Ritrovata l'arca di Noé?
1. Angelo Palego afferma che l'Arca è sulla cima
dell'Ararat
Quando l'ingegner Angelo Palego mostra in televisione un
pezzo di legno che dichiara appartenuto all'Arca di Noè, suscita attenzione e
rispetto. Perché è persona seria, che ha dedicato la sua vita e le sue sostanze
per recarsi una quindicina di volte sul Monte Ararat (coinvolgendo nelle sue
spedizioni altre qualificate persone) al fine di toccare e far toccare con mano
la realtà di una nave che segnò la storia del passato e che oggi potrebbe
annunciare con vigore la storia del futuro («Come fu ai giorni di Noè», è detto in Matteo 24:36, «così sarà alla venuta del Figlio dell'uomo»).
Non c'è solo Maurizio Costanzo ad offrire a Palego
l'opportunità di esporre le sue convinzioni, ma nel 2001 gli hanno dato spazio
anche
Perfino un quotidiano di tendenza laica come "
Un motivo in più per credere nella serietà di queste
ricerche ci viene dal conoscere personalmente Roberto Tiso, un giovane che ha
accompagnato Palego nelle ultime due spedizioni (estati 2000 e 2001) e che ci
mette sempre al corrente sugli sviluppi dell'impresa.
2. Per Luigi Caratelli l'Arca è da un'altra
parte
Un problema, per noi, è che conosciamo personalmente ed
abbiamo grande stima anche di Luigi Caratelli il quale, in un articolo
segnalatoci da David Ferraro, contesta le argomentazioni di Palego e dà invece
pieno credito a Ron Wyatt, che invece ritiene di aver trovato l'Arca
3. Utilità e limiti di un eventuale ritrovamento
I nemici dei Gesù non negavano in genere la realtà dei Suoi
miracoli, ma ne stravolgevano l'interpretazione, così quelle manifestazioni
della potenza e dell'amore di Gesù non li cambiavano.
Il grande miracolo della resurrezione di Lazzaro, per
esempio (Giovanni 11), rafforzò la fede dei credenti, ma fu proprio subito dopo
che i Farisei presero la decisione definitiva di uccidere Gesù (v. 53).
Gesù sapeva che, chi non aveva saputo cogliere il miracolo
della Parola di Dio scritta, non avrebbe potuto comprendere nemmeno i miracoli
di chi, come Lui, era Parola di Dio incarnata (Luca 16:31).
Credere è un'opera dello Spirito sul nostro spirito ed i
miracoli sono di aiuto per lo più a chi è già "sulla via della salvezza".
Se bastassero i miracoli a trasformare il cuore umano,
sarebbe stato sufficiente che Gesù risorto si fosse mostrato sulla pubblica
piazza di Gerusalemme, cosa che invece non ha fatto, invitandoci a credere
attraverso prove indirette («Beati quelli
che non hanno visto e hanno creduto!», Giovanni 20:29).
Esulteremo se un giorno si potrà mostrare, in modo
incontestabile, che l'arca di Noè non solo è esistita, ma che Dio l'ha
conservata per essere un segno agli uomini degli ultimi tempi. Per il momento,
però, riteniamo che la prova certa non ci sia ancora e che le ricerche debbano
proseguire, insieme al confronto delle opinioni sui dati fin qui trovati.
4. Per documentarsi meglio.
Per avere maggiori informazioni on-line, forniamo i
sottostanti indirizzi.
Sito ed
e-mail di Palego:
E-mail di
Roberto Tiso:
Tre siti
filo-Wyatt:
Fernando De Angelis
Tratto dal sito: http://www.creazionismo.org