LA BIBBIA:
Riveduta Luzzi:
Matteo
Capitolo 1
1 Genealogia di Gesù Cristo figliuolo di Davide, figliuolo d'Abramo.
2
Abramo generò Isacco; Isacco generò Giacobbe; Giacobbe generò Giuda e i suoi
fratelli;
3 Giuda
generò Fares e Zara da Tamar; Fares generò Esrom; Esrom generò Aram;
4 Aram
generò Aminadab; Aminadab generò Naasson; Naasson generò Salmon;
5
Salmon generò Booz da Rahab; Booz generò Obed da Ruth; Obed generò Iesse,
6 e
Iesse generò Davide, il re. E Davide generò Salomone da quella ch'era stata
moglie d'Uria;
7
Salomone generò Roboamo; Roboamo generò Abia; Abia generò Asa;
8 Asa
generò Giosafat; Giosafat generò Ioram; Ioram generò Uzzia;
9 Uzzia
generò Ioatam; Ioatam generò Achaz; Achaz generò Ezechia;
10 Ezechia generò
Manasse; Manasse generò Amon; Amon generò Giosia;
11 Giosia
generò Ieconia e i suoi fratelli al tempo della deportazione in Babilonia.
12 E dopo la
deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatiel; Salatiel generò Zorobabel;
13 Zorobabel
generò Abiud; Abiud generò Eliachim; Eliachim generò Azor;
14 Azor
generò Sadoc; Sadoc generò Achim; Achim generò Eliud;
15 Eliud
generò Eleazaro; Eleazaro generò Mattan; Mattan generò Giacobbe;
16 Giacobbe
generò Giuseppe, il marito di Maria, dalla quale nacque Gesù, che è chiamato
Cristo.
17 Così da
Abramo fino a Davide sono in tutto quattordici generazioni; e da Davide fino
alla deportazione in Babilonia, quattordici generazioni; e dalla deportazione
in Babilonia fino a Cristo, quattordici generazioni.
18 Or la
nascita di Gesù Cristo avvenne in questo modo. Maria, sua madre, era stata
promessa sposa a Giuseppe; e prima che fossero venuti a stare insieme, si trovò
incinta per virtù dello Spirito Santo.
19 E
Giuseppe, suo marito, essendo uomo giusto e non volendo esporla ad infamia, si
propose di lasciarla occultamente.
20 Ma mentre
avea queste cose nell'animo, ecco che un angelo del Signore gli apparve in
sogno, dicendo: Giuseppe, figliuol di Davide, non temere di prender teco Maria
tua moglie; perché ciò che in lei è generato, è dallo Spirito Santo.
21 Ed ella
partorirà un figliuolo, e tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il
suo popolo dai loro peccati.
22 Or tutto
ciò avvenne, affinché si adempiesse quello che era stato detto dal Signore per mezzo
del profeta:
23 Ecco, la
vergine sarà incinta e partorirà un figliuolo, al quale sarà posto nome
Emmanuele, che, interpretato, vuol dire: "Iddio con noi".
24 E
Giuseppe, destatosi dal sonno, fece come l'angelo del Signore gli avea
comandato, e prese con sé sua moglie;
25 e non la
conobbe finch'ella non ebbe partorito un figlio; e gli pose nome Gesù.
Capitolo 2
1 Or essendo Gesù nato in Betleem di Giudea, ai dì del re Erode,
ecco dei magi d'Oriente arrivarono in Gerusalemme, dicendo:
2 Dov'è
il re de' Giudei che è nato? Poiché noi abbiam veduto la sua stella in Oriente
e siam venuti per adorarlo.
3 Udito
questo, il re Erode fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui.
4 E
radunati tutti i capi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informò da loro dove
il Cristo dovea nascere.
5 Ed
essi gli dissero: In Betleem di Giudea; poiché così è scritto per mezzo del
profeta:
6 E tu,
Betleem, terra di Giuda, non sei punto la minima fra le città principali di
Giuda; perché da te uscirà un Principe, che pascerà il mio popolo Israele.
7
Allora Erode, chiamati di nascosto i magi, s'informò esattamente da loro del
tempo in cui la stella era apparita;
8 e
mandandoli a Betleem, disse loro: Andate e domandate diligentemente del
fanciullino; e quando lo avrete trovato, fatemelo sapere, affinché io pure
venga ad adorarlo.
9 Essi
dunque, udito il re, partirono; ed ecco la stella che aveano veduta in Oriente,
andava dinanzi a loro, finché, giunta al luogo dov'era il fanciullino, vi si
fermò sopra.
10 Ed essi,
veduta la stella, si rallegrarono di grandissima allegrezza.
11 Ed entrati
nella casa, videro il fanciullino con Maria sua madre; e prostratisi, lo
adorarono; ed aperti i loro tesori, gli offrirono dei doni: oro, incenso e
mirra.
12 Poi,
essendo stati divinamente avvertiti in sogno di non ripassare da Erode, per
altra via tornarono al loro paese.
13 Partiti
che furono, ecco un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse:
Lèvati, prendi il fanciullino e sua madre, e fuggi in Egitto, e sta' quivi
finch'io non tel dica; perché Erode cercherà il fanciullino per farlo morire.
14 Egli
dunque levatosi, prese di notte il fanciullino e sua madre, e si ritirò in
Egitto;
15 ed ivi
stette fino alla morte di Erode, affinché si adempiesse quello che fu detto dal
Signore per mezzo del profeta: Fuor d'Egitto chiamai il mio figliuolo.
16 Allora
Erode vedutosi beffato dai magi, si adirò gravemente, e mandò ad uccidere tutti
i maschi ch'erano in Betleem e in tutto il suo territorio dall'età di due anni
in giù, secondo il tempo del quale s'era esattamente informato dai magi.
17 Allora si
adempié quello che fu detto per bocca del profeta Geremia:
18 Un grido è
stato udito in Rama; un pianto ed un lamento grande: Rachele piange i suoi
figliuoli e ricusa d'esser consolata, perché non sono più.
19 Ma dopo
che Erode fu morto, ecco un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in
Egitto, e gli disse:
20 Lèvati,
prendi il fanciullino e sua madre, e vattene nel paese d'Israele; perché son
morti coloro che cercavano la vita del fanciullino.
21 Ed egli,
levatosi, prese il fanciullino e sua madre ed entrò nel paese d'Israele.
22 Ma udito
che in Giudea regnava Archelao invece d'Erode, suo padre, temette d'andar colà;
ed essendo stato divinamente avvertito in sogno, si ritirò nelle parti della
Galilea,
23 e venne ad
abitare in una città detta Nazaret, affinché si adempiesse quello ch'era stato
detto dai profeti, ch'egli sarebbe chiamato Nazareno.
Capitolo 3
1 Or in que' giorni comparve Giovanni il Battista, predicando nel
deserto della Giudea e dicendo:
2
Ravvedetevi, poiché il regno de' cieli è vicino.
3 Di
lui parlò infatti il profeta Isaia quando disse: V'è una voce d'uno che grida
nel deserto: Preparate la via del Signore, addirizzate i suoi sentieri.
4 Or esso
Giovanni aveva il vestimento di pelo di cammello ed una cintura di cuoio
intorno a' fianchi; ed il suo cibo erano locuste e miele selvatico.
5
Allora Gerusalemme e tutta la Giudea e tutto il paese d'intorno al Giordano
presero ad accorrere a lui;
6 ed
erano battezzati da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
7 Ma
vedendo egli molti dei Farisei e dei Sadducei, venire al suo battesimo, disse
loro: Razza di vipere, chi v'ha insegnato a fuggir dall'ira a venire?
8 Fate
dunque de' frutti degni del ravvedimento.
9 E non
pensate di dir dentro di voi: Abbiamo per padre Abramo; perché io vi dico che
Iddio può da queste pietre far sorgere de' figliuoli ad Abramo.
10 E già la
scure è posta alla radice degli alberi; ogni albero dunque che non fa buon
frutto, sta per esser tagliato e gittato nel fuoco.
11 Ben vi
battezzo io con acqua, in vista del ravvedimento; ma colui che viene dietro a
me è più forte di me, ed io non son degno di portargli i calzari; egli vi
battezzerà con lo Spirito Santo e con fuoco.
12 Egli ha il
suo ventilabro in mano, e netterà interamente l'aia sua, e raccoglierà il suo
grano nel granaio, ma arderà la pula con fuoco inestinguibile.
13 Allora
Gesù dalla Galilea si recò al Giordano da Giovanni per esser da lui battezzato.
14 Ma questi
vi si opponeva dicendo: Son io che ho bisogno d'esser battezzato da te, e tu
vieni a me?
15 Ma Gesù
gli rispose: Lascia fare per ora; poiché conviene che noi adempiamo così ogni
giustizia. Allora Giovanni lo lasciò fare.
16 E Gesù,
tosto che fu battezzato, salì fuor dell'acqua; ed ecco i cieli s'apersero, ed
egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venir sopra lui.
17 Ed ecco
una voce dai cieli che disse: Questo è il mio diletto Figliuolo nel quale mi
son compiaciuto.
Capitolo 4
1 Allora Gesù fu condotto dallo Spirito su nel deserto, per esser
tentato dal diavolo.
2 E
dopo che ebbe digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame.
3 E il
tentatore, accostatosi, gli disse: Se tu sei Figliuol di Dio, di' che queste
pietre divengan pani.
4 Ma
egli rispondendo disse: Sta scritto: Non di pane soltanto vivrà l'uomo, ma
d'ogni parola che procede dalla bocca di Dio.
5
Allora il diavolo lo menò seco nella santa città e lo pose sul pinnacolo del
tempio,
6 e gli
disse: Se tu sei Figliuol di Dio, gettati giù; poiché sta scritto: Egli darà
ordine ai suoi angeli intorno a te, ed essi ti porteranno sulle loro mani, che
talora tu non urti col piede contro una pietra.
7 Gesù
gli disse: Egli è altresì scritto: Non tentare il Signore Iddio tuo.
8 Di
nuovo il diavolo lo menò seco sopra un monte altissimo, e gli mostrò tutti i
regni del mondo e la lor gloria, e gli disse:
9 Tutte
queste cose io te le darò, se, prostrandoti, tu mi adori.
10 Allora
Gesù gli disse: Va', Satana, poiché sta scritto: Adora il Signore Iddio tuo, ed
a lui solo rendi il culto.
11 Allora il
diavolo lo lasciò; ed ecco degli angeli vennero a lui e lo servivano.
12 Or Gesù,
avendo udito che Giovanni era stato messo in prigione, si ritirò in Galilea.
13 E,
lasciata Nazaret, venne ad abitare in Capernaum, città sul mare, ai confini di
Zabulon e di Neftali,
14 affinché
si adempiesse quello ch'era stato detto dal profeta Isaia:
15 Il paese
di Zabulon e il paese di Neftali, sulla via del mare, al di là del Giordano, la
Galilea de' Gentili,
16 il popolo
che giaceva nelle tenebre, ha veduto una gran luce; su quelli che giacevano
nella contrada e nell'ombra della morte, una luce s'è levata.
17 Da quel
tempo Gesù cominciò a predicare e a dire: Ravvedetevi, perché il regno de'
cieli è vicino.
18 Or
passeggiando lungo il mare della Galilea, egli vide due fratelli, Simone detto
Pietro, e Andrea suo fratello, i quali gettavano la rete in mare; poiché erano
pescatori.
19 E disse
loro: Venite dietro a me, e vi farò pescatori d'uomini.
20 Ed essi,
lasciate prontamente le reti, lo seguirono.
21 E passato
più oltre, vide due altri fratelli, Giacomo di Zebedeo e Giovanni, suo
fratello, i quali nella barca, con Zebedeo loro padre, rassettavano le reti; e
li chiamò.
22 Ed essi,
lasciata subito la barca e il padre loro, lo seguirono.
23 E Gesù
andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e
predicando l'evangelo del Regno, sanando ogni malattia ed ogni infermità fra il
popolo.
24 E la sua
fama si sparse per tutta la Siria; e gli recarono tutti i malati colpiti da
varie infermità e da varî dolori, indemoniati, lunatici, paralitici; ed ei li
guarì.
25 E grandi
folle lo seguirono dalla Galilea e dalla Decapoli e da Gerusalemme e dalla Giudea
e d'oltre il Giordano.
Capitolo 5
1 E Gesù, vedendo le folle, salì sul monte; e postosi a sedere, i
suoi discepoli si accostarono a lui.
2 Ed
egli, aperta la bocca, li ammaestrava dicendo:
3 Beati
i poveri in ispirito, perché di loro è il regno de' cieli.
4 Beati
quelli che fanno cordoglio, perché essi saranno consolati.
5 Beati
i mansueti, perché essi erederanno la terra.
6 Beati
quelli che sono affamati ed assetati della giustizia perché essi saranno
saziati.
7 Beati
i misericordiosi, perché a loro misericordia sarà fatta.
8 Beati
i puri di cuore, perché essi vedranno Iddio.
9 Beati
quelli che s'adoperano alla pace, perché essi saran chiamati figliuoli di Dio.
10 Beati i
perseguitati per cagion di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli.
11 Beati voi,
quando v'oltraggeranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro a voi
ogni sorta di male per cagion mia.
12
Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande ne' cieli; poiché
così hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi.
13 Voi siete
il sale della terra; ora, se il sale diviene insipido, con che lo si salerà?
Non è più buono a nulla se non ad esser gettato via e calpestato dagli uomini.
14 Voi siete
la luce del mondo; una città posta sopra un monte non può rimaner nascosta;
15 e non si
accende una lampada per metterla sotto il moggio; anzi la si mette sul
candeliere ed ella fa lume a tutti quelli che sono in casa.
16 Così
risplenda la vostra luce nel cospetto degli uomini, affinché veggano le vostre
buone opere e glorifichino il Padre vostro che è ne' cieli.
17 Non
pensate ch'io sia venuto per abolire la legge od i profeti; io son venuto non
per abolire ma per compire:
18 poiché io
vi dico in verità che finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un
iota o un apice della legge passerà, che tutto non sia adempiuto.
19 Chi dunque
avrà violato uno di questi minimi comandamenti ed avrà così insegnato agli
uomini, sarà chiamato minimo nel regno de' cieli; ma chi li avrà messi in
pratica ed insegnati, esso sarà chiamato grande nel regno dei cieli.
20 Poiché io
vi dico che se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e de'
Farisei, voi non entrerete punto nel regno dei cieli.
21 Voi avete
udito che fu detto agli antichi: Non uccidere, e Chiunque avrà ucciso sarà
sottoposto al tribunale;
22 ma io vi
dico: Chiunque s'adira contro al suo fratello, sarà sottoposto al tribunale; e
chi avrà detto al suo fratello `raca', sarà sottoposto al Sinedrio; e chi gli
avrà detto `pazzo', sarà condannato alla geenna del fuoco.
23 Se dunque
tu stai per offrire la tua offerta sull'altare, e quivi ti ricordi che il tuo
fratello ha qualcosa contro di te,
24 lascia
quivi la tua offerta dinanzi all'altare, e va' prima a riconciliarti col tuo
fratello; e poi vieni ad offrir la tua offerta.
25 Fa' presto
amichevole accordo col tuo avversario mentre sei ancora per via con lui; che
talora il tuo avversario non ti dia in man del giudice, e il giudice in man
delle guardie, e tu sii cacciato in prigione.
26 Io ti dico
in verità che di là non uscirai, finché tu non abbia pagato l'ultimo quattrino.
27 Voi avete
udito che fu detto: Non commettere adulterio.
28 Ma io vi
dico che chiunque guarda una donna per appetirla, ha già commesso adulterio con
lei nel suo cuore.
29 Ora, se
l'occhio tuo destro ti fa cadere in peccato, cavalo e gettalo via da te; poiché
val meglio per te che uno dei tuoi membri perisca, e non sia gettato l'intero
tuo corpo nella geenna.
30 E se la
tua man destra ti fa cadere in peccato, mozzala e gettala via da te; poiché val
meglio per te che uno dei tuoi membri perisca, e non vada l'intero tuo corpo
nella geenna.
31 Fu detto:
Chiunque ripudia sua moglie, le dia l'atto del divorzio.
32 Ma io vi
dico: Chiunque manda via la moglie, salvo che per cagion di fornicazione, la fa
essere adultera; e chiunque sposa colei ch'è mandata via, commette adulterio.
33 Avete
udito pure che fu detto agli antichi: Non ispergiurare, ma attieni al Signore i
tuoi giuramenti.
34 Ma io vi
dico: Del tutto non giurate, né per il cielo, perché è il trono di Dio;
35 né per la
terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la
città del gran Re.
36 Non giurar
neppure per il tuo capo, poiché tu non puoi fare un solo capello bianco o nero.
37 Ma sia il
vostro parlare: Sì, sì; no, no; poiché il di più vien dal maligno.
38 Voi avete
udito che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente.
