I Mormoni
Sempre
più spesso ci capita, nelle nostre città ma anche nei nostri paesi, di essere
avvicinati da due giovani dall’inconfondibile accento americano, con lo stesso
abbigliamento, con la stessa pettinatura e con una borsa anche questa uguale,
che si presentano come missionari della “Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli
ultimi giorni”. Cosa c’è dietro? quale dottrina diffondono? È importante sapere
qualcosa su loro...
Introduzione generale
Il
nome ufficiale di questo movimento è “Chiesa di Gesù Cristo, dei santi
degli ultimi giorni”.
Sebbene
apparentemente possa essere un piccolo gruppo religioso, in realtà è uno dei
movimenti che progredisce di più.
Il movimento è diviso in due gruppi:
1. Chiesa di
Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni, che ha sede nello Utah, Stato degli
Stati Uniti.
2. Chiesa
riorganizzata di Gesù Cristo degli ultimi giorni, la cui sede è nello
stato del Missouri, Stati Uniti.
La
data ufficiale della fondazione di questo gruppo è il 6 aprile 1830,
nello Stato di New York, e attualmente conta più di quattro milioni di seguaci.
Bisogna
osservare che questo movimento è ben sostenuto economicamente, in quanto i capi
sono degli abili amministratori finanziari e ogni membro è tenuto a dare la
decima parte di quanto possiede. Inoltre, una domenica al mese ogni famiglia
digiuna per due pasti e passa alla “chiesa” quello che avrebbe speso per
il cibo.
Il
ricavato va a sostenere il sostegno per i poveri.
Nel
mondo vi sono circa 8,7 milioni di “Mormoni” e in Italia si contano
almeno 15.000 adepti, numero che è in costante aumento.
Il movimento ha circa 49.000 missionari sparsi per il mondo, 600 in Italia.
È interessante osservare che tutti i figli dei Mormoni vanno in missione per due anni a loro spese, i maschi all’età di 19 anni, e le femmine a 21. Perciò si può proprio dire che il movimento conta su una organizzazione perfettamente funzionante.
I Mormoni si adoperano al massimo per rendere piacevole la vita religiosa degli adepti ed il loro insegnamento si concentra molto sull’unione della famiglia.
Jim Lines, nel suo libro “cosa pensano... ma cosa dice la Bibbia?”, afferma: “I giovani ballano sotto la tutela dei grandi, dopo aver iniziato la serata con la preghiera. La serata termina con il canto. Hanno anche la possibilità di recitare o esprimersi attraverso la musica”.
Ci tengono molto, inoltre, alla loro salute, in quanto non devono liquori, tè, caffè e non fumano.
L’organizzazione del movimento
La Chiesa dei Santi degli ultimi giorni è costituita da un presidente, un gruppo di persone che è chiamato “Concilio dei dodici apostoli”, i quali assistono il presidente e un altro concilio di settanta uomini.
Tutto il potere della chiesa si trova nel suo sacerdozio che ha due livelli:
1. il
sacerdozio di Melchisedek (il più alto) e
2. il
sacerdozio di Aronne (il sacerdozio secondario).
Ogni
maschio dai dodici anni in su appartiene a uno dei due sacerdozi.
Una
caratteristica dei Mormoni è che, rendendosi conto che non sono ben accettati,
anche perché la loro storia è molto discutibile, fanno di tutto per presentarsi
il più possibile come “cristiani”, citando versetti biblici.
Una
cosa importante da ricordare è che i Mormoni dell’ultima generazione, sono
all’oscuro della loro stessa storia, e rimangono scettici quando uno gliene
parla.
La storia
Il
fondatore di questa setta è stato Joseph Smith jr.
Nacque
nel 1805 nello stato del Vermont, Stati Uniti.
Suo
padre era una sognatore interessato a un ipotetico tesoro nascosto del capitano
Kid, il famoso pirata. Anche il figlio fu contagiato
da questo comportamento tanto che, spesso, girava con un cappello in mano, con
dentro una pietra che lui credeva “magica”, nella quale guardava per
essere diretto verso il posto giusto dove scavare per recuperare il tesoro.
Queste
informazioni sono tratte dal libro “Mormonism Unveiled”.
Quando
Smith, insieme ad un suo amico, cominciò a produrre delle banconote false, suo
padre si mise d’accordo con la polizia in modo che suo figlio non subisse il
processo.
