Perché il Nuovo e l'Antico Testamento ci presentano
Dio differentemente?
Una lettura superficiale della
Bibbia può far credere che essa presenti due concezioni antitetiche di Dio:
nell'Antico Testamento prevarrebbe un Dio d'ira,
mentre il Nuovo Testamento sembra descrivere un Dio di solo amore. Prima Dio fa
venire il Diluvio, distrugge le città di Sodoma e Gomorra, ordina la
distruzione di intere nazioni, poi manda Gesù che
guarisce ed aiuta chiunque e comanda di amare persino i nostri nemici. Da
questo sembra che ci siano due presentazioni diverse di Dio, ma approfondendo
un poco notiamo diversamente.
Per prima cosa notiamo che Gesù
non era d'accordo con questo concetto. Egli infatti
dichiarava che tutto l'Antico Testamento era riassumibile nei precetti
fondamentali di amare Dio ed il proprio prossimo (Matteo 22:37-39); che
nell'Antico Testamento Dio chiedeva ripetutamente l'amore e la misericordia
piuttosto che il sacrificio (Matteo 9:13).
Anche nell'Antico Testamento
vediamo l'amore di Dio come in Ezechiele
Nella Sua misericordia, Dio non
avrebbe permesso la distruzione di determinate nazioni se non fosse stato a causa della loro condotta abominevole e
peccaminosa ma, dato che Egli è anche un Dio giusto , non poteva tollerare
tale cose. Nel caso della nazione Amorea, Dio concesse loro ben 400 anni di
tempo per pentirsi ed evitare cosi il giudizio, ma risultò del tutto inutile (Genesi
15:16). Anche il terribile giudizio attuato col
diluvio universale fu preceduto da 120 anni di esortazione
da parte di Noè (II Pietro 2:5). Anche per il giudizio decretato sulla città di
Ninive, Dio ha dato una possibilità di ravvedimento e in quel caso la
popolazione ha ascoltato l'esortazione del profeta e si è ravveduta
ottenendo la salvezza di tutta la città (Giona 3:10).
Nei primi due casi sopra
descritti, come in altri casi, Dio ha messo in effetto il Suo Giudizio,
servendosi sia di uomini che di elementi naturali, e
possiamo dire, anticipandolo, riguardo il giudizio finale, per due motivi:
perché l'empietà era arrivata al massimo e Dio sapeva che non si sarebbero
ravveduti (Giustizia); per avvertire, riprendere, salvaguardare e proteggere
gli altri (Amore).
L'immagine corretta di Dio
nell'Antico Testamento è quella di un Dio estremamente
paziente, che offre molte occasioni di pentimento e punisce solo quando l'uomo
rifiuta costantemente di ravvedersi dalla sua malvagità. Nel Nuovo Testamento
le affermazioni di condanna e di ira più severe
provengono da Gesù stesso che rivolgendosi ai leaders religiosi di quel tempo li chiama IPOCRITI e
SERPENTI, informandoli che il loro destino sarà il giudizio e l'inferno; o come
per la città di Capernaum (Cafarnao), la cui condanna sarà più severa di quella
di Sodoma e Gomorra (Luca 10:15).
In tutte le pagine del Nuovo e
dell'Antico Testamento troviamo intrecciati i fili del giudizio e dell'amore di
Dio. Anche se si esprime diversamente a secondo delle
circostanze, il carattere di Dio rimane coerente ed immutabile.