LA RESURREZIONE
DI GESU’ E’ UNA LEGGENDA?
COME POSSO
PROVARE IL CONTRARIO
AD ALCUNI MIEI
AMICI INCREDULI?
Crediamo
in una realtà dimostrabile soltanto per fede. Non cerchiamo prove, ma abbiamo
delle conferme. La resurrezione di Gesù è un fatto basato unicamente sulle
Scritture, tuttavia esistono episodi che la logica umana non può spiegare se
non credendo alla Parola di Dio.
Come cristiani fondati sull’Evangelo, bisogna prima di
tutto ricordare che la Sacra Scrittura fa delle affermazioni e non propone fatti
che debbono essere provati, quindi a degli increduli non si può provare
razionalmente la resurrezione di Gesù, come non si può provare l’esistenza di
Dio.
PROVA O CONFERMA?
Molto spesso si sente parlare di “prove razionali” che
riguardano le Persone divine ed il loro rapporto con gli uomini. Questo termine
è stato usato da esperti di teologia certamente non “rigenerati”, i quali si
fondano sul principio: “credo perché comprendo”, dando la priorità
all’intelligenza umana piuttosto che alla fede.
Infatti, per prova s’intende “un elemento che dimostra la
verità di un fatto” e quindi è in contrasto con il principio biblico: “Chi s’accosta a Dio deve credere ch’Egli è,
e che è il remuneratore di quelli che lo cercano” (Ebrei 11:6).
Se bastasse l’intelligenza umana per afferrare la promessa
di Dio allora la fede non avrebbe alcun valore.
Per il raziocinio umano è inconcepibile la resurrezione di
Gesù in quanto, fondandosi solamente sul “visibile” e sul “materiale”, è
naturale la conclusione che con la morte finisca tutto. Soltanto la fede può
farci guardare in alto ed arricchirci della visione dell’eternità. La morte non
è la fine di tutto, ma soltanto un mezzo per farci cambiare condizione di
esistenza.
Come credenti, quindi, accettiamo per fede quanto la Sacra
Scrittura afferma e crediamo “che Cristo
è morto per i nostri peccati, secondo le
Scritture; che fu seppellito; che risuscitò il terzo giorno, secondo le Scritture…” (1 Corinzi
15:3,4).
La logica della nostra fede non si fonda, perciò, sulle
opinioni umane ma unicamente sulla Parola di Dio.
Piuttosto di prove, allora, dobbiamo parlare di conferma, anche se, a prima vista la
differenza fra i due termini non sembra essere notevole. Per conferma
s’intende: “l’atto di rendere più ferma, di rafforzare una certa verità”.
Come credenti fondati sull’Evangelo, accettiamo e crediamo
per fede quanto affermato dalla Sacra Scrittura, ma possiamo anche presentare
delle conferme logiche che rafforzano in noi la verità meravigliosa della
resurrezione di Cristo. Essa è fondamentale per la nostra salvezza eterna in
Cristo Gesù perché: “se Cristo non è
risuscitato, vana è la (nostra) fede” (1 Corinzi 15:17).
Ecco alcune conferme:
LA TOMBA VUOTA
In una tavola rotonda televisiva, qualcuno ironicamente ha
chiesto ad un teologo: “Se fosse scoperta una tomba con i resti del corpo di
Gesù il cristianesimo potrebbe ancora sopravvivere?”. Tra lo stupore dei veri
credenti il teologo ha risposto: “Si; ma sarebbe veramente così? Forse il
cristianesimo continuerebbe a sussistere come “una forma di filosofia morale, o
come programma di riforma sociale, ma non come una fede dinamica quale esso è”.
La tomba vuota è la conferma della resurrezione di Gesù.
La tomba del Signore era stata scavata nella roccia ed era
stata rotolata “una pietra contro
l’apertura del sepolcro” (Marco 15:46).
Le pie donne che il primo giorno della settimana andavano
alla tomba con gli “armati” “… Dicevano
tra loro: Chi ci rotolerà la pietra dell’apertura del sepolcro?”. Da questo
si può dedurre che questa pietra era molto grande ed occorrevano molte braccia
per rimuoverla.
Tuttavia, quando le donne giunsero al sepolcro la
trovarono “rotolata” (Marco 16:4).
Soltanto un miracolo poteva aver compiuto ciò. Infatti “un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra,
e vi sedette sopra” (Matteo 28:2).
Questo intervento angelico spiegherebbe la ragione per cui
le guardie non vennero condannate dai capi sacerdoti per non aver ben vigilato
presso al tomba.
Se fossero stati i discepoli a rubare il corpo del Signore,
poiché la pietra che chiudeva il sepolcro era “molto grande”, avrebbero
necessariamente fatto del rumore richiamando l’attenzione delle guardie,
ammesso che queste si fossero distratte.
La grossolana ingenuità della menzogna fatta circolare a
Gerusalemme è un’altra conferma della resurrezione di Gesù.
Secondo la consuetudine ebraica anche Gesù fu avvolto in
un “panno di lino netto”. Nicodemo…
venne… portando una mistura di mira e d’aloe di circa cento libbre… presero il
corpo di Gesù e lo avvolsero in pannilini con gli
aromi, com’è usanza di seppellire presso i Giudei” (Giovanni 19:39,40).
