Il Codice
Da Vinci
(condensato di uno studio di M. Introvigne,
e commenti di altri autori)
"Il
codice da Vinci", il bestseller internazionale di Dan
Brown che in 13 mesi ha venduto oltre 7 milioni di
copie negli Usa, trasforma il Cristianesimo in una cospirazione segreta gestita
per secoli dalla chiesa cattolica. Il romanzo, come la pellicola che si rifà ad
esso, sostiene la tesi secondo cui la Cristianità è stata fondata su un intrigo
elaborato per secoli dalla chiesa cattolica e in particolare dall'Opus Dei (descritta come una setta sadica e omicida) per
nascondere che Gesù Cristo fosse in realtà un mortale, che sposò Maria
Maddalena ed ebbe figli, i cui discendenti oggi vivrebbero in Francia.
Immaginiamo questo scenario. Esce un romanzo in cui si afferma che il Buddha, dopo l'illuminazione, non ha condotto la vita di
castità che gli si attribuisce, ma ha avuto moglie e figli. Che la comunità buddhista dopo la sua morte ha violato i diritti della
moglie, che avrebbe dovuto essere la sua erede. Che per nascondere questa
verità i buddhisti nel corso della loro storia hanno
assassinato migliaia, anzi milioni di persone. Che un santo buddhista
scomparso da pochi anni – ad esempio, Daisetz Teitaro Suzuki – era in realtà il
capo di una banda di delinquenti. Che il Dalai Lama e
altre autorità del buddhismo internazionale operano
per mantenere le menzogne sul Buddha servendosi di
qualunque mezzo, compreso l'omicidio. Pubblicato, il romanzo non passa
inosservato. Autorità di tutte le religioni lo denunciano come un'odiosa
mistificazione anti-buddhista e un incitamento allo
scontro fra le religioni. In diversi paesi la sua pubblicazione è vietata, fra
gli applausi della stampa. Le case cinematografiche, cui è proposta una
versione per il grande schermo, cacciano a pedate l'autore e considerano
l'intero progetto uno scherzo di cattivo gusto.
Lo scenario non è vero, ma ce n'è uno simile che è del tutto reale. Solo che
non si parla di Buddha, ma di Gesù Cristo; non della
comunità buddhista, ma della chiesa cattolica; non di
Suzuki e del suo ordine zen ma di Josemaría
Escrivá (1902-1975) e dell'Opus
Dei da lui fondata; non del Dalai Lama ma di Giovanni
Paolo II. Il romanzo in questione ha venduto tre milioni e mezzo di copie negli
Stati Uniti, è sbarcato anche in Italia e la Sony ne
sta traendo un film, che sarà diretto da Ron Howard e per cui è già cominciata una propaganda
internazionale.
Il
romanzo Il Codice Da Vinci (trad. it., Mondadori, Milano 2003) mette in scena una caccia al Santo Graal. Quest'ultimo – secondo il romanzo – non è, come la
tradizione popolare ha sempre creduto, una coppa in cui fu raccolto il sangue
di Cristo, ma una persona, Maria Maddalena, la vera "coppa" che ha
tenuto in sé il "sang réal"
(sangue reale), cioè i figli che Gesù Cristo le aveva dato. Il romanzo spiega
inoltre che Gesù Cristo avrebbe affidato a sua moglie Maria Maddalena una
chiesa che aveva il compito di proclamare la priorità del principio femminile,
e che Cristo non aveva mai preteso di essere Dio. Sarebbe stato l'imperatore
Costantino a sopprimere quest'elemento femminile, proclamando che Gesù Cristo
era Dio, e facendo ratificare queste sue idee patriarcali, autoritarie e anti femministe dal Concilio di Nicea. Il progetto
presuppone che sia soppressa la verità su Gesù Cristo e sul suo matrimonio, e
che la sua discendenza sia soppressa fisicamente. Il primo scopo è conseguito
scegliendo quattro vangeli "innocui" fra le decine che esistevano, e
proclamando "eretici" gli altri vangeli "gnostici", alcuni dei
quali avrebbero messo sulle tracce del matrimonio fra Gesù e la Maddalena. Al
secondo, per disgrazia di Costantino e della chiesa cattolica, i discendenti
fisici di Gesù si sottraggono e secoli dopo riescono perfino a impadronirsi del
trono di Francia con il nome di merovingi. La chiesa
cattolica riesce a fare assassinare un buon numero di merovingi
dai carolingi, che li sostituiscono, ma nasce
un'organizzazione misteriosa, il Priorato di Sion, per proteggere la
discendenza di Gesù e il suo segreto. Al Priorato sono collegati i templari
(per questo perseguitati) e più tardi anche la massoneria. Alcuni fra i
maggiori letterati e artisti della storia sono stati Gran Maestri del Priorato
di Sion, e alcuni – fra cui Leonardo da Vinci (1452-1519) – hanno lasciato
indizi del segreto nelle loro opere. La chiesa cattolica, nel frattempo,
completa la liquidazione del primato del principio femminile con la lotta alle
streghe, in cui periscono cinque milioni di donne. Ma tutto è vano: il Priorato
di Sion sopravvive, così come i discendenti di Gesù in famiglie che portano i
cognomi Plantard e Saint Clair.
Secondo
l'autore del romanzo, Dan Brown,
quanto abbiamo riassunto fin qui rispecchia esattamente e letteralmente la
realtà ed è basato su documenti inoppugnabili. La parte che anche l'autore
presenta come immaginaria ipotizza che il Priorato oggi si appresti a rivelare
il segreto al mondo tramite il suo ultimo Gran Maestro, un curatore del Museo
del Louvre che si chiama Jacques
Saunière. Per impedire che questo avvenga, Saunière e i suoi principali collaboratori sono
assassinati. Uno studioso di simbologia americano, Robert
Langdon, è sospettato dei crimini, ma una criptologa che lavora per la polizia di Parigi – Sophie Neveu, la nipote di Saunière – crede nella sua innocenza e lo aiuta a fuggire.
