Chi Sono I “Fratelli”?
Quando nei primi decenni del 1800 alcune persone, particolarmente
impegnate all’interno di denominazioni cristiane, ravvisarono la necessità di
superare ogni barriera denominazionale attraverso un ritorno alla semplicità
della Chiesa apostolica, furono guidate dallo Spirito a dar vita ad un
movimento che, pur fra le alterne vicende provocate dai nostri limiti, prosegue
ancora oggi la sua testimonianza in tutto il mondo.
Introduzione
Fratelli
(in inglese anche christian Brethren)
hanno ricevuto questo nome perché preferiscono essere conosciuti con una
designazione abbastanza comprensiva, in grado di abbracciare tutti coloro
che sono cristiani come loro.
Fra
di essi ci sono due principali raggruppamenti di solito descritti come “fratelli
aperti” e “fratelli stretti”. Gli aggettivi “aperti” e
“stretti” hanno lo scopo di denotare i loro rispettivi principi di comunione.
Questo
articolo ha a che fare unicamente con coloro che sono definiti “fratelli
aperti”; chi scrive infatti non ha autorità di parlare in merito ai
suoi amici “stretti”.
Tuttavia può essere utile a questo proposito segnalare un punto.
Agli
inizi degli anni ‘60 nella stampa inglese è stata dato notevole spazio al fatto
che diverse personalità note come Fratelli si sono ritirate da varie attività o
associazioni professionali e dalle università. Queste persone appartengono a
una parte dei Fratelli stretti, e questo loro modo di fare non è stato
condiviso dagli altri Fratelli stretti e meno che mai dai Fratelli aperti.
Non
si è fatto sempre molta attenzione a questa distinzione, con la conseguenza che
si è avuta una notevole confusione tra il pubblico.
I
Fratelli aperti non hanno un’organizzazione centrale. Essi
appartengono a un vasto numerò di chiese locali o assemblee diffuse nel mondo
di lingua inglese, negli Stati Uniti, nel continente europeo e in molte altre
regioni del mondo. Ognuna delle loro chiese locali è indipendente in merito
alla propria conduzione. Tuttavia tra di loro c’è una evidente aria
di famiglia, così come è forte il senso di un legame spirituale che li unisce.
Origini
Il
movimento dei Fratelli è nato intorno all’anno 1825, sebbene i Fratelli di
solito insistano nel dire che le loro radici affondano nell’età apostolica,
perché hanno lo scopo, per quanto è in loro potere, di mantenere l’ordine
semplice e flessibile della chiesa dei tempi neotestamentari.
Nella
prima parte del diciannovesimo secolo le barriere che separavano le diverse
denominazioni cristiane erano molto meno superabili o permeabili di quanto non
lo siano oggi.
I
fondatori del movimento dei Fratelli formavano un gruppo di giovani (molti di
loro legati al Trinity College di Dublino) che
cercavano di trovare un modo con il quale potessero stare insieme per adorare
ed avere comunione reciproca semplicemente come i cristiani, mettendo in
secondo piano le barriere denominazioni.
Non
erano assolutamente consapevoli di star facendo nascere un movimento; meno che
mai avevano l’idea di fondare una nuova denominazione, in quanto questo avrebbe
rappresentato una contraddizione nei confronti dei motivi che li
spingevano a ritrovarsi insieme.
Per
qualche tempo alcuni di loro continuarono a essere membri delle loro
chiese di appartenenza, nelle quali infatti alcuni erano anche dei ministri
ordinati; ma in generale questo stato di cose non poté durare a lungo.
Uno dei primi leader fu un reverendo della Chiesa d’Irlanda di nome John
Nelson Darby (1800-1882), un uomo di insolite
capacità intellettuali e con una grande personalità, che si poneva l’obiettivo
di costruire una testimonianza universale visibile dell’unità della Chiesa di
Cristo in un’epoca di frammentazione ecclesiastica.
Le
sue idee furono portate avanti dai Fratelli stretti piuttosto che dal gruppo
degli aperti; quando nel 1848 venne fuori la divisione tra i due gruppi, il
nome di Fratelli stretti fu attribuito a coloro che si schierarono con Darby.
A partire da Dublino il movimento si diffuse in Inghilterra.
Qui
la prima assemblea dei Fratelli nacque a Plymouth nel 1831; da qui
nacque la designazione popolare di “Plymouth Brethren”. I due conduttori
degli incontri che si tenevano a Plymout, Samuel Prideaux Tregelles (1813-1875) e
in seconda battuta il suo parente Benjamin Wills
Newton (1807-1889) furono autori di una delle migliori edizioni critiche del
Nuovo Testamento in greco prodotte in Inghilterra nel diciannovesimo secolo.
Un’altra
importante assemblea dei Fratelli fu Bethesda Chapel a Bristol, che aveva come conduttori lo
scozzese studioso di ebraico Henry Crack (1805-1866) e George Müller
(1805-898) che era di origini tedesche, quest’ultimo meglio conosciuto per
l’orfanotrofio che fondò in quella città nel 1836 e che esiste ancora. (Anche
T. J. Barnardo apparteneva ai Fratelli quando fondò a
Londra nel 1870 il suo orfanotrofio altrettanto famoso).
Missione
Si è
sostenuto che il cognato di George Müller, Anthony Norris
Groves (1795-1853) debba essere considerato come
il primo dei Fratelli “aperti”. Egli abbandonò la sua professione di
dentista a ad Exeter per divenire missionario, prima a Bagdad e poi in India.
