LA BIBBIA:
Riveduta Luzzi:
Luca
Capitolo 1
1 Poiché molti hanno intrapreso ad ordinare una narrazione de' fatti
che si son compiuti tra noi,
2
secondo che ce li hanno tramandati quelli che da principio ne furono testimoni
oculari e che divennero ministri della Parola,
3 è
parso bene anche, a me dopo essermi accuratamente informato d'ogni cosa
dall'origine, di scrivertene per ordine, o eccellentissimo Teofilo,
4
affinché tu riconosca la certezza delle cose che ti sono state insegnate.
5 Ai dì
d'Erode, re della Giudea, v'era un certo sacerdote di nome Zaccaria, della muta
di Abia; e sua moglie era delle figliuole d'Aronne e si chiamava Elisabetta.
6 Or
erano ambedue giusti nel cospetto di Dio, camminando irreprensibili in tutti i
comandamenti e precetti del Signore.
7 E non
aveano figliuoli perché Elisabetta era sterile, ed erano ambedue avanzati in
età.
8 Or
avvenne che esercitando Zaccaria il sacerdozio dinanzi a Dio nell'ordine della
sua muta,
9
secondo l'usanza del sacerdozio, gli toccò a sorte d'entrar nel tempio del
Signore per offrirvi il profumo;
10 e tutta la
moltitudine del popolo stava di fuori in preghiera nell'ora del profumo.
11 E gli
apparve un angelo del Signore, ritto alla destra dell'altare de' profumi.
12 E
Zaccaria, vedutolo, fu turbato e preso da spavento.
13 Ma
l'angelo gli disse: Non temere, Zaccaria, perché la tua preghiera è stata
esaudita; e tua moglie Elisabetta ti partorirà un figliuolo, al quale porrai
nome Giovanni.
14 E tu ne
avrai gioia ed allegrezza, e molti si rallegreranno per la sua nascita.
15 Poiché
sarà grande nel cospetto del Signore; non berrà né vino né cervogia, e sarà
ripieno dello Spirito Santo fin dal seno di sua madre,
16 e
convertirà molti de' figliuoli d'Israele al Signore Iddio loro;
17 ed egli
andrà innanzi a lui con lo spirito e con la potenza d'Elia, per volgere i cuori
de' padri ai figliuoli e i ribelli alla saviezza de' giusti, affin di preparare
al Signore un popolo ben disposto.
18 E Zaccaria
disse all'angelo: A che conoscerò io questo? Perch'io son vecchio e mia moglie
è avanti nell'età.
19 E
l'angelo, rispondendo, gli disse: Io son Gabriele che sto davanti a Dio; e sono
stato mandato a parlarti e recarti questa buona notizia.
20 Ed ecco,
tu sarai muto, e non potrai parlare fino al giorno che queste cose avverranno,
perché non hai creduto alle mie parole che si adempiranno a suo tempo.
21 Il popolo
intanto stava aspettando Zaccaria, e si maravigliava che s'indugiasse tanto nel
tempio.
22 Ma quando
fu uscito, non potea parlar loro; e capirono che aveva avuto una visione nel
tempio; ed egli faceva loro dei segni e rimase muto.
23 E quando
furon compiuti i giorni del suo ministerio, egli se ne andò a casa sua.
24 Or dopo
que' giorni, Elisabetta sua moglie rimase incinta; e si tenne nascosta per
cinque mesi, dicendo:
25 Ecco quel
che il Signore ha fatto per me ne' giorni nei quali ha rivolto a me lo sguardo
per togliere il mio vituperio fra gli uomini.
26 Al sesto
mese l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città di Galilea detta Nazaret
27 ad una
vergine fidanzata ad un uomo chiamato Giuseppe, della casa di Davide; e il nome
della vergine era Maria.
28 E
l'angelo, entrato da lei, disse: Ti saluto, o favorita dalla grazia; il Signore
è teco.
29 Ed ella fu
turbata a questa parola, e si domandava che cosa volesse dire un tal saluto.
30 E l'angelo
le disse: Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.
31 Ed ecco tu
concepirai nel seno e partorirai un figliuolo e gli porrai nome Gesù.
32 Questi
sarà grande, e sarà chiamato Figliuol dell'Altissimo, e il Signore Iddio gli
darà il trono di Davide suo padre,
33 ed egli
regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine.
34 E Maria
disse all'angelo: Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?
35 E
l'angelo, rispondendo, le disse: Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza
dell'Altissimo ti coprirà dell'ombra sua; perciò ancora il santo che nascerà,
sarà chiamato Figliuolo di Dio.
36 Ed ecco,
Elisabetta, tua parente, ha concepito anche lei un figliuolo nella sua
vecchiaia; e questo è il sesto mese per lei, ch'era chiamata sterile;
37 poiché
nessuna parola di Dio rimarrà inefficace.
38 E Maria
disse: Ecco, io son l'ancella del Signore; siami fatto secondo la tua parola. E
l'angelo si partì da lei.
39 In que'
giorni Maria si levò e se ne andò in fretta nella regione montuosa, in una
città di Giuda,
40 ed entrò
in casa di Zaccaria e salutò Elisabetta.
41 E avvenne
che come Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le balzò nel
seno; ed Elisabetta fu ripiena di Spirito Santo,
42 e a gran
voce esclamò: Benedetta sei tu fra le donne, e benedetto è il frutto del tuo
seno!
43 E come mai
m'è dato che la madre del mio Signore venga da me?
44 Poiché
ecco, non appena la voce del tuo saluto m'è giunta agli orecchi, il bambino m'è
per giubilo balzato nel seno.
45 E beata è
colei che ha creduto, perché le cose dettele da parte del Signore, avranno
compimento.
46 E Maria
disse: L'anima mia magnifica il Signore,
47 e lo spirito
mio esulta in Dio mio Salvatore,
48 poich'egli
ha riguardato alla bassezza della sua ancella. Perché ecco, d'ora innanzi tutte
le età mi chiameranno beata,
49 poiché il
Potente mi ha fatto grandi cose. Santo è il suo nome;
50 e la sua
misericordia è d'età in età per quelli che lo temono.
51 Egli ha
operato potentemente col suo braccio; ha disperso quelli ch'erano superbi ne'
pensieri del cuor loro;
52 ha tratto
giù dai troni i potenti, ed ha innalzato gli umili;
53 ha
ricolmato di beni i famelici, e ha rimandati a vuoto i ricchi.
54 Ha
soccorso Israele, suo servitore, ricordandosi della misericordia
55 di cui
avea parlato ai nostri padri, verso Abramo e verso la sua progenie in
perpetuo'.
56 E Maria
rimase con Elisabetta circa tre mesi; poi se ne tornò a casa sua.
57 Or
compiutosi per Elisabetta il tempo di partorire, diè alla luce un figliuolo.
58 E i suoi
vicini e i parenti udirono che il Signore avea magnificata la sua misericordia
verso di lei, e se ne rallegravano con essa.
59 Ed ecco
che nell'ottavo giorno vennero a circoncidere il bambino, e lo chiamavano
Zaccaria dal nome di suo padre.
60 Allora sua
madre prese a parlare e disse: No, sarà invece chiamato Giovanni.
61 Ed essi le
dissero: Non v'è alcuno nel tuo parentado che porti questo nome.
62 E per
cenni domandavano al padre come voleva che fosse chiamato.
63 Ed egli,
chiesta una tavoletta, scrisse così: Il suo nome è Giovanni. E tutti si
maravigliarono.
64 In
quell'istante la sua bocca fu aperta e la sua lingua sciolta, ed egli parlava
benedicendo Iddio.
65 E tutti i
lor vicini furon presi da timore; e tutte queste cose si divulgavano per tutta
la regione montuosa della Giudea.
66 E tutti
quelli che le udirono, le serbarono in cuor loro e diceano: Che sarà mai questo
bambino? Perché la mano del Signore era con lui.
67 E
Zaccaria, suo padre, fu ripieno dello Spirito Santo, e profetò, dicendo:
68 Benedetto
sia il Signore, l'Iddio d'Israele, perché ha visitato e riscattato il suo
popolo,
69 e ci ha
suscitato un potente salvatore nella casa di Davide suo servitore
70 (come avea
promesso ab antico per bocca de' suoi profeti);
71 uno che ci
salverà da' nostri nemici e dalle mani di tutti quelli che ci odiano.
72 Egli usa
così misericordia verso i nostri padri e si ricorda del suo santo patto,
73 del
giuramento che fece ad Abramo nostro padre,
74 affine di
concederci che, liberati dalla mano dei nostri nemici, gli servissimo senza
paura,
75 in santità
e giustizia, nel suo cospetto, tutti i giorni della nostra vita.
76 E tu,
piccol fanciullo, sarai chiamato profeta dell'Altissimo, perché andrai davanti
alla faccia del Signore per preparar le sue vie,
77 per dare
al suo popolo conoscenza della salvezza mediante la remissione de' loro
peccati,
78 dovuta
alle viscere di misericordia del nostro Dio, per le quali l'Aurora dall'alto ci
visiterà
79 per
risplendere su quelli che giacciono in tenebre ed ombra di morte, per guidare i
nostri passi verso la via della pace.
80 Or il
bambino cresceva e si fortificava in ispirito; e stette ne' deserti fino al
giorno in cui dovea manifestarsi ad Israele.
Capitolo 2
1 Or in que' dì avvenne che un decreto uscì da parte di Cesare
Augusto, che si facesse un censimento di tutto l'impero.
2
Questo censimento fu il primo fatto mentre Quirinio governava la Siria.
3 E
tutti andavano a farsi registrare, ciascuno alla sua città.
4 Or
anche Giuseppe salì di Galilea, dalla città di Nazaret, in Giudea, alla città
di Davide, chiamata Betleem, perché era della casa e famiglia di Davide,
5 a
farsi registrare con Maria sua sposa, che era incinta.
6 E
avvenne che, mentre eran quivi, si compié per lei il tempo del parto;
7 ed
ella diè alla luce il suo figliuolo primogenito, e lo fasciò, e lo pose a
giacere in una mangiatoia perché non v'era posto per loro nell'albergo.
8 Or in
quella medesima contrada v'eran de' pastori che stavano ne' campi e facean di
notte la guardia al loro gregge.
9 E un
angelo del Signore si presentò ad essi e la gloria del Signore risplendé
intorno a loro, e temettero di gran timore.
10 E l'angelo
disse loro: Non temete, perché ecco, vi reco il buon annunzio di una grande
allegrezza che tutto il popolo avrà:
11 Oggi,
nella città di Davide, v'è nato un salvatore, che è Cristo, il Signore.
12 E questo
vi servirà di segno: troverete un bambino fasciato e coricato in una
mangiatoia.
13 E ad un
tratto vi fu con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste, che lodava
Iddio e diceva:
14 Gloria a
Dio ne' luoghi altissimi, pace in terra fra gli uomini ch'Egli gradisce!
15 E avvenne
che quando gli angeli se ne furono andati da loro verso il cielo, i pastori
presero a dire tra loro: Passiamo fino a Betleem e vediamo questo che è
avvenuto, e che il Signore ci ha fatto sapere.
16 E andarono
in fretta, e trovarono Maria e Giuseppe ed il bambino giacente nella
mangiatoia;
17 e
vedutolo, divulgarono ciò ch'era loro stato detto di quel bambino.
18 E tutti
quelli che li udirono si maravigliarono delle cose dette loro dai pastori.
19 Or Maria
serbava in sé tutte quelle cose, collegandole insieme in cuor suo.
20 E i
pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Iddio per tutto quello che
aveano udito e visto, com'era loro stato annunziato.
21 E quando
furono compiuti gli otto giorni in capo ai quali e' doveva esser circonciso,
gli fu posto il nome di Gesù, che gli era stato dato dall'angelo prima ch'ei
fosse concepito nel seno.
22 E quando
furon compiuti i giorni della loro purificazione secondo la legge di Mosè,
portarono il bambino in Gerusalemme per presentarlo al Signore,
23 com'è
scritto nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito sarà chiamato santo
al Signore,
24 e per
offrire il sacrificio di cui parla la legge del Signore, di un paio di tortore
o di due giovani piccioni.
25 Ed ecco,
v'era in Gerusalemme un uomo di nome Simeone; e quest'uomo era giusto e
timorato di Dio, e aspettava la consolazione d'Israele; e lo Spirito Santo era
sopra lui;
26 e gli era
stato rivelato dallo Spirito Santo che non vedrebbe la morte prima d'aver
veduto il Cristo del Signore.
27 Ed egli,
mosso dallo Spirito, venne nel tempio; e come i genitori vi portavano il
bambino Gesù per adempiere a suo riguardo le prescrizioni della legge,
28 se lo
prese anch'egli nelle braccia, e benedisse Iddio e disse:
29 Ora, o mio
Signore, tu lasci andare in pace il tuo servo, secondo la tua parola;
30 poiché gli
occhi miei han veduto la tua salvezza,
31 che hai
preparata dinanzi a tutti i popoli
32 per esser
luce da illuminar le genti, e gloria del tuo popolo Israele.
33 E il padre
e la madre di Gesù restavano maravigliati delle cose che dicevan di lui.
34 E Simeone
li benedisse, e disse a Maria, madre di lui: Ecco, questi è posto a caduta ed a
rialzamento di molti in Israele, e per segno a cui si contradirà
35 (e a te
stessa una spada trapasserà l'anima), affinché i pensieri di molti cuori sieno
rivelati.
36 V'era
anche Anna, profetessa, figliuola di Fanuel, della tribù di Aser, la quale era
molto attempata. Dopo esser vissuta col marito sette anni dalla sua verginità,
37 era
rimasta vedova ed avea raggiunto gli ottantaquattro anni. Ella non si partiva
mai dal tempio, servendo a Dio notte e giorno con digiuni ed orazioni.
38
Sopraggiunta in quell'istessa ora, lodava anch'ella Iddio e parlava del bambino
a tutti quelli che aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
39 E come
ebbero adempiuto tutte le prescrizioni della legge del Signore, tornarono in
Galilea, a Nazaret, loro città.
40 E il
bambino cresceva e si fortificava, essendo ripieno di sapienza; e la grazia di
Dio era sopra lui.
41 Or i suoi
genitori andavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua.
42 E quando
egli fu giunto ai dodici anni, salirono a Gerusalemme, secondo l'usanza della
festa;
43 e passati
i giorni della festa, come se ne tornavano, il fanciullo Gesù rimase in
Gerusalemme all'insaputa dei genitori;
44 i quali,
stimando ch'egli fosse nella comitiva, camminarono una giornata, e si misero a
cercarlo fra i parenti e i conoscenti;
45 e, non
avendolo trovato, tornarono a Gerusalemme facendone ricerca.
46 Ed avvenne
che tre giorni dopo lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo a' dottori, che li
ascoltava e faceva loro delle domande;
47 e tutti
quelli che l'udivano, stupivano del suo senno e delle sue risposte.
48 E,
vedutolo, sbigottirono; e sua madre gli disse: Figliuolo, perché ci hai fatto
così? Ecco, tuo padre ed io ti cercavamo, stando in gran pena.
49 Ed egli
disse loro: Perché mi cercavate? Non sapevate ch'io dovea trovarmi nella casa
del Padre mio?
50 Ed essi
non intesero la parola ch'egli avea lor detta.
51 E discese
con loro, e venne a Nazaret, e stava loro sottomesso. E sua madre serbava tutte
queste cose in cuor suo.
52 E Gesù
cresceva in sapienza e in statura, e in grazia dinanzi a Dio e agli uomini.
Capitolo 3
1 Or nell'anno decimoquinto dell'impero di Tiberio Cesare, essendo
Ponzio Pilato governatore della Giudea, ed Erode tetrarca della Galilea, e
Filippo, suo fratello, tetrarca dell'Iturea e della Traconitide, e Lisania
tetrarca dell'Abilene,
2 sotto
i sommi sacerdoti Anna e Caiafa, la parola di Dio fu diretta a Giovanni,
figliuol di Zaccaria, nel deserto.
3 Ed
egli andò per tutta la contrada d'intorno al Giordano, predicando un battesimo
di ravvedimento per la remissione de' peccati,
4
secondo che è scritto nel libro delle parole del profeta Isaia: V'è una voce
d'uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, addirizzate i suoi
sentieri.
5 Ogni
valle sarà colmata ed ogni monte ed ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose
saran fatte diritte e le scabre saranno appianate;
6 ed
ogni carne vedrà la salvezza di Dio.
7
Giovanni dunque diceva alle turbe che uscivano per esser battezzate da lui:
Razza di vipere, chi v'ha mostrato a fuggir dall'ira a venire?
8 Fate
dunque dei frutti degni del ravvedimento, e non vi mettete a dire in voi stessi:
Noi abbiamo Abramo per padre! Perché vi dico che Iddio può da queste pietre far
sorgere dei figliuoli ad Abramo.
9 E
ormai è anche posta la scure alla radice degli alberi; ogni albero dunque che
non fa buon frutto, vien tagliato e gittato nel fuoco.
10 E le turbe
lo interrogavano, dicendo: E allora, che dobbiam fare?
11 Ed egli
rispondeva loro: Chi ha due tuniche, ne faccia parte a chi non ne ha; e chi ha
da mangiare, faccia altrettanto.
12 Or vennero
anche dei pubblicani per esser battezzati, e gli dissero: Maestro, che dobbiam
fare?
13 Ed egli
rispose loro: Non riscotete nulla di più di quello che v'è ordinato.
14 Lo
interrogaron pure de' soldati, dicendo: E noi, che dobbiam fare? Ed egli a
loro: Non fate estorsioni, né opprimete alcuno con false denunzie, e
contentatevi della vostra paga.
15 Or stando
il popolo in aspettazione e domandandosi tutti in cuor loro riguardo a Giovanni
se talora non fosse lui il Cristo,
16 Giovanni
rispose, dicendo a tutti: Ben vi battezzo io con acqua; ma vien colui che è più
forte di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio dei calzari.
Egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e col fuoco.
17 Egli ha in
mano il suo ventilabro per nettare interamente l'aia sua, e raccogliere il
grano nel suo granaio; ma quant'è alla pula la brucerà con fuoco
inestinguibile.
18 Così, con
molte e varie esortazioni, evangelizzava il popolo;
19 ma Erode,
il tetrarca, essendo da lui ripreso riguardo ad Erodiada, moglie di suo
fratello, e per tutte le malvagità ch'esso Erode avea commesse,
20 aggiunse a
tutte le altre anche questa, di rinchiudere Giovanni in prigione.
21 Or avvenne
che come tutto il popolo si faceva battezzare, essendo anche Gesù stato
battezzato, mentre stava pregando, s'aprì il cielo,
22 e lo
Spirito Santo scese su lui in forma corporea a guisa di colomba; e venne una
voce dal cielo: Tu sei il mio diletto Figliuolo; in te mi sono compiaciuto.