Queste informazioni, indubbiamente negative, aiutano a comprendere la debolezza
e la inaffidabilità della base storica del movimento dei Mormoni.
Nel
1820, quando Smith aveva 15 anni, iniziò la sua attività di “profeta”, in
quanto secondo lui, Dio Padre e Gesù si sarebbero materializzati davanti a
lui mentre egli pregava in un bosco.
Smith
era disorientato a motivo delle tante denominazioni e gruppi religiosi
che già allora esistevano e chiedeva la guida di Dio per sapere a quale “chiesa”
unirsi.
Il
Padre e il Figlio gli rivelarono che erano stanchi della religione cristiana,
perché tutte le chiese erano apostate ed avevano deciso che fosse proprio
Joseph Smith a riportare il cristianesimo al livello da loro desiderato.
Nel 1823 un angelo di nome Moroni si presentò accanto al suo letto per
rivelargli un segreto.
Questo
angelo, secondo quanto disse Smith, era il figlio glorificato di uno che si
chiamava Mormon.
Quale
era questo segreto che doveva essere rivelato?
Ecco
quanto disse Joseph Smith: “Dio aveva un’opera da farmi compiere: il mio
nome sarebbe stato conosciuto in bene ed in male fra tutte le nazioni, razze e
lingue; si sarebbe parlato di me, bene o male, fra tutti i popoli. Disse che
c’era conservato un libro, scritto su tavole d’oro e contenente la storia dei
primi abitanti di questo continente (l’America) e della loro origine.
Disse pure che vi era contenuta la pienezza del vangelo eterno, quale era stata
data dal Salvatore agli antichi abitanti. Disse pure che vi erano due pietre
unite da archi d’argento e che queste pietre, fissate a un pettorale,
costituivano l’Urim e il Thummim e che erano depositate con le tavole: Il
possesso e l’uso di queste pietre era ciò che costituiva i «veggenti» in tempi
antichi; Dio li aveva preparati per tradurre il libro”.
Durante
questa rivelazione, l’angelo gli disse che non avrebbe dovuto far vedere le
tavole d’oro a nessuno, altrimenti sarebbe stato distrutto.
In
una visione, l’angelo gli fece capire dove avrebbe dovuto scavare per trovare
le piastre. Smith andò sulla collina al posto indicatogli dall’angelo, ma
un messaggero di Dio gli disse che non era il momento di portare le piastre
alla luce e che egli doveva tornare in quel luogo ogni anno per quattro anni.
Il
quarto anno, il messaggero gli permise di prendere le tavole, l’Urim e il
Thummim e il pettorale.
Dal
1827 fino al 1829, Smith tradusse quanto scritto sulle piastre e “Il
libro di Mormori” è il risultato di questa traduzione.
Al
momento della traduzione, Smith stava dietro a una cortina, mentre Cowdery e Harris, i suoi due collaboratori stavano
dall’altra parte per scrivere ciò che diceva.
La
moglie di Smith fu scettica intorno al lavoro di suo marito, perciò gli chiese
di ritradurre alcune pagine trascritte dai suoi collaboratori. Dopo una breve
consultazione con l’angelo, Smith disse che gli era stato rifiutato il permesso
di ritradurre quelle pagine.
In
seguito, sua moglie lo abbandonò.
Nel
1829, la traduzione fu completata, l’angelo ritirò le tavole e Pietro,
Giacomo e Giovanni mandarono Giovanni Battista dal cielo per conferire a
Smith e a Cowdery il sacerdozio di Aaronne.
In
seguito, avrebbero anche ricevuto quello di Melchisedek.
Così
si battezzarono.
Il
6 aprile 1830 la “chiesa” fu fondata ufficialmente nello Stato di New
York, da dove più tardi fu trasferita nello Stato dell’Ohio.
Mandarono
un missionario nel Missouri per verificare come andavano le cose in quello
Stato, perché era lì che Dio avrebbe stabilito la futura città di Sion.
Dal
1831 al 1844 Smith ricevette 135 rivelazioni da Dio e una delle più
importanti mentre si trovava nello Stato dell’Illinois: la conferma divina
della pratica della poligamia. Ma questa pratica (dobbiamo tenere presente
che il tutto si svolse 140 anni fa), era uno scandalo e i Mormoni erano perciò
evitati.
