Albert Benjamin
Simpson
(1843 - 1919)
Fondatore dell’Alleanza Missionaria Cristiana
Come
i grandi missionari e statisti Samuel Mills e John R. Mott, Albert
Benjamin Simpson non fu mai
un missionario come tutti gli altri ma, come Mills e Mott, la sua influenza per le missioni fu enorme,
particolarmente nella crescita delle società missionarie del
tardo Ottocento e del primo Novecento, in America. I fondatori della
"Missione Interna del Sudan" e della "Missione
Interna dell’Africa" furono profondamente influenzati da lui e studiarono
alla sua scuola di preparazione missionaria; anche le denominazioni
evangeliche, particolarmente quelle all’interno del Movimento di Santità,
furono stimolate all’attività missionaria soprattutto dal suo zelo. A partire dal 1883, Simpson
inaugurò convegni interdenominazionali tenuti in tutti gli Stati Uniti e nel
Canada, caratterizzati dalla presenza di missionari stranieri provenienti da
varie denominazioni e società missionarie. Questi convegni portarono le
missioni straniere ai popoli e condussero alla formazione effettiva della
società missionaria internazionale di Simpson, cioè l’Alleanza Missionaria Cristiana. Soprattutto grazie
alla sua influenza, le missioni straniere sono diventate nel nostro secolo il
canale più vitale attraverso cui le chiese evangeliche del Nord
America si sono rivolte all’esterno per l’evangelizzazione dei popoli.
L’introduzione
di Simpson nelle missioni estere cominciò molto
presto. Nacque a Prince Edward
Island, in Canada, nel 1843, e fu battezzato
quando aveva poche settimane da John Geddie, il primo missionario canadese nei Mari del Sud.
"L`atmosfera missionaria" in casa sua ebbe
un effetto durevole su di lui, ed essendo giovane fu profondamente
impressionato dalla biografia di John Williams,
martire sull`isola di Erromango. Al Knox College di Toronto, le missioni estere continuarono ad
interessarlo, ma una chiamata presso la grande e affascinante Chiesa di Hamilton, Ontario, lo spinse, invece, al pastorato. Fu la
sua eccezionale abilità di predicatore che gli aggiudicò il
posto in una delle più prestigiose chiese del Canada quando aveva solo 21 anni,
e fu quella stessa abilità che aprì la strada alla sua grande influenza come
statista missionario. Tuttavia qualità diverse dalla
capacità di predicare erano necessarie per il ruolo che Simpson
avrebbe dovuto occupare nel mondo delle missioni, e tali qualità avrebbero
richiesto anni per essere sviluppate.
La
reputazione di Simpson come predicatore di fuoco, gli
portò chiamate da altre chiese. Dopo otto anni trascorsi alla Chiesa di Knox, accettò l’importante chiamata presso la Chiesa di Chestnut Street a Louisville,
Kentucky, dove gli veniva offerto l`ingente
salario annuale di 5.000 dollari. Il suo ministero fu efficace nei tentativi di
riconciliare la chiesa di questa città, ancora divisa dalle latenti ostilità
della Guerra Civile, ma rimase insoddisfatto per il raffinato cristianesimo
così prevalente. Simpson non si sentiva a suo agio
nella dignitosa rispettabilità che pervadeva la sua congregazione, né con la
propria tendenza all’autogratificazione, centrata sul
proprio benessere e indifferente alle masse urbane.
Così, entrò in una grossa crisi spirituale, prima di realizzare quanto
"sterile e arido fosse diventato il suo ministero",
mentre quello vero era solo "appena cominciato." Dopo una
"notte penosa e solitaria... e senza esserne consapevole, in realtà esso sarebbe morto letteralmente prima del sorgere del
mattino," e la sua "prima consacrazione di cuore sarebbe stata
fatta." Dopo di ciò la sua Chiesa di Chestnut
Street divenne un centro di conquista di anime per l’evangelizzazione
di Louisville.
Durante
il suo pastorato, Simpson si recò a Chicago per
visitare alcuni amici, e lì di nuovo passò attraverso una profonda esperienza
spirituale. Così in una visione:
Il peso del mondo senza Cristo fu posto pesantemente su di lui dallo
Spirito di Dio...
"Una notte fui svegliato dal sonno, tremando e con uno strano e
solenne senso dell’immensa potenza di Dio, mentre nella mia anima bruciava il
ricordo di uno strano sogno a causa del quale mi trovavo in quello stato. Mi
sembrava di essere seduto in un vasto auditorium, e milioni di persone erano sedute attorno a me. Tutti i Cristiani del mondo sembravano
essere lì, sulla piattaforma c’era una grande moltitudine di facce e forme. La
maggior parte di loro sembravano cinesi. Non
parlavano, ma in una muta angoscia torcevano le mani e le loro facce avevano un’espressione
che non dimenticherò mai. Non avevo mai pensato o
parlato dei cinesi o del mondo pagano ma, svegliandomi con quella visione,
tremai con lo Spirito Santo e caddi sulle ginocchia, ogni fibra del mio essere
rispondeva: ‘Sì, Signore, andrò.’