23 E Gesù,
quando cominciò anch'egli ad insegnare, avea circa trent'anni ed era figliuolo,
come credevasi, di Giuseppe, di Heli,
24 di
Matthat, di Levi, di Melchi, di Jannai, di Giuseppe,
25 di
Mattatia, di Amos, di Naum, di Esli, di Naggai,
26 di Maath,
di Mattatia, di Semein, di Josech, di Joda,
27 di Joanan,
di Rhesa, di Zorobabele, di Salatiel, di Neri,
28 di Melchi,
di Addi, di Cosam, di Elmadam, di Er,
29 di Gesù,
di Eliezer, di Jorim, di Matthat, di Levi,
30 di
Simeone, di Giuda, di Giuseppe, di Jonam, di Eliakim,
31 di Melea,
di Menna, di Mattatha, di Nathan, di Davide,
32 di Jesse,
di Jobed, di Boos, di Sala, di Naasson,
33 di
Aminadab, di Admin, di Arni, di Esrom, di Fares, di Giuda,
34 di
Giacobbe, d'Isacco, d'Abramo, di Tara, di Nachor,
35 di Seruch,
di Ragau, di Falek, di Eber, di Sala,
36 di Cainam,
di Arfacsad, di Sem, di Noè, di Lamech,
37 di
Mathusala, di Enoch, di Jaret, di Maleleel, di Cainam,
38 di Enos,
di Seth, di Adamo, di Dio.
Capitolo 4
1 Or Gesù, ripieno dello Spirito Santo, se ne ritornò dal Giordano,
e fu condotto dallo Spirito nel deserto
2 per
quaranta giorni, ed era tentato dal diavolo. E durante quei giorni non mangiò
nulla; e dopo che quelli furon trascorsi, ebbe fame.
3 E il
diavolo gli disse: Se tu sei Figliuol di Dio, di' a questa pietra che diventi
pane.
4 E
Gesù gli rispose: Sta scritto: Non di pane soltanto vivrà l'uomo.
5 E il
diavolo, menatolo in alto, gli mostrò in un attimo tutti i regni del mondo e
gli disse:
6 Ti
darò tutta quanta questa potenza e la gloria di questi regni; perch'essa mi è
stata data, e la do a chi voglio.
7 Se
dunque tu ti prostri ad adorarmi, sarà tutta tua.
8 E
Gesù, rispondendo, gli disse: Sta scritto: Adora il Signore Iddio tuo, e a lui
solo rendi il tuo culto.
9 Poi
lo menò a Gerusalemme e lo pose sul pinnacolo del tempio e gli disse: Se tu sei
Figliuolo di Dio, gettati giù di qui;
10 perché sta
scritto: Egli ordinerà ai suoi angeli intorno a te, che ti proteggano;
11 ed essi ti
porteranno sulle mani, che talora tu non urti col piede contro una pietra.
12 E Gesù,
rispondendo, gli disse: È stato detto: Non tentare il Signore Iddio tuo.
13 Allora il
diavolo, finita che ebbe ogni sorta di tentazione, si partì da lui fino ad
altra occasione.
14 E Gesù,
nella potenza dello Spirito, se ne tornò in Galilea; e la sua fama si sparse
per tutta la contrada circonvicina.
15 E insegnava
nelle loro sinagoghe, glorificato da tutti.
16 E venne a
Nazaret, dov'era stato allevato; e com'era solito, entrò in giorno di sabato
nella sinagoga, e alzatosi per leggere,
17 gli fu
dato il libro del profeta Isaia; e aperto il libro trovò quel passo dov'era
scritto:
18 Lo Spirito
del Signore è sopra me; per questo egli mi ha unto per evangelizzare i poveri;
mi ha mandato a bandir liberazione a' prigionieri, ed ai ciechi ricupero della
vista; a rimettere in libertà gli oppressi,
19 e a
predicare l'anno accettevole del Signore.
20 Poi,
chiuso il libro e resolo all'inserviente, si pose a sedere; e gli occhi di
tutti nella sinagoga erano fissi in lui.
21 Ed egli
prese a dir loro: Oggi, s'è adempiuta questa scrittura, e voi l'udite.
22 E tutti
gli rendeano testimonianza, e si maravigliavano delle parole di grazia che
uscivano dalla sua bocca, e dicevano: Non è costui il figliuol di Giuseppe?
23 Ed egli
disse loro: Certo, voi mi citerete questo proverbio: Medico, cura te stesso;
fa' anche qui nella tua patria tutto quello che abbiamo udito essere avvenuto
in Capernaum!
24 Ma egli
disse: In verità vi dico che nessun profeta è ben accetto nella sua patria.
25 Anzi, vi
dico in verità che ai dì d'Elia, quando il cielo fu serrato per tre anni e sei
mesi e vi fu gran carestia in tutto il paese, c'eran molte vedove in Israele;
26 eppure a
nessuna di esse fu mandato Elia, ma fu mandato a una vedova in Sarepta di
Sidon.
27 E al tempo
del profeta Eliseo, c'eran molti lebbrosi in Israele; eppure nessuno di loro fu
mondato, ma lo fu Naaman il Siro.
28 E tutti,
nella sinagoga, furon ripieni d'ira all'udir queste cose.
29 E
levatisi, lo cacciaron fuori della città, e lo menarono fin sul ciglio del
monte sul quale era fabbricata la loro città, per precipitarlo giù.
30 Ma egli,
passando in mezzo a loro, se ne andò.
31 E scese a
Capernaum, città di Galilea; e vi stava ammaestrando la gente nei giorni di
sabato.
32 Ed essi
stupivano della sua dottrina perché parlava con autorità.
33 Or nella
sinagoga si trovava un uomo posseduto da uno spirito d'immondo demonio, il
quale gridò con gran voce: Ahi!
34 Che v'è
fra noi e te, o Gesù Nazareno? Se' tu venuto per perderci? Io so chi tu sei: il
Santo di Dio!
35 E Gesù lo
sgridò, dicendo: Ammutolisci, ed esci da quest'uomo! E il demonio, gettatolo a
terra in mezzo alla gente, uscì da lui senza fargli alcun male.
36 E tutti
furon presi da sbigottimento e ragionavan fra loro, dicendo: Qual parola è
questa? Egli comanda con autorità e potenza agli spiriti immondi, ed essi
escono.
37 E la sua
fama si spargeva in ogni parte della circostante contrada.
38 Poi,
levatosi ed uscito dalla sinagoga, entrò in casa di Simone. Or la suocera di
Simone era travagliata da una gran febbre; e lo pregarono per lei.
39 Ed egli,
chinatosi verso di lei, sgridò la febbre, e la febbre la lasciò; ed ella,
alzatasi prontamente, si mise a servirli.
40 E sul
tramontar del sole, tutti quelli che aveano degli infermi di varie malattie, li
menavano a lui; ed egli li guariva, imponendo le mani a ciascuno.
41 Anche i
demonî uscivano da molti, gridando e dicendo: Tu sei il Figliuol di Dio! Ed
egli li sgridava e non permetteva loro di parlare, perché sapevano ch'egli era
il Cristo.
42 Poi,
fattosi giorno, uscì e andò in un luogo deserto; e le turbe lo cercavano e
giunsero fino a lui; e lo trattenevano perché non si partisse da loro.
43 Ma egli
disse loro: Anche alle altre città bisogna ch'io evangelizzi il regno di Dio;
poiché per questo sono stato mandato.
44 E andava
predicando per le sinagoghe della Galilea.
Capitolo 5
1 Or avvenne che essendogli la moltitudine addosso per udir la
parola di Dio, e stando egli in piè sulla riva del lago di Gennesaret,
2 vide
due barche ferme a riva, dalle quali erano smontati i pescatori e lavavano le
reti.
3 E
montato in una di quelle barche che era di Simone, lo pregò di scostarsi un po'
da terra; poi, sedutosi, d'in sulla barca ammaestrava le turbe.
4 E
com'ebbe cessato di parlare, disse a Simone: Prendi il largo, e calate le reti
per pescare.
5 E
Simone, rispondendo, disse: Maestro, tutta la notte ci siamo affaticati, e non
abbiam preso nulla; però, alla tua parola, calerò le reti.
6 E
fatto così, presero una tal quantità di pesci, che le reti si rompevano.
7 E
fecero segno a' loro compagni dell'altra barca, di venire ad aiutarli. E quelli
vennero, e riempirono ambedue le barche, talché affondavano.
8 Simon
Pietro, veduto ciò, si gettò a' ginocchi di Gesù, dicendo: Signore, dipàrtiti
da me, perché son uomo peccatore.
9
Poiché spavento avea preso lui e tutti quelli ch'eran con lui, per la presa di
pesci che avean fatta;
10 e così
pure Giacomo e Giovanni, figliuoli di Zebedeo, ch'eran socî di Simone. E Gesù
disse a Simone: Non temere: da ora innanzi sarai pescator d'uomini.
11 Ed essi,
tratte le barche a terra, lasciarono ogni cosa e lo seguirono.
12 Ed avvenne
che, trovandosi egli in una di quelle città, ecco un uomo pien di lebbra, il
quale, veduto Gesù e gettatosi con la faccia a terra, lo pregò dicendo:
Signore, se tu vuoi, tu puoi mondarmi.
13 Ed egli,
stesa la mano, lo toccò dicendo: Lo voglio, sii mondato. E in quell'istante la
lebbra sparì da lui.
14 E Gesù gli
comandò di non dirlo a nessuno: Ma va', gli disse, mostrati al sacerdote ed
offri per la tua purificazione quel che ha prescritto Mosè; e ciò serva loro di
testimonianza.
15 Però la
fama di lui si spandeva sempre più; e molte turbe si adunavano per udirlo ed
esser guarite delle loro infermità.
16 Ma egli si
ritirava ne' luoghi deserti e pregava.
17 Ed
avvenne, in uno di que' giorni, ch'egli stava insegnando; ed eran quivi seduti
de' Farisei e de' dottori della legge, venuti da tutte le borgate della
Galilea, della Giudea e da Gerusalemme; e la potenza del Signore era con lui
per compier delle guarigioni.
18 Ed ecco
degli uomini che portavano sopra un letto un paralitico, e cercavano di
portarlo dentro e di metterlo davanti a lui.
19 E non
trovando modo d'introdurlo a motivo della calca, salirono sul tetto, e fatta
un'apertura fra i tegoli, lo calaron giù col suo lettuccio, in mezzo alla
gente, davanti a Gesù.
20 Ed egli,
veduta la loro fede, disse: O uomo, i tuoi peccati ti sono rimessi.
21 Allora gli
scribi e i Farisei cominciarono a ragionare, dicendo: Chi è costui che
pronunzia bestemmie? Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?
22 Ma Gesù,
conosciuti i loro ragionamenti, prese a dir loro: Che ragionate ne' vostri
cuori?
23 Che cosa è
più agevole dire: I tuoi peccati ti son rimessi, oppur dire: Levati e cammina?
24 Ora,
affinché sappiate che il Figliuol dell'uomo ha sulla terra autorità di
rimettere i peccati: Io tel dico (disse al paralitico), levati, togli il tuo
lettuccio, e vattene a casa tua.
25 E in
quell'istante, alzatosi in presenza loro e preso il suo giaciglio, se ne andò a
casa sua, glorificando Iddio.
26 E tutti
furon presi da stupore e glorificavano Iddio; e pieni di spavento, dicevano:
Oggi abbiamo visto cose strane.
27 E dopo
queste cose, egli uscì e notò un pubblicano, di nome Levi, che sedeva al banco
della gabella, e gli disse: Seguimi.
28 Ed egli,
lasciata ogni cosa, si levò e si mise a seguirlo.
29 E Levi gli
fece un gran convito in casa sua; e c'era gran folla di pubblicani e d'altri
che erano a tavola con loro.
30 E i
Farisei ed i loro scribi mormoravano contro i discepoli di Gesù, dicendo:
Perché mangiate e bevete coi pubblicani e coi peccatori?
31 E Gesù,
rispondendo, disse loro: I sani non hanno bisogno del medico, bensì i malati.
32 Io non son
venuto a chiamar de' giusti, ma de' peccatori a ravvedimento.
33 Ed essi
gli dissero: I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno orazioni; così
pure i discepoli de' Farisei; mentre i tuoi mangiano e bevono.
34 E Gesù
disse loro: Potete voi far digiunare gli amici dello sposo, mentre lo sposo è
con loro?
35 Ma
verranno i giorni per questo; e quando lo sposo sarà loro tolto, allora, in
que' giorni, digiuneranno.
36 Disse loro
anche una parabola: Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo
ad un vestito vecchio; altrimenti strappa il nuovo, e il pezzo tolto dal nuovo
non si adatta al vecchio.
37 E nessuno
mette vin nuovo in otri vecchi; altrimenti il vin nuovo rompe gli otri, il vino
si spande, e gli otri vanno perduti.
38 Ma il vin
nuovo va messo in otri nuovi.
39 E nessuno
che abbia bevuto del vin vecchio, ne desidera del nuovo, perché dice: Il
vecchio è buono.
Capitolo 6
1 Or avvenne che in un giorno di sabato egli passava per i seminati;
e i suoi discepoli svellevano delle spighe, e sfregandole con le mani,
mangiavano.
2 Ed
alcuni de' Farisei dissero: Perché fate quel che non è lecito nel giorno del
sabato?
3 E
Gesù, rispondendo, disse loro: Non avete letto neppure quel che fece Davide,
quand'ebbe fame, egli e coloro ch'eran con lui?
4
Com'entrò nella casa di Dio, e prese i pani di presentazione, e ne mangiò e ne
diede anche a coloro che eran con lui, quantunque non sia lecito mangiarne se
non ai soli sacerdoti?
5 E
diceva loro: Il Figliuol dell'uomo è Signore del sabato.
6 Or
avvenne in un altro sabato ch'egli entrò nella sinagoga, e si mise ad
insegnare. E quivi era un uomo che avea la mano destra secca.
7 Or
gli scribi e i Farisei l'osservavano per vedere se farebbe una guarigione in
giorno di sabato, per trovar di che accusarlo.
8 Ma
egli conosceva i loro pensieri, e disse all'uomo che avea la mano secca:
Levati, e sta' su nel mezzo! Ed egli, alzatosi, stette su.
9 Poi
Gesù disse loro: Io domando a voi: È lecito, in giorno di sabato, di far del
bene o di far del male? di salvare una persona o di ucciderla?
10 E girato
lo sguardo intorno su tutti loro, disse a quell'uomo: Stendi la mano! Egli fece
così, e la sua mano tornò sana.
11 Ed essi
furon ripieni di furore e discorreano fra loro di quel che potrebbero fare a
Gesù.
12 Or avvenne
in que' giorni ch'egli se ne andò sul monte a pregare, e passò la notte in orazione
a Dio.
13 E quando
fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli, e ne elesse dodici, ai quali dette
anche il nome di apostoli:
14 Simone,
che nominò anche Pietro, e Andrea, fratello di lui, e Giacomo e Giovanni, e
Filippo e Bartolommeo,
15 e Matteo e
Toma, e Giacomo d'Alfeo e Simone chiamato Zelota,
16 e Giuda di
Giacomo, e Giuda Iscariot che divenne poi traditore.
17 E sceso
con loro, si fermò sopra un ripiano, insieme con gran folla de' suoi discepoli
e gran quantità di popolo da tutta la Giudea e da Gerusalemme e dalla marina di
Tiro e di Sidone, i quali eran venuti per udirlo e per esser guariti delle loro
infermità.
18 E quelli
che eran tormentati da spiriti immondi, erano guariti;
19 e tutta la
moltitudine cercava di toccarlo, perché usciva da lui una virtù che sanava
tutti.
20 Ed egli,
alzati gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: Beati voi che siete poveri,
perché il Regno di Dio è vostro.
21 Beati voi
che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che ora piangete, perché
riderete.
22 Beati voi,
quando gli uomini v'avranno odiati, e quando v'avranno sbanditi d'infra loro, e
v'avranno vituperati ed avranno ripudiato il vostro nome come malvagio, per
cagione del Figliuol dell'uomo.
23
Rallegratevi in quel giorno e saltate di letizia, perché, ecco, il vostro
premio è grande ne' cieli; poiché i padri loro facean lo stesso a' profeti.
24 Ma guai a
voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione.
25 Guai a voi
che siete ora satolli, perché avrete fame. Guai a voi che ora ridete, perché
farete cordoglio e piangerete.
26 Guai a voi
quando tutti gli uomini diran bene di voi, perché i padri loro facean lo stesso
coi falsi profeti.
27 Ma a voi
che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici; fate del bene a quelli che
v'odiano;
28 benedite
quelli che vi maledicono, pregate per quelli che v'oltraggiano.
29 A chi ti
percuote su una guancia, porgigli anche l'altra; e a chi ti toglie il mantello
non impedire di prenderti anche la tunica.
30 Da' a
chiunque ti chiede; e a chi ti toglie il tuo, non glielo ridomandare.
31 E come
volete che gli uomini facciano a voi, fate voi pure a loro.
32 E se amate
quelli che vi amano, qual grazia ve ne viene? Poiché anche i peccatori amano
quelli che li amano.
33 E se fate
del bene a quelli che vi fanno del bene, qual grazia ve ne viene? Anche i
peccatori fanno lo stesso.
34 E se
prestate a quelli dai quali sperate ricevere, qual grazia ne avete? Anche i
peccatori prestano ai peccatori per riceverne altrettanto.
35 Ma amate i
vostri nemici, e fate del bene e prestate senza sperarne alcun che, e il vostro
premio sarà grande e sarete figliuoli dell'Altissimo; poich'Egli è benigno
verso gl'ingrati e malvagi.
36 Siate
misericordiosi com'è misericordioso il Padre vostro.
37 Non
giudicate, e non sarete giudicati; non condannate, e non sarete condannati;
perdonate, e vi sarà perdonato.
38 Date, e vi
sarà dato: vi sarà versata in seno buona misura, pigiata, scossa, traboccante;
perché con la misura onde misurate, sarà rimisurato a voi.
39 Poi disse
loro anche una parabola: Un cieco può egli guidare un cieco? Non cadranno tutti
e due nella fossa?
40 Un
discepolo non è da più del maestro; ma ogni discepolo perfetto sarà come il suo
maestro.
41 Or perché
guardi tu il bruscolo che è nell'occhio del tuo fratello, mentre non iscorgi la
trave che è nell'occhio tuo proprio?
42 Come puoi
dire al tuo fratello: Fratello, lascia ch'io ti tragga il bruscolo che hai
nell'occhio, mentre tu stesso non vedi la trave ch'è nell'occhio tuo? Ipocrita,
trai prima dall'occhio tuo la trave, e allora ci vedrai bene per trarre il
bruscolo che è nell'occhio del tuo fratello.
