Dio ci lascia liberi di scegliere anche per essere salvati.
Perché allora nel passo di Atti
(leggi l'intero episodio)
Questa è una delle tante domande che rientrano nel delicato
conflitto tra l'autorità suprema della volontà di Dio e la libertà individuale
che Dio ha dato all'uomo.
Non volendo addentrarci, in questa occasione,
nel merito di tale questione , veniamo al passo della domanda.
Paolo ha salvato il carceriere della prigione della città
macedone di Filippi dal suicidio. Infatti,
per paura delle conseguenze della fuga dei carcerati in seguito al terremoto e
alla miracolosa apertura delle porte della prigione e delle catene, il
carceriere aveva deciso di togliersi la vita.
Paolo, anticipando il gesto di disperazione del carceriere, gli
fece notare che i prigionieri, al contrario della sua valutazione, non erano
fuggiti, ma erano rimasti con loro (essi avevano
riconosciuto nell'avvenuto fenomeno la mano del Dio che Paolo e Sila avevano
loro annunciato poche ore prima).
Il carceriere vedendo la realtà e riconoscendo anche lui
l'intervento di Dio in quello che è avvenuto, oltre la sottomissione dei
carcerati agli apostoli, decise di dare la sua vita a
Cristo, rendendosi disponibile ad accettare qualsiasi cosa l'apostolo avrebbe
da lui preteso in cambio della salvezza.
Alla domanda del carceriere, Paolo, invece di presentargli delle
pretese (e qui si rispecchia l'amore di Dio), risponde facendogli quella bella
promessa che potrebbe essere valida anche per noi oggi e che è motivo di questa
nostra riflessione: Credi nel Signore Gesù Cristo e
sarai salvato tu e la casa (famiglia) tua!
Facciamo delle premesse:
·
Anche se queste parole
sono indirizzate ad una determinata persona ed in un preciso contesto,
sono lo stesso riconosciute come Parola di Dio, e come tale deve essere
considerata valevole nel tempo e per tutti;
·
Dio non forza la volontà
delle persone;
·
Dio opera anche in risposta alle preghiere dei suoi figli, fatta con fede;
·
Dio desidera che tutti
gli uomini siano salvati.
Il messaggio dell'episodio di questo passo non raggira l'unico
requisito che Dio richiede da coloro che vogliono
essere salvati, che é quello di porre personalmente la propria fiducia nella
persona e nell'opera di Cristo; non esiste una salvezza automatica dei
famigliari. Infatti, come vediamo alla fine del passo,
anche i famigliari del carceriere hanno accettato
Ora, come possiamo appropriarci di
questa promessa?
Quando un componente di una famiglia
incontra Gesù, la prima cosa che desidera è che anche i suoi cari possono
essere salvati, e per questo si impegna in preghiera.
In base alle diverse situazioni famigliari e diversità di tipi
di persone, la realizzazione di questa promessa può
richiedere del tempo, molte preghiere e molta pazienza.
Dio non risponde automaticamente alle preghiere e non toglie la
libertà di scelta, cosa che Lui stesso ha dato alle persone, ma siccome vuole
che il peccatore si ravveda e si converta, farà tutto
il possibile e l'impossibile in modo che questi possono accettare personalmente
la salvezza in Cristo. Il come e il quando rientra nella Sua infinita sapienza.
Dio risponde alle nostre preghiere fatte con fede, cioè che dimostrano la nostra piena fiducia in Lui che ama
anche i nostri famigliari.