(1826-1919)
Uno dei seminatori dimenticati e strumento nelle mani di
Dio per l’inizio del risveglio pentecostale italiano, è stato Giacomo
Bartolomei, un umilissimo credente che Dio usò per la salvezza di Emma
Ottolini, che nel gennaio del 1900 sarà il mezzo iniziale per
l’evangelizzazione di un gruppo di emigrati italiani residenti a Chicago.
Alcune notizie particolareggiate, relative alla figura di Giacomo Bartolomei,
sono apparse per la prima volta nel 1962 nell’introduzione della pubblicazione
postuma:” Vita e Missione di Pietro Ottolini”, a cura di Leonardo Erutti
(1889-1982). Egli scrive così:” Ci furono individui che a prima vista
sembrerebbero di poca importanza, poiché la loro attività non è stata
direttamente legata alla manifestazione e allo sviluppo di questo movimento (pentecostale).
Tuttavia sono stati strumenti per diffondere l’Evangelo. Sarebbe illogico
ignorare l’utilità e potenzialità di un fiammifero come mezzo iniziale di un
incendio. Uno di questi individui, è stato indirettamente uno strumento nelle
mani di Dio per accendere il desiderio in altre persone, alle quali l’Eterno
aveva assegnato un compito assai più importante che nel tempo sarebbe stato
riconosciuto […]. Ci riferiamo ad un uomo che si chiamava Giacinto Bartolomei.
Costui fu uno di quegli emigrati che giunse in america nei primi anni del 1870
[…]. Con stupore si deve constatare come Dio usa cose piccole e poco
considerate per adempiere i Suoi piani. Una persona insignificante davanti alla
sua maestosa potenza e come neve che si scioglie al sole e pur tuttavia se
ispirata dalla Sua divina volontà produce una larga misura di benedizioni. Per
questo abbiamo voluto narrare come Giacinto Bartolomei… fu lo strumento
primario (originario) nelle mani di Dio per far conoscere la Sua Parola a Emma
Ottolini, la quale a sua volta fu come una “ scintilla” per la propria famiglia
e per la famigli Monconi ”. Da queste parole dell’Erutti comprendiamo quale
fosse il suo intento, quello cioè di comunicare ai lettori delle notizie che
erano state trascurate in precedenza. Tale omissione è dovuta al fatto che
Pietro Ottolini (1870-1962) e Luigi Francescon (1867-1965), gli unici cronisti
autobiografici, si sono limitati a narrare le proprie esperienze nel ministerio
nell’ambito della proto-storia del movimento pentecostale italiano. L’altro
aspetto da non dimenticare è stata l’umile personalità del Bartolomei stesso,
il quale non si mise mai in evidenza nella comunità di Chicago. Pietro
Ottolini, nel suo scritto originale in italiani del 1945, si limita a dire :”
nel mese di gennaio 1900 il Signore metteva un grande desiderio nel cuore di
mia moglie Emma Ottolini, di procurarsi una Bibbia dal quale comprò dal
fratello G. P. Beretta, per mazzo di Giacinto Bartolomei”. Giacinto Bartolomei
nacque nel 1826, ma non sappiamo nulla sul comune di origine, che riteniamo
essere Porcari, in provincia di Lucca, luogo di nascita dei coniugi Menconi,
suoi nipoti. Egli emigrò negli Stati Uniti “ nei primi anni del 1870 e si
stabilì a Chicago nell’ Illinois che sarebbe stata anni dopo la culla del
movimento pentecostale italiano. Qui si unì in matrimonio con una donna ebrea
che lo mise in contatto con la Bibbia. Però il nostro incontro con Giacinto
avviene nel 1900, circa trent’anni dopo la sua emigrazione,
quando e ormai settantaquattrenne, diviso dalla moglie ed accolto ed ospite
presso la famiglia della nipote, Angelina Monconi”. Nonostante il fallimento di