43 Non v'è
infatti albero buono che faccia frutto cattivo, né v'è albero cattivo che
faccia frutto buono;
44 poiché
ogni albero si riconosce dal suo proprio frutto; perché non si colgon fichi
dalle spine, né si vendemmia uva dal pruno.
45 L'uomo
buono dal buon tesoro del suo cuore reca fuori il bene; e l'uomo malvagio, dal
malvagio tesoro reca fuori il male; poiché dall'abbondanza del cuore parla la
sua bocca.
46 Perché mi
chiamate Signore, Signore, e non fate quel che dico?
47 Chiunque
viene a me ed ascolta le mie parole e le mette in pratica, io vi mostrerò a chi
somiglia.
48 Somiglia
ad un uomo il quale, edificando una casa, ha scavato e scavato profondo, ed ha
posto il fondamento sulla roccia; e venuta una piena, la fiumana ha investito
quella casa e non ha potuto scrollarla perché era stata edificata bene.
49 Ma chi ha
udito e non ha messo in pratica, somiglia ad un uomo che ha edificato una casa
sulla terra, senza fondamento; la fiumana l'ha investita, e subito è crollata;
e la ruina di quella casa è stata grande.
Capitolo 7
1 Dopo ch'egli ebbe finiti tutti i suoi ragionamenti al popolo che
l'ascoltava, entrò in Capernaum.
2 Or il
servitore d'un certo centurione, che l'avea molto caro, era malato e stava per
morire;
3 e il
centurione, avendo udito parlar di Gesù, gli mandò degli anziani de' Giudei per
pregarlo che venisse a salvare il suo servitore.
4 Ed
essi, presentatisi a Gesù, lo pregavano istantemente, dicendo: Egli è degno che
tu gli conceda questo;
5
perché ama la nostra nazione, ed è lui che ci ha edificata la sinagoga.
6 E
Gesù s'incamminò con loro; e ormai non si trovava più molto lontano dalla casa,
quando il centurione mandò degli amici a dirgli: Signore, non ti dare questo
incomodo, perch'io non son degno che tu entri sotto il mio tetto;
7 e
perciò non mi son neppure reputato degno di venire da te; ma dillo con una
parola, e sia guarito il mio servitore.
8
Poiché anch'io son uomo sottoposto alla potestà altrui, ed ho sotto di me de'
soldati; e dico ad uno: Va', ed egli va; e ad un altro: Vieni, ed egli viene; e
al mio servitore: Fa' questo, ed egli lo fa.
9 Udito
questo, Gesù restò maravigliato di lui; e rivoltosi alla moltitudine che lo
seguiva, disse: Io vi dico che neppure in Israele ho trovato una cotanta fede!
10 E quando
gl'inviati furon tornati a casa, trovarono il servitore guarito.
11 E avvenne
in seguito, ch'egli s'avviò ad una città chiamata Nain, e i suoi discepoli e
una gran moltitudine andavano con lui.
12 E come fu
presso alla porta della città, ecco che si portava a seppellire un morto,
figliuolo unico di sua madre; e questa era vedova; e una gran moltitudine della
città era con lei.
13 E il
Signore, vedutala, ebbe pietà di lei e le disse: Non piangere!
14 E
accostatosi, toccò la bara; i portatori si fermarono, ed egli disse:
Giovinetto, io tel dico, levati!
15 E il morto
si levò a sedere e cominciò a parlare. E Gesù lo diede a sua madre.
16 Tutti
furon presi da timore, e glorificavano Iddio dicendo: Un gran profeta è sorto
fra noi; e: Dio ha visitato il suo popolo.
17 E questo
dire intorno a Gesù si sparse per tutta la Giudea e per tutto il paese
circonvicino.
18 E i
discepoli di Giovanni gli riferirono tutte queste cose.
19 Ed egli,
chiamati a sé due dei suoi discepoli, li mandò al Signore a dirgli: Sei tu
colui che ha da venire o ne aspetteremo noi un altro?
20 E quelli,
presentatisi a Gesù, gli dissero: Giovanni Battista ci ha mandati da te a
dirti: Sei tu colui che ha da venire, o ne aspetteremo noi un altro?
21 In quella
stessa ora, Gesù guarì molti di malattie, di flagelli e di spiriti maligni, e a
molti ciechi donò la vista.
22 E,
rispondendo, disse loro: Andate a riferire a Giovanni quel che avete veduto e
udito: i ciechi ricuperano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono
mondati, i sordi odono, i morti risuscitano, l'Evangelo è annunziato ai poveri.
23 E beato
colui che non si sarà scandalizzato di me!
24 Quando i
messi di Giovanni se ne furono andati, Gesù prese a dire alle turbe intorno a
Giovanni: Che andaste a vedere nel deserto? Una canna dimenata dal vento?
25 Ma che
andaste a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Ecco, quelli che portano
de' vestimenti magnifici e vivono in delizie, stanno nei palazzi dei re.
26 Ma che
andaste a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, e uno più che profeta.
27 Egli è
colui del quale è scritto: Ecco, io mando il mio messaggero davanti al tuo
cospetto che preparerà la tua via dinanzi a te.
28 Io ve lo dico:
Fra i nati di donna non ve n'è alcuno maggiore di Giovanni; però, il minimo nel
regno di Dio è maggiore di lui.
29 E tutto il
popolo che l'ha udito, ed anche i pubblicani, hanno reso giustizia a Dio,
facendosi battezzare del battesimo di Giovanni;
30 ma i
Farisei e i dottori della legge hanno reso vano per loro stessi il consiglio di
Dio, non facendosi battezzare da lui.
31 A chi
dunque assomiglierò gli uomini di questa generazione? E a chi sono simili?
32 Sono
simili ai fanciulli che stanno a sedere in piazza, e gridano gli uni agli
altri: Vi abbiam sonato il flauto e non avete ballato; abbiam cantato dei
lamenti e non avete pianto.
33 Difatti è
venuto Giovanni Battista non mangiando pane né bevendo vino, e voi dite: Ha un
demonio.
34 È venuto il
Figliuol dell'uomo mangiando e bevendo, e voi dite: Ecco un mangiatore ed un
beone, un amico dei pubblicani e de' peccatori!
35 Ma alla
sapienza è stata resa giustizia da tutti i suoi figliuoli.
36 Or uno de'
Farisei lo pregò di mangiare da lui; ed egli, entrato in casa del Fariseo, si
mise a tavola.
37 Ed ecco,
una donna che era in quella città, una peccatrice, saputo ch'egli era a tavola
in casa del Fariseo, portò un alabastro d'olio odorifero;
38 e stando
a' piedi di lui, di dietro, piangendo cominciò a rigargli di lagrime i piedi, e
li asciugava coi capelli del suo capo; e gli baciava e ribaciava i piedi e li
ungeva con l'olio.
39 Il Fariseo
che l'avea invitato, veduto ciò, disse fra sé: Costui, se fosse profeta,
saprebbe chi e quale sia la donna che lo tocca; perché è una peccatrice.
40 E Gesù,
rispondendo, gli disse: Simone, ho qualcosa da dirti. Ed egli: Maestro, di'
pure. -
41 Un
creditore avea due debitori; l'uno gli dovea cinquecento denari e l'altro
cinquanta.
42 E non
avendo essi di che pagare, condonò il debito ad ambedue. Chi di loro dunque
l'amerà di più?
43 Simone,
rispondendo, disse: Stimo sia colui al quale ha condonato di più. E Gesù gli
disse: Hai giudicato rettamente.
44 E voltosi
alla donna, disse a Simone: Vedi questa donna? Io sono entrato in casa tua, e
tu non m'hai dato dell'acqua ai piedi; ma ella mi ha rigato i piedi di lagrime
e li ha asciugati co' suoi capelli.
45 Tu non
m'hai dato alcun bacio; ma ella, da che sono entrato, non ha smesso di baciarmi
i piedi.
46 Tu non
m'hai unto il capo d'olio; ma ella m'ha unto i piedi di profumo.
47 Per la
qual cosa, io ti dico: Le sono rimessi i suoi molti peccati, perché ha molto
amato; ma colui a cui poco è rimesso, poco ama.
48 Poi disse
alla donna: I tuoi peccati ti sono rimessi.
49 E quelli
che erano a tavola con lui, cominciarono a dire dentro di sé: Chi è costui che
rimette anche i peccati?
50 Ma egli
disse alla donna: La tua fede t'ha salvata; vattene in pace.
Capitolo 8
1 Ed avvenne in appresso che egli andava attorno di città in città e
di villaggio in villaggio, predicando ed annunziando la buona novella del regno
di Dio;
2 e con
lui erano i dodici e certe donne che erano state guarite da spiriti maligni e
da infermità: Maria, detta Maddalena, dalla quale erano usciti sette demonî,
3 e
Giovanna, moglie di Cuza, amministratore d'Erode, e Susanna ed altre molte che
assistevano Gesù ed i suoi coi loro beni.
4 Or
come si raunava gran folla e la gente d'ogni città accorreva a lui, egli disse
in parabola:
5 Il
seminatore uscì a seminar la sua semenza; e mentre seminava, una parte del seme
cadde lungo la strada, e fu calpestato e gli uccelli del cielo lo mangiarono.
6 Ed
un'altra cadde sulla roccia; e come fu nato seccò perché non avea umore.
7 Ed
un'altra cadde in mezzo alle spine; e le spine, nate insieme col seme, lo
soffocarono.
8 Ed
un'altra parte cadde nella buona terra; e nato che fu, fruttò il cento per uno.
Dicendo queste cose, esclamava: Chi ha orecchi da udire, oda.
9 E i
suoi discepoli gli domandarono che volesse dir questa parabola.
10 Ed egli
disse: A voi è dato di conoscere i misteri del regno di Dio; ma agli altri se
ne parla in parabole, affinché vedendo non veggano, e udendo non intendano.
11 Or questo
è il senso della parabola: Il seme è la parola di Dio.
12 Quelli
lungo la strada son coloro che hanno udito; ma poi viene il diavolo e porta via
la Parola dal cuor loro, affinché non credano e non siano salvati.
13 E quelli
sulla roccia son coloro i quali, quando hanno udito la Parola, la ricevono con
allegrezza; ma costoro non hanno radice, credono per un tempo, e quando viene
la prova, si traggono indietro.
14 E quel
ch'è caduto fra le spine, son coloro che hanno udito, ma se ne vanno e restan
soffocati dalle cure e dalle ricchezze e dai piaceri della vita, e non arrivano
a maturità.
15 E quel
ch'è in buona terra, son coloro i quali, dopo aver udita la Parola, la
ritengono in un cuore onesto e buono, e portan frutto con perseveranza.
16 Or niuno,
accesa una lampada, la copre con un vaso, o la mette sotto il letto; anzi la
mette sul candeliere, acciocché chi entra vegga la luce.
17 Poiché non
v'è nulla di nascosto che non abbia a diventar manifesto, né di segreto che non
abbia a sapersi ed a farsi palese.
18 Badate
dunque come ascoltate: perché a chi ha sarà dato; ma a chi non ha, anche quel
che pensa d'avere gli sarà tolto.
19 Or sua
madre e i suoi fratelli vennero a lui; e non poteano avvicinarglisi a motivo
della folla.
20 E gli fu
riferito: Tua madre e i tuoi fratelli son là fuori, che ti voglion vedere.
21 Ma egli,
rispondendo, disse loro: Mia madre e miei fratelli son quelli che ascoltano la
parola di Dio e la mettono in pratica.
22 Or
avvenne, in un di quei giorni, ch'egli entrò in una barca co' suoi discepoli, e
disse loro: Passiamo all'altra riva del lago. E presero il largo.
23 E mentre
navigavano, egli si addormentò; e calò sul lago un turbine di vento, talché la
barca s'empiva d'acqua, ed essi pericolavano.
24 E
accostatisi, lo svegliarono, dicendo: Maestro, Maestro, noi periamo! Ma egli,
destatosi, sgridò il vento e i flutti che s'acquetarono, e si fe' bonaccia.
25 Poi disse
loro: Dov'è la fede vostra? Ma essi, impauriti e maravigliati, diceano l'uno
all'altro: Chi è mai costui che comanda anche ai venti ed all'acqua e gli ubbidiscono?
26 E
navigarono verso il paese de' Geraseni che è dirimpetto alla Galilea.
27 E quando
egli fu smontato a terra, gli si fece incontro un uomo della città, il quale
era posseduto da demonî, e da lungo tempo non indossava vestito, e non abitava
casa ma stava ne' sepolcri.
28 Or quando
ebbe veduto Gesù, dato un gran grido, gli si prostrò dinanzi, e disse con gran
voce: Che v'è fra me e te, o Gesù, Figliuolo dell'Iddio altissimo? Ti prego,
non mi tormentare.
29 Poiché
Gesù comandava allo spirito immondo d'uscir da quell'uomo; molte volte infatti
esso se n'era impadronito; e benché lo si fosse legato con catene e custodito
in ceppi, avea spezzato i legami, ed era portato via dal demonio ne' deserti.
30 E Gesù gli
domandò: Qual è il tuo nome? Ed egli rispose: Legione; perché molti demonî
erano entrati in lui.
31 Ed essi lo
pregavano che non comandasse loro d'andar nell'abisso.
32 Or c'era
quivi un branco numeroso di porci che pascolava pel monte; e que' demonî lo
pregarono di permetter loro d'entrare in quelli. Ed egli lo permise loro.
33 E i
demonî, usciti da quell'uomo, entrarono ne' porci; e quel branco si avventò a
precipizio giù nel lago ed affogò.
34 E quando
quelli che li pasturavano videro ciò ch'era avvenuto, se ne fuggirono e
portaron la notizia in città e per la campagna.
35 E la gente
uscì fuori a veder l'accaduto; e venuta a Gesù, trovò l'uomo, dal quale erano
usciti i demonî, che sedeva a' piedi di Gesù, vestito ed in buon senno; e
s'impaurirono.
36 E quelli
che aveano veduto, raccontarono loro come l'indemoniato era stato liberato.
37 E l'intera
popolazione della circostante regione de' Geraseni pregò Gesù che se n'andasse
da loro; perch'eran presi da grande spavento. Ed egli, montato nella barca, se
ne tornò indietro.
38 E l'uomo
dal quale erano usciti i demonî, lo pregava di poter stare con lui, ma Gesù lo
licenziò, dicendo:
39 Torna a
casa tua, e racconta le grandi cose che Iddio ha fatte per te. Ed egli se ne
andò per tutta la città, proclamando quanto grandi cose Gesù avea fatte per
lui.
40 Al suo
ritorno, Gesù fu accolto dalla folla, perché tutti lo stavano aspettando.
41 Ed ecco
venire un uomo, chiamato Iairo, che era capo della sinagoga; e gittatosi ai
piedi di Gesù, lo pregava d'entrare in casa sua,
42 perché
avea una figlia unica di circa dodici anni, e quella stava per morire. Or
mentre Gesù v'andava, la moltitudine l'affollava.
43 E una
donna che avea un flusso di sangue da dodici anni ed avea spesa ne' medici
tutta la sua sostanza senza poter esser guarita da alcuno,
44
accostatasi per di dietro, gli toccò il lembo della veste; e in quell'istante
il suo flusso ristagnò.
45 E Gesù
domandò: Chi m'ha toccato? E siccome tutti negavano, Pietro e quelli ch'eran
con lui, risposero: Maestro, le turbe ti stringono e t'affollano.
46 Ma Gesù
replicò: Qualcuno m'ha toccato, perché ho sentito che una virtù è uscita da me.
47 E la
donna, vedendo che non era rimasta inosservata, venne tutta tremante, e
gittatasi a' suoi piedi, dichiarò, in presenza di tutto il popolo, per qual motivo
l'avea toccato e com'era stata guarita in un istante.
48 Ma egli le
disse: Figliuola, la tua fede t'ha salvata; vattene in pace.
49 Mentr'egli
parlava ancora, venne uno da casa del capo della sinagoga, a dirgli: La tua
figliuola è morta; non incomodar più oltre il Maestro.
50 Ma Gesù,
udito ciò, rispose a Iairo: Non temere; solo abbi fede, ed ella sarà salva.
51 Ed
arrivato alla casa, non permise ad alcuno d'entrarvi con lui, salvo che a
Pietro, a Giovanni, a Giacomo e al padre e alla madre della fanciulla.
52 Or tutti
piangevano e facean cordoglio per lei. Ma egli disse: Non piangete; ella non è
morta, ma dorme.
53 E si
ridevano di lui, sapendo ch'era morta.
54 Ma egli,
presala per la mano, disse ad alta voce: Fanciulla, levati!
55 E lo
spirito di lei tornò; ella s'alzò subito, ed egli comandò che le si desse da
mangiare.
56 E i
genitori di lei sbigottirono; ma egli ordinò loro di non dire ad alcuno quel
che era avvenuto.
Capitolo 9
1 Ora Gesù, chiamati assieme i dodici, diede loro potestà ed
autorità su tutti i demonî e di guarir le malattie.
2 E li
mandò a predicare il regno di Dio e a guarire gl'infermi.
3 E
disse loro: Non prendete nulla per viaggio: né bastone, né sacca, né pane, né
danaro, e non abbiate tunica di ricambio.
4 E in
qualunque casa sarete entrati, in quella dimorate e da quella ripartite.
5 E
quant'è a quelli che non vi riceveranno, uscendo dalla loro città, scotete la
polvere dai vostri piedi, in testimonianza contro a loro.
6 Ed
essi, partitisi, andavano attorno di villaggio in villaggio, evangelizzando e
facendo guarigioni per ogni dove.
7 Ora,
Erode il tetrarca udì parlare di tutti que' fatti; e n'era perplesso, perché
taluni dicevano: Giovanni è risuscitato dai morti;
8 altri
dicevano: È apparso Elia; ed altri: È risuscitato uno degli antichi profeti.
9 Ma
Erode disse: Giovanni l'ho fatto decapitare; chi è dunque costui del quale
sento dir tali cose? E cercava di vederlo.
10 E gli
apostoli, essendo ritornati, raccontarono a Gesù tutte le cose che aveano fatte;
ed egli, presili seco, si ritirò in disparte verso una città chiamata Betsaida.
11 Ma le
turbe, avendolo saputo, lo seguirono; ed egli, accoltele, parlava loro del
regno di Dio, e guariva quelli che avean bisogno di guarigione.
12 Or il
giorno cominciava a declinare; e i dodici, accostatisi, gli dissero: Licenzia
la moltitudine, affinché se ne vada per i villaggi e per le campagne d'intorno
per albergarvi e per trovarvi da mangiare, perché qui siamo in un luogo
deserto.
