L’islam ed il cristianesimo sono veramente la
stessa religione?
PRIMA
PARTE
Nei
nostri giorni, attraverso la libera circolazione di persone, siamo confrontati quotidianamente
non solo con diverse culture, ma anche con diverse religioni.
Una di
queste confessioni di fede è l’islam, che spesso persone di cultura e di rango
cercano con ogni sforzo di assomigliare al cristianesimo biblico.
È
incredibile come in una ricerca superficiale e nella distorsione a proprio tornaconto
si possa fare di tutta l’erba un fascio, a danno della verità suprema della
Parola di Dio "
Alla luce
di fatti storici e della Bibbia, con questo studio cercheremo insieme una risposta
alle seguenti domande:
·
Ha
l’islam qualcosa in comune con il cristianesimo?
·
Credono
i mussulmani ed i cristiani nello stesso Dio?
Spesso si
sente dire, e questo non solo da parte della nostra società ma anche dalla
chiesa, che l'islam ed il cristianesimo abbiano qualcosa in comune.
Nel 1972,
il Papa Paolo VI scrisse alla comunità mussulmana nel mondo le seguenti parole:
"Ogni volta che noi",
intendeva mussulmani e cristiani, "...c'incontriamo
(riuniamo), possiamo constatare con lieto
stupore quanto stiamo vicini e quanto abbiamo in comune, poiché noi
condividiamo la fede nello stesso Dio".
Apparenze
che ingannano!
La dott. Christine Schirrmacher
(specializzata in materia), scrive sul giornale "Fundamentum" dieci punti
importanti, che apparentemente sembrano mettere l'islam ed il cristianesimo in
una comune relazione:
1. Sia il Corano, come anche
2. Nel Corano come anche nella Bibbia
Egli è presentato come il creatore del cielo, della terra e dell'uomo.
3. Secondo il credo cristiano e
mussulmano, Dio ha scritto la sua santa ed eterna Parola nel suo santo libro
(naturalmente per il cristiano, il santo libro è
4. Il cristianesimo come anche l'islam
richiede all'uomo l'adorazione ed il ringraziamento verso questo Dio onnipotente.
5. Sia il Corano come anche
6. Il Corano e
7. Secondo il Corano e
8. Il Corano e
9. Secondo il Corano e
10. Il Corano e
Naturalmente
se esaminiamo coscienziosamente i due libri:
Questi
dieci punti dimostrano apparentemente una certa somiglianza tra il Corano e
Ancora
oggi instancabilmente vengono cercati dei punti in comune affinché si possa
conciliare l'islam con il cristianesimo. Ma in questa ricerca (cieca) gli
elementi essenziali che caratterizzano queste due religioni non vengono
esaminati doverosamente.
Si tenta
ogni sforzo a livello clericale, per fare del cattolicesimo, dell’islam, del buddismo
e di altre religioni un solo puzzle, nel quale si vuole assolutamente adattare
il cristianesimo e le chiese evangeliche.
SECONDA
PARTE
Cos'è il
Corano
Per i
mussulmani, il Corano rappresenta una "summa"
di principi nei quali credere, una sintesi di precetti etici da seguire, una
norma di vita spirituale alla quale conformarsi, l’inizio di un codice civile
col quale affrontare e risolvere i problemi d’ogni giorno.
Nei 114
capitoli, a brani di alta poesia si susseguono le "antiche storie" di
profeti - messaggeri che hanno preceduto Muhammad.
Prima di
passare al confronto dei dieci punti citati nella prima parte, facciamo insieme
un'escursione nel mondo arabo, dando un’occhiata ad alcuni punti storici che
riguardano la vita di Muhammad (Maometto).
PUNTI STORICI
La nascita e la famiglia di Muhammad (Maometto)
Muhammad che significa "lodato", nacque circa nel 570 d.C.
alla Mecca.
Proveniva
da una famiglia (clan o stirpe) povera ma ben vista, quella dei Quraysh che a sua volta discendeva dalla famiglia dei Banù Hashim (l'appellativo è
rimasto ancora oggi alla dinastia della Giordania: regno Hashimita).
Suo padre
Abd Allàh (lo schiavo del
Dio) morì in viaggio, prima che il bimbo nascesse e sua madre Aminah (la fede, figlia di...) morì prima che egli compisse
il decimo anno di età.
Per un
corto tempo, egli crebbe affidato alle cure del nonno paterno Abd al-Muttalib ed infine a
quelle dello zio paterno, Abu Talib,
che lo portò con sé nei viaggi d'affari, fatti in carovana, fino in Siria -
Palestina e in Mesopotamia..
Stando ad
alcune tradizioni, durante i viaggi in carovana con suo zio, Muhammad avrebbe conosciuto il monaco Serghios/Bahira che, riconosciutolo profeta, gli avrebbe insegnato
la dottrina cristiana. Ebbe così l'infanzia malinconica dell'orfano, rievocata
fuggevolmente in uno dei capitoli più antichi del Corano.
Secondo
"Sura" 43,31, la famiglia di Muhammad non ricopriva nessuna posizione importante nella
Mecca.
"Perché non fu inviato questo Corano a un
uomo importante, di una delle due città?"
Fu molto
più tardi che questa acquistò grande importanza tra il popolo mussulmano.
Muhammad
si sposa
All'età
di ca. 25 anni Muhammad sposò la quarantenne ricca
ereditiera (vedova) Chadischa.
