LA NEW AGE

E LA SALUTE OLISTICA

 

 

Nel corso della storia, gli uomini hanno sempre considerato la salute come un bene inestimabile ma sfuggente. Gli stregoni, i sacerdoti, i dottori ed altri guaritori, hanno cercato di vincere le nostre malattie, attraverso la prescrizione di ogni tipo di trattamento, dall’esorcismo alla chirurgia. Malgrado ciò, i mali fisici continuano ad ostacolare i progetti dell’uomo. Noi cerchiamo salute e guarigione per fuggire dalla vecchiaia e dalla morte ma, inevitabilmente, i nostri corpi subiscono un’evoluzione opposta.

Oggi, la medicina olistica (dal greco holos, che significa «intero, totale») suscita una nuova speranza di guarigione per molti malati. La sua ambizione, oltre al trattamento della malattia, mira all’intero essere umano: corpo, anima e spirito. Questa nuova concezione della medicina e della salute tende a destabilizzare certi postulati tradizionali della medicina corrente.

I sostenitori della salute olistica considerano la medicina occidentale moderna come riduttiva, accusandola di aver perso la sua dimensione globale e, di conseguenza, di aver limitato gli individui al solo corpo, come se si trattasse di un assieme di pezzi disgiunti, simili a quelli di una macchina.  La malattia è quindi affrontata come un funzionamento difettoso di un meccanismo che bisogna riparare per mezzo di interventi chimici o chirurgici, escludendo ogni considerazione sulla dimensione spirituale dell’essere umano.

La visione meccanicistica dell’individuo adottata dalle discipline mediche, l’aumento delle denunce contro i medici accusati di negligenza, di prescrizione di farmaci pericolosi, la comparsa di malattie iatrogene (provocate dall’uso di farmaci), i crescenti costi della sanità, spingono le persone a mettere sempre più in questione la medicina ufficiale. Molti sottoscrivono la frase di Voltaire: «I medici propinano farmaci dei quali non sanno molto, per trattare malati che conoscono ancora meno e uomini dei quali non sanno proprio nulla ». Un numero crescente di persone, deluse dalla medicina convenzionale e assillate da un senso di impotenza di fronte alla malattia e alla morte, si volgono oggi verso questa medicina solistica che pretende di avere l’elisir di lunga vita.

Ma la medicina solistica è veramente il toccasana per ogni male?

Benché alcuni suoi aspetti siano utili e correttivi, la maggior parte delle sue pratiche si basa sulla filosofia panteistica della Nuova Era. Sia che si tratta dell’agopuntura tradizionale cinese o della tecnica moderna del biofeedback, lo scopo che la medicina solistica si prefigge è quello di armonizzare la vita di ogni individuo con l’Uno.

Marilyn Ferguson è entusiasmata dall’idea della medicina solistica ed auspica che sia «ufficializzata nei programmi nazionali e locali, approvata dai politici, raccomandata e presa a carico dalle compagnie di assicurazione, accettata dai medici e adottata nelle facoltà di medicina ».

Se entrate in un negozio di prodotti dietetici, scoprirete senza dubbio numerosi riferimenti e pubblicazioni sulla medicina cinese, l’autoipnosi, i macrobiotici, il biofeedback, la meditazione e altre simili pratiche, che pretendono di guarire tutti i mali fisici e spirituali dell’uomo. Ma, in fondo, cos’è la medicina solistica, i cristiani hanno interesse ad occuparsene oppure conviene ignorarla del tutto?

 

DIECI TEMI DOMINANTI

Benché la medicina solistica non sia ancora oggetto di attente ricerche, né un movimento ben definito, Paul Reisser, Teri Reisser e John Weldon hanno messo in risalto dieci temi dominanti che accomunano i suoi sostenitori . Tuttavia non è detto che questa «Nuova Medicina» rispecchi sempre contemporaneamente tutti questi punti, né l’adesione ad uno di questi temi fa di voi automaticamente un membro della Nuova Era.