13 Ma egli
disse loro: Date lor voi da mangiare. Ed essi risposero: Noi non abbiamo altro
che cinque pani e due pesci; se pur non andiamo noi a comprar dei viveri per
tutto questo popolo.
14 Poiché
v'eran cinquemila uomini. Ed egli disse ai suoi discepoli: Fateli accomodare a
cerchi d'una cinquantina.
15 E così li
fecero accomodar tutti.
16 Poi Gesù
prese i cinque pani e i due pesci; e levati gli occhi al cielo, li benedisse,
li spezzò e li dava ai suoi discepoli per metterli dinanzi alla gente.
17 E tutti
mangiarono e furon sazî; e de' pezzi loro avanzati si portaron via dodici
ceste.
18 Or avvenne
che mentr'egli stava pregando in disparte, i discepoli erano con lui; ed egli
domandò loro: Chi dicono le turbe ch'io sia?
19 E quelli
risposero: Gli uni dicono Giovanni Battista; altri, Elia; ed altri, uno dei
profeti antichi risuscitato.
20 E egli
disse loro: E voi, chi dite ch'io sia? E Pietro, rispondendo, disse: Il Cristo
di Dio.
21 Ed egli
vietò loro severamente di dirlo ad alcuno,
22 e
aggiunse: Bisogna che il Figliuol dell'uomo soffra molte cose, e sia reietto
dagli anziani e dai capi sacerdoti e dagli scribi, e sia ucciso, e risusciti il
terzo giorno.
23 Diceva poi
a tutti: Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a se stesso, prenda ogni
giorno la sua croce e mi seguiti.
24 Perché chi
vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la propria vita per
me, esso la salverà.
25 Infatti,
che giova egli all'uomo l'aver guadagnato tutto il mondo, se poi ha perduto o
rovinato se stesso?
26 Perché se
uno ha vergogna di me e delle mie parole, il Figliuol dell'uomo avrà vergogna
di lui, quando verrà nella gloria sua e del Padre e de' santi angeli.
27 Or io vi
dico in verità che alcuni di coloro che son qui presenti non gusteranno la
morte, finché non abbian veduto il regno di Dio.
28 Or avvenne
che circa otto giorni dopo questi ragionamenti, Gesù prese seco Pietro,
Giovanni e Giacomo, e salì sul monte per pregare.
29 E mentre
pregava, l'aspetto del suo volto fu mutato, e la sua veste divenne candida
sfolgorante.
30 Ed ecco,
due uomini conversavano con lui; ed erano Mosè ed Elia,
31 i quali
appariti in gloria, parlavano della dipartenza ch'egli stava per compiere in
Gerusalemme.
32 Or Pietro
e quelli ch'eran con lui, erano aggravati dal sonno; e quando si furono svegliati,
videro la sua gloria e i due uomini che stavan con lui.
33 E come
questi si partivano da lui, Pietro disse a Gesù: Maestro, egli è bene che
stiamo qui; facciamo tre tende: una per te, una per Mosè, ed una per Elia; non
sapendo quel che si dicesse.
34 E mentre
diceva così, venne una nuvola che li coperse della sua ombra; e i discepoli
temettero quando quelli entrarono nella nuvola.
35 Ed una
voce venne dalla nuvola, dicendo: Questo è il mio figliuolo, l'eletto mio;
ascoltatelo.
36 E mentre
si faceva quella voce, Gesù si trovò solo. Ed essi tacquero, e non riferirono
in quei giorni ad alcuno nulla di quel che aveano veduto.
37 Or avvenne
il giorno seguente che essendo essi scesi dal monte, una gran moltitudine venne
incontro a Gesù.
38 Ed ecco,
un uomo dalla folla esclamò: Maestro, te ne prego, volgi lo sguardo al mio
figliuolo; è l'unico ch'io abbia;
39 ed ecco
uno spirito lo prende, e subito egli grida, e lo spirito lo getta in
convulsione facendolo schiumare, e a fatica si diparte da lui, fiaccandolo
tutto.
40 Ed ho
pregato i tuoi discepoli di cacciarlo, ma non hanno potuto.
41 E Gesù,
rispondendo, disse: O generazione incredula e perversa, fino a quando sarò io
con voi e vi sopporterò? Mena qua il tuo figliuolo.
42 E mentre
il fanciullo si avvicinava, il demonio lo gettò per terra e lo torse in
convulsione; ma Gesù sgridò lo spirito immondo, guarì il fanciullo, e lo rese a
suo padre.
43 E tutti
sbigottivano della grandezza di Dio. Ora, mentre tutti si maravigliavano di
tutte le cose che Gesù faceva, egli disse ai suoi discepoli:
44 Voi,
tenete bene a mente queste parole: Il Figliuol dell'uomo sta per esser dato
nelle mani degli uomini.
45 Ma essi
non capivano quel detto ch'era per loro coperto d'un velo, per modo che non lo
intendevano, e temevano d'interrogarlo circa quel detto.
46 Poi sorse
fra loro una disputa sul chi di loro fosse il maggiore.
47 Ma Gesù,
conosciuto il pensiero del loro cuore, prese un piccolo fanciullo, se lo pose
accanto,
48 e disse
loro: Chi riceve questo piccolo fanciullo nel nome mio, riceve me; e chi riceve
me, riceve Colui che m'ha mandato. Poiché chi è il minimo fra tutti voi, quello
è grande.
49 Or
Giovanni prese a dirgli: Maestro, noi abbiam veduto un tale che cacciava i
demonî nel tuo nome, e glielo abbiamo vietato perché non ti segue con noi.
50 Ma Gesù
gli disse: Non glielo vietate, perché chi non è contro voi è per voi.
51 Poi, come
s'avvicinava il tempo della sua assunzione, Gesù si mise risolutamente in via
per andare a Gerusalemme.
52 E mandò
davanti a sé de' messi, i quali, partitisi, entrarono in un villaggio de'
Samaritani per preparargli alloggio.
53 Ma quelli
non lo ricevettero perché era diretto verso Gerusalemme.
54 Veduto
ciò, i suoi discepoli Giacomo e Giovanni, dissero: Signore, vuoi tu che diciamo
che scenda fuoco dal cielo e li consumi?
55 Ma egli,
rivoltosi, li sgridò.
56 E se ne
andarono in un altro villaggio.
57 Or avvenne
che mentre camminavano per la via, qualcuno gli disse: Io ti seguiterò dovunque
tu andrai.
58 E Gesù gli
rispose: Le volpi hanno delle tane e gli uccelli del cielo, de' nidi, ma il
Figliuol dell'uomo non ha dove posare il capo.
59 E ad un
altro disse: Seguitami. Ed egli rispose: Permettimi prima d'andare a seppellir
mio padre.
60 Ma Gesù
gli disse: Lascia i morti seppellire i loro morti; ma tu va' ad annunziare il
regno di Dio.
61 E un altro
ancora gli disse: Ti seguiterò, Signore, ma permettimi prima d'accomiatarmi da
que' di casa mia.
62 Ma Gesù
gli disse: Nessuno che abbia messo la mano all'aratro e poi riguardi indietro,
è adatto al regno di Dio.
Capitolo 10
1 Or dopo queste cose, il Signore designò altri settanta discepoli,
e li mandò a due a due dinanzi a sé, in ogni città e luogo dove egli stesso era
per andare.
2 E
diceva loro: Ben è la mèsse grande, ma gli operai son pochi; pregate dunque il
Signor della mèsse che spinga degli operai nella sua mèsse.
3
Andate; ecco, io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi.
4 Non
portate né borsa, né sacca, né calzari, e non salutate alcuno per via.
5 In
qualunque casa sarete entrati, dite prima: Pace a questa casa!
6 E se
v'è quivi alcun figliuolo di pace, la vostra pace riposerà su lui; se no, ella
tornerà a voi.
7 Or
dimorate in quella stessa casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché
l'operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa.
8 E in
qualunque città sarete entrati, se vi ricevono, mangiate di ciò che vi sarà
messo dinanzi,
9
guarite gl'infermi che saranno in essa, e dite loro: Il regno di Dio s'è
avvicinato a voi.
10 Ma in
qualunque città sarete entrati, se non vi ricevono, uscite sulle piazze e dite:
11 Perfino la
polvere che dalla vostra città s'è attaccata a' nostri piedi, noi la scotiamo
contro a voi; sappiate tuttavia questo, che il regno di Dio s'è avvicinato a voi.
12 Io vi dico
che in quel giorno la sorte di Sodoma sarà più tollerabile della sorte di
quella città.
13 Guai a te,
Corazin! Guai a te, Betsaida; perché se in Tiro e in Sidone fossero state fatte
le opere potenti compiute fra voi, già anticamente si sarebbero ravvedute,
prendendo il cilicio, e sedendo nella cenere.
14 E però,
nel giorno del giudicio, la sorte di Tiro e di Sidone sarà più tollerabile
della vostra.
15 E tu, o
Capernaum, sarai tu forse innalzata fino al cielo? No, tu sarai abbassata fino
nell'Ades!
16 Chi
ascolta voi ascolta me; chi sprezza voi sprezza me, e chi sprezza me sprezza
Colui che mi ha mandato.
17 Or i
settanta tornarono con allegrezza, dicendo: Signore, anche i demonî ci sono
sottoposti nel tuo nome.
18 Ed egli
disse loro: Io mirava Satana cader dal cielo a guisa di folgore.
19 Ecco, io
v'ho dato la potestà di calcar serpenti e scorpioni, e tutta la potenza del
nemico; e nulla potrà farvi del male.
20 Pure, non
vi rallegrate perché gli spiriti vi son sottoposti, ma rallegratevi perché i
vostri nomi sono scritti ne' cieli.
21 In quella
stessa ora, Gesù giubilò per lo Spirito Santo, e disse: Io ti rendo lode, o
Padre, Signor del cielo e della terra, perché hai nascoste queste cose ai savi
e agl'intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli fanciulli! Sì, o Padre, perché
così ti è piaciuto.
22 Ogni cosa
m'è stata data in mano dal Padre mio; e nessuno conosce chi è il Figliuolo, se
non il Padre; né chi è il Padre, se non il Figliuolo e colui al quale il
Figliuolo voglia rivelarlo.
23 E
rivoltosi a' suoi discepoli, disse loro in disparte: Beati gli occhi che
veggono le cose che voi vedete!
24 Poiché vi
dico che molti profeti e re han bramato di veder le cose che voi vedete, e non
le hanno vedute; e di udir le cose che voi udite, e non le hanno udite.
25 Ed ecco,
un certo dottor della legge si levò per metterlo alla prova, e gli disse:
Maestro, che dovrò fare per eredar la vita eterna?
26 Ed egli
gli disse: Nella legge che sta scritto? Come leggi?
27 E colui,
rispondendo, disse: Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore, e con
tutta l'anima tua, e con tutta la forza tua, e con tutta la mente tua, e il tuo
prossimo come te stesso.
28 E Gesù gli
disse: Tu hai risposto rettamente; fa' questo, e vivrai.
29 Ma colui,
volendo giustificarsi, disse a Gesù: E chi è il mio prossimo?
30 Gesù,
replicando, disse: Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, e s'imbatté in
ladroni i quali, spogliatolo e feritolo, se ne andarono, lasciandolo mezzo
morto.
31 Or, per
caso, un sacerdote scendeva per quella stessa via; e veduto colui, passò oltre
dal lato opposto.
32 Così pure
un levita, giunto a quel luogo e vedutolo, passò oltre dal lato opposto.
33 Ma un
Samaritano che era in viaggio, giunse presso a lui; e vedutolo, n'ebbe pietà;
34 e accostatosi,
fasciò le sue piaghe, versandovi sopra dell'olio e del vino; poi lo mise sulla
propria cavalcatura, lo menò ad un albergo e si prese cura di lui.
35 E il
giorno dopo, tratti fuori due denari, li diede all'oste e gli disse: Prenditi
cura di lui; e tutto ciò che spenderai di più, quando tornerò in su, te lo
renderò.
36 Quale di
questi tre ti pare essere stato il prossimo di colui che s'imbatté ne' ladroni?
37 E quello
rispose: Colui che gli usò misericordia. E Gesù gli disse: Va', e fa' tu il simigliante.
38 Or mentre
essi erano in cammino, egli entrò in un villaggio; e una certa donna, per nome
Marta, lo ricevette in casa sua.
39 Ell'avea
una sorella chiamata Maria la quale, postasi a sedere a' piedi di Gesù,
ascoltava la sua parola.
40 Ma Marta
era affaccendata intorno a molti servigi; e venne e disse: Signore, non
t'importa che mia sorella m'abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che
m'aiuti.
41 Ma il
Signore, rispondendo, le disse: Marta, Marta, tu ti affanni e t'inquieti di
molte cose, ma di una cosa sola fa bisogno.
42 E Maria ha
scelto la buona parte che non le sarà tolta.
Capitolo 11
1 Ed avvenne che essendo egli in orazione in un certo luogo,
com'ebbe finito, uno de' suoi discepoli gli disse: Signore, insegnaci a pregare
come anche Giovanni ha insegnato a' suoi discepoli.
2 Ed
egli disse loro: Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno;
3 dacci
di giorno in giorno il nostro pane cotidiano;
4 e
perdonaci i nostri peccati, poiché anche noi perdoniamo ad ogni nostro
debitore; e non ci esporre alla tentazione.
5 Poi
disse loro: Se uno d'infra voi ha un amico e va da lui a mezzanotte e gli dice:
Amico, prestami tre pani,
6
perché m'è giunto di viaggio in casa un amico, e non ho nulla da mettergli
dinanzi;
7 e se
colui dal di dentro gli risponde: Non mi dar molestia; già è serrata la porta,
e i miei fanciulli son meco a letto, io non posso alzarmi per darteli,
8 - io
vi dico che quand'anche non s'alzasse a darglieli perché gli è amico, pure, per
la importunità sua, si leverà e gliene darà quanti ne ha di bisogno.
9 Io
altresì vi dico: Chiedete, e vi sarà dato; cercate e troverete; picchiate, e vi
sarà aperto.
10 Poiché
chiunque chiede riceve, chi cerca trova, e sarà aperto a chi picchia.
11 E chi è
quel padre tra voi che, se il figliuolo gli chiede un pane, gli dia una pietra?
O se gli chiede un pesce, gli dia invece una serpe?
12 Oppure
anche se gli chiede un uovo, gli dia uno scorpione?
13 Se voi
dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figliuoli, quanto
più il vostro Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo
domandano!
14 Or egli
stava cacciando un demonio che era muto; ed avvenne che quando il demonio fu
uscito, il muto parlò; e le turbe si maravigliarono.
15 Ma alcuni
di loro dissero: È per l'aiuto di Beelzebub, principe dei demonî, ch'egli
caccia i demonî.
16 Ed altri,
per metterlo alla prova, chiedevano da lui un segno dal cielo.
17 Ma egli,
conoscendo i loro pensieri, disse loro: Ogni regno diviso in parti contrarie è
ridotto in deserto, e una casa divisa contro se stessa, rovina.
18 Se dunque
anche Satana è diviso contro se stesso, come potrà reggere il suo regno? Poiché
voi dite che è per l'aiuto di Beelzebub che io caccio i demonî.
19 E se io
caccio i demonî per l'aiuto di Beelzebub, i vostri figliuoli per l'aiuto di chi
li caccian essi? Perciò, essi stessi saranno i vostri giudici.
20 Ma se è
per il dito di Dio che io caccio i demonî, è dunque pervenuto fino a voi il
regno di Dio.
21 Quando
l'uomo forte, ben armato, guarda l'ingresso della sua dimora, quel ch'e'
possiede è al sicuro;
22 ma quando
uno più forte di lui sopraggiunge e lo vince, gli toglie tutta l'armatura nella
quale si confidava, e ne spartisce le spoglie.
23 Chi non è
con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde.
24 Quando lo
spirito immondo è uscito da un uomo, va attorno per luoghi aridi, cercando
riposo; e non trovandone, dice: Ritornerò nella mia casa donde sono uscito;
25 e
giuntovi, la trova spazzata e adorna.
26 Allora va
e prende seco altri sette spiriti peggiori di lui, ed entrano ad abitarla; e
l'ultima condizione di quell'uomo divien peggiore della prima.
27 Or avvenne
che, mentre egli diceva queste cose, una donna di fra la moltitudine alzò la
voce e gli disse: Beato il seno che ti portò e le mammelle che tu poppasti!
28 Ma egli
disse: Beati piuttosto quelli che odono la parola di Dio e l'osservano!
29 E
affollandosi intorno a lui le turbe, egli prese a dire: Questa generazione è
una generazione malvagia; ella chiede un segno; e segno alcuno non le sarà
dato, salvo il segno di Giona.
30 Poiché
come Giona fu un segno per i Niniviti, così anche il Figliuol dell'uomo sarà
per questa generazione.
31 La regina
del Mezzodì risusciterà nel giudizio con gli uomini di questa generazione e li
condannerà; perché ella venne dalle estremità della terra per udir la sapienza
di Salomone; ed ecco qui v'è più che Salomone.
32 I Niniviti
risusciteranno nel giudizio con questa generazione e la condanneranno; perché
essi si ravvidero alla predicazione di Giona; ed ecco qui v'è più che Giona.
33 Nessuno,
quand'ha acceso una lampada, la mette in un luogo nascosto o sotto il moggio;
anzi la mette sul candeliere, affinché coloro che entrano, veggano la luce.
34 La lampada
del tuo corpo è l'occhio; se l'occhio tuo è sano, anche tutto il tuo corpo è
illuminato; ma se è viziato, anche il tuo corpo è nelle tenebre.
35 Guarda
dunque che la luce che è in te non sia tenebre.
36 Se dunque
tutto il tuo corpo è illuminato, senz'aver parte alcuna tenebrosa, sarà tutto
illuminato come quando la lampada t'illumina col suo splendore.
37 Or
mentr'egli parlava, un Fariseo lo invitò a desinare da lui. Ed egli, entrato,
si mise a tavola.
38 E il
Fariseo, veduto questo, si maravigliò che non si fosse prima lavato, avanti il
desinare.
39 E il
Signore gli disse: Voialtri Farisei nettate il di fuori della coppa e del
piatto, ma l'interno vostro è pieno di rapina e di malvagità.
40 Stolti,
Colui che ha fatto il di fuori, non ha anche fatto il di dentro?
41 Date
piuttosto in elemosina quel ch'è dentro al piatto; ed ecco, ogni cosa sarà
netta per voi.
42 Ma guai a
voi, Farisei, poiché pagate la decima della menta, della ruta e d'ogni erba, e
trascurate la giustizia e l'amor di Dio! Queste son le cose che bisognava fare,
senza tralasciar le altre.
43 Guai a
voi, Farisei, perché amate i primi seggi nelle sinagoghe, e i saluti nelle
piazze.
