Geova non è il nome di Dio
I
testimoni di geova pretendendo di essere la sola
organizzazione sulla terra che parla da parte di Dio, hanno dato troppe volte
prova di essere falsi profeti.
Gli adepti
di questa terribile setta, gente sincera, in cerca della Verità, non sanno di
essere caduti nella rete di un'organizzazione che, incutendo timore attraverso
l'arma psicologica della dissociazione, non li lascia più liberi di vivere.
Chi si
battezza come testimone di geova non sa che accetta
come autorità assoluta e suprema l'organizzazione, e che se dovesse dissentire
dai dogmi da essa emanati, verrebbe severamente richiamato, ammonito e
minacciato di dissociazione, che per il testimone è una vera sciagura: viene di
fatto emarginato anche dal proprio coniuge, dai figli, dai genitori, dai
parenti, dagli amici (se sono anch'essi testimoni di geova).
I
testimoni di geova, di fatto, non hanno
Naturalmente,
se viene posta la domanda: "È Dio l'autore de
Un'affermazione
che non lascia adito a dubbi sulla loro reale autorità.
L'Organizzazione
dei testimoni di geova è una setta crudele, che obbliga i suoi adepti a
divulgare le dottrine che vengono emanate dalla sede centrale di Brooklyn da un
ristretto numero di persone che costituiscono il Consiglio Direttivo.
Questo
Consiglio carpisce persone in buona fede, le convince che hanno finalmente
trovato la verità, e giorno per giorno, con un lavoro sistematico di
indottrinamento, le depersonalizza con tecniche psicologiche il cui unico scopo
è quello di annullare la capacità di ragionare, rendendola del tutto subdola.
Una dimostrazione è il divieto assoluto ad ogni testimone di leggere qualsiasi
libro od opuscolo che non proviene dall'Organizzazione: non devono averli
nemmeno in casa. Inoltre non devono tenere nella benché minima considerazione
le osservazioni fatte dai non testimoni.
È con
questa tecnica che hanno convinto tutti gli adepti a credere che Dio abbia un
solo nome.
Con
questo breve studio cercherò di evidenziare che i nomi di Dio nell'Antico
Testamento sono diversi e ciascuno di essi rivela una caratteristica della Sua
Persona Divina.
Chi
studia l'ebraico capisce subito che il nome GEOVA non ha nessun senso, né
significato. La lingua ebraica è una lingua consonantica, le vocali vengono
solo pronunciate.
È
difficile al non ebreo entrare in questa particolarità, ma un esempio può
rendere bene il senso anche in italiano. Prendiamo i termini ETERNO e SIGNORE,
che sono nomi entrambi riferiti a Dio, e scriviamoli senza consonanti. Avremo:
TRN e SGNR.
Sostituendo
le vocali di SIGNORE ad ETERNO, si ha TIRONE. Cosa significa questa nuova
parola?
Nulla.
È
quello che è avvenuto nella lingua ebraica e che verrà spiegato in seguito.
In
conclusione, ridimensionare l'Iddio Onnipotente e Vero, Creatore del cielo e
della terra, dell'universo e di tutto il suo esercito; l'Iddio Redentore,
Santissimo, ad un Nome solo è una vera profanazione.
I
testimoni di geova, in definitiva, si sono dati una definizione giusta:
testimoni di nessuno, perché geova non ha nessun significato.
I NOMI DI DIO NELL'ANTICO
TESTAMENTO
L'Antico
Testamento è stato scritto in Ebraico (tranne alcuni brevi brani in Aramaico)
per preciso volere di Dio, non per caso.
Nel
libro degli Atti viene riportato un episodio in cui Dio parla all'apostolo
Paolo in lingua ebraica.
L'unicità
di questa lingua sta nel poter esprimere con esattezza un concetto per mezzo di
una parola appropriata che non ammette equivoci, cosa che non è sempre
possibile nelle nostre lingue indoeuropee.