 

1.        Il tutto è più grande dell’insieme delle parti. L’essere umano è un insieme perfettamente omogeneo: non lo si può manipolare come se si trattasse di una macchina biologica. Capra critica ciò che viene chiamato «modello biomedico moderno» che «concentra tutto il suo sforzo su parti del corpo sempre più piccole e perde così di vista il paziente in quanto essere umano ». L’uomo è molto più di un meccanismo cellulare e molecolare; se si restringe l’attenzione ai soli processi meccanici e si tralascia l’insieme della persona, si percorre un vicolo cieco. I disturbi fisici dovrebbero essere presi in considerazione in rapporto con l’alimentazione, l’ambiente e la condizione psichica del malato; tutti questi elementi concorrono a fornire l’immagine completa ed esatta del soggetto.

 

2.        La salute o il «benessere» è più che l’assenza di malattie. Secondo Capra, «anche se la medicina ha contributo all’eliminazione di certe malattie, non per questo ha necessariamente ristabilito la salute ». Una salute ottimale non è definita solo dall’assenza di malattie, ma dal benessere della persona in ogni aspetto della sua vita. La salute e il benessere esprimono uno stato di pieno vigore fisico e di auto-realizzazione. Molti sostenitori di questa medicina si identificherebbero nella definizione che Andrew Weil dà alla salute, come di  «un equilibrio dinamico e armonico tra tutti gli elementi e le forze che costituiscono l’essere umano e il suo habitat».

 

3.        Noi siamo responsabili della nostra salute e delle nostre malattie. La medicina olistica suggerisce agli individui di sottrarre il loro corpo alla tirannia dell’attuale sistema medico. Invece di sottomettersi passivamente alla conoscenza scientifica di una èlite medica, ognuno dovrebbe preoccuparsi attivamente della propria salute. Bisogna sottrarre alla medicina tradizionale il monopolio che essa esercita sulla malattia e sulla salute. Capra si oppone al «misticismo che circonda la professione medica» e che incita il pubblico a conferire «ai medici il diritto esclusivo di diagnosticare la malattia, i malati, i sani e i trattamenti ». Ferguson chiama in causa l’innato potere di guarigione che il corpo umano possiede, citando la frase di un anatomista: «il medico si trova dentro ognuno di noi ed è l’entità meglio integrata, più saggia e più complessa dell’universo», e aggiunge: «oggi sappiamo che c’è sempre un medico in casa ».

 

4.        I processi di guarigione naturale sono preferibili ai farmaci e alla chirurgia. La medicina olistica gli effetti effimeri di alcuni trattamenti o l’inutilità di certi interventi chirurgici per esaltare, invece, sistemi di guarigione meno appariscenti. Essa consiglia mutamenti nel campo nutrizionale, adozione di un diverso stile di vita e il passaggio a un comportamento più «olistico», atti a favorire la guarigione. Per contro, la medicina olistica diffida della tecnologia medica, temendo che il «rimedio» della medicina moderna sia più dannoso della malattia stessa.

 

5.        La maggior parte dei metodi di cura possono essere olistici, ma alcuni sono per natura più olistici degli altri. La medicina olistica disprezza e mette in questione la medicina convenzionale, con il pretesto che essa è fondata su una falsa concezione, quella meccanicistica della persona (tuttavia, un medico può essere olistico quando tenta di integrare la sua specializzazione in una prospettiva globale della persona). Un certo numero di tecniche parallele alla medicina occidentale, in questi ultimi anni, ha acquisito popolarità e, anche se non tutte queste tecniche non sono necessariamente connesse alla Nuova Era, ciò non toglie che esse siano tutte ampiamente utilizzate dai sostenitori del movimento. Ecco un breve elenco delle tecniche più diffuse:

§        L’agopuntura, la digitopuntura e i loro moderni derivati, cercano di liberare il flusso energetico del corpo umano per assegnargli una nuova direzione per mezzo dell’inserimento di aghi sotto la pelle (agopuntura) o della pressione delle dita (digitopuntura) in punti chiave del corpo umano, con lo scopo di ripartire in modo più equilibrato queste energie curative.  

§        Il biofeedback è una tecnica che sfrutta la percezione elettrica delle onde cerebrali per rendere coscienti e controllabili funzioni psicologiche normalmente inconsce o involontarie. Questo procedimento può essere anche impiegato per modificare lo stato di coscienza e per ottenere esperienze psichiche paranormali.