Queste bende o “pannilini”, con
cui avvolsero il corpo di Gesù e gli aromi offerti da Nicodemo, dovevano pesare
totalmente circa quarantacinque chilogrammi.
I “pannilini”, che avvolgevano
il corpo del Signore, formavano un involucro simile a quello delle “mummie
egiziane”, e il tutto aveva un peso equivalente a due corpi umani.
Quando Pietro e Giovanni andarono al sepolcro “correvano ambedue assieme; ma l’altro discepolo
(Giovanni) corse innanzi più presto di Pietro, e giunse primo al sepolcro; e
chinatosi, vide i pannilini giacenti, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro; e vide
i pannilini giacenti, e il sudario ch’era stato sul
capo di Gesù, non giacente coi pannilini, ma
rivoltato in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo (Giovanni)
che era giunto prima al sepolcro, e vide, e credette” (Giovanni 20:4-8).
Quando Giovanni si inchinò, dall’esterno guardò all’interno
della tomba e vedendo le bande al loro posto pensò che il corpo del Signore
fosse ancora là. Pietro vide i “pannilini” ordinati,
notò, però, che il sudario non copriva più il volto di Gesù, perché il Suo
corpo non era più tra le bende.
Il Signore era risorto e il Suo corpo uscì dalle bende
senza che fossero “svolte”. Come una farfalla che esce dal bozzolo, Cristo
glorificato uscì dai “pannilini” ed allora anche
Giovanni entrando nel sepolcro “vide e credette”.
In nessun altro modo poteva accadere questo tranne che per
un atto divino e miracoloso. Se il corpo di Gesù fosse stato rubato, non vi
sarebbe stata alcuna ragione di toglierlo dalle bende, e se lo avessero fatto,
tutti gli aromati, mirra e aloe, sarebbero stati
sparsi sul pavimento della tomba. Ma tutto invece era in ordine, soltanto il
sudario era fuori posto.
Le bende del sepolcro divengono così un’ulteriore conferma
della resurrezione di Cristo.
LA PENTECOSTE
L’effusione dello Spirito Santo è una conferma della
resurrezione di Cristo. Egli aveva promesso: “È utile ch’io me ne vada; perché, se non me ne vò,
non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vo’, io ve lo manderò”
(Giovanni 16:7).
Un Cristo morto non avrebbe mai potuto battezzare nello
Spirito Santo, ma come Pietro proclamò nel suo primo sermone: “Questo Gesù, Iddio l’ha risuscitato; del
che noi tutti siamo testimoni. Egli dunque, essendo stato esaltato dalla destra
di Dio, e avendo ricevuto dal Padre lo
Spirito Santo promesso, ha sparso quello che ora vedete e udite” (Atti
2:32,33).
Un Cristo morto sarebbe stato soltanto un esempio di
virtù, martire di un alto ideale, ma non il Salvatore del Mondo. Egli non è
soltanto morto, ma è risorto!
“Gesù,
nostro Signore… è stato dato a cagione delle nostre offese, ed è risuscitato a
cagione della nostra giustificazione. Giustificati dunque per fede, abbiamo
pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore” (Romani 4:25-5:1).
L’ESPERIENZA
“Se
Cristo non è risuscitato, vana è la vostra fede; voi siete ancora nei vostri
peccati” (1 Corinzi 15:17).
Questa conferma è la più valida ed importante, la
trasformazione che avviene nell’individuo il quale accetta Cristo per fede e
permette allo Spirito Santo d’operare nella sua vita.
Gesù risorto incontrò di nuovo i Suoi discepoli e qualcosa
di miracoloso avvenne, avvenne una “metamorfosi” inspiegabile. Tutto quello che
non era avvenuto negli oltre tre anni del loro rapporto con Gesù accadde quando
Egli risorto venne “soffiò su loro e
disse: Ricevete lo Spirito Santo” (Giovanni 20:22). Essi divennero “nuove
creature”, nacquero di nuovo, furono trasformate dalla potenza di Dio.
Attesero poi secondo l’ordine di Gesù di ricevere potenza,
quando lo Spirito Santo sarebbe venuto su loro e sarebbero diventati Suoi “testimoni e in Gerusalemme, e in tutta la
Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra” (Atti 1:8).
Equipaggiati dallo Spirito Santo poterono annunciare a
tutti la buona notizia della Salvezza in Cristo, e poiché Egli è risuscitato,
la Sua opera ha valore eterno per tutti gli uomini: “in nessun altro è la salvezza; poichè non v’è sotto il cielo alcun
altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad esser
salvati” (Atti 4:13).
“Il
Signore è veramente risuscitato” (Luca 24:34) perché Egli opera nella vita degli uomini
ancora oggi; Cristo fu “dichiarato
Figliuolo di Dio con potenza secondo lo spirito di santità mediante la sua
resurrezione dai morti” (Romani 1:3,4). Dio Padre, che aveva annunciato sia
in occasione del battesimo di Gesù che in occasione della trasfigurazione: “Questo è il mio diletto Figliuolo”, con
la resurrezione di Cristo, ha proclamato all’umanità intera in ogni tempo che “Gesù Cristo è il Signore!”
F. Toppi
Tratto da “A DOMANDA RISPONDE.
Volume I”