Che sia
stato un matrimonio di interesse o un matrimonio d'amore, non lo sappiamo.
Il
matrimonio portò una stabilità nell'animo del giovane Muhammad.
Sua
moglie gli trasmise un amore materno e più tardi lo incoraggiò nel suo mandato,
con una imperturbabile fede.
Ebbe per Chadischa un profondo affetto e finché lei visse, non prese
altra moglie.
Col
matrimonio la situazione di Muhammad cambiò
totalmente, sia materialmente come anche socialmente. Ormai era diventato un
uomo ben visto da tutti e nello stesso tempo anche ricco. Il suo stile di vita
cambiò radicalmente.
Dopo la
morte di Chadischa egli fu invitato a restare nella
città arabo – giudaica di Jathrib, Località che si
trovava ad est di Mecca (oggi Medina).
Il
rigetto e la persecuzione a causa delle sue convinzioni di fede, contribuirono
a fargli
accettare
l’invito.
Per la sua
fedeltà coniugale e professionale fu chiamato il "fedele". Ma pochi
anni dopo la sua stabilità vacillò.
Dal suo
matrimonio nacquero sei figli dei quali sopravvisse solo la figlia Fatima.
Non
contento della prole adottò il cugino Ali e Zayd b. Hritha.
Muhammad
diventa profeta
All'età
di 40 anni avvenne nella vita di Muhammad una svolta
decisiva.
Iniziò a
cercare il senso della vita.
Muhammad era un uomo che possedeva capacità
straordinarie. Con preoccupazione guardava la decadenza religiosa e morale di
quel tempo.
Così il "carovaniere del deserto", isolatosi
volontariamente dal mondo, nella caverna del monte Hira
presso
Fu proprio
in quella caverna che ricevette la prima rivelazione o visione.
L'Angelo
Gabriele gli apparve, gli mise un panno davanti agli occhi e gli comandò: "Grida ai quattro venti, in nome del tuo
Signore che ha creato, che ha creato l'uomo da sangue rappreso derivato dalla
goccia di sperma.. Grida ai quattro venti! Il tuo Signore è il magnifico! Ha
addestrato l'uomo all'uso del càlamo, gli ha
insegnato ciò che egli ignorava" (Sura
96,1-5).
Col
passare degli anni, simili rivelazioni si ripeterono frequentemente.
Muhammad ebbe l'impressione di essere un
profeta mandato da Dio e di avere ricevuto il messaggio di ravvedimento per i
suoi connazionali, affinché essi abbandonassero gli idoli e credessero ad un
unico Dio.
Non passò
molto tempo, che Muhammad incominciò a rimproverare
il popolo meccano ed a metterli in guardia sul giudizio di Dio che stava per
avvenire.
Il
contenuto della sua predicazione era:
·
Credere
o avere fede in un Dio benigno e creatore.
·
Un
appello ad un migliore stile di vita, sia sociale sia morale, in vista al giudizio
finale che era alla porta.
"Con il nome del Dio, ricco in clemenza
abbondante misericordia. Vi frastorna la corsa alla ricchezza fino al momento
in cui prenderete in visione il sepolcro. Ma fate dunque attenzione, lo sapete!
Fate attenzione, dico, la sapete! Oh se lo sapeste con certezza... Vedrete
allora il gahim (l'inferno) lo vedrete con occhio sicuro e, in quel giorno, sarete interpellati sui
godimenti terreni" (Sure 102).
“Hai tu prestato attenzione a quello che
sbugiarda il giorno del giudizio? Proprio lui scaccia l'orfanello proprio lui
sconsiglia di alimentare il meschinello. Wailun a coloro che si atteggiano a oranti e mentre pregano
pensano a tutt'altro! Bacchettoni! Negano l'aiuto ai
poveri" (Sure 107).
I suoi
primi seguaci furono la moglie, il cugino Alì ed
altri parenti o amici, piccoli borghesi, gente umile ed emarginata.
La classe
dominante della Mecca s’irrigidì contro la sua parola mettendo in dubbio che il
suo mandato fosse da parte di Dio. Addirittura gli rinfacciarono che fosse un
poeta (Sure 69,41 seg.) che sotto l'influenza di
spiritelli (Sure 52,29) proclamava un messaggio che
non era da parte di Dio, ma degli uomini (25,4-6).
Muhammad si rifiutò di provare il suo
mandato con segni e prodigi come hanno fatto i profeti nel passato (quelli
citati nella Bibbia), appellandosi al fatto, che solo Dio ha la potenza di fare
miracoli (Sure 29,50) e che i profeti possono fare dei
miracoli solo con il permesso di Dio (Sure 13,38).
Attraverso
i viaggi fatti in carovana, Muhammad venne in
contatto con alcuni giudei e cristiani monoteisti. Per questo nel Corano
troviamo diversi personaggi biblici come: Adamo, Abramo, Mosé, Giobbe, Davide,
Giovanni Battista e naturalmente anche Gesù.
Secondo
la veduta di Muhammad, Dio (Allàh)
avrebbe mandato sulla terra 124'000 profeti per istruire il popolo nel momento
del bisogno e dell'incertezza.
Ben 315
di loro erano degli annunciatori, nove furono chiamati i "fedeli": Noè, Abramo, Giacobbe, Giuseppe,
Mosé, Giobbe, Davide, Gesù e Muhammad.
Otto erano
responsabili per alcuni popoli particolari.