Un
giornale, nell’Illinois, rivelò la pratica della poligamia tra i Mormoni e
questa “rivelazione” suscitò molta indignazione nei loro confronti.
Smith,
insieme a suo fratello, entrarono nella tipografia che aveva pubblicato la
notizia e distrussero tutto.
Sia
Smith che suo fratello furono incarcerati, ma mentre aspettavano di essere
giudicati dal Tribunale, si radunò una folla a loro ostile, che li uccise.
Il successore di Smith fu Brigham Young.
Nel 1846 Young disse che i Mormoni spostarsi e nel 1847 arrivarono nello Stato dello Utah dove si trova tuttora la sede mondiale del movimento.
Young era deciso a dominare lo Stato dello Utah e nel 1857 diede ordine al vescovo John Lee di massacrare 150 pionieri che non erano Mormoni, perché si erano opposti alla loro presenza nel territorio.
Vent’anni dopo Lee fu processato e giustiziato dal governo per questo misfatto.
Nel 1890 il governo degli Stati Uniti minacciò di confiscare tutti i beni dei Mormoni se avessero continuato a praticare la poligamia.
Nello stesso anno il Presidente della “chiesa” ricevette una rivelazione da Dio: doveva sospendere la pratica della poligamia, chissà perché!
Che cosa dire intorno a questa storia?
Come abbiamo osservato uno dei maggiori protagonisti, oltre che Smith è l’angelo che gli avrebbe dato così tante “rivelazioni”.
Ma cosa dice la Scrittura?
Paolo afferma: “Ma, quand’anche noi, od un angelo del cielo, vi evangelizzassimo oltre a ciò che vi abbiamo evangelizzato, sia anatema” (Galati 1:8).
Il libro di Mormon
Quando si dialoga con un adepto di questo movimento, una delle prime domande che egli sicuramente ci rivolgerà è: “Ha mai letto il libro di Mormon?”.
Essi non chiedono: “Ha mai letto la Bibbia?”, per il semplice motivo che, secondo la loro dottrina, il libro di Mormon è una rivelazione più recente e implicitamente più importante. Anche se, essi affermano che la Bibbia è la Parola di Dio, aggiungono sempre la frase “quando sia correttamente tradotta”.
Ovviamente questa frase è semplicemente una giustificazione per adattare le loro dottrine.
Ma
per testimoniare a un Mormone è necessario anche conoscere il libro di Mormon.
Questo
libro parla di due gruppi antichi che si trovarono sul continente americano.
·
Il primo gruppo che corrisponde al nome di Giarediti, avrebbe lasciato Babele verso l’anno 2250
a.C. e si sarebbe stabilito in seguito nell’America centrale. Ma questo gruppo
venne completamente distrutto a motivo della sua corruzione.
·
Il secondo gruppo, costituito da Giudei di Gerusalemme
guidato da un certo Nefi, sarebbe andato nell’America
del nord, nell’anno 600 a.C. Questo gruppo si divise in due parti: i Nefiti e i Lamoniti
che combatterono reciprocamente. Dato che i Lamoniti
erano dalla parte del torto, Dio li maledisse con una pelle scura. I Nefiti, invece sarebbero stati visitati dai Signore Gesù
che predicò loro il Vangelo ed istituì il rito del battesimo, della santa cena,
del sacerdozio e altro. I Nefiti furono distrutti in
seguito dai Lamoniti in una battaglia che ebbe luogo
vicino alla collina di Cumorah, dove Smith scopri le
piastre. Ma dobbiamo precisare che nessuna scoperta archeologica conferma
quanto il libro di Mormon afferma, al contrario della Bibbia. Mormon avrebbe
scritto questa storia sulle piastre che furono in seguito trovate da Joseph
Smith. Queste sono: le piastre di Nefi, le piastre
di Mormon, le piastre di Ether e le piastre di bronzo
di Laban. Queste ultime sarebbero pervenute da
Gerusalemme e sono composte da citazioni delle Scritture ebraiche e genealogie.
Il contenuto di queste piastre è sparso qua e là negli scritti di Nefi.
Per
i Mormoni, il libro di Mormon è importante come altra testimonianza della
verità.
La Bibbia testimonia di avvenimenti accaduti in certe parti del mondo, mentre
il libro di Mormon di eventi accaduti in altre località.
