PERCHÉ SI DICE…
…INGOIARE (O SPUTARE)
IL ROSPO?
Accettare un fatto spiacevole, sopportare un
peso, adeguarsi a una situazione incresciosa.
Il rospo, nelle credenze popolari, è un
animale velenoso, immondo, deforme e anche un po’ magico (c’è chi fa derivare
il suo nome da haruspex,
l’indovino dell’antica Roma). “Ingoiare
il rospo” è dunque una metafora legata al disgusto e alla ripugnanza
provocata da questo anfibio; anticamente si diceva anche “ingoiare la rana”. Inoltre nella cultura popolare è viva l’immagine
del serpente che cattura il rospo e lo deglutisce e digerisce con grande
sforzo. Non è chiaro il collegamento, se c’è, con l’opposto “sputare il rospo”, d’origine romanesca e
poi diffusosi in tutta Italia. Nel gergo, infatti, il rospo era il “segreto” e dunque sputarlo significava
confessare la verità, dire quello che si sa, sfogare il proprio malumore.
TRATTO DA “FOCUS DOMANDE E
RISPOSTE” N° 8/2006