Lo yoga si trova
oggi in misura crescente al centro dell’interesse dei nostri paesi occidentali,
lodato da molti come la soluzione nel deserto spirituale e religioso, che si estende
come conseguenza del razionalismo, materialismo e ateismo. Ma la sua origine è
in India, e trae le sue radici dall’induismo. Yoga non è un concetto unitario,
ma nelle sue forme si presenta come una tavolozza multicolore di metodi e di
esercizi, una pratica di vivere fino a raggiungere finalità religiose e
spirituali. A questa immagine cangiante corrisponde anche la comunità yoga, che
oggi nell’occidente è composta da persone di tutte le età e classi sociali,
interessate per motivi molto diversi. Nella sola Germania occidentale vi sono
attualmente 100.000 praticanti.
Fra le diverse
scuole di yoga ve n’è una, la meditazione trascendentale, chiamata "scienza
dell’intelligenza creatrice". In origine era una derivazione del
Mantra-Yoga magico; questo movimento ha avuto un’impronta speciale per la sua
diffusione tra gli occidentali. Nel 1974 il numero degli aderenti occidentali
era di mezzo milione. Il fondatore e capo, Maharishi Mahesh Yogi, che dal 1960
viaggiava per gli Stati Uniti, l'Inghilterra, la Germania, sin dal 1972
presenta come finalità del movimento un piano mondiale: partendo da 3.600
centri, uno per ogni milione della popolazione mondiale di quel tempo, la
meditazione trascendentale, che è la "scienza della intelligenza
creatrice", dovrebbe essere diffusa come una valanga nel senso che
ciascuno, una volta ammesso alla meditazione trascendentale, deve comunicarla
ad altri.
Lo yoga, nelle
sue diverse forme, è presente spesso anche nei circoli cristiani. È
significativo però, come amici indiani ci hanno detto, che nell’India odierna
esso ha un ruolo di poca importanza. Proprio in India gli uomini hanno
riconosciuto spesso che lo yoga non dà loro quello che desiderano nel momento
della disperazione. I cristiani indiani rifiutano fermamente una combinazione
di yoga e cristianesimo. Il fatto che questa dottrina in occidente metta
radici, ci dice che proprio l’occidente si trova nell’allontanamento della fede
e nella ribellione contro Cristo, quindi questa è una manifestazione del suo
carattere anticristiano.
CHE COSA È LO YOGA?
Secondo
l’induismo lo yoga è un insieme di metodi che, con l’aiuto dell’ascesi, di
esercizi fisici, di tecniche di respirazione e di meditazione, dovrebbe
liberare l’anima umana di tutto il suo peso materiale e terreno. Questa liberazione
tanto ricercata ha un doppio significato: non è intesa soltanto per l’esistenza
presente dell’uomo che pratica lo yoga, ma soprattutto per il ciclo delle
reincarnazioni. Secondo l’antica concezione induista a dipendenza del suo
"Karma", l’anima impura dell’uomo deve rientrare sempre in un seno
materno e nascere di nuovo. Soltanto quando riesce per propria forza a
purificarsi, raggiunge la redenzione e con questa la liberazione da nuove
reincarnazioni. La redenzione induista significa anche che l’anima individuale
(Atman) è alla fine identica all’anima cosmica (Brahman). Nello yoga indiano
c’è la concezione che ogni anima, nella sua natura e sostanza, è unita nel suo
profondo alla divinità. Qui sta la tentazione segreta dello yoga: esso
insegna che l’uomo è Dio.
Nello yoga l'uomo
non è l’immagine di Dio danneggiata dal peccato originale, ma è Dio stesso.
Le diverse scuole
di yoga si distinguono per il loro metodo. Lo Hatha-Yoga dà molta importanza
alle tecniche propriamente corporali, per esempio alla purificazione dello
stomaco e degli intestini, a certe posizioni (Asanas), a tecniche respiratorie
(Pranayama). In queste ultime si tratta principalmente di rallentare
arbitrariamente o volutamente il respiro, e questo effettua nell’esperienza un
rallentamento del pensiero, uno svuotamento artificiale della coscienza.
