L'insegnamento
dell'evoluzione
nella
scuola dell'obbligo
le teorie di Darwin obbligatorie a scuola –
commenti a cura del Centro
Studi Creazionismo
Dai
nuovi programmi ministeriali per la scuola elementare e media inferiore sono
scomparse, dagli argomenti di scienze, le voci “L’evoluzione della Terra”,
“Comparsa della vita sulla Terra”, “Struttura, funzione ed evoluzione dei
viventi”, “Teoria dell’evoluzione delle specie” e “L’origine ed evoluzione
biologica e culturale della specie umana”.
Un gruppo di scienziati italiani e stranieri, compresi alcuni Nobel, che
considerano questa una “limitazione culturale dannosa per la cultura
scientifica delle nuove generazioni”, ha fatto sentire la sua voce attraverso i
mezzi di comunicazione di massa, facendo appello al ministro dell’istruzione
affinché reinserisca tali argomenti. Siamo in attesa di ulteriori delucidazioni
sui programmi, dato che il ministro ha nominato una commissione di quattro
scienziati che dovranno stabilire quando e come insegnare gli argomenti delle
origini. L’insegnamento delle origini è il nostro principale interesse, e gli
avvenimenti ci consentono di esprimere in modo chiaro la nostra posizione.
Pur non
condividendo le teorie evoluzionistiche oggi dominanti, non siamo contrari al
loro insegnamento. Allo stesso tempo vorremmo che fossero trattate in modo
critico e non dogmatico, essendo teorie in parte controverse e per alcuni
aspetti non condivise da molti importanti scienziati. Senza un simile approccio
il loro insegnamento non provoca apertura mentale, come i sostenitori
dell’evoluzione sostengono, ma, al contrario, provoca indottrinamento e
chiusura mentale.
Prendiamo
come esempio “La comparsa della vita sulla Terra”, uno degli argomenti
“esclusi”. Nelle direttive per l’insegnamento sulle origini dell’accademia
Nazionale per le Scienze degli USA (NAS) si legge che “Per coloro che studiano
l’origine della vita, il problema non è più se la vita sarebbe potuta originare
attraverso un processo chimico che coinvolge componenti non-biologici”.1
Uno dei più diffusi testi di biologia per i licei scientifici a sua volta
dichiara che “Le prove raccolte [della formazione spontanea di composti
organici sulla Terra primitiva] sono, nondimeno, molto numerose e la
maggioranza dei biochimici ritiene ora che, date le condizioni esistenti sulla
giovane Terra, le reazioni chimiche che hanno dato origine agli amminoacidi e
ad altre molecole organiche fossero inevitabili come precursori della prima
cellula vivente”.2
Nella
letteratura specializzata però, le cose sono descritte in modo diverso. Per
quanto riguarda la comparsa delle molecole organiche che compongono la vita, su
una delle riviste più importanti di biologia si legge: “Poiché la scienza non
ha la più pallida idea su come le proteine siano venute in esistenza,
sarebbe solo onestà ammettere questo davanti agli studenti, alle agenzie che
finanziano la ricerca ed al pubblico”.3 Ed a proposito della
comparsa della prima cellula vivente, la rivista scientifica Nature, tra le più
importanti al mondo, scrive: “Come si è evoluto tutto questo? Qualcun altro
dovrà rispondere a questa domanda. Noi non sappiamo creare qualcosa di nuovo
dal nulla - questo è un problema per i biologi del futuro”.4
Le cose
stanno così anche per quanto riguarda “La Teoria dell’evoluzione delle specie”.
Anche qui viene insegnata, come un dato di fatto, l’origine delle forme viventi
oggi esistenti per lenta evoluzione da un semplice antenato comune. Questa idea
però è bollata, sempre da Nature, nei seguenti termini: “L’idea ingenua che un gruppo
di organismi ha ricevuto tutti i suoi geni da un semplice ultimo antenato
comune sta cadendo a pezzi”.4
Ora,
mentre nella letteratura specializzata è ammesso che l’origine della vita e
delle specie è un mistero, e le relative teorie sono ingenue e stanno cadendo a
pezzi, perché tanta battaglia per insegnare ai nostri figli l’esatto
contrario? Se un motivo importante c’è, si dica esattamente quale esso sia.
Altrimenti la decisione del MIUR di rivedere l’insegnamento delle origini non è
una battaglia oscurantista contro la scienza, ma una battaglia di chiarezza,
onestà ed apertura mentale contro la prassi d’indottrinamento nel nome della
scienza. Data la natura controversa degli argomenti, una correzione dei tempi e
dei modi in cui sono insegnati è quanto mai opportuna.
Ogni
teoria cerca di offrire una sintesi quanto più attendibile di dati ed
osservazioni. Per comprenderne perciò i punti di forza e le debolezze
bisognerebbe avere una buona conoscenza dei dati e delle osservazioni su cui si
fonda. Insegnare la teoria dell’evoluzione fin dalle elementari sarebbe come
voler raccontare la fine di una storia saltandone a piè pari lo svolgimento.
Significherebbe voler offrire un “abito mentale”, una fede assiomatica da
confermare negli anni. Se veramente vogliamo “assicurare ai nostri ragazzi una
coscienza critica”, sarebbe più sensato insegnare loro dati quali le
caratteristiche del record fossile, le proprietà della materia e le complessità
degli esseri viventi, senza voler fin da subito far semplicisticamente
rientrare tutto in una grande narrazione che avrebbe una sapore più mitico che
scientifico.
Ci
chiediamo se un bambino di dieci anni potrebbe essere in grado di capire le
difficoltà della generazione della vita da materia inorganica senza conoscere
le leggi che regolano determinati tipi di reazioni e la struttura e il
comportamento di alcuni composti chimici. Sarebbe come voler dire: “Per ora
credimi: un giorno capirai”.
Alla
faccia della coscienza critica.
Note:
1) Science and creationism. A View
from the National Academy of Sciences, Washington, DC, National Academy Press,
2002, p. 5.
2) Curtis H, Sue Barnes N, Invito alla Biologia,
Milano, Zanichelli 2002, p. 61.
3) Yockey HP, Self Organization
Origin of Life Scenarios and Information Theory. J Theoret Biol 1981;91:13-31.
4) Whitfield J, Born in a watery
commune, Nature 2004 (
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evoluzionistiche