44 Guai a
voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono, e chi vi cammina sopra
non ne sa niente.
45 Allora uno
de' dottori della legge, rispondendo, gli disse: Maestro, parlando così, fai
ingiuria anche a noi.
46 Ed egli
disse: Guai anche a voi, dottori della legge, perché caricate le genti di pesi
difficili a portare, e voi non toccate quei pesi neppur con un dito!
47 Guai a
voi, perché edificate i sepolcri de' profeti, e i vostri padri li uccisero.
48 Voi dunque
testimoniate delle opere de' vostri padri e le approvate; perché essi li
uccisero, e voi edificate loro de' sepolcri.
49 E per
questo la sapienza di Dio ha detto: Io manderò loro de' profeti e degli
apostoli; e ne uccideranno alcuni e ne perseguiteranno altri,
50 affinché
il sangue di tutti i profeti sparso dalla fondazione del mondo sia ridomandato
a questa generazione;
51 dal sangue
di Abele fino al sangue di Zaccaria che fu ucciso fra l'altare ed il tempio;
sì, vi dico, sarà ridomandato a questa generazione.
52 Guai a
voi, dottori della legge, poiché avete tolta la chiave della scienza! Voi
stessi non siete entrati, ed avete impedito quelli che entravano.
53 E quando
fu uscito di là, gli scribi e i Farisei cominciarono a incalzarlo fieramente ed
a trargli di bocca risposte a molte cose; tendendogli de' lacci,
54 per
coglier qualche parola che gli uscisse di bocca.
Capitolo 12
1 Intanto, essendosi la moltitudine radunata a migliaia, così da
calpestarsi gli uni gli altri, Gesù cominciò prima di tutto a dire ai suoi
discepoli: Guardatevi dal lievito de' Farisei, che è ipocrisia.
2 Ma
non v'è niente di coperto che non abbia ad essere scoperto, né di occulto che
non abbia ad esser conosciuto.
3
Perciò tutto quel che avete detto nelle tenebre, sarà udito nella luce; e quel
che avete detto all'orecchio nelle stanze interne, sarà proclamato sui tetti.
4 Ma a
voi che siete miei amici, io dico: Non temete coloro che uccidono il corpo, e
che dopo ciò, non possono far nulla di più;
5 ma io
vi mostrerò chi dovete temere: Temete colui che, dopo aver ucciso, ha potestà
di gettar nella geenna. Sì, vi dico, temete Lui.
6 Cinque
passeri non si vendon per due soldi? Eppure non uno d'essi è dimenticato
dinanzi a Dio;
7 anzi,
perfino i capelli del vostro capo son tutti contati. Non temete dunque; voi
siete da più di molti passeri.
8 Or io
vi dico: Chiunque mi avrà riconosciuto davanti agli uomini, anche il Figliuol
dell'uomo riconoscerà lui davanti agli angeli di Dio;
9 ma
chi mi avrà rinnegato davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli
di Dio.
10 Ed a
chiunque avrà parlato contro il Figliuol dell'uomo, sarà perdonato; ma a chi
avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato.
11 Quando poi
vi condurranno davanti alle sinagoghe e ai magistrati e alle autorità, non
state in ansietà del come o del che avrete a rispondere a vostra difesa, o di
quel che avrete a dire;
12 perché lo
Spirito Santo v'insegnerà in quell'ora stessa quel che dovrete dire.
13 Or uno
della folla gli disse: Maestro, di' a mio fratello che divida con me l'eredità.
14 Ma Gesù
gli rispose: O uomo, chi mi ha costituito su voi giudice o spartitore?
15 Poi disse
loro: Badate e guardatevi da ogni avarizia; perché non è dall'abbondanza de'
beni che uno possiede, ch'egli ha la sua vita.
16 E disse
loro questa parabola: La campagna d'un certo uomo ricco fruttò copiosamente;
17 ed egli ragionava
così fra se medesimo: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti?
18 E disse:
Questo farò; demolirò i miei granai e ne fabbricherò dei più vasti, e vi
raccoglierò tutto il mio grano e i miei beni,
19 e dirò
all'anima mia: Anima, tu hai molti beni riposti per molti anni; riposati,
mangia, bevi, godi.
20 Ma Dio gli
disse: Stolto, questa notte stessa l'anima tua ti sarà ridomandata; e quel che
hai preparato, di chi sarà?
21 Così è di
chi tesoreggia per sé, e non è ricco in vista di Dio.
22 Poi disse
ai suoi discepoli: Perciò vi dico: Non siate con ansietà solleciti per la vita
vostra di quel che mangerete; né per il corpo di che vi vestirete;
23 poiché la
vita è più del nutrimento, e il corpo è più del vestito.
24
Considerate i corvi: non seminano, non mietono; non hanno dispensa né granaio,
eppure Dio li nutrisce. Di quanto non siete voi da più degli uccelli?
25 E chi di
voi può con la sua sollecitudine aggiungere alla sua statura pure un cubito?
26 Se dunque
non potete far nemmeno ciò ch'è minimo, perché siete in ansiosa sollecitudine
del rimanente?
27
Considerate i gigli, come crescono; non faticano e non filano; eppure io vi
dico che Salomone stesso, con tutta la sua gloria, non fu vestito come uno di
loro.
28 Or se Dio
riveste così l'erba che oggi è nel campo e domani è gettata nel forno, quanto
più vestirà voi, o gente di poca fede?
29 Anche voi
non cercate che mangerete e che berrete, e non ne state in sospeso;
30 poiché
tutte queste cose son le genti del mondo che le ricercano; ma il Padre vostro
sa che ne avete bisogno.
31 Cercate
piuttosto il suo regno, e queste cose vi saranno sopraggiunte.
32 Non
temere, o piccol gregge; poiché al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno.
33 Vendete i
vostri beni, e fatene elemosina; fatevi delle borse che non invecchiano, un
tesoro che non venga meno ne' cieli, ove ladro non s'accosta e tignuola non
guasta.
34 Perché
dov'è il vostro tesoro, quivi sarà anche il vostro cuore.
35 I vostri
fianchi siano cinti, e le vostre lampade accese;
36 e voi
siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando tornerà dalle nozze,
per aprirgli appena giungerà e picchierà.
37 Beati que'
servitori che il padrone, arrivando, troverà vigilanti! In verità io vi dico
che egli si cingerà, li farà mettere a tavola e passerà a servirli.
38 E se
giungerà alla seconda o alla terza vigilia e li troverà così, beati loro!
39 Or
sappiate questo, che se il padron di casa sapesse a che ora verrà il ladro,
veglierebbe e non si lascerebbe sconficcar la casa.
40 Anche voi
siate pronti, perché nell'ora che non pensate, il Figliuol dell'uomo verrà.
41 E Pietro
disse: Signore, questa parabola la dici tu per noi, o anche per tutti?
42 E il
Signore rispose: E qual è mai l'economo fedele e avveduto che il padrone costituirà
sui suoi domestici per dar loro a suo tempo la loro misura di viveri?
43 Beato quel
servitore che il padrone, al suo arrivo, troverà facendo così.
44 In verità
io vi dico che lo costituirà su tutti i suoi beni.
45 Ma se quel
servitore dice in cuor suo: Il mio padrone mette indugio a venire; e comincia a
battere i servi e le serve, e a mangiare e bere ed ubriacarsi,
46 il padrone
di quel servitore verrà nel giorno che non se l'aspetta e nell'ora che non sa;
e lo farà lacerare a colpi di flagello, e gli assegnerà la sorte degl'infedeli.
47 Or quel
servitore che ha conosciuto la volontà del suo padrone e non ha preparato né
fatto nulla per compiere la volontà di lui, sarà battuto di molti colpi;
48 ma colui
che non l'ha conosciuta e ha fatto cose degne di castigo, sarà battuto di pochi
colpi. E a chi molto è stato dato, molto sarà ridomandato; e a chi molto è
stato affidato, tanto più si richiederà.
49 Io son
venuto a gettare un fuoco sulla terra; e che mi resta a desiderare, se già è
acceso?
50 Ma v'è un
battesimo del quale ho da esser battezzato; e come sono angustiato finché non
sia compiuto!
51 Pensate
voi ch'io sia venuto a metter pace in terra? No, vi dico; ma piuttosto
divisione;
52 perché, da
ora innanzi, se vi sono cinque persone in una casa, saranno divise tre contro
due, e due contro tre;
53 saranno
divisi il padre contro il figliuolo, e il figliuolo contro il padre; la madre
contro la figliuola, e la figliuola contro la madre; la suocera contro la
nuora, e la nuora contro la suocera.
54 Diceva poi
ancora alle turbe: Quando vedete una nuvola venir su da ponente, voi dite
subito: Viene la pioggia; e così succede.
55 E quando
sentite soffiar lo scirocco, dite: Farà caldo, e avviene così.
56 Ipocriti,
ben sapete discernere l'aspetto della terra e del cielo; e come mai non sapete
discernere questo tempo?
57 E perché
non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?
58 Quando vai
col tuo avversario davanti al magistrato, fa' di tutto, mentre sei per via, per
liberarti da lui; che talora e' non ti tragga dinanzi al giudice, e il giudice
ti dia in man dell'esecutore giudiziario, e l'esecutore ti cacci in prigione.
59 Io ti dico
che non uscirai di là, finché tu non abbia pagato fino all'ultimo spicciolo.
Capitolo 13
1 In quello stesso tempo vennero alcuni a riferirgli il fatto de'
Galilei il cui sangue Pilato aveva mescolato coi loro sacrificî.
2 E
Gesù, rispondendo, disse loro: Pensate voi che quei Galilei fossero più
peccatori di tutti i Galilei perché hanno sofferto tali cose?
3 No, vi
dico; ma se non vi ravvedete, tutti similmente perirete.
4 O
quei diciotto sui quali cadde la torre in Siloe e li uccise, pensate voi che
fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme?
5 No,
vi dico; ma se non vi ravvedete, tutti al par di loro perirete.
6 Disse
pure questa parabola: Un tale aveva un fico piantato nella sua vigna; e andò a
cercarvi del frutto, e non ne trovò.
7 Disse
dunque al vignaiuolo: Ecco, sono ormai tre anni che vengo a cercar frutto da
questo fico, e non ne trovo; taglialo; perché sta lì a rendere improduttivo
anche il terreno?
8 Ma
l'altro, rispondendo, gli disse: Signore, lascialo ancora quest'anno, finch'io
l'abbia scalzato e concimato;
9 e
forse darà frutto in avvenire; se no, lo taglierai.
10 Or egli stava
insegnando in una delle sinagoghe in giorno di sabato.
11 Ed ecco
una donna, che da diciotto anni aveva uno spirito d'infermità, ed era tutta
curvata e incapace di raddrizzarsi in alcun modo.
12 E Gesù,
vedutala, la chiamò a sé e le disse: Donna, tu sei liberata dalla tua
infermità.
13 E pose le
mani su lei, ed ella in quell'istante fu raddrizzata e glorificava Iddio.
14 Or il capo
della sinagoga, sdegnato che Gesù avesse fatta una guarigione in giorno di
sabato, prese a dire alla moltitudine: Ci son sei giorni ne' quali s'ha da
lavorare; venite dunque in quelli a farvi guarire, e non in giorno di sabato.
15 Ma il
Signore gli rispose e disse: Ipocriti, non scioglie ciascun di voi, di sabato,
il suo bue o il suo asino dalla mangiatoia per menarlo a bere?
16 E costei,
ch'è figliuola d'Abramo, e che Satana avea tenuta legata per ben diciott'anni,
non doveva esser sciolta da questo legame in giorno di sabato?
17 E mentre
diceva queste cose, tutti i suoi avversari erano confusi, e tutta la
moltitudine si rallegrava di tutte le opere gloriose da lui compiute.
18 Diceva
dunque: A che è simile il regno di Dio, e a che l'assomiglierò io?
19 Esso è
simile ad un granel di senapa che un uomo ha preso e gettato nel suo orto; ed è
cresciuto ed è divenuto albero; e gli uccelli del cielo si son riparati sui
suoi rami.
20 E di nuovo
disse: A che assomiglierò il regno di Dio?
21 Esso è
simile al lievito che una donna ha preso e nascosto in tre staia di farina,
finché tutta sia lievitata.
22 Ed egli
attraversava man mano le città ed i villaggi, insegnando, e facendo cammino
verso Gerusalemme.
23 E un tale
gli disse: Signore, son pochi i salvati?
24 Ed egli
disse loro: Sforzatevi d'entrare per la porta stretta, perché io vi dico che
molti cercheranno d'entrare e non potranno.
25 Da che il
padron di casa si sarà alzato ed avrà serrata la porta, e voi, stando di fuori,
comincerete a picchiare alla porta, dicendo: Signore, aprici, egli,
rispondendo, vi dirà: Io non so d'onde voi siate.
26 Allora
comincerete a dire: Noi abbiam mangiato e bevuto in tua presenza, e tu hai
insegnato nelle nostre piazze!
27 Ed egli
dirà: Io vi dico che non so d'onde voi siate; dipartitevi da me, voi tutti
operatori d'iniquità.
28 Quivi sarà
il pianto e lo stridor de' denti, quando vedrete Abramo e Isacco e Giacobbe e
tutti i profeti nel regno di Dio, e che voi ne sarete cacciati fuori.
29 E ne
verranno d'oriente e d'occidente, e da settentrione e da mezzogiorno, che si
porranno a mensa nel regno di Dio.
30 Ed ecco,
ve ne son degli ultimi che saranno primi, e de' primi che saranno ultimi.
31 In quello
stesso momento vennero alcuni Farisei a dirgli: Parti, e vattene di qui, perché
Erode ti vuol far morire.
32 Ed egli
disse loro: Andate a dire a quella volpe: Ecco, io caccio i demonî e compio
guarigioni oggi e domani, e il terzo giorno giungo al mio termine.
33
D'altronde, bisogna ch'io cammini oggi e domani e posdomani, perché non può
essere che un profeta muoia fuori di Gerusalemme.
34
Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti son
mandati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figliuoli, come la gallina
raccoglie i suoi pulcini sotto le ali; e voi non avete voluto!
35 Ecco, la
vostra casa sta per esservi lasciata deserta. E io vi dico che non mi vedrete
più, finché venga il giorno che diciate: Benedetto colui che viene nel nome del
Signore!
Capitolo 14
1 E avvenne che, essendo egli entrato in casa di uno de' principali
Farisei in giorno di sabato per prender cibo, essi lo stavano osservando.
2 Ed
ecco, gli stava dinanzi un uomo idropico.
3 E
Gesù prese a dire ai dottori della legge ed ai Farisei: È egli lecito o no far
guarigioni in giorno di sabato?
4 Ma
essi tacquero. Allora egli, presolo, lo guarì e lo licenziò.
5 Poi
disse loro: Chi di voi, se un figliuolo od un bue cade in un pozzo, non lo trae
subito fuori in giorno di sabato?
6 Ed
essi non potevano risponder nulla in contrario.
7
Notando poi come gl'invitati sceglievano i primi posti, disse loro questa
parabola:
8
Quando sarai invitato a nozze da qualcuno, non ti mettere a tavola al primo
posto, che talora non sia stato invitato da lui qualcuno più ragguardevole di
te,
9 e chi
ha invitato te e lui non venga a dirti: Cedi il posto a questo! e tu debba con
tua vergogna cominciare allora ad occupare l'ultimo posto.
10 Ma quando
sarai invitato, va a metterti all'ultimo posto, affinché quando colui che t'ha
invitato verrà, ti dica: Amico, sali più in su. Allora ne avrai onore dinanzi a
tutti quelli che saran teco a tavola.
11 Poiché chiunque
s'innalza sarà abbassato, e chi si abbassa sarà innalzato.
12 E diceva
pure a colui che lo aveva invitato: Quando fai un desinare o una cena, non
chiamare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i vicini
ricchi; che talora anch'essi non t'invitino, e ti sia reso il contraccambio;
13 ma quando
fai un convito, chiama i poveri, gli storpi, gli zoppi, i ciechi;
14 e sarai
beato, perché non hanno modo di rendertene il contraccambio; ma il
contraccambio ti sarà reso alla risurrezione de' giusti.
15 Or uno de'
commensali, udite queste cose, gli disse: Beato chi mangerà del pane nel regno
di Dio!
16 Ma Gesù
gli disse: Un uomo fece una gran cena e invitò molti;
17 e all'ora
della cena, mandò il suo servitore a dire agl'invitati: Venite, perché tutto è
già pronto.
18 E tutti,
ad una voce, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: Ho comprato un campo
e ho necessità d'andarlo a vedere; ti prego, abbimi per iscusato.
19 E un altro
disse: Ho comprato cinque paia di buoi, e vado a provarli; ti prego, abbimi per
iscusato.
20 E un altro
disse: Ho preso moglie, e perciò non posso venire.
21 E il
servitore, tornato, riferì queste cose al suo signore. Allora il padron di
casa, adiratosi, disse al suo servitore: Va' presto per le piazze e per le vie
della città, e mena qua i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi.
22 Poi il
servitore disse: Signore, s'è fatto come hai comandato, e ancora c'è posto.
23 E il
signore disse al servitore: Va' fuori per le strade e lungo le siepi, e
costringili ad entrare, affinché la mia casa sia piena.
24 Perché io
vi dico che nessuno di quegli uomini ch'erano stati invitati, assaggerà la mia
cena.
25 Or molte
turbe andavano con lui; ed egli, rivoltosi, disse loro:
26 Se uno
viene a me e non odia suo padre, e sua madre, e la moglie, e i fratelli, e le
sorelle, e finanche la sua propria vita, non può esser mio discepolo.
27 E chi non
porta la sua croce e non vien dietro a me, non può esser mio discepolo.
28 Infatti
chi è fra voi colui che, volendo edificare una torre, non si metta prima a
sedere e calcoli la spesa per vedere se ha da poterla finire?
29 Che
talora, quando ne abbia posto il fondamento e non la possa finire, tutti quelli
che la vedranno prendano a beffarsi di lui, dicendo:
30 Quest'uomo
ha cominciato a edificare e non ha potuto finire.
31 Ovvero,
qual è il re che, partendo per muover guerra ad un altro re, non si metta prima
a sedere ed esamini se possa con diecimila uomini affrontare colui che gli vien
contro con ventimila?
32 Se no,
mentre quello è ancora lontano, gli manda un'ambasciata e chiede di trattar la
pace.
33 Così
dunque ognun di voi che non rinunzi a tutto quello che ha, non può esser mio
discepolo.
34 Il sale,
certo, è buono; ma se anche il sale diventa insipido, con che gli si darà
sapore?
35 Non serve
né per terra, né per concime; lo si butta via. Chi ha orecchi da udire, oda.