I
Mormoni si servono di passi come Giovanni 10:16; Matteo 15:24 e Giovanni 4:22,
insistendo sui fatto che Gesù sarebbe dovuto apparire a questa gente, benché la
Bibbia non ne parli assolutamente.
Così,
per l’insegnamento di questo movimento, la Bibbia predice il libro di
Mormon, mentre il libro di Mormon interpreta l’Antico Testamento.
I
Mormoni sostengono che uno dei segretari di Smith portò a un certo prof. Anthon (professore dell’università della Columbia) un
foglio sopra il quale Smith aveva segnato alcuni caratteri sopra le piastre.
Questo studioso avrebbe dovuto autenticare i caratteri delle piastre come
geroglifici egiziani riformati e i Mormoni attestano che questo professore
diede la convalida. Ma la lingua di queste piastre è del tutto sconosciuta e
ancora oggi gli esperti dicono che una lingua simile non è mai esistita.
Infatti il 17 febbraio del 1834 il prof. Anthon
scrisse una lettera negando di avere confermato questi caratteri. Inoltre,
nonostante il fatto che Smith dichiarasse il libro di Mormon come il più
corretto di qualsiasi libro sulla terra, successivamente furono fatte più di
3.900 correzioni (11.849 con quelle di punteggiatura). Esso contiene almeno
25.000 frasi citate parola per parola da passi della Bibbia nella traduzione
inglese detta del re Giacomo. Tanti altri versi non sono parafrasi.
Mentre la Bibbia insegna che Cristo nacque a Betlemme, il libro di Mormon
afferma in Alma 7:9, io che nacque a Gerusalemme.
L’elenco delle contraddizioni è molto lungo.
Per
risalire alla verità sul libro di Mormon è necessario sentire la testimonianza
di coloro che furono protagonisti degli avvenimenti.
C’è
un libro molto interessante intitolato “Who really wrote the book of Mormori” di Wayne Cowdrey.
Non
essendo questo libro tradotto in italiano, il fratello Jim Lines
ne ha fatto un riassunto nel suo lavoro precedentemente citato.
Secondo
la testimonianza dei conoscenti di Smith il libro di Mormon è un composto di
due elementi: la Bibbia (traduzione Re Giacomo) e un manoscritto intitolato “Manuscript Found”
di Solomon Spalding.
Ai tempi di Smith (ricordiamo che si parla della metà dell’800), non esisteva nè il cinema, né la televisione, perciò il tempo veniva impiegato in altri modi. La gente giocava a carte, frequentava delle conferenze oppure si raccontava delle testimonianze. Durante più incontri serali, affermano i conoscenti di Smith, questi si intrattenne con loro per assistere alla lettura del romanzo “Manuscript Found”, scritto e letto ad alta voce dal sig. Spalding.
Più tardi Spalding consegnò al tipografo il manoscritto per farlo stampare, ma il manoscritto scomparve inspiegabilmente.
Quando uscì il Libro di Mormon, coloro che avevano ascoltato la lettura del romanzo di Spalding, riconobbero nel libro di Mormon lo stesso racconto con l’aggiunta di qualche versetto della Bibbia ed altri aggiunti da Smith.
La Persona di Dio secondo i Mormoni
Come
ben sappiamo, la Scrittura insegna che Dio è uno.
Il
fatto che la Bibbia parli di dèi e signori, non significa che esistono
realmente più dèi, ma con questa espressione si vuole sottolineare, purtroppo,
la pertinace idolatria dell’empio che innalza come dio l’elemento che egli
adora.
Ma
che cosa credono i Mormoni riguardo a Dio?
Ecco
cosa disse un giorno Smith: “Nel principio il capo degli dèi chiamò insieme
gli dèi per fare un piano per creare e popolare il mondo”.
Perciò,
i Mormoni credono che, nell’eternità, ci fossero tanti dèi che ebbero dei
rapporti sessuali e procrearono tanti figli spirituali. Ma per poter iniziare a
progredire verso la deità, questi figli spirituali o spiriti, hanno bisogno di
un corpo. Perciò l’uomo ha il dovere di avere tanti figli per poter accogliere
questi spiriti che aspettano la possibilità di progredire nella loro deità.
Il
Dio di Genesi 1:1 era uno fra tanti dèi che aspettava di iniziare il suo
progresso verso una vera deità.