Un'altra
caratteristica dell'ebraico è l'immutabilità: si arricchisce solo di nuovi
vocaboli, ma non si estingue.
La
nostra lingua italiana proviene dal latino, che è una lingua morta perché
nessuno parla più, o scrive, in latino da secoli; pochi sono quelli che lo
conoscono.
Ora,
nonostante la profonda conoscenza che alcuni possono avere del latino, non
possono comunicare con altri, rimane solo una conoscenza intellettuale. Dal
latino provengono tante altre lingue europee: francese, portoghese, spagnolo,
rumeno ecc...
L'ebraico
invece è rimasto immutato, si sono solo aggiunte parole nuove dell'era
tecnologica. L'ebreo medio di oggi è in grado di leggere e capire un
manoscritto di molti secoli prima di Cristo.
Un
italiano medio di oggi non sarebbe in grado di capire nemmeno l'italiano della
divina commedia.
Si può dire
che se Isaia o Geremia si trovassero oggi a Gerusalemme non avrebbero
difficoltà a comunicare con l'attuale popolo eletto; si troverebbero solo di
fronte a termini nuovi come aereo, computer, automobile, moto, ecc.
Queste
brevi osservazioni rendono omaggio ad una lingua unica nella quale Dio si è
espresso per comunicare con l'uomo. Egli ha voluto anche comunicarci i Suoi
diversi Nomi per farsi conoscere nei Suoi diversi aspetti divini.
Ogni
nome riferito a Dio nell'Antico Testamento, quindi, mette in evidenza una
caratteristica della Sua Persona divina. È Lui stesso che si rivela all'uomo
con i Suoi diversi Nomi, mai l'uomo che glieli attribuisce.
Vediamo
ora nel testo biblico ebraico con quali Nomi Dio si fa conoscere ed
identificare.
Ne
vediamo alcuni che mettono in particolare evidenza l'essenza della Sua Persona
e rivelano
Elohim
Dal
primo rigo della Bibbia Dio si rivela all'uomo.
In
Genesi 1:1 si fa conoscere come Creatore dell'universo, della terra e di tutto
ciò che è in essa, e dell'uomo. Questo atto creativo si sviluppa in sei giorni
e tutte le cose vengono all'esistenza dal nulla.
Nella
lingua cananea e caldea dio si dice El e identifica gli idoli pagani, fatti con
mano d'uomo.
È un
nome comune di cosa.
Questo
nome da solo non viene mai utilizzato nell'Antico Testamento per designare il
solo, unico e vero Dio.
Nel
popolo d'Israele El assume un carattere completamente nuovo: da nome comune,
diventa nome proprio ed è sempre accompagnato da un epiteto che sottolinea un
aspetto, una virtù del Solo, Unico, Vero Dio che si è rivelato all'uomo:
·
El-Hai Dio Vivente
(Genesi 3:10)
·
El-Elion Dio
Altissimo (Genesi 14:18)
·
El-Shaddai Dio
Onnipotente (Genesi 17:1)
· El-Olam Dio d'Eternità (Genesi 21:23)
· El-Ganna Dio Geloso (Esodo 20:5)
Elohim è la forma plurale di El, e lo si trova solo nella lingua
ebraica e solo nella Bibbia.
Deriva
da una radice che significa "Potente",
"Forte".
Questo
nome mette in evidenza l'Onnipotenza manifestata nella creazione.
I verbi
che seguono Elohim sono sempre alla terza persona singolare.
Questo
nome di Dio racchiude il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo che compiono la
stessa azione: la creazione.
In
Genesi 1:1 il testo ebraico dice Elohim barah, che significa Elohim fece venire
all'esistenza dal nulla. Elohim è plurale, barah è la terza persona singolare
del passato remoto del verbo creare. Come si vede, si tratterebbe di una "anomalia" grammaticale perché un
nome proprio plurale è seguito da un verbo alla terza persona singolare. Invece
è un fatto straordinario, unico, presente solo nella Bibbia.
