Una notizia del genere, per me (e per quelli come me) che sono all’antica, ha bisogno di commento?

 

Usa, ai pastori piace l'iPod e la predica si ascolta dal web

 

Grazie alla creatura Apple i fedeli possono recuperare la messa perduta Si diffondono programmi dedicati anche a buddisti, ebrei e musulmani

 
NON sentitevi in colpa se domenica avete dormito un po' di più ma questo vi ha impedito di partecipare alla messa. Da oggi potrete agevolmente recuperare il sermone perduto grazie al vostro iPod (o meglio iGod), ascoltare tutta la funzione in differita mentre faticate in palestra, guidate, zappate l'orto. Un privilegio accessibile a tutti ma che riguarda in particolare gli abitanti di alcune cittadine americane, i cui pastori hanno pensato bene di affidare al podcasting (o "Godcasting" come qualcuno l'ha ironicamente ribattezzato) la parola del Signore.

"E' impossibile riuscire a far venire tutti in chiesa ogni domenica, ma con questi strumenti possiamo ottenere un grande contenitore digitale di fedeli" dice il reverendo Mark Batterson di Alexandria, Virginia, che presta il proprio servizio presso la National Community Church. E che su Theaterchurch mette a disposizione dei parrocchiani la funzione da lui celebrata ma anche le registrazioni di altri pastori.

Così come le organizzazioni cattoliche hanno conquistato le radio e le televisioni, allo stesso modo il podcasting ha rapidamente appassionato i gruppi religiosi. Ad esempio, su Podcast Alley, dall'inizio di luglio, il numero di persone e gruppi che offrono postcast religiosi e spirituali è salito da 177 a 474.


Ma inviare messaggi spirituali via etere non è una novità. Il Vaticano ha inaugurato le proprie trasmissioni radiofoniche nel lontano 1931, e oggi trasmette in tutto il mondo in trentaquattro lingue (e offre anche alcuni programmi in podcast). Gli Evangelici cristiani americani hanno utilizzato prima la radio e poi la tv per diffondere il loro messaggio, costruendo dei piccoli ma importanti imperi, come il Christian Broadcasting Network di Pat Robertson o il Trinity Broadcast Network.


Ora, il podcasting permette alle missioni di fare un significativo salto in avanti, sebbene il fenomeno sia ancora di dimensioni circoscritte. Ma il reverendo Batterson si dice convinto che l'impatto del podcastng sulla Chiesa lascerà un segno tanto profondo quanto quello impresso dalla diffusione, nel XV secolo, della prima Bibbia data alle stampe.


"Se credi veramente in quel che predichi - afferma il religioso - desideri che venga recepito dalla maggior parte di persone possibile". E dice di amare l'idea di una "spiritualità multifunzione" che permetta alle persone di tenersi costantemente in contatto con la loro fede, durante i giorni della settimana. Per questo, prima di darsi al podcasting, usava un blog che lo teneva in contatto con gli 800 membri della National Community Church che raccoglie ogni domenica in due teatri di posa cinematografici, uno a Washington e l'altro a Alexandria.


Preghiera sì, ma anche un filo di intrattenimento. Il Godcast Network, inaugurato nell'ottobre 2004, offre sedici programmi di letture della Bibbia, sermoni e "christian rock": Rachel's Choice è un programma settimanale "curato" da Rachel, otto anni, figlia del fondatore del network Craig Patchett, all'interno del quale la ragazzina esegue alcune canzoni legati a temi religiosi (ma rigorosamente rock), seguite da letture dalla Bibbia.


E siccome di fede non ce n'è una sola, una podcast directory che si chiama Odeo incoraggia anche sinagoghe e moschee a usare il podcasting religioso, e offre una lista di programmi dedicati a buddisti, ebrei e musulmani.


Fonte: La Repubblica

(29 agosto 2005)