§        La chiropratica, sviluppatasi alla fine del diciannovesimo secolo grazie a Daniel Palmer, ha individuato la causa e il rimedio di certi stati psicologici nella colonna vertebrale. La deviazione o le sublussazioni della colonna vertebrale vengono manipolate per ristabilire la salute. L’osteopatia non si limita alla colonna vertebrale, ma agisce su tutto il corpo. 

§        L’omeopatia è stata fondata da Samuel Hahneman (1755-1843); si basa sull’idea di «guarire il male attraverso il male». Diluizioni infinitesimali di sostanze chimiche, pericolose in una concentrazione normale, vengono prescritte a scopo terapeutico. Weil nota che la quantità di sostanza prescritta è talmente minima che l’omeopata conta più sull’influenza psichica che sull’efficacia fisica della sostanza .  

§        L’iridiologia  basa la sua diagnostica sull’idea che gli occhi fanno da finestra per il corpo. Coloro che praticano questa tecnica esaminano l’iride per scoprire dei disturbi localizzati in qualche parte del corpo.  

§        I massaggi e gli esercizi fisici terapeutici rivitalizzano il corpo umano grazie al contatto fisico che libera le energie bloccate. Tecniche come l’integrazione funzionale, la zona terapeutica, il rolfing, il do’in, lo shiatsu, la terapia polarizzata e l’analisi bio-energetica, ci rendono «fisicamente più sani vivificando il sangue e la linfa e guarendo vecchie lesioni muscolari o rimettendo le giunture al loro posto, nella forma originale». Queste tecniche cercano anche di «renderci emotivamente e fisicamente più sani», liberando la circolazione della «FORZA VITALE» chiamata «KI» o «PRANA» o «INTELLIGENZA INNATA» .

 

È noto che la medicina olistica insiste sulla necessità vitale di acquisire la tranquillità psicologica attraverso la pratica di alcune forme di meditazione orientale. Si pensa in tal modo di ottenere la pace dello spirito e lo scaturire di un’energia curativa dal nostro interno. Parecchi libri e terapie cercano di promuovere la visualizzazione e l’immaginazione guidata per diagnosticare e guarire le malattie. La creazione mentale di un’immagine positiva a fronte di un problema di salute, vorrebbe innescare il processo di guarigione, grazie al potere innato e spesso non sfruttato della fiducia in se stessi. Lo stesso effetto è anche ricercato tramite l’ipnosi o l’auto-ipnosi. Il fisico Larry Dossey, promotore della meditazione orientale, ritiene che l’origine di molte malattie sia da attribuirsi allo stress di una concezione superata dello spazio e del tempo, contraddetta dalla fisica moderna . Le arti marziali praticate in oriente (karate, judo, aikido) cercano in un’energia universale l’inesco di un riflesso di autodifesa e di pienezza spirituale.

La perdita di fiducia nella medicina occidentale classica e nelle sue ricette chimiche artificiali, provoca un aumento di fiducia nelle terapie nutrizionali (vitamine, cure vegetariane e a base di radici). «La ricerca di un nuovo regime alimentare potrebbe portare ad una nuova visione della realtà» , per mezzo di articoli pubblicati in riviste come Prevention, in cui le medicine preventive e le cure naturali si affiancano alla digitopuntura e alla meditazione trascendentale.

Anche la diagnostica e la guarigione psichica guadagnano terreno. Reisser e Weldon descrivono la diagnostica psichica come «tecnica che permette di raccogliere informazioni su un paziente in modo innovativo rispetto alle solite analisi». Ad esse si affiancano la psicometria ( diagnostica ottenuta per mezzo di un oggetto appartenente alla persona), la chiaroveggenza, la diagnostica medianica o spiritica stabilita da una «guida spirituale». Alcuni medici accolgono anche maghi e guaritori e collaborano con essi. Un articolo comparso su Science Digest, che riferiva esperimenti di collaborazione tra medici e guaritori, segnala «che passando dalle riserve degli Indiani d’America alle nostre città possiamo constatare che i guaritori e i medici psichiatri possono unirsi in una collaborazione efficace» . Una guaritrice, grazie ai suoi «spiriti», ha diagnosticato la causa della schizofrenia in una donna. Michael Harner, antropologo e mago americano, ha rilevato la similitudine che esiste tra una guarigione magica ed alcune tecniche della medicina olistica. «In un certo senso, la magia sta per essere riscoperta in Occidente, in un momento in cui il bisogno si fa pressante».

