I MORMONI
Estratto di «ANALISI COMPARATIVA STORICO-BIBLICA
DELLE DOTTRINE DEI MORMONI» di G. Strippoli
Fra
le storie di nuovi movimenti religiosi, quella dei Mormoni (Chiesa di Gesù
Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni), è certamente la più affascinante e la
più variopinta.
La
storia di questa Chiesa ( o setta) americana, ha il sapore del West (periodo in
cui sorge e si sviluppa). Leggendo le vicende dei Mormoni, si ha l'impressione
di leggere uno dei racconti della prateria, con tutte quelle avventure proprie
dei romanzi.
Lo
scopo di questo studio è quello di analizzare le dottrine del Mormonismo e far luce sulle origini del movimento stesso,
alla luce delle Scritture canoniche (la Bibbia) e della storia.
Certo,
non era necessario uno studio, per affermare che le dottrine mormoni sono
assurde, eretiche, blasfeme e fantasiose, in quanto ciò appare così evidente
perfino agli occhi di un profano in materia teologica.
Ma
ciò era necessario per avere un concetto chiaro ed obiettivo di ciò che in realtà
essi (i Mormoni) credono. Dobbiamo portar rispetto per questa gente che in
passato, ha subito feroci persecuzioni, pur condannando l'errore da essi
sostenuto. A differenza di altre sette o chiese americane, che provengono dal
vecchio continente europeo (Battisti, Metodisti, Quaccheri, Episcopali,
Congregazionisti, Luterani. Amish, ecc..) o di altre
denominazioni che sono derivate dalle prime (Pentecostali, Chiese di Cristo,
Avventisti, ecc..), la chiesa mormone è un prodotto tipicamente americano, sorta
e sviluppatasi negli Stati Uniti, non ha nessun legame con le chiese
tradizionali, ma bensì è basata su tradizioni legate agli antichi popoli
d'America, come essi sostengono, e ad una nuova rivelazione scritta.
Quindi
i Mormoni sono il frutto di quella libertà religiosa su cui è fondata l'America
stessa: frutto di quel crogiolo di razze, idee, religioni, estrosità e
stravaganza che rappresenta lo spirito del popolo degli Stati Uniti.
Questo
studio è tratto in larga parte da materiale di prima mano (cioè libri e
pubblicazioni Mormoni e da informazioni apprese da molteplici incontri con
diversi missionari Mormoni americani in Italia).
Il
profeta - fondatore del Mormonismo, Joseph Smith, quarto di nove
figli, nacque a Sharon nello stato del Vermont (USA)
il 23 dicembre 1805.
La
famiglia in cui nacque era pervasa da esperienze religiose visionarie. Salomon Mack (nonno paterno di Joseph)
scrisse sogni e visioni divine durante la sua vita.
Il
nonno paterno Asael, apparteneva alla Chiesa
Universalista. Nel 1816 la famiglia Smith si trasferì
a Palmyra nello stato di New York. Nel 1820 si
trasferirono a Manchester (sempre nello stato di New York). Qui il giovane Joseph (aveva circa 15 anni), si trovò a contatto con il
Revivalismo americano, cioè quel movimento di risveglio, sorto il secolo scorso
negli Stati Uniti, in seno a diverse chiese protestanti.
Questo
movimento religioso mise in subbuglio tutta la zona in cui viveva la famiglia Smith, ci furono aspre lotte fra le varie denominazioni a
suon di prediche. Tutto questo impressionò molto il giovane Joseph.
La
famiglia dei Smith si affiliò alla chiesa
Presbiteriana (il padre Joseph senior, la madre Lucy,
i fratelli Hyrum r Samuel, Harrison
e la sorella Sophronia). Joseph
confuso da queste dispute bibliche, decise di consultare la Bibbia per avere
qualche risposta chiara. La risposta la trovò leggendo Giacomo 1:5 " Se qulacuno di voi manca di saggezza la chieda a Dio che dona
a tutti liberamente."
Dopo
questa illuminazione, una mattina della primavera del 1820, Joseph
si ritirò nel bosco e si mise a pregare invocando una rivelazione
chiarificatrice da parte di Dio. Cosa incredibile, gli apparve Dio e Gesù (con
tanto di barba e tunica bianca). Uno dei due personaggi celesti indicando
l'altro disse: "Ecco il mio figliolo benamato, ascoltalo!" Joseph chiese ai due personaggi celesti, a quale chiesa
doveva associarsi, la risposta fu che non doveva unirsi ad alcuna di queste
chiese, perché erano tutte nell'errore. Dopo questa incredibile visone, egli
andò in giro a raccontare l'accaduto, cosa che suscitò le ostilità di molti nei
suoi confronti.
Il
21 settembre 1823, Joseph ebbe nuove visite. Ecco
come egli racconta questo episodio: "…
mi sentivo spesso condannato per la mia debolezza e le mie imperfezioni, ma la
sera del preciso 21 settembre, dopo che mi fui ritirato per la notte, mi misi a
pregare e a supplicare Dio Onnipotente per ottenere il perdono di tutti i miei
peccati e delle mie follie…".
"…Mentre ero così intento ad
invocare Iddio, mi avvidi di una luce che apparve nella mia stanza e che
continuò ad aumentare fino a che la camera fu più luminosa che a mezzogiorno; e
ad un tratto, un personaggio apparve al mio capezzale, stando sospeso a
mezz'aria, poiché i piedi non toccavano terra. Aveva una vesta ampia del
candore più squisito.
Era un candore che sorpassa ogni
bianchezza che avevo visto sulla terra; né credo che alcunché di terrestre
possa apparire così straordinariamente bianco e brillante… Mi chiamò per nome e
mi disse che era un messaggero inviatomi dalla presenza di Dio, e che il suo
nome era Moroni: che Dio aveva un'opera da farmi
compiere e che il nome sarebbe stato conosciuto in bene e in male fra tutte le
nazioni …… Disse che esisteva un libro scritto su tavole d'oro e contenente la
storia dei primi abitanti di questo
continente e della loro origine. Disse pure che in esso era la pienezza del
Vangelo eterno, quale era stata data dal Salvatore a quegli antichi abitanti.
Disse pure che vi erano due pietre,
fissate ad un pettorale, che costituivano ciò che è chiamato l'Urim ed il Thumim e che esse si
trovano insieme alle tavole, e il possesso e l'uso di queste pietre era ciò che
costituiva i "veggenti" nei tempi antichi e che Dio le aveva
preparate per tradurre il libro…".
Questo
Moroni, ricomparve durante tutta la notte e il
mattino successivo, per un totale di quattro volte, ripetendo sempre la stessa
storia.
Un
giorno sulla collina di Cumorah, vicino al villaggio
di Manchester, stato dei New York, Smith trovò le
tavole d'oro sotterrate, ma gli fu impedito di prenderle dall'angelo Moroni.
Il
18 gennaio 1827 Joseph si sposa ad Harmony, Pennsylvania, con Emma Hale.
Il 22 settemnre 1827, ricevette da Moroni le sacre tavole e l'Urim e
il Thumim con il pettorale. Nel dicembre dello stesso
anno Smith iniziò la traduzione dei primi caratteri.
Fu aiutato inizialmente da Martin Harris
nella traduzione. Il 5 aprile 1829 conobbe Oliver Cowdery che insieme a lui, divenne successivamente uno dei
fondatori della chiesa.
Joseph e Oliver si recarono in un bosco per pregare,
quando apparve loro , nientemeno che Giovanni Battista, il quale ordinò loro di
battezzarsi l'un l'altro e subito conferì ai due il Sacerdozio di Aaronne.
Alcuni giorni dopo nello stesso posto tutti e due ricevettero il Sacerdozio di Melchisedek direttamente dalle mani degli Apostoli Giacomo,
Pietro e Giovanni. Il 6 aprile 1830 a Fayette, in
casa di Peter Whitmer, fu
organizzata la "Chiesa di Gesù Cristo", a cui successivamente fu
aggiunta la dicitura "dei Santi degli Ultimi Giorni".
Poco
dopo l'istituzione della chiesa, Smith e i suoi
seguaci, si trasferirono a Kirtland, nell'Ohio. Là i
mormoni edificarono il loro primo tempio, e di lì iniziò una vasta opera
missionaria. Dopo un po’ di tempo, i mormoni si trasferirono nel Missouri
(terra di Sion, stando alle rivelazioni del profeta). In questo stato i Mormoni
furono perseguitati ferocemente. Fu iniziata un'opera missionaria sia in Canada
che in Inghilterra, che ebbe un grande successo. A causa delle continue
persecuzioni, i mormoni si rifugiarono nell'Illinois. Joseph
Smith e il fratello Hyrum,
furono imprigionati a Carthage, dove furono uccisi
il27 giugno 1844 da esaltati che si erano introdotti nella prigione.
Brigham Young succedette alla guida della chiesa, e
divenne il secondo profeta - presidente. Sotto la direzione di Young, la ,maggior parte dei Mormoni si trasferì nelle
Montagne Rocciose (per sfuggire ad altre persecuzioni), dove dal nulla, in
pieno deserto, costruirono città e fabbriche, dando origine al nuovo stato di Desert, successivamente chiamato Utah.
La
prima città che sorse fu Salt Lake
City. Brigham Young, una
volta divenuto capo della chiesa (che nel frattempo aveva avuto numerosi scismi
e divisioni interni) misero in pratica in larga scala il principio della
poligamia introdotto da Joseph Smith,
in base ad una rivelazione del luglio 1843, e poco praticato fino a questo
momento. Proprio questa pratica immorale, fu una delle principali cause della
persecuzione. Brgiham Young
morì il 29 agosto 1877 e gli successe (tre anni dopo), John
Taylor che morì il 25 luglio 1887 e il 7 aprile 1889
divenne presidente Wilford Woodruff.
