«Quello che fa ricchi
è la benedizione dell’Eterno e il tormento che uno si dà non le aggiunge nulla»
(Proverbi 10:22).
E’ giusto che un credente
speri di vincere al gioco d’azzardo?
Le vincite a certi
giochi d’azzardo sono diventate così favolose che molti sono disposti a
viaggiare per diversi chilometri, per poter giocare in un determinato posto con
il miraggio di poter vincere cifre da capogiro.
Il gioco d’azzardo è un rischio e il rischio
non è sempre sbagliato.
Rischia un atleta che
investe anni, denaro e fatica per prepararsi a una
gara olimpionica, con la speranza di vincere una medaglia.
Rischia chi inizia una
nuova attività, magari investendo tutti i suoi risparmi.
Ad alcuni questi
investimenti (a volte molto rischiosi), potrebbero sembrare folli
mentre altre persone potrebbero ritenerli saggi, dipende dal livello di
rischio e dal punto di vista di ognuno.
...ma
non sono sempre necessariamente sbagliati.
Dal punto di vista biblico il gioco d’azzardo, invece, è un rischio comunque e: sempre sbagliato, sia per le motivazioni che
spingono a giocare che per eventuali vincite. Ecco perché:
1. Il gioco fa leva su
sentimenti di avidità e pigrizia. La Parola condanna
questi peccati senza mezzi termini (Luca
2. L’amore per il gioco
può scaturire anche da sentimenti di egoismo, nel
voler essere più ricchi degli altri. Non fu questo il sentimento che animava il
nostro Signore il quale, «essendo
ricco, si è fatto povero» (Filippesi 2:3,4).
Questo non significa che non ci si possa arricchire in
modo onesto, con il proprio lavoro e la propria fatica, anche se poi dobbiamo
rendere conto a Dio del modo in cui si usano le ricchezze.
3. Il giocatore rischia in
modo irresponsabile, con il miraggio di facili guadagni alle spese degli altri
giocatori meno fortunati.
4. Il gioco d’azzardo viòla
il concetto cristiano della divina provvidenza. Giocare una schedina o alla
lotteria, è un segno evidente dell’insoddisfazione con ciò che Dio provvede per
i nostri bisogni, secondo il piano che ha per noi. L’apostolo Paolo aveva
imparato a essere contento dello stato in cui si
trovava, sia nella povertà che nell’abbondanza. Dio sa cos’è
meglio per noi.
5. Spesso i giocatori sono
molto superstiziosi e con ciò dimostrano di non tener conto della sovranità di Dio, ma di usare qualsiasi metodo possibile, per quanto
discutibile, per manipolare ciò che gli increduli definiscono “forze del destino”.
6. Ogni vincita è
costituita da somme di denaro tirato fuori dalle
tasche dei giocatori che spesso sono persone molto vulnerabili, giocatori
incalliti che non possono fare a meno del rischio e nella speranza, nella
stragrande maggioranza delle volte vana, di una vincita che, così sperano,
cambierà il corso della loro vita. Non di rado si tratta di persone che rovinano
perfino la propria famiglia, perché continuano a spendere nel gioco nella vana
speranza di vincere.
Tratto
da«TRAGUARDO» novembre
2003