L’aumento di interesse per le religioni orientali è accompagnato da una forte attrazione verso le pratiche sessuali mistiche orientali che promettono una vita sessuale più soddisfacente e più sana.

Molti tipi di yoga tantrico (meditazione induista basata sulla sessualità) comprendono nelle loro pratiche forme rituali d’intimità sessuale prolungata, ritenute portatrici di salute e di illuminazione mistica.

Secondo lo Yoga Journal, le coppie che praticano regolarmente il tantrismo «conoscono un’estasi che li trasporta al di là della propria personalità... I loro limiti naturali sembrano dissolversi; si fondono in un solo essere».

Le visioni mistiche sono quindi alla loro portata.

George Leonard, attivista della Nuova Era sin dai suoi albori, descrive l’incontro erotico come «l’esistenza allo stato puro», in cui egli può dire: «Io sono come un dio; non sono più un maschio, il mio partner non è femminile; siamo uno, una sola entità».

La rivoluzione del piacere che è nata dopo aver unito la sessualità col tantrismo e altre tecniche sessuali, esercita attualmente un forte potere di attrazione.

 

6.        Il binomio salute-evoluzione.  

Come è stato già detto, il movimento della Nuova Era è pieno di anticipazioni messianiche. Molti vedono nella medicina olistica una manifestazione anticipata della Nuova Coscienza e di una Nuova Era d’oro.

Jonas Salk, l’inventore dei vaccino contro la poliomielite, sostenne chiaramente questo concetto in una conferenza sulla medicina olistica nel 1977. Oltre «al significato storico del movimento della medicina olistica», egli vedeva anche «la sua dimensione evolutiva» che avrebbe facilitato la tappa successiva dell’evoluzione umana.

 

7.        Il segreto della salute risiede nella comprensione dell’energia e non in quella della materia.

L’energia universale (che ingloba tutti) è spesso presentata come fonte di guarigione.

Noi non siamo masse di materia inerte, ma organismi carichi di energia attiva.

Per intensificare il flusso energetico curativo, dobbiamo armonizzarci con esso e realizzare la nostra unità con il tutto.

Nella sua proposta di un «modello spazio-tempo» della salute, Larry Dossey dice: «Il limite della persona fisica, la nostra pelle, è un’illusione. Non c’è limite nel tutto».

L’Uno appare qui molto chiaramente.

Molti di coloro che praticano la medicina olistica hanno una visione panteistica dell’energia, affermando che «noi non siamo semplici agglomerati di energia autonoma, ma una parte intima dell’energia universale, della forza creatrice dell’universo, questa coscienza universale la cui energia circola in noi e ci unisce».

Benché parecchi promotori della medicina olistica stabiliscano un legame tra di essa e la fisica moderna per affermarne la credibilità scientifica, l’identificazione di Dio nell’energia impersonale e universale risale a tempi molto antichi; la possiamo trovare sotto nomi quali pranta e kundalini (indù), mana (stregoni polinesiani) e ch‘i (taoismo).

 

8.        La morte è la fase più elevata della crescita.

In contraddizione con la loro passionale aspirazione per la longevità, i sostenitori della medicina olistica considerano la morte come una transizione verso un altro stato di esistenza e di coscienza, definendola addirittura come una pura illusione.

Secondo loro, una speranza di immortalità è stata suscitata dal libro di Raymond Moody Life After Life (La vita dopo la vita) e da quelli di Elisabeth Kübler Ross.

Queste opere riportano casi di persone ritenute clinicamente morte che invece si sono riprese e hanno raccontato la loro esperienza.