Questi a causa di continue pressioni e minacce da parte del governo delle Stati
Uniti, che nel frattempo aveva già confiscato le proprietà della chiesa e aveva
imprigionato molti Mormoni poligami, il 24 settembre 1890, pubblicò la
Dichiarazione Ufficiale n°1 con la quale si vietava a tutta la chiesa Mormone
la pratica della poligamia, pena la scomunica (non tutti però abbandonarono
questa pratica).
La
dichiarazione di Woodruff è contenuta nel libro
"Dottrina e alleanze". I Mormoni non rigettarono la poligamia perché
immorale e non biblica, ma bensì perché costretti dalla forza e dalla
convenienza (infatti non potevano entrare a far parte dell'Unione se prima non
avessero abbandonato questa usanza).
Tutta
via, anche se quest'usanza non è più praticata dai Mormoni, essa rimane ancora
valida come dottrina della chiesa Mormone. (…..)
APPARIZIONI
CELESTI
La
storia di Joseph Smith e
della chiesa Mormone è costellata da un vasto panorama d'apparizioni molti
assorti. Fra tutti i fondatori di religioni, Smith è
senz'altro il più visionario. Il credo Mormone, a differenza del credo di altre
sette pseudo cristiane (che traggono le loro dottrine
da errate interpretazioni bibliche o da forzature teologiche) è basato
essenzialmente sulle rivelazioni che Smith affermava
di aver ricevuto da esseri celesti e divini. Prima di analizzare alcune di
queste presunte apparizioni, riportiamo di seguito un elenco cronologico di
queste apparizioni - rivelazioni.
· 1820 (primavera): in un bosco di Manchester, contea
di Ontario, stato di New York, appaiono Dio e Gesù. Dio dichiara che tutte le
fedi esistenti sono nell'errore e comanda che Joseph
non si unisca a loro.
· 1823 (21 settembre): Manchester; Joseph riceve in camera sua la visita dell'angelo Moroni (per ben
quattro volte nella notte) il quale gli comunica che è stato prescelto da Dio
per una missione e che un libro nascosto contenente la storia degli antichi
popoli d'America.
· 1823 (22settembre): Manchester; davanti la casa di Smith, ricompare Moroni, il quale ripete a Joseph
le stesse cose che ha detto durante la notte.
· 1823 (data imprecisata): Joseph
si reca sulla collina di Cumorah, nel luogo indicato
egli trova le sacre tavole, ma appare Moroni che gli impedisce di prenderle perché non era giunto
il tempo.
· 1827 (22settembre): sulla collina di Cumorah, Moroni consegna le tavole d'oro a Joseph
Smith.
· 1829 (15 maggio): ad Harmony,
Pennsylvania, Joseph e Oliver
Cowdery furono ordinati al Sacerdozio di Aaronne da
Giovanni Battista.
· 1829 (mese di maggio): alcuni giorni dopo
l'apparizione del Battista, nella località in un bosco vicino Harmony, comparvero gli apostoli Pietro, Giacomo e
Giovanni, che conferirono loro il Sacerdozio di Melchisedec.
· 1830 (agosto): Harmony,
Pennsylvania, un messaggero celeste comanda a Joseph
di non usare vino o altre bevande forti per le riunioni sacramentali (la Santa
Cena); da quel momento in poi i Mormoni usarono l'acqua anziché il vino per
commemorare il Signore, inoltre fu proibito anche di bere thè
e caffè.
· 1832 (16 febbraio): a Hiram,
Ohio, Joseph Smith e Sidney
Rigdon, ebbero la visione riguardante i tre segni e
la risurrezione finale.
· 1836 (marzo): a Kirtland,
Ohio, Joseph ha la visione di Dio e Gesù e di Alvin (il fratello morto) che gli parlano del regno
celeste.
· 1836 (3 aprile): nel tempio di Kirtland,
Joseph Smith e Oliver Cowdery vedono Gesù, Mosè
ed Elia.
· 1838 (2 maggio): luogo imprecisato; l'angelo Moroni viene a riprendersi le tavole d'oro.
Tutte
queste apparizioni, sono solo una parte di quelle avute da Joseph
Smith (come egli sosteneva) insieme ad un centinaio e
più di rivelazioni divine (raccolte in "Dottrine e Alleanza" e
"Perla di Gran Prezzo"). A quanto pare, tutti i personaggi più
importanti della Bibbia, si sono scomodati per sostenere le asserzioni di Smith. Come prendere queste assurde visioni di Smith?
Non
ci sarebbe nemmeno bisogno di stare ad esaminare queste folli visioni. Ma per
dovere di obiettività, ne analizzeremo qualcuna. Per esempio: leggendo le
circostanze e i fatti relativi all'incontro con il misterioso Moroni, sorgono subito delle perplessità:
a) Moroni va e viene dalla stanza di Smith
per ben 4 volte, ripetendo la stessa identica storia, non è strano? Nessun
angelo della Bibbia ha mai avuto un comportamento così bizzarro;
b) Smith affermò che dopo le apparizioni di questo "pseudo" angelo, egli si sentiva esausto e spossato,
privo di forze.
Questo
ci fa pensare ad un'incredibile analogia con quanto avviene ai medium nel corso
e dopo le sedute medianiche o spiritiche. Infatti, molti medium, durante le
sedute, producono degli ectoplasmi, circondati di luce, che a poco a poco
assumono sembianze umane che si materializzano (i cosiddetti fantasmi o
spiriti) e conversano con i presenti. Tutti i medium, alla fine di queste
esperienze medianiche o apparizioni, sono stanchissimi, spossati, esausti.
Quindi i personaggi apparsi a Smith sono (se sono
stati frutto della sua immaginazione e fantasia) entità "spiritiche"
o spiriti burloni (come vengono chiamati dagli spiritisti) che di volta in
volta, si spacciavano per personaggi che Smith
desiderava in mente sua di vedere. Infatti è molto in ambienti spiritici,
ricevere messaggi da spiriti che si spacciano per santi, Gesù e altri
personaggi biblici. Quindi a questo punto noi possiamo affermare con il profeta
Geremia 14:14 "…le profezie che vi
fanno sono visioni menzognere, divinazione, vanità, imposture del proprio
cuore. Perciò così parla il SIGNORE riguardo ai profeti che profetizzano nel
mio nome, sebbene io non li abbia mandati … quei profeti saranno consumati
dalla spada e dalla fame …" (coincidenza, Smith
fu ucciso!). Inoltre in Matteo 24:23 è scritto: "Allora se qualcuno vi dice: il Cristo è qui! oppure: è là! Non lo
credete". (…)
Le
Scritture
La “chiesa di
Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi giorni” accetta come testi sacri, la Bibbia (Vers.
Riveduta per la lingua italiana e la Versione del Re Giacomo per la lingua
inglese), il Libro di Mormon
(presunta traduzione di antiche tavole, riguardanti le vicende degli antichi
popoli americani), “Dottrine e Alleanze”
(una raccolta delle rivelazioni di Joseph Smith) e “Perla di
Gran Prezzo” (presunta traduzione di altrettanti presunti antichi papiri).
La Bibbia
I Mormoni non credono nell’infallibilità della
Bibbia in quanto sostengono che può contenere degli errori; infatti, l’ottavo
articolo di fede dice testualmente “Noi
crediamo che la Bibbia sia la Parola di Dio, per quanto sia tradotta
correttamente; noi crediamo pure che il Libro di Mormon sia la Parola di Dio”.
Nel libro “The Seer”,
l’apostolo Mormoni Orson Pratt,
afferma: “La Bibbia è stata
derubata della sua chiarezza, poiché molti libri sacri sono andati persi e
altri sono stati tolti
dalla Chiesti Romana, e quei pochi che rimangono sono stati copiati e ricopiati
tante volte che si può affermare che quasi ogni versetto è stato corrotto e
mutilato..”
Queste affermazioni vengono fatte sulla base di quanto sì legge nel
Libro di Mormon.
“...infatti essa ha tolto dal Vangelo dell’Agnello
molti parti chiare e preziosissime, ed ha tolto molte alleanze del Signore.
Tutto ciò è stato fatto per pervertire le vie diritte del Signore, per accecare
gli occhi ed indurire i cuori dei figlioli degli uomini. Ecco perché vedi che
dopo che il libro fu passato fra le mani
della grande e abominevole
chiesa, molte cose chiare e preziose furono tolte dal libro dell‘Agnello di
Dio” (1 Nefi
1 - 3:26,28).
“...la corruzione dei testi, il linguaggio arcaico
e la nostra mancanza di comprensione dell’ambientazione dottrinale... sono
soltanto alcuni dei motivi per cui si incontrano difficoltà nella lettura e
nella comprensione del Nuovo Testamento.” (tratto da “Vita e insegnamenti di Gesù” - libro Mormone, pag. 1).
Queste assurde e strane affermazioni dei Mormoni
sono smentite dalla storia e dalle varie scoperte archeologiche (...).
Questa certezza della purezza di tutto il testo
biblico, ci viene confermata sia dalle continue scoperte archeologiche, che
dalla guida dello Spirito Santo (che ha sempre impedito ogni tipo di inquinamento)
che ha preservato le Sacre Scritture sino ai nostri giorni. Quindi le
affermazioni dei Mormoni circa l’autenticità della Bibbia non trovano nessun
riscontro di sorta.
Il
Libro di Mormon
Joseph Smith affermò di aver ricevuto da un angelo di
nome Moroni, le sacre tavole di oro (contenenti gli
annali degli antichi popoli americani - 1823).