Da
ciò possiamo benissimo constatare quanto questa dottrina sia aberrante e
blasfema.
Il
fratello Walter Martin, si offrì di eliminare dal suo libro “The maze of Mormonism”,
il capitolo sulla loro dottrina di Dio se essi avessero sottoscritto un
documento in cui avessero dichiarato di rifiutare il politeismo a favore del
monoteismo, ma essi rifiutarono.
Essi
affermano infatti: “In cielo dove nacquero i nostri spiriti, ci sono tanti
dèi, ciascuno di essi possiede la propria moglie o le proprie mogli”.
Ecco
alcune citazioni: “Dio stesso era a sua volta come siamo noi oggi, ora Dio è
un uomo esaltato”.
Su
“Patti e Alleanze”, che è un’altra fonte per le dottrine dei Mormoni è
scritto:
“Il Padre ha un corpo di carne e ossa ed è tangibile, mentre lo Spirito
Santo non ha un corpo”.
Brigham Young, successore di Smith, disse: “Quando il nostro
padre Adamo entrò nel giardino dell’Eden, egli vi entrò con un corpo celeste e
con sé condusse una delle sue mogli celesti: Eva. Egli è il nostro padre e Dio
è l’unico con cui abbiamo a che fare”.
Sempre
riguardo alla Persona di Dio, ecco cosa scrisse Joseph Smith: “Diversi
uomini dicono che esiste un solo Dio; il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
Dico io che questo è un Dio strano”.
Ma
nonostante questa dichiarazione di Joseph Smith che - lo ricordiamo - è stato
il fondatore del gruppo dei Mormoni, quando in un’intervista un giornalista
chiese al sig. Evans, portavoce della chiesa mormone se i Mormoni credevano
nella Trinità, egli rispose: “Si, i santi degli ultimi giorni accettano la
divinità costituita da tre persone distinte e reali: Dio il Padre, il suo
Figlio Gesù Cristo (che è uno con il Padre nelle intenzioni e nei pensieri, ma
separato da lui come persona fisica) e lo Spirito Santo che è una persona
spirituale”.
Ma
Joseph Smith aveva detto esattamente il contrario, proprio lui: il fondatore
del movimento dei Mormoni!
Questo
significa che i Mormoni nascondono molto abilmente e loro vere dottrine.
E
intorno alla Persona dello Spirito Santo, cosa pensa un mormone?
I
Mormoni dicono che Gesù era ripieno di una sostanza divina, un fluido chiamato
Spirito Santo, ma bisogna precisare che questo gruppo eretico non presenta mai
lo Spirito Santo come terza persona della Trinità.
Cosa pensa il mormone riguardo a Cristo?
Dalle
Scritture apprendiamo che Cristo fu concepito nel seno di Maria attraverso
l’opera miracolosa dello Spirito Santo (Matteo 1:18).
I
Mormoni dichiarano invece quanto segue:
1. “Quando
la vergine Maria concepì il bambino Gesù, il Padre lo generò alla sua
somiglianza. Egli non fu generato dallo Spirito Santo. Chi allora, era il
Padre? Egli era il primo della razza umana. Gesù, il nostra fratello maggiore,
fu concepito con un atto carnale dalla stessa persona che stava nel giardino
dell’Eden, il quale è i! nostro Padre celeste (Adamo)”.
2. “Gesù
Cristo fu il prodotto di una madre mortale e un Padre immortale (Adamo), che fu
risorto e glorificato” (articolo di fede, ediz. 1925).
3. “quando
fu l’ora per la venuta del primogenito, il Padre stesso venne per dare un corpo
a quello spirito, anziché permettere ad un altro uomo di farlo” (Brigham Young, ediz.1925).
Questa
dottrina intorno alla Persona del Signore Gesù Cristo fu promossa dai primi
presidenti del movimento e venne classificata come la teoria di “Adamo Dio”.
A causa però della natura assolutamente blasfema di questo insegnamento, esso
non viene più accettato da tutti i Mormoni e molti addirittura non ne hanno mai
sentito parlare.
Ma
bisogna sempre ricordare che questa dottrina fu predicato dai primi “profeti”
del movimento e, se essi erano considerati veri profeti, questa dottrina deve
essere accettata.
E
nessun mormone afferma che Joseph Smith non fosse un vero profeta!
