Risposte ai Musulmani
Nota
per i lettori non musulmani: Nel seguente studio
sono stati utilizzati i seguenti termini: Aisa (il
nome con cui i Musulmani chiamano Gesù), Muhammad (Maometto), Qur'an (Corano), Injil (Vangelo).
Le seguenti tre obiezioni ci vengono spesso rivolte dai lettori
Musulmani riguardo al Messia:
1.
Aisa non era il Figlio
di Dio, era solo un profeta.
2.
Aisa non ha mai
affermato di essere il Figlio di Dio, o Dio venuto in forma umana.
3.
Aisa predisse la venuta
di Muhammad.
Ciascuna di queste obiezioni non proviene da uno studio sincero del Vangelo, ma
piuttosto, dalle affermazioni interne al Qur'an riguardo a Aisa. Il Qur'an afferma specificamente che
Aisa era solo un profeta, negando che Egli fosse il
Figlio di Dio. Nel Qur'an è
anche scritto, nella Sura Al-Mâ'ida
(5:116,117), che Allah dice a Aisa: "O Gesù
figlio di Maria, hai forse detto alla gente: Prendete me e mia madre come due
divinità all'infuori di Allah?" e lui risponde: "Gloria a Te!
Come potrei dire ciò di cui non ho il diritto?". E al verso seguente: "Ho
detto loro solo quello che Tu mi avevi ordinato di dire: Adorate Allah, mio
Signore e vostro Signore". Ed è ancora il Qur'an ad affermare che Aisa predisse
la venuta di Muhammad.
Perché è importante notare da dove provengono le obiezioni?
Semplicemente, perché non si trovano in nessun'altra fonte
precedente al Qur'an con
l'eccezione di qualche scritto gnostico. In altre parole, le affermazioni che
negano che Aisa sia il Figlio di Dio non derivano
dallo studio degli antichi testi, ma sono derivate prima dal Qur'an, e poi sono seguite da
tentativi di convalidare le affermazioni del Qur'an. Sono state davvero provate?
Aisa era il Figlio di Dio, o era un profeta?
L'Injil assegna continuamente a Aisa attributi divini che non assegna a nessun altro che a
Dio. La testimonianza dell'Injil è che Aisa era pienamente uomo, ma anche pienamente Dio. Che
fosse un uomo è ovvio. Aisa necessitava di mangiare e
di riposare. Era nato, e il Suo corpo poteva morire. Quando venne ferito,
sanguinò. Ma la Sua identità personale era al tempo stesso di piena Deità. Egli
era il Figlio di Dio, venuto nel mondo in un corpo umano.
Guardiamo alcune delle caratteristiche e degli attributi che l'Injil dà a Aisa:
· Aisa visse una vita perfetta, e non peccò mai.
· I miracoli di Aisa non erano fini a se stessi ma avevano lo scopo di
attestare che Egli era il Figlio di Dio.
· Aisa conosceva e rivelava i pensieri delle
persone.
· Aisa accettò l'adorazione della gente.
· Anche il Qur'an concorda sul fatto che Aisa
non peccò mai. Eppure il Qur'an
dichiara che Muhammad fu un profeta maggiore di Aisa.
Come può essere, se il Qur'an
afferma che Muhammad peccò, e commise errori?
L'Injil dichiara che Aisa non peccò mai.
I suoi stessi discepoli lo confermano in 1 Pietro 2:22, quando
l'apostolo disse che Aisa "non commise
peccato, e nella Sua bocca non si è trovato inganno". Aisa stesso lo sostenne, dichiarando in Giovanni 8:46, "Chi
di voi mi convince di peccato?"
Come può Aisa essere solo un profeta se
Egli non ha mai peccato? Tutti gli uomini peccano. Il Qur'an, gli Hadith, e l'Injil concordano su questo punto. Anche Muhammad commise
degli errori. Aisa non ne commise nessuno.
Riguardo ai Suoi miracoli, molti di essi erano simili ai
miracoli che erano stati compiuti prima di Lui da altri profeti. Elia
moltiplicò miracolosamente l'olio e la farina per la vedova (1 Re 17:16). Aisa moltiplicò miracolosamente pochi pani e pesci al punto
che furono sufficienti per nutrire migliaia di persone (Giovanni 6). Eliseo
resuscitò un morto (2 Re 4:17-37). Aisa resuscitò un
morto (Giovanni 11), e anche molti altri (Matteo 11:5). Comunque, la differenza
tra i loro miracoli e i miracoli di Aisa, si trova
soprattutto in ciò che essi affermarono.