Queste
tavole erano sotterrate in prossimità del villaggio di Manchester, contea di
Ontario, stato di New York, su una collina chiamata Cumorah.
Queste
tavole gli furono consegnate però soltanto il 22 settembre 1827, ed insieme ad
esse, Smith ricevette l’Urim
ed il Thumim (una specie di occhiali divini, che
servivano per tradurre).
Queste
tavole tradotte da J. Smith. a suo parere, erano
Sacre Scritture che completavano quelle giù esistenti (la Bibbia).
Nel
dicembre 1827, ad Harmony, Pennsylvania, Smith preparò un manoscritto di alcuni caratteri delle tavole e ne
tradusse altri per mezzo dell’Urim e Thumim.
Un
giorno Martin Harris (uno
dei testimoni del Libro di Mormon) grande amico di Joseph
e uno dei primissimi seguaci, portò la trascrizione dei caratteri a New York
per farli esaminare da qualche studioso.
Harris si rivolse ad un certo professor Anthon e al
prof. Mitchell.
Secondo
quanto narrano gli stessi Mormoni, il prof. Anthon,
prima rilasciò un certificato nel quale si affermava l’autenticità dei
caratteri, ma poi, quando seppe come Smith si era
procurato questi caratteri ritirò la dichiarazione e la distrusse.
A
partire dal 12 aprile 1827, J. Smith iniziò la
traduzione delle tavole di Mormon, con l’aiuto di Martin
Harris come scrivano.
Dai
5 aprile 1829, Smith si avvalse dell’aiuto di Oliver
Cowdery per la traduzione.
Alcune
volte fu aiutato da sua moglie Emma e da David Whitmer.
Le
prime copie del libro di Mormon furono stampate il 18 e il 25 mano 1830.
Per
i Mormoni, il libro di Mormon è fondamentale ed è più importante della Bibbia
stessa: “Dobbiamo infatti leggere ogni
giorno alcune pagine di questo libro, che avvicina a Dio l’uomo che obbedisca
ai suoi precetti più di qualsiasi altro libro” (La Stella - mensile Mormone
- Gennaio 1989, pag. 3).
“...attingendo al libro più giusto della terra: i! Libro di Mormon” (La Stella - Gennaio 1989, pag. 4).
Joseph Smith affermò che: “il Libro di Mormon è il
libro più giusto della terra e la chiave di volta della nostra religione” cioè
il fondamento di tutto il mormonismo; senza il Libro
di Mormon tutto il mormonismo crolla.
Il
credo dei Mormoni è poggiato essenzialmente sulla presunta autenticità di
questo libro.
Nelle
pagine seguenti dimostreremmo l’infondatezza, l’inattendibilità e le assurdità
del Libro di Mormon e di conseguenza di tutto il Mormonismo.
“Il Libro di Mormon è la storia degli antenati delle tribù indiane
occidentali. Tale storia, che contiene la Parola di Dio a questi progenitori, è
stata trovata per l’intervento di un santo angelo e
tradotta nella nostra lingua per dono e potere di Dio, dopo essere rimasta
nascosta sotto terra durante gli ultimi mille quattrocento anni. Grazie ad essa
sappiamo che gli antenati delle tribù occidentali discendono da quel Giuseppe
che fu venduto in Egitto, che la terra d’America è una terra promessa loro e
che ad essa verranno tutte le tribù d’Israele, insieme a tutti i Gentili che
avranno osservato le condizioni della nuova alleanza. Ma la tribù di Giuda
ritornerà nell‘antica Gerusalemme. La città di Sion di cui parla David nel
centoduesimo Salmo sarà riedificata nella terra d’America «e i riscattati
dall’Eterno torneranno, verranno a Sion con canti di gioia: un ‘allegrezza
eterna coronerà il loro capo» (Isaia 35:10); quindi essi saranno salvati dal
grande flagello che spazzerà la terra. Ma Giuda sarà liberata a Gerusalemme.
Vedere Gioele 2:32; Isaia 26:20-21; Geremia 31:12; Salmo 1:5; Ezechiele 3-
4:11- 13.”
La Bibbia afferma a proposito di
nuove rivelazioni: «Mi meraviglio che così presto voi passiate, da Colui
che vi ha chiamati mediante la grazia di Cristo, a un altro vangelo. Ché poi non c’è un altro vangelo; però ci sono alcuni
che vi turbano e vogliono sovvertire il Vangelo di Cristo. Ma anche se noi o un
angelo dal cielo vi annunziasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo
annunziato, sia anatema. Come abbiamo già detto, lo ripeto di nuovo anche
adesso: se qualcuno vi annunzia un vangelo diverso da quello che avete
ricevuto, sia anatema» (Galati
1:6-9).
Il vangelo di Smith e del suo presunto angelo (ex uomo)
Moroni, è un vangelo fasullo e Paolo ci conferma che
«il Vangelo da me annunziato non è opera d’uomo; perché io stesso non
l’ho ricevuto né l’ho imparato da un uomo, ma l’ho ricevuto per rivelazione di
Gesù Cristo» (Galati 1:11-12).
Cosa dice la storia e la scienza
A
differenza della Bibbia, la quale è suffragata da innumerevoli testimonianze
storiche, scientifiche, geografiche, filologiche e archeologiche, il libro di
Mormon non possiede nessuna referenza degna di considerazione.
Esaminiamo
attentamente le prove che smentiscono l’autenticità di questo libro e del suo
autore:
1.LA LINGUA: l’egiziano riformato (la presunta lingua con cui sarebbero
state scritte le tavole del libro di Mormon) non esiste affatto, tutte le scoperte
archeologiche fatte finora non hanno mai dato traccia di una simile scrittura.
L’egiziano e l’ebraico, secondo il libro di Mormon, sarebbero state le lingue
parlate dai primi abitanti delle Americhe. Se questo sia vero o meno, lo si può
sapere subito. Le lingue degli indiani dovrebbero mostrare la loro derivazione
dall’egiziano e/o dall’ebraico, così come si nota facilmente la derivazione
dell’italiano o del rumeno dalla lingua latina. Se non c’è una derivazione
diretta, almeno si dovrebbe notare un certo rapporto con la lingua originale,
come è il caso di parole inglesi entrate nella lingua italiana o parole di
origine francese, spagnola, greca e albanese presenti in certi dialetti del sud
dell’Italia. Mentre in molte lingue queste relazioni sono evidenti, per le
lingue dei popoli amerindi precolombiani (indios, pellerossa, ecc...) non si trova niente di tutto
ciò. Perciò non c’è nulla di concreto (filologicamente parlando) nelle
affermazioni dei Mormoni.
2.GLI ANIMALI: a proposito dell’arrivo degli ebrei in America, così è
scritto nel Libro di Mormon (1 Nefi 18:25): “Trovammo
nelle foreste animali di ogni specie, vacche, buoi, asini e cavalli, capre e
caprioli“. Certamente l’angelo Moroni e lo stesso Smith non
erano a conoscenza del fatto che, né nel Nord né nel Centro e né nel Sud
America esistevano questi animali citati. Essi furono portati in quei luoghi
dai colonizzatori europei (spagnoli, portoghesi, inglesi e francesi) dopo la
scoperta dell’America per opera di Cristoforo Colombo. Al contrario, non
vengono mai citati animali molto diffusi in quelle terre, come i lama, la
vigogna. l’alpaca, il giaguaro, i pappagalli, il condor, ecc...
3. I POPOLI: il libro di Mormon parla di strani popoli: i Lamaniti. i Lehiti e i Nefiti, venuti dalla Palestina, ma della cui esistenza non ne viene fatta menzione né dalla Bibbia. né dai testi antichi, né sono confermati da scoperte archeologiche. Al contrario, popoli notissimi come gli Aztechi, Incas, Maya, Toltechi, Olmechi, Zapotechi, Mixtechi, Chiacapoia. Hvari_Chimi, Quechua e i pellerossa, che fanno veramente parte della storia delle Americhe non vengono mai menzionati.
4. LE
TRADIZIONI LOCALI: i Mormoni portano come prova il fatto che presso molti
popoli americani, esistevano delle tradizioni orali e scritte riguardanti
episodi simili in un certo modo ad alcuni racconti biblici, inoltre quando i conquistadores spagnoli giunsero in Centro e Sud America,
non furono accolti come nemici dagli indigeni: Cortez,
Pizzarro e gli altri furono scambiati per il “Dio bianco e barbuto” che secondo
antiche storie narrate di padre in figlio era venuto tempo addietro, aiutando
il popolo e che andò via per mare (così come era venuto) e che promise che sarebbe
ritornato nella stesso modo (dal mare). Secondo i Mormoni questo “Dio bianco e barbuto” venuto prima degli
spagnoli, altri non era che il Gesù descritto nel Libro di Mormon. Il ricordo
di un Dio bianco e barbuto venuto dal mare, non può essere stato il ricordo di
un’antica venuta del Cristo in America, in quanto, stando alle tradizioni
indigene (all’epoca della Conquista), questo Dio doveva venire per via mare,
mentre nel Libro di Mormon si dice che egli venne dal cielo. Quindi le due storie
non sono affatto collegabili. Questa è un’altra delle tante contraddizioni dei
Mormoni. Inoltre non è affatto vero che tutti i popoli precolombiani
abbiano scambiato gli spagnoli per divinità. Ecco quanto afferma il noto
studioso francese Alfred Metraux
nel suo libro “Gli Inca” pag.40 (Club degli Editori –
Einaudi): “Innanzitutto occorre scartare l’ipotesi
secondo cui Atahualpa avrebbe considerato i suoi
strani visitatori come degli dei o anche come dei superuomini. I cavalli, gli
archibugi e la scrittura l’avevano certo fortemente impressionato, ma egli
aveva appreso che gli Spagnoli erano vulnerabili. Le sue spie lo avevano
assicurato che i cavalli privati di sella non erano per nulla pericolosi e che
gli archibugi erano lenti da caricare. Quegli uomini barbuti, la cui apparenza
eccitava la sua curiosità più di ogni altra cosa, erano degli esseri mortali,
con i quali era possibile misurarsi”.
