Mario CIRMI
(
1921 - 2006 )
Venerdì
20 gennaio 2006, il Signore ha chiamato a Sé il fratello Mario Cirmi, pastore della
comunità di Scordia (CT), fedele servitore dell’Evangelo.
Per
grazia e per l’immenso amore del nostro Signore e Salvatore ha potuto espletare
il compito affidatogli con diligenza colma d’amore per l’opera del Signore,
fino alla fine del corso di questa vita terrena.
Era
ben consapevole di come l’involucro rivestito in terra fosse solo un mezzo per
compiere fedelmente il mandato che il Signore ha affidato ai Suoi figli, il cui
fine è quello di servirLo fedelmente per ottenere la corona della gloria
riservata a chi avrà dedicato la propria vita in totale ubbidienza alla Parola
di Dio.
Si
era convertito nel 1936 alla giovane età di 15 anni assieme ad un nutrito
numero di giovani coetanei. Ricevette la testimonianza semplice, ma efficace,
da uno dei pionieri dell’opera Pentecostale nel paese di Scordia, il fratello Manuele
Salvatore, fedele servitore che, emigrato negli U.S.A., era tornato al suo
paese natio in qualità di ambasciatore dell’Evangelo con un messaggio semplice,
ma incisivo, accompagnato da quell’unzione di potenza e autorità che
caratterizza coloro che sono riempiti dal Suo Santo Spirito.
Si
era in periodo di pieno regime fascista, in anni certo non facili per
l’annuncio dell’Evangelo.
Tante
volte i credenti furono costretti a tenere in clandestinità riunioni che furono
avversate dal clero locale con clamorose manifestazioni, come quella di
bruciare alcune Bibbie nelle pubbliche piazze.
Essere
testimone oculare di questi incresciosi atti, poco onorevoli, rafforzarono la
fede del fratello Mario Cirmi, perchè aveva fatto deposito nel proprio cuore
della meravigliosa grazia largita dall’alto.
Nel
1945, ritornò dopo 5 anni trascorsi in guerra, durante i quali aveva mantenuto
i legami con coloro che erano rimasti in paese.
Pieno
di entusiasmo riprese l’opera evangelistica con altri giovani che erano tornati
incolumi dalla guerra. Si misero all’opera testimoniando della meravigliosa
grazia dell’Evangelo contribuendo alla crescita della comunità locale e
diventandone collaboratori attivi.
Nel
1960 il Signore lo chiamò a prendere cura della comunità di Scordia e per 46
anni, pur continuando a svolgere la propria attività secolare, riuscì con serio
impegno a svolgere il compito cui era stato chiamato con l’aiuto e la guida
dello Spirito Santo, contribuendo attivamente all’avanzamento dell’opera
pentecostale.
In
quegli anni il fratello Cirmi fu anche impegnato attivamente nel Comitato di
Zona di Sicilia.
Con
la collaborazione di alcuni membri della comunità di Scordia prese la cura per
un lungo periodo della chiesa di Militello in Val di Catania, ora condotta dal
fratello Salinitro.
Il
fratello Cirmi ripeteva spesso negli ultimi giorni di vita che desiderava
incontrare il suo Re, certo che il Signore gli aveva riservato un posto lassù
dove né pianti né dolori possono distogliere dal glorificare e innalzare il
cantico dell’Agnello che tutti i riscattati col Suo sangue canteranno (2 Timoteo
4:7,8).
Con
il suo esempio ha saputo infondere nella sua famiglia la necessità di essere un
servitore fedele, come nella comunità dove per tanti anni ha svolto il suo
ministero.
Ha
anche lasciato una buona testimonianza dove ha svolto la sua attività lavorativa.
Gli ex datori di lavoro, nonostante i tanti anni trascorsi dalle sue
dismissioni, hanno desiderato onorarlo nel giorno del suo funerale con la loro
presenza, evidenziando come i veri cristiani lascino sempre il buon odore di
Cristo.
Il
fratello Cirmi, testimoniando per 70 anni nel comune di Scordia, ha servito il
suo Signore fino alla fine.
Il
giorno del funerale sono stati molti i fratelli pastori convenuti dalle comunità
limitrofe, a cui si sono aggiunte le tante manifestazioni d’affetto cristiano giunte
con telefonate e telegrammi da parte dei responsabili della nostra opera in
Italia, in Nord Europa, negli Stati Uniti e nel Canada che hanno così dato l’ultimo
saluto al caro fratello Mario.
Il
fratello Paolo Lombardo è stato lo strumento che il Signore ha usato per
diffondere il messaggio della Sua parola a quanti, numerosi, sono intervenuti
per rinnovare un arrivederci lassù nel cielo.
Possa
questo esempio di fede vissuta essere di sprone e di incoraggiamento a quanti
hanno potuto non soltanto udire, ma anche ascoltare il dolce suono della Sua
parola vivente, che dona vita a coloro che ascoltano.
il figlio,
Cesare Cirmi
tratto
da RISVEGLIO PENTECOSTALE Settembre 2006