Sei
avevano dei titoli particolari (Adamo: l'eletto di Dio, Noè: il predicatore di
Dio, Abramo: l'amico di Dio, Mosé: colui che confida in Dio, Gesù: uno spirito
e la parola di Dio, Muhammad: l'annunciatore di Dio.
Secondo Muhammad sono stati dati all'umanità 104 libri, gli
Evangeli a Gesù ed il Corano a Muhammad.
Evidentemente
egli restò impressionato dalle sacre scritture dei giudei e dei cristiani.
Adesso
anch’egli aveva ricevuto un libro, il Corano.
Nel
Corano, il racconto dei personaggi sopraccitati, non corrisponde al racconto biblico,
la narrazione dei fatti è stata islamizzata.
Probabilmente
Muhammad si usò di questi personaggi per provare il
suo mandato come profeta.
Non
voleva nient'altro che dimostrare al popolo arabo, che come nel passato Dio
mandò dei profeti per proclamare il suo messaggio al popolo ebraico, nello
stesso modo "Allàh" (Dio) aveva deciso di
mandare Muhammad al popolo arabo.
All'inizio
del suo ministero, Muhammad credette di essere un
ammonitore del popolo arabo (Sure 43,4; 46,16; 26,19;
42,8; 12,3-4), ma col passare degli anni si convinse di essere il profeta
universale, il sigillo di tutti i profeti.
Muhammad non è padre di nessuno tra di voi,
egli è il rasùl (l'inviato) del Dio, il sigillo dei nabì (profeti).
Il Dio
pio è onnisciente (Sure 33,40).
Con molta
probabilità in quella epoca non esisteva una Bibbia tradotta nella lingua
araba, ed oltre ciò, nella penisola araba esistevano dottrine ed eresie particolarmente
strane. Si pensa che in quel tempo, nella penisola araba fosse insegnata una
strana dottrina riguardante la "trinità" (Dio, Gesù e Maria). Questo insegnamento
è sempre rimproverato ai cristiani da Muhammad nel
Corano.
Si pensa
che Muhammad non abbia mai conosciuto una comunità
cristiana o dei cristiani fondati sull'insegnamento biblico.
Il panorama religioso di Muhammad
Il
panorama religioso in cui crebbe il giovane Muhammad,
nonostante la sua rudimentalità era assai complesso.
La
maggioranza della popolazione araba era ancora legata saldamente a pratiche
rituali polidemoniste, e possedeva un pantheon ricco
in divinità, al quale erano subordinati gli spiritelli.
Tra le
divinità sono ricordate anche nel Corano: la dea per eccellenza, la dea assai
potente, la dea della sorte, la dea della morte ed il dio dell'amore.
Queste
divinità erano venerate in tutta la penisola, ma in alcune regioni come alla
Mecca, esistevano divinità particolari: si ricordano "al –Hùbal" ed un non meglio identificato "Allàh", molto importante (lo si diceva già allora Allàh akbar: il dio supremo).
Le
divinità sopraccitate erano considerate sue figlie.
Il culto
primitivo presentava pure talune schematizzazioni tipiche dell'era semitica:
l’idolatria (adorazione delle pietre), già nota nella Bibbia, la fitolatria (adorazione degli alberi), e la idrolatria (adorazione dell'acqua che scorre).
La pietra
nera della ka'ba e il culto presentato tuttora alla
sorgente di Zemzem presso
Numerosi
luoghi sacri, alcuni di carattere generale, altri di fama locale, sollecitavano
il culto dei fedeli che era praticato con l'assistenza di custodi, stregoni e
indovini, con sacrifici di animali gli unici rimasti nell'islam, che è
religione sacrificale o liturgica, senza una gerarchia clericale e libagioni e
il rito del pellegrinaggio.
L’apparizione del cristianesimo in
Arabia
È
difficile precisare il momento storico in cui il cristianesimo fece la sua apparizione
in Arabia. Si ha qualche accenno in uno dei viaggi di Paolo Apostolo in Arabia:
"Ma Dio che m'aveva prescelto fin
dal seno di mia madre e mi ha chiamato mediante
Tale
viaggio si dovrebbe intendere come un primo saggio dell’attività di Paolo, e il
toponimo di Arabia designa la zona a sud di Damasco, che faceva parte del regno
nabateo.
Che cosa
dire?
Che Paolo
ha predicato il Vangelo alle tribù del deserto con scarso successo?
Non lo
sappiamo.
Concretamente
sappiamo che, nel terzo secolo la provincia araba, con capitale Bosra, si trovava sotto l'influenza cristiana. Si sa che la
lingua delle comunità era il greco. Probabilmente qualche scritto del Nuovo
Testamento sarebbe stato tradotto in arabo, senza che giungesse ad una completa
traduzione degli Evangeli.
Tradizioni
(o traduzioni) orali, tratte nella maggior parte della vasta letteratura apocrifa
fiorita nei primi tre secoli dell'era volgare, predicazione ed omiletica nestoriana si trasmettevano di padre in figlio, alla
maniera dei popoli senza scrittura.
Culturalmente,
fu questo tipo di cristianesimo quello che conobbe Muhammad.
Lo si può
dedurre dai parallelismi tra gli apocrifi, Prontovangelo di Giacomo e l'Evangelo dell'infanzia, e talune tematiche cristologiche del
Corano.
Conclusione
Un
interrogativo che non ha mai cessato di inquietare gli studiosi (soprattutto occidentali):
Cosa c’era nel pensiero di Muhammad?