39 Ma io vi
dico: Non contrastate al malvagio; anzi, se uno ti percuote sulla guancia
destra, porgigli anche l'altra;
40 ed a chi
vuol litigar teco e toglierti la tunica, lasciagli anche il mantello.
41 E se uno
ti vuol costringere a far seco un miglio, fanne con lui due.
42 Da' a chi
ti chiede, e a chi desidera da te un imprestito, non voltar le spalle.
43 Voi avete
udito che fu detto: Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico.
44 Ma io vi
dico: Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano,
45 affinché
siate figliuoli del Padre vostro che è nei cieli; poiché Egli fa levare il suo
sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.
46 Se infatti
amate quelli che vi amano, che premio ne avete? Non fanno anche i pubblicani lo
stesso?
47 E se fate
accoglienze soltanto ai vostri fratelli, che fate di singolare? Non fanno anche
i pagani altrettanto?
48 Voi dunque
siate perfetti, com'è perfetto il Padre vostro celeste.
Capitolo 6
1 Guardatevi dal praticare la vostra giustizia nel cospetto degli
uomini per esser osservati da loro; altrimenti non ne avrete premio presso il
Padre vostro che è nei cieli.
2
Quando dunque fai limosina, non far sonar la tromba dinanzi a te, come fanno
gl'ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere onorati dagli uomini. Io
vi dico in verità che cotesto è il premio che ne hanno.
3 Ma
quando tu fai limosina, non sappia la tua sinistra quel che fa la destra,
4
affinché la tua limosina si faccia in segreto; e il Padre tuo che vede nel
segreto, te ne darà la ricompensa.
5 E
quando pregate, non siate come gl'ipocriti; poiché essi amano di fare orazione
stando in piè nelle sinagoghe e ai canti delle piazze per esser veduti dagli
uomini. Io vi dico in verità che cotesto è il premio che ne hanno.
6 Ma
tu, quando preghi, entra nella tua cameretta, e serratone l'uscio fa' orazione al
Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo che vede nel segreto, te ne darà la
ricompensa.
7 E nel
pregare non usate soverchie dicerie come fanno i pagani, i quali pensano
d'essere esauditi per la moltitudine delle loro parole.
8 Non
li rassomigliate dunque, poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete
bisogno, prima che gliele chiediate.
9 Voi
dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo
nome;
10 venga il
tuo regno; sia fatta la tua volontà anche in terra com'è fatta nel cielo.
11 Dacci oggi
il nostro pane cotidiano;
12 e
rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori;
13 e non ci
esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno.
14 Perché se
voi perdonate agli uomini i loro falli, il Padre vostro celeste perdonerà anche
a voi;
15 ma se voi
non perdonate agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà i vostri falli.
16 E quando
digiunate, non siate mesti d'aspetto come gl'ipocriti; poiché essi si sfigurano
la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. Io vi dico in verità che
cotesto è il premio che ne hanno.
17 Ma tu,
quando digiuni, ungiti il capo e lavati la faccia,
18 affinché
non apparisca agli uomini che tu digiuni, ma al Padre tuo che è nel segreto; e
il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.
19 Non vi
fate tesori sulla terra, ove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri
sconficcano e rubano;
20 ma fatevi
tesori in cielo, ove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non
sconficcano né rubano.
21 Perché
dov'è il tuo tesoro, quivi sarà anche il tuo cuore.
22 La lampada
del corpo è l'occhio. Se dunque l'occhio tuo è sano, tutto il tuo corpo sarà
illuminato;
23 ma se
l'occhio tuo è viziato, tutto il tuo corpo sarà nelle tenebre. Se dunque la
luce che è in te è tenebre, esse tenebre quanto grandi saranno!
24 Niuno può
servire a due padroni; perché o odierà l'uno ed amerà l'altro, o si atterrà
all'uno e sprezzerà l'altro. Voi non potete servire a Dio ed a Mammona.
25 Perciò vi
dico: Non siate con ansietà solleciti per la vita vostra di quel che mangerete
o di quel che berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la
vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito?
26 Guardate
gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e
il Padre vostro celeste li nutrisce. Non siete voi assai più di loro?
27 E chi di
voi può con la sua sollecitudine aggiungere alla sua statura pure un cubito?
28 E intorno
al vestire, perché siete con ansietà solleciti? Considerate come crescono i
gigli della campagna; essi non faticano e non filano;
29 eppure io
vi dico che nemmeno Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di
loro.
30 Or se
Iddio riveste in questa maniera l'erba de' campi che oggi è e domani è gettata
nel forno, non vestirà Egli molto più voi, o gente di poca fede?
31 Non siate
dunque con ansietà solleciti, dicendo: Che mangeremo? che berremo? o di che ci
vestiremo?
32 Poiché
sono i pagani che ricercano tutte queste cose; e il Padre vostro celeste sa che
avete bisogno di tutte queste cose.
33 Ma cercate
prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno
sopraggiunte.
34 Non siate
dunque con ansietà solleciti del domani; perché il domani sarà sollecito di se
stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno.
Capitolo 7
1 Non giudicate, acciocché non siate giudicati;
2
perché col giudicio col quale giudicate, sarete giudicati; e con la misura onde
misurate, sarà misurato a voi.
3 E
perché guardi tu il bruscolo che è nell'occhio del tuo fratello, mentre non
iscorgi la trave che è nell'occhio tuo?
4
Ovvero, come potrai tu dire al tuo fratello: Lascia ch'io ti tragga dall'occhio
il bruscolo, mentre ecco la trave è nell'occhio tuo?
5
Ipocrita, trai prima dall'occhio tuo la trave, e allora ci vedrai bene per
trarre il bruscolo dall'occhio del tuo fratello.
6 Non
date ciò ch'è santo ai cani e non gettate le vostre perle dinanzi ai porci, che
talora non le pestino co' piedi e rivolti contro a voi non vi sbranino.
7 Chiedete
e vi sarà dato; cercate e troverete; picchiate e vi sarà aperto;
8
perché chiunque chiede riceve; chi cerca trova, e sarà aperto a chi picchia.
9 E
qual è l'uomo fra voi, il quale, se il figliuolo gli chiede un pane gli dia una
pietra?
10 Oppure se
gli chiede un pesce gli dia un serpente?
11 Se dunque
voi che siete malvagi, sapete dar buoni doni ai vostri figliuoli, quanto più il
Padre vostro che è ne' cieli darà Egli cose buone a coloro che gliele
domandano!
12 Tutte le
cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro;
perché questa è la legge ed i profeti.
13 Entrate
per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che mena alla
perdizione, e molti son quelli che entran per essa.
14 Stretta
invece è la porta ed angusta la via che mena alla vita, e pochi son quelli che
la trovano.
15 Guardatevi
dai falsi profeti i quali vengono a voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi
rapaci.
16 Voi li
riconoscerete dai loro frutti. Si colgon forse delle uve dalle spine, o de'
fichi dai triboli?
17 Così, ogni
albero buono fa frutti buoni; ma l'albero cattivo fa frutti cattivi.
18 Un albero
buono non può far frutti cattivi, né un albero cattivo far frutti buoni.
19 Ogni
albero che non fa buon frutto, è tagliato e gettato nel fuoco.
20 Voi li
riconoscerete dunque dai loro frutti.
21 Non
chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno de' cieli, ma chi fa la
volontà del Padre mio che è ne' cieli.
22 Molti mi
diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiam noi profetizzato in nome
tuo, e in nome tuo cacciato demonî, e fatte in nome tuo molte opere potenti?
23 E allora
dichiarerò loro: Io non vi conobbi mai; dipartitevi da me, voi tutti operatori
d'iniquità.
24 Perciò
chiunque ode queste mie parole e le mette in pratica sarà paragonato ad un uomo
avveduto che ha edificata la sua casa sopra la roccia.
25 E la
pioggia è caduta, e son venuti i torrenti, e i venti hanno soffiato e hanno
investito quella casa; ma ella non è caduta, perché era fondata sulla roccia.
26 E chiunque
ode queste mie parole e non le mette in pratica sarà paragonato ad un uomo
stolto che ha edificata la sua casa sulla rena.
27 E la
pioggia è caduta, e son venuti i torrenti, e i venti hanno soffiato ed hanno
fatto impeto contro quella casa; ed ella è caduta, e la sua ruina è stata
grande.
28 Ed avvenne
che quando Gesù ebbe finiti questi discorsi, le turbe stupivano del suo
insegnamento,
29 perch'egli
le ammaestrava come avendo autorità, e non come i loro scribi.
Capitolo 8
1 Or quando egli fu sceso dal monte, molte turbe lo seguirono.
2 Ed
ecco un lebbroso, accostatosi, gli si prostrò dinanzi dicendo: Signore, se
vuoi, tu puoi mondarmi.
3 E
Gesù, stesa la mano, lo toccò dicendo: Lo voglio, sii mondato. E in
quell'istante egli fu mondato dalla sua lebbra.
4 E
Gesù gli disse: Guarda di non dirlo a nessuno: ma va', mostrati al sacerdote e
fa' l'offerta che Mosè ha prescritto; e ciò serva loro di testimonianza.
5 Or
quand'egli fu entrato in Capernaum, un centurione venne a lui pregandolo e
dicendo:
6
Signore, il mio servitore giace in casa paralitico, gravemente tormentato.
7 Gesù
gli disse: Io verrò e lo guarirò.
8 Ma il
centurione rispondendo disse: Signore, io non son degno che tu entri sotto al
mio tetto; ma di' soltanto una parola e il mio servitore sarà guarito.
9
Poiché anch'io son uomo sottoposto ad altri ed ho sotto di me de' soldati; e
dico a uno: Va', ed egli va; e ad un altro: Vieni, ed egli viene; e al mio
servo: Fa' questo, ed egli lo fa.
10 E Gesù, udito
questo, ne restò maravigliato, e disse a quelli che lo seguivano: Io vi dico in
verità che in nessuno, in Israele, ho trovato cotanta fede.
11 Or io vi
dico che molti verranno di Levante e di Ponente e sederanno a tavola con Abramo
e Isacco e Giacobbe, nel regno dei cieli;
12 ma i
figliuoli del regno saranno gettati nelle tenebre di fuori. Quivi sarà il
pianto e lo stridor de' denti.
13 E Gesù
disse al centurione: Va'; e come hai creduto, siati fatto. E il servitore fu
guarito in quell'ora stessa.
14 Poi Gesù,
entrato nella casa di Pietro, vide la suocera di lui che giaceva in letto con
la febbre; ed egli le toccò la mano e la febbre la lasciò.
15 Ella si
alzò e si mise a servirlo.
16 Poi,
venuta la sera, gli presentarono molti indemoniati; ed egli con la parola,
scacciò gli spiriti e guarì tutti i malati,
17 affinché
si adempisse quel che fu detto per bocca del profeta Isaia: Egli stesso ha
preso le nostre infermità, ed ha portato le nostre malattie.
18 Or Gesù,
vedendo una gran folla intorno a sé, comandò che si passasse all'altra riva.
19 Allora uno
scriba, accostatosi, gli disse: Maestro, io ti seguirò dovunque tu vada.
20 E Gesù gli
disse: Le volpi hanno delle tane e gli uccelli del cielo dei nidi, ma il
Figliuol dell'uomo non ha dove posare il capo.
21 E un altro
dei discepoli gli disse: Signore, permettimi d'andare prima a seppellir mio
padre.
22 Ma Gesù
gli disse: Seguitami, e lascia i morti seppellire i loro morti.
23 Ed essendo
egli entrato nella barca, i suoi discepoli lo seguirono.
24 Ed ecco
farsi in mare una così gran burrasca, che la barca era coperta dalle onde; ma
Gesù dormiva.
25 E i suoi
discepoli, accostatisi, lo svegliarono dicendo: Signore, salvaci, siam perduti.
26 Ed egli
disse loro: Perché avete paura, o gente di poca fede? Allora, levatosi, sgridò
i venti ed il mare, e si fece gran bonaccia.
27 E quegli
uomini ne restaron maravigliati e dicevano: Che uomo è mai questo che anche i
venti e il mare gli obbediscono?
28 E quando
fu giunto all'altra riva, nel paese de' Gadareni, gli si fecero incontro due
indemoniati, usciti dai sepolcri, così furiosi, che niuno potea passar per
quella via.
29 Ed ecco si
misero a gridare: Che v'è fra noi e te, Figliuol di Dio? Sei tu venuto qua
prima del tempo per tormentarci?
30 Or lungi
da loro v'era un gran branco di porci che pasceva.
31 E i demonî
lo pregavano dicendo: Se tu ci scacci, mandaci in quel branco di porci.
32 Ed egli
disse loro: Andate. Ed essi, usciti, se ne andarono nei porci; ed ecco tutto il
branco si gettò a precipizio giù nel mare, e perirono nelle acque.
33 E quelli
che li pasturavano fuggirono; e andati nella città raccontarono ogni cosa e il
fatto degl'indemoniati.
34 Ed ecco
tutta la città uscì incontro a Gesù; e, come lo videro lo pregarono che si
partisse dai loro confini.
Capitolo 9
1 E Gesù, entrato in una barca, passò all'altra riva e venne nella
sua città.
2 Ed
ecco gli portarono un paralitico steso sopra un letto. E Gesù, veduta la fede
loro, disse al paralitico: Figliuolo, sta' di buon animo, i tuoi peccati ti
sono rimessi.
3 Ed
ecco alcuni degli scribi dissero dentro di sé: Costui bestemmia.
4 E
Gesù, conosciuti i loro pensieri, disse: Perché pensate voi cose malvage ne'
vostri cuori?
5
Poiché, che cos'è più facile, dire: I tuoi peccati ti sono rimessi, o dire:
Levati e cammina?
6 Or
affinché sappiate che il Figliuol dell'uomo ha sulla terra autorità di
rimettere i peccati: Levati (disse al paralitico), prendi il tuo letto e
vattene a casa.
7 Ed
egli, levatosi, se ne andò a casa sua.
8 E le
turbe, veduto ciò, furon prese da timore, e glorificarono Iddio che avea data
cotale autorità agli uomini.
9 Poi
Gesù, partitosi di là, passando, vide un uomo, chiamato Matteo, che sedeva al
banco della gabella; e gli disse: Seguimi. Ed egli, levatosi, lo seguì.
10 Ed avvenne
che, essendo Gesù a tavola in casa di Matteo, ecco, molti pubblicani e
peccatori vennero e si misero a tavola con Gesù e co' suoi discepoli.
11 E i
Farisei, veduto ciò, dicevano ai suoi discepoli: Perché il vostro maestro
mangia coi pubblicani e coi peccatori?
12 Ma Gesù,
avendoli uditi, disse: Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i
malati.
13 Or andate
e imparate che cosa significhi: Voglio misericordia, e non sacrifizio; poiché
io non son venuto a chiamar de' giusti, ma dei peccatori.
14 Allora gli
s'accostarono i discepoli di Giovanni e gli dissero: Perché noi ed i Farisei
digiuniamo, e i tuoi discepoli non digiunano?
15 E Gesù
disse loro: Gli amici dello sposo possono essi far cordoglio, finché lo sposo è
con loro? Ma verranno i giorni che lo sposo sarà loro tolto, ed allora
digiuneranno.
16 Or niuno
mette un pezzo di stoffa nuova sopra un vestito vecchio; perché quella toppa
porta via qualcosa dal vestito, e lo strappo si fa peggiore.
17 Neppur si
mette del vin nuovo in otri vecchi; altrimenti gli otri si rompono, il vino si
spande e gli otri si perdono; ma si mette il vin nuovo in otri nuovi, e l'uno e
gli altri si conservano.
18 Mentr'egli
diceva loro queste cose, ecco uno dei capi della sinagoga, accostatosi,
s'inchinò dinanzi a lui e gli disse: La mia figliuola è pur ora trapassata; ma
vieni, metti la mano su lei ed ella vivrà.
19 E Gesù,
alzatosi, lo seguiva co' suoi discepoli.
20 Ed ecco
una donna, malata d'un flusso di sangue da dodici anni, accostatasi per di
dietro, gli toccò il lembo della veste.
21 Perché
diceva fra sé: Sol ch'io tocchi la sua veste, sarò guarita.
22 E Gesù,
voltatosi e vedutala, disse: Sta' di buon animo, figliuola; la tua fede t'ha
guarita. E da quell'ora la donna fu guarita.
23 E quando
Gesù fu giunto alla casa del capo della sinagoga, ed ebbe veduto i sonatori di
flauto e la moltitudine che facea grande strepito,
24 disse
loro: Ritiratevi; perché la fanciulla non è morta, ma dorme. E si ridevano di
lui.
25 Ma quando
la moltitudine fu messa fuori, egli entrò, e prese la fanciulla per la mano, ed
ella si alzò.
26 E se ne
divulgò la fama per tutto quel paese.
27 Come Gesù
partiva di là, due ciechi lo seguirono, gridando e dicendo: Abbi pietà di noi,
o Figliuol di Davide!
28 E
quand'egli fu entrato nella casa, que' ciechi si accostarono a lui. E Gesù
disse loro: Credete voi ch'io possa far questo? Essi gli risposero: Sì, o
Signore.