Secondo Dossey, l’abbandono di una concezione lineare del tempo ci libererebbe dalla paura della morte come atto finale. Egli aggiunge: «Nella nuova prospettiva della salute, il concetto di morte diventa effimero. Poiché tutto è Uno, gli individui sono immortali», e continua: «Siccome tutti i corpi sono accomunati da stessi processi fisici, dinamici e concreti, il concetto di morte individuale diviene assurdo. In tal modo rigettiamo la morte e il suo spettro, le sue sofferenze e il declino inesorabile della Vita».

 

9.        Gli usi e i costumi delle civiltà antiche racchiudono ricche risorse per una vita sana.

La medicina olistica si volge con entusiasmo verso il passato, verso le antiche culture magiche cinesi o induiste, per attingere la saggezza.

Le culture pre-cristiane e pre-tecnologiche sono considerate come modelli di conoscenza e di pratica olistica. A questo proposito, Reisser e Weldon fanno notare che la Bibbia, malgrado i numerosi casi di guarigione riportati nel corso della sua lunga storia, viene normalmente scartata dalla medicina olistica per la sua visione non monistica della realtà.

 

10.      È necessario integrare la medicina olistica nel tessuto sociale attraverso interventi politici.

Le idee generano i fatti, così i promotori della medicina olistica sperano che le autorità pubbliche ufficializzino queste nuove pratiche.

Capra propone che l’insegnamento dell’igiene sanitaria e i dispositivi della sanità pubblica seguano il modello olistico.

La conferenza tenutasi nel 1978 a Washington, intitolata «Medicina Olistica: disposizioni governative» e sovvenzionata dallo Stato, è un esempio fra tanti in cui fondi pubblici sono serviti a promuovere la medicina olistica.

Ferguson, nel suo rapporto, riferisce della presenza, nel programma, di esercizi di yoga, di meditazione buddista e di un insieme di tecniche di salute olistica.

 

SANTO O OLISTICO?

Il forte interesse per le innumerevoli filosofie e pratiche racchiuse sotto il termine di medicina olistica, ci impedisce di fame una valutazione superficiale o semplicistica.

Siccome la medicina olistica si preoccupa di colmare le lacune della medicina moderna, possiamo capire il grande interesse che essa suscita.

Il sociologo Ivan Illich denuncia gli effetti nocivi «di una società condizionata dalla medicina», dovuti al suo esclusivo monopolio nella sanità. Questo monopolio non è solo economico, ma anche psicologico. Lo sviluppo della medicina moderna potrebbe in effetti far pensare che solo l’elite medica sia in grado di prescrivere le cure appropriate.

Illich conclude definendo diversi livelli di malattie iatrogene (malattie provocate dall’assunzione di farmaci): «È su piano clinico quando il dolore, la malattia o la morte sono dovute alle cure mediche; su piano sociale quando le regole della sanità pubblica danno man forte ad un interesse industriale che trascura la prevenzione di malattie gravi; su di un piano culturale simbolico quando l’inquadramento medico incoraggia dei comportamenti, impone delle restrizioni e limita l’autonomia dell’individuo con impedimenti alla crescita, col malfunzionamento delle strutture assistenziali e dell’assistenza alle persone anziane, oppure quando interventi medici diminuiscono la capacità di resistenza personale al dolore, all’infermità, all’indebolimento, all‘angoscia e alla morte».

La critica di Illich sulle moderne tecniche mediche e la loro ripercussione culturale, ci conduce a considerare altri approcci e a mettere in questione le pratiche e le filosofie correntemente accettate.

La sua tesi che la «medicina tuttora in voga è diventata un grave pericolo per la salute» è documentata e presentata con un tono persuasivo.

Tuttavia, un totale rifiuto della medicina moderna sarebbe insensato e ingiustificato. Ciò che più occorre, oggi, è una medicina moderna di altro livello, collocata in un contesto cristiano: una medicina con un’anima.

Nel corso della storia, guarigione e religione hanno camminato di pari passo.

Ciononostante, l’eccessivo sviluppo della tecnologia medica moderna, la sostituzione di imperativi economici al concetto di servizio, hanno condotto alla divisione tra il campo spirituale e quello fisico.

Per questo molti si rivolgono alla medicina olistica.

Ma cosa cercano in realtà?