In
seguito a quella visione, Simpson "tentò per
mesi di trovare una porta aperta, ma la strada era chiusa."
Il più grande ostacolo che dovette affrontare fu la sua famiglia, sua moglie Margaret e i suoi sei
figli. "La visione missionaria", secondo A. E. Thompson,
"non era arrivata anche alla signora Simpson.
Era stata volenterosa nel lasciare il suo amato Canada alla chiamata per la
gente del caldo Sud, ma la Cina! La sua natura pratica, il suo istinto materno e, forse, la sua ambizione di donna
per il brillante marito, tutto in lei rispondeva: No". Era
contenta nel confortevole stile di vita, offerto loro dalla Chiesa di Chestnut Street e non sentiva la
necessità di lasciar andare tali comodità: "Non ero pronta per un tale
sacrificio. Così scrissi a mio marito che poteva andare in Cina da solo; io
sarei rimasta a casa a sostenere e ad occuparmi dei bambini. Sapevo che ciò lo
avrebbe tranquillizzato per un po."
Simpson non era un Livingstone, e non poteva proprio
abbandonare sua moglie e i suoi sei figli ma, mentre il tempo passava,
"Dio gli mostrava che avrebbe dovuto lavorare per i pagani perduti proprio
come se si trovasse in mezzo a loro." Ma Louisville non era il posto per
lanciare la sua missione per l’evangelizzazione del mondo. Così nel 1879
accettò una chiamata dalla chiesa di New York e fu lì
che il suo ministero mondiale ebbe inizio.
Simpson scoprì presto che la Chiesa della Tredicesima Strada, che lo aveva
chiamato a ministrare, non aveva la sua stessa visione per le anime perdute, né
condivideva il suo modo di vedere la guarigione divina, che recentemente aveva
sviluppato attraverso la sua propria esperienza di
guarigione. Dopo due anni nella chiesa, annunciò le sue
dimissioni, una decisione che agli occhi di molti sembrava pura follia.
Senza alcuno stabile reddito, egli lanciò il suo nuovo ministero. New York sarebbe stato il suo personale campo di missione, e
da quella base egli avrebbe raggiunto le estremità della terra e allo stesso
tempo avrebbe mantenuta intatta la sua famiglia.
Fu
un movimento determinato che marchiò non solo la chiesa e le sue associazioni,
ma anche sua moglie Margaret.
A. W. Tozer ne descrive i
sentimenti in modo struggente:
La moglie di un profeta non ha una strada facile da percorrere. Non può
sempre vedere la visione di suo marito, tuttavia, come moglie, deve essere al
suo fianco dovunque la sua visione lo porti. È
costretta perciò a camminare per fede la maggior parte del tempo... La signora Simpson provò con tutta sé stessa
di capire, ma se alcune volte perse la pazienza con il suo devoto ma poco
pratico marito, non per questo deve essere troppo biasimata. Dall’abbondanza e
una posizione sociale abbiente, fu improvvisamente chiamata alla povertà.
Doveva sfamare la sua grande famiglia in qualche modo
e senza un centesimo d’entrata. Il salario fu fermato e il posto di pastorato
doveva essere lasciato libero. Simpson aveva udito la
Voce chiamarlo fuori ed egli era andato senza paura. Sua moglie non aveva
sentito niente, ma lei era costretta ad andare comunque.
Tuttavia, il fatto che si sia mantenuta sempre al fianco del
suo marito idealista, dovrebbe essere considerato a suo onore. Non è un
compito facile essere la moglie di un uomo quale era Simpson.
Tramite
un’inserzione nel giornale, Albert Benjamin Simpson lanciò il suo
nuovo movimento. La sua prima riunione fu tenuta di domenica pomeriggio ed era
aperta al pubblico, eccetto che per i suoi parrocchiani ai quali aveva
specificamente richiesto di non partecipare. Non voleva essere accusato di
dividere la chiesa. Molti presero parte alla riunione, ma solo sette persone rimasero
dopo il servizio per dedicare sé stessi interamente al
suo nuovo ministero. Questi sette, comunque, al fianco
di Simpson, formarono un nucleo, e grazie al loro
zelo evangelistico le folle presto riempirono la sala affittata nella quale si
tenevano i servizi. Per i successivi otto anni, il gruppo si mosse di luogo in
luogo fino ad un locale permanente, il "Gospel Tabernacle".