Sempre
al sig. Evans venne rivolta questa domanda: “I Mormoni accettano la dottrina
della nascita di Gesù da una vergine?”
Evans
rispose: “Sì, i Santi degli ultimi giorni accettano il concepimento
miracoloso di Gesù, il Cristo”, senza però spiegare nulla sul modo in cui
questo concepimento è avvenuto. Infatti, se egli avesse spiegato per filo e per
segno l’insegnamento del suo movimento intorno a questo argomento, sicuramente
il pubblico americano avrebbe dissentito.
La Scrittura attesta chiaramente che Cristo fu concepito per opera dello Spirito
Santo (Matteo 1:18, 20), ma i Mormoni affermano che lo Spirito Santo era
presente solo “con lo scopo che tutto andasse a buon fine!”.
Ma
dove si trova questo nella Scrittura?
Cosa pensano i Mormoni sul sacerdozio?
La
Chiesa dei santi degli ultimi giorni dichiara una realtà che nessuna altra
chiesa contempla: ovvero il sacerdozio di Aaronne e di Melchisedek.
È
proprio da questi sacerdozi che deriva la loro presunta autorità.
Infatti,
secondo la loro dottrina sia il sacerdozio di Aaronne che quello di
Melchisedek formano un unico sacerdozio, quindi tutti gli uffici e compiti
nella “chiesa” sono sotto questo sacerdozio.
Nella
lettera agli Ebrei, al cap. 7 rileviamo che il sacerdozio di Melchisedek era
superiore a quello di Aronne perché Abramo pagò la decima a Melchisedek. Ma
come fanno i Mormoni a sostenere di appartenere al sacerdozio di Aronne, quando
secondo la Scrittura esso era esclusivo appannaggio della tribù di Levi (1
Corinzi 6:1-3)?
Non
solo, oltre al sacerdozio di Aronne i Mormoni sostengono di possedere anche
quello di Melchisedek. Ma come è possibile questo quando Ebrei 7:17
afferma lapidariamente che il Signore Gesù Cristo è sommo sacerdote
secondo l’ordine di Melchisedek?
Quando
il Signore Gesù si offrì sulla croce e quando la cortina del tempio di squarciò
in due, questi due eventi hanno posto fine al sacerdozio di Aronne, ovvero a
quel sistema ritualistico si sacrifici, offerte e spargimento di sangue.
Ma
il sacerdozio di Cristo è permanente e non è trasferibile.
Ebrei
7:24 afferma che Cristo non trasmette il Suo sacerdozio a nessun successore.
La
Scrittura parla di un sacerdozio di cui fanno parte tutti i figli di Dio (Apocalisse
1:6, 1 Pietro 2:9). Tutti noi siamo sacerdoti. Ma questo sacerdozio non ha
niente a che vedere e spartire con il sacerdozio mormone.
Chi
ha posto la sua fede nella Persona amata del Signore Gesù, possiede il vero
sacerdozio.
Qual è la dottrina mormone intorno alla
salvezza?
Secondo
la dottrina dei Mormoni, satana che era il fratello di Gesù, peccò e cadde a
motivo della sua invidia verso Cristo. Infatti avrebbe voluto lui essere il
redentore de mondo perduto, ma Dio diede questo compito a Gesù e ciò provocò la
ribellione di satana.
Per i Mormoni, per essere salvati bisogna fare quattro cose:
1. Avere
fede in Cristo, ma non è sufficiente credere in Gesù, bisogna credere anche
alle cose giuste intorno a Gesù.
2. Vivere
l’esperienza del pentimento.
3. Essere
battezzati per immersione per essere lavati dai peccati.
4. Ricevere
l’imposizione delle mani per ricevere lo Spirito Santo.
I
Mormoni affermano che per la grazia di Dio siamo salvati, dopo aver fatto tutto
ciò che possiamo. Quindi è una salvezza per grazia, con l’aggiunta delle opere.
Secondo
la dottrina mormone, l’uomo non riceve il vangelo per diventare figlio di Dio,
ma per continuare a essere figli di Dio.
Brigham Young disse: “L’attenerci ai comandamenti di Dio ci
purifica dalla macchia del peccato”.
Ma
la Parola di Dio nella lettera agli Ebrei insegna che “senza spargimento di
sangue non vi è remissione”.