Aveva
egli in mente di fondare una nuova religione, staccandosi dalle due precedenti
(giudaismo e cristianesimo)?
Oppure si
impegnava semplicemente a trasmettere in lingua araba chiarissima (come si
esprime il Corano) l'edizione nazionale di un monoteismo preesistente?
Una
domanda questa, che forse non avrà mai una risposta in questa vita.
Attraverso
la storia, il Corano è stato influenzato dal giudaismo e dal cristianesimo, per
questo i dieci punti citati nella prima parte, se analizzati con superficialità,
sembrano avere qualcosa in comune col cristianesimo.
Ma un’analisi
approfondita ci permetterà di spiegarli con molta facilità.
Le
domande che dovremo porci con obiettività sarebbero le seguenti:
·
Bastano
alcuni punti in comune per dimostrare l’omogeneità tra l'islam ed il
cristianesimo?
·
Si
può affermare sulla base di alcuni rari punti che si assomigliano (tra il Corano
e
Per
ottenere un chiaro risultato bisogna confrontare obiettivamente il fondamento
islamico con quello del cristianesimo.
Dal
risultato di queste ricerche possiamo dedurre che, se pur apparentemente
l'islam ed il cristianesimo sembra abbiamo qualcosa in comune, sono in realtà
divisi da una profonda voragine teologica.
TERZA
PARTE: PUNTI TEOLOGICI
1 ) La creazione
Ecco il
testo della creazione, così come ci viene prescritta nel Corano:
"Il vostro Signore è il Dio. In sei giorni ha
creato i cieli e la terra, poi si è assiso sul trono in maestà. Copre con la
notte il giorno, inseguito senza posa dalle tenebre. Sole e luna e stelle sono
sottomesse ai suoi ordini. Non appartengono a lui la creazione e il potere?
Benedetto sia il Signore, benedetto il padrone dei mondi" (Sure 7,54).
Per il
musulmano, l'islam ebbe inizio fin dalla fondazione del mondo e naturalmente,
dalla creazione di Adamo. Infatti, nel Corano leggiamo che Dio (Allah) creò
l'uomo dalla polvere e da una goccia di sperma eiaculata, (Sure
32,7-8;35,11; 75,37-38; 96,2).
"Poi lo ha ancora ritoccato e gli ha
insufflato del suo spirito e vi ha fatto regalo di
orecchi, d'occhi e di cuore..."
(Sure 32,9).
Nel
Corano, Eva non viene mai menzionata, esso si limita a dirci che Allah fece di
lui
(Adamo) la coppia maschio e femmina.
"Non fu, prima, se non una goccia di sperma
eiaculata, poi grumo di sangue, sì che il Dio lo creò, poi lo plasmò? E fece di
lui la coppia, maschio e femmina?" (Sure
32,37-39).
Se
leggiamo la narrazione della creazione nel Corano, ci accorgiamo che essa ha qualcosa
in comune con la narrazione biblica.
Il Corano
ci dice che Dio (…) creò l'uomo dalla polvere, ma in nessuna parte troviamo
l'espressione, che, Dio creò l'uomo a Sua immagine e somiglianza, come ci viene
narrato nella Bibbia: "Poi Dio
disse: facciamo l'uomo a nostra immagine, conforme alla nostra
somiglianza..." (Genesi 1,26) e nel verso
27 leggiamo che: "Dio creò l'uomo a
sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina"
Dio diede
a Adamo (ed Eva) dei compiti ben specifici:
·
Moltiplicarsi
e rendere la terra soggetta (Genesi 1:28).
·
Custodire
e lavorare il giardino di Eden (Genesi 2:15b).
·
Dare
un nome a tutti gli animali (Genesi 2:19b - 20a).
Come
possiamo vedere, nella Bibbia troviamo una narrazione più dettagliata riguardo
alla creazione, mentre nel Corano il tutto è riassunto come segue: "In sei giorni abbiamo creato e cielo e terra
e ciò che fra cielo e terra sta, né abbiamo provato la minima stanchezza"
(Sure 50,38).
Con
questo possiamo solo dire che ha creato ogni cosa senza provare stanchezza.
"Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed
ecco, era molto buono. Fu sera, poi fu mattina: sesto giorno. Il settimo
giorno, Dio compì l'opera che aveva fatta, e si riposò il settimo giorno da
tutta l'opera che aveva fatta. Dio benedisse il settimo giorno e lo santificò,
perché in esso Dio si riposò da tutta l'opera che aveva fatto" (Genesi
1:31-2,3)
Per i
cristiani questo giorno divenne un giorno di grande importanza. Esso invita gli
uomini a ricordarsi del settimo giorno e di consacrarlo al Signore (vedi Esodo 20:8-11).
Anche se
l'islam riconosce il venerdì come giorno di preghiera, non può essere paragonato
al giorno del riposo che intende
L'unico
punto dove il Corano sottolinea la verità biblica riguardo alla creazione, è che
il mondo e stato creato da Dio.
"Il Signore è il Dio (…). In sei giorni ha
creato cieli e terra..." (Sure 7,54).
2 ) Il peccato
Secondo
il Corano, satana sedusse Adamo ed Eva in paradiso, facendoli cadere nel peccato.
La conseguenza fu: perdita del paradiso, in altre parole essi furono scacciati
dal paradiso sulla terra.
"Il shaytan (satana)
li fece stramazzare (cadere), il shaytan li fece
cacciare dal luogo in cui si trovavano, e noi ci rattristammo: “Stramazzate! Siate
nemici gli uni degli altri; la vostra abitazione è sulla terra dove godete solo
per un tempo limitato!" (Sura 2,36).
