La comunità spirituale di Damanhur è sorta nel
1976 grazie all’attività di Oberto Airaudi e
Benedetto Lavagna i quali già nel 1975 avevano fondato il “Centro di Ricerche e Informazioni Horus”
che si occupava di medicina naturale, pranoterapia, esoterismo, parapsicologia
e magia.
Oberto Airaudi, nato a Balangero
nel 1950, è finora considerato una figura carismatica.
Da giovane si interessava di pranoterapia, spiritismo, filosofia
teosofica, pensiero orientale e quello acquariano.
Alcuni damanhuriani affermano di aver assistito
alle manifestazioni dei suoi poteri paranormali e soprattutto quelli di
guarigione.
Il desiderio di approfondire e diffondere la conoscenza di tutte le
suddette discipline legato ad una profonda convinzione che viviamo all’inizio
dell’Era Acquariana (che sarebbe iniziata nel 1977)
ha portato i due personaggi a creare la suddetta comunità di cui il nome
significa “la città della luce”.
Si affermava che il nome derivasse dal nome di un’antica città egizia
sacra al dio Horus, nella quale si concentrava
l’attività di iniziati alle scienze occulte e di studiosi dell’esoterismo.
Damanhur, che oggi è una vera e propria città–stato, sorge a Valchiusella,
a quaranta chilometri a nord di Torino.
I fondatori affermano che il luogo di costruzione della città è il punto
di convergenza delle fonti d’energia chiamate da loro “linee sincroniche”.
Secondo il pensiero damanhuriano esiste una
rete energetica composta di nove linee energetiche maggiori verticali, da
altrettante linee maggiori orizzontali e da molte linee energetiche minori.
Questa rete avvolge la terra e la unisce al Cosmo.
Valchiusella sarebbe uno dei
pochi punti di simile convergenza delle suddette linee energetiche sulla terra.
La posizione geografica di Damanhur è
estremamente importante per la conoscenza e l’attività magica ed esoterica.
Alla metà degli anni ’80 la micro – società ha già il suo primo governo
formato da un Governatore – Oberto Airaudi e da
cinque ministri (agricoltura, commercio, finanze, esteri, cultura).
Nel 1981 la comunità ha la sua prima Costituzione, la bandiera e la
moneta detta il ”credito”.
Seguendo il desiderio di ristabilire l’armonia con la natura e di
rendersi autosufficienti, i membri della comunità cominciano a occuparsi della
coltivazione e vendita dei prodotti biologici, creano un’attivissima
erboristeria: “La Proposta” e vari
laboratori di artigianato.
Tra le varie iniziative della comunità vanno enumerati i viaggi per tutta
l’Italia a scopo di studio e di ricerca di nuove esperienze e conoscenze, detti
“Il Gioco della Vita” e gli
esperimenti di capacità di autosufficienza e di sopravvivenza nei boschi senza
energia elettrica e acqua potabile per un certo periodo di tempo.
Nel 1983 la popolazione di Damanhur conta già
150 persone che quindi decidono di stabilirsi in più insediamenti in Valchiusella.
Nel 1986 viene creata all’interno della comunità una scuola elementare
(un asilo nido e una scuola materna esistono già).
Nel 1993 sorge la scuola media inferiore.
In seguito si formerà anche una scuola di pranoterapia per guaritori
della durata di tre anni.
Nella seconda metà degli anni ’80 la comunità si compone già di 200
membri e si passa dall’economia comunitaria alla privatizzazione delle attività
economiche.
Nel 1986 Damanhur si autoproclama un “nuovo popolo”.
Nel 1989, grazie all’uso dei pannelli solari e all’efficacia del sistema
d’isolamento la comunità riesce ad ottenere una relativa autonomia per quanto
riguarda il riscaldamento e l’energia elettrica.
I cittadini in quell’epoca sono divisi in tre comunità: Damjl, che è la capitale, Tentyris
ed Etulte.
Nel 1995 viene formata l’associazione politica chiamata “Con te per il Paese” che unisce i membri
di Damanhur interessati a contare di più politicamente.
Inoltre nello stesso periodo Damanhur ha già un suo
giornale e un’emittente televisiva.
Generalmente sin dalla fondazione della comunità si osserva un
progressivo e piuttosto rapido accrescimento dell’autosufficienza.
Nel 1992 la notorietà della comunità cresce notevolmente a causa dello
svelamento del segreto concernente l’esistenza del Tempio dell’Uomo.
La costruzione viene immediatamente sequestrata dalle forze dell’ordine
in quanto priva dei permessi edilizi. Verrà restituita ai Damanhuriani
nel 1995 grazie all’intervento della Sovrintendenza alle Belle Arti della
Regione Piemonte, che dichiara il Tempio un’opera d’arte collettiva e
interviene con l’esito positivo presso il ministero dei Beni Culturali.