29 Allora
toccò loro gli occhi dicendo: Siavi fatto secondo la vostra fede.
30 E gli
occhi loro furono aperti. E Gesù fece loro un severo divieto, dicendo: Guardate
che niuno lo sappia.
31 Ma quelli,
usciti fuori, sparsero la fama di lui per tutto quel paese.
32 Or come
que' ciechi uscivano, ecco che gli fu presentato un uomo muto indemoniato.
33 E cacciato
che fu il demonio, il muto parlò. E le turbe si maravigliarono dicendo: Mai non
s'è vista cosa tale in Israele.
34 Ma i
Farisei dicevano: Egli caccia i demonî per l'aiuto del principe dei demonî.
35 E Gesù
andava attorno per tutte le città e per i villaggi, insegnando nelle loro
sinagoghe e predicando l'evangelo del Regno, e sanando ogni malattia ed ogni
infermità.
36 E vedendo
le turbe, n'ebbe compassione, perch'erano stanche e sfinite, come pecore che
non hanno pastore.
37 Allora
egli disse ai suoi discepoli: Ben è la mèsse grande, ma pochi son gli operai.
38 Pregate
dunque il Signor della mèsse che spinga degli operai nella sua mèsse.
Capitolo 10
1 Poi, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potestà di
cacciare gli spiriti immondi, e di sanare qualunque malattia e qualunque
infermità.
2 Or i
nomi de' dodici apostoli son questi: Il primo Simone detto Pietro, e Andrea suo
fratello; Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello;
3
Filippo e Bartolommeo; Toma e Matteo il pubblicano; Giacomo d'Alfeo e Taddeo;
4
Simone il Cananeo e Giuda l'Iscariota, quello stesso che poi lo tradì.
5
Questi dodici mandò Gesù, dando loro queste istruzioni: Non andate fra i
Gentili, e non entrate in alcuna città de' Samaritani,
6 ma
andate piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele.
7 E
andando, predicate e dite: Il regno de' cieli è vicino.
8
Sanate gl'infermi, risuscitate i morti, mondate i lebbrosi, cacciate i demonî;
gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.
9 Non
fate provvisione né d'oro, né d'argento, né di rame nelle vostre cinture,
10 né di
sacca da viaggio, né di due tuniche, né di calzari, né di bastone, perché
l'operaio è degno del suo nutrimento.
11 Or in
qualunque città o villaggio sarete entrati, informatevi chi sia ivi degno, e
dimorate da lui finché partiate.
12 E quando
entrerete nella casa salutatela.
13 E se
quella casa n'è degna, venga la pace vostra su lei; se poi non ne è degna la
vostra pace torni a voi.
14 E se
alcuno non vi riceve né ascolta le vostre parole, uscendo da quella casa o da
quella città, scotete la polvere da' vostri piedi.
15 In verità
io vi dico che il paese di Sodoma e di Gomorra, nel giorno del giudizio, sarà
trattato con meno rigore di quella città.
16 Ecco, io
vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e
semplici come le colombe.
17 E
guardatevi dagli uomini; perché vi metteranno in man de' tribunali e vi
flagelleranno nelle loro sinagoghe;
18 e sarete
menati davanti a governatori e re per cagion mia, per servir di testimonianza
dinanzi a loro ed ai Gentili.
19 Ma quando
vi metteranno nelle loro mani, non siate in ansietà del come parlerete o di
quel che avrete a dire; perché in quell'ora stessa vi sarà dato ciò che avrete
a dire.
20 Poiché non
siete voi che parlate, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
21 Or il
fratello darà il fratello a morte, e il padre il figliuolo; e i figliuoli si
leveranno contro i genitori e li faranno morire.
22 E sarete
odiati da tutti a cagion del mio nome; ma chi avrà perseverato sino alla fine
sarà salvato.
23 E quando
vi perseguiteranno in una città, fuggite in un'altra; perché io vi dico in
verità che non avrete finito di percorrere le città d'Israele, prima che il
Figliuol dell'uomo sia venuto.
24 Un
discepolo non è da più del maestro, né un servo da più del suo signore.
25 Basti al
discepolo di essere come il suo maestro, e al servo d'essere come il suo
signore. Se hanno chiamato Beelzebub il padrone, quanto più chiameranno così
quei di casa sua!
26 Non li
temete dunque; poiché non v'è niente di nascosto che non abbia ad essere
scoperto, né di occulto che non abbia a venire a notizia.
27 Quello
ch'io vi dico nelle tenebre, ditelo voi nella luce; e quel che udite dettovi
all'orecchio, predicatelo sui tetti.
28 E non
temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccider l'anima; temete
piuttosto colui che può far perire e l'anima e il corpo nella geenna.
29 Due
passeri non si vendon essi per un soldo? Eppure non ne cade uno solo in terra
senza del Padre vostro.
30 Ma quant'è
a voi, perfino i capelli del vostro capo son tutti contati.
31 Non temete
dunque; voi siete da più di molti passeri.
32 Chiunque
adunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io riconoscerò lui davanti al
Padre mio che è ne' cieli.
33 Ma
chiunque mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io rinnegherò lui davanti al
Padre mio che è nei cieli.
34 Non
pensate ch'io sia venuto a metter pace sulla terra; non son venuto a metter
pace, ma spada.
35 Perché son
venuto a dividere il figlio da suo padre, e la figlia da sua madre, e la nuora
dalla suocera;
36 e i nemici
dell'uomo saranno quelli stessi di casa sua.
37 Chi ama
padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figliuolo o figliuola più
di me, non è degno di me;
38 e chi non
prende la sua croce e non vien dietro a me, non è degno di me.
39 Chi avrà
trovato la vita sua la perderà; e chi avrà perduto la sua vita per cagion mia,
la troverà.
40 Chi riceve
voi riceve me; e chi riceve me, riceve colui che mi ha mandato.
41 Chi riceve
un profeta come profeta, riceverà premio di profeta; e chi riceve un giusto
come giusto, riceverà premio di giusto.
42 E chi avrà
dato da bere soltanto un bicchier d'acqua fresca ad uno di questi piccoli,
perché è un mio discepolo, io vi dico in verità che non perderà punto il suo
premio.
Capitolo 11
1 Ed avvenne che quando ebbe finito di dar le sue istruzioni ai suoi
dodici discepoli, Gesù si partì di là per insegnare e predicare nelle loro
città.
2 Or
Giovanni, avendo nella prigione udito parlare delle opere del Cristo, mandò a
dirgli per mezzo de' suoi discepoli:
3 Sei
tu colui che ha da venire, o ne aspetteremo noi un altro?
4 E
Gesù rispondendo disse loro: Andate a riferire a Giovanni quello che udite e
vedete:
5 i
ciechi ricuperano la vista e gli zoppi camminano; i lebbrosi sono mondati e i
sordi odono; i morti risuscitano, e l'Evangelo è annunziato ai poveri.
6 E
beato colui che non si sarà scandalizzato di me!
7 Or
com'essi se ne andavano, Gesù prese a dire alle turbe intorno a Giovanni: Che
andaste a vedere nel deserto? Una canna dimenata dal vento? Ma che andaste a
vedere?
8 Un
uomo avvolto in morbide vesti? Ecco, quelli che portano delle vesti morbide
stanno nelle dimore dei re.
9 Ma
perché andaste? Per vedere un profeta? Sì, vi dico e uno più che profeta.
10 Egli è
colui del quale è scritto: Ecco, io mando il mio messaggero davanti al tuo
cospetto, che preparerà la via dinanzi a te.
11 In verità
io vi dico, che fra i nati di donna non è sorto alcuno maggiore di Giovanni
Battista; però, il minimo nel regno de' cieli è maggiore di lui.
12 Or dai
giorni di Giovanni Battista fino ad ora, il regno de' cieli è preso a forza ed
i violenti se ne impadroniscono.
13 Poiché
tutti i profeti e la legge hanno profetato fino a Giovanni.
14 E se lo
volete accettare, egli è l'Elia che dovea venire. Chi ha orecchi oda.
15 Ma a chi
assomiglierò io questa generazione?
16 Ella è
simile ai fanciulli seduti nelle piazze che gridano ai loro compagni e dicono:
17 Vi abbiam
sonato il flauto, e voi non avete ballato; abbiam cantato de' lamenti, e voi
non avete fatto cordoglio.
18 Difatti è
venuto Giovanni non mangiando né bevendo, e dicono: Ha un demonio!
19 È venuto
il Figliuol dell'uomo mangiando e bevendo, e dicono: Ecco un mangiatore ed un
beone, un amico dei pubblicani e de' peccatori! Ma la sapienza è stata
giustificata dalle opere sue.
20 Allora
egli prese a rimproverare le città nelle quali era stata fatta la maggior parte
delle sue opere potenti, perché non si erano ravvedute.
21 Guai a te,
Corazin! Guai a te, Betsaida! Perché se in Tiro e Sidone fossero state fatte le
opere potenti compiute fra voi, già da gran tempo si sarebbero pentite, con
cilicio e cenere.
22 E però vi
dichiaro che nel giorno del giudizio la sorte di Tiro e di Sidone sarà più
tollerabile della vostra.
23 E tu, o
Capernaum, sarai tu forse innalzata fino al cielo? No, tu scenderai fino
nell'Ades. Perché se in Sodoma fossero state fatte le opere potenti compiute in
te, ella sarebbe durata fino ad oggi.
24 E però, io
lo dichiaro, nel giorno del giudizio la sorte del paese di Sodoma sarà più
tollerabile della tua.
25 In quel
tempo Gesù prese a dire: Io ti rendo lode, o Padre, Signor del cielo e della
terra, perché hai nascoste queste cose ai savî e agli intelligenti, e le hai
rivelate ai piccoli fanciulli.
26 Sì, Padre,
perché così t'è piaciuto.
27 Ogni cosa
m'è stata data in mano dal Padre mio; e niuno conosce appieno il Figliuolo, se
non il Padre; e niuno conosce appieno il Padre, se non il Figliuolo e colui al
quale il Figliuolo avrà voluto rivelarlo.
28 Venite a
me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati, e io vi darò riposo.
29 Prendete
su voi il mio giogo ed imparate da me, perch'io son mansueto ed umile di cuore;
e voi troverete riposo alle anime vostre;
30 poiché il
mio giogo è dolce e il mio carico è leggero.
Capitolo 12
1 In quel tempo Gesù passò in giorno di sabato per i seminati; e i
suoi discepoli ebbero fame e presero a svellere delle spighe ed a mangiare.
2 E i
Farisei, veduto ciò, gli dissero: Ecco, i tuoi discepoli fanno quel che non è
lecito di fare in giorno di sabato.
3 Ma
egli disse loro: Non avete voi letto quel che fece Davide, quando ebbe fame,
egli e coloro ch'eran con lui?
4 Come
egli entrò nella casa di Dio, e come mangiarono i pani di presentazione i quali
non era lecito di mangiare né a lui, né a quelli ch'eran con lui, ma ai soli
sacerdoti?
5
Ovvero, non avete voi letto nella legge che nei giorni di sabato, i sacerdoti
nel tempio violano il sabato e non ne son colpevoli?
6 Or io
vi dico che v'è qui qualcosa di più grande del tempio.
7 E se
sapeste che cosa significhi: Voglio misericordia e non sacrifizio, voi non
avreste condannato gl'innocenti;
8
perché il Figliuol dell'uomo è signore del sabato.
9 E,
partitosi di là, venne nella loro sinagoga.
10 Ed ecco un
uomo che avea una mano secca. Ed essi, affin di poterlo accusare, fecero a Gesù
questa domanda: È egli lecito far delle guarigioni in giorno di sabato?
11 Ed egli
disse loro: Chi è colui fra voi che, avendo una pecora, s'ella cade in giorno
di sabato in una fossa non la prenda e la tragga fuori?
12 Or quant'è
un uomo da più d'una pecora! È dunque lecito di far del bene in giorno di
sabato.
13 Allora
disse a quell'uomo: Stendi la tua mano. E colui la stese, ed ella tornò sana
come l'altra.
14 Ma i
Farisei, usciti, tennero consiglio contro di lui, col fine di farlo morire.
15 Ma Gesù,
saputolo, si partì di là; e molti lo seguirono, ed egli li guarì tutti;
16 e ordinò
loro severamente di non farlo conoscere,
17 affinché
si adempisse quanto era stato detto per bocca del profeta Isaia:
18 Ecco il
mio Servitore che ho scelto; il mio diletto, in cui l'anima mia si è
compiaciuta. Io metterò lo Spirito mio sopra lui, ed egli annunzierà giudicio
alle genti.
19 Non
contenderà, né griderà, né alcuno udrà la sua voce nelle piazze.
20 Ei non
triterà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante, finché non abbia
fatto trionfar la giustizia.
21 E nel nome
di lui le genti spereranno.
22 Allora gli
fu presentato un indemoniato, cieco e muto; ed egli lo sanò, talché il mutolo
parlava e vedeva.
23 E tutte le
turbe stupivano e dicevano: Non è costui il figliuol di Davide?
24 Ma i
Farisei, udendo ciò, dissero: Costui non caccia i demonî se non per l'aiuto di
Beelzebub, principe dei demonî.
25 E Gesù,
conosciuti i loro pensieri, disse loro: Ogni regno diviso in parti contrarie
sarà ridotto in deserto; ed ogni città o casa divisa in parti contrarie non
potrà reggere.
26 E se
Satana caccia Satana, egli è diviso contro se stesso; come dunque potrà
sussistere il suo regno?
27 E se io
caccio i demonî per l'aiuto di Beelzebub, per l'aiuto di chi li cacciano i
vostri figliuoli? Per questo, essi stessi saranno i vostri giudici.
28 Ma se è
per l'aiuto dello Spirito di Dio che io caccio i demonî, è dunque pervenuto
fino a voi il regno di Dio.
29 Ovvero,
come può uno entrar nella casa dell'uomo forte e rapirgli le sue masserizie, se
prima non abbia legato l'uomo forte? Allora soltanto gli prederà la casa.
30 Chi non è
con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde.
31 Perciò io
vi dico: Ogni peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini; ma la bestemmia
contro lo Spirito non sarà perdonata.
32 Ed a
chiunque parli contro il Figliuol dell'uomo, sarà perdonato; ma a chiunque
parli contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato né in questo mondo né in
quello avvenire.
33 O voi fate
l'albero buono e buono pure il suo frutto, o fate l'albero cattivo e cattivo
pure il suo frutto; perché dal frutto si conosce l'albero.
34 Razza di
vipere, come potete dir cose buone, essendo malvagi? Poiché dall'abbondanza del
cuore la bocca parla.
35 L'uomo
dabbene dal suo buon tesoro trae cose buone; e l'uomo malvagio dal suo malvagio
tesoro trae cose malvage.
36 Or io vi
dico che d'ogni parola oziosa che avranno detta, gli uomini renderan conto nel
giorno del giudizio;
37 poiché
dalle tue parole sarai giustificato, e dalle tue parole sarai condannato.
38 Allora
alcuni degli scribi e de' Farisei presero a dirgli: Maestro, noi vorremmo
vederti operare un segno.
39 Ma egli
rispose loro: Questa generazione malvagia e adultera chiede un segno; e segno
non le sarà dato, tranne il segno del profeta Giona.
40 Poiché,
come Giona stette nel ventre del pesce tre giorni e tre notti, così starà il
Figliuolo dell'uomo nel cuor della terra tre giorni e tre notti.
41 I Niniviti
risorgeranno nel giudizio con questa generazione e la condanneranno, perché
essi si ravvidero alla predicazione di Giona; ed ecco qui vi è più che Giona!
42 La regina
del Mezzodì risusciterà nel giudizio con questa generazione e la condannerà;
perché ella venne dalle estremità della terra per udir la sapienza di Salomone;
ed ecco qui v'è più che Salomone!
43 Or quando
lo spirito immondo è uscito da un uomo, va attorno per luoghi aridi, cercando
riposo e non lo trova.
44 Allora
dice: Ritornerò nella mia casa donde sono uscito; e giuntovi, la trova vuota,
spazzata e adorna.
45 Allora va
e prende seco altri sette spiriti peggiori di lui, i quali, entrati, prendon
quivi dimora; e l'ultima condizione di cotest'uomo divien peggiore della prima.
Così avverrà anche a questa malvagia generazione.
46 Mentre
Gesù parlava ancora alle turbe, ecco sua madre e i suoi fratelli che, fermatisi
di fuori, cercavano di parlargli.
47 E uno gli
disse: Ecco, tua madre e i tuoi fratelli son là fuori che cercano di parlarti.
48 Ma egli,
rispondendo, disse a colui che gli parlava: Chi è mia madre, e chi sono i miei
fratelli?
49 E,
stendendo la mano sui suoi discepoli, disse: Ecco mia madre e i miei fratelli!
50 Poiché
chiunque avrà fatta la volontà del Padre mio che è ne' cieli, esso mi è
fratello e sorella e madre.