Altre scuole
preferiscono tecniche meditative, per esempio il Mantra-Yoga, che lavora con la
ripetizione dei mantra, ad alta e bassa voce o nel silenzio. Questi mantra sono
formule magiche che spesso non hanno un significato linguistico o grammaticale,
come per esempio il mantra "OM". Essi dovrebbero esprimere
immediatamente forze primitive divine o cosmiche, per esempio gli dei Vishnu,
Shiva o l’anima cosmica Brahman. Mediante la ripetizione incessante di tali
formule, gli indù pensano di identificarsi con le potenze rappresentate in
queste formule medesime. L’uomo perciò non si presenta umile davanti al suo
Creatore, ma tenta attraverso i mantra di realizzare una sua latente identità
divina, che in ultima analisi è pagana.
La maggioranza
delle scuole di yoga nell’occidente sono sotto l’influsso dell’Hatha-Yoga. Gli
esercizi insegnati in questa scuola dovrebbero fortificare principalmente il
corpo, mantenere elastiche le articolazioni, disintossicare gli organi,
tranquillizzare i nervi e così aiutare gli uomini a condurre una vita armonica
per riuscire meglio ad affrontare lo stress quotidiano.
Spesso si
introducono i bambini ai corsi di yoga. Nelle scuole occidentali di yoga
raramente si parla della liberazione dell’anima dal ciclo delle reincarnazioni,
ma piuttosto del successo nel mondo. Questa trasformazione del significato di
yoga nell’occidente porta con sé un giudizio errato, sembra che si tratti
soltanto di un esercizio fisico. Il principiante sente a volte alcuni
effetti positivi di leggerezza, perciò è in grado di sopportare meglio certe
situazioni di stress.
Queste esperienze
iniziali, spesso soltanto apparentemente positive, inducono molti uomini ad
occuparsi più da vicino dello yoga, a penetrarne più profondamente la sua
dottrina. Ecco perché molti ne sono sedotti e cadono nell’inganno.
Gli esercizi
fisici però sono difficilmente separabili dagli aspetti spirituali. Anche lo
spirito dell’uomo vi si trova inserito. Come veri iniziatori, dietro le quinte
ci sono dei maestri di yoga (yogi) formati nello yoga dell’induismo indiano e
che hanno un piano preordinato per condurre gli allievi alla meta dello yoga
indiano. Perciò il cammino iniziale di esercizi fisici, respiratori e di rilassamento,
conduce ad ulteriori esercizi di conoscenza di se stessi, di tecniche di
dominio dello spirito e dell’anima.
Con questo
abbiamo risposto alla questione discussa, e cioè che il metodo yoga non si può
separare dall’induismo. Quello che viene praticato nei paesi occidentali non è
soltanto una ginnastica che favorisce la salute; chi pensa cosi è vittima di un
inganno, poiché in ultimo questi esercizi non sono separabili, come è
stato detto tante volte, dalle concezioni speciali dell’induismo e del suo mondo
spirituale occulto. I fautori dello yoga dicono questo apertamente.
Apparentemente lo
Hatha-Yoga è innocuo e non religioso; con esso si cerca di essere coscienti
delle proprie capacità fisiche grazie agli esercizi nei corsi di ginnastica.
Questa forma di yoga è una preparazione per il "cammino regale" del
"Raja-Yoga". Certi aspetti del pensiero induistico devono essere
accettati anche nello Hatha-Yoga. Gli esercizi apparentemente di pura
ginnastica sono orientati spiritualmente e hanno effetti spirituali. Questo si
manifesta attraverso i suoi nomi come "sede del perfetto", "la
posizione eroica", "la sede del Loto", eccetera.
In questi
esercizi, non solo le membra sono attivate, ma vi sono anche effetti sugli
organi interni e sulle ghiandole e su certi centri nervosi.
QUALI SONO GLI SCOPI DELLO YOGA?
Se anche le
singole scuole hanno le loro dottrine specifiche, nello yoga classico si tratta
del tema principale che è scoprire se stesso, quella parte essenziale, pura e
divina in sé: il Dio nell’uomo.