Capitolo 15
1 Or tutti i pubblicani e i peccatori s'accostavano a lui per
udirlo.
2 E
così i Farisei come gli scribi mormoravano, dicendo: Costui accoglie i
peccatori e mangia con loro.
3 Ed
egli disse loro questa parabola:
4 Chi è
l'uomo fra voi, che, avendo cento pecore, se ne perde una, non lasci le
novantanove nel deserto e non vada dietro alla perduta finché non l'abbia
ritrovata?
5 E
trovatala, tutto allegro se la mette sulle spalle;
6 e
giunto a casa, chiama assieme gli amici e i vicini, e dice loro: Rallegratevi
meco, perché ho ritrovato la mia pecora ch'era perduta.
7 Io vi
dico che così vi sarà in cielo più allegrezza per un solo peccatore che si
ravvede, che per novantanove giusti i quali non han bisogno di ravvedimento.
8
Ovvero, qual'è la donna che avendo dieci dramme, se ne perde una, non accenda
un lume e non spazzi la casa e non cerchi con cura finché non l'abbia
ritrovata?
9 E
quando l'ha trovata, chiama assieme le amiche e le vicine, dicendo:
Rallegratevi meco, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta.
10 Così, vi
dico, v'è allegrezza dinanzi agli angeli di Dio per un solo peccatore che si
ravvede.
11 Disse
ancora: Un uomo avea due figliuoli;
12 e il più
giovane di loro disse al padre: Padre, dammi la parte de' beni che mi tocca. Ed
egli spartì fra loro i beni.
13 E di lì a
poco, il figliuolo più giovane, messa insieme ogni cosa, se ne partì per un
paese lontano, e quivi dissipò la sua sostanza, vivendo dissolutamente.
14 E
quand'ebbe speso ogni cosa, una gran carestia sopravvenne in quel paese, sicché
egli cominciò ad esser nel bisogno.
15 E andò, e
si mise con uno degli abitanti di quel paese, il quale lo mandò ne' suoi campi,
a pasturare i porci.
16 Ed egli
avrebbe bramato empirsi il corpo de' baccelli che i porci mangiavano, ma
nessuno gliene dava.
17 Ma
rientrato in sé, disse: Quanti servi di mio padre hanno pane in abbondanza, ed
io qui mi muoio di fame!
18 Io mi
leverò e me n'andrò a mio padre, e gli dirò: Padre, ho peccato contro il cielo
e contro te:
19 non son
più degno d'esser chiamato tuo figliuolo; trattami come uno de' tuoi servi.
20 Egli
dunque si levò e venne a suo padre; ma mentr'egli era ancora lontano, suo padre
lo vide e fu mosso a compassione, e corse, e gli si gettò al collo, e lo baciò
e ribaciò.
21 E il
figliuolo gli disse: Padre, ho peccato contro il cielo e contro te; non son più
degno d'esser chiamato tuo figliuolo.
22 Ma il
padre disse ai suoi servitori: Presto, portate qua la veste più bella e
rivestitelo, e mettetegli un anello al dito e de' calzari a' piedi;
23 e menate
fuori il vitello ingrassato, ammazzatelo, e mangiamo e rallegriamoci,
24 perché
questo mio figliuolo era morto, ed è tornato a vita; era perduto, ed è stato
ritrovato. E si misero a far gran festa.
25 Or il
figliuolo maggiore era a' campi; e come tornando fu vicino alla casa, udì la
musica e le danze.
26 E chiamato
a sé uno de' servitori, gli domandò che cosa ciò volesse dire.
27 Quello gli
disse: È giunto tuo fratello, e tuo padre ha ammazzato il vitello ingrassato,
perché l'ha riavuto sano e salvo.
28 Ma egli si
adirò e non volle entrare; onde suo padre uscì fuori e lo pregava d'entrare.
29 Ma egli,
rispondendo, disse al padre: Ecco, da tanti anni ti servo, e non ho mai
trasgredito un tuo comando; a me però non hai mai dato neppure un capretto da
far festa con i miei amici;
30 ma quando
è venuto questo tuo figliuolo che ha divorato i tuoi beni con le meretrici, tu
hai ammazzato per lui il vitello ingrassato.
31 E il padre
gli disse: Figliuolo, tu sei sempre meco, ed ogni cosa mia è tua;
32 ma
bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto, ed è
tornato a vita; era perduto, ed è stato ritrovato.
Capitolo 16
1 Gesù diceva ancora ai suoi discepoli: V'era un uomo ricco che avea
un fattore, il quale fu accusato dinanzi a lui di dissipare i suoi beni.
2 Ed
egli lo chiamò e gli disse: Che cos'è questo che odo di te? Rendi conto della
tua amministrazione, perché tu non puoi più esser mio fattore.
3 E il
fattore disse fra sé: Che farò io, dacché il padrone mi toglie
l'amministrazione? A zappare non son buono; a mendicare mi vergogno.
4 So
bene quel che farò, affinché, quando dovrò lasciare l'amministrazione, ci sia
chi mi riceva in casa sua.
5
Chiamati quindi a sé ad uno ad uno i debitori del suo padrone, disse al primo:
6
Quanto devi al mio padrone? Quello rispose: Cento bati d'olio. Egli disse:
Prendi la tua scritta, siedi, e scrivi presto: Cinquanta.
7 Poi
disse ad un altro: E tu, quanto devi? Quello rispose: Cento cori di grano. Egli
disse: Prendi la tua scritta, e scrivi: Ottanta.
8 E il
padrone lodò il fattore infedele perché aveva operato con avvedutezza; poiché i
figliuoli di questo secolo, nelle relazioni con que' della loro generazione,
sono più accorti de' figliuoli della luce.
9 Ed io
vi dico: Fatevi degli amici con le ricchezze ingiuste; affinché, quand'esse
verranno meno, quelli vi ricevano ne' tabernacoli eterni.
10 Chi è
fedele nelle cose minime, è pur fedele nelle grandi; e chi è ingiusto nelle
cose minime, è pure ingiusto nelle grandi.
11 Se dunque
non siete stati fedeli nelle ricchezze ingiuste, chi vi affiderà le vere?
12 E se non
siete stati fedeli nell'altrui, chi vi darà il vostro?
13 Nessun
domestico può servire a due padroni: perché o odierà l'uno e amerà l'altro, o
si atterrà all'uno e sprezzerà l'altro. Voi non potete servire a Dio ed a
Mammona.
14 Or i
Farisei, che amavano il danaro, udivano tutte queste cose e si facean beffe di
lui.
15 Ed egli
disse loro: Voi siete quelli che vi proclamate giusti dinanzi agli uomini; ma
Dio conosce i vostri cuori; poiché quel che è eccelso fra gli uomini, è
abominazione dinanzi a Dio.
16 La legge
ed i profeti hanno durato fino a Giovanni; da quel tempo è annunziata la buona
novella del regno di Dio, ed ognuno v'entra a forza.
17 Più facile
è che passino cielo e terra, che un apice solo della legge cada.
18 Chiunque
manda via la moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio; e chiunque sposa
una donna mandata via dal marito, commette adulterio.
19 Or v'era
un uomo ricco, il quale vestiva porpora e bisso, ed ogni giorno godeva
splendidamente;
20 e v'era un
pover'uomo chiamato Lazzaro, che giaceva alla porta di lui, pieno d'ulceri,
21 e bramoso
di sfamarsi con le briciole che cadevano dalla tavola del ricco; anzi perfino
venivano i cani a leccargli le ulceri.
22 Or avvenne
che il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno d'Abramo; morì anche il
ricco, e fu seppellito.
23 E
nell'Ades, essendo ne' tormenti, alzò gli occhi e vide da lontano Abramo, e
Lazzaro nel suo seno;
24 ed
esclamò: Padre Abramo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta
del dito nell'acqua per rinfrescarmi la lingua, perché son tormentato in questa
fiamma.
25 Ma Abramo
disse: Figliuolo, ricordati che tu ricevesti i tuoi beni in vita tua, e che
Lazzaro similmente ricevette i mali; ma ora qui egli è consolato, e tu sei
tormentato.
26 E oltre a
tutto questo, fra noi e voi è posta una gran voragine, perché quelli che
vorrebbero passar di qui a voi non possano, né di là si passi da noi.
27 Ed egli
disse: Ti prego, dunque, o padre, che tu lo mandi a casa di mio padre,
28 perché ho
cinque fratelli, affinché attesti loro queste cose, onde non abbiano anch'essi
a venire in questo luogo di tormento.
29 Abramo
disse: Hanno Mosè e i profeti; ascoltin quelli.
30 Ed egli:
No, padre Abramo; ma se uno va a loro dai morti, si ravvedranno.
31 Ma Abramo
rispose: Se non ascoltano Mosè e i profeti, non si lasceranno persuadere
neppure se uno dei morti risuscitasse.
Capitolo 17
1 Disse poi ai suoi discepoli: È impossibile che non avvengano
scandali: ma guai a colui per cui avvengono!
2
Meglio per lui sarebbe che una macina da mulino gli fosse messa al collo e
fosse gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare un solo di questi piccoli.
3
Badate a voi stessi! Se il tuo fratello pecca, riprendilo; e se si pente,
perdonagli.
4 E se
ha peccato contro te sette volte al giorno, e sette volte torna a te e ti dice:
Mi pento, perdonagli.
5
Allora gli apostoli dissero al Signore: Aumentaci la fede.
6 E il
Signore disse: Se aveste fede quant'è un granel di senapa, potreste dire a
questo moro: Sràdicati e trapiantati nel mare, e vi ubbidirebbe.
7 Or
chi di voi, avendo un servo ad arare o pascere, quand'e' torna a casa dai
campi, gli dirà: Vieni presto a metterti a tavola?
8 Non
gli dirà invece: Preparami da cena, e cingiti a servirmi finch'io abbia
mangiato e bevuto, e poi mangerai e berrai tu?
9 Si
ritiene egli forse obbligato al suo servo perché ha fatto le cose comandategli?
10 Così anche
voi, quand'avrete fatto tutto ciò che v'è comandato, dite: Noi siamo servi
inutili; abbiam fatto quel ch'eravamo in obbligo di fare.
11 Ed avvenne
che, nel recarsi a Gerusalemme, egli passava sui confini della Samaria e della
Galilea.
12 E come
entrava in un certo villaggio, gli si fecero incontro dieci uomini lebbrosi, i
quali, fermatisi da lontano,
13 alzaron la
voce dicendo: Gesù, Maestro, abbi pietà di noi!
14 E,
vedutili, egli disse loro: Andate a mostrarvi a' sacerdoti. E avvenne che,
mentre andavano, furon mondati.
15 E uno di
loro, vedendo che era guarito, tornò indietro, glorificando Iddio ad alta voce;
16 e si gettò
a' suoi piedi con la faccia a terra, ringraziandolo; e questo era un
Samaritano.
17 Gesù,
rispondendo, disse: I dieci non sono stati tutti mondati? E i nove altri dove
sono?
18 Non si è
trovato alcuno che sia tornato per dar gloria a Dio fuor che questo straniero?
19 E gli disse:
Levati e vattene: la tua fede t'ha salvato.
20
Interrogato poi dai Farisei sul quando verrebbe il regno di Dio, rispose loro
dicendo: Il regno di Dio non viene in maniera da attirar gli sguardi; né si
dirà:
21 Eccolo
qui, o eccolo là; perché ecco, il regno di Dio è dentro di voi.
22 Disse pure
ai suoi discepoli: Verranno giorni che desidererete vedere uno de' giorni del
Figliuol dell'uomo, e non lo vedrete.
23 E vi si
dirà: Eccolo là, eccolo qui; non andate, e non li seguite;
24 perché
com'è il lampo che balenando risplende da un'estremità all'altra del cielo,
così sarà il Figliuol dell'uomo nel suo giorno.
25 Ma prima
bisogna ch'e' soffra molte cose, e sia reietto da questa generazione.
26 E come
avvenne a' giorni di Noè, così pure avverrà a' giorni del Figliuol dell'uomo.
27 Si
mangiava, si beveva, si prendea moglie, s'andava a marito, fino al giorno che
Noè entrò nell'arca, e venne il diluvio che li fece tutti perire.
28 Nello
stesso modo che avvenne anche ai giorni di Lot; si mangiava, si beveva, si
comprava, si vendeva, si piantava, si edificava;
29 ma nel
giorno che Lot uscì di Sodoma piovve dal cielo fuoco e zolfo, che li fece tutti
perire.
30 Lo stesso
avverrà nel giorno che il Figliuol dell'uomo sarà manifestato.
31 In quel
giorno, chi sarà sulla terrazza ed avrà la sua roba in casa, non scenda a
prenderla; e parimente, chi sarà nei campi non torni indietro.
32
Ricordatevi della moglie di Lot.
33 Chi
cercherà di salvare la sua vita, la perderà; ma chi la perderà, la preserverà.
34 Io ve lo
dico: In quella notte, due saranno in un letto; l'uno sarà preso, e l'altro
lasciato.
35 Due donne
macineranno assieme; l'una sarà presa, e l'altra lasciata.
36
37 I
discepoli risposero: Dove sarà, Signore? Ed egli disse loro: Dove sarà il
corpo, ivi anche le aquile si raduneranno.
Capitolo 18
1 Propose loro ancora questa parabola per mostrare che doveano del
continuo pregare e non stancarsi:
2 In
una certa città v'era un giudice, che non temeva Iddio né avea rispetto per
alcun uomo;
3 e in
quella città vi era una vedova, la quale andava da lui dicendo: Fammi giustizia
del mio avversario.
4 Ed
egli per un tempo non volle farlo; ma poi disse fra sé: Benché io non tema
Iddio e non abbia rispetto per alcun uomo,
5 pure,
poiché questa vedova mi dà molestia, le farò giustizia, che talora, a forza di
venire, non finisca col rompermi la testa.
6 E il
Signore disse: Ascoltate quel che dice il giudice iniquo.
7 E Dio
non farà egli giustizia ai suoi eletti che giorno e notte gridano a lui, e sarà
egli tardo per loro?
8 Io vi
dico che farà loro prontamente giustizia. Ma quando il Figliuol dell'uomo
verrà, troverà egli la fede sulla terra?
9 E
disse ancora questa parabola per certuni che confidavano in se stessi di esser
giusti e disprezzavano gli altri:
10 Due uomini
salirono al tempio per pregare; l'uno Fariseo, e l'altro pubblicano.
11 Il
Fariseo, stando in piè, pregava così dentro di sé: O Dio, ti ringrazio ch'io
non sono come gli altri uomini, rapaci, ingiusti, adulteri; né pure come quel pubblicano.
12 Io digiuno
due volte la settimana; pago la decima su tutto quel che posseggo.
13 Ma il
pubblicano, stando da lungi, non ardiva neppure alzar gli occhi al cielo; ma si
batteva il petto, dicendo: O Dio, sii placato verso me peccatore!
14 Io vi dico
che questi scese a casa sua giustificato, piuttosto che quell'altro; perché
chiunque s'innalza sarà abbassato; ma chi si abbassa sarà innalzato.
15 Or gli
recavano anche i bambini, perché li toccasse; ma i discepoli, veduto questo,
sgridavano quelli che glieli recavano.
16 Ma Gesù
chiamò a sé i bambini, e disse: Lasciate i piccoli fanciulli venire a me, e non
glielo vietate, perché di tali è il regno di Dio.
17 In verità
io vi dico che chiunque non avrà ricevuto il regno di Dio come un piccolo fanciullo,
non entrerà punto in esso.
18 E uno dei
principali lo interrogò, dicendo: Maestro buono, che farò io per ereditare la
vita eterna?
19 E Gesù gli
disse: Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, salvo uno solo, cioè Iddio.
20 Tu sai i
comandamenti: Non commettere adulterio; non uccidere; non rubare; non dir falsa
testimonianza; onora tuo padre e tua madre.
21 Ed egli
rispose: Tutte queste cose io le ho osservate fin dalla mia giovinezza.
22 E Gesù,
udito questo, gli disse: Una cosa ti manca ancora; vendi tutto ciò che hai, e
distribuiscilo ai poveri, e tu avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e
seguitami.
23 Ma egli,
udite queste cose, ne fu grandemente attristato, perché era molto ricco.
24 E Gesù,
vedendolo a quel modo, disse: Quanto malagevolmente coloro che hanno delle
ricchezze entreranno nel regno di Dio!
25 Poiché è
più facile a un cammello passare per la cruna d'un ago, che ad un ricco entrare
nel regno di Dio.
26 E quelli
che udirono questo, dissero: Chi dunque può esser salvato?
27 Ma egli
rispose: Le cose impossibili agli uomini sono possibili a Dio.
28 E Pietro
disse: Ecco, noi abbiam lasciato le nostre case, e t'abbiam seguitato.
29 Ed egli
disse loro: Io vi dico in verità che non v'è alcuno che abbia lasciato casa, o
moglie, o fratelli, o genitori, o figliuoli per amor del regno di Dio,
30 il quale
non ne riceva molte volte tanto in questo tempo, e nel secolo avvenire la vita
eterna.
31 Poi, presi
seco i dodici, disse loro: Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e saranno adempiute
rispetto al Figliuol dell'uomo tutte le cose scritte dai profeti;
32 poiché
egli sarà dato in man de' Gentili, e sarà schernito ed oltraggiato e gli
sputeranno addosso;
33 e dopo
averlo flagellato, l'uccideranno; ma il terzo giorno risusciterà.
34 Ed essi
non capirono nulla di queste cose; quel parlare era per loro oscuro, e non
intendevano le cose dette loro.
35 Or avvenne
che com'egli si avvicinava a Gerico, un certo cieco sedeva presso la strada,
mendicando;
36 e, udendo
la folla che passava, domandò che cosa fosse.
37 E gli
fecero sapere che passava Gesù il Nazareno.
38 Allora
egli gridò: Gesù figliuol di Davide, abbi pietà di me!
39 E quelli
che precedevano, lo sgridavano perché tacesse; ma lui gridava più forte:
Figliuol di Davide, abbi pietà di me!
40 E Gesù,
fermatosi, comandò che gli fosse menato; e quando gli fu vicino, gli domandò:
41 Che vuoi
tu ch'io ti faccia? Ed egli disse: Signore, ch'io ricuperi la vista.
42 E Gesù gli
disse: Ricupera la vista; la tua fede t'ha salvato.
43 E in quell'istante
ricuperò la vista, e lo seguiva glorificando Iddio; e tutto il popolo, veduto
ciò, diede lode a Dio.
Capitolo 19
1 E Gesù essendo entrato in Gerico, attraversava la città.
2 Ed
ecco, un uomo, chiamato per nome Zaccheo, il quale era capo dei pubblicani ed
era ricco,
3
cercava di veder chi era Gesù, ma non poteva a motivo della folla, perché era
piccolo di statura.