Capitolo 13
1 In quel giorno Gesù, uscito di casa, si pose a sedere presso al
mare;
2 e
molte turbe si raunarono attorno a lui; talché egli, montato in una barca, vi
sedette; e tutta la moltitudine stava sulla riva.
3 Ed
egli insegnò loro molte cose in parabole, dicendo: Ecco, il seminatore uscì a
seminare.
4 E
mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada; gli uccelli vennero
e la mangiarono.
5 E
un'altra cadde ne' luoghi rocciosi ove non avea molta terra; e subito spuntò,
perché non avea terreno profondo;
6 ma,
levatosi il sole, fu riarsa; e perché non avea radice, si seccò.
7 E
un'altra cadde sulle spine; e le spine crebbero e l'affogarono.
8 E
un'altra cadde nella buona terra e portò frutto, dando qual cento, qual
sessanta, qual trenta per uno.
9 Chi
ha orecchi da udire oda.
10 Allora i
discepoli, accostatisi, gli dissero: Perché parli loro in parabole?
11 Ed egli
rispose loro: Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli;
ma a loro non è dato.
12 Perché a
chiunque ha, sarà dato, e sarà nell'abbondanza; ma a chiunque non ha, sarà
tolto anche quello che ha.
13 Perciò
parlo loro in parabole, perché, vedendo, non vedono; e udendo, non odono e non
intendono.
14 E
s'adempie in loro la profezia d'Isaia che dice: Udrete co' vostri orecchi e non
intenderete; guarderete co' vostri occhi e non vedrete;
15 perché il
cuore di questo popolo s'è fatto insensibile, son divenuti duri d'orecchi ed
hanno chiuso gli occhi, che talora non veggano con gli occhi e non odano con
gli orecchi e non intendano col cuore e non si convertano, ed io non li
guarisca.
16 Ma beati
gli occhi vostri perché veggono; ed i vostri orecchi, perché odono!
17 Poiché in
verità io vi dico che molti profeti e giusti desiderarono di vedere le cose che
voi vedete, e non le videro; e di udire le cose che voi udite, e non le
udirono.
18 Voi dunque
ascoltate che cosa significhi la parabola del seminatore:
19 Tutte le
volte che uno ode la parola del Regno e non la intende, viene il maligno e
porta via quel ch'è stato seminato nel cuore di lui: questi è colui che ha
ricevuto la semenza lungo la strada.
20 E quegli
che ha ricevuto la semenza in luoghi rocciosi, è colui che ode la Parola e
subito la riceve con allegrezza;
21 però non
ha radice in sé, ma è di corta durata; e quando venga tribolazione o
persecuzione a cagion della Parola, è subito scandalizzato.
22 E quegli
che ha ricevuto la semenza fra le spine, è colui che ode la Parola; poi le cure
mondane e l'inganno delle ricchezze affogano la Parola, e così riesce
infruttuosa.
23 Ma quei
che ha ricevuto la semenza in buona terra, è colui che ode la Parola e
l'intende; che porta del frutto e rende l'uno il cento, l'altro il sessanta e
l'altro il trenta.
24 Egli
propose loro un'altra parabola, dicendo: Il regno de' cieli è simile ad un uomo
che ha seminato buona semenza nel suo campo.
25 Ma mentre
gli uomini dormivano, venne il suo nemico e seminò delle zizzanie in mezzo al
grano e se ne andò.
26 E quando
l'erba fu nata ed ebbe fatto frutto, allora apparvero anche le zizzanie.
27 E i
servitori del padron di casa vennero a dirgli: Signore, non hai tu seminato
buona semenza nel tuo campo? Come mai, dunque, c'è della zizzania?
28 Ed egli
disse loro: Un nemico ha fatto questo. E i servitori gli dissero: Vuoi tu che
l'andiamo a cogliere?
29 Ma egli
rispose: No, che talora, cogliendo le zizzanie, non sradichiate insiem con esse
il grano.
30 Lasciate
che ambedue crescano assieme fino alla mietitura; e al tempo della mietitura,
io dirò ai mietitori: Cogliete prima le zizzanie, e legatele in fasci per
bruciarle; ma il grano, raccoglietelo nel mio granaio.
31 Egli propose
loro un'altra parabola, dicendo: Il regno de' cieli è simile ad un granel di
senapa che un uomo prende e semina nel suo campo.
32 Esso è
bene il più piccolo di tutti i semi; ma quando è cresciuto, è maggiore de'
legumi e diviene albero; tanto che gli uccelli del cielo vengono a ripararsi
tra i suoi rami.
33 Disse loro
un'altra parabola: Il regno de' cieli è simile al lievito che una donna prende
e nasconde in tre staia di farina, finché la pasta sia tutta lievitata.
34 Tutte
queste cose disse Gesù in parabole alle turbe e senza parabola non diceva loro
nulla,
35 affinché
si adempisse quel ch'era stato detto per mezzo del profeta: Aprirò in parabole
la mia bocca; esporrò cose occulte fin dalla fondazione del mondo.
36 Allora
Gesù, lasciate le turbe, tornò a casa; e i suoi discepoli gli s'accostarono,
dicendo: Spiegaci la parabola delle zizzanie del campo.
37 Ed egli,
rispondendo, disse loro: Colui che semina la buona semenza, è il Figliuol
dell'uomo;
38 il campo è
il mondo; la buona semenza sono i figliuoli del Regno; le zizzanie sono i
figliuoli del maligno;
39 il nemico
che le ha seminate, è il diavolo; la mietitura è la fine dell'età presente; i
mietitori sono angeli.
40 Come
dunque si raccolgono le zizzanie e si bruciano col fuoco, così avverrà alla
fine dell'età presente.
41 Il
Figliuol dell'uomo manderà i suoi angeli che raccoglieranno dal suo regno tutti
gli scandali e tutti gli operatori d'iniquità,
42 e li
getteranno nella fornace del fuoco. Quivi sarà il pianto e lo stridor de' denti.
43 Allora i
giusti risplenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi,
oda.
44 Il regno
de' cieli è simile ad un tesoro nascosto nel campo, che un uomo, dopo averlo
trovato, nasconde; e per l'allegrezza che ne ha, va e vende tutto quello che
ha, e compra quel campo.
45 Il regno
de' cieli è anche simile ad un mercante che va in cerca di belle perle;
46 e trovata
una perla di gran prezzo, se n'è andato, ha venduto tutto quel che aveva, e
l'ha comperata.
47 Il regno
de' cieli è anche simile ad una rete che, gettata in mare, ha raccolto ogni
sorta di pesci;
48 quando è
piena, i pescatori la traggono a riva; e, postisi a sedere, raccolgono il buono
in vasi, e buttano via quel che non val nulla.
49 Così
avverrà alla fine dell'età presente. Verranno gli angeli, e toglieranno i
malvagi di mezzo ai giusti,
50 e li
getteranno nella fornace del fuoco. Ivi sarà il pianto e lo stridor de' denti.
51 Avete
intese tutte queste cose? Essi gli risposero: Sì.
52 Allora
disse loro: Per questo, ogni scriba ammaestrato pel regno de' cieli è simile ad
un padron di casa il quale trae fuori dal suo tesoro cose nuove e cose vecchie.
53 Or quando
Gesù ebbe finite queste parabole, partì di là.
54 E recatosi
nella sua patria, li ammaestrava nella lor sinagoga, talché stupivano e
dicevano: Onde ha costui questa sapienza e queste opere potenti?
55 Non è
questi il figliuol del falegname? Sua madre non si chiama ella Maria, e i suoi
fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda?
56 E le sue
sorelle non sono tutte fra noi? Donde dunque vengono a lui tutte queste cose?
57 E si
scandalizzavano di lui. Ma Gesù disse loro: Un profeta non è sprezzato che
nella sua patria e in casa sua.
58 E non fece
quivi molte opere potenti a cagione della loro incredulità.
Capitolo 14
1 In quel tempo Erode il tetrarca, udì la fama di Gesù,
2 e
disse ai suoi servitori: Costui è Giovanni Battista; egli è risuscitato dai
morti, e però agiscono in lui le potenze miracolose.
3
Perché Erode, fatto arrestare Giovanni, lo aveva incatenato e messo in prigione
a motivo di Erodiada, moglie di Filippo suo fratello;
4
perché Giovanni gli diceva: E' non t'è lecito d'averla.
5 E
benché desiderasse farlo morire, temette il popolo che lo teneva per profeta.
6 Ora,
come si celebrava il giorno natalizio di Erode, la figliuola di Erodiada ballò
nel convito e piacque ad Erode;
7
ond'egli promise con giuramento di darle tutto quello che domanderebbe.
8 Ed
ella, spintavi da sua madre, disse: Dammi qui in un piatto la testa di Giovanni
Battista.
9 E il
re ne fu contristato; ma, a motivo de' giuramenti e de' commensali, comandò che
le fosse data,
10 e mandò a
far decapitare Giovanni nella prigione.
11 E la testa
di lui fu portata in un piatto e data alla fanciulla, che la portò a sua madre.
12 E i
discepoli di Giovanni andarono a prenderne il corpo e lo seppellirono; poi
vennero a darne la nuova a Gesù.
13 Udito ciò,
Gesù si ritirò di là in barca verso un luogo deserto, in disparte; e le turbe,
saputolo, lo seguitarono a piedi dalle città.
14 E Gesù,
smontato dalla barca, vide una gran moltitudine; n'ebbe compassione, e ne guarì
gl'infermi.
15 Or
facendosi sera, i suoi discepoli gli si accostarono e gli dissero: Il luogo è
deserto e l'ora è già passata; licenzia dunque le folle, affinché vadano pei
villaggi a comprarsi da mangiare.
16 Ma Gesù
disse loro: Non hanno bisogno d'andarsene; date lor voi da mangiare!
17 Ed essi
gli risposero: Non abbiam qui altro che cinque pani e due pesci.
18 Ed egli
disse: Portatemeli qua.
19 Ed avendo
ordinato alle turbe di accomodarsi sull'erba, prese i cinque pani e i due pesci
e, levati gli occhi al cielo, rese grazie; poi, spezzati i pani, li diede ai
discepoli e i discepoli alle turbe.
20 E tutti
mangiarono e furon sazî; e si portaron via, dei pezzi avanzati, dodici ceste
piene.
21 E quelli
che avevano mangiato eran circa cinquemila uomini, oltre le donne e i
fanciulli.
22 Subito
dopo, Gesù obbligò i suoi discepoli a montar nella barca ed a precederlo
sull'altra riva, mentr'egli licenzierebbe le turbe.
23 E
licenziatele, si ritirò in disparte sul monte per pregare. E fattosi sera, era
quivi tutto solo.
24 Frattanto
la barca, già di molti stadi lontana da terra, era sbattuta dalle onde perché
il vento era contrario.
25 Ma alla
quarta vigilia della notte Gesù andò verso loro, camminando sul mare.
26 E i
discepoli, vedendolo camminar sul mare, si turbarono e dissero: È un fantasma!
E dalla paura gridarono.
27 Ma subito
Gesù parlò loro e disse: State di buon animo, son io; non temete!
28 E Pietro
gli rispose: Signore, se sei tu, comandami di venir a te sulle acque.
29 Ed egli
disse: Vieni! E Pietro, smontato dalla barca, camminò sulle acque e andò verso
Gesù.
30 Ma vedendo
il vento, ebbe paura; e cominciando a sommergersi, gridò: Signore, salvami!
31 E Gesù,
stesa subito la mano, lo afferrò e gli disse: O uomo di poca fede, perché hai
dubitato?
32 E quando
furono montati nella barca, il vento s'acquetò.
33 Allora
quelli che erano nella barca si prostrarono dinanzi a lui, dicendo: Veramente
tu sei Figliuol di Dio!
34 E, passati
all'altra riva, vennero nel paese di Gennezaret.
35 E la gente
di quel luogo, avendolo riconosciuto, mandò per tutto il paese all'intorno, e
gli presentaron tutti i malati,
36 e lo
pregavano che lasciasse loro toccare non foss'altro che il lembo del suo
vestito; e tutti quelli che lo toccarono, furon completamente guariti.
Capitolo 15
1 Allora s'accostarono a Gesù de' Farisei e degli scribi venuti da
Gerusalemme, e gli dissero:
2
Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? poiché non
si lavano le mani quando prendono cibo.
3 Ma
egli rispose loro: E voi, perché trasgredite il comandamento di Dio a motivo
della vostra tradizione?
4 Dio,
infatti, ha detto: Onora tuo padre e tua madre; e: Chi maledice padre o madre
sia punito di morte; voi, invece, dite:
5 Se
uno dice a suo padre o a sua madre: "Quello con cui potrei assisterti è
offerta a Dio",
6 egli
non è più obbligato ad onorar suo padre o sua madre. E avete annullata la
parola di Dio a cagion della vostra tradizione.
7
Ipocriti, ben profetò Isaia di voi quando disse:
8
Questo popolo mi onora con le labbra, ma il cuor loro è lontano da me.
9 Ma
invano mi rendono il loro culto, insegnando dottrine che son precetti d'uomini.
10 E chiamata
a sé la moltitudine, disse loro: Ascoltate e intendete.
11 Non è quel
che entra nella bocca che contamina l'uomo; ma quel che esce dalla bocca, ecco
quel che contamina l'uomo.
12 Allora i
suoi discepoli, accostatisi, gli dissero: Sai tu che i Farisei, quand'hanno
udito questo discorso, ne son rimasti scandalizzati?
13 Ed egli
rispose loro: Ogni pianta che il Padre mio celeste non ha piantata, sarà
sradicata.
14
Lasciateli; sono ciechi, guide di ciechi; or se un cieco guida un altro cieco,
ambedue cadranno nella fossa.
15 Pietro
allora prese a dirgli: Spiegaci la parabola.
16 E Gesù
disse: Siete anche voi tuttora privi d'intendimento?
17 Non capite
voi che tutto quello che entra nella bocca va nel ventre ed è gittato fuori
nella latrina?
18 Ma quel che
esce dalla bocca viene dal cuore, ed è quello che contamina l'uomo.
19 Poiché dal
cuore vengono pensieri malvagi, omicidî, adulterî, fornicazioni, furti, false
testimonianze, diffamazioni.
20 Queste son
le cose che contaminano l'uomo; ma il mangiare con le mani non lavate non
contamina l'uomo.
21 E
partitosi di là, Gesù si ritirò nelle parti di Tiro e di Sidone.
22
Quand'ecco, una donna cananea di que' luoghi venne fuori e si mise a gridare:
Abbi pietà di me, Signore, figliuol di Davide; la mia figliuola è gravemente
tormentata da un demonio.
23 Ma egli
non le rispose parola. E i suoi discepoli, accostatisi, lo pregavano dicendo:
Licenziala, perché ci grida dietro.
24 Ma egli
rispose: Io non sono stato mandato che alle pecore perdute della casa d'Israele.
25 Ella però
venne e gli si prostrò dinanzi, dicendo: Signore, aiutami!
26 Ma egli
rispose: Non è bene prendere il pan de' figliuoli per buttarlo ai cagnolini.
27 Ma ella
disse: Dici bene, Signore; eppure anche i cagnolini mangiano de' minuzzoli che
cadono dalla tavola dei lor padroni.
28 Allora
Gesù le disse: O donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi. E da
quell'ora la sua figliuola fu guarita.
29 Partitosi
di là, Gesù venne presso al mar di Galilea; e, salito sul monte, si pose quivi
a sedere.
30 E gli si
accostarono molte turbe che avean seco degli zoppi, dei ciechi, de' muti, degli
storpi e molti altri malati; li deposero a' suoi piedi, e Gesù li guarì;
31 talché la
folla restò ammirata a veder che i muti parlavano, che gli storpi eran guariti,
che gli zoppi camminavano, che i ciechi vedevano, e ne dette gloria all'Iddio
d'Israele.
32 E Gesù,
chiamati a sé i suoi discepoli, disse: Io ho pietà di questa moltitudine;
poiché già da tre giorni sta con me e non ha da mangiare; e non voglio
rimandarli digiuni, che talora non vengano meno per via.
33 E i
discepoli gli dissero: Donde potremmo avere, in un luogo deserto, tanti pani da
saziare così gran folla?
34 E Gesù
chiese loro: Quanti pani avete? Ed essi risposero: Sette e pochi pescetti.
35 Allora
egli ordinò alla folla di accomodarsi per terra.
36 Poi prese
i sette pani ed i pesci; e dopo aver rese grazie, li spezzò e diede ai
discepoli, e i discepoli alle folle.
37 E tutti
mangiarono e furon saziati; e de' pezzi avanzati si levaron sette panieri
pieni.
38 Or quelli
che aveano mangiato erano quattromila persone, senza contare le donne e i
fanciulli.
39 E,
licenziate le turbe, Gesù entrò nella barca e venne al paese di Magadan.
Capitolo 16
1 Ed accostatisi a lui i Farisei e i Sadducei, per metterlo alla
prova, gli chiesero di mostrar loro un segno dal cielo.