Già
alla creazione
Il
verbo barah in tutta
Col nome
Elohim si mette in evidenza la straordinaria potenza che conviene al Creatore.
Da una
fonte statistica si rileva che esso è presente 2312 volte nell'Antico
Testamento, e 49 volte (7x7) nella forma Elohim barah.
È il
famoso tetragramma.
Nella
lingua ebraica non è un sostantivo, ma un attributo.
Gli
ebrei, come si sa, scrivono le parole con le sole consonanti e pronunciano le
vocali oralmente.
Fino al
V secolo a.C. la tradizione bastava ad assicurare una lettura corretta del
testo biblico.
Dal V
sec. a. C. al X sec. d. C. a causa degli eventi storici che avevano portato il
popolo ebraico alla dispersione, si rischiava di compromettere, se non di
perdere del tutto, la conservazione dell'esatta pronuncia delle parole del
testo biblico. Alcuni rabbini ebrei, detti Masoreti, hanno iniziato una
minuziosa, scrupolosa attività per fissare l'esatta pronuncia. Essi hanno
fissato il testo prendendo come campione un manoscritto e lo hanno poi copiato
nel tempo con una cura straordinaria.
Per
prevenire aggiunte o omissioni, a margine di ogni riga annotavano il numero
delle lettere, il numero di certe espressioni ecc.
Per
fissare l'esatta pronuncia hanno poi creato i segni vocalici, corrispondenti ai
suoni vocalici pronunciati oralmente. Questi segni furono posti nelle
consonanti o sotto di esse, in modo da preservare l'integrità del testo
consonantico tradizionale, prevenendo così a pericolosi cambi di significato.
YHWH è
il nome ineffabile col quale Dio si fece conoscere a Mosé, quando gli disse di
tornare in Egitto e di andare da Faraone per chiedere di lasciare libero il
popolo d'Israele.
Gli
Ebrei non osavano pronunziare questo nome, sostituendolo nella lettura del
testo biblico con “Adhonay” (Signore, mio Padrone). Con questo artifizio evitavano
che anche gli stranieri pronunziassero il nome impronunciabile di Dio.
Impronunciabile
perché troppo santo e puro: l'uomo, peccatore, non è degno.
I
Masoreti posero sotto YHWH i segni vocalici di “Adhonay”. Per effetto di una regola grammaticale della lingua
ebraica che vuole un suono chiuso perché YHWH non inizia con alef (prima
lettera dell'alfabeto ebraico), il simbolo vocalico che appare sotto la prima
lettera del tetragramma (W) identifica un suono incolore (come per esempio
nella parola francese renard). Quando il tetragramma YHWH è preceduto, nel
testo biblico, da “Adhonay”, le
vocali sono quelle di Elhoim per evitare all'ebreo, durante la lettura, di
ripetere due volte “Adhonay”.
Il
lettore non ebreo, e solo lui, vedendo il tetragramma con i segni vocalici
riportati, legge Y'HoWaH.
Questo
errore di lettura cominciò a diffondersi nel XV secolo d. C.
Il
lettore ebreo mentre leggeva il testo biblico non commetteva errori, perché
sapeva di avere davanti agli occhi due parole in una: una tutta consonanti, l'altra
tutta vocali. Egli non pronunciava
Molto
probabilmente la pronuncia del tetragramma è YaHWeH.
In
italiano, nella versione riveduta, è tradotto con Eterno.
Questa
traduzione rende perfettamente evidente il modo con cui Dio si fece conoscere a
Mosé: "Mosè disse a Dio: «Ecco,
quando sarò andato dai figli d'Israele e avrò detto loro: "Il Dio dei
vostri padri mi ha mandato da voi", se essi dicono: "Qual è il suo
nome?" che cosa risponderò loro?» Dio disse a Mosè: «Io sono colui che
sono». Poi disse: «Dirai così ai figli d'Israele: "l'IO SONO mi ha mandato
da voi"». "Dirai così ai figlioli d'Israele: l'Eterno (YHWH), l'Iddio
di Abramo, di Isacco e di Giacobbe mi ha mandato a voi. Tale è il mio nome in
perpetuo, tale la designazione per tutte le generazioni". (Esodo
3:13-15).