Alcune idee e tecniche proposte dalla medicina olistica costituiscono un reale contributo per colmare le carenze della medicina moderna.

Per cominciare, la proposta di trattare i malati nella globalità della loro persona è molto buona: non si dovrebbero mai trascurare gli aspetti etici della cura.

Anche la storia dell’individuo e il suo stile di vita giocano un molo indispensabile. Non siamo macchine e dovremmo essere trattati di conseguenza.

Inoltre, il concetto di un «benessere» positivo e generale è più completo di quello di semplice assenza di malattia.

 

Cristo ha promesso la vita agli uomini, la vita in abbondanza per mezzo di Lui; ciò concerne l’intera persona ed una progressione attiva nell’avventura della vita.

Infine, ognuno dovrebbe assumersi la responsabilità della propria salute, invece di affidarsi passivamente ai medici e ai farmaci.

Il cristiano è chiamato a glorificare Dio nel suo corpo, che è il tempio dello Spirito Santo (1 Corinzi 6:19).

Nonostante sia apprezzata sotto questi aspetti positivi, la medicina olistica nel suo insieme non è né sana né conveniente ai cristiani (chiamati ad essere santi).

Ovviamente, molti di coloro che si affidano alla medicina olistica non accettano l’idea che tutto è uno e che tutto è Dio.

Tuttavia, se da una parte ne rifiutano i postulati, dall’altra ne accettano i frutti; rifiutano la teoria ma accettano la pratica, ed è proprio in essa che sta il significato del termine olismo.

L’importanza che si dà al termine «energia universale» tradisce il modo di intendere la realtà.

Senza pretendere l’unanime accordo di tutti i suoi colleghi, un chiropratico affermava perentoriamente: «Il chiropratico crede che l’intelligenza innata che dirige il nostro corpo sia direttamente legata all’intelligenza universale che dirige il mondo; in tal modo ogni individuo è connesso all’energia universale per mezzo del suo sistema nervoso».

L’antica medicina cinese, l’agopuntura e la digitopuntura, sono intimamente legate al Taoismo, visione della realtà rigorosamente monistica.

L’agopuntura e la digitopuntura sono rivolte a stimolare e ad equilibrare gli scambi di «energia» e a sintonizzare così l’individuo con l’Uno (o Tao).

L’arte del mago e del guaritore si basa su una visione della realtà animistica o panteistica.

Le guarigioni psichiche e medianiche sono, invece, chiare manifestazioni dell’occultismo più classico.


Per il cristiano è impossibile, ovviamente, sottoscrivere una concezione della salute fondata sulla menzogna spirituale.

Indipendentemente dall’efficacia di queste diverse tecniche, il cristiano resterà vigilante nel provare gli spiriti e nel denunciare le idee non scritturali (1 Giovanni 4:1).

Il cristiano apprende la realtà del mondo spirituale invisibile, ma sa che esso non è sempre benigno. Al contrario, molti spiriti ribelli o demoni si mascherano da strumenti di guarigione e di salute, per stornare l’attenzione dal Grande Medico.


La medicina olistica cade talvolta nella grande menzogna in base alla quale noi saremmo gli artefici del nostro destino e i signori della realtà.

Non si può negare che il Creatore abbia messo in noi una naturale capacità di guarigione (sistema immunitario, riproduzione cellulare, ecc.), tuttavia, a causa del peccato, noi siamo vittime del degrado morale e fisico.

La medicina olistica nega la realtà del peccato e della corruzione umana; essa propone invece la fiducia nella salute vigorosa e nel benessere di tutta la persona, senza nessun bisogno di riconciliazione con il Dio santo per mezzo di Gesù Cristo.

Oltre a questo, la salute fisica e l’appagamento emozionale non sono sinonimi di salvezza.

Benché la salvezza in Cristo offra il ristabilimento dell’integrità della persona (che sarà completo nel mondo futuro), non fa della salute in se stessa lo scopo finale.

Una volta riconosciuto il nostro peccato, possiamo volgerci verso il Salvatore. Ma se ne neghiamo l’evidenza, ci facciamo salvatori di noi stessi.

L’analisi di Clifford Wilson e John Weldon sull’occultismo, comprende anche gran parte della medicina olistica.