Come spiegare dunque queste analogie?
È possibile spiegare (approssimativamente) ciò che c’è di simile tra le tradizioni indigene e i racconti biblici. con i tentativi di evangelizzazione fatti da esploratori precolombiani.
Possiamo avanzare delle ipotesi circa l’identificazione del “Dio bianco barbuto”.
E’ storicamente dimostrato che Cristoforo Colombo non fu il primo europeo a mettere piede sul suolo americano. Prima di lui ci sono stati i monaci irlandesi guidati da San Brendano e i Vichinghi.
È probabile che il Dio barbuto bianco, visto dagli indigeni, altri non fosse che un monaco irlandese o un vichingo cristiano (non tutti i Vichinghi erano bellicosi e pagani) infatti, così si spiegherebbero alcune analogie: sia gli irlandesi che i Vichinghi venivano dal mare (come il misterioso Dio), anch’essi erano barbuti e bianchi.
E le tradizioni simili a quelle bibliche, potrebbero essere ciò che rimase nel ricordo di quella gente di un tentativo di evangelizzazione fatto da qualche monaco in epoche remote. (...)
1.LE PROVE ARCHEOLOGICHE: i Mormoni credono di poter interpretare alcuni
resti archeologici scoperti sul territorio americano (sud, centro e nord) come
prove di una presenza in tempi remoti, di popoli semiti sul continente. Essi
sostengono che i resti delle civiltà Azteca, Maya e Inca possono essere ciò che
rimane di alcuni popoli citati dal libro di Mormon. (...) Esistono quattro
reperti archeologici riguardanti popoli della Palestina: l’iscrizione di Puso Alto (...) che è stata ritenuta un falso da molti
studiosi. Anche se fosse dimostrata la sua autenticità, ciò non può essere di
sostegno alle tesi Mormoni, in quanto i personaggi descritti nell’iscrizione
non sono i monoteisti ebrei del libro di Mormon e della Bibbia, ma cananei pagani che sacrificavano agli idoli. Poi l’iscrizione
di Bat Creek (...):
anche questo reperto non può assolutamente sostenere le tesi mormoni in quanto
risale al 100 d. C., mentre il presunto sbarco ebraico in America avvenne,
secondo i Mormoni nel 600 a.C. Terzo, le monete del Kentucky (...): a prescindere dal fatto che non
si sa se queste siano state introdotte nel nuovo continente in epoca remota o
solo recentemente, è indubbio che esse sono di epoca posteriore ai fatti
narrati dal libro di Mormon e quindi non utilizzabili come prova a sostegno.
Quarto, la pietra di Metcalf (...): anche
questa testimonianza, se risulterà autentica, non dimostra nulla di quanto
asserito dai Mormoni, in quanto si tratterebbe di scrittura egea
e non ebraica o aramaica.
2.IL LINGUAGGIO: un’altra cosa che tradisce il libro di Mormon, è il
linguaggio, cioè i termini usati. Infatti nel libro di Mormon, troviamo parole
che non erano in uso all’epoca della presunta storia narrata dal libro di
Mormon, come ad esempio, Bibbie (2 Nefi
29:3,13), Chiesa (1 Nefi 13:4), battesimo (1
Nefi 10:9-10), Vangelo (3 Nefi
21:26), Cristiani (Alma 46:13-16), Anticristo (Alma 30:6- 12), ed
altri termini che non possono essere autentici, come gregge (Mosia 2:3) in quanto non c’erano pecore in America prima di
Colombo, dimostrano chiaramente la falsità del libro oppure non erano in uso
prima della nascita di Cristo né in Palestina né tantomeno in America.
3.GLI OGGETTI: il libro di Mormon descrive anche degli oggetti che mal si
conciliano con l’epoca ed il luogo in cui vengono descritti, ad esempio cemento
(Helaman 3:7), sconosciuto agli indigeni
d’America; monete (Alma 2), le popolazioni indigene precolombiane
effettuavano scambi in natura, senza monete; scimitarra (Enos 20, Alma
44:8), un’arma tipicamente araba e quindi sconosciuta alle popolazioni
americane; carri (3 Nefi 3:22), gli indios non conoscevano la ruota e i carri fino a quando non
videro gli spagnoli; essi usavano i lama ed altri animali come animali da soma.
4.LE RAZZE: le razze umane descritte nel libro di Mormon riferite ai popoli
d’America sono i Lamaniti (di pelle scura), i Nefiti e i Giarediti (di pelle
bianca). Tutti questi popoli stando al libro di Mormon erano di origine
semitica (cioè ebrei fuggiti dalla Palestina). I Lamaniti
in principio erano di pelle bianca, in seguito Dio li punì mutando loro il
colore della pelle e facendoli scuri. Questi Lamaniti,
a volte vengono identificati con i pellerossa, a volte con i neri. E1
storicamente provato che i primi neri giunsero in America dal 1600 in poi
(specialmente nel 1700) sotto forma di schiavi, quindi non possono essere i Lamaniti. Se invece vogliamo identificare i Lamaniti con i pellerossa o i vari indios
(maya, inca, pueblo, amazzonici, aztechi,
ecc...) va precisato che questi, come d’altronde tutti gli altri popoli e razze
indigene delle Americhe non hanno niente a che vedere con popoli semitici.
Infatti tutti gli studiosi sono concordi nell’affermare che, molti popoli amerindi giunsero come gli eschimesi, in terra americana,
attraverso lo stretto di Bering (a nord dell’Alaska) quanto questi era ancora
collegato al continente asiatico da strisce di ghiaccio. (...) Alcuni indigeni
della costa pacifica del Sud America invece, sarebbero giunti via mare dagli
arcipelaghi disseminati nell’Oceano Pacifico.
Da dove ha tratto questa strana storia descritta dal libro di Mormon J. Smith?
La teoria dell’origine ebraica dei popoli americani,
ha dei precedenti (anzi presso i paesi anglosassoni, questa credenza era ed è
molto diffusa).
Edwars King, visconte di Kingsborough
anglo-irlandese di origine, si occupò molto dell’argomento.
(...)
Sono sorte altre sette che si basano sull’origine ebraica degli Stati Uniti e
Gran Bretagna: Anglo-Saxon Federation
of America, British lsrael ldentity Corporation, British lsrael World Federation, Ku Klux Klan, House of Prayer for all
People, Chiesa di Dio universale. Quindi J. Smith non
era certo l’unico o il primo a formulare dottrine strampalate sulla discendenza
ebraica degli americani.
Sicuramente
egli era venuto a conoscenza di tali teorie, e dopo averle elaborate in
proprio, le ha presentate come “una nuova rivelazione”.
Gli
americani sono bravi in questo.
Una cosa che però non si riesce a capire come mai l’autore (Moroni, presunto ebreo) del libro di Mormon, l’abbia scritto in egiziano riformato anziché, cosa più logica, in ebraico o aramaico. Inoltre, se fosse vero che alcuni gruppi di Ebrei fossero giunti in America, perché non si trova più alcuna traccia di loro, visto che quello ebraico è un popolo molto geloso delle proprie origini e tradizioni, al punto da non amalgamarsi mai con gli altri popoli, mantenendo inalterata nei secoli la propria identità di comunità.
In Europa, in Medio Oriente ed in Etiopia, ad esempio, gli ebrei nonostante le feroci persecuzioni, dopo 2000 anni di diaspora, hanno mantenuto intatta la loro identità religiosa, etnica, sociale e nazionale.
Non si sono fatti assorbire dagli altri popoli.
Se veramente vi fossero state comunità ebraiche sul continente americano, queste sarebbero certamente sopravvissute fino ad oggi, perché mai e poi mai un ebreo si contaminerebbe con un pagano. Inoltre le civiltà precolombiane non possono essere state in alcun modo originate da ebrei, in quanto sia il politeismo, sia i riti cruenti di questi popoli, sia l’architettura, l’arte orafa, i manufatti, ecc..., mal si conciliano con il popolo d’Israele.
Gli Ebrei non avevano un’architettura complessa, elaborata e splendida come quella precolombiana, erano pessimi architetti; solo pochissime costruzioni ebbero un notevole stile e magnificenza come il tempio di Gerusalemme e l’Herodium (per altro costruiti con l’aiuto di popoli vicini come i Fenici, ecc...).
Anche nell’arte orafa gli Ebrei sfigurano di fronte ai popoli amerindi. inoltre le civiltà precolombiane praticavano l’astronomia, il politeismo, i sacrifici umani, la divinazione, il culto dell’imperatore, avevano immagini e statue, non conoscevano la scrittura e la ruota.
Invece gli Ebrei praticavano la circoncisione, osservavano il Sabato, la Pasqua e le altre feste rituali e non mangiavano cibi proibiti.
“Dottrina e Alleanze”
Un altro degli scritti ritenuti
sacri dai Mormoni è “Dottrina e Alleanze” (inizialmente chiamato “Libro dei
Comandamenti”).