Nessun profeta compì mai miracoli affermando che quei miracoli testimoniassero
la propria divinità. L'unica cosa che i loro miracoli testimoniavano era che
Dio aveva mandato quei profeti - e questo è tutto ciò che essi affermavano.
Aisa affermò qualcosa di profondamente diverso.
Guardiamo ciò che Egli disse in Giovanni 10:25:
"Le opere che faccio nel nome del Padre mio, sono quelle che
testimoniano di Me".
Notiamo che Aisa chiama Dio 'Suo Padre'.
Qualche momento dopo disse a quelli che volevano ucciderLo,
"Perché mi accusate di blasfemia perché ho detto che sono Figlio di
Dio?"
Aisa equipara i Suoi miracoli alla Sua identità. Se Egli continuava a
dire di essere il Figlio di Dio, e se stava mentendo, come poteva Dio fare
quegli incredibili miracoli per mezzo di Lui?
I Musulmani dicono che Muhammad era un profeta maggiore di Aisa, eppure Muhammad non compì mai dei miracoli. Anche i
profeti venuti prima di Aisa compirono miracoli -
Mosè, Samuele, Elia, Isaia, ecc. Perché Muhammad è maggiore di tutti questi, se
non compì mai miracoli per provare chi era?
Aisa ha una caratteristica che nessun altro profeta prima o dopo di
Lui ha mai avuto. Egli conosceva i pensieri degli uomini, prima ancora
che essi parlassero. Molte volte nell'Injil, quando i
Suoi discepoli erano in disaccordo, o i Suoi nemici Lo accusavano, l'Injil dichiara che Aisa conosceva
"ciò che essi stavano pensando", come se Lui potesse leggere i loro
pensieri. Guardiamo questi passaggi: Matteo 12:24-26, Marco 2:7-9, Luca
5:20-22.
Può Muhammad essere maggiore di Aisa se Aisa era la sola persona che conosceva i pensieri segreti
degli uomini?
Aisa accettò anche l'adorazione degli altri.
Egli fece questo in più di un'occasione. Accettò l'adorazione dei
Suoi discepoli. Accettò l'adorazione di quelli che Lui aveva guarito (Matteo
14:33 e Giovanni 9:38). Tutti gli Ebrei reputavano che questa fosse blasfemia,
perché accettare di essere adorato significa mettersi al posto di Dio. Eppure Aisa fece esattamente questo, oltre a dichiarare che i Suoi
miracoli attestavano il Suo essere il Figlio di Dio, e oltre al fatto che fu
l'unico che ha mai vissuto una vita perfetta, e senza alcun peccato.
Viste in se stesse singolarmente, queste cose possono non essere
abbastanza convincenti, ma messe insieme, così come l'Injil
le descrive, diventano una forte dimostrazione di chi Aisa
è realmente.
I Musulmani affermano che Aisa non ha mai dichiarato di essere il Figlio di Dio. È vero?
Al contrario, sia a parole che a fatti Aisa
affermò di essere l'unigenito Figlio di Dio. Guardiamo alcuni passaggi dall'Injil dove Aisa dice direttamente
di essere il Figlio di Dio. In Giovanni 1:48-50 leggiamo: "Natanaele
gli chiese: «Da che cosa mi conosci?» Gesù gli rispose: «Prima che Filippo ti
chiamasse, quando eri sotto il fico, io ti ho visto». Natanaele gli rispose:
«Maestro, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele».
Gesù rispose e gli disse: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico,
tu credi? Tu vedrai cose maggiori di queste»".
In Giovanni 3:16-18, Aisa disse di Sè stesso: "Perché Dio ha tanto amato il mondo, che
ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma
abbia vita eterna. Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per
giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di Lui. Chi crede
in Lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto
nel Nome dell'unigenito Figlio di Dio."
In Giovanni 11:3-4, Aisa dichiara di
essere il Figlio di Dio: "Le sorelle dunque mandarono a dire a Gesù:
«Signore, ecco, colui che tu ami è malato».
Gesù, udito ciò, disse: «Questa malattia non è per la morte, ma è per la gloria
di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio sia glorificato»."
In Matteo 26:63-64 Aisa conferma di
essere il Figlio di Dio, il Cristo promesso da Dio: "Il sommo sacerdote
gli disse: «Ti scongiuro per il Dio vivente di dirci se tu sei il Cristo, il
Figlio di Dio». Gesù gli rispose: «Tu l'hai detto; anzi vi dico che da ora in
poi vedrete il Figlio dell'uomo seduto alla destra della Potenza, e venire
sulle nuvole del cielo»."