«Chi pratica l’occultismo ha sempre cercato di negare il peccato e di fuggire i suoi effetti per rendersi artefice di ciò che lo circonda e del cosmo. Invece di volgersi verso Dio, egli vuole diventare lui stesso Dio».


Stiamo in guardia contro i pericoli psicologici e spirituali in cui si incorre partecipando a qualsiasi pratica occulta e di guarigione psichica.

Contatti con queste attività possono provocare alienazione mentale, possessione demoniaca e altri gravi disturb0.

La maggior parte delle tecniche a sfondo olistico è spesso chiaramente malsana; possono condurre agli orrori dell’oppressione occulta.

Mascherato da angelo di luce (2 Corinzi 11:14), satana può nascondere le sue intenzioni nefaste sotto i camici bianchi dei guaritori.

Ma il veleno rimane.

Se da una parte bisogna analizzare la medicina olistica sul piano generale della sua visione della realtà, dall’altra è anche necessario esaminare certi tratti specifici.

Devono i cristiani scartare la medicina olistica per la sola ragione che certe sue pratiche sono basate sudi una filosofia anti-biblica?

La domanda è spinosa!

Le culture non cristiane hanno creato grandi opere artistiche, scientifiche e letterarie, giustamente apprezzate dai cristiani. Il detto che «ogni verità viene da Dio» andrebbe considerato con attenzione.

Se tutte le tecniche che implicano la pratica dello spiritismo, della manipolazione medianica o psichica sono da scartare a causa della partecipazione demoniaca, quelle associate alla medicina olistica possono incontrare un certo interesse.

 

Il biofeedback, ad esempio, potrebbe servire a recuperare, in certi casi, il controllo volontario di funzioni fisiche.

Ogni tecnica, invece, che mira ad elevare la coscienza individuale a livelli divini è da respingere.

È perciò necessaria un ‘accurata valutazione di ogni pratica olistica per determinarne l’origine. Il minimo dubbio o la presenza di pretese e pratiche basate su postulati contrari alla Bibbia, devono indurci a respingerla.

 

L’ipnosi è sovente presentata come mezzo per sciogliere legami psicologici e liberare così l’energia curativa. Tuttavia, Martin e Deidre Bobgan sostengono che essa è fondata su di un inganno psichico (la suggestione), che conferisce un potere eccessivo all’ipnotizzatore, che implica sovente un’influenza occulta e può quindi provocare effetti nefasti.

Possano i cristiani considerarsi avvertiti.

 

Grande prudenza è necessaria anche nei confronti dello yoga.

Tutte le forme di yoga, compreso lo hatha yoga (presentato sovente come esercizio puramente fisico), implicano presupposti occulti. Anche gli stessi sostenitori dello yoga mettono in guardia contro i pericoli che derivano dalla sua energia latente (kundalini), i cui effetti possono condurre all’alienazione mentale, a danni fisici, deviazioni sessuali e così via.

Se riconosciamo insieme all’apostolo Paolo una relativa utilità all’esercizio fisico, guardiamoci però dallo yoga.

Impariamo anche a distinguere, naturalmente, tra esercizi fisici benefici, anche se simili a quelli dello yoga, e quelli nei quali l’intenzione e le condizioni spirituali dubbie consigliano molta prudenza.


La reale efficacia di pratiche curative come l’agopuntura e la digitopuntura è un argomento molto discusso.

Malgrado siano molto in voga, alcuni ricercatori contestano la loro pretesa di essere «toccasana universali».

La ricerca medica deve ancora dimostrare la loro efficacia o la loro relazione con i processi di guarigione conosciuti. Così, bisogna anche mettere in rapporto l’idea di una forza vitale o energia universale, con le conoscenze mediche moderne poiché, in effetti, tale forza può implicare la presenza di potenze demoniache.


Il rifiuto delle pratiche mediche conosciute può, a sua volta, spingere il pubblico verso metodi di diagnostica e di trattamento assurdi e superstiziosi.

L’ossessione sfrenata di annullare le realtà di un mondo decaduto ci trascina sovente verso gli abissi dell’irrazionalità.