Secondo la
dottrina fondamentale dello yoga, si afferma che la natura – specialmente la
natura umana – è buona nel suo intimo. Tutti i maestri di yoga credono in se
stessi, nel senso di essere Dio o parte della divinità.
La conseguenza è
che i maestri (Guru) che presentano questa dottrina hanno un’influenza immensa,
come possiamo constatare nel mondo occidentale. Essi sono accettati come
divinità personificate e approfittano di questa loro autorità, e ci si inchina
perfino davanti ai piedi di un ragazzo di 17 anni. [...]
Su quale via si
trova il Dio in sé secondo lo yoga? La via da seguire è lo svuotarsi
interamente di se stessi, con l’aiuto di esercizi fisici, per aprirsi alle
potenze cosmiche che agiscono nell’universo. Mediante questo, l’uomo si potrà
unire alla fonte dell’energia presente in tutto l’universo, per esempio
nell’aria, nell’acqua e nell’alimentazione. Così l’uomo diventerà Dio, cioè si
eleverà allo stato originario, senza macchia, innocente, per diventare un
superuomo. Con questo l’uomo riesce – così si dice – a raggiungere la meta
desiderata: la felicità, la piena armonia, il supremo stato della coscienza che
conduce all’essere divino.
Nella sua essenza
lo yoga è dunque una forma di autoredenzione! Ma che cosa accade in
realtà? Se l’anima individuale tende a liberarsi dalla supposta prigione –
coltivando in ciò un fine serio e apparentemente buono – in verità promuove
l’io peccaminoso e di conseguenza l’egoismo.
Infatti l’allievo yoga si occupa costantemente di se stesso, i suoi pensieri
girano sempre attorno alla sua persona e diventa ogni volta più incapace di
vivere in comunità.
Così alla fine
questa sedicente autoredenzione porta ad una conclusione ingannatrice. Anche se
questo fine si realizzasse mediante le forze dell’universo che pervadono l’uomo,
non si deve dimenticare il fatto che non esistono forze neutre, come
alcuni pensano, nemmeno nello yoga.
Dietro a ogni
forza invadente c’è piuttosto un essere o una personalità spirituale. Ed ora ci
si domanda: quale essere? Quale divinità?
Gesù afferma di
essere il Figlio di Dio che viene dall’alto. Ma esiste anche l’avversario di
Dio, un anti-Dio poderoso che viene dal basso (Giovanni 8:23), anche questo può
entrare nell’uomo e conferirgli determinate capacità.
Chiediamoci ora da
dove vengono queste forze dello yoga induista che si introducono
nell’allievo yoga, e con il quale si uniscono quando hanno raggiunto lo scopo
dell’esercizio yoga, per trasformare un uomo in un semidio o in un superuomo?
Come già detto, nello
yoga ultimamente sono accettate le forze dell’anima cosmica induista del
Brahman. Né può essere diversamente, perché gli yogi vivono nella tradizione
induista. Credono da una parte in se stessi come Dio e dall’altra hanno ancora
diverse divinità personali come Krishna, Shiva.
Gli allievi yoga
devono mettersi in comunicazione con queste divinità e sono inevitabilmente
indotti ad accettarle. Questo però significa che c’è una relazione con un
essere demoniaco, perché l’apostolo Paolo, quando parla dei sacrifici
pagani, afferma: "I pagani offrono sacrifici a entità demoniache e non a
Dio" (1 Corinzi 10:20).
Colui che coltiva
intensamente lo yoga finirà – a causa del mondo occulto che si cela dietro la
pratica dello yoga – inevitabilmente e spesso inconsciamente sotto
l’influenza di Satana. Attraverso l’influsso delle forze dell’universo che
non sono altro che forze di dèi pagani, l’uomo si espone al pericolo di cadere
sotto la potenza degli inferi, anche se crede di praticare dello "yoga
cristiano". E finalmente l’allievo yoga passa dal regno di Gesù, il regno
della luce, al regno delle tenebre, cosa che si percepisce per lo più quando è
troppo tardi. Questo passaggio, così decisivo per l’eternità, dal regno di Gesù
al regno del demonio, si realizzerà a causa della sorgente spirituale dello
yoga.