Quest'ultima affermazione è particolarmente importante. In questo
passaggio, Aisa viene ufficialmente accusato di
blasfemia, che era un'offesa capitale sotto la legge giudaica. Comunque, a quel
tempo, gli Ebrei erano sotto il dominio romano, e non avevano il diritto legale
di mettere a morte le persone senza il permesso del governo romano. In quel
passaggio, a Aisa viene chiesto se Lui è il Cristo,
il Figlio di Dio. La risposta di Aisa è: "Tu
l'hai detto" (cioè, "è come tu hai detto").
Alcuni Musulmani dicono che la risposta che Aisa
diede era solo un modo per svincolarsi dalle accuse. Eppure, durante quel
confronto Aisa rimase in silenzio. Se gli accusatori
avessero frainteso la sola risposta che Aisa gli
aveva dato, certamente Egli avrebbe corretto il loro errore. Così come in
precedenza aveva accettato l'adorazione in tanti casi, così Egli avrebbe potuto
rifiutare di essere riconosciuto come Figlio di Dio, e di essere condannato per
questo motivo. Eppure Egli non rifiutò quel riconoscimento.
Anche altri prima di allora Lo avevano chiamato "il Figlio di
Dio" (Natanaele, Pietro, Giovanni), ma Egli non cercò mai di correggerli -
Aisa accettò sempre la loro testimonianza su chi Lui
era.
C'è ancora un altro motivo per accettare le parole di Aisa nel brano in Matteo, dove riconosce di essere il
Figlio di Dio.
In quel passaggio, Aisa viene
confrontato con un'accusa legale. E' come quando un uomo viene chiamato davanti
al giudice in tribunale e il giudice gli chiede: "Come ti dichiari?"
E l'avvocato difensore risponde: "Colpevole", o "Non colpevole".
Questo è ciò che stava accadendo in Matteo 26:62-64.
L'Injil dichiara che Aisa
"chiamava Dio Suo Padre, facendosi uguale a Dio" (Giovanni
5:18). Le altre accuse sollevate contro di lui erano false e non ebbero
successo, perché Aisa le negò o sfidò i suoi
accusatori a portare dei testimoni - ma quando fu accusato di aver detto di
essere il Figlio di Dio, Egli non si tirò indietro, anzi rispose: "è come
tu dici". In pratica è come se a un processo l'imputato si dichiarasse
"colpevole" di ciò che è stato accusato. L'accusa per Aisa era di aver detto di essere il Cristo (cioè il
Messia), il Figlio di Dio.
Anche l'apostolo Giovanni cita ciò che gli Ebrei dissero ai Romani
al termine del processo: "I Giudei gli risposero: «Noi abbiamo una legge,
e secondo questa legge egli deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio»"
(Giovanni 19:7).
Se queste affermazioni di Aisa non erano
abbastanza, allora guardate le tante altre affermazioni di altri uomini che
erano stati testimoni della Sua vita. L'intero scopo della scrittura dell'Injil è di testimoniare che Aisa
è il Figlio di Dio.
Se Aisa è il Figlio di Dio, che ha
vissuto una vita perfetta e senza peccato, che ha compiuto grandi miracoli a
testimonianza della Sua identità, e che ha accettato l'adorazione degli uomini,
a cosa servirebbe un altro profeta?
Aisa ha davvero predetto la venuta di Muhammad?
La Scrittura ha predetto la venuta di
Muhammad?
Non esiste alcuna testimonianza storica che i primi Cristiani
abbiano mai creduto che Aisa avesse predetto la
venuta di Muhammad. Certamente se il Signore avesse voluto far sapere che
qualcuno di più grande doveva venire, Egli lo avrebbe detto, per prepararci a
quell'incontro. Teniamo presente che la venuta di Aisa
era così importante e fondamentale per l'umanità che Dio ha dato oltre 300
profezie sulla Sua venuta nell'Antico Testamento della Scrittura. Tutte quelle
profezie si sono adempiute precisamente. Eppure non vi è neppure una singola
profezia nella Scrittura riguardo alla venuta di Muhammad.
Qualche insegnante islamico ha fatto notare che Aisa disse che Egli avrebbe inviato "un altro
consolatore" (Giovanni 14:16). Costoro intendono la parola greca "Paracleto" (Consolatore) come riferimento a Muhammad.
In realtà, se si legge il brano in questione ci si accorge immediatamente che
non è un riferimento a Muhammad.
