QUAL È
Il burattino viene manovrato dal basso, mentre
la marionetta è mossa dall’alto. Il primo è un fantoccio privo della parte
inferiore del corpo: la mano di chi muove il burattino è infilata come un guanto
ed è nascosta al pubblico dal vestito del personaggio. Con le dita, il
burattinaio fa muovere la testa e le mani, che possono afferrare piccoli
oggetti. Un tempo, testa e mani erano di legno, oggi si usano anche altri
materiali. In origine solo i personaggi maschili avevano queste
caratteristiche, quelli femminili avevano solo una testa fissata su un bastone.
Dal basso e dall’alto.
Nel teatro dei burattini, chiamato “baracca”,
la scena si trova in alto, per permettere al burattinaio di muovere i personaggi
sopra la testa, senza farsi vedere.
Nel caso della marionetta (dal francese
“Marion” diminutivo di Maria, madre di Gesù, usato nel senso di bambola), il
corpo è a figura intera e la mobilità della testa e degli arti è data da un
sistema di fili collegati a un telaio che fa muovere l’intero corpo con effetti
estremamente realistici. In effetti, sono proprio generi diversi che hanno
avuto origini, storie e repertori differenti. Il teatro di burattini nasce ai
tempi della Commedia dell’Arte (XVI secolo) e ha una tradizione popolare: è uno
spettacolo di piazza, con molta improvvisazione. Quello di marionette parte,
invece, nel XVIII secolo come forma di intrattenimento della nobiltà, e nella
tradizione occidentale ha sempre cercato, nelle forme e nei modi, di riprendere
il teatro maggiore.
Per bambini?
Burattini e marionette – oggi confinati nel
cosiddetto “teatro per ragazzi” – fino alla fine dell’Ottocento erano
apprezzati soprattutto dagli adulti. Dal secondo dopoguerra si è avuto un nuovo
interesse per i burattini; sono invece sempre meno le compagnie (tra cui i Lupi
a Torino e i Colla a Milano) che tengono viva la tradizione del teatro di
marionette.
TRATTO DA “FOCUS DOMANDE E
RISPOSTE” N° 8/2006