2 Ma
egli, rispondendo, disse loro: Quando si fa sera, voi dite: Bel tempo, perché
il cielo rosseggia!
3 e la
mattina dite: Oggi tempesta, perché il cielo rosseggia cupo! L'aspetto del
cielo lo sapete dunque discernere, e i segni de' tempi non arrivate a
discernerli?
4
Questa generazione malvagia e adultera chiede un segno, e segno non le sarà
dato se non quello di Giona. E, lasciatili, se ne andò.
5 Or i
discepoli, passati all'altra riva, s'erano dimenticati di prender de' pani.
6 E
Gesù disse loro: Vedete di guardarvi dal lievito de' Farisei e de' Sadducei.
7 Ed
essi ragionavan fra loro e dicevano: Egli è perché non abbiam preso de' pani.
8 Ma
Gesù accortosene disse: O gente di poca fede, perché ragionate fra voi del non
aver de' pani?
9 Non
capite ancora e non vi ricordate de' cinque pani dei cinquemila uomini e quante
ceste ne levaste?
10 né dei
sette pani de' quattromila uomini e quanti panieri ne levaste?
11 Come mai
non capite che non è di pani ch'io vi parlavo? Ma guardatevi dal lievito de'
Farisei e de' Sadducei.
12 Allora
intesero che non avea lor detto di guardarsi dal lievito del pane, ma dalla
dottrina dei Farisei e de' Sadducei.
13 Poi Gesù,
venuto nelle parti di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: Chi dice
la gente che sia il Figliuol dell'uomo?
14 Ed essi
risposero: Gli uni dicono Giovanni Battista; altri, Elia; altri, Geremia o uno
de' profeti.
15 Ed egli
disse loro: E voi, chi dite ch'io sia?
16 Simon
Pietro, rispondendo, disse: Tu sei il Cristo, il Figliuol dell'Iddio vivente.
17 E Gesù,
replicando, gli disse: Tu sei beato, o Simone, figliuol di Giona, perché non la
carne e il sangue t'hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è ne' cieli.
18 E io
altresì ti dico: Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e
le porte dell'Ades non la potranno vincere.
19 Io ti darò
le chiavi del regno de' cieli; e tutto ciò che avrai legato sulla terra sarà
legato ne' cieli, e tutto ciò che avrai sciolto in terra sarà sciolto ne'
cieli.
20 Allora
vietò ai suoi discepoli di dire ad alcuno ch'egli era il Cristo.
21 Da
quell'ora Gesù cominciò a dichiarare ai suoi discepoli che doveva andare a
Gerusalemme e soffrir molte cose dagli anziani, dai capi sacerdoti e dagli
scribi, ed esser ucciso, e risuscitare il terzo giorno.
22 E Pietro,
trattolo da parte, cominciò a rimproverarlo, dicendo: Tolga ciò Iddio, Signore;
questo non ti avverrà mai.
23 Ma Gesù,
rivoltosi, disse a Pietro: Vattene via da me, Satana; tu mi sei di scandalo. Tu
non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini.
24 Allora
Gesù disse ai suoi discepoli: Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a se
stesso e prenda la sua croce e mi segua.
25 Perché chi
vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la sua vita per amor
mio, la troverà.
26 E che
gioverà egli a un uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo, perde poi
l'anima sua? O che darà l'uomo in cambio dell'anima sua?
27 Perché il
Figliuol dell'uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, ed
allora renderà a ciascuno secondo l'opera sua.
28 In verità
io vi dico che alcuni di coloro che son qui presenti non gusteranno la morte,
finché non abbian visto il Figliuol dell'uomo venire nel suo regno.
Capitolo 17
1 Sei giorni dopo, Gesù prese seco Pietro, Giacomo e Giovanni suo
fratello, e li condusse sopra un alto monte, in disparte.
2 E fu
trasfigurato dinanzi a loro; la sua faccia risplendé come il sole, e i suoi
vestiti divennero candidi come la luce.
3 Ed
ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che stavan conversando con lui.
4 E
Pietro prese a dire a Gesù: Signore, egli è bene che stiamo qui; se vuoi, farò
qui tre tende: una per te, una per Mosè ed una per Elia.
5 Mentr'egli
parlava ancora, ecco una nuvola luminosa li coperse della sua ombra, ed ecco
una voce dalla nuvola che diceva: Questo è il mio diletto Figliuolo, nel quale
mi sono compiaciuto; ascoltatelo.
6 E i
discepoli, udito ciò, caddero con la faccia a terra, e furon presi da gran
timore.
7 Ma
Gesù, accostatosi, li toccò e disse: Levatevi, e non temete.
8 Ed
essi, alzati gli occhi, non videro alcuno, se non Gesù tutto solo.
9 Poi,
mentre scendevano dal monte, Gesù diede loro quest'ordine: Non parlate di
questa visione ad alcuno, finché il Figliuol dell'uomo sia risuscitato dai
morti.
10 E i
discepoli gli domandarono: Perché dunque dicono gli scribi che prima deve venir
Elia?
11 Ed egli,
rispondendo, disse loro: Certo, Elia deve venire e ristabilire ogni cosa.
12 Ma io vi
dico: Elia è già venuto, e non l'hanno riconosciuto; anzi, gli hanno fatto
tutto quello che hanno voluto; così anche il Figliuol dell'uomo ha da patire da
loro.
13 Allora i
discepoli intesero ch'era di Giovanni Battista ch'egli aveva loro parlato.
14 E quando
furon venuti alla moltitudine, un uomo gli s'accostò, gettandosi in ginocchio
davanti a lui,
15 e dicendo:
Signore, abbi pietà del mio figliuolo, perché è lunatico e soffre molto;
spesso, infatti, cade nel fuoco e spesso nell'acqua.
16 L'ho
menato ai tuoi discepoli, e non l'hanno potuto guarire.
17 E Gesù,
rispondendo, disse: O generazione incredula e perversa! Fino a quando sarò con
voi? Fino a quando vi sopporterò? Menatemelo qua.
18 E Gesù
sgridò l'indemoniato, e il demonio uscì da lui; e da quell'ora il fanciullo fu
guarito.
19 Allora i
discepoli, accostatisi a Gesù in disparte, gli chiesero: Perché non l'abbiam
potuto cacciar noi?
20 E Gesù
rispose loro: A cagion della vostra poca fede; perché in verità io vi dico: Se
avete fede quanto un granel di senapa, potrete dire a questo monte: Passa di
qui là, e passerà; e niente vi sarà impossibile.
21 Questa
razza di demòni non si scaccia se non con la preghiera e il digiuno.
22 Or
com'essi percorrevano insieme la Galilea, Gesù disse loro: Il Figliuol
dell'uomo sta per esser dato nelle mani degli uomini;
23 e
l'uccideranno, e al terzo giorno risusciterà. Ed essi ne furono grandemente
contristati.
24 E quando
furon venuti a Capernaum, quelli che riscotevano le didramme si accostarono a
Pietro e dissero: Il vostro maestro non paga egli le didramme?
25 Egli
rispose: Sì. E quando fu entrato in casa, Gesù lo prevenne e gli disse: Che te
ne pare, Simone? i re della terra da chi prendono i tributi o il censo? dai
loro figliuoli o dagli stranieri?
26 Dagli
stranieri, rispose Pietro. Gesù gli disse: I figliuoli, dunque, ne sono esenti.
27 Ma, per
non scandalizzarli, vattene al mare, getta l'amo e prendi il primo pesce che
verrà su; e, apertagli la bocca, troverai uno statère. Prendilo, e dàllo loro
per me e per te.
Capitolo 18
1 In quel mentre i discepoli s'accostarono a Gesù, dicendo: Chi è
dunque il maggiore nel regno de' cieli?
2 Ed
egli, chiamato a sé un piccolo fanciullo, lo pose in mezzo a loro
3 e
disse: In verità io vi dico: Se non mutate e non diventate come i piccoli
fanciulli, non entrerete punto nel regno dei cieli.
4 Chi
pertanto si abbasserà come questo piccolo fanciullo, è lui il maggiore nel
regno de' cieli.
5 E
chiunque riceve un cotal piccolo fanciullo nel nome mio, riceve me.
6 Ma
chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, meglio per lui
sarebbe che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse sommerso nel
fondo del mare.
7 Guai
al mondo per gli scandali! Poiché, ben è necessario che avvengan degli
scandali; ma guai all'uomo per cui lo scandalo avviene!
8 Ora,
se la tua mano od il tuo piede t'è occasion di peccato, mozzali e gettali via
da te; meglio è per te l'entrar nella vita monco o zoppo che l'aver due mani o
due piedi ed esser gettato nel fuoco eterno.
9 E se
l'occhio tuo t'è occasion di peccato, cavalo e gettalo via da te; meglio è per
te l'entrar nella vita con un occhio solo, che l'aver due occhi ed esser
gettato nella geenna del fuoco.
10 Guardatevi
dal disprezzare alcuno di questi piccoli; perché io vi dico che gli angeli
loro, ne' cieli, vedono del continuo la faccia del Padre mio che è ne cieli.
11 E' venuto
infatti il Figlio dell'uomo a salvare ciò che era perduto.
12 Che vi par egli? Se un uomo ha cento pecore e una di
queste si smarrisce, non lascerà egli le novantanove sui monti per andare in
cerca della smarrita?
13 E se gli riesce di ritrovarla, in verità vi dico ch'ei
si rallegra più di questa che delle novantanove che non si erano smarrite.
14 Così è voler del Padre vostro che è nei cieli, che
neppure un solo di questi piccoli perisca.
15 Se poi il tuo fratello ha peccato contro di te, va' e
riprendilo fra te e lui solo. Se t'ascolta, avrai guadagnato il tuo fratello;
16 ma, se non t'ascolta, prendi teco ancora una o due
persone, affinché ogni parola sia confermata per bocca di due o tre testimoni.
17 E se rifiuta d'ascoltarli, dillo alla chiesa; e se
rifiuta di ascoltare anche la chiesa, siati come il pagano e il pubblicano.
18 Io vi dico in verità che tutte le cose che avrete
legate sulla terra, saranno legate nel cielo; e tutte le cose che avrete
sciolte sulla terra, saranno sciolte nel cielo.
19 Ed anche in verità vi dico: Se due di voi sulla terra
s'accordano a domandare una cosa qualsiasi, quella sarà loro concessa dal Padre
mio che è nei cieli.
20 Poiché dovunque due o tre son raunati nel nome mio,
quivi son io in mezzo a loro.
21 Allora Pietro, accostatosi, gli disse: Signore, quante
volte, peccando il mio fratello contro di me, gli perdonerò io? fino a sette
volte?
22 E Gesù a lui: Io non ti dico fino a sette volte, ma
fino a settanta volte sette.
23 Perciò il regno de' cieli è simile ad un re che volle
fare i conti co' suoi servitori.
24 E avendo cominciato a fare i conti, gli fu presentato
uno, ch'era debitore di diecimila talenti.
25 E non avendo egli di che pagare, il suo signore
comandò che fosse venduto lui con la moglie e i figliuoli e tutto quant'avea, e
che il debito fosse pagato.
26 Onde il servitore, gettatosi a terra, gli si prostrò
dinanzi, dicendo: Abbi pazienza con me, e ti pagherò tutto.
27 E il signore di quel servitore, mosso a compassione,
lo lasciò andare, e gli rimise il debito.
28 Ma quel servitore, uscito, trovò uno de' suoi conservi
che gli dovea cento denari; e afferratolo, lo strangolava, dicendo: Paga quel
che devi!
29 Onde il conservo, gettatosi a terra, lo pregava
dicendo: Abbi pazienza con me, e ti pagherò.
30 Ma colui non volle; anzi andò e lo cacciò in prigione,
finché avesse pagato il debito.
31 Or i suoi conservi, veduto il fatto, ne furono
grandemente contristati, e andarono a riferire al loro signore tutto
l'accaduto.
32 Allora il suo signore lo chiamò a sé e gli disse:
Malvagio servitore, io t'ho rimesso tutto quel debito, perché tu me ne supplicasti;
33 non dovevi anche tu aver pietà del tuo conservo,
com'ebbi anch'io pietà di te?
34 E il suo signore, adirato, lo diede in man degli
aguzzini fino a tanto che avesse pagato tutto quel che gli doveva.
35 Così vi farà anche il Padre mio celeste, se ognun di
voi non perdona di cuore al proprio fratello.
Capitolo 19
1 Or avvenne che quando Gesù
ebbe finiti questi ragionamenti, si partì dalla Galilea e se ne andò sui
confini della Giudea oltre il Giordano.
2 E molte turbe lo seguirono, e quivi guarì i loro
malati.
3 E de' Farisei s'accostarono a lui tentandolo, e
dicendo: È egli lecito di mandar via, per qualunque ragione, la propria moglie?
4 Ed egli, rispondendo, disse loro: Non avete voi
letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina,
5 e disse: Perciò l'uomo lascerà il padre e la
madre e s'unirà con la sua moglie e i due saranno una sola carne?
6 Talché non son più due, ma una sola carne; quello
dunque che Iddio ha congiunto, l'uomo nol separi.
7 Essi gli dissero: Perché dunque comandò Mosè di
darle un atto di divorzio e mandarla via?
8 Gesù disse loro: Fu per la durezza dei vostri
cuori che Mosè vi permise di mandar via le vostre mogli; ma da principio non
era così.
9 Ed io vi dico che chiunque manda via sua moglie,
quando non sia per cagion di fornicazione, e ne sposa un'altra, commette
adulterio.
10 I discepoli gli dissero: Se tale è il caso dell'uomo
rispetto alla donna, non conviene di prender moglie.
11 Ma egli rispose loro: Non tutti son capaci di
praticare questa parola, ma quelli soltanto ai quali è dato.
12 Poiché vi son degli eunuchi, i quali son nati così dal
seno della madre; vi son degli eunuchi, i quali sono stati fatti tali dagli
uomini, e vi son degli eunuchi, i quali si son fatti eunuchi da sé a cagion del
regno de' cieli. Chi è in grado di farlo lo faccia.
13 Allora gli furono presentati dei bambini perché
imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli sgridarono coloro che glieli
presentavano.
14 Gesù però disse: Lasciate i piccoli fanciulli e non
vietate loro di venire a me, perché di tali è il regno de' cieli.
15 E imposte loro le mani, si partì di là.
16 Ed ecco un tale, che gli s'accostò e gli disse:
Maestro, che farò io di buono per aver la vita eterna?
17 E Gesù gli rispose: Perché m'interroghi tu intorno a
ciò ch'è buono? Uno solo è il buono. Ma se vuoi entrar nella vita osserva i
comandamenti.
18 Quali? gli chiese colui. E Gesù rispose: Questi: Non
uccidere; non commettere adulterio; non rubare; non dir falsa testimonianza;
19 onora tuo padre e tua madre, e ama il tuo prossimo
come te stesso.
20 E il giovane a lui: Tutte queste cose le ho osservate;
che mi manca ancora?
21 Gesù gli disse: Se vuoi esser perfetto, va', vendi ciò
che hai e dàllo ai poveri, ed avrai un tesoro nei cieli; poi, vieni e
seguitami.
22 Ma il giovane, udita questa parola, se ne andò
contristato, perché avea di gran beni.
23 E Gesù disse ai suoi discepoli: Io vi dico in verità
che un ricco malagevolmente entrerà nel regno dei cieli.
24 E da capo vi dico: È più facile a un cammello passare
per la cruna d'un ago, che ad un ricco entrare nel regno di Dio.
25 I suoi discepoli, udito questo, sbigottirono forte e
dicevano: Chi dunque può esser salvato?
26 E Gesù, riguardatili fisso, disse loro: Agli uomini
questo è impossibile; ma a Dio ogni cosa è possibile.
27 Allora Pietro, replicando, gli disse: Ecco, noi
abbiamo lasciato ogni cosa e t'abbiam seguitato; che ne avremo dunque?
28 E Gesù disse loro: Io vi dico in verità che nella
nuova creazione, quando il Figliuol dell'uomo sederà sul trono della sua
gloria, anche voi che m'avete seguitato, sederete su dodici troni a giudicare
le dodici tribù d'Israele.
29 E chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle,
o padre, o madre, o figliuoli, o campi per amor del mio nome, ne riceverà cento
volte tanti, ed erederà la vita eterna.
30 Ma molti primi saranno ultimi; e molti ultimi, primi.
Capitolo 20
1 Poiché il regno de' cieli è
simile a un padron di casa, il quale, in sul far del giorno, uscì a prender ad
opra de' lavoratori per la sua vigna.
2 E avendo convenuto co' lavoratori per un denaro
al giorno, li mandò nella sua vigna.
3 Ed uscito verso l'ora terza, ne vide degli altri
che se ne stavano sulla piazza disoccupati,
4 e disse loro: Andate anche voi nella vigna, e vi
darò quel che sarà giusto. Ed essi andarono.
5 Poi, uscito ancora verso la sesta e la nona ora,
fece lo stesso.
6 Ed uscito verso l'undicesima, ne trovò degli
altri in piazza e disse loro: Perché ve ne state qui tutto il giorno inoperosi?