Lo svelamento del segreto dell’esistenza del Tempio ha contribuito alla
maggiore apertura di Damanhur verso il mondo esterno:
oggi, infatti, è una comunità che interagisce sempre di più con l’ambiente
circostante.
Nel 1989 è stata emanata un’altra Costituzione composta di ventuno
articoli, la quale regola la vita della comunità.
Su uno dei primi posti tra gli obblighi dei cittadini si trovano
diffusione dei pensieri positivi che vengono potenziati mediante le suddette
linee energetiche sincroniche, vita in equilibrio e comunione con la natura, attenzione
a non inquinare l’ambiente e non sprecare i beni alimentari e cura della
salute.
Il popolo di Damanhur sono tutte le persone che
condividono il pensiero della comunità e che collaborano con i suoi membri.
I figli minorenni dei membri sono chiamati “ospiti” e possono chiedere di diventare cittadini a pieno titolo
quando raggiungono i diciotto anni.
Esistono quattro tipi di cittadinanza a seconda del grado di legame della
persona con il pensiero detto “via horusiana” e con la comunità stessa.
Si hanno così cittadini non residenti nella comunità – livello D,
cittadini non residenti – livello C, cittadini residenti – livello B e
cittadini residenti – livello A.
Per quanto riguarda l’unione matrimoniale ne esistono due tipi:
matrimonio civile celebrato nel Comune dato che lo Stato italiano non riconosce
la validità del matrimonio contratto all’interno della comunità e matrimonio
iniziatico detto “embrione del futuro
Androgino”, che è un rituale che crea le basi spirituali per un salto
evolutivo.
Le persone che scelgono di non sposarsi possono diventare monaci e
monache con regole di vita diverse da quelle del resto dei cittadini. Il segno
di riconoscimento del loro stato è una sciarpa verde per gli uomini e una
azzurra per le donne.
Il territorio occupato dagli insediamenti della comunità damanhuriana
di Valchiusella copre la superficie di 189 ha. sulla
quale si trovano sessanta abitazioni.
Oltre che a Valchiusella le comunità più grandi
di Damanhur si trovano anche a Milano, Palermo, Alba,
Bologna, Ciriè, Cuneo, Firenze, Faenza, Modena,
Torino e Vigevano.
Fuori dell’Italia c’è un centro damanhuriano a
Berlino e inoltre in Inghilterra e in Francia si trovano due punti
d’informazione su Damanhur.
Il numero totale dei damanhuriani e dei
simpatizzanti italiani e stranieri risale a circa 25.000 persone.
Nelle comunità ogni cittadino ha un suo personale documento che è una
specie di passaporto nel quale vengono annotati anche i suoi incarichi e
competenze all’interno della comunità.
Ogni tipo di lavoro è altamente stimato e viene considerato come una
donazione di sé stessi agli altri e un atto religioso.
I prodotti dell’artigianato e di ogni altro tipo di lavoro sono di
altissima qualità data la precisione e dedizione delle persone al lavoro.
Grazie a queste caratteristiche la vendita esterna dei vari prodotti è in
continuo aumento.
Per quanto riguarda le attività culturali innanzitutto è da notare la
costante promozione della ricerca nel campo delle scienze e delle arti.
La cura per la propria istruzione è l’obbligo di ogni cittadino dettato
dalla Costituzione.
Damanhur ha creato al suo interno una
Libera Università con sede a Damjl che propone
indirizzi di studio come facoltà paranormali, scienze psichiche, medicina
naturale, esoterismo, ecologia e una Scuola di Meditazione. Oltre a ciò vengono
di continuo organizzati corsi incontri e conferenze su vari temi.
L’arte figurativa è molto apprezzata, come anche l’architettura, come
testimonia l’imponente costruzione sotterranea del Tempio dell’Uomo.
I damanhuriani rimangono del parere che “artisti si nasce e poi si dimentica”.
Per quanto riguarda la filosofia damanhuriana,
la fonte principale che la presenta è il libro scritto da Oberto Airaudi intitolato “La
Via Horusiana. La strada verso la conoscenza secondo
la scuola di Damanhur”.
Nel pensiero damanhuriano confluiscono
tradizioni estremo – orientali, antiche – egizie, magico – esoteriche,
cristiane e gnostiche. L’uomo deve superare numerose prove e trasformazioni
spirituali per liberarsi dal ciclo karmico delle
reincarnazioni e divenire Conoscenza. La vita è un cammino evolutivo. Lo scopo
dell’uomo è sviluppo della creatività e della sensibilità. Si fa anche
riferimento al mito gnostico dello specchio infranto indicando la via
iniziatica che porta alla sua ricomposizione.