L’ultima
intenzione di Simpson fu quella di organizzare un
corpo di credenti pienamente impegnati per l’evangelizzazione
mondiale, ma non si accontentava di confinare il movimento ai suoi seguaci di
New York. Per estendere l’appello egli pubblicò un giornale illustrato sulle
missioni, Il Vangelo in tutte le Nazioni, e diede l’avvio a dei convegni
ministeriali nelle città del Nord America. Nel 1887 fu formata l’Alleanza Cristiana con l’obiettivo di riunire credenti
missionari in un’organizzazione coesiva, e la crescita di tale organizzazione
fu una nuova società missionaria, l’Alleanza Missionaria Evangelica. Per
dieci anni le due associazioni funzionarono separatamente, per unirsi poi nel
Vi era un senso d’urgenza nel modo di portare avanti le missioni estere da
parte di Simpson; non solo egli intendeva salvare
anime dall’inferno, ma anche affrettare il ritorno di Cristo. Il testo chiave
per Simpson era Mt 24:14: "E questo vangelo del regno sarà predicato in
tutto il mondo, affinché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; allora
verrà la fine." Fu questa santa spinta che rese unica l’Alleanza
Missionaria Cristiana. Molte missioni si focalizzarono su una particolare area,
oppure scelsero due o tre campi, ma la C.A.M.A. si
estese presto in tutto il mondo.
Tuttavia,
se il numero sembra impressionante, smentisce il fatto che
nei primi anni attraversò un periodo di dura prova. I primi ad andare fuori
nazione furono cinque giovani uomini che salparono per il
Congo nel 1884; tre anni prima la missione era stata ufficialmente
organizzata; in soli pochi mesi dal loro arrivo, John
Condit, il capo del gruppo, morì. Sia
in Congo che in Sudan, i primi tentativi evangelistici
costarono un caro prezzo di vite. "Climi massacranti", secondo Thompson, "richiesero un terribile numero di vite
umane, tale che per anni le tombe dei missionari in entrambi
i campi oltrepassarono il numero dei missionari viventi." Anche il primo lavoro in Cina fu macchiato con il sangue dei
martiri. Il Boxer Uprising
(movimento xenofobo cinese che culminò in un’accanita rivolta contro gli
Occidentali e la loro influenza) del 1900 richiese la vita di trentacinque
missionari e bambini.
Ma
il lavoro andò avanti, e dal tempo in cui Simpson
morì, nel 1919, la missione fu stabilita sicuramente in ogni continente. Dal
1919 la sua scuola di preparazione missionaria fu collocata in un locale
permanente a Nyack, New
York. La sua legalizzazione nell’area dell’educazione cristiana andò al di là dei corridoi di un’istituzione. Il suo concetto di
scuola di preparazione missionaria lanciò il movimento d’Istituto Biblico che
si diffuse in tutto il Nord America, diventando la
maggior sorgente di reclutamento per le società missionarie indipendenti nei
decenni successivi.
Simpson ebbe un peso schiacciante per le anime perdute che può
essere sintetizzato in uno dei suoi massimi inni:
"Centinaia di migliaia di anime al giorno
Passano via una ad una
Senza Cristo, colpevoli e nell’oscurità.
Senza un raggio di speranza o di luce,
Nelle tenebre, come in una notte senza fine,
Stanno andando al loro destino."
Un
tale carico per i perduti era un pesante fardello da portare per un uomo, e
diverse volte nella sua vita Simpson cadde sotto il suo peso. Subito dopo essersi trasferito a New York, egli "sprofondò nella disperazione a tal
punto che... lavorare era diventato impossibile". "Ricordo",
dirà più tardi, "che ero profondamente depresso.
Tutto mi sembrava buio e arido." Si riprese, ma fu sempre suscettibile a
periodi di depressione. Per un tempo, prima della sua morte, "attraversò
un periodo di offuscamento spirituale", secondo
A. W. Tozer, "nel
quale sentiva come se la faccia del Signore gli si fosse nascosta". Per
molti amici e associati, i suoi periodi di depressione erano imbarazzanti. Come
poteva un gigante come Simpson avere dei periodi di
tale profonda depressione? L’analisi di Tozer è
struggente: "È caratteristico degli “inebriati di Dio”, i sognatori e i
mistici del Regno, la cui estensione di “volo” è più grande che negli altri
uomini. La loro abilità di salire ad incredibili altezze di trasporto
spirituale è eguagliata solo dalla loro triste capacità a discendere, a sedere
nel più inebetito abbattimento, vicino al Fiume Chebar,
o a far trasalire le guardie di notte con il loro solitario dolore." Tali alti e bassi facevano parte del pellegrinaggio
terreno di Simpson e, se egli sembrava aver perso il
senso d’orientamento nelle sue discese nelle valli, fu mentre
volava alto che afferrò e portò avanti la sua visione globale dell’evangelizzazione.
Tratto con permesso da «Grido di Battaglia»