EVENTO ARCHEOLOGICO IN ISRAELE
Dopo circa duemila anni gli archeologi credono di aver trovato la prima
prova tangibile dell’esistenza storica di Gesù: un’antica urna calcarea, datata
63 d.C., sulla quale è riportata la scritta: “Giacomo, figlio di Giuseppe,
fratello di Gesù”
Sono stati molti i giornali, anche in Italia, che
hanno riportato in queste ultime settimane la notizia di questo particolare
evento archeologico che, certo, non aggiunge nulla alla nostra fede, ma
costituisce comunque un motivo per cui rallegrarsi. Abbiamo scelto di tradurre
la notizia così come pubblicata da “Nouvelles d’Israél’ (n. 11/novembre 2002;
pag. 9).
Pur se dobbiamo muoverci con la prudenza che è sempre
necessaria davanti a scoperte del genere, non possiamo fare a meno di notare
che l’iscrizione riportata all’esterno dell’urna non costituirebbe soltanto una
prova dell’esistenza di Gesù, ma, autenticando la sua relazione con
Giacomo, anche una smentita dei dogmi dell’immacolata concezione e della
verginità perpetua di Maria. Ma (non dimentichiamolo!) sia la prova che la
smentita sono già ben presenti nella pagine dei Vangeli e di tutto il Nuovo
Testamento. (RED).
Un
reperto attendibile
Alcuni archeologi israeliani sono certi di aver
trovato la prima prova concreta dell’esistenza di Gesù.
Come riferisce la stampa israeliana, si tratta di
un’iscrizione in lingua aramaica riportata su un antico ossario di suo fratello
Giacomo con sopra riportata la data del 63 d.C. La scritta recita testualmente:
“Giacomo, figlio di Giuseppe, fratello di Gesù”.
Il paleografo André Lemaire della celebre università
parigina della Sorbona ha esaminato l’ossario che oggi fa parte della
collezione privata di un antiquario israeliano, al momento anonimo.
I risultati della sua analisi sono stati pubblicati
nella rivista specializzata Biblical Archaelogy Rew.
Nel corso di una conferenza stampa tenuta a
Washington, Hershel Shanks, redattore capo della rivista, ha dichiarato che
questa scoperta conferma l’identità giudaica di Giacomo e di Gesù. Fin dal
primo secolo avanti Cristo i Giudei hanno regolarmente fatto riesumare le ossa
dei loro cari defunti per farle poi riporre in degli ossari. Ma questa pratica
è del tutto cessata dopo la distruzione del secondo Tempio.
Dopo lunghi lavori di ricerca, André Lemaire è giunto
alla conclusione che a quel tempo circa una ventina di abitanti di Gerusalemme
potevano essere indicati con lo stesso nome: “Giacomo, figlio di Giuseppe,
fratello di Gesù”.
“Non si può tuttavia affermare con certezza -
ha scritto Lemaire nel suo articolo - quante di queste venti persone siano
state poste in degli ossari e su quanti di questi ossari sia stata riportata
un’iscrizione”.
Secondo lui è molto raro ed insolito che il
fratello di un defunto venga menzionato in un’iscrizione del genere. Questo
potrebbe indicare che Gesù, il fratello di Giacomo, era una personalità ben
conosciuta.
Quindici anni fa l’antiquario israeliano aveva
acquistato l’ossario da un commerciante arabo per alcune centinaia di
dollari.Quest’ossario proveniva da Silwan, un quartiere di Gerusalemme Est.
La sua autenticità è oggi confermata da diversi
scienziati israeliani che, su questo reperto, hanno compiuto degli studi
approfonditi.
Commento
Per noi che crediamo in Gesù e nel messaggio del
Nuovo Testamento non è necessaria alcuna prova tangibile dell’esistenza storica
di un personaggio chiamato Gesù e vissuto duemila anni fa.
Tuttavia questa scoperta costituisce per gli
scienziati una prova di valore inestimabile. In modo particolare per gli
scettici e ancora di più per coloro che negano l’autenticità storica delle
vicende narrate nel Nuovo Testamento, questa scoperta dev’essere un boccone
difficile da digerire.
D’altronde i critici sollevano già i loro forti dubbi
sulle affermazioni degli scienziati, appoggiandosi in particolare sul fatto che
a quel tempo potevano esservi a Gerusalemme almeno venti persone di nome Giacomo
che avevano, allo stesso tempo, un padre di nome Giuseppe ed un fratello di
nome Yeshoua o Gesù. Questa affermazione, fra l’altro, mi sembra molto
esagerata. Il fatto che fino ad ora sia stato scoperto un solo ossario
sul quale, oltre al nome del defunto, sia riportato anche il nome di suo
fratello, gioca indubbiamente a favore di chi sostiene che possa trattarsi
davvero di Giacomo, il fratello di Gesù.Dobbiamo inoltre considerare che la
citazione “fratello di Gesù” può essere giustificata dalla straordinaria
importanza che la persona di Gesù aveva per i suoi discepoli, ai quali si era
aggiunto anche suo fratello Giacomo.
Allo stesso è degno di essere ben rimarcato il fatto
che questa scoperta ha visto la luce nel momento in cui Israele, il popolo al quale
appartenevano Gesù e la sua famiglia, è ritornato al Paese dei suoi padri. Alla
televisione israeliana l’ossario è stato dichiarato come un bene di proprietà
nazionale, dal momento che si tratta di una scoperta archeologica.
Fredi Winkler
Tratto
da “IL CRISTIANO” gennaio 2003 ( www.ilcristiano.it
)
Per completezza di notizia, vedi «SI TRATTA DI UN FALSO? »