Ed
ancora Dio ricorda a Mosé che fino a quel momento si era rivelato ad Abramo,
Isacco e a Giacobbe come il Dio Onnipotente (El-Shaddai); ora a lui si fa
conoscere come l'Eterno, YHWH: "Dio parlò a Mosè e gli disse: Io sono
l'ETERNO. Io apparvi ad Abraamo, a Isacco e a Giacobbe, come il Dio
onnipotente; ma non fui conosciuto da loro con il mio nome di ETERNO" (Esodo 6:3).
Inoltre,
in Esodo 3, brano del pruno ardente, è straordinario notare come dal pruno è ora
l'Angelo dell'Eterno a parlare, ora il Signore, ora l'Eterno.
L'Angelo
dell'Eterno nell'Antico Testamento è Gesù. Gesù è il Signore!
Se il
traduttore non riporta questi particolari nella lingua ricevente stravolge
tutto.
Nel
pruno è Gesù, l'Eterno e il Signore a parlare con Mosé!
YHWH
mette in evidenza l'aspetto di Dio come REDENTORE, che si rivela all'uomo per
salvarlo dalla schiavitù del peccato.
È
necessario ricordare come l'Egitto è una figura del mondo senza Dio.
Nel
libro della Genesi troviamo YaHWeH-Elhoim (Eterno Iddio) che entra in contatto
diretto con l'uomo: prima creandolo dalla polvere della terra, poi provvedendo
a rivestirlo di pelli da animali sacrificati.
Nella Bibbia
si riscontrano sette aspetti di YaHWeH dati da espressioni composte, che
rivelano l'amore di Dio nel voler redimere l'uomo:
1. YaHWeH (Esodo 3:14) IO SONO
2. YaHWeH Jiré (Genesi 22:13 / 14:2) L'ETERNO PROVVEDERA'
3. YaHWeH Rafa (Esodo 15:26) L'ETERNO CHE TI GUARISCE
4. YaHWeH Nissi (Esodo 17:15) L'ETERNO MIA BANDIERA
5. YaHWeH Shalom (Giudici 6:24) L'ETERNO PACE
6. YaHWeH Raah (Salmo 23:1) L'ETERNO MIO PASTORE
7. YaHWeH Tsidkenu (Genesi 23:6) L'ETERNO NOSTRA GIUSTIZIA
Questi sette
aspetti di YaHWeH si ritrovano nella persona di Gesù.
Concludendo,
YaHWeH ci parla del Dio della redenzione che interviene direttamente per
salvare l'uomo e avere comunione con lui.
Statisticamente
è il nome più presente nell'A.T.: 6499 volte.
Adhonay (si trova 427 volte nell'A.T.)
Il
significato di Adhonay è "MIO PADRONE".
Questo
nome mette in evidenza la sovranità di Dio e quindi la dipendenza della
creatura dal Creatore.
L'uomo
è al servizio del suo Creatore e gli deve ubbidienza.
Questo
è il nome con il quale viene chiamato Gesù nel Nuovo Testamento.
Gesù è
il Signore dei signori, il Re dei re.
Nell'inno
cristologico, in Filippesi 2:5-11, è scritto: "Abbiate in voi lo stesso
sentimento che è stato anche in Cristo Gesù, il quale, pur essendo in forma di
Dio, non considerò l'essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi
gelosamente, ma spogliò sé stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile
agli uomini; trovato esteriormente come un uomo, umiliò sé stesso, facendosi
ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce. Perciò Dio lo ha
sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome,
affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e
sotto terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria
di Dio Padre."
Matteo Ricciotti
Tratto dal sito:
http://camcris.altervista.org/