La bistecca economica dell’emigrante
I macellai nostrani la chiamano “svizzera”, ma ormai prevale il vocabolo “hamburger”.
Insomma, da dove viene?
“Tra il 1800e il 1900 molti poveri europei furono
costretti a emigrare negli Stati Uniti” racconta Giovanni Ballerini,
docente di antropologia alimentare all’Università di Parma.
“La traversata più
economica partiva da Amburgo, in Germania, ed era offerta dalla compagnia
Hamburg-Amerika line, i cui cuochi dovevano inventare un pasto veloce e poco
costoso”: la risposta ideale era un trito di carne bovina insaporito con
aromi e cipolle, e cotto alla griglia.
Ebbe tanto successo, anche per il prezzo contenuto, che
una volta sbarcati nel Nuovo Mondo, i passeggeri cominciarono a cucinarlo anche
a casa dando al piatto il nome della compagnia di navigazione.
E così l’hamburger, l’unico tipo di carne che molti
potevano permettersi, diventò un simbolo della cucina a stelle e strisce.
Solo successivamente, verso la fine dell’ottocento, la
carne fu rinchiusa fra due fette di pane.
Imbottito
Di chi fu l’idea del pane?
Di tanti: sono almeno in
Secondo alcuni fu di un ragazzino di 15 anni, Charlie
Nagreen, che nel
Per rimediare Charlie le infilò tra due fette di pane.
Secondo altri invece l’invenzione si deve a Louis Lassen,
venditore ambulante di hamburger di New Haven, nel Connecticut.
Parsimonioso e pratico, non voleva sprecare la carne
avanzata durante il giorno e così mise nel pane. Questo panino farcito andò a
ruba perché era adatto a essere consumato camminando.
Louis e il suo hamburger vengono ancora celebrati con una
targa che segna il luogo di nascita del famoso panino, a New Haven.
Ma un’altra targa, messa addirittura dal governatore della
Stato è a Tulsa, nell’Oklahoma.
Troppi amici.
Sostiene infatti che l’idea fu di Oscar Bilby, un
concittadino che il 4 luglio 1891
organizzò una grigliata con amici e parenti.
Hamburger, bistecche e salsicce emanavano un gran profumo.
Mentre lui rigirava la carne sulla graticola, Fanny sua moglie, provetta cuoca,
preparava il pane.
Ma forse gli invitati erano troppi e i piatti non
bastavano: il problema fu risolto unendo pane e companatico.
Tratto
da «FOCUS» APRILE 2006