Andrew Weil, benché favorevole ad alcune pratiche olistiche, resta tuttavia «preoccupato per l’accettazione senza discernimento di metodi poco ortodossi da parte di alcuni medici vicini al movimento olistico... Come se il fatto di essere poco ortodossi bastasse di per sé a confermare la validità di questi metodi». Egli critica in particolare la kinesiologia applicata, procedimento che consiste nel constatare la debolezza di determinati organi misurando la resistenza dei muscoli e l’analisi dello stato dei capelli; due metodi diagnostici dubbi, perché poco scientifici e passibili di abuso.

 

Se la si analizza alla luce della Bibbia e della logica, la medicina olistica si fonde, nei suoi aspetti peggiori, con la truffa, la superstizione e l’occultismo.

Chi ha orecchio intenda!


INTEGRITA’ BIBLICA

La sfida rappresentata dalla medicina olistica dovrebbe suscitare l’impegno dei cristiani nel raccoglierla e nell’esplorare le dimensioni bibliche della salute e della guarigione.

Certi potenti gruppi, tra cui The American Holistic Medica! Association (Associazione americana di medicina olistica), The East- West Academy of Healing Arts (Accademia Est-Ovest di tecniche mediche), The Mandala Society (Società Mandala) e The Association for Holistic Health (Associazione per la salute olistica), sferrano un’offensiva in grande stile.

Se i cristiani trascurano di affrontare i problemi di salute con occhio rigorosamente critico e di fornire delle solide risposte, sia sul piano teorico che su quello pratico, l’Uno estenderà la sua influenza sempre di più, grazie alla medicina olistica.


L’Antico Testamento offre numerose direttive pratiche per la salute e l’igiene sanitaria, come S. I. McMillen descrive nel suo eccellente libro None of These Diseases (Nessuna malattia).

Così, un tesoro per la salute, una chiave sovente trascurata, risiede nel principio del riposo, trasmessoci nel comandamento riguardante il sabato.

Un altro autore. R. K. Harrison, rileva le conclusioni riferite dalla scienza moderna sull’importanza del riposo settimanale per evitare l’affaticamento fisico e mentale e ricorda che il «concetto biblico del sabato, oltre alla sua funzione positiva di recupero per l’individuo, costituisce anche una protezione contro la malattia».

La Bibbia e la Nuova Era si accordano per sottolineare il rapporto diretto tra lo stato spirituale e morale di una persona e il suo stato di salute.

Proverbi 3:7-8 dice: «Non ti stimar savio da te stesso; temi l’Eterno e ritirati dal male; questo sarà la salute del tuo corpo e un refrigerio alle tue ossa».

Il cristiano trova in Dio la risorsa estrema per la sua salute e la guarigione.

La prudenza saggiamente critica nei confronti della medicina olistica non dovrebbe far ripiegare i cristiani in una fiducia cieca nella medicina moderna; essi imiterebbero in tal modo il re d’Israele Asa che, soffrendo di una malattia dolorosa, «non ricorse all’Eterno, ma ai medici» (2 Cronache 16:12).

Dio, per guarire, può servirsi di mezzi naturali o soprannaturali, i miracoli.

Quest’ultimo mezzo è stato sovente trascurato per mancanza di fede o spinto all’eccesso per uno zelo senza discernimento; rimane pur tuttavia vero che Dio è un Dio che guarisce (Esodo 15:26), come dimostrano le numerose guarigioni operate da Gesù o dalla Chiesa primitiva.

La Chiesa dovrebbe quindi rispondere alla sfida della Nuova Era e approfondire la sua ricerca nel campo della guarigione, in tutte le sue dimensioni.

In ogni caso, indipendentemente dalla nostra condizione fisica, un Dio d’amore ci offre una vera e piena salute spirituale per mezzo della fede.

L’apostolo Paolo diceva: «Non siate con ansietà solleciti di cosa alcuna; ma in ogni cosa siano le vostre richieste rese note a Dio in preghiera e supplicazione con azioni di grazie. E la pace di Dio che sopravanza ogni intelligenza, guarderà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù»  (Filippesi 4:6,7).

 

 

Tratto da "Ricerche" Dialogo e informazione ottobre 1996