Questo libro raccoglie tutte le rivelazioni di J. Smith ed è proprio in questo libro che è contenuta la
maggior parte delle eresie Mormoni:
·
Dio ha un
corpo
·
Il Matrimonio
celeste
·
Il sacerdozio
di Auronne e Melchisedek
·
Il battesimo
per i morti
·
L’uomo diventa
Dio
·
Adamo e
l’angelo Michele sono Dio
·
Gli angeli
hanno un corpo di carne e ossa, ecc...
Nel libro Mormone
“Dottrine di Salvezza” (vol. 3°, pag.
166) è scritto: “Dottrina e Alleanze” occupa un posto particolare al di sopra
di tutti gli altri con tutto il rispetto per il Libro di Mormon, la Bibbia e “Perla
di gran prezzo”.
Alcune parti del libro furono pubblicate a Sion,
contea di Jackson, Missouri, nell’anno 1833 sotto il
titolo: “Book of Commandments for
the Government of the Church
of Christ”.
Una raccolta più estesa fu pubblicata a Kirtland, Ohio, nell’anno 1835 sotto il titolo: “Doctrine and Covenants of the Church of the Tatter Day Saints”.
La prima edizione divisa in capitoli e versetti fu
pubblicata dall’apostolo Mormone Orson Pratt nell’anno 1876. In questo libro J. Smith si è sbizzarrito nell’inventare di sana pianta delle
vere e proprie assurdità che non trovano nessun fondamento biblico e che in
molte parti sono addirittura in contrasto con il Libro di Mormon.
Leggendo questo libro si possono notare senza alcun
sforzo i seguenti aspetti:
·
assoluta
ignoranza di J. Smith a riguardo della più elementare
teologia biblica,
·
una ingenuità
infantile di primi seguaci di Smith,
·
una mancanza
di nozioni storico - geografiche anche elementari,
·
una
presunzione sfacciata.
Tutto l’insieme di queste cosiddette “rivelazioni” di Smith
appaiono anche all’occhio del più ingenuo credente, come un insieme di favole,
partorite da una mente malata di protagonismo e di misticismo.
«...e
distoglieranno le orecchie dalla verità e si volteranno alle favole». Questo
è quanto predisse Paolo nella seconda epistola a Timoteo (4:4).
“Infatti vi
abbiamo fatto
conoscere la potenza e la venuta del nostro Signore Gesù Cristo, non
perché siamo andati dietro a favole abilmente inventate, ma perché siamo stati
testimoni oculari della Sua Maestà” (2 Pietro 1:16).
“Perla
di gran prezzo”
L’ultimo libro sacro dei Mormoni
è “Perla di gran prezzo” (molte volte questo libro viene rilegato in un unico
volume con “Dottrine e Alleanze”).
Esso comprende:
a) “IL libro di Mosè” (scritti che J. Smith
ricevette mediante rivelazione (?) nel giugno del 1830;
b) “Il Libro di Abraamo” (traduzione fatta Smith di un misterioso papiro egiziano;
c) “Scritti di J. Smith”
(estratto di una traduzione della Bibbia fatta dallo stesso Smith);
d) “Estratti della storia di J. Smith
il profeta”;
e) “Articoli di Fede”
a. “Il libro di Mosè”
Contiene, secondo i Mormoni, ciò che Gesù disse a
Mosè sopra la montagna.
La prima parte di questo libro fu ricevuta per
rivelazione (come Smith affermò) nel giugno del 1830,
mentre la seconda parte, dal capitolo due al capitolo otto, nel dicembre dello
stesso anno.
Questo libro è una copia (leggermente modificata)
del libro della Genesi dal capitolo 1 al capitolo 8. Nel capitolo 5 di Mosè viene citato due
volte il termine Vangelo, termine che era sconosciuto nell’Antico Testamento.
Il termine Vangelo o Evangelo (Euanghelion
— greco; Evangelium — latino) vuol dire “Buona
Novella”; questo termine venne introdotto nel linguaggio comune all’epoca di
Gesù e si diffuse a cominciare dal 150 d.C. per opera dei padri della Chiesa.
Quindi la presenza di questo termine nel più misterioso Libro di Mosè non fa
altro che confermarci la sua inattendibilità.
Proseguendo nella lettura di questo libro al
capitolo 6. versi 64, 65 e
66. si parla del battesimo di Adamo; il battesimo viene anche menzionato al
capitolo 7 verso 11 e nel capitolo 8 versi 23 e 24, riferiti a Noè.
Noi possiamo
affermare con certezza che la pratica del battesimo (in qualsiasi forma) era
sconosciuta presso gli Ebrei del Vecchio Testamento (gli Ebrei praticavano
varie abluzioni rituali che, erano intese come atti di purificazione e allo
stesso tempo igieniche) e che questi venne introdotto da Giovanni il battista e
istituito e ordinato da Gesù molto
tempo dopo.
Anche questo dimostra chiaramente la falsità di questo libro.
b. “Il libro di Abraamo”
Nel
1828 un esploratore francese di Nome Antonio Sebolo fece degli scavi vicino a Tebe
(Egitto). In una tomba trovò diverse centinaia di mummie, undici delle quali
erano dei dignitari.
Con
queste mummie ancora nel
sarcofago, Sebolo partì per Parigi. Ma durante il
viaggio, colto da una malattia, si fermò a Trieste, dove morì dopo dieci
giorni.
Le
mummie furono lasciate per testamento a un suo nipote, Michael
H. Chandler di Filadelfia,
Pennsylvania.
Nella
primavera del 1833 le mummie giunsero a New York.
Nell’aprire
i sarcofaghi, Chandler trovò uniti a due corpi dei
rotoli di tela.
Tra
le pieghe della tela c’erano dei rotoli di papiro sui quali, perfettamente
conservati, si vedevano delle iscrizioni in nero e rosso.
Chandler chiese se c’era da quelle parti qualcuno in grado di poter tradurre i
papiri e fu informato che c’era un certo J. Smith che
diceva di essere in grado di fare ciò.
Il
3 luglio 1835 egli giunse a Kirtland, Ohio. e prese
subito contatto con J. Smith, il quale tradusse
alcune parti dei rotoli.
Successivamente
le quattro mummie insieme ai rotoli di papiro furono acquistati da alcuni amici
di Smith.
Il
profeta, con l’aiuto di William W. Phelps e Oliver Cowdery iniziò la traduzione.
Brigham H. Roberts (un
mormone) descrive come avvenne la traduzione:
“Allora egli (Joseph)
si dedicò allo studio delle lettere e della grammatica della lingua
egiziana. In questa ricerca praticamente si trovò su un terreno sperimentale, ma come Champollion,
egli possedeva uno spiccato intuito linguistico. Ciononostante l’opera
procedeva lentamente. Essa ebbe inizio
nel 1835. fu soltanto sette anni dopo, cioè nel 1843, anche poté cominciare la
pubblicazione. ed essa non fu mai completata” (B.H.
Roberts, Comprehensive History of the Church, vol. 4.
pag. 519).
Successivamente
anche lo stesso Smith affermò: “Oggi pomeriggio (1° ottobre 1835) insieme ai fratelli Oliver Cowdery e Phelps, mi sono
dedicato allo studio dell’alfabeto egiziano, e durante tale studio, al nostro
intelletto si sono aperti i principi dell’astronomia, come li intesero il padre
Abraamo e gli antichi” (History of the Church, periodo 1°, vol. 2°, pag. 286).
Questo
è quanto raccontano i Mormoni circa l’origine del “Libro di Abraamo” e la sua traduzione.
Da
quanto già detto, si può notare che: Smith ha
tradotto questi enigmatici papiri non per rivelazione celeste, ma attraverso
degli studi personali e con l’aiuto dell’intuito.
Datosi
che è storicamente accertato (e gli stessi Mormoni lo confermano) che Smith non aveva un’istruzione adeguata (sapeva solo leggere
e scrivere) per poter intraprendere una traduzione così complessa (ammesso che
questi papiri siano autentici) come per l’appunto è quella riguardante i geroglifici
egiziani, e che ai suoi tempi non esistevano ancora testi sull’argomento (la
prima grammatica egiziana fu scritta dal francese Jean
Francois Champollion nel
1790-1832 poco prima di morire, ma fu stampata in poche copie solo nel 1836,
cioè un anno dopo la presunta traduzione di Smith, e
rimase a disposizione solo di pochi studiosi europei giungendo solo più tardi
in America).
Smith dunque non possedeva trattati sull’argomento, in quanto si era ancora
all’inizio dell’egittologia.
Anche
oggi non sono facilmente reperibili i testi specifici per lo studio della
lingua egizia (sono molto costosi e disponibili per una ristretta cerchia di addetti
ai lavori).
Quindi
è assurdo credere che Smith abbia potuto tradurre dei
geroglifici senza avere le basi scientifiche e culturali ed il materiale
necessario.
La
pubblicazione del “Libro di Abraamo”
nel “Times and Season” un giornale Mormone stampato
dalla chiesa di Nauvoo dal 1840 al 1846, cominciò nel
marzo 1842. Per anni (dicono i Mormoni), dopo la pubblicazione dei fac-simile,
i documenti originali furono conservati. Questi documenti, dopo la morte di Smith furono conservati dalla moglie Emma, la quale in
seguito li vendette (altra incongruenza: se i papiri erano autentici, erano
dunque Parola di Dio, allora non si comprende perché, pur sapendo che erano
divini, siano stati venduti in cambio di vile denaro) a un museo di St. Louis (museo sconosciuto!!!)
e da qui trasferiti al museo di Chicago.