La fondamentale differenza tra il pensiero damanhuriano
e quello gnostico sta nella sacralizzazione della natura e quindi della materia
che per i damanhuriani non è la prigione dell’anima.
Importanti sono anche i contatti
con gli Spiriti della Natura che sono veri padroni della terra. Il vivere in
armonia con la natura è una delle colonne portanti della filosofia damanhuriana.
Un altro elemento importantissimo è la magia chiamata la “grande scienza”, la “somma di tutte le conoscenze” e
considerata un modo di comunicare con le divinità.
La magia è presente in tutti i campi della vita dei damanhuriani.
Esistono numerose scienze magiche tra le quali la più importante è la
cosiddetta selfica. E’ una scienza che studia
l’utilizzo delle energie sottili mediante le self (spirali) fatte di metalli
preziosi. La spirale è considerata la forma base della vita data la forma del
DNA e la disposizione delle galassie nel cosmo.
La selfica ha scopo di render capaci di
purificare gli ambienti e gli oggetti, stimolare i sensi, rafforzare l’aura
della persona e viene inoltre applicata nel campo scientifico ed artistico.
Per quanto riguarda la fede, essa è per i damanhuriani
uno strumento di conoscenza, ma non la conoscenza stessa.
La fede coincide con la fiducia e la completa adesione a un ideale.
Come è stato detto la vita quotidiana a Damanhur
è permeata dalla magia ed è quindi piena di riti. Essi sono considerati come
momenti di contatto tra l’umano e le forze della natura e sono un modo di ampliare
le potenzialità umane.
La ritualità maggiore è legata alle epifanie del luminoso, all’esperienza
della sacralità nella natura. Ai riti maggiori appartengono commemorazione
dell’anniversario della fondazione di Damanhur,
Solstizio d’estate e d’inverno, Equinozio di primavera e d’autunno e
Commemorazione dei defunti.
Secondo la filosofia damanhuriana, durante il
rituale si attivano nell’uomo gli stati di coscienza superiore e si creano dei
legami tra diversi mondi.
Durante i riti legati ai Solstizi e agli Equinozi vengono impiegati i
simboli degli elementi: fuoco, acqua e terra.
Essenzialmente nei riti di passaggio viene celebrata l’unione dell’uomo
con la natura.
Per quanto riguarda la Celebrazione dei defunti all’inizio del novembre,
è una festività serena come è serena la visione della morte dei damanhuriani: essa è solo un passaggio ad un altro stato di
vita e poiché lo spirito è immortale in realtà non si muore mai.
Durante i riti vengono sempre usati i simboli degli elementi, la danza
sacra e una lingua sacra impiegata nella liturgia.
Per quanto riguarda la ritualità minore è tutto un insieme di riti legati
alla vita quotidiana. Ne fanno parte i riti di purificazione degli oggetti
luoghi e cibi (consumati nei pasti comuni), della celebrazione dei compleanni
nel momento del ripetersi delle stesse condizioni astronomiche del giorno della
propria nascita, il rito del saluto quotidiano che si compie congiungendo le
mani e pronunciando le parole “Con te!”
accompagnate dal pensiero positivo rivolto alla persona salutata.
In generale la ritualità serve tra l’altro a rafforzare i legami
affettivi tra i membri della comunità.
Non esistono dei luoghi specifici per l’esecuzione dei riti poiché tutto
il territorio di Damanhur è considerato sacro.
E’ il pensiero positivo delle persone che rende tale il territorio.
Tra i simboli della comunità di Damanhur il più
appariscente è il Tempio dell’Uomo.
La sua costruzione è considerata dai damanhuriani
un importantissimo rituale, poiché permetterà l’instaurazione dell’età dell’oro
sulla terra, l’unità dei popoli e delle religioni.
Il Tempio è chiamato la Nuova Gerusalemme e il Regno di Dio sulla terra.
I simboli che si trovano nel Tempio e i riti derivano dal Cristianesimo,
dalle religioni orientali e quelle misteriche, dal pensiero mistico.
In altre parole è una sintesi di elementi diversi.
Damanhur è stata definita una comunità
mistico – esoterica (Françoise Champion)
che si basa sulla fusione fra elementi del pensiero mistico orientale e
occidentale, essoterismo, psicologia e creatività artistica.
Anna D. Boleyn
BIBLIOGRAFIA:
L. Berzano
“Damanhur. Popolo e comunità”, Editrice Elle Di Ci,
Torino, 1998