4
Allora corse innanzi, e montò sopra un sicomoro, per vederlo, perch'egli avea
da passar per quella via.
5 E
come Gesù fu giunto in quel luogo, alzati gli occhi, gli disse: Zaccheo, scendi
presto, perché oggi debbo albergare in casa tua.
6 Ed
egli s'affrettò a scendere e l'accolse con allegrezza.
7 E
veduto ciò, tutti mormoravano, dicendo: È andato ad albergare da un peccatore!
8 Ma
Zaccheo, presentatosi al Signore, gli disse: Ecco, Signore, la metà de' miei
beni la do ai poveri; e se ho frodato qualcuno di qualcosa gli rendo il
quadruplo.
9 E
Gesù gli disse: Oggi la salvezza è entrata in questa casa, poiché anche questo
è figliuolo d'Abramo:
10 poiché il
Figliuol dell'uomo è venuto per cercare e salvare ciò che era perito.
11 Or
com'essi ascoltavano queste cose, Gesù aggiunse una parabola, perché era vicino
a Gerusalemme ed essi pensavano che il regno di Dio stesse per esser
manifestato immediatamente.
12 Disse
dunque: Un uomo nobile se n'andò in un paese lontano per ricevere l'investitura
d'un regno e poi tornare.
13 E chiamati
a sé dieci suoi servitori, diede loro dieci mine, e disse loro: Trafficate
finch'io venga.
14 Ma i suoi
concittadini l'odiavano, e gli mandaron dietro un'ambasciata per dire: Non
vogliamo che costui regni su noi.
15 Ed
avvenne, quand'e' fu tornato, dopo aver ricevuto l'investitura del regno,
ch'egli fece venire que' servitori ai quali avea dato il danaro, per sapere
quanto ognuno avesse guadagnato, trafficando.
16 Si
presentò il primo e disse: Signore, la tua mina ne ha fruttate altre dieci.
17 Ed egli
gli disse: Va bene, buon servitore; poiché sei stato fedele in cosa minima,
abbi potestà su dieci città.
18 Poi venne
il secondo, dicendo: La tua mina, signore, ha fruttato cinque mine.
19 Ed egli
disse anche a questo: E tu sii sopra cinque città.
20 Poi ne
venne un altro che disse: Signore, ecco la tua mina che ho tenuta riposta in un
fazzoletto,
21 perché ho
avuto paura di te che sei uomo duro; tu prendi quel che non hai messo, e mieti
quel che non hai seminato.
22 E il
padrone a lui: Dalle tue parole ti giudicherò, servo malvagio! Tu sapevi ch'io
sono un uomo duro, che prendo quel che non ho messo e mieto quel che non ho
seminato;
23 e perché
non hai messo il mio danaro alla banca, ed io, al mio ritorno, l'avrei riscosso
con l'interesse?
24 Poi disse
a coloro ch'eran presenti: Toglietegli la mina, e datela a colui che ha le
dieci mine.
25 - Essi gli
dissero: Signore, egli ha dieci mine. -
26 Io vi dico
che a chiunque ha sarà dato; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.
27 Quanto poi
a que' miei nemici che non volevano che io regnassi su loro, menateli qua e
scannateli in mia presenza.
28 E dette
queste cose, Gesù andava innanzi, salendo a Gerusalemme.
29 E avvenne
che come fu vicino a Betfage e a Betania presso al monte detto degli Ulivi,
mandò due de' discepoli,
30 dicendo:
Andate nella borgata dirimpetto, nella quale entrando, troverete legato un
puledro d'asino, sopra il quale non è mai montato alcuno; scioglietelo e
menatemelo.
31 E se
qualcuno vi domanda perché lo sciogliete, direte così: Il Signore ne ha
bisogno.
32 E quelli
ch'erano mandati, partirono e trovarono le cose com'egli avea lor detto.
33 E com'essi
scioglievano il puledro, i suoi padroni dissero loro: Perché sciogliete il
puledro?
34 Essi
risposero: Il Signore ne ha bisogno.
35 E lo
menarono a Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero montar Gesù.
36 E mentre
egli andava innanzi, stendevano i loro mantelli sulla via.
37 E com'era
già presso la città, alla scesa del monte degli Ulivi, tutta la moltitudine dei
discepoli cominciò con allegrezza a lodare Iddio a gran voce per tutte le opere
potenti che aveano vedute,
38 dicendo:
Benedetto il Re che viene nel nome del Signore; pace in cielo e gloria ne'
luoghi altissimi!
39 E alcuni
de' Farisei di tra la folla gli dissero: Maestro, sgrida i tuoi discepoli!
40 Ed egli,
rispondendo, disse: Io vi dico che se costoro si tacciono, le pietre
grideranno.
41 E come si
fu avvicinato, vedendo la città, pianse su lei,
42 dicendo: Oh se tu pure avessi conosciuto in questo
giorno quel ch'è per la tua pace! Ma ora è nascosto agli occhi tuoi.
43 Poiché verranno su te de' giorni nei quali i tuoi
nemici ti faranno attorno delle trincee, e ti circonderanno e ti stringeranno
da ogni parte;
44 e atterreranno te e i tuoi figliuoli dentro di te, e
non lasceranno in te pietra sopra pietra, perché tu non hai conosciuto il tempo
nel quale sei stata visitata.
45 Poi, entrato nel tempio, cominciò a cacciar quelli che
in esso vendevano,
46 dicendo loro: Egli è scritto: La mia casa sarà una
casa d'orazione, ma voi ne avete fatto una spelonca di ladroni.
47 Ed ogni giorno insegnava nel tempio. Ma i capi
sacerdoti e gli scribi e i primi fra il popolo cercavano di farlo morire;
48 ma non sapevano come fare, perché tutto il popolo,
ascoltandolo, pendeva dalle sue labbra.
Capitolo 20
1 E avvenne un di quei giorni,
che mentre insegnava al popolo nel tempio ed evangelizzava, sopraggiunsero i
capi sacerdoti e gli scribi con gli anziani, e gli parlaron così:
2 Dicci con quale autorità tu fai queste cose, o
chi t'ha data codesta autorità.
3 Ed egli, rispondendo, disse loro: Anch'io vi
domanderò una cosa:
4 Il battesimo di Giovanni era dal cielo o dagli
uomini?
5 Ed essi ragionavan fra loro, dicendo: Se diciamo:
Dal cielo, egli ci dirà: Perché non gli credeste?
6 Ma se diciamo: Dagli uomini, tutto il popolo ci
lapiderà, perché è persuaso che Giovanni era un profeta.
7 E risposero che non sapevano d'onde fosse.
8 E Gesù disse loro: Neppur io vi dico con quale
autorità fo queste cose.
9 Poi prese a dire al popolo questa parabola: Un
uomo piantò una vigna, l'allogò a dei lavoratori, e se n'andò in viaggio per
lungo tempo.
10 E nella stagione mandò a que' lavoratori un servitore
perché gli dessero del frutto della vigna; ma i lavoratori, battutolo, lo
rimandarono a mani vuote.
11 Ed egli di nuovo mandò un altro servitore; ma essi,
dopo aver battuto e vituperato anche questo, lo rimandarono a mani vuote.
12 Ed egli ne mandò ancora un terzo; ed essi, dopo aver
ferito anche questo, lo scacciarono.
13 Allora il padron della vigna disse: Che farò? Manderò
il mio diletto figliuolo; forse a lui porteranno rispetto.
14 Ma quando i lavoratori lo videro, fecero tra loro
questo ragionamento: Costui è l'erede; uccidiamolo, affinché l'eredità diventi
nostra.
15 E cacciatolo fuor dalla vigna, lo uccisero. Che farà
loro dunque il padron della vigna?
16 Verrà e distruggerà que' lavoratori, e darà la vigna
ad altri. Ed essi, udito ciò, dissero: Così non sia!
17 Ma egli, guardatili in faccia, disse: Che vuol dir
dunque questo che è scritto: La pietra che gli edificatori hanno riprovata è
quella che è divenuta pietra angolare?
18 Chiunque cadrà su quella pietra sarà sfracellato; ed
ella stritolerà colui sul quale cadrà.
19 E gli scribi e i capi sacerdoti cercarono di mettergli
le mani addosso in quella stessa ora, ma temettero il popolo; poiché si
avvidero bene ch'egli avea detto quella parabola per loro.
20 Ed essendosi messi ad osservarlo, gli mandarono delle
spie che simulassero d'esser giusti per coglierlo in parole, affin di darlo in
man dell'autorità e del potere del governatore.
21 E quelli gli fecero una domanda, dicendo: Maestro, noi
sappiamo che tu parli e insegni dirittamente, e non hai riguardi personali, ma
insegni la via di Dio secondo verità:
22 È egli lecito a noi pagare il tributo a Cesare o no?
23 Ma egli, avvedutosi della loro astuzia, disse loro:
24 Mostratemi un denaro; di chi porta l'effigie e
l'iscrizione? Ed essi dissero: Di Cesare.
25 Ed egli a loro: Rendete dunque a Cesare quel ch'è di
Cesare, e a Dio quel ch'è di Dio.
26 Ed essi non poteron coglierlo in parole dinanzi al
popolo; e maravigliati della sua risposta, si tacquero.
27 Poi, accostatisi alcuni dei Sadducei, i quali negano
che ci sia risurrezione, lo interrogarono, dicendo:
28 Maestro, Mosè ci ha scritto che se il fratello di uno
muore avendo moglie ma senza figliuoli, il fratello ne prenda la moglie e
susciti progenie a suo fratello.
29 Or v'erano sette fratelli. Il primo prese moglie, e
morì senza figliuoli.
30 Il secondo pure la sposò;
31 poi il terzo; e così fu dei sette; non lasciaron figliuoli,
e morirono.
32 In ultimo, anche la donna morì.
33 Nella risurrezione dunque, la donna, di chi di loro
sarà moglie? Perché i sette l'hanno avuta per moglie.
34 E Gesù disse loro: I figliuoli di questo secolo
sposano e sono sposati;
35 ma quelli che saranno reputati degni d'aver parte al
secolo avvenire e alla risurrezione dai morti, non sposano e non sono sposati,
36 perché neanche possono più morire, giacché son simili
agli angeli e son figliuoli di Dio, essendo figliuoli della risurrezione.
37 Che poi i morti risuscitino anche Mosè lo dichiarò nel
passo del "pruno", quando chiama il Signore l'Iddio d'Abramo, l'Iddio
d'Isacco e l'Iddio di Giacobbe.
38 Or Egli non è un Dio di morti, ma di viventi; poiché
per lui vivono tutti.
39 E alcuni degli scribi, rispondendo, dissero: Maestro,
hai detto bene.
40 E non ardivano più fargli alcuna domanda.
41 Ed egli disse loro: Come dicono che il Cristo è
figliuolo di Davide?
42 Poiché Davide stesso, nel libro dei Salmi, dice: Il
Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra,
43 finché io abbia posto i tuoi nemici per sgabello de'
tuoi piedi.
44 Davide dunque lo chiama Signore; e com'è egli suo
figliuolo?
45 E udendolo tutto il popolo, egli disse a' suoi
discepoli:
46 Guardatevi dagli scribi, i quali passeggian volentieri
in lunghe vesti ed amano le salutazioni nelle piazze e i primi seggi nelle
sinagoghe e i primi posti ne' conviti;
47 essi che divorano le case delle vedove e fanno per
apparenza lunghe orazioni. Costoro riceveranno maggior condanna.
Capitolo 21
1 Poi, alzati gli occhi, Gesù
vide dei ricchi che gettavano i loro doni nella cassa delle offerte.
2 Vide pure una vedova poveretta che vi gettava due
spiccioli;
3 e disse: In verità vi dico che questa povera
vedova ha gettato più di tutti;
4 poiché tutti costoro hanno gettato nelle offerte,
del loro superfluo; ma costei, del suo necessario, v'ha gettato tutto quanto
avea per vivere.
5 E facendo alcuni notare come il tempio fosse
adorno di belle pietre e di doni consacrati, egli disse:
6 Quant'è a queste cose che voi contemplate,
verranno i giorni che non sarà lasciata pietra sopra pietra che non sia
diroccata.
7 Ed essi gli domandarono: Maestro, quando
avverranno dunque queste cose? e quale sarà il segno del tempo in cui queste
cose staranno per succedere?
8 Ed egli disse: Guardate di non esser sedotti;
perché molti verranno sotto il mio nome, dicendo: Son io; e: Il tempo è vicino;
non andate dietro a loro.
9 E quando udrete parlar di guerre e di sommosse,
non siate spaventati; perché bisogna che queste cose avvengano prima; ma la
fine non verrà subito dopo.
10 Allora disse loro: Si leverà nazione contro nazione e
regno contro regno;
11 vi saranno gran terremoti, e in diversi luoghi
pestilenze e carestie; vi saranno fenomeni spaventevoli e gran segni dal cielo.
12 Ma prima di tutte queste cose, vi metteranno le mani
addosso e vi perseguiteranno, dandovi in man delle sinagoghe e mettendovi in
prigione, traendovi dinanzi a re e governatori, a cagion del mio nome.
13 Ma ciò vi darà occasione di render testimonianza.
14 Mettetevi dunque in cuore di non premeditar come
rispondere a vostra difesa,
15 perché io vi darò una parola e una sapienza alle quali
tutti i vostri avversari non potranno contrastare né contraddire.
16 Or voi sarete traditi perfino da genitori, da
fratelli, da parenti e da amici; faranno morire parecchi di voi;
17 e sarete odiati da tutti a cagion del mio nome;
18 ma neppure un capello del vostro capo perirà.
19 Con la vostra perseveranza guadagnerete le anime
vostre.
20 Quando vedrete Gerusalemme circondata d'eserciti,
sappiate allora che la sua desolazione è vicina.
21 Allora quelli che sono in Giudea, fuggano a' monti; e
quelli che sono nella città, se ne partano; e quelli che sono per la campagna,
non entrino in lei.
22 Perché quelli son giorni di vendetta, affinché tutte
le cose che sono scritte, siano adempite.
23 Guai alle donne che saranno incinte, e a quelle che
allatteranno in que' giorni! Perché vi sarà gran distretta nel paese ed ira su
questo popolo.
24 E cadranno sotto il taglio della spada, e saran menati
in cattività fra tutte le genti; e Gerusalemme sarà calpestata dai Gentili,
finché i tempi de' Gentili siano compiuti.
25 E vi saranno de' segni nel sole, nella luna e nelle
stelle; e sulla terra, angoscia delle nazioni, sbigottite dal rimbombo del mare
e delle onde;
26 gli uomini venendo meno per la paurosa aspettazione di
quel che sarà per accadere al mondo; poiché le potenze de' cieli saranno
scrollate.
27 E allora vedranno il Figliuol dell'uomo venir sopra le
nuvole con potenza e gran gloria.
28 Ma quando queste cose cominceranno ad avvenire,
rialzatevi, levate il capo, perché la vostra redenzione è vicina.
29 E disse loro una parabola: Guardate il fico e tutti
gli alberi;
30 quando cominciano a germogliare, voi, guardando,
riconoscete da voi stessi che l'estate è ormai vicina.
31 Così anche voi quando vedrete avvenir queste cose,
sappiate che il regno di Dio è vicino.
32 In verità io vi dico che questa generazione non passerà
prima che tutte queste cose siano avvenute.
33 Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non
passeranno.
34 Badate a voi stessi, che talora i vostri cuori non
siano aggravati da crapula, da ubriachezza e dalle ansiose sollecitudini di
questa vita, e che quel giorno non vi venga addosso all'improvviso come un
laccio;
35 perché verrà sopra tutti quelli che abitano sulla
faccia di tutta la terra.
36 Vegliate dunque, pregando in ogni tempo, affinché
siate in grado di scampare a tutte queste cose che stanno per accadere, e di
comparire dinanzi al Figliuol dell'uomo.
37 Or di giorno egli insegnava nel tempio; e la notte
usciva e la passava sul monte detto degli Ulivi.
38 E tutto il popolo, la mattina di buon'ora, veniva a
lui nel tempio per udirlo.
Capitolo 22
1 Or la festa degli azzimi,
detta la Pasqua, s'avvicinava;
2 e i capi sacerdoti e gli scribi cercavano il modo
di farlo morire, perché temevano il popolo.
3 E Satana entrò in Giuda, chiamato Iscariota, che
era del numero de' dodici.
4 Ed egli andò a conferire coi capi sacerdoti e i
capitani sul come lo darebbe loro nelle mani.
5 Ed essi se ne rallegrarono e pattuirono di dargli
del denaro.
6 Ed egli prese l'impegno, e cercava l'opportunità
di farlo di nascosto alla folla.
7 Or venne il giorno degli azzimi, nel quale si
dovea sacrificar la pasqua.
8 E Gesù mandò Pietro e Giovanni, dicendo: Andate a
prepararci la pasqua, affinché la mangiamo.
9 Ed essi gli dissero: Dove vuoi che la prepariamo?
10 Ed egli disse loro: Ecco, quando sarete entrati nella
città, vi verrà incontro un uomo che porterà una brocca d'acqua; seguitelo
nella casa dov'egli entrerà.
11 E dite al padron di casa: Il Maestro ti manda a dire:
Dov'è la stanza nella quale mangerò la pasqua co' miei discepoli?
12 Ed egli vi mostrerà di sopra una gran sala
ammobiliata; quivi apparecchiate.
13 Ed essi andarono e trovaron com'egli avea lor detto, e
prepararon la pasqua.
14 E quando l'ora fu venuta, egli si mise a tavola, e gli
apostoli con lui.
15 Ed egli disse loro: Ho grandemente desiderato di
mangiar questa pasqua con voi, prima ch'io soffra;
16 poiché io vi dico che non la mangerò più finché sia
compiuta nel regno di Dio.
17 E avendo preso un calice, rese grazie e disse:
Prendete questo e distribuitelo fra voi;
18 perché io vi dico che oramai non berrò più del frutto
della vigna, finché sia venuto il regno di Dio.
19 Poi, avendo preso del pane, rese grazie e lo ruppe e
lo diede loro, dicendo: Questo è il mio corpo il quale è dato per voi: fate
questo in memoria di me.
20 Parimente ancora, dopo aver cenato, dette loro il
calice dicendo: Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, il quale è
sparso per voi.
21 Del resto, ecco, la mano di colui che mi tradisce è
meco a tavola.
22 Poiché il Figliuol dell'uomo, certo, se ne va, secondo
che è determinato; ma guai a quell'uomo dal quale è tradito!
23 Ed essi cominciarono a domandarsi gli uni gli altri
chi sarebbe mai quel di loro che farebbe questo.
24 Nacque poi anche una contesa fra loro per sapere chi
di loro fosse reputato il maggiore.
25 Ma egli disse loro: I re delle nazioni le
signoreggiano, e quelli che hanno autorità su di esse, son chiamati
benefattori.