Nel
1871, durante un grande incendio che colpì quella città, andò distrutto anche
il museo (chissà perché tutte le scritture Mormoni sfuggono all’analisi storica
della scienza: Le Tavole di oro del Libro di Mormon se le riprese l’angelo Moroni e quindi non possono essere mostrate ma credute per
fede, il Libro di Mosè fu ottenuto per rivelazione e quindi non esaminabile,
infine il Libro di Abraamo perisce in un incendio tutto ciò non è strano, perché
sembra che la famiglia Smith in un modo o nell’altro
volesse sfuggire ad un’indagine approfondita delle cosiddette “rivelazioni”) e
si riteneva dunque che anche i preziosi papiri fossero andati distrutti. Ma (miracolo!)
nel 1966 furono ritrovati al Metropolitan Museum di New York alcuni di questi misteriosi papiri (che
furono restituiti ai Mormoni il 27 novembre del 1967).
I
Mormoni affidarono i papiri ritrovati ad un egittologo di nome D. J.
Nelson (anch’egli Mormone) affinché li traducesse.
Nelson
trovò che i papiri parlavano di funerali pagani e non di Abraamo.
Ecco
alcune citazioni di Nelson, prese da lettere da lui inviate a membri della
chiesa:
“Nel 1968 la Chiesa dei Santi degli
Ultimi Giorni mi ha chiesto di tradurre i recentemente scoperti frammenti di Papiro di J. Smith.
Ho fatto questo sapendo che io ero il membro della chiesa più qualificato per
farlo. Onestamente non può essere negato
che si tratti degli stessi papiri maneggiati da Smith,
perché alcuni frammenti sono incollati su pezzi di carta pesante con
annotazioni manoscritte sul retro che risalgono al “profeta”. Questi espongono
la copia originale dei caratteri ieratici, copiati a mano da Smith o dai suoi scribi in tre quaderni che sono proprietà
della chiesa. Il mondo scientifico però trova che il Libro di Abraamo è un
insulto all’intelligenza. Alcuni dei più brillanti e qualificati egittologi del
nostro tempo, costretti dall’evidenza schiacciante dei papiri recentemente
scoperti, hanno definito tale libro un falso. Nessun egittologo veramente qualificato
può sostenere che il “Libro di Abraamo”
sia una traduzione di questi papiri. Io e la mia famiglia non vogliano più
essere associati con una chiesa che insegna bugie e razzismo. Suggerisco,
pertanto che esaminiate attentamente il carattere di J. Smith
quale risulta dai documenti originali come ho fatto io. Considerate bene il
processo da lui subito nel 1862 nel quale fu riconosciuto colpevole e
condannato per frode. Troverete tuttora la documentazione di queste prove. Smith in quell’occasione fu giudicato con equità ma fu
trovato colpevole” (Le copie delle lettere di Nelson sono contenute nel
libro “The Maze
of Mormonism” di Walter Martin,
Santa Ana. California, Vision House Publishers 1978).
Alcune considerazioni
Se
il “Libro di Abraamo” fosse stata una scrittura ispirata da Dio, Egli non
avrebbe permesso in alcun modo che andasse perduta (anche se in parte) in un
incendio.
Cosa
conteneva questo misterioso “Libro di Abraamo”?
Secondo
i Mormoni, le pergamene contenevano la storia autobiografica scritta
personalmente dal patriarca Abraamo in gioventù, la creazione del mondo quale
gli fu rivelata da Dio, e una descrizione grafica dei fenomeni celesti. Il
sistema eliocentrico, cioè i pianeti che girano attorno al sole, ecc.. inoltre
viene affermato (dai Mormoni) che la mummia che conteneva i papiri era quella
dello stesso Abraamo.
Da
quanto letto fin qui, è chiaro che ci troviamo di fronte ad una invenzione
bella e buona per i seguenti motivi:
a) non è possibile per i Mormoni dimostrare
l’esistenza di queste mummie e dei papiri (a parte i frammenti ritrovati a New
York ed esaminati e smascherati da Nelson);
b) colui che avrebbe effettuato la traduzione (Smith), non aveva le conoscenze, il materiale e le
cognizioni scientifiche necessarie per una simile impresa;
c) per quale ragione Abraamo avrebbe dovuto scrivere
quella storia in egiziano anziché in ebraico o aramaico come le altre
Scritture?
d) La mummia ritrovata (ammesso che esista veramente)
non poteva essere quella di Abraamo, in quanto l’imbalsamazione non era
praticata dal popolo ebraico, inoltre la Bibbia afferma che Abraamo morì e fu
sepolto in Palestina nella spelonca di Malpela (Genesi 25:1-9) e non in Egitto
dove il misterioso Sebolo ha trovato le mummie;
e) Il linguaggio, i termini usati ed il contenuto di
questo libro non sono conformi a quelli usati dal popolo ebraico in
quell’epoca. Anche qui come nel “Libro di
Mosè” troviamo il termine Vangelo (2:10). Inoltre al cap. 3:1 si parla di Urim e Thumim, oggetti
che furono consegnati a Mosè solo molto tempo dopo la morte dello stesso
Abraamo.
Da
tutto questo ed altro ancora, possiamo ritenere senz’ombra di dubbio che questa
presunta scrittura sacra (accettata come tale dai Mormoni) non sia mai esistito
e che ci troviamo davanti ad un falso grossolano.
LA CHIESA RESTAURATA
Nel 1830 l’Onnipotente restaurò nuovamente la Sua Chiesa sulla terra.
Secondo la chiesa mormone, Dio comanda a Joseph Smith di restaurare la
vera “Chiesa di Gesù Cristo” sulla
terra; per fare questo, aveva bisogno di agire in nome di Dio stesso. Quindi (Smith) dichiarò nientemeno che, Giovanni Battista gli
apparve conferendogli il Sacerdozio di Aaronne nei pressi del fiume Susquehanna, mentre era in compagnia di Oliver
Cowdery il 15 maggio 1829.
Successivamente anche gli apostoli Pietro, Giacomo
e Giovanni si scomodarono per legittimare la missione “divina” di Smith, conferendo ai due fortunati mortali il Sacerdozio di
Melchisedec.
Joseph Smith quindi organizza
la (Sua) Chiesa di Gesù Cristo (che successivamente aggiunse la definizione dei
Santi degli ultimi giorni) il 6 aprile 1830. Essa è: “ ...la sola Vera Chiesa vivente sulla superficie di tutta la terra”(Dottrina
e Alleanze 1:30).
La chiesa venne organizzata a Fayette
(stato di New York - USA) in casa di Peter Whitmer.
Secondo le leggi dello stato, occorrevano almeno 6
persone per organizzare una chiesa, quindi i primi furono Joseph
Smith, Oliver Cowdery, Hyrum Smith e Samuel H. Smith (fratelli del profeta), Peter
Whitmer e suo figlio David.
Secondo i mormoni, la chiesa dopo la morte degli
Apostoli, era caduta nell’Apostasia, durata fino alla nuova “RIVELAZIONE” da parte di Joseph Smith.
Successivamente, la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi
degli ultimi giorni, a mano a mano che passava il tempo si organizza in maniera
più complessa.
I mormoni affermano che, dopo l’Apostasia, sono
stati ripristinati:
a) GLI APOSTOLI viventi - 1829;
b) I PROFETI cristiani viventi - 1830;
c) I SETTANTA - 1835;
d) IL DONO DELLO SPIRITO SANTO - 1830;
e) LA RIVELAZIONE CONTINUA attraverso messaggi celesti
- 1820;
f) SCRITTURE ADDIZIONALI, che completano la Bibbia dal
1823 in poi;
g) IL BATTESIMO PER IMMERSIONE - 1829;
h) IL VANGELO PREDICATO Al MORTI - 1840
i) IL BATTESIMO PER I MORTI - 1840.
La
chiesa mormone è suddivisa in “PALI” (secondo Isaia 33:20 e 54:2), che corrisponderebbero
a distretti o circoscrizioni e comprendono da 1.000 a 15.000 membri. I Pali a
loro volta si suddividono in “RAMI” e “RIONI”.
Un
Rione è composto dai 500 ai 1.000 membri ed è governato da un Vescovo
Presiedente e da due consiglieri.
ALTRE ASSURDITA’
Le
fantasie teologiche dei mormoni sono tante, una più assurda dell’altra.
Di
seguito ne riportiamo alcune.
· ADAMO — MICHELE = DIO: “Ascoltatelo, o abitanti
della terra. Ebrei e Gentili, santi e peccatori! Quando il nostro Padre Adamo
venne nel giardino di Eden, vi venne con un corpo celeste e portò con se Eva,
una delle sue mogli. Egli aiutò a creare e ad organizzare questo mondo. Egli è
Michele l’arcangelo, l’Anziano dei giorni, intorno al quale uomini santi hanno
scritto e parlato. Egli è il nostro padre e il nostro Dio, è il solo Dio con
cui noi abbiamo a che fare” (Dottrine di Salvezza 27:11; e 128:21). Non c’è
bisogno di alcun commento, la follia è evidente.
· STATO DEL MISSOURI = SION: “Ascoltate, o voi,
anziani della mia chiesa, dice il Signore vostro Dio, voi che vi siete riuniti
secondo i miei comandamenti, in questa terra, che è la terra del Missouri, che
è la terra che ho designato e consacrato per il raduno dei Santi, questa dunque
è la terra promessa, è il luogo della città di Sion” (Dottrina e Alleanze
57:1,2).
· ADAM-ONDI-AHMAN = LUOGO IN CUI GESU’
INCONTRO’ ADAMO : in questo luogo del Missouri, secondo Smith,
Gesù aveva parlato con Adamo (Dottrina e Alleanze 116:117). Smith
dimentica che stando alla Bibbia, Adamo visse in Mesopotamia (Eden); infatti il
libro della Genesi dice che nell’Eden scorreva anche il fiume Eufrate, quindi
le affermazioni di Smith, anche in questo caso sono
false.