Il lettore è indotto a credere che responsabile degli omicidi sia l'Opus Dei. Tra morti ammazzati, enigmi e inseguimenti Robert Langdon e Sophie – tra cui nasce anche l'inevitabile storia d'amore –
finiscono per scoprire la verità: la tomba della Maddalena è nascosta sotto la
piramide del Louvre, voluta dall'esoterista
e massone presidente francese Mitterrand, ma il sang réal scorre nelle vene della
stessa Sophie, che è dunque l'ultima discendente di
Cristo...
Solo la diffusa ignoranza religiosa spiega come qualcuno possa prendere sul
serio un tale cumulo di affermazioni a dir poco ridicole. Ci sono testi del
primo secolo dove Gesù Cristo è chiaramente riconosciuto come Dio. All'epoca
del Canone Muratoriano (che risale circa al 190 d.C.)
il riconoscimento dei quattro Vangeli come canonici e l'esclusione dei testi
gnostici era un processo che si era sostanzialmente completato, novant'anni prima che Costantino nascesse. La cifra di
cinque milioni di streghe bruciate dalla chiesa cattolica è del tutto assurda.
L'idea stessa di un "codice Da Vinci" nascosto nelle opere
dell'artista italiano è stata definita "assurda" dalla professoressa
Judith Veronica Field, docente alla University of London e presidentessa della Leonardo Da Vinci Society (cfr, fra i molti riferimenti, Gary
Stern, "Expert Dismiss Theories in Popular Book", The Journal News, 2.11.2003).
Inoltre, chi conosca un poco la storia delle mistificazioni sul Graal sa che nel Codice Da Vinci c'è ben poco di nuovo:
tutto è già stato detto in centinaia di libri su Rennes-le-Château,
e – benché il nome di questa località francese non sia mai menzionato nel
romanzo di Brown – i cognomi Saunière
e Plantard fanno chiaramente riferimento alle stesse
vicende.
Rennes-le-Château è un paesino francese del
dipartimento dell'Aude, ai piedi dei Pirenei
orientali, nella zona detta del Razès. La popolazione
si è ridotta a una quarantina di abitanti, ma ogni anno i turisti sono decine
di migliaia. Dal
Negli
anni 1960 le leggende diffuse da Corbu su scala
locale acquistano fama nazionale dopo avere attirato l'attenzione di esoteristi – fra cui Pierre Plantard (1920-2000), che aveva animato in precedenza il
gruppo Alpha Galates – e di
giornalisti interessati ai misteri esoterici come Gérard
de Sède, che pubblica nel
Oggi, naturalmente, un Priorato di Sion esiste. È fondato nel 1956 da Pierre Plantard (che si fa
chiamare anche "Plantard de Saint Clair", inventandosi un titolo nobiliare di fantasia
che è alle origini delle affermazioni de Il Codice Da Vinci secondo cui
anche "Saint Clair" è un cognome "merovingio"), con tanto di atto notarile e carte da
bollo. Plantard ha lasciato intendere di essere egli
stesso un discendente dei merovingi e il custode del Graal. La prova che il Priorato esiste da mille anni
dovrebbe consistere nel nome di un piccolo ordine medievale chiamato Priorato
di Sion. Questo è effettivamente esistito (e finito), ma non c'entra nulla né
con i merovingi né con presunti discendenti di
Cristo. È difficile non concludere che il collegamento fra Rennes-le-Château,
i merovingi e il Priorato di Sion è puramente
leggendario, e che il Priorato è un'organizzazione esoterica le cui origini non
vanno al di là dell'esperienza di Plantard e dei suoi
collaboratori. Non è esistito nessun Priorato di Sion (nel senso in cui oggi se
ne parla) prima dell'arrivo di Plantard a Rennes-le-Château. Ora, naturalmente esiste: ma solo dal
1956.
Nella
prima pagina de Il Codice Da Vinci si afferma che tutta la storia è
confermata da documenti inoppugnabili ritrovati nel 1975 nella Biblioteca
Nazionale di Parigi. I documenti, però, sono stati "ritrovati" dalle
stesse persone che li avevano nascosti nella Biblioteca Nazionale di Parigi: Plantard e i suoi amici. Ed è certissimo
che non si tratta di documenti antichi ma di falsi moderni. Nessun
"documento", dunque. Solo fantasie anti-cristiane, buone per vendere
romanzi più o meno mal scritti, ma che dal punto di vista storico sono da
considerare autentica spazzatura.
Secondo il rev. James
L. Garlow, "Un'intera
generazione biblicamente analfabeta sta cominciando a credere nella nozione che
Gesù non è divino e che non è il figlio di Dio. Nei licei e nei campus, il
Codice Da Vinci è un fenomeno alla Harry Potter". Molti prelati hanno dichiarato al New York Times di essere indignati dai passaggi del libro che
celebrano il femminismo religioso, l'anticlericalismo e le forme pagane di
culto. Essi sostengono che Brown non ha fatto altro
che sfruttare l'erosione di fiducia nei confronti della chiesa cattolica
romana. [...] Nel prologo al suo libro, Brown
sostiene che "tutte le descrizioni di documenti e riti segreti nel libro
sono accurati". Ma il suo libro ripropone le stesse tesi di un altro best seller,
"Holy Blood, Holy Grail", pubblicato nel
1980 e basato su documenti rinvenuti nella Bibliotheque
Nationale de France, che
sono poi risultati falsi.
Articolo tratto dal sito http://evangelici.altervista.org/