Perciò
domandiamoci, il “Salvatore” dei Mormoni è il Salvatore delle Scritture?
Secondo
i Mormoni, il Signore Gesù non è la seconda Persona della Trinità, ha avuto tre
mogli (le due Marie e Marta), perché, come disse Hyde:
“Questo egli fece per vedere il suo seme prima di morire”.
In
terzo luogo il suo concepimento fu per mezzo di Adamo e non per mezzo dello
Spirito Santo e quarto, il suo sangue non è del tutto sufficiente per togliere
il peccato.
Ma
che salvatore è questo?
Non
certo quello che ci presenta la Bibbia.
Il battesimo per i morti
I
Mormoni si fanno anche battezzare per i morti.
Questo
insegnamento, per loro, è molto importante e questo tipo di battesimo lo
praticano costantemente nei loro templi.
Per
suffragare questa dottrina si basano su 1 Corinzi 15:29.
Secondo
loro chi viene battezzato per i morti (cioè per coloro che non erano Mormoni
battezzati), dà loro la possibilità di avere una seconda opportunità
di salvezza.
Quindi,
questo battesimo predisporrebbe il cuore verso la dottrina dei Mormoni, in modo
che, quando verrà loro presentata, mentre sono nel soggiorno dei morti, saranno
più propensi ad accettarla. Essi si basano anche su 1 Pietro 3:19-20 per
sostenere il fatto che, mentre il corpo di Gesù era nella tomba, il suo spirito
era nella prigione degli spiriti a predicare.
Ma
quando si chiede a un mormone “Quali e a quanti spiriti il Signore
Gesù predicò?”, essi rispondono “tutti”, e questo è in aperto
contrasto con quanto afferma Pietro, ovvero che predicò agli “spiriti
ribelli, quando la pazienza di Dio aspettava nei giorni di Noè”.
L’eternità secondo i Mormoni
I
Mormoni credono nel ritorno del Signore Gesù Cristo, ma in un modo
assolutamente distorto. Essi credono che il Signore Gesù raggrupperà tutti
quanti nello stato del Missouri, mentre il resto del mondo sarà punito da Dio.
Essi
ammettono una risurrezione generale degli uomini in cui ognuno andrà in uno dei
tre cieli:
1. il primo,
il telestiale, è riservato ai pagani che hanno
rifiutato Cristo e che soffrono nell’inferno fino all’ultima risurrezione (è
una specie di purgatorio mormone);
2. il
secondo cielo, il terrestiale, è per i
cristiani e per persone di buona volontà di altre religioni, che non hanno
ricevuto la dottrina mormone;
3. il terzo
cielo, il celestiale, è per i Mormoni ed esso è diviso in tre
regni. Il più alto è per i Mormoni buoni, battezzati e sigillati in un
matrimonio celestiale nel loro tempio. Questi, con la propria famiglia,
potranno regnare su un pianeta e su altri dèi inferiori a loro. Il
secondo regno è per Mormoni buoni, ma che non sono stati sposati in un loro
tempio e l’ultimo reparto è riservato ai Mormoni che non sono stati fedeli.
Una
cosa interessante da sottolineare è che per i Mormoni i rapporti
familiari terreni, continueranno anche nell’eternità, con la nascita di altri
bambini. Questo è in aperto contrasto con le parole del Signore Gesù: “Gesù
disse loro; «I figli di questo mondo sposano, e sono sposati; ma quelli che
saranno ritenuti degni di avere parte al mondo avvenire e alla risurrezione dai
morti, non prendono né danno moglie; neanche possono più morire perché sono
simili agli angeli e sono figli di Dio, essendo figli della risurrezione»”
(Luca 20:34-36).
La
dottrina della poligamia sarà in vigore e l’uomo potrà avere più mogli, quelle che
erano state sigillate per lui in un tempio prima della sua morte.
Tutti
potranno lentamente progredire nella deità, fino a diventare dèi.
Tutte
queste dottrine sono false e devono essere respinte.
Non si trova nessun riscontro nella Parola di Dio intorno a questi
insegnamenti.
Nell’eternità
i veri credenti, coloro che appartengono alla famiglia di Dio, saranno alla
presenza del Signore, Lo adoreranno e Lo serviranno.
Andrea
Belli
Tratto con permesso da «IL CRISTIANO» aprile 2010 www.ilcristiano.it