26 Ma tra voi non ha da esser così; anzi, il maggiore fra
voi sia come il minore, e chi governa come colui che serve.
27 Poiché, chi è maggiore, colui che è a tavola oppur
colui che serve? Non è forse colui che è a tavola? Ma io sono in mezzo a voi
come colui che serve.
28 Or voi siete quelli che avete perseverato meco nelle
mie prove;
29 e io dispongo che vi sia dato un regno, come il Padre
mio ha disposto che fosse dato a me,
30 affinché mangiate e beviate alla mia tavola nel mio
regno, e sediate su troni, giudicando le dodici tribù d'Israele.
31 Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarvi
come si vaglia il grano;
32 ma io ho pregato per te affinché la tua fede non venga
meno; e tu, quando sarai convertito, conferma i tuoi fratelli.
33 Ma egli gli disse: Signore, con te son pronto ad
andare e in prigione e alla morte.
34 E Gesù: Pietro, io ti dico che oggi il gallo non
canterà, prima che tu abbia negato tre volte di conoscermi.
35 Poi disse loro: Quando vi mandai senza borsa, senza
sacca da viaggio e senza calzari, vi mancò mai niente? Ed essi risposero:
Niente.
36 Ed egli disse loro: Ma ora, chi ha una borsa la
prenda; e parimente una sacca; e chi non ha spada, venda il mantello e ne
compri una.
37 Poiché io vi dico che questo che è scritto deve esser
adempito in me: Ed egli è stato annoverato tra i malfattori. Infatti, le cose
che si riferiscono a me, stanno per compiersi.
38 Ed essi dissero: Signore, ecco qui due spade! Ma egli
disse loro: Basta!
39 Poi, essendo uscito, andò, secondo il suo solito, al
monte degli Ulivi; e anche i discepoli lo seguirono.
40 E giunto che fu sul luogo, disse loro: Pregate,
chiedendo di non entrare in tentazione.
41 Ed egli si staccò da loro circa un tiro di sasso; e
postosi in ginocchio pregava,
42 dicendo: Padre, se tu vuoi, allontana da me questo
calice! Però, non la mia volontà, ma la tua sia fatta.
43 E un angelo gli apparve dal cielo a confortarlo.
44 Ed essendo in agonia, egli pregava vie più
intensamente; e il suo sudore divenne come grosse gocce di sangue che cadeano
in terra.
45 E alzatosi dall'orazione, venne ai discepoli e li
trovò che dormivano di tristezza,
46 e disse loro: Perché dormite? Alzatevi e pregate,
affinché non entriate in tentazione.
47 Mentre parlava ancora, ecco una turba; e colui che si
chiamava Giuda, uno dei dodici, la precedeva, e si accostò a Gesù per baciarlo.
48 Ma Gesù gli disse: Giuda, tradisci tu il Figliuol
dell'uomo con un bacio?
49 E quelli ch'eran con lui, vedendo quel che stava per
succedere, dissero: Signore, percoterem noi con la spada?
50 E uno di loro percosse il servitore del sommo
sacerdote, e gli spiccò l'orecchio destro.
51 Ma Gesù rivolse loro la parola e disse: Lasciate,
basta! E toccato l'orecchio di colui, lo guarì.
52 E Gesù disse ai capi sacerdoti e ai capitani del
tempio e agli anziani che eran venuti contro a lui: Voi siete usciti con spade
e bastoni, come contro a un ladrone;
53 mentre ero ogni giorno con voi nel tempio, non mi
avete mai messe le mani addosso; ma questa è l'ora vostra e la potestà delle
tenebre.
54 E presolo, lo menaron via e lo condussero dentro la
casa del sommo sacerdote; e Pietro seguiva da lontano.
55 E avendo essi acceso un fuoco in mezzo alla corte ed
essendosi posti a sedere insieme, Pietro si sedette in mezzo a loro.
56 E una certa serva, vedutolo sedere presso il fuoco, e
avendolo guardato fisso, disse: Anche costui era con lui.
57 Ma egli negò, dicendo: Donna, io non lo conosco.
58 E poco dopo, un altro, vedutolo, disse: Anche tu sei
di quelli. Ma Pietro rispose: O uomo, non lo sono.
59 E trascorsa circa un'ora, un altro affermava lo
stesso, dicendo: Certo, anche costui era con lui, poich'egli è Galileo.
60 Ma Pietro disse: O uomo, io non so quel che tu ti
dica. E subito, mentr'egli parlava ancora, il gallo cantò.
61 E il Signore, voltatosi, riguardò Pietro; e Pietro si
ricordò della parola del Signore com'ei gli avea detto: Prima che il gallo
canti oggi, tu mi rinnegherai tre volte.
62 E uscito fuori pianse amaramente.
63 E gli uomini che tenevano Gesù, lo schernivano
percuotendolo;
64 e avendolo bendato gli domandavano: Indovina, profeta,
chi t'ha percosso?
65 E molte altre cose dicevano contro a lui,
bestemmiando.
66 E come fu giorno, gli anziani del popolo, i capi
sacerdoti e gli scribi si radunarono, e lo menarono nel loro Sinedrio, dicendo:
67 Se tu sei il Cristo, diccelo. Ma egli disse loro: Se
ve lo dicessi, non credereste;
68 e se io vi facessi delle domande, non rispondereste.
69 Ma da ora innanzi il Figliuol dell'uomo sarà seduto
alla destra della potenza di Dio.
70 E tutti dissero: Sei tu dunque il Figliuol di Dio? Ed
egli rispose loro: Voi lo dite, poiché io lo sono.
71 E quelli dissero: Che bisogno abbiamo ancora di
testimonianza? Noi stessi l'abbiamo udito dalla sua propria bocca.
Capitolo 23
1 Poi, levatasi tutta
l'assemblea, lo menarono a Pilato.
2 E cominciarono ad accusarlo, dicendo: Abbiam
trovato costui che sovvertiva la nostra nazione e che vietava di pagare i
tributi a Cesare, e diceva d'esser lui il Cristo re.
3 E Pilato lo interrogò, dicendo: Sei tu il re dei
Giudei? Ed egli, rispondendo, gli disse: Sì, lo sono.
4 E Pilato disse ai capi sacerdoti e alle turbe: Io
non trovo colpa alcuna in quest'uomo.
5 Ma essi insistevano, dicendo: Egli solleva il
popolo insegnando per tutta la Giudea; ha cominciato dalla Galilea ed è giunto
fin qui.
6 Quando Pilato udì questo, domandò se quell'uomo
fosse Galileo.
7 E saputo ch'egli era della giurisdizione d'Erode,
lo rimandò a Erode ch'era anch'egli a Gerusalemme in que' giorni.
8 Erode, come vide Gesù, se ne rallegrò
grandemente, perché da lungo tempo desiderava vederlo, avendo sentito parlar di
lui; e sperava di vedergli fare qualche miracolo.
9 E gli rivolse molte domande, ma Gesù non gli
rispose nulla.
10 Or i capi sacerdoti e gli scribi stavan là,
accusandolo con veemenza.
11 Ed Erode co' suoi soldati, dopo averlo vilipeso e
schernito, lo vestì di un manto splendido, e lo rimandò a Pilato.
12 E in quel giorno, Erode e Pilato divennero amici,
perché per l'addietro erano stati in inimicizia fra loro.
13 E Pilato, chiamati assieme i capi sacerdoti e i
magistrati e il popolo, disse loro:
14 Voi mi avete fatto comparir dinanzi quest'uomo come
sovvertitore del popolo; ed ecco, dopo averlo in presenza vostra esaminato, non
ho trovato in lui alcuna delle colpe di cui l'accusate;
15 e neppure Erode, poiché egli l'ha rimandato a noi; ed
ecco, egli non ha fatto nulla che sia degno di morte.
16 Io dunque, dopo averlo castigato, lo libererò.
17
18 Ma essi gridarono tutti insieme: Fa' morir costui, e
liberaci Barabba!
19 (Barabba era stato messo in prigione a motivo di una
sedizione avvenuta in città e di un omicidio).
20 E Pilato da capo parlò loro, desiderando liberar Gesù;
21 ma essi gridavano: Crocifiggilo, crocifiggilo!
22 E per la terza volta egli disse loro: Ma che male ha
egli fatto? Io non ho trovato nulla in lui, che meriti la morte. Io dunque,
dopo averlo castigato, lo libererò.
23 Ma essi insistevano con gran grida, chiedendo che
fosse crocifisso; e le loro grida finirono con avere il sopravvento.
24 E Pilato sentenziò che fosse fatto quello che
domandavano.
25 E liberò colui che era stato messo in prigione per
sedizione ed omicidio, e che essi aveano richiesto; ma abbandonò Gesù alla loro
volontà.
26 E mentre lo menavan via, presero un certo Simon,
cireneo, che veniva dalla campagna, e gli misero addosso la croce, perché la
portasse dietro a Gesù.
27 Or lo seguiva una gran moltitudine di popolo e di
donne che facean cordoglio e lamento per lui.
28 Ma Gesù, voltatosi verso di loro, disse: Figliuole di
Gerusalemme, non piangete per me, ma piangete per voi stesse e per i vostri
figliuoli.
29 Perché ecco, vengono i giorni ne' quali si dirà: Beate
le sterili, e i seni che non han partorito, e le mammelle che non hanno
allattato.
30 Allora prenderanno a dire ai monti: Cadeteci addosso;
ed ai colli: Copriteci.
31 Poiché se fan queste cose al legno verde, che sarà
egli fatto al secco?
32 Or due altri, due malfattori, eran menati con lui per
esser fatti morire.
33 E quando furon giunti al luogo detto "il
Teschio", crocifissero quivi lui e i malfattori, l'uno a destra e l'altro
a sinistra.
34 E Gesù diceva: Padre, perdona loro, perché non sanno
quello che fanno. Poi, fatte delle parti delle sue vesti, trassero a sorte.
35 E il popolo stava a guardare. E anche i magistrati si
facean beffe di lui, dicendo: Ha salvato altri, salvi se stesso, se è il
Cristo, l'Eletto di Dio!
36 E i soldati pure lo schernivano, accostandosi,
presentandogli dell'aceto e dicendo:
37 Se tu sei il re de' Giudei, salva te stesso!
38 E v'era anche questa iscrizione sopra il suo capo:
QUESTO È IL RE DEI GIUDEI.
39 E uno de' malfattori appesi lo ingiuriava, dicendo:
Non se' tu il Cristo? Salva te stesso e noi!
40 Ma l'altro, rispondendo, lo sgridava e diceva: Non hai
tu nemmeno timor di Dio, tu che ti trovi nel medesimo supplizio?
41 E per noi è cosa giusta, perché riceviamo la condegna
pena de' nostri fatti; ma questi non ha fatto nulla di male.
42 E diceva: Gesù, ricordati di me quando sarai venuto
nel tuo regno!
43 E Gesù gli disse: Io ti dico in verità che oggi tu
sarai meco in paradiso.
44 Ora era circa l'ora sesta, e si fecero tenebre per
tutto il paese, fino all'ora nona, essendosi oscurato il sole.
45 La cortina del tempio si squarciò pel mezzo.
46 E Gesù, gridando con gran voce, disse: Padre, nelle
tue mani rimetto lo spirito mio. E detto questo spirò.
47 E il centurione, veduto ciò che era accaduto,
glorificava Iddio dicendo: Veramente, quest'uomo era giusto.
48 E tutte le turbe che si erano raunate a questo
spettacolo, vedute le cose che erano successe, se ne tornavano battendosi il
petto.
49 Ma tutti i suoi conoscenti e le donne che lo aveano
accompagnato dalla Galilea, stavano a guardare queste cose da lontano.
50 Ed ecco un uomo per nome Giuseppe, che era
consigliere, uomo dabbene e giusto,
51 il quale non avea consentito alla deliberazione e
all'operato degli altri, ed era da Arimatea, città de' Giudei, e aspettava il
regno di Dio,
52 venne a Pilato e chiese il corpo di Gesù.
53 E trattolo giù di croce, lo involse in un panno lino e
lo pose in una tomba scavata nella roccia, dove niuno era ancora stato posto.
54 Era il giorno della Preparazione, e stava per
cominciare il sabato.
55 E le donne che eran venute con Gesù dalla Galilea,
avendo seguito Giuseppe, guardarono la tomba, e come v'era stato posto il corpo
di Gesù.
56 Poi, essendosene tornate, prepararono aromi ed olî
odoriferi. Durante il sabato si riposarono, secondo il comandamento;
Capitolo 24
il primo
giorno della settimana, la mattina, molto per tempo, esse si recarono al
sepolcro, portando gli aromi che aveano preparato.
2 E trovarono la pietra rotolata
dal sepolcro.
3 Ma essendo entrate, non trovarono il corpo del
Signor Gesù.
4 Ed avvenne che mentre se ne stavano perplesse di
ciò, ecco che apparvero dinanzi a loro due uomini in vesti sfolgoranti;
5 ed essendo esse impaurite, e chinando il viso a
terra, essi dissero loro: Perché cercate il vivente fra i morti?
6 Egli non è qui, ma è risuscitato; ricordatevi
com'egli vi parlò quand'era ancora in Galilea,
7 dicendo che il Figliuol dell'uomo doveva esser
dato nelle mani d'uomini peccatori ed esser crocifisso, e il terzo giorno
risuscitare.
8 Ed esse si ricordarono delle sue parole;
9 e tornate dal sepolcro, annunziarono tutte queste
cose agli undici e a tutti gli altri.
10 Or quelle che dissero queste cose agli apostoli,
erano: Maria Maddalena, Giovanna, Maria madre di Giacomo, e le altre donne che
eran con loro.
11 E quelle parole parvero loro un vaneggiare, e non
prestaron fede alle donne.
12 Ma Pietro, levatosi, corse al sepolcro; ed essendosi
chinato a guardare, vide le sole lenzuola; e se ne andò maravigliandosi fra se
stesso di quel che era avvenuto.
13 Ed ecco, due di loro se ne andavano in quello stesso
giorno a un villaggio nominato Emmaus, distante da Gerusalemme sessanta stadi;
14 e discorrevano tra loro di tutte le cose che erano
accadute.
15 Ed avvenne che mentre discorrevano e discutevano
insieme, Gesù stesso si accostò e cominciò a camminare con loro.
16 Ma gli occhi loro erano impediti così da non
riconoscerlo.
17 Ed egli domandò loro: Che discorsi son questi che
tenete fra voi cammin facendo? Ed essi si fermarono tutti mesti.
18 E l'un de' due, per nome Cleopa, rispondendo, gli
disse: Tu solo, tra i forestieri, stando in Gerusalemme, non hai saputo le cose
che sono in essa avvenute in questi giorni?
19 Ed egli disse loro: Quali? Ed essi gli risposero: Il
fatto di Gesù Nazareno, che era un profeta potente in opere e in parole dinanzi
a Dio e a tutto il popolo;
20 e come i capi sacerdoti e i nostri magistrati l'hanno
fatto condannare a morte, e l'hanno crocifisso.
21 Or noi speravamo che fosse lui che avrebbe riscattato
Israele; invece, con tutto ciò, ecco il terzo giorno da che queste cose sono
avvenute.
22 Vero è che certe donne d'infra noi ci hanno fatto
stupire; essendo andate la mattina di buon'ora al sepolcro,
23 e non avendo trovato il corpo di lui, son venute
dicendo d'aver avuto anche una visione d'angeli, i quali dicono ch'egli vive.
24 E alcuni de' nostri sono andati al sepolcro, e hanno
trovato la cosa così come aveano detto le donne; ma lui non l'hanno veduto.
25 Allora Gesù disse loro: O insensati e tardi di cuore a
credere a tutte le cose che i profeti hanno dette!
26 Non bisognava egli che il Cristo soffrisse queste cose
ed entrasse quindi nella sua gloria?
27 E cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò
loro in tutte le Scritture le cose che lo concernevano.
28 E quando si furono avvicinati al villaggio dove
andavano, egli fece come se volesse andar più oltre.
29 Ed essi gli fecero forza, dicendo: Rimani con noi,
perché si fa sera e il giorno è già declinato. Ed egli entrò per rimaner con
loro.
30 E quando si fu messo a tavola con loro, prese il pane,
lo benedisse, e spezzatolo lo dette loro.
31 E gli occhi loro furono aperti, e lo riconobbero; ma
egli sparì d'innanzi a loro.
32 Ed essi dissero l'uno all'altro: Non ardeva il cuor
nostro in noi mentr'egli ci parlava per la via, mentre ci spiegava le
Scritture?
33 E levatisi in quella stessa ora, tornarono a
Gerusalemme e trovarono adunati gli undici e quelli ch'eran con loro,
34 i quali dicevano: Il Signore è veramente risuscitato
ed è apparso a Simone.
35 Ed essi pure raccontarono le cose avvenute loro per la
via, e come era stato da loro riconosciuto nello spezzare il pane.
36 Or mentr'essi parlavano di queste cose, Gesù stesso
comparve in mezzo a loro, e disse: Pace a voi!
37 Ma essi, smarriti e impauriti, pensavano di vedere uno
spirito.
38 Ed egli disse loro: Perché siete turbati? E perché vi
sorgono in cuore tali pensieri?
39 Guardate le mie mani ed i miei piedi, perché son ben
io; palpatemi e guardate; perché uno spirito non ha carne e ossa come vedete
che ho io.
40 E detto questo, mostrò loro le mani e i piedi.
41 Ma siccome per l'allegrezza non credevano ancora, e si
stupivano, disse loro: Avete qui nulla da mangiare?
42 Essi gli
porsero un pezzo di pesce arrostito;
43 ed egli lo
prese, e mangiò in loro presenza.
44 Poi disse
loro: Queste son le cose che io vi dicevo quand'ero ancora con voi: che
bisognava che tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, ne' profeti e
nei Salmi, fossero adempiute.
45 Allora
aprì loro la mente per intendere le Scritture,
46 e disse
loro: Così è scritto, che il Cristo soffrirebbe, e risusciterebbe dai morti il
terzo giorno,
47 e che nel
suo nome si predicherebbe ravvedimento e remission dei peccati a tutte le
genti, cominciando da Gerusalemme.
48 Or voi
siete testimoni di queste cose.
49 Ed ecco,
io mando su voi quello che il Padre mio ha promesso; quant'è a voi, rimanete in
questa città, finché dall'alto siate rivestiti di potenza.
50 Poi li
condusse fuori fino presso Betania; e levate in alto le mani, li benedisse.
51 E avvenne
che mentre li benediva, si dipartì da loro e fu portato su nel cielo.
52 Ed essi,
adoratolo, tornarono a Gerusalemme con grande allegrezza;
53 ed erano
del continuo nel tempio, benedicendo Iddio.