7 Essi gli dissero: Perché nessuno ci ha presi a
giornata. Egli disse loro: Andate anche voi nella vigna.
8 Poi, fattosi sera, il padron della vigna disse al
suo fattore: Chiama i lavoratori e paga loro la mercede, cominciando dagli
ultimi fino ai primi.
9 Allora, venuti quei dell'undecima ora,
ricevettero un denaro per uno.
10 E venuti i primi, pensavano di ricever di più; ma
ricevettero anch'essi un denaro per uno.
11 E ricevutolo, mormoravano contro al padron di casa,
dicendo:
12 Questi ultimi non han fatto che un'ora e tu li hai
fatti pari a noi che abbiamo portato il peso della giornata e il caldo.
13 Ma egli, rispondendo a un di loro, disse: Amico, io
non ti fo alcun torto; non convenisti meco per un denaro?
14 Prendi il tuo, e vattene; ma io voglio dare a
quest'ultimo quanto a te.
15 Non m'è lecito far del mio ciò che voglio? o vedi tu
di mal occhio ch'io sia buono?
16 Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi.
17 Poi Gesù, stando per salire a Gerusalemme, trasse da
parte i suoi dodici discepoli; e, cammin facendo, disse loro:
18 Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e il Figliuol
dell'uomo sarà dato nelle mani de' capi sacerdoti e degli scribi;
19 ed essi lo condanneranno a morte, e lo metteranno
nelle mani dei Gentili per essere schernito e flagellato e crocifisso; ma il
terzo giorno risusciterà.
20 Allora la madre de' figliuoli di Zebedeo s'accostò a
lui co' suoi figliuoli, prostrandosi e chiedendogli qualche cosa.
21 Ed egli le domandò: Che vuoi? Ella gli disse: Ordina
che questi miei due figliuoli seggano l'uno alla tua destra e l'altro alla tua
sinistra, nel tuo regno.
22 E Gesù, rispondendo, disse: Voi non sapete quel che
chiedete. Potete voi bere il calice che io sto per bere? Essi gli dissero: Sì,
lo possiamo.
23 Egli disse loro: Voi certo berrete il mio calice; ma
quant'è al sedermi a destra o a sinistra non sta a me il darlo, ma è per quelli
a cui è stato preparato dal Padre mio.
24 E i dieci, udito ciò, furono indignati contro i due
fratelli.
25 Ma Gesù, chiamatili a sé, disse: Voi sapete che i
principi delle nazioni le signoreggiano, e che i grandi usano potestà sopra di
esse.
26 Ma non è così tra voi; anzi, chiunque vorrà esser
grande fra voi, sarà vostro servitore;
27 e chiunque fra voi vorrà esser primo, sarà vostro servitore;
28 appunto come il Figliuol dell'uomo non è venuto per
esser servito ma per servire, e per dar la vita sua come prezzo di riscatto per
molti.
29 E come uscivano da Gerico, una gran moltitudine lo
seguì.
30 Ed ecco che due ciechi, seduti presso la strada,
avendo udito che Gesù passava, si misero a gridare: Abbi pietà di noi, Signore,
figliuol di Davide!
31 Ma la moltitudine li sgridava, perché tacessero; essi
però gridavan più forte: Abbi pietà di noi, Signore, figliuol di Davide!
32 E Gesù, fermatosi, li chiamò e disse: Che volete ch'io
vi faccia?
33 Ed essi: Signore, che s'aprano gli occhi nostri.
34 Allora Gesù, mosso a pietà, toccò gli occhi loro, e in
quell'istante ricuperarono la vista e lo seguirono.
Capitolo 21
1 E quando furon vicini a
Gerusalemme e furon giunti a Betfage, presso al monte degli Ulivi, Gesù mandò
due discepoli,
2 dicendo loro: Andate nella borgata che è
dirimpetto a voi; e subito troverete un'asina legata, e un puledro con essa;
scioglieteli e menatemeli.
3 E se alcuno vi dice qualcosa, direte che il
Signore ne ha bisogno, e subito li manderà.
4 Or questo avvenne affinché si adempisse la parola
del profeta:
5 Dite alla figliuola di Sion: Ecco il tuo re viene
a te, mansueto, e montato sopra un'asina, e un asinello, puledro d'asina.
6 E i discepoli andarono e fecero come Gesù avea
loro ordinato;
7 menarono l'asina e il puledro, vi misero sopra i
loro mantelli, e Gesù vi si pose a sedere.
8 E la maggior parte della folla stese i mantelli
sulla via; e altri tagliavano de' rami dagli alberi e li stendeano sulla via.
9 E le turbe che precedevano e quelle che
seguivano, gridavano: Osanna al Figliuolo di Davide! Benedetto colui che viene
nel nome del Signore! Osanna ne' luoghi altissimi!
10 Ed essendo egli entrato in Gerusalemme, tutta la città
fu commossa e si diceva:
11 Chi è costui? E le turbe dicevano: Questi è Gesù, il
profeta che è da Nazaret di Galilea.
12 E Gesù entrò nel tempio e cacciò fuori tutti quelli
che quivi vendevano e compravano; e rovesciò le tavole dei cambiamonete e le
sedie de' venditori di colombi.
13 E disse loro: Egli è scritto: La mia casa sarà
chiamata casa d'orazione; ma voi ne fate una spelonca di ladroni.
14 Allora vennero a lui, nel tempio, de' ciechi e degli
zoppi, ed egli li sanò.
15 Ma i capi sacerdoti e gli scribi, vedute le maraviglie
che avea fatte, e i fanciulli che gridavano nel tempio: Osanna al figliuol di
Davide, ne furono indignati,
16 e gli dissero: Odi tu quel che dicono costoro? E Gesù
disse loro: Sì. Non avete mai letto: Dalla bocca de' fanciulli e de' lattanti
hai tratto lode?
17 E, lasciatili, se ne andò fuor della città a Betania,
dove albergò.
18 E la mattina, tornando in città, ebbe fame.
19 E vedendo un fico sulla strada, gli si accostò, ma non
vi trovò altro che delle foglie; e gli disse: Mai più in eterno non nasca
frutto da te. E subito il fico si seccò.
20 E i discepoli, veduto ciò, si maravigliarono, dicendo:
come s'è in un attimo seccato il fico?
21 E Gesù, rispondendo, disse loro: Io vi dico in verità:
Se aveste fede e non dubitaste, non soltanto fareste quel ch'è stato fatto al
fico; ma se anche diceste a questo monte: Togliti di là e gettati nel mare,
sarebbe fatto.
22 E tutte le cose che domanderete nella preghiera, se
avete fede, le otterrete.
23 E quando fu venuto nel tempio, i capi sacerdoti e gli
anziani del popolo si accostarono a lui, mentr'egli insegnava, e gli dissero:
Con quale autorità fai tu queste cose? E chi t'ha data codesta autorità?
24 E Gesù, rispondendo, disse loro: Anch'io vi domanderò
una cosa; e se voi mi rispondete, anch'io vi dirò con quale autorità faccio
queste cose.
25 Il battesimo di Giovanni, d'onde veniva? dal cielo o
dagli uomini? Ed essi ragionavan fra loro, dicendo: Se diciamo: Dal cielo, egli
ci dirà: Perché dunque non gli credeste?
26 E se diciamo: Dagli uomini, temiamo la moltitudine,
perché tutti tengon Giovanni per profeta.
27 Risposero dunque a Gesù, dicendo: Non lo sappiamo. E
anch'egli disse loro: E neppur io vi dirò con quale autorità io fo queste cose.
28 Or che vi par egli? Un uomo avea due figliuoli.
Accostatosi al primo disse: Figliuolo, va' oggi a lavorare nella vigna.
29 Ed egli, rispondendo, disse: Vado, signore; ma non vi
andò.
30 E accostatosi al secondo, gli disse lo stesso. Ma
egli, rispondendo, disse: Non voglio; ma poi, pentitosi, v'andò.
31 Qual de' due fece la volontà del padre? Essi gli
dissero: L'ultimo. E Gesù a loro: Io vi dico in verità: I pubblicani e le
meretrici vanno innanzi a voi nel regno di Dio.
32 Poiché Giovanni è venuto a voi per la via della
giustizia, e voi non gli avete creduto; ma i pubblicani e le meretrici gli
hanno creduto; e voi, che avete veduto questo, neppur poi vi siete pentiti per
credere a lui.
33 Udite un'altra parabola: Vi era un padron di casa, il
quale piantò una vigna e le fece attorno una siepe, e vi scavò un luogo da
spremer l'uva, e vi edificò una torre; poi l'allogò a de' lavoratori, e se
n'andò in viaggio.
34 Or quando fu vicina la stagione de' frutti, mandò i
suoi servitori dai lavoratori per ricevere i frutti della vigna.
35 Ma i lavoratori, presi i servitori, uno ne batterono,
uno ne uccisero, e un altro ne lapidarono.
36 Da capo mandò degli altri servitori, in maggior numero
de' primi; e coloro li trattarono nello stesso modo.
37 Finalmente, mandò loro il suo figliuolo, dicendo:
Avranno rispetto al mio figliuolo.
38 Ma i lavoratori, veduto il figliuolo, dissero tra di
loro: Costui è l'erede; venite, uccidiamolo, e facciam nostra la sua eredità.
39 E presolo, lo cacciaron fuori della vigna, e
l'uccisero.
40 Quando dunque sarà venuto il padron della vigna, che
farà egli a que' lavoratori?
41 Essi gli risposero: Li farà perir malamente, cotesti
scellerati, e allogherà la vigna ad altri lavoratori, i quali gliene renderanno
il frutto a suo tempo.
42 Gesù disse loro: Non avete mai letto nelle Scritture:
La pietra che gli edificatori hanno riprovata è quella ch'è divenuta pietra
angolare; ciò è stato fatto dal Signore, ed è cosa maravigliosa agli occhi
nostri?
43 Perciò io vi dico che il Regno di Dio vi sarà tolto, e
sarà dato ad una gente che ne faccia i frutti.
44 E chi cadrà su questa pietra sarà sfracellato; ed ella
stritolerà colui sul quale cadrà.
45 E i capi sacerdoti e i Farisei, udite le sue parabole,
si avvidero che parlava di loro;
46 e cercavano di pigliarlo, ma temettero le turbe che lo
teneano per profeta.
Capitolo 22
1 E Gesù prese di nuovo a parlar
loro in parabole dicendo:
2 Il regno de' cieli è simile ad un re, il quale
fece le nozze del suo figliuolo.
3 E mandò i suoi servitori a chiamare gl'invitati
alle nozze; ma questi non vollero venire.
4 Di nuovo mandò degli altri servitori, dicendo:
Dite agli invitati: Ecco, io ho preparato il mio pranzo; i miei buoi ed i miei
animali ingrassati sono ammazzati, e tutto è pronto; venite alle nozze.
5 Ma quelli, non curandosene, se n'andarono, chi al
suo campo, chi al suo traffico;
6 gli altri poi, presi i suoi servitori, li
oltraggiarono e li uccisero.
7 Allora il re s'adirò, e mandò le sue truppe a
sterminare quegli omicidi e ad ardere la loro città.
8 Quindi disse ai suoi servitori: Le nozze, sì,
sono pronte; ma gl'invitati non ne erano degni.
9 Andate dunque sui crocicchi delle strade e
chiamate alle nozze quanti troverete.
10 E quei servitori, usciti per le strade, raunarono
tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni; e la sala delle nozze fu ripiena
di commensali.
11 Or il re, entrato per vedere quelli che erano a
tavola, notò quivi un uomo che non vestiva l'abito di nozze.
12 E gli disse: Amico, come sei entrato qua senza aver un
abito da nozze? E colui ebbe la bocca chiusa.
13 Allora il re disse ai servitori: Legatelo mani e piedi
e gettatelo nelle tenebre di fuori. Ivi sarà il pianto e lo stridor de' denti.
14 Poiché molti son chiamati, ma pochi eletti.
15 Allora i Farisei, ritiratisi, tennero consiglio per
veder di coglierlo in fallo nelle sue parole.
16 E gli mandarono i loro discepoli con gli Erodiani a
dirgli: Maestro, noi sappiamo che sei verace e insegni la via di Dio secondo
verità, e non ti curi d'alcuno, perché non guardi all'apparenza delle persone.
17 Dicci dunque: Che te ne pare? È egli lecito pagare il
tributo a Cesare, o no?
18 Ma Gesù, conosciuta la loro malizia, disse: Perché mi
tentate, ipocriti?
19 Mostratemi la moneta del tributo. Ed essi gli porsero
un denaro.
20 Ed egli domandò loro: Di chi è questa effigie e questa
iscrizione?
21 Gli risposero: Di Cesare. Allora egli disse loro:
Rendete dunque a Cesare quel ch'è di Cesare, e a Dio quel ch'è di Dio.
22 Ed essi, udito ciò, si maravigliarono; e, lasciatolo,
se ne andarono.
23 In quell'istesso giorno vennero a lui de' Sadducei, i
quali dicono che non v'è risurrezione, e gli domandarono:
24 Maestro, Mosè ha detto: Se uno muore senza figliuoli,
il fratel suo sposi la moglie di lui e susciti progenie al suo fratello.
25 Or v'erano fra di noi sette fratelli; e il primo,
ammogliatosi, morì; e, non avendo prole, lasciò sua moglie al suo fratello.
26 Lo stesso fece pure il secondo, poi il terzo, fino al
settimo.
27 Infine, dopo tutti, morì anche la donna.
28 Alla risurrezione, dunque, di quale dei sette sarà
ella moglie? Poiché tutti l'hanno avuta.
29 Ma Gesù, rispondendo, disse loro: Voi errate, perché
non conoscete le Scritture, né la potenza di Dio.
30 Perché alla risurrezione né si prende né si dà moglie;
ma i risorti son come angeli ne' cieli.
31 Quanto poi alla risurrezione dei morti, non avete voi
letto quel che vi fu insegnato da Dio,
32 quando disse: Io sono l'Iddio di Abramo e l'Iddio
d'Isacco e l'Iddio di Giacobbe? Egli non è l'Iddio de' morti, ma de' viventi.
33 E le turbe, udite queste cose, stupivano della sua
dottrina.
34 Or i Farisei, udito ch'egli avea chiusa la bocca a'
Sadducei, si raunarono insieme;
35 e uno di loro, dottor della legge, gli domandò, per
metterlo alla prova:
36 Maestro, qual è, nella legge, il gran comandamento?
37 E Gesù gli disse: Ama il Signore Iddio tuo con tutto
il tuo cuore e con tutta l'anima tua e con tutta la mente tua.
38 Questo è il grande e il primo comandamento.
39 Il secondo, simile ad esso, è: Ama il tuo prossimo
come te stesso.
40 Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge ed
i profeti.
41 Or essendo i Farisei raunati, Gesù li interrogò,
42 dicendo: Che vi par egli del Cristo? di chi è egli
figliuolo? Essi gli risposero: Di Davide.
43 Ed egli a loro: Come dunque Davide, parlando per lo
Spirito, lo chiama Signore, dicendo:
44 Il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia
destra finché io abbia posto i tuoi nemici sotto i tuoi piedi?
45 Se dunque Davide lo chiama Signore, com'è egli suo
figliuolo?
46 E nessuno potea replicargli parola; e da quel giorno
nessuno ardì più interrogarlo.
Capitolo 23
1 Allora Gesù parlò alle turbe e
ai suoi discepoli,
2 dicendo: Gli scribi e i Farisei seggono sulla
cattedra di Mosè.
3 Fate dunque ed osservate tutte le cose che vi
diranno, ma non fate secondo le opere loro; perché dicono e non fanno.
4 Difatti, legano de' pesi gravi e li mettono sulle
spalle della gente; ma loro non li voglion muovere neppur col dito.
5 Tutte le loro opere le fanno per essere osservati
dagli uomini; difatti allargano le lor filatterie ed allungano le frange de'
mantelli;
6 ed amano i primi posti ne' conviti e i primi
seggi nelle sinagoghe
7 e i saluti nelle piazze e d'esser chiamati dalla
gente: "Maestro!"
8 Ma voi non vi fate chiamar "Maestro",
perché uno solo è il vostro maestro, e voi siete tutti fratelli.
9 E non chiamate alcuno sulla terra vostro padre,
perché uno solo è il Padre vostro, quello che è ne' cieli.
10 E non vi fate chiamar guide, perché una sola è la
vostra guida, il Cristo:
11 ma il maggiore fra voi sia vostro servitore.
12 Chiunque s'innalzerà sarà abbassato, e chiunque si
abbasserà sarà innalzato.
13 Ma guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché
serrate il regno de' cieli dinanzi alla gente; poiché, né vi entrate voi, né
lasciate entrare quelli che cercano di entrare.
14
15 Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché scorrete
mare e terra per fare un proselito; e fatto che sia, lo rendete figliuol della
geenna il doppio di voi.