Il fatto che
nello yoga si tratta di forze soprannaturali è dimostrato dai mantra, dei quali
abbiamo parlato. La meditazione trascendentale del Maharishi Mahesh Yogi, che è
largamente diffusa, agisce principalmente con questi mantra. Il Maharishi dice
ai suoi allievi che i suoi mantra sono di origine indù, però non dice loro
nulla sulle potenze, cioè sulle divinità induiste che si identificano in
queste forze. Negli scritti dei suoi adepti si afferma il contrario, cioè
che in questi mantra si tratta soltanto di "vibrazioni fisiche".
Queste dichiarazioni servono a velare la realtà. In questo modo una tecnica
magica religiosa di origine pagana viene interpretata come una "scienza
della intelligenza creatrice". Il principiante non percepisce che
l’accettazione in questa comunità equivale ad aver fede nella tradizione
induista.
Ernesto Gogler,
un indiologo di Basilea, nel settembre 1974 ha scritto sul "Kirchenboten"
un articolo nel quale faceva le seguenti osservazioni sui mantra:
"L’occultamento dei mantra davanti al pubblico e ai principianti e il
nascondere le potenze che stanno dietro ad essi, confermano il fatto che i
mantra non possono essere paragonati alla preghiera o alla meditazione in senso
biblico. I mantra sono sillabe magiche o formule occulte."
Che le pratiche
di yoga sin dall’inizio nell’India antica siano miste a magia e forze
occulte, appare chiaramente quando si sente che i manuali tradizionali di yoga
promettono all’allievo forze soprannaturali (Siddhis), durante il progresso in
questo cammino.
Mircea Eliade, il
grande conoscitore di yoga, scrive: "Uno yogi in India ha sempre avuto
la fama di essere un Mahasiddha, come un possessore di forze occulte, un
mago." Tra queste capacità vi sono: "La forza di raggiungere
qualsiasi oggetto da qualsiasi distanza, la volontà irresistibile del dominio
sugli elementi e il compimento dei desideri" (citazione secondo
Eliade: Yoga, pag. 97).
Mediante queste
capacità gli yogi fanno i cosiddetti miracoli. Nel settembre del 1974 la stampa
dette notizia che a Colonia uno yogi aveva camminato a piedi nudi su carboni
ardenti a mille gradi e che i suoi adepti lo avevano seguito senza che i loro
piedi si bruciassero. Un altro yogi aveva fermato completamente il suo cuore
per otto secondi.
Ma se le potenze
alle quali gli adepti dello yoga alla fine si aprono sono potenze oscure,
allora esse non potranno mai portare una soluzione, la liberazione e l’armonia,
come viene invece affermato in questa dottrina. Satana è il distruttore di ogni
felicità, di ogni gioia e armonia, di ogni bene; è lui che sta dietro tutti gli
idoli e gli dei, ed è anche lui che sta dietro le dottrine induiste. Egli vuole
mettere l’uomo sotto il suo potere per condurlo alla perdizione. Di conseguenza
se uno è un cristiano fedele non può far altro che combattere con Gesù contro
l’occultismo e il demonio che si presenta nello yoga.
Gesù Cristo è
venuto per distruggere le opere delle tenebre e del diavolo (1 Giovanni 3:8).
Egli è il Signore e il Vincitore su Satana e su tutti i demoni, sulle autorità
e sui dominatori di questo mondo di tenebre e sugli spiriti del male che sono
sotto il cielo (Efesini 6:12).
È dunque
manifesto e chiaro che non può esistere una forma cristiana di yoga. È
sconcertante che nei paesi occidentali molti usano lo yoga sotto vesti
cristiane, per esempio, mettono parole cristiane e orazioni come il Padre
Nostro al posto dei mantra. Ci sono perfino teologi che favoriscono questi
esercizi e invitano gruppi cristiani a simili pratiche: sarebbe il cammino per
ravvivare una vita di preghiera esangue! Lo yoga sarebbe una via che si
potrebbe usare per la meta cristiana.
Una cosa è
chiara: lo yoga e la fede cristiana si escludono a vicenda – non soltanto
per il fondamento, il cammino e la meta, ma anche per il Cristo vivente con la
Sua chiamata a seguirlo fino alla meta, e tutta la Parola di Dio, sono contrari
alla dottrina, al cammino e alla finalità dello yoga induista.
A parte il
pericolo principale che deriva da questa origine demoniaca, la dottrina
dell’autoredenzione è già completamente contraria alla fede cristiana. L’uomo è
peccatore e non ha assolutamente alcun potere per redimersi attraverso esercizi
fisici e spirituali con i quali pensa di elevarsi sempre più in alto fino a
diventare un uomo-dio.
Chi appartiene
alla verità si rende intimamente conto di non essere è imprigionato nel proprio
io originariamente buono, ma di vivere nella prigione del proprio peccato, e
quindi di Satana, a causa della sua natura imperfetta. E proprio da questa
prigione deve essere liberato. Il cristiano non cercherà mai di scoprire il suo
"io divino" per raggiungere la redenzione, perché conosce già il suo
proprio essere incline al male (Genesi 8:21). Egli conosce la realtà del
peccato e della colpa e ha bisogno di un Redentore. L’unico Redentore è Gesù
Cristo.
Gesù si è fatto
uomo ed è morto per noi sulla croce per redimerci dal nostro io decaduto e sede
di ogni male, dell’egoismo, della superbia e di ogni brama illecita. Per il Suo
Sangue versato e il Suo atto redentore, secondo la parola "Tutto è
compiuto!", Satana e il peccato sono stati vinti. In questa fede, quando
il nostro uomo vecchio, quello naturale, è dato alla morte in Cristo, risorge
l’uomo nuovo, l’io redento.
Soltanto Gesù, il
Figlio di Dio, ha il potere di creare questo in noi. Per un vero cristiano Gesù
è il grande protagonista della sua vita. Vive con Lui e segue Lui, fino alla
meta per essere per sempre con Lui nel Suo Regno.
Chi realmente ama
Gesù, l’Agnello di Dio, come il suo Redentore, chi ha una relazione personale
con Lui, non farà esercizi dietro ai quali stanno dottrine occulte e
formule magiche. Non si rivolgerà mai a forze sconosciute del cosmo e a
divinità straniere, a esercizi yoga per imparare l’arte di svuotare la sua
mente, perché i suoi pensieri sono rivolti a Gesù Cristo e nel silenzio si
occupano di Lui e della Parola di Dio. Il cristiano non ha bisogno di
esercitarsi nello yoga per escludere tutte le funzioni della sua anima, perché
la sua anima vuole invece essere viva e amare Gesù, e con Lui gli uomini e
tutte le creature di Dio, amando però Gesù al disopra di tutto.
E chi pensa di
dover liberare il divino imprigionato in sé aprendo l’anima a tutte le forze
che vengono dal basso, diventerà in questo modo prigioniero del peccato. Ecco
perché un cristiano che agisce in tal modo deve riconoscere la sua colpa quando
arriva sotto l’influenza di questi poteri. Per quanto riguarda lo yoga, un
cristiano oggi deve scegliere fra Cristo e Beliar, perché la possibilità di
unire yoga e fede cristiana non esiste.
Lo stesso vale
per lo zen, la dottrina corrispondente giapponese che viene dal buddismo
e si diffonde molto nell’occidente. Questa mistura è una forma di sincretismo.
La Sacra Scrittura ci mostra innumerevoli esempi nei quali Dio ha punito il
popolo dell’Antico Testamento con castighi durissimi quando questo ha voluto
unire il Dio vivente con gli idoli, cioè con i demoni delle altre religioni.
Era soprattutto questo il suo peccato, e non la mera idolatria.
Non ci si può in
nessun modo scusare portando a favore dello yoga per esempio questo argomento:
un Dio giusto non può escludere dalla salvezza eterna un buddista, un indù o un
credente di altre religioni che cercano con sincerità di salvarsi, e quindi si
può andare anche su questa "altra via". Lo sbaglio di questo
argomento è il seguente: è vero che la grazia di Dio non ha limiti, ma c’è una
differenza capitale tra coloro che hanno ricevuto la rivelazione del Figlio di
Dio, Gesù Cristo, e coloro che non l’hanno ancora udita. Per noi cristiani vale
questo: "E in nessun altro vi è la salvezza, poiché non c'è alcun altro
nome sotto il cielo che sia dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo
essere salvati" (Atti 4:12).
Per i cristiani
lo yoga è una via di apostasia che conduce alla perdizione. Per i pagani
può forse essere dapprima una via falsa che il Signore può far deviare nella
via vera della sua conoscenza.
La nostra
redenzione è stata pagata a caro prezzo. Perciò, ogni volta che pensiamo di
poter seguire, accanto a Gesù, altri dei e idoli pagani, Dio chiama noi, il Suo
popolo del Nuovo Patto, redento dal sacrificio di Gesù e dal prezioso Sangue
dell’Agnello di Dio: "Fino a quando zoppicherete da due parti?"
Per concludere:
lo yoga non è soltanto un affare personale di vita religiosa dell’individuo,
ma, come proclamato da Maharishi Mahesh Yogi, è un piano di portata mondiale:
offrire la "salvezza" e la "fortuna" al mondo. La pratica
dello yoga oggi mostra già i segni che questa dottrina sfocerà nella chiesa
mondiale unitaria, separata da Dio, che attualmente si cerca di realizzare. Già
si vedono i primi segni di questa sedicente fratellanza mondiale, religione
mondiale della chiesa unitaria anticristiana, nella quale si uniscono tutte le
religioni per creare la nuova cittadinanza mondiale.
Dinanzi alle
grandi seduzioni della nostra epoca, l’inizio degli ultimi tempi, Gesù ci
chiama: "Venite a Me, Io sono la Via, la Verità e la Vita. Chi crede in Me
ha la vita eterna!"
Sì, soltanto in Lui
ci sarà data la vera salvezza e la redenzione dal peccato, causa della nostra
infelicità e perdizione. Un giorno Egli ci aspetterà nella gloria celeste,
quando saremo trasfigurati e trasformati a Sua immagine. In quel giorno ci
inviterà ad abitare eternamente nel Suo Regno.
Solo Gesù ha un
piano mondiale, unico, eternamente valido. Nel Suo piano di salvezza sono
inclusi non soltanto la perfezione del singolo, ma anche il rinnovamento del
mondo che Egli ha creato e redento con il Suo sacrificio, e che mediante
giudizio e grazia condurrà alla nuova creazione.
Però chiunque
abbandona il Cristo e si rivolge ad un’altra redenzione che viene dal basso,
dalle profondità dello yoga, andrà incontro alla perdizione. Sì, "quanti
ti abbandonano resteranno confusi… perché hanno abbandonato la fonte di acqua
viva, il Signore" (Geremia 17:13).
A coloro che
abbandonano questa sorgente Gesù, il Signore e Salvatore vivente, dice:
"Vieni a Me, rifiuta le potenze che vengono dal basso, prendi nella fede
la forza del Mio Sangue, il Sangue dell’Agnello." In esso è presente la
potenza liberatrice e vittoriosa che rompe le catene di Satana e dei suoi
demoni. Essi sono vinti da Gesù Cristo che è il Signore e il Padrone.
Tuttavia, dopo il
rifiuto di queste forze e dopo l’invocazione del nome vittorioso di Gesù, è
necessario intraprendere una battaglia della fede perché ci saranno senz’altro
delle tentazioni "ritardate". La miglior cosa è di fare questo passo
con l’aiuto di altri: un uomo di Dio o un gruppo di credenti che ci saranno
d’appoggio nella preghiera. È necessario di attenersi costantemente a questa
certezza: La vittoria è sicura, perché Uno solo ha la potenza, Gesù Cristo, il
Signore risorto e vittorioso, davanti al quale tutte le forze avverse devono
cedere!
di M. Basilea Schlink -
traduzione di Sandro Ribi