È vero che uno scarafaggio
senza testa può continuare a vivere?
Si, gli scarafaggi (o blatte) – insetti dell’ordine Blattaria che conta almeno 3500 specie – possono sopravvivere anche una settimana senza testa.
Questa capacità dipende dal fatto che le loro funzioni di controllo non si concentrano in questa parte del corpo; li risiede infatti solo una piccola porzione del cervello, che in gran parte si dirama lungo l’addome, e non controlla la respirazione, che avviene invece attraverso gli spiracoli, una serie di pori sparsi per tutto il corpo.
A differenza dei mammiferi, gli scarafaggi hanno una bassa pressione sanguigna; pertanto, quando perdono la testa, non subiscono emorragie che ne compromettano la sopravvivenza. Il cuore, poi, si presenta come uno stretto condotto ispessito che corre lungo il dorso.
Poiché gli scarafaggi sono animali a sangue freddo, in condizioni di necessità possono rallentare il battito cardiaco e, riducendo al minimo i movimenti, dall’ultimo pasto ingerito possono trarre energie anche per una settimana.
Che
forza!
Ciò spiega la straordinaria resistenza di questo insetto.
Certo, una volta decapitato, lo scarafaggio non può fare molto: perde gli occhi, che sono composti da circa 2 mila “lenti” ciascuno e con i quali può vedere contemporaneamente in tutte le direzioni; perde le antenne, che sono i suoi sensori e che, al maschio, permettono di sentire l’odore della femmina; infine perde la bocca, attraverso la quale si ciba.
Tratto
da FOCUS D&R n° 10
marzo 2007