16 Guai a voi, guide cieche, che dite: Se uno giura per
il tempio, non è nulla; ma se giura per l'oro del tempio, resta obbligato.
17 Stolti e ciechi, poiché qual è maggiore: l'oro, o il
tempio che santifica l'oro?
18 E se uno, voi dite, giura per l'altare, non è nulla;
ma se giura per l'offerta che c'è sopra, resta obbligato.
19 Ciechi, poiché qual è maggiore: l'offerta, o l'altare
che santifica l'offerta?
20 Chi dunque giura per l'altare, giura per esso e per
tutto quel che c'è sopra;
21 e chi giura per il tempio, giura per esso e per Colui
che l'abita;
22 e chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e
per Colui che vi siede sopra.
23 Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché pagate
la decima della menta e dell'aneto e del comino, e trascurate le cose più gravi
della legge: il giudicio, e la misericordia, e la fede. Queste son le cose che
bisognava fare, senza tralasciar le altre.
24 Guide cieche, che colate il moscerino e inghiottite il
cammello.
25 Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché nettate
il di fuori del calice e del piatto, mentre dentro son pieni di rapina e
d'intemperanza.
26 Fariseo cieco, netta prima il di dentro del calice e
del piatto, affinché anche il di fuori diventi netto.
27 Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché siete
simili a sepolcri imbiancati, che appaion belli di fuori, ma dentro son pieni
d'ossa di morti e d'ogni immondizia.
28 Così anche voi, di fuori apparite giusti alla gente;
ma dentro siete pieni d'ipocrisia e d'iniquità.
29 Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché
edificate i sepolcri ai profeti, e adornate le tombe de' giusti e dite:
30 Se fossimo stati ai dì de' nostri padri, non saremmo
stati loro complici nello spargere il sangue dei profeti!
31 Talché voi testimoniate contro voi stessi, che siete
figliuoli di coloro che uccisero i profeti.
32 E voi, colmate pure la misura dei vostri padri!
33 Serpenti, razza di vipere, come scamperete al giudizio
della geenna?
34 Perciò, ecco, io vi mando de' profeti e de' savî e
degli scribi; di questi, alcuni ne ucciderete e metterete in croce; altri ne
flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città,
35 affinché venga su voi tutto il sangue giusto sparso
sulla terra, dal sangue del giusto Abele, fino al sangue di Zaccaria, figliuol
di Barachia, che voi uccideste fra il tempio e l'altare.
36 Io vi dico in verità che tutte queste cose verranno su
questa generazione.
37 Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e
lapidi quelli che ti sono mandati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi
figliuoli, come la gallina raccoglie i suoi pulcini sotto le ali; e voi non
avete voluto!
38 Ecco, la vostra casa sta per esservi lasciata deserta.
39 Poiché vi dico che d'ora innanzi non mi vedrete più,
finché diciate: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
Capitolo 24
1 E come Gesù usciva dal tempio
e se n'andava, i suoi discepoli gli s'accostarono per fargli osservare gli
edifizî del tempio.
2 Ma egli rispose loro: Le vedete tutte queste
cose? Io vi dico in verità: Non sarà lasciata qui pietra sopra pietra che non
sia diroccata.
3 E stando egli seduto sul monte degli Ulivi, i
discepoli gli s'accostarono in disparte, dicendo: Dicci: Quando avverranno
queste cose, e quale sarà il segno della tua venuta e della fine dell'età
presente?
4 E Gesù, rispondendo, disse loro: Guardate che
nessuno vi seduca.
5 Poiché molti verranno sotto il mio nome, dicendo:
Io sono il Cristo, e ne sedurranno molti.
6 Or voi udirete parlar di guerre e di rumori di guerre;
guardate di non turbarvi, perché bisogna che questo avvenga, ma non sarà ancora
la fine.
7 Poiché si leverà nazione contro nazione e regno
contro regno; ci saranno carestie e terremoti in varî luoghi;
8 ma tutto questo non sarà che principio di dolori.
9 Allora vi getteranno in tribolazione e
v'uccideranno, e sarete odiati da tutte le genti a cagion del mio nome.
10 E allora molti si scandalizzeranno, e si tradiranno e
si odieranno a vicenda.
11 E molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti.
12 E perché l'iniquità sarà moltiplicata, la carità dei
più si raffredderà.
13 Ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.
14 E questo evangelo del Regno sarà predicato per tutto
il mondo, onde ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la
fine.
15 Quando dunque avrete veduta l'abominazione della
desolazione, della quale ha parlato il profeta Daniele, posta in luogo santo
(chi legge pongavi mente),
16 allora quelli che saranno nella Giudea, fuggano ai
monti;
17 chi sarà sulla terrazza non scenda per toglier quello
che è in casa sua;
18 e chi sarà nel campo non torni indietro a prender la
sua veste.
19 Or guai alle donne che saranno incinte, ed a quelle
che allatteranno in que' giorni!
20 E pregate che la vostra fuga non avvenga d'inverno né
di sabato;
21 perché allora vi sarà una grande afflizione; tale, che
non v'è stata l'uguale dal principio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà.
22 E se quei giorni non fossero stati abbreviati, nessuno
scamperebbe; ma, a cagion degli eletti, que' giorni saranno abbreviati.
23 Allora, se alcuno vi dice: `Il Cristo eccolo qui,
eccolo là', non lo credete;
24 perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e
faranno gran segni e prodigî da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti.
25 Ecco, ve l'ho predetto.
26 Se dunque vi dicono: Eccolo, è nel deserto, non
v'andate; eccolo, è nelle stanze interne, non lo credete;
27 perché, come il lampo esce da levante e si vede fino a
ponente, così sarà la venuta del Figliuol dell'uomo.
28 Dovunque sarà il carname, quivi si raduneranno le
aquile.
29 Or subito dopo l'afflizione di que' giorni, il sole si
oscurerà, e la luna non darà il suo splendore, e le stelle cadranno dal cielo,
e le potenze de' cieli saranno scrollate.
30 E allora apparirà nel cielo il segno del Figliuol
dell'uomo; ed allora tutte le tribù della terra faranno cordoglio, e vedranno
il Figliuol dell'uomo venir sulle nuvole del cielo con gran potenza e gloria.
31 E manderà i suoi angeli con gran suono di tromba a
radunare i suoi eletti dai quattro venti, dall'un capo all'altro de' cieli.
32 Or imparate dal fico questa similitudine: Quando già i
suoi rami si fanno teneri e metton le foglie, voi sapete che l'estate è vicina.
33 Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose,
sappiate che egli è vicino, proprio alle porte.
34 Io vi dico in verità che questa generazione non
passerà prima che tutte queste cose siano avvenute.
35 Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non
passeranno.
36 Ma quant'è a quel giorno ed a quell'ora nessuno li sa,
neppure gli angeli dei cieli, neppure il Figliuolo, ma il Padre solo.
37 E come fu ai giorni di Noè, così sarà alla venuta del
Figliuol dell'uomo.
38 Infatti, come ne' giorni innanzi al diluvio si
mangiava e si beveva, si prendea moglie e s'andava a marito, sino al giorno che
Noè entrò nell'arca,
39 e di nulla si avvide la gente, finché venne il diluvio
che portò via tutti quanti, così avverrà alla venuta del Figliuol dell'uomo.
40 Allora due saranno nel campo; l'uno sarà preso e
l'altro lasciato;
41 due donne macineranno al mulino: l'una sarà presa e
l'altra lasciata.
42 Vegliate, dunque, perché non sapete in qual giorno il
vostro Signore sia per venire.
43 Ma sappiate questo, che se il padron di casa sapesse a
qual vigilia il ladro deve venire, veglierebbe e non lascerebbe forzar la sua
casa.
44 Perciò, anche voi siate pronti; perché, nell'ora che
non pensate, il Figliuol dell'uomo verrà.
45 Qual è mai il servitore fedele e prudente che il
padrone abbia costituito sui domestici per dar loro il vitto a suo tempo?
46 Beato quel servitore che il padrone, arrivando,
troverà così occupato!
47 Io vi dico in verità che lo costituirà su tutti i suoi
beni.
48 Ma, s'egli è un malvagio servitore che dica in cuor
suo: Il mio padrone tarda a venire;
49 e comincia a battere i suoi conservi, e a mangiare e
bere con gli ubriaconi,
50 il padrone di quel servitore verrà nel giorno che non
se l'aspetta, e nell'ora che non sa;
51 e lo farà lacerare a colpi di flagello, e gli assegnerà
la sorte degl'ipocriti. Ivi sarà il pianto e lo stridor de' denti.
Capitolo 25
1 Allora il regno de' cieli sarà
simile a dieci vergini le quali, prese le loro lampade, uscirono a incontrar lo
sposo.
2 Or cinque d'esse erano stolte e cinque avvedute;
3 le stolte, nel prendere le loro lampade, non
avean preso seco dell'olio;
4 mentre le avvedute, insieme con le loro lampade,
avean preso dell'olio ne' vasi.
5 Or tardando lo sposo, tutte divennero
sonnacchiose e si addormentarono.
6 E sulla mezzanotte si levò un grido: Ecco lo
sposo, uscitegli incontro!
7 Allora tutte quelle vergini si destarono e
acconciaron le loro lampade.
8 E le stolte dissero alle avvedute: Dateci del
vostro olio, perché le nostre lampade si spengono.
9 Ma le avvedute risposero: No, che talora non
basti per noi e per voi; andate piuttosto da' venditori e compratevene!
10 Ma, mentre quelle andavano a comprarne, arrivò lo
sposo; e quelle che eran pronte, entraron con lui nella sala delle nozze, e
l'uscio fu chiuso.
11 All'ultimo vennero anche le altre vergini, dicendo:
Signore, Signore, aprici!
12 Ma egli, rispondendo, disse: Io vi dico in verità: Non
vi conosco.
13 Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né
l'ora.
14 Poiché avverrà come di un uomo il quale, partendo per
un viaggio, chiamò i suoi servitori e affidò loro i suoi beni;
15 e all'uno diede cinque talenti, a un altro due, e a un
altro uno; a ciascuno secondo la sua capacità; e partì.
16 Subito, colui che avea ricevuto i cinque talenti andò
a farli fruttare, e ne guadagnò altri cinque.
17 Parimente, quello de' due ne guadagnò altri due.
18 Ma colui che ne avea ricevuto uno, andò e, fatta una
buca in terra, vi nascose il danaro del suo padrone.
19 Or dopo molto tempo, ecco il padrone di que' servitori
a fare i conti con loro.
20 E colui che avea ricevuto i cinque talenti, venne e
presentò altri cinque talenti, dicendo: Signore, tu m'affidasti cinque talenti;
ecco, ne ho guadagnati altri cinque.
21 E il suo padrone gli disse: Va bene, buono e fedel servitore;
sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella
gioia del tuo Signore.
22 Poi, presentatosi anche quello de' due talenti, disse:
Signore, tu m'affidasti due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due.
23 Il suo padrone gli disse: Va bene, buono e fedel
servitore; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra
nella gioia del tuo Signore.
24 Poi, accostatosi anche quello che avea ricevuto un
talento solo, disse: Signore, io sapevo che tu sei uomo duro, che mieti dove
non hai seminato, e raccogli dove non hai sparso;
25 ebbi paura, e andai a nascondere il tuo talento
sotterra; eccoti il tuo.
26 E il suo padrone, rispondendo, gli disse: Servo
malvagio ed infingardo, tu sapevi ch'io mieto dove non ho seminato e raccolgo
dove non ho sparso;
27 dovevi dunque portare il mio danaro dai banchieri; e
al mio ritorno, avrei ritirato il mio con interesse.
28 Toglietegli dunque il talento, e datelo a colui che ha
i dieci talenti.
29 Poiché a chiunque ha sarà dato, ed egli sovrabbonderà;
ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.
30 E quel servitore disutile, gettatelo nelle tenebre di
fuori. Ivi sarà il pianto e lo stridor dei denti.
31 Or quando il Figliuol dell'uomo sarà venuto nella sua
gloria, avendo seco tutti gli angeli, allora sederà sul trono della sua gloria.
32 E tutte le genti saranno radunate dinanzi a lui; ed
egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri;
33 e metterà le pecore alla sua destra e i capri alla
sinistra.
34 Allora il Re dirà a quelli della sua destra: Venite,
voi, i benedetti del Padre mio; eredate il regno che v'è stato preparato sin
dalla fondazione del mondo.
35 Perché ebbi fame, e mi deste da mangiare; ebbi sete, e
mi deste da bere; fui forestiere, e m'accoglieste;
36 fui ignudo, e mi rivestiste; fui infermo, e mi
visitaste; fui in prigione, e veniste a trovarmi.
37 Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai
t'abbiam veduto aver fame e t'abbiam dato da mangiare? o aver sete e t'abbiam
dato da bere?
38 Quando mai t'abbiam veduto forestiere e t'abbiamo
accolto? o ignudo e t'abbiam rivestito?
39 Quando mai t'abbiam veduto infermo o in prigione e
siam venuti a trovarti?
40 E il Re, rispondendo, dirà loro: In verità vi dico che
in quanto l'avete fatto ad uno di questi miei minimi fratelli, l'avete fatto a
me.
41 Allora dirà anche a coloro dalla sinistra: Andate via
da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato pel diavolo e per i suoi angeli!
42 Perché ebbi fame e non mi deste da mangiare; ebbi sete
e non mi deste da bere;
43 fui forestiere e non m'accoglieste; ignudo, e non mi
rivestiste; infermo ed in prigione, e non mi visitaste.
44 Allora anche questi gli risponderanno, dicendo:
Signore, quando t'abbiam veduto aver fame, o sete, o esser forestiere, o
ignudo, o infermo, o in prigione, e non t'abbiamo assistito?
45 Allora risponderà loro, dicendo: In verità vi dico che
in quanto non l'avete fatto ad uno di questi minimi, non l'avete fatto neppure
a me.
46 E questi se ne anderanno a punizione eterna; ma i
giusti a vita eterna.
Capitolo 26
1 Ed avvenne che quando Gesù
ebbe finiti tutti questi ragionamenti, disse ai suoi discepoli:
2 Voi sapete che fra due giorni è la Pasqua, e il
Figliuol dell'uomo sarà consegnato per esser crocifisso.
3 Allora i capi sacerdoti e gli anziani del popolo
si raunarono nella corte del sommo sacerdote detto Caiàfa,
4 e deliberarono nel loro consiglio di pigliar Gesù
con inganno e di farlo morire.
5 Ma dicevano: Non durante la festa, perché non
accada tumulto nel popolo.
6 Or essendo Gesù in Betania, in casa di Simone il
lebbroso,
7 venne a lui una donna che aveva un alabastro
d'olio odorifero di gran prezzo, e lo versò sul capo di lui che stava a tavola.
8 Veduto ciò, i discepoli furono indignati e
dissero: A che questa perdita?
9 Poiché quest'olio si sarebbe potuto vender caro,
e il denaro darlo ai poveri.
10 Ma Gesù, accortosene, disse loro: Perché date noia a
questa donna? Ella ha fatto un'azione buona verso di me.
11 Perché i poveri li avete sempre con voi; ma me non mi
avete sempre.
12 Poiché costei, versando quest'olio sul mio corpo, l'ha
fatto in vista della mia sepoltura.
13 In verità vi dico che per tutto il mondo, dovunque
sarà predicato questo evangelo, anche quello che costei ha fatto, sarà
raccontato in memoria di lei.
14 Allora uno dei dodici, detto Giuda Iscariot, andò dai
capi sacerdoti e disse loro:
15 Che mi volete dare, e io ve lo consegnerò? Ed essi gli
contarono trenta sicli d'argento.
16 E da quell'ora cercava il momento opportuno di
tradirlo.
17 Or il primo giorno degli azzimi i discepoli
s'accostarono a Gesù e gli dissero: Dove vuoi che ti prepariamo da mangiar la
pasqua?
18 Ed egli disse: Andate in città dal tale, e ditegli: Il
Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la pasqua da te, co' miei discepoli.
19 E i discepoli fecero come Gesù avea loro ordinato, e
prepararono la pasqua.
20 E quando fu sera, si mise a tavola co' dodici
discepoli.
21 E mentre mangiavano, disse: In verità io vi dico: Uno
di voi mi tradirà.
22 Ed essi, grandemente attristati, cominciarono a dirgli
ad uno ad uno: Sono io quello, Signore?
23 Ma egli rispondendo, disse: Colui che ha messo con me
la mano nel piatto, quello mi tradirà.
24 Certo, il Figliuol dell'uomo se ne va, come è scritto
di lui, ma guai a quell'uomo per cui il Figliuol dell'uomo è tradito! Meglio
sarebbe per cotest'uomo, se non fosse mai nato.
25 E Giuda, che lo tradiva, prese a dire: Sono io quello,
Maestro? E Gesù a lui: L'hai detto.
26 Or mentre mangiavano, Gesù prese del pane; e fatta la
benedizione, lo ruppe, e dandolo a' suoi discepoli, disse: Prendete, mangiate,
questo è il mio corpo.