In Giovanni 15:26 Aisa chiama "Paracleto", o "Consolatore", lo Spirito
della Verità (cioè lo Spirito Santo). Egli dice che lo Spirito della Verità
viene da Dio, e testimonia di Aisa (non di qualcuno o
di qualcos'altro all'infuori di Lui). Ciò che è più importante, all'inizio
della discussione sul Paracleto in Giovanni 14:16-17,
Aisa afferma molto chiaramente: "Egli sarà
con voi per sempre". Chiaramente, Muhammad non "sta con noi per
sempre".
Come può allora Muhammad essere maggiore di Aisa
quando più di 300 profezie hanno predetto in dettaglio la venuta di Aisa, mentre non esiste alcuna profezia riguardante
Muhammad?
In conclusione
Muhammad è maggiore di Aisa? Come
abbiamo visto:
· Aisa ha vissuto senza mai peccare,
Muhammad invece no.
· Aisa ha compiuto miracoli per provare la
Sua indentità, Muhammad non ne ha fatto nessuno.
· Aisa conosceva i pensieri delle persone,
Muhammad no.
· Aisa affermò di essere il Figlio di Dio e
accettò l'adorazione degli uomini, contrariamente a quanto il Qur'an dice di Lui.
· La Scrittura ha predetto in più
di 300 profezie la venuta di Aisa, e tutte si
sono adempiute in Lui. Nessuna profezia riguarda invece Muhammad.
Cinque verità che devi conoscere
Il Qur'an
dice: "Allah non ama lo sleale, il peccatore" (Sura 4:107). Dice anche: "I miscredenti non credano
che la dilazione che accordiamo loro sia un bene per essi. Se gliela
accordiamo, è solo perché aumentino i loro peccati. Avranno un castigo
avvilente." (Sura 3:178).
Ma Dio ha dato la Sua verità nell'Injil,
che è completamente differente da ciò che dice il Qur'an.
1.
Cosa ha fatto Dio?
Egli ha dimostrato il Suo amore per te.
"Dio mostra la grandezza del
proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è
morto per noi." (Romani 5:8)
Il Messia (il Cristo) è morto per te.
Dio ha fatto questo perché il Suo amore per te è grande quanto la Sua pazienza,
che attende che tu possa arrivare a conoscerLo.
L'amore di Dio è parte della Sua stessa natura eterna. Così come Dio è eterno,
così è eterno il Suo amore e la Sua pazienza per te.
"Il Signore... è paziente verso di
voi, non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti giungano al
ravvedimento." (2 Pietro 3:9)
Anche se l'amore di Dio per te, e la
Sua pazienza verso di te, sono così grandi, c'è un'altra verità che spiega
perché non conosci il Suo amore personalmente.
2.
Tutti hanno peccato.
"Tutti hanno peccato e sono privi
della gloria di Dio" (Romani 3:23).
"...poiché non c'è uomo che non
pecchi..." (1 Re 8:46).
Il peccato è parte della nostra natura
dell'uomo, che ama fare le cose a modo suo, ribellandosi a Dio e al Suo piano
amorevole per noi. Ma Dio è così perfetto e puro, che nessuno di noi può
soddisfare da solo la Sua santità.
Nessuno di noi può scoprire e adempiere il Suo piano amorevole per noi mediante
i nostri meriti, le nostre opere, o mediante la devozione personale. Chi di noi
può davvero riuscire a raggiungere Dio?
C'è un'altra verità che ci rende
possibile conoscere Dio, sperimentare il Suo amore, ed essere parte del Suo
piano d'amore.
3.
Aisa è l'unico mediatore
che Dio ha dato agli uomini, perché Aisa stesso è
Dio, e per Sua scelta, per il Suo amore verso di noi, è venuto come uomo nel
mondo e ha preso su di Sè il castigo per i nostri
peccati, per salvarci. Ecco quanto ti ama Dio! E' quello che l'Islam non ha
potuto fare, dimostrarti che Dio ti ha amato.
La buona notizia non è che Aisa è venuto a parlarti di Dio. La buona notizia è che
Egli è lo stesso Dio che ha voluto dimostrarti personalmente il Suo amore per
te sulla croce.
"Io sono la via, la verità, e la
vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me." (Giovanni 14:6)
Aisa divenne il mezzo per condurci a Dio, quando morì sulla croce al
nostro posto, prendendo su di Sè la condanna per i
nostri peccati. Dopo tre giorni, Egli resuscitò dai morti, per non morire mai
più, come dimostrazione di chi Lui è, e del Suo amore per noi.