Adamo ed
Eva mangiarono dell'albero che aveva loro proibito, la loro nudità divenne
visibile ed entrambi si coprirono con foglie degli alberi del giardino.
"Li sedusse (satana), essi caddero, mangiarono dell'albero, divennero visibili i loro
sessi, li coprirono entrambi con foglie strappate nel gannat
(paradiso). Li chiamò il Signore:
"vi avevo vietato l'accesso all'albero? Non vi avevo abbastanza avvertiti
che il shaytan (satana) era per voi nemico dichiarato?" (Sura
7,22, vedi anche Sura 20,121)
In modo
interessante, nel Corano notiamo a differenza del Vecchio Testamento, che Adamo
ed Eva chiedono perdono ad accentuando: "...la colpa è tutta nostra"
"Risposero entrambi (Adamo ed Eva): " Signore la colpa è tutta nostra.
Siamo perduti se tu non ci perdoni, se non ci dai l'abbondanza della tua
misericordia" (Sura 7,23).
Il Corano
definisce la trasgressione di Adamo ed Eva, come una caduta, un passo falso,
mentre nella Bibbia troviamo invece, che con la trasgressione di Adamo ed Eva,
il peccato è entrato nel modo.
Conseguenza:
(vedi Genesi 3-4)
·
La
terra (suolo) fu maledetta.
·
L'uomo
fu separato da Dio.
·
La
comunione con Dio venne interrotta.
·
La
fatica e la morte, l'inimicizia, la gelosia, l'odio, ecc., entrarono a far parte
della vita dell'uomo.
Secondo
Nel VT,
il rapporto tra Dio ed Israele viene spesso paragonato al matrimonio, e
l'infedeltà da parte d'Israele come adulterio (vedi i primi capitoli del
profeta Geremia).
Dio è
sdegnato su del peccato dell'uomo e nello stesso tempo rattristato, turbato (vedi
Marco 3:5; Giovanni 11:33).
In Isaia
63:10, leggiamo: "...ma essi furono ribelli,
contristarono il Suo Spirito..".
E in
Efesini 4:30: "Non rattristate lo
Spirito Santo di Dio con il quale siete stati suggellati per il giorno della
redenzione"
Nel Salmo
51, Davide riconosce il suo omicidio e l'adulterio: "Ho peccato contro Te (=Dio), contro Te solo, ho fatto ciò ch'è male
agli occhi Tuoi" (v. 4a)
Secondo
il Corano, la trasgressione di Adamo è stata uno stramazzare, una caduta, un
passo falso, una debolezza (Sura 2,36), ed un peccare
contro se stesso (Sura 7,23).
In questo
caso possiamo dire, che il peccato principalmente non provoca una rottura tra e
l'uomo.
Secondo
gl'insegnamenti islamici, il peccato ed i cattivi pensieri vengono generati esclusivamente
attraverso il suggerimento e l'insinuazione di satana, e non come
Secondo
il Corano, satana ha il permesso di per sedurre l'uomo nella disubbidienza.
Se l'uomo
resiste alla seduzione (tentazione) e non commette il male, allora egli può
compiere il bene.
Da questo
possiamo dedurre che il Corano ha un quadro ottimistico dell'uomo, naturalmente
in ciò che concerne la possibilità che egli ha di fare il bene. E non come
Poiché
secondo l'islam, l'uomo e capace di fare il bene da se stesso, vengono quindi a
mancare i pensieri fondamentali secondo Romani 7:19: "Infatti il bene che voglio, non lo faccio; ma il male che non voglio
quello faccio"
Come già
detto, secondo il Corano, "peccato" significa anche trasgressione e disubbidienza,
ma non una ribellione dell'uomo verso Dio ed i suoi ordini (regolamenti) come
insegnato nella Bibbia.
Nell'Evangelo
di Marco Gesù ci indica la fonte dei pensieri cattivi che contaminano l'uomo: "Perché è dal di dentro, dal cuore degli
uomini, che escono cattivi pensieri, fornicazione, furti, omicidi, lascivia,
sguardo maligno, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive
escono dal di dentro e contaminano l'uomo" (Marco 7:21-23)
Il Corano
insegna che l'uomo è in grado di non peccare.
Ma
nonostante ciò egli peccherebbe, facendo il male. è misericordioso e pronto a
perdonare la sua mancanza nel caso che l'uomo si pentisse ed inizierebbe a
vivere una vita migliore, per esempio:
·
Pregare
regolarmente, secondo l'insegnamento islamico,
·
rispettare
il mese del digiuno (ramadan),
·
fare
l'elemosina e
·
fare,
se è possibile, almeno una volta il viaggio di pellegrinaggio alla Mecca.
Facendo
ciò, egli può sperare che alla fine dei suoi giorni sia benevolo verso lui e lo
faccia entrare in paradiso.
Nella Sura 14,4 leggiamo che: "....è il Dio (…) colui che danna
chi vuole e guida chi piace a lui. Egli è potente e saggio.." (questo si rispecchia anche nei seguenti punti: Sura 32,14; 16,94; 2,7-8; 35,9; 74,35) e Sura 5,18 "...a
chi vuole egli (…) perdona, castiga
pure chi egli vuole..."
A fianco
ad un arbitrario troviamo un'altra immagine di , per esempio nella Sura 3,31 "Se
avete amato il Dio ( ), seguitemi (vuol
dire seguire Muhammad), giacché anche il Dio ( ) vi
ama e perdona le vostre colpe, egli, colui che perdona, egli, il misericordioso".
Conclusione
La sorte
dell'uomo viene decisa dal bene, dal male (salvati per le opere) o il suo destino
è già stato programmato?
L'uomo si
trova sotto pressione, nel fare, ciò che Dio ha deciso; può decidere se fare
entrare un uomo in paradiso o mandarlo all'inferno, come per esempio nella Sura 7,178-179: "I
bene orientati sono quelli che Dio ( ) guida;
i perduti sono quelli che egli perde. Certamente abbiamo creato quantità considerevole
di spiritelli e di uomini per il gahanna
(l'inferno)...".
Nella
lettera agli Efesini troviamo le seguenti parole: "È per
Quando
l'uomo riconosce di essere un peccatore e di avere bisogno del perdono di Dio,
e per fede accetta il sacrificio che Cristo ha fatto su la croce, ecco che egli
diventa una nuova creatura: "Se
dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono
passate: ecco, sono diventate nuove" (2 Corinzi 5:17).
Da questo
momento lo Spirito Santo prenderà dimora nell'uomo ed egli riceverà la forza di
resistere alle tentazioni del peccato!
Anche se
egli tuttavia peccasse, e questo accadrà nella vita del cristiano, confessandolo
a Dio, egli sperimenterà il perdono ed una nuova e profonda comunione con il
suo Creatore: "Se confessiamo i
nostri peccati Egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da
ogni iniquità" (1 Giovanni. 1:9).
Solo chi
vive in questa meravigliosa comunione con Dio il creatore ha la certezza della
vita eterna ed ha come dimora il paradiso.
3 ) La redenzione
Come ho
già detto nel capitolo trattante il peccato, il Corano presenta la trasgressione
di Adamo come una semplice caduta, un passo falso, una debolezza, mentre
A causa
di ciò entrò il peccato nel mondo.
L'espulsione
del paradiso (il giardino dell'Eden) non causò solo la perdita di una condizione
di vita piacevole, ma la perdita dello stretto rapporto e della stretta relazione
con Dio creatore, cioè: la morte fisica, la morte spirituale ed una netta separazione
tra Dio e l'umanità.
Da quel
momento in poi, la sofferenza e la morte iniziarono a dominare la vita dell'uomo
e della creazione (vedi Genesi 3:19-23).
In Romani
5:12 leggiamo: "Perciò, come per
mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato
la morte, e così la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato..."
Secondo
Romani 3:10-12 nessuno è giusto, tutti si sono sviati ed hanno bisogno di
essere redenti (riscattati) attraverso Gesù Cristo il giusto!
Dopo
l'entrata del peccato nel mondo, Dio promise all'uomo un redentore.
In Genesi
3, 15, vediamo come Dio parla al serpente dicendogli: "Io porrò inimicizia fra te e la donna, e fra
la tua progenie e la progenie di lei; questa progenie ti schiaccerà il capo e
tu le ferirai il calcagno".
Secondo
il Corano, la trasgressione di Adamo non ebbe alcuna conseguenza nei riguardi
della relazione tra ( ) e l'uomo. , perdonò ad Adamo il peccato commesso, e
secondo il Corano, a causa di detta trasgressione, la condizione dell'uomo non
subì alcun cambiamento.
Poiché
l'islam non conosce (o ammette) il peccato originale, l'umanità (l'uomo) non ha
bisogno di un redentore e di redenzione.
Per
ottenere la salvezza, l'uomo deve semplicemente convertirsi alla religione
islamica.
Questa
conversione, in realtà, non è una vera e propria redenzione, ma piuttosto un
atto di ubbidienza da parte dell'uomo verso l'uomo.
Da questo
si può dedurre che l'uomo non è un peccatore perduto, ma solo un trasgressore.
Gesù
stesso ha detto che è venuto per dare
Il
mussulmano vive nell'incertezza "sono
salvato?"
Dio è il
sovrano e regna su tutto, decide la sorte dell'uomo.
Per
questa ragione, nonostante che l’uomo rispetti i principi islamici, egli non ha
nessuna influenza sulla sua sorte, (Sura 5,18; 14,5; ecc.).
In Cristo
Gesù, Dio ha procurato il sacrificio per il perdono dei peccati dell'uomo.
Naturalmente
a condizione che egli accetti con fede il perdono e la grazia che Dio gli
offre.
Al
cristiano viene detto, e questo con certezza, il traguardo e la volontà di Dio: "Chi ha il Figlio ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la
vita. Vi ho scritto queste cose perché sappiate che avete la vita eterna, voi
che credete nel Nome del Figlio di Dio" (1 Giovanni 5:12-13).
Conclusione
Dio creò
l'uomo a Sua immagine e gli diede una vita esuberante.
Egli non
lo creò come un robot che lo amasse e gli ubbidisse forzatamente, ma gli diede
la volontà e la libertà di scegliere.
L'uomo
allora scelse di disubbidire Dio e di vivere seguendo la propria volontà.
Oggi
l'uomo continua a fare questa scelta che lo separa da Dio.
morendo
sulla croce e nel resuscitando dalla morte portò su di sé i nostri peccati e si
pose quale "ponte"
sull'abisso che separava l'uomo da Dio.
"Come c'è un solo Dio così esiste un solo
mediatore fra Dio e gli uomini: Gesù Cristo, uomo" (1 Timoteo 2:5)
Gesù
disse: "Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno
può venire al Padre, se non per mezzo di Me" (Giovanni 14:6)
"E per
Una
differenza interessante tra il Corano e
Nella
Bibbia troviamo che il motivo del perdono è stato e sarà l'amore di Dio verso
l'uomo. Fu l’amore che spinse Dio a mandare Suo Figlio nel mondo e lasciarlo
morire su quella rozza croce per i peccati dell'uomo, affinché egli potesse
ricevere il perdono: "Poiché Dio ha
tanto amato il mondo, che ha dato il Suo Unigenito Figlio, affinché chiunque
crede in Lui non perisca, ma abbia vita eterna" (Giovanni 3:16).
E’ per
amore che Dio chiama i peccatori a sé, affinché attraverso il Suo perdono essi
possano entrare in una stretta comunione con Lui!
Nel
Corano il motivo del perdono non consiste nell'amore di , ma nella sua onnipotenza,
perdona chi egli vuole, ma non come prova del suo amore verso l'uomo.
Con
questo possiamo concludere che, nella Bibbia troviamo un Dio amorevole, mentre
nel Corano un arbitrario che non tiene conto di legge o volontà esteriore.
Differenze
basilari tra il cristianesimo e l'islam
1) L'immagine di Dio
Il cristianesimo
Dio creò
l'uomo a sua immagine e somiglianza. Egli gli soffiò nelle narici un alito
vitale e l'uomo divenne un'anima vivente (Genesi 2:7).
Dio
rivelò
Dio si è
rivelato e si rivela all'uomo attraverso Cristo Gesù. Tutti coloro che credono
fermamente nella Sua Parola, hanno la certezza del divino operato nella loro
vita.
Gesù
Cristo, il figlio di Dio prese natura umana, divenendo così il ponte di
collegamento tra Dio e l'uomo (Giovanni 14:16).
L‘islam
È vero
che è il creatore del mondo e dell'uomo, ma egli è però completamente separato
dalla creazione.
L'uomo
non è stato creato ad immagine e somiglianza di Dio, poiché tra loro non esiste
nessun collegamento e nessuna uguaglianza.
Dio opera
secondo la sua assoluta volontà.
Inoltre
il mussulmano non ha la certezza, come il cristiano nato di nuovo, di vivere in
paradiso. Egli può solo sperare sulla bontà di Dio.
2) L’immagine
dell’uomo
Il cristianesimo
Dall'ingresso
del peccato nel mondo attraverso la disubbidienza di Adamo, l'uomo divenne
cattivo ed incapace di fare il bene.
Tutte le
sue buone opere non potranno mai e poi mai riavvicinarlo al suo Creatore o
pagare a Dio il debito dei suoi peccati.
I singoli
peccati non sono nient'altro che un'espressione di ribellione verso Dio e
vengono sempre dall’intimo dell’uomo, in pratica dal suo cuore (Marco 7:21;
vedi anche Romani 3:10-12).
L‘islam
Poiché
l'islam non riconosce il peccato originale, rende l'uomo capace di fare il bene
e di sfuggire il male.
Quando
l’uomo compie il male, lo fa solo poiché satana glielo suggerisce.
In questo
caso, per l’islam il male non viene dal cuore, come dice
3) Le buone opere
Il cristianesimo
L'uomo
non può mai e poi mai riconciliarsi con Dio attraverso le sue buone opere.
La
riconciliazione con Dio avviene solo attraverso il sacrificio di Gesù Cristo compiuto
sulla croce (vedi Efesini 2:8- 10).
Solo
coloro che con fede hanno accettato l'opera redentrice di Gesù Cristo,
riusciranno con l'aiuto dello Spirito Santo a mettere in pratica le buone opere
che Dio ha precedentemente preparato, affinché il credente le pratichi.
L‘islam
Generalmente
l'uomo è capace di fare il bene.
Nel
rispettare le leggi islamiche, egli trova il suo diletto ed il favore di Dio.
Da
creatura non peccaminosa egli è capace di rispettare le così dette, "Cinque colonne dell'islam".
Infatti, ogni
mussulmano è in dovere di rispettarle e metterle in pratica.
Le cinque
colonne dell’islam:
·
Confessare
che c'è un solo Dio ( ).
·
Pregare
cinque volte al giorno.
·
Osservare
il Ramadan (un digiuno di 30 giorni).
·
Praticare
l'elemosina per i poveri e per i bisognosi.
·
Pellegrinare
alla Mecca, almeno una volta nella vita.
Naturalmente
vi sono ancora diverse altre opere che il credente mussulmano deve mettere in
pratica. Egli deve fare tutto ciò per trovare favore di Dio.
4) La persona di Gesù
Il cristianesimo
Egli è la
promessa che fu già annunciata nel Vecchio Testamento.
Il
Redentore, il Messia, il Salvatore del mondo, il Figlio di Dio e Salvatore di
quanti pongono la loro fede in Lui.
Attraverso
l'opera redentrice e la vittoria sul peccato per mezzo della croce, Gesù Cristo
divenne il mediatore tra Dio e l'uomo Egli (Gesù) risuscitò il terzo giorno e prima
di ascendere al cielo, annunciò ai Suoi discepoli la venuta del consolatore, lo
Spirito Santo (Giovanni 14:6).
Secondo
l'insegnamento cristiano Muhammad è un falso profeta.