· GLI ANGELI SONO UOMINI RESUSCITATI: “Vi sono due generi di esseri in cielo, cioè: gli angeli che sono personaggi resuscitati, con corpi di carne e ossa” (Dottrina e Alleanze 129; Articoli di Fede pag.421).
· GESU’ DOVEVA NASCERE GERUSALEMME: “Ed ecco, nascerà da Maria. Gerusalemme, che è la terra dei nostri avi (Libro di Mormon Alma 7:10). La Bibbia afferma chiaramente che Gesù nacque a Betlemme e visse a Nazarer.
·
GESU’ VA A PREDICARE
AGLI INDIGENI D’AMERICA: Questa è un’altra favola. Fra le diverse dottrine
stravaganti dei mormoni, vi quella che riguarda il ministerio di Gesù in
America. Basandosi sul Libro di Mormon e sul Vangelo di Giovanni al cap. 10 verso 16: “Ho anche delle altre pecore. che non sono di
questo ovile: anche quelle devo raccogliere, ed esse ascolteranno la Mia voce,
vi sarò un solo gregge, un solo pastore”.Da una
lettura più approfondita di tutto il capitolo 10 del Vangelo di Giovanni e del
suo contesto, si capisce chiaramente che Gesù. per altre pecore, intendeva i
Gentili (cioè i non ebrei). Quindi il ministero di Cristo sul suolo americano,
non può in alcun modo essere avvalorato da questo testo biblico, resta quindi
solo il racconto del Libro di Mormon.
La venuta di Gesù sul suolo americano è profetizzata nel libro di Mosia e nel libro di Helaman,
mentre la venuta vera e propria è raccontata nel 3° libro di Nefi.
· L’ANGELO MORONI: Secondo i mormoni, l’angelo Moroni (autore del libro di Mormon) sarebbe lo stesso angelo annunciato daLl’apostolo Giovanni nel libro dell’Apocalisse al cap. 14:6,7.
· IL SACERDOZIO. Il sacerdozio può concesso ai membri maschi della chiesa che abbiano compiuto i dodici anni d’età. Questo non è biblico, in quanto nelle Sacre Scritture, ci sono solo esempi ai ministeri concessi ad adulti e non a ragazzini.
· IL
BATTESIMO E IL DONO DELLO SPIRITO SANTO: la dottrina mormone afferma che. senza
il battesimo in acqua, non si può ricevere lo Spirito Santo e la remissione dei
peccati. Niente di più falso! Per esempio il centurione Cornelio ricevette lo
Spirito Santo senza essere battezzato ed il buon ladrone sulla croce fu
perdonato senza essere stato battezzato.
· IL
DIVORZIO: la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, pur
condannando il divorzio, lo concede quando viene a mancare l’armonia e la
felicità iniziale per colpa di uno dei coniugi e quindi il matrimonio sarebbe
destinato a sicuro fallimento (vedi LA CHIESA RESTAURATA pag. 398).
· LE
GENEALOGIE: I mormoni si danno un gran da fare nell’effettuare ricerche sui
loro antenati (anzi è una delle pratiche più effettuate nel tempio) per
tracciare il loro albero genealogico necessario per svolgere il battesimo per i morti. Nell’epistola a Tito 3:9, Paolo
afferma: “Ma quanto alle questioni stolte,
alle genealogie... stattene lontano, perché sono inutili e vane”.
· L’INFERNO: I mormoni non credono nell’esistenza
dell’inferno: l’apostolo mormone John Widtsoe scrisse:”Nella Chiesa di Gesù Cristo dei Santi
degli Ultimi Giorni, non esiste l’inferno. Tutti troveranno una misura di
salvezza”. Essi credono che l’inferno non sia “un tormento senza fine” o “la
condizione ultima dei malvagi”, ma piuttosto un purgatorio temporaneo. Ma la
Bibbia afferma il contrario, ed insieme alla Bibbia anche lo stesso Libro di
Mormon (smentendo gli stessi mormoni) afferma: “E così il diavolo inganna le
loro anime e le conduce giù in inferno. Ed ecco, altri egli ne lusingherà dicendo
loro che l’inferno non esiste: e dirà loro: io non sono il diavolo, poiché ciò
non esiste. Così egli sussurra al loro orecchio finché potrà stringerli con le
sue tremende catene, dalle quali non è possibile liberarsi. Sì. essi saranno
presi dalla morte e dall’ inferno; e la morte, l’inferno, il diavolo e tutti
quelli che ne sono stati presi dovranno tenersi dinanzi a Dio ed essere
giudicati secondo le loro opere: quindi dovranno andarsene in luogo preparato
per loro che è il lago di fuoco e di zolfo, un tormento senza fine” (2 Nefi 28:21,23).
· IL RAZZISMO: la chiesa mormone è razzista. Sin
dall’origine della sètta, alla gente di colore sono stati preclusi molti
diritti all’interno della chiesa. Ecco come si esprime Brigham
Young (secondo presidente della sètta e successore di
Smith) a tal proposito: “Caino uccise suo fratello.
Caino avrebbe potuto a sua volta essere ucciso ma ciò avrebbe determinato
l’estinzione di quella famiglia. Affinché ciò non succedesse, il Signore mise
un segno su di lui, cioè il naso piatto e la pelle nera. Dopo il diluvio
un’altra maledizione fu proclamata contro la stessa razza, e cioè che sarebbero
stati i servi dei servi (schiavitù): ed essi lo saranno fino a quando questa
maledizione non sarà tolta: quindi gli abolizionisti (cioè coloro che il secolo
scorso si battevano con Lincoln per abolire la schiavitù) non ci possono far
nulla, né alterare minimamente quel decreto. Per quanto tempo dovrà questa
razza sottostare alla terribile maledizione? La maledizione rimarrà su di loro
ed essi non potranno mai fare parte dal sacerdozio fino a quando tutti gli
altri discendenti di Adamo non avranno ricevuto le promesse e goduto le
benedizioni del sacerdozio e le sue chiavi” (Journal of Discourses
7:290, 291). Inoltre lo stesso Smith, rispondendo ad
alcune domande a Kirtland-Missouri, alla domanda: “I
Mormoni sono abolizionisti?” (cioè contro la schiavitù) rispose: “No, a meno
che il fatto di liberare gli uomini dalle pretesche
ed i sacerdoti dal potere di satana non si consideri abolizionismo. Ma noi non
crediamo nella liberazione dei negri” [tratto da: Insegnamenti del Profeta Joseph Smith - pag.92 (libro mormone)]. Ancora “Noi crediamo giusto predicare
il Vangelo alle nazioni della terra e di avvertire i giusti di salvarsi dalla
corruzione del mondo; ma non stimiamo che sia giusto di intervenire presso gli
schiavi, né di predicare loro il Vangelo o di battezzarli contrariamente alla
volontà ed al desiderio dei loro padroni, né di esercitare su di essi la minima
influenza per creare un malcontento sulla situazione della loro esistenza,
mettendo così in pericolo delle vite umane” (Dichiarazione fatta dall’assemblea
della chiesa tenuta a Kirtland, Ohio, il 17 agosto
del 1835 - tratta dal libro Insegnamenti del profeta Joseph
Smith - pag. 92). La Bibbia afferma invece che Dio
non è razzista: “Dio non ha riguardato
alla qualità delle persone; ma
qualunque nazione chi lo teme ed opera giustamente gli è accettevole” (Atti
10:35).
Perfino il Libro di Mormon è contrario al razzismo: “Li invita tutti a
partecipare alla sua bontà; e non rifiuta nessuno che venga a Lui, che sia
bianco o nero, schiavo o libero, maschio o femmina” (2 Nefi
26:33). Solo recentemente è stato concesso il sacerdozio anche alla gente di
colore, tuttavia essi sono ancora messi in disparte per quanto riguarda alcune
cariche interne alla chiesa stessa.
LA
NATURA Dl DIO, DI GESU’ E DELLO SPIRITO SANTO
Secondo
la dottrina mormone, Dio ha un corpo di carne e ossa come noi (solo che è un
corpo glorificato).
A
sostegno di questa blasfema dottrina citano Genesi 1:26: “Poi Dio disse: Facciamo l’uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza”;
“E Giacobbe chiamò quel luogo Peniel, perché disse, ho veduto Iddio a faccia a faccia”
(Genesi 32:20); “Ma Giacobbe disse: No,
ti prego: se ho trovato grazia agli occhi Tuoi. accetta il dono dalla mia mano,
giacché io ho veduto la Tua faccia...” (Genesi 33:10).
Inoltre
tale dottrina la si trova anche in un altro degli scritti sacri mormoni cioè “Dottrina e Alleanze”, in cui sono
raccolte “Le rivelazioni di J. Smith”.
In
D. A. 130:22 è scritto: “Il Padre ha un corpo di carne e ossa, altrettanto tangibile
quanto quello dell’uomo: il Figlio pure, ma lo Spirito Santo non ha corpo di
carne ed ossa ma è un personaggio di Spirito”.
Le
bestemmie mormoni non finiscono qui.
Sentite
un pò cos’altro dicono a riguardo di Dio: “Dio un
tempo è stato un uomo come noi è morto ed ora è progredito sino a diventare
Dio; forse Dio sa qualcosa delle cose temporali perché deve aver avuto un corpo
ed essere stato su una terra. Se non fosse così non potrebbe giudicare gli
uomini con giustizia, secondo le tentazioni e i peccati con cui essi devono lottare”
(Discorsi di Brigham Young
pag. 23).