Fu un uomo che aveva un cuore molto aperto, che non mise mai in secondo piano
mai il fatto che le cose che uniscono i cristiani sono incommensurabilmente più
importanti delle cose che li dividono.
“Vorrei
piuttosto sopportare infinitamente i loro difetti”, diceva di alcune
persone con le quali egli dissentiva seriamente, “che separarmi da ciò che
hanno di buono”.
Indipendentemente
dal fatto se quegli aspetti che egli pensava fossero sbagliati lo erano davvero
o meno, le sue parole esprimono l’atteggiamento che i Fratelli aperti
riconoscono come il loro ideale.
Il movimento missionario dei Fratelli lanciato da Groves
continua fino al presente in ogni continente e vi sono coinvolti più di un
migliaio di missionari.
Alcuni
sono stati pionieri in molti sensi. Tra questi c’erano i due scozzesi
Frederick Stanley Arnot (1858-1914) e Dan Crawford
(1870-926) che esplorarono le aree sconosciute dell’Africa centrale; fu Arnot che per primo aprì alla conoscenza del mondo esterno,
nel 1880, Katanga.
I missionari dei Fratelli si trovano principalmente nell’Africa centrale, in India e
in America Latina; essi collaborano con altri corpi missionari e nell’ambito
dei loro comitati. Il loro lavoro si svolge nell’ambito della “Christian Missions in many Lands” (CMML).
Dottrine
Per quanto
riguarda le loro dottrine, i Fratelli aperti non hanno peculiarità. Essi si
attengono alla fede cristiana storica, perché la trovano insegnata
chiaramente nella Bibbia: Bibbia che per loro, come per tutti figli della
Riforma, è “l’unica infallibile regola nella fede e nella condotta”.
Sono
nel pieno senso della parola evangelici per quanto attiene la comprensione e la
presentazione del cristianesimo, proclamando Gesù Cristo, il figlio di Dio,
come il solo Salvatore di coloro che credono in Lui e come l’unica speranza per
l’umanità. Per questa ragione molti di loro trovano facile cooperare nella
testimonianza cristiana con altri che condividono queste enfasi evangeliche,
e in molte iniziative interdenominazionali la loro influenza è molto più
grande di quello che il loro numero possa far pensare.
Gli
inizi del movimento dei Fratelli fu segnato i da un appassionato interesse
per il compimento delle profezie bibliche, e molti di loro sono
ancora caratterizzati da questa coscienza escatologica.
La loro innologia dà un posto abbastanza preminente al secondo ritorno di
Cristo. Ma non c’è una linea di interpretazione profetica che è mantenuta
ufficialmente o è imposta.
Di
fatto uno degli aspetti che molti trovano attraenti nella loro modo di vivere
la comunione è quello della libertà spirituale e intellettuale che fra
di loro è goduta in un’atmosfera di amore fraterno.
Prassi
Ciò
che li caratterizza è la pratica piuttosto che la dottrina.
Tra
i Fratelli aperti il battesimo è amministrato unicamente a persone che fanno
una professione di fede personale in Cristo, siano essi adulti o
bambini; e la modalità del battesimo è quella dell’immersione.
Osservano
la Cena del Signore ogni domenica mattina (e a volte anche in altre occasioni),
e sostengono che la Tavola del Signore è per tutti coloro che fanno parte
del popolo del Signore. Questo è infatti l’aspetto più
caratteristico del loro radunamento. Quando s’incontrano per essere in
comunione, insieme con ogni cristiano che desidera essere con loro in
un’occasione del genere, i loro radunamenti sono condotti senza
nessun ministro che presiede e non seguono una liturgia prestabilita anche
se i loro incontri sono segnati da una reverente spontaneità e dall’ordine. Diversi
membri contribuiscono all’adorazione suggerendo inni da cantare, guidando la
comunità nella preghiera nel ringraziamento, oppure leggendo e spiegando un
brano della Bibbia.
I
Fratelli non hanno ministri ordinati, incaricati di funzioni che
altri non possono svolgere.
Un numero notevole dedica il proprio tempo pieno all’evangelizzazione
all’insegnamento biblico, ma questi non sono considerati come un clero.
Le diverse chiese locali sono guidate da responsabili chiamati “anziani”
o “sorveglianti”, ma questi non hanno giurisdizione al di fuori della
loro chiesa locale, e all’interno cercano di guidare con l’esempio piuttosto
che con delle regole.
Numeri
I
Fratelli hanno sempre mostrato un’assoluta mancanza di interesse per la loro
forza numerica. I loro numeri sono difficili da valutare, in parte
perché non ci sono statistiche precise disponibili e in parte perché non c’è
una linea netta di demarcazione tra le Assemblee dei Fratelli e altre chiese
evangeliche indipendenti.
Una
stima comune della loro forza in Gran Bretagna e in Irlanda è quella di 100.000
(siamo negli anni ‘60-’70), ma si tratta di una cifra approssimativa. Essi si
trovano in tutti i gradi della società e in tutte le aree della vita.
F. F. Bruce (1910-1990)
Originariamente pubblicato in “The Witness”,
1961; la nostra traduzione è tratta da, F. F. Bruce, “In retrospect. Rememberanche
of Things Past”, ed. postuma, Baker, Grand
Rapids, 1993
Tratto con permesso (e liberamente adattato) da «IL
CRISTIANO» agosto 2010 www.ilcristiano.it