Ed il suo insegnamento è in netto contrasto con ciò che è insegnato nel Vecchio
e Nuovo Testamento (Atti 10:43).
L‘islam
Gesù fu
un profeta, un uomo come tanti altri.
Nonostante
che secondo l'islam egli sia stato un importante profeta e contemporaneamente
il Figlio dell'uomo (Luca 1:35).
Il Corano
parla con molto rispetto nei riguardi di Gesù, ma nega però che attraverso il
suo sacrificio espiatorio, egli sia il redentore ed il salvatore dell'umanità.
Secondo
l'islam, Gesù ha annunciato la venuta di Muhammad.
Muhammad e più grande di Gesù, egli è il più
grande e l'ultimo dei profeti della storia (il sigillo dei profeti). Chi non
crede in lui (Muhammad), sarà condannato.
5) La morte e la
crocifissione di Gesù Cristo
Il
cristianesimo
Secondo
la volontà del Padre, Gesù morì sulla croce, fu sepolto ed il terzo giorno
risuscitò, trionfando sulla morte.
Attraverso
L‘islam
Il Corano
non parla con chiarezza riguardo alla morte di Gesù. Afferma addirittura che
Gesù fu rapito e che un altro fu crocifisso al suo posto.
Il Corano
afferma che Gesù non fu mai crocifisso.
Secondo
il concetto islamico, la crocifissione di Gesù sarebbe una sconfitta ed il fallimento
della sua Missione. Ad ogni profeta spetta una morte decorosa e non una
condanna da ladrone.
Naturalmente
secondo il concetto islamico nessun uomo può ottenere la redenzione per mezzo
di un mediatore.
Nel suo
insieme, il pensiero islamico riguardo alla crocifissione ed alla redenzione è deplorevolmente falso e non tiene conto neppure dei fatti storici.
6) La trinità e sulla
figliolanza di Dio Padre
Il cristianesimo
Secondo
l'insegnamento biblico, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono tre persone
distinte (diverse), ma un unico Dio (Giovanni 1:1-2).
Maria
madre di Gesù era solo una persona umana come tutte le altre.
Aveva una
grande dedizione alle cose spirituali, ma non ha nessuna parte nella divina
trinità (Matteo 28:19).
L‘islam
Il Corano
rinfaccia ai cristiani di credere e di adorare tre divinità: Dio, Gesù e Maria.
Probabilmente
al tempo di Muhammad, la trinità veniva descritta dai
cristiani in questo modo.
Secondo
l'Islam, Gesù non può essere il figlio di Dio, poiché il Corano sottolinea
instancabilmente che Dio non ha, e non può avere figli!
Il dogma
più importante della teologia islamica dice: "C'è un solo Dio. Venerare o adorare più dei (come fanno i
cristiani, naturalmente secondo il concetto islamico) e il più grave ed imperdonabile peccato che si possa commettere".
La veduta
cristiana riguardo alla trinità, viene considerata dal Corano una credenza
pagana, ed è da condannare duramente.
Quindi
secondo il concetto islamico, Gesù non può essere, né adorato e neppure
riconosciuto come Dio.
7) L’intercessione di
Gesù Cristo
Il cristianesimo
Gesù
Cristo è il mediatore ed intercede per
L‘islam
Anche in
questo caso, il Corano non parla con chiarezza se nel giorno del giudizio ci
sarà un intercessore o un avvocato, che difenderà la causa del credente
mussulmano davanti a Dio.
Secondo
la tradizione, si dice che Muhammad ed alcune note personalità
islamiche, per esempio Gesù, potranno difendere la causa del credente
mussulmano (la parola di Muhammad però, vale di più
che di quella di Gesù). Ma questo servirà ben poco, poiché Dio si preserverà il
diritto di salvare o di condannare chiunque egli voglia.
8) Quale è la vera
rivelazione
Il cristianesimo
Attraverso
i secoli, lo Spirito di Dio ha vegliato, veglia e veglierà su di essa.
Oltre a
ciò, la personalità ed il carattere dello scrittore non è stato messo da parte
(2 Pietro 3:15-61). La personalità di
ogni scrittore è chiaramente riconoscibile in ogni singolo libro della Bibbia.
L‘islam
Il Corano
e la vera e pura parola di Dio ( ).
Una copia
del libro celeste o divino.
Secondo
la veduta islamica, con il passare del tempo, il Vecchio ed in Nuovo Testamento
sono stati alterati dai cristiani, quindi da parte dell'islam, questi testi
sono dichiarati inaffidabili.
Il Corano
corregge il Vecchio ed il Nuovo Testamento, questo naturalmente secondo la veduta islamica.
Il Corano
fu dato a Muhammad direttamente da Dio (), mediante l'angelo Gabriele.
La sua
personalità non fu coinvolta, quindi, l'originalità e l'affidabilità dei testi
viene così garantita.
CONCLUSIONE
Attraverso
la storia, il Corano è stato influenzato dal giudaismo e dal cristianesimo, per
questo i dieci punti citati all’inizio dello studio, se analizzati con superficialità,
sembrano avere qualcosa in comune col cristianesimo, ma un’analisi approfondita
ci ha permesso di spiegarli con molta facilità.
Confrontando
obiettivamente il fondamento islamico con quello del cristianesimo e dal
risultato di queste ricerche, possiamo dedurre che, se pur apparentemente l'islam
ed il cristianesimo sembra abbiamo qualcosa in comune, sono in realtà divisi da
una profonda voragine teologica.
Sebastiano Nico