quel matrimoni, che durò pochi anni, in Giacinto rimase il ricordo della
lettura della Bibbia che” considerava essere un libro altamente letterario una
guida di principi morali e un buon fondamento per la pace dell’anima”. Nel
nostro caso alcune famiglie provenienti dalla provincia di Lucca abitavano una
accanto all’altra. I coniugi Monconi erano vicini a Pietro ed a Emma Ottolini,
con i quali avevano stretto amicizia. Molto spesso le famiglie si ritrovavano
insieme a Giacinto Bartolomei, in varie conversazioni, ebbe l’opportunità di
parlare del valore della Bibbia, di narrare alcuni episodi di storia sacra :”
Però, non si rendeva conto che tali argomenti suscitavano vivo interesse tra
quelli che lo ascoltavano”. Emma Pacini Ottolini (1876-1947) nonostante”avesse
già 4 figli, era tuttavia un’accanita lettrice. Questa sua passione l’aiutava a sentire meno la nostalgia della patria
lontana. Rimase tanto colpita da quando Giacinto raccontava ed essendo tanto
appassionata nella lettura desiderò acquistare una Bibbia. Si rivolse a
Bartolomei perché le procurasse quel libro. Bartolomei, mediante l’amicizia di
Giuseppe Beretta riuscì ad ottenere la Bibbia”. Non conosciamo l’origine di
questa amicizia tra i due. Quasi certamente
Giuseppe Beretta (1853-1923) era un cristiano “nato di
nuovo” e un colportore volontario per la diffusione della Bibbia. Aveva incontrato
Giacinto e gli aveva testimoniato di Cristo; tra loro era nata così una certa
amicizia perché si rivolse proprio a lui per ottenere la Bibbia richiesta da
Emma Ottolini. Ottenuta la Bibbia, Emma cominciò a leggerla con avidità, ma
nonostante l’interesse, rimase colpita ma confusa perché comprendeva che non
riusciva ad afferrare il significato più profondo. Si rivolse di nuovo a Giacomo Bartolomei perché chiedesse al
Beretta di tornare per darle ulteriori spiegazioni sul Significato del libro
acquistato. Di buon grado, Giacinto si rese ancora disponibile, forse mai
pensando che da quella lettura occasionale della Bibbia, iniziata per semplice
curiosità, in pochi mesi si sarebbe formato un vero e proprio gruppo evangelico
costituito da circa venti membri adulti, senza contare i numerosi figli delle
varie famiglie, tutte lucchesi e toscane. Giuseppe
Beretta sarà il primo strumento usato dal Signore per la conversione di questi
italiani che, a loro volta, in seguito ricevettero “la benedizione pentecostale”
e costituirono la Prima Comunità Evangelica Pentecostale Italiana, dalla quale
il Risveglio Pentecostale si diffuse tra gli italiani sparsi nel mondo. Come
“neve che si scioglie al sole”, per usare l’immagine dell’Erutti, Giacinto
Bartolomei scompare dalla scena. Sappiamo però con certezza che egli poco dopo
si convertì al Signore e “rimase fedele credente fino alla sua morte”, avvenuta a Chicago nel
1919, alla veneranda età di 93 anni. Soltanto l’affetto cristiano di Leonardo
Erutti ha permesso di risalire ai particolari della vita di questo modestissimo
ed umile credente che fu l’inconsapevole “scintilla”, che accese il fuoco di
questo grande risveglio pentecostale italiano. Possa l’esempio di profonda
umiltà e se3mplicità di Giacinto Bartolomei, il quale è degno di essere
annoverato tra i pionieri del movimento pentecostale italiano, anche se
soltanto nel ruolo di “un seminatore inconsapevole”, incoraggiarci a parlare di Cristo e
dell’evangelo secondo quanto abbiamo potuto conoscere, permettendo al Signore,
mediante lo Spirito Suo, di operare nei cuori.
Francesco Toppi
tratto da :”Cristiani Oggi” 1/15 Giugno 2002