“Alcune persone, sono preoccupate
a causa delle dichiarazioni che il profeta J. Smith
fece in occasione del discorso che egli tenne ai funerale di King Follet a Nauvoo,
nei 1844.
L’argomento, che sembra essere tanto misterioso è quello secondo cui vi fu un
tempo nel quale il nostro Padre nei cieli passò attraverso una vita e una
morte, ed è quindi un uomo esaltato (Dottrine di Salvezza voi, 10 pag .19).
“Il Figlio fa quello che ha visto fare al Padre; quindi il Padre, un giorno ha deposto la sua vita per riprenderla poi; così Egli ha un corpo proprio (Insegnamenti del Profeta. Joseph Smith pag. 147).
“Il primo principio del Vangelo è conoscere con certezza la natura di Dio e sapere che possiamo conversare con lui come un uomo conversa con un altro uomo, e che un tempo egli era un uomo come noi; sì, che Dio stesso, il Padre di tutti noi, dimorò su una terra, proprio come fece Gesù stesso (Insegnamenti del profeta Joseph Smith pag. 274).
Secondo i mormoni, Dio è
limitato, non è onnipresente: “Alcuni vorrebbero credessimo che Dio è
onnipresente. Non è cosi. Egli non è onnipresente più di quanto il Padre e il
Figlio non siano una sola persona” (Discorsi di Brigham
Young pag.22); “Ma questo
non significa che singolarmente le persone della divinità possono essere
fisicamente presenti in più luoghi contemporaneamente. I sensi di ciascuna
persona della trinità hanno un potere infinito; la sua intelligenza non ha
limiti; il suo potere di trasferirsi da un posto all‘altro è infinito.
Nondimeno la sua persona non può trovarsi in più di un luogo nello stesso
tempo”(Articoli di Fede pag. 48).
Gesù per
i mormoni
Gesù ha un corpo come noi: “Sappiamo dunque che sia il Padre che il Figlio sono fisicamente uguali agli uomini normali, hanno quindi un corpo concreto, in carne e ossa, ma infinitamente puro e perfetto. circondato da una gloria celeste” (Articoli di Fede pag. 48).
Lo Spirito Santo: aveva un corpo prima di diventare spirito: “Lo Spirito Santo, chiamato anche Spirito, Spirito del Signore, Spirito di Dio, Consolatore e Spirito di Verità, non ha un corpo di carne e ossa, ma è un personaggio di Spirito. Tuttavia noi sappiamo che lo Spirito si è manifestato sotto forma di uomo...” (Articoli di Fede pag. 48). Leggere anche Libro di Mormon. 1 Nefi 11:11).
COSA DICE LA
BIBBIA:
La Bibbia insegna che Dio non ha
un corpo fisico, ma uno spirito, difatti non sarebbe più Dio se Egli avesse un
corpo definito, in quanto Dio è infinito e non lo si può contenere né in un
corpo, né in un’immagine, né in una statua. Ecco quanto dice la Parola di Dio:
“E noi contemplando a viso scoperto, come in uno specchio, la gloria del Signore, siamo
trasformati nella stessa immagine di Lui, di gloria in gloria, secondo che
opera il Signore, che è SPIRITO”
(2 Corinzi 3:17,18); “Ma l’ora viene,
anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in Spirito e Verità:
poiché tali sono gli adoratori che il Padre richiede. Iddio è Spirito”
(Giovanni 4:23.24).
Inoltre
il Libro di Mormon insegna che Dio è Spirito difatti in Alma 31:15 si legge:
“Santo santo Iddio, noi crediamo che tu sei Dio, che
tu eri uno spirito, che tu sei uno spirito, e che tu sarai uno spirito in
eterno. Ed il re disse: Iddio è forse quel Grande Spirito che condusse i nostri
padri fiori dal paese di Gerusalemme? E Aaronne gli disse: Sì Egli è quel
Grande Spirito, ed ha creato ogni cosa, sia in cielo che in terra...” (Alma
2:9,10).
Dunque,
le stesse scritture dei mormoni sono contraddittorie, come si è visto.
Dio
è uno spirito, con una personalità: Egli pensa, sente, parla, e pertanto può
avere comunione diretta con le Sue creature fatte secondo la Sua immagine.
Essendo
uno Spirito, Dio non è soggetto alle limitazioni alle quali la possessione di
un corpo assoggetta gli esseri umani.
Egli
non possiede parti e passioni corporali, è composto di elementi non materiali e
non è soggetto ai condizionamenti dell’esistenza umana. Per questo non può
essere visto con gli occhi naturali, né può essere inteso con sensi naturali.
Quando
Joseph Smith afferma di
aver veduto Dio, mentisce spudoratamente, in quanto Dio stesso dice: “Tu non puoi vedere la Mia faccia, perché
l’uomo non mi può vedere e vivere” (Esodo 33:20).
Anche
in Giovanni 5:37 viene ribadito che: “Nessuno
ha mai veduto Iddio”.
Tuttavia
in Esodo 24:9 è detto che Mosè e certi anziani ”videro Dio”.
Ciò
non è una contraddizione, questo testo vuol dire che nessuno ha mai visto Dio
come Egli è, ma noi sappiamo che lo Spirito può manifestarsi in forme corporali
(Matteo 3:16); pertanto Dio può manifestarsi in modo da essere compreso e
riconosciuto dall’uomo.
Dio
ha descritto la Sua personalità infinita, in un linguaggio comprensibile dalla
mente finita: pertanto la Bibbia parla di Dio che ha mano, braccio, occhi ed
orecchie, e Lo descrive come un Essere che vede, sente, si pente e cosi via. Ma
Dio è imperscrutabile e inscrutabile.
“Puoi tu arrivare a conoscere appieno
l’Onnipotente?” (Giobbe 11:7).
Ecco
cos’altro dice la Bibbia a riguardo della dottrina mormone riguardante la
trasformazione di Dio, dallo stato di ex uomo a quello attuale di divinità: “Avanti che i monti fossero nati e che Tu avessi formato la terra e il mondo, anzi ab eterno in eterno, Tu sei Dio” (Salmo 90:2); “...dice l’Eterno: Io sono Iddio. lo sono da che
fu il giorno” (Isaia 43:12,13).
Dunque
Dio è immutato e immutabile.
Lo
stesso Libro di Mormon afferma ciò (contraddicendoli ancora): “E se furono
fatti dei miracoli allora, perché Dio, pur essendo un Dio di miracoli, avrebbe
cessato d’essere un Dio immutabile? Ma ecco, io vi dico ch’Egli non cambia e se
Egli mutasse, cesserebbe d’essere Dio: ma non cessa d’essere Iddio, ed è un Dio
di miracoli” (Libro di Mormon—Mormon 9:19); “lo so che Dio non è parziale né
mutevole, bensì immutabile, d’eternità in eternità”(Libro di Mormon-Moroni 8:18); “Da codeste cose sappiamo, che c’è un
Dio in cielo, che è infinito ed eterno. Dio immutabile d’eternità in eternità,
creatore del cielo e della terra e di tutte le cose che sono in essi” (Dottrina
e Alleanze 20:17).
Invece
a proposito dell’onnipresenza di Dio, la Bibbia afferma: “Dove me ne andrò lungi dal Tuo Spirito? e dove fuggirò dal Tuo cospetto?
Se salgo in cielo Tu vi sei; se mi metto a giacere nel soggiorno dei morti,
eccoti quivi” (Salmo 139:7,12).
Dio
è invisibile (quindi Smith non può averlo visto):
“...il quale è l’immagine dell’invisibile
Iddio...” (Colossesi 1:15).
Dio
non può avere sembianze umane: “A chi
vorreste voi assomigliare Iddio? e con quale immagine lo rappresentereste?”
(Isaia 40:18).
“Gli uomini ignoranti e instabili torcono,
come anche le altre Scritture, a loro propria perdizione ...state in guardia,
che talora, trascinati anche voi dall’errore degli scellerati, non scadiate
dalla vostra fermezza” (2 Pietro 3:16,17).
LA POLIGAMIA
Fra
gli insegnamenti di Joseph Smith,
figura anche la Poligamia (cioè il matrimonio con più donne contemporaneamente).
Essa
fu presentata per la prima volta nel luglio 1843 a Nauvoo,
Illinois; venne presentata da Smith come una
rivelazione divina e pertanto inserita nel Libro (sacro) Dottrina e Alleanze
sezione 132 e di conseguenza accettata dai fedeli come una verità restaurata.
Questa
pseudo-rivelazione, Smith
non la espose subito ed esplicitamente, tant’è vero
che fece pressione sulla chiesa per far scomunicare l’anziano Hiram Brown (il 1° febbraio 1844)
resosi responsabile di aver sostenuto la Poligamia durante la sua predica.
La poligamia venne praticata dai mormoni apertamente fino al 1882. e malgrado
che sin dall‘86 fosse stata emanata una legge del Congresso contro questa
pratica, non venne fatto nulla per impedirlo.
Nel
1884 La Corte Suprema degli Stati Uniti, confermò definitivamente la legge
contro la poligamia e in seguito a ciò molti mormoni furono imprigionati, a
chiesa fu sciolta e le loro proprietà furono confiscate dal Governo federale.
Di
fronte a questi duri interventi, l’allora profeta-presidente della chiesa Wilford Woodruff, pubblicò il suo
famoso manifesto, il quale contraddice le parole dl profeta Joseph
Smith contenute in Dottrina e Alleanze quali in
precedenza erano state proclamate espressioni infallibili, provenienti
direttamente da Dio.
Tratto da «RICERCHE»
maggio - Giugno 2000 e Agosto -
Settembre 2000