"Cristo morì per i nostri
peccati... fu seppellito... è stato risuscitato il terzo giorno, secondo le
Scritture... apparve a Cefa, poi ai dodici. Poi apparve a più di
cinquecento..." (1 Corinzi 15:3-6).
Sapere queste cose non è abbastanza.
C'è una verità alla quale dobbiamo ubbidire per ricevere la salvezza e la
certezza della vita eterna.
4.
Aisa disse che Egli è la
sola via per andare a Dio. Per credere in Lui, dobbiamo mettere da parte le
cose che ci hanno illuso e tenuto lontano da Dio. Poi dobbiamo andare a Lui
nella verità che Egli ha rivelato, ricevendo il Suo dono gratuito.
"Deponiamo ogni peso e il peccato
che così facilmente ci avvolge... fissando lo sguardo su Gesù, autore e compitore della nostra fede, il quale, per la gioia che gli
era posta davanti, soffrì la croce disprezzando il vituperio..." (Ebrei 12:1-2)
"A tutti quelli che l'hanno
ricevuto Egli ha dato il diritto di diventar figli di Dio: a quelli, cioè, che
credono nel Suo nome" (Giovanni 1:12).
"Se confessiamo i nostri peccati,
Egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni
iniquità." (1 Giovanni 1:8-10).
5.
Vuoi ricevere Aisa il Messia, come tuo salvatore, e avere la certezza
della vita eterna? Se si, prega con parole tue:
"Signore Aisa,
io credo che Tu sei il Figlio di Dio che morì per i miei peccati sulla croce, e
che sei risorto per sempre. Confesso di non aver vissuto una vita che ti
potesse piacere, perché non credevo a ciò che Tu hai detto nell'Injil. Ti chiedo di perdonarmi, e di salvarmi. Grazie,
perché Tu hai perdonato i miei peccati. Grazie per avermi salvato e avermi
fatto conoscere Te, il Figlio di Dio, e il Tuo amore. Ti prego, aiutami a
vivere per te con tutto il mio cuore, e tutta la mia vita, per amarTi e servirTi come Tu hai
amato me. Dammi la forza di vivere per te, e di condividere il Tuo amore e la
Tua verità con gli altri. Grazie per avermi ascoltato e risposto".
Hai rivolto la tua preghiera al
Signore? Se si, allora secondo la promessa di Dio, tu sei ora un Suo figlio
mediante la fede che hai in Lui! Il Signore ha dato Se stesso per te, e per
prepararti un luogo perché tu possa stare con Dio per l'eternità. Lui ti ha
amato con tutto Se stesso, fai lo stesso anche tu.
Se non hai un Injil (Vangelo), puoi chiederLo gratuitamente qui. Cerca una chiesa cristiana sincera,
dove i credenti amano e ubbidiscono a Aisa (Gesù) e
parlano solo della Sua parola, la Scrittura. Partecipa all'adorazione di Dio
insieme a loro e fagli sapere della tua fede.
Soprattutto, vivi giorno per giorno in comunione con il Signore, pregandoLo e leggendo la Sua Parola, e dimorando nel Suo
amore.
Nota sulla trinità:
Bilquis Sheikh, una donna nobile di origine
pakistana, un tempo devota musulmana e oggi cristiana, spiegò a un musulmano il
concetto di Trinità. Queste sono le sue parole:
"Voi parlate della 'Parola' quasi come se fosse vivente", disse il
mio ospite.
"Io credo che Gesù sia vivente, se
è questo che intendete", risposi. "Il Corano stesso dice che Cristo
era la Parola di Dio". [...]
"Leggete il Corano?",
domandai.
"Naturalmente".
"Bene, allora vi ricorderete, come dice il Corano, che a Cristo fu dato lo
Spirito di Dio? Avrete forse sentito parlare di Sadhu
Sundar Singh, il devoto Sik a cui Gesù apparve in visione. Gesù così gli spiegò la
Trinità: Come nel sole c'è luce e calore ma la luce non è calore ed il calore
non è luce perché sono ambedue in uno, nonostante abbiano aspetti diversi nella
loro manifestazione, così Io e lo Spirito Santo, procedendo dal Padre, portiamo
luce e calore al mondo... Eppure Noi non siamo tre ma Uno, proprio come il sole
che è soltanto uno".
(brano tratto dal libro "Profumo
dal Pakistan" di Bilquis Sheikh,
ed. C.L.C.).