27 Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro,
dicendo: Bevetene tutti,
28 perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il
quale è sparso per molti per la remissione dei peccati.
29 Io vi dico che d'ora in poi non berrò più di questo
frutto della vigna, fino al giorno che lo berrò nuovo con voi nel regno del
Padre mio.
30 E dopo ch'ebbero cantato l'inno, uscirono per andare
al monte degli Ulivi.
31 Allora Gesù disse loro: Questa notte voi tutti avrete
in me un'occasion di caduta; perché è scritto: Io percoterò il pastore, e le
pecore della greggia saranno disperse.
32 Ma dopo che sarò risuscitato, vi precederò in Galilea.
33 Ma Pietro, rispondendo, gli disse: Quand'anche tu
fossi per tutti un'occasion di caduta, non lo sarai mai per me.
34 Gesù gli disse: In verità ti dico che questa stessa
notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte.
35 E Pietro a lui: Quand'anche mi convenisse morir teco,
non però ti rinnegherò. E lo stesso dissero pure tutti i discepoli.
36 Allora Gesù venne con loro in un podere detto
Getsemani, e disse ai discepoli: Sedete qui finché io sia andato là ed abbia
orato.
37 E presi seco Pietro e i due figliuoli di Zebedeo,
cominciò ad esser contristato ed angosciato.
38 Allora disse loro: L'anima mia è oppressa da tristezza
mortale; rimanete qui e vegliate meco.
39 E andato un poco innanzi, si gettò con la faccia a terra,
pregando, e dicendo: Padre mio, se è possibile, passi oltre da me questo
calice! Ma pure, non come voglio io, ma come tu vuoi.
40 Poi venne a' discepoli, e li trovò che dormivano, e
disse a Pietro: Così, non siete stati capaci di vegliar meco un'ora sola?
41 Vegliate ed orate, affinché non cadiate in tentazione;
ben è lo spirito pronto, ma la carne è debole.
42 Di nuovo, per la seconda volta, andò e pregò, dicendo:
Padre mio, se non è possibile che questo calice passi oltre da me, senza ch'io
lo beva, sia fatta la tua volontà.
43 E tornato, li trovò che dormivano perché gli occhi
loro erano aggravati.
44 E lasciatili, andò di nuovo e pregò per la terza
volta, ripetendo le medesime parole.
45 Poi venne ai discepoli e disse loro: Dormite pure
oramai, e riposatevi! Ecco, l'ora è giunta, e il Figliuol dell'uomo è dato
nelle mani dei peccatori.
46 Levatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce è
vicino.
47 E mentre parlava ancora, ecco arrivar Giuda, uno dei
dodici, e con lui una gran turba con spade e bastoni, da parte de' capi
sacerdoti e degli anziani del popolo.
48 Or colui che lo tradiva, avea dato loro un segnale,
dicendo: Quello che bacerò, è lui; pigliatelo.
49 E in quell'istante, accostatosi a Gesù, gli disse: Ti
saluto, Maestro! e gli dette un lungo bacio.
50 Ma Gesù gli disse: Amico, a far che sei tu qui?
Allora, accostatisi, gli misero le mani addosso, e lo presero.
51 Ed ecco, un di coloro ch'eran con lui, stesa la mano
alla spada, la sfoderò; e percosso il servitore del sommo sacerdote, gli spiccò
l'orecchio.
52 Allora Gesù gli disse: Riponi la tua spada al suo
posto, perché tutti quelli che prendon la spada, periscon per la spada.
53 Credi tu forse ch'io non potrei pregare il Padre mio
che mi manderebbe in quest'istante più di dodici legioni d'angeli?
54 Come dunque si adempirebbero le Scritture, secondo le
quali bisogna che così avvenga?
55 In quel punto Gesù disse alle turbe: Voi siete usciti
con spade e bastoni come contro ad un ladrone, per pigliarmi. Ogni giorno
sedevo nel tempio ad insegnare, e voi non m'avete preso;
56 ma tutto questo è avvenuto affinché si adempissero le
scritture de' profeti. Allora tutti i discepoli, lasciatolo, se ne fuggirono.
57 Or quelli che aveano preso Gesù, lo menarono a Caiàfa,
sommo sacerdote, presso il quale erano raunati gli scribi e gli anziani.
58 E Pietro lo seguiva da lontano, finché giunsero alla
corte del sommo sacerdote; ed entrato dentro, si pose a sedere con le guardie,
per veder la fine.
59 Or i capi sacerdoti e tutto il Sinedrio cercavano
qualche falsa testimonianza contro a Gesù per farlo morire;
60 e non ne trovavano alcuna, benché si fossero fatti
avanti molti falsi testimoni.
61 Finalmente, se ne fecero avanti due che dissero:
Costui ha detto: Io posso disfare il tempio di Dio e riedificarlo in tre
giorni.
62 E il sommo sacerdote, levatosi in piedi, gli disse:
Non rispondi tu nulla? Che testimoniano costoro contro a te?
63 Ma Gesù taceva. E il sommo sacerdote gli disse: Ti
scongiuro per l'Iddio vivente a dirci se tu se' il Cristo, il Figliuol di Dio.
64 Gesù gli rispose: Tu l'hai detto; anzi vi dico che da
ora innanzi vedrete il Figliuol dell'uomo sedere alla destra della Potenza, e
venire su le nuvole del cielo.
65 Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti,
dicendo: Egli ha bestemmiato; che bisogno abbiamo più di testimoni? Ecco, ora
avete udita la sua bestemmia.
66 Che ve ne pare? Ed essi, rispondendo, dissero: È reo
di morte.
67 Allora gli sputarono in viso e gli diedero de' pugni;
e altri lo schiaffeggiarono,
68 dicendo: O Cristo profeta, indovinaci: Chi t'ha
percosso?
69 Pietro, intanto, stava seduto fuori nella corte; e una
serva gli si accostò, dicendo: Anche tu eri con Gesù il Galileo.
70 Ma egli lo negò davanti a tutti, dicendo: Non so quel
che tu dica.
71 E come fu uscito fuori nell'antiporto, un'altra lo
vide e disse a coloro ch'eran quivi: Anche costui era con Gesù Nazareno.
72 Ed egli daccapo lo negò giurando: Non conosco
quell'uomo.
73 Di lì a poco, gli astanti, accostatisi, dissero a
Pietro: Per certo tu pure sei di quelli, perché anche la tua parlata ti dà a
conoscere.
74 Allora egli cominciò ad imprecare ed a giurare: Non
conosco quell'uomo! E in quell'istante il gallo cantò.
75 E Pietro si ricordò della parola di Gesù che gli aveva
detto: Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte. E uscito fuori,
pianse amaramente.
Capitolo 27
1 Poi, venuta la mattina, tutti
i capi sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro a Gesù per
farlo morire.
2 E legatolo, lo menarono via e lo consegnarono a
Pilato, il governatore.
3 Allora Giuda, che l'avea tradito, vedendo che
Gesù era stato condannato, si pentì, e riportò i trenta sicli d'argento ai capi
sacerdoti ed agli anziani,
4 dicendo: Ho peccato, tradendo il sangue
innocente. Ma essi dissero: Che c'importa?
5 Pensaci tu. Ed egli, lanciati i sicli nel tempio,
s'allontanò e andò ad impiccarsi.
6 Ma i capi sacerdoti, presi quei sicli, dissero:
Non è lecito metterli nel tesoro delle offerte, perché son prezzo di sangue.
7 E tenuto consiglio, comprarono con quel danaro il
campo del vasaio da servir di sepoltura ai forestieri.
8 Perciò quel campo, fino al dì d'oggi, è stato
chiamato: Campo di sangue.
9 Allora s'adempì quel che fu detto dal profeta
Geremia: E presero i trenta sicli d'argento, prezzo di colui ch'era stato messo
a prezzo, messo a prezzo dai figliuoli d'Israele;
10 e li dettero per il campo del vasaio, come me l'avea
ordinato il Signore.
11 Or Gesù comparve davanti al governatore; e il
governatore lo interrogò, dicendo: Sei tu il re de' Giudei? E Gesù gli disse:
Sì, lo sono.
12 E accusato da' capi sacerdoti e dagli anziani, non
rispose nulla.
13 Allora Pilato gli disse: Non odi tu quante cose
testimoniano contro di te?
14 Ma egli non gli rispose neppure una parola; talché il
governatore se ne maravigliava grandemente.
15 Or ogni festa di Pasqua il governatore soleva liberare
alla folla un carcerato, qualunque ella volesse.
16 Avevano allora un carcerato famigerato, di nome
Barabba.
17 Essendo dunque radunati, Pilato domandò loro: Chi
volete che vi liberi, Barabba, o Gesù detto Cristo?
18 Poiché egli sapeva che glielo avevano consegnato per
invidia.
19 Or mentre egli sedeva in tribunale, la moglie gli
mandò a dire: Non aver nulla che fare con quel giusto, perché oggi ho sofferto
molto in sogno a cagion di lui.
20 Ma i capi sacerdoti e gli anziani persuasero le turbe
a chieder Barabba e far perire Gesù.
21 E il governatore prese a dir loro: Qual de' due volete
che vi liberi? E quelli dissero: Barabba.
22 E Pilato a loro: Che farò dunque di Gesù detto Cristo?
Tutti risposero: Sia crocifisso.
23 Ma pure, riprese egli, che male ha fatto? Ma quelli
vie più gridavano: Sia crocifisso!
24 E Pilato, vedendo che non riusciva a nulla, ma che si
sollevava un tumulto, prese dell'acqua e si lavò le mani in presenza della
moltitudine, dicendo: Io sono innocente del sangue di questo giusto; pensateci
voi.
25 E tutto il popolo, rispondendo, disse: Il suo sangue
sia sopra noi e sopra i nostri figliuoli.
26 Allora egli liberò loro Barabba; e dopo aver fatto
flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.
27 Allora i soldati del governatore, tratto Gesù nel
pretorio, radunarono attorno a lui tutta la coorte.
28 E spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto;
29 e intrecciata una corona di spine, gliela misero sul
capo, e una canna nella man destra; e inginocchiatisi dinanzi a lui, lo
beffavano, dicendo: Salve, re de' Giudei!
30 E sputatogli addosso, presero la canna, e gli
percotevano il capo.
31 E dopo averlo schernito, lo spogliarono del manto, e
lo rivestirono delle sue vesti; poi lo menaron via per crocifiggerlo.
32 Or nell'uscire trovarono un Cireneo chiamato Simone, e
lo costrinsero a portar la croce di Gesù.
33 E venuti ad un luogo detto Golgota, che vuol dire:
Luogo del teschio,
34 gli dettero a bere del vino mescolato con fiele; ma
Gesù, assaggiatolo, non volle berne.
35 Poi, dopo averlo crocifisso, spartirono i suoi
vestimenti, tirando a sorte;
36 e postisi a sedere, gli facevan quivi la guardia.
37 E al disopra del capo gli posero scritto il motivo
della condanna: QUESTO È GESÙ IL RE DE' GIUDEI.
38 Allora furon con lui crocifissi due ladroni, uno a
destra e l'altro a sinistra.
39 E coloro che passavano di lì, lo ingiuriavano,
scotendo il capo e dicendo:
40 Tu che disfai il tempio e in tre giorni lo riedifichi,
salva te stesso, se tu sei Figliuol di Dio, e scendi giù di croce!
41 Similmente, i capi sacerdoti con gli scribi e gli
anziani, beffandosi, dicevano:
42 Ha salvato altri e non può salvar se stesso! Da che è
il re d'Israele, scenda ora giù di croce, e noi crederemo in lui.
43 S'è confidato in Dio; lo liberi ora, s'Ei lo gradisce,
poiché ha detto: Son Figliuol di Dio.
44 E nello stesso modo lo vituperavano anche i ladroni
crocifissi con lui.
45 Or dall'ora sesta si fecero tenebre per tutto il
paese, fino all'ora nona.
46 E verso l'ora nona, Gesù gridò con gran voce: Elì,
Elì, lamà sabactanì? cioè: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
47 Ma alcuni degli astanti, udito ciò, dicevano: Costui
chiama Elia.
48 E subito un di loro corse a prendere una spugna; e
inzuppatala d'aceto e postala in cima ad una canna, gli die' da bere.
49 Ma gli altri dicevano; Lascia, vediamo se Elia viene a
salvarlo.
50 E Gesù, avendo di nuovo gridato con gran voce, rendé
lo spirito.
51 Ed ecco, la cortina del tempio si squarciò in due, da
cima a fondo, e la terra tremò, e le rocce si schiantarono,
52 e le tombe s'aprirono, e molti corpi de' santi che
dormivano, risuscitarono;
53 ed usciti dai sepolcri dopo la risurrezione di lui,
entrarono nella santa città, ed apparvero a molti.
54 E il centurione e quelli che con lui facean la guardia
a Gesù, visto il terremoto e le cose avvenute, temettero grandemente, dicendo:
Veramente, costui era Figliuol di Dio.
55 Ora quivi erano molte donne che guardavano da lontano,
le quali avean seguitato Gesù dalla Galilea per assisterlo;
56 tra le quali erano Maria Maddalena, e Maria madre di
Giacomo e di Jose, e la madre de' figliuoli di Zebedeo.
57 Poi, fattosi sera, venne un uomo ricco di Arimatea,
chiamato Giuseppe, il quale era divenuto anch'egli discepolo di Gesù.
58 Questi, presentatosi a Pilato, chiese il corpo di
Gesù. Allora Pilato comandò che il corpo gli fosse rilasciato.
59 E Giuseppe, preso il corpo, lo involse in un panno
lino netto,
60 e lo pose nella propria tomba nuova, che aveva fatta
scavar nella roccia, e dopo aver rotolata una gran pietra contro l'apertura del
sepolcro, se ne andò.
61 Or Maria Maddalena e l'altra Maria eran quivi, sedute
dirimpetto al sepolcro.
62 E l'indomani, che era il giorno successivo alla
Preparazione, i capi sacerdoti ed i Farisei si radunarono presso Pilato,
dicendo:
63 Signore, ci siamo ricordati che quel seduttore, mentre
viveva ancora, disse: Dopo tre giorni, risusciterò.
64 Ordina dunque che il sepolcro sia sicuramente
custodito fino al terzo giorno; che talora i suoi discepoli non vengano a
rubarlo e dicano al popolo: È risuscitato dai morti; così l'ultimo inganno
sarebbe peggiore del primo.
65 Pilato disse loro: Avete una guardia: andate,
assicuratevi come credete.
66 Ed essi andarono ad assicurare il sepolcro, sigillando
la pietra, e mettendovi la guardia.
Capitolo 28
1 Or nella notte del sabato,
quando già albeggiava, il primo giorno della settimana, Maria Maddalena e
l'altra Maria vennero a visitare il sepolcro.
2 Ed ecco si fece un gran terremoto; perché un
angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra, e vi sedette
sopra.
3 Il suo aspetto era come di folgore; e la sua
veste, bianca come neve.
4 E per lo spavento che n'ebbero, le guardie
tremarono e rimasero come morte.
5 Ma l'angelo prese a dire alle donne: Voi, non
temete; perché io so che cercate Gesù, che è stato crocifisso.
6 Egli non è qui, poiché è risuscitato come avea
detto; venite a vedere il luogo dove giaceva.
7 E andate presto a dire a' suoi discepoli: Egli è
risuscitato da' morti, ed ecco, vi precede in Galilea; quivi lo vedrete. Ecco,
ve l'ho detto.
8 E quelle, andatesene prestamente dal sepolcro con
spavento ed allegrezza grande, corsero ad annunziar la cosa a' suoi discepoli.
9 Quand'ecco, Gesù si fece loro incontro, dicendo:
Vi saluto! Ed esse, accostatesi, gli strinsero i piedi e l'adorarono.
10 Allora Gesù disse loro: Non temete; andate ad
annunziare a' miei fratelli che vadano in Galilea; là mi vedranno.
11 Or mentre quelle andavano, ecco alcuni della guardia
vennero in città, e riferirono ai capi sacerdoti tutte le cose ch'erano
avvenute.
12 Ed essi, radunatisi con gli anziani, e tenuto
consiglio, dettero una forte somma di danaro a' soldati dicendo:
13 Dite così: I suoi discepoli vennero di notte e lo
rubarono mentre dormivamo.
14 E se mai questo viene alle orecchie del governatore,
noi lo persuaderemo e vi metteremo fuor di pena.
15 Ed essi, preso il danaro, fecero secondo le istruzioni
ricevute; e quel dire è stato divulgato fra i Giudei, fino al dì d'oggi.
16 Quanto agli undici discepoli, essi andarono in Galilea
sul monte che Gesù avea loro designato.
17 E vedutolo, l'adorarono; alcuni però dubitarono.
18 E Gesù accostatosi, parlò loro, dicendo: Ogni potestà
m'è stata data in cielo e sulla terra.
19 Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli,
battezzandoli nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo,
20 insegnando
loro d'osservar tutte quante le cose che v'ho comandate. Ed ecco, io sono con
voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente.