vestiti sono molto più lunghi e non hanno frange in fondo.
Le donne portano ai piedi anche una sorta di calzette che formano un tutt’uno con le suole e sul capo un cerchietto per tenere insieme i loro lunghi cappelli.
Due asini, accompagnati da uno stambecco e da una gazzella, trasportano ciò che sembra un mantice sulle loro schiene. Gli uomini sono equipaggiati con ciò che sembrano otri di pelle per l’acqua, uno strumento musicale (la lira), e lance, archi e frecce.
I kilt di tanti colori ci ricordano la tunica di tanti colori di Giuseppe (Genesi 37,3; vedi anche 2 Sam 13,18), e ci danno un’idea della cultura dei patriarchi e di come i loro contatti economici e politici con l’Egitto potevano apparire.
È un’immagine affascinante della vita al tempo dei patriarchi.