COME POSSO ESSERE CERTO CHE DIO
IN CRISTO MI HA CONCESSO IL PERDONO DEI PECCATI E LA VITA ETERNA?
Alcuni credenti sono confusi ed
incerti; altri hanno il timore di peccare di presunzione.
Molto spesso, coloro che
affermano di possedere la certezza della salvezza e la vita eterna in Cristo
Gesù sono considerati dei presuntuosi. Ma domandiamoci obiettivamente se non
sia una manifestazione di orgoglio personale rifiutare di accettare le promesse
e le dichiarazioni di Cristo stesso, il quale ha adempiuto con la Sua vita,
passione e morte l’opera perfetta di redenzione per quanti l’accettano con
fede.
Gesù afferma: “In verità, in
verità io vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede in colui che mi ha
mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla
vita” (Giovani 5:24).
Il testo mette in luce cinque
verità fondamentali sulle quali si basa la certezza di quanti, credendo in Lui,
si identificano col Suo sacrificio espiatorio compiuto sulla croce del
Calvario, Gesù dice: “in verità, in verità…” ed ogni qualvolta usa
questa forma orientale enfatica lo fa per richiamare l’attenzione del Suo
uditorio sull’importanza di quello che sta per dire.
1. L’ASCOLTO DELLA PAROLA
“In verità, in verità io vi dico: Chi ascolta la mia parola…”. È Dio che parla. Gesù pronuncia queste parole, Egli è “Dio
manifestato in carne”. Egli è la verità (Giovanni 14:6) e richiama la
nostra attenzione dicendo: “Chi ha orecchie da udire oda” (Matteo
11:14). Non si può separare la Sua Parola, la Parola di Dio, dalla Persona di
Gesù. “Queste cose sono scritte, affinché crediate che Gesù è il Cristo, il
Figliuol di Dio, e affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome” (Giovanni
20:31). La Parola vivente (Ebrei 4:12) e la Parola scritta sono strettamente
legate. Quando la Parola di Dio, come una spada acuminata, penetra nella
coscienza, non dubitiamo più; sappiamo che è la Parola di Dio ed essa ci mette
a contatto con la Persona del Signore Gesù Cristo. Non si possono rigettare o
ricevere le Sue parole senza rigettare o ricevere Lui stesso.
Egli dice: “Colui che ode le
mie parole”. Si tratta di lasciarle penetrare, se si hanno “orecchie per
udire”. Non si tratta di studiare la Bibbia come un libro qualunque, ma di
ricevere l’Evangelo nel proprio cuore, il che è tutt’altra cosa. Esse danno la
vita a chi le riceve come provenienti da Dio. Quale preziosa verità! Forse
qualcuno dirà di non aver mai sentito Gesù rivolgersi a lui personalmente. Dio,
però, ci parla mediante la Sua Parola: l’Evangelo.
“La fede viene dall’udire e l’udire si ha per mezzo della
Parola di Dio” (Romani 10:17).
È per mezzo della Parola che lo
Spirito si rivolge alla nostra coscienza. La Parola udita e ricevuta rivela lo
stato nel quale ci troviamo davanti a Dio: ecco il ravvedimento, senza il
quale, nessuno è salvato. L’opera può essere più o meno lunga; ma, avviene
sempre in “colui che ode la mia Parola…”.
2. LA FEDE IN DIO
“Chi ascolta la mia
Parola e crede a Colui che mi ha mandato”.
Il valore di una parola dipende
evidentemente da Colui che la pronunzia. Diffidiamo delle parole di certe
persone perché abbiamo fatto l’esperienza che non dicevano sempre la verità.
Potremmo mai dubitare della Parola dell’“Iddio vivente e vero?” (1
Tessalonicesi 1:9).
“Abramo il patriarca credette a
Dio”. Paolo, in mezzo ai marinai terrificati dalla
tempesta, gridò: “Io credo in Dio”. Puoi dire: “Ho udito le parole
vivificanti di Gesù il divino Salvatore, quindi io credo in Dio?”. La fede ci
mette in rapporto con Dio, Egli non è una probabile entità Suprema e
sconosciuta, ma Colui che si è fatto conoscere, che si è manifestato, che ha
rivelato la Sua volontà. Ha mandato il Suo Figliuolo sulla terra perché ci ama.
È l’amore del Padre che ha dato e mandato il Suo Unico Figliuolo, il Suo
diletto, per salvare dei colpevoli come noi! Egli lo ha mandato “affinché
noi vivessimo per mezzo di Lui”. Tutto viene da Dio.
Eravamo morti nei falli e nei
peccati ma Gesù è venuto a darci la vita, offrendosi in sacrificio per espiare
i nostri peccati. Eravamo morti, e il primo effetto della fede è di farci
sentire il peso dei nostri peccati. Un morto non sente il peso che gli si pone
addosso, ma un addormentato si sveglia gridando: “Oh che grande peso!” ed ha
quindi bisogno d’essere liberato. È così per l’individuo la cui coscienza è
risvegliata: geme, pentito, finchè il peso dei suoi peccati è tolto. Allora non
c’è solamente la vita, ma anche la libertà.
3. LA VITA ETERNA
“Chi ascolta la mia
Parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita Eterna”.
L’uomo HA, quindi, non “avrà”, o “può sperare di ottenere”, ma ha,
possiede la vita eterna.
Hai udito la parola di Gesù? Credi in Colui che l’ha
mandato? Se è così hai la vita eterna: Gesù stesso lo promette.
Potresti anche rispondere: “Non lo posso affermare con
certezza”. Vuoi allora attribuire più importanza ai tuoi sentimenti che alla
Parola infallibile di Dio? Egli stesso lo dice, dichiara che possiedi la vita
eterna. Questo non ti basta?
Forse conosci l’aneddoto raccontato a proposito di
Napoleone che stava passando in rassegna le truppe, quando, per distrazione,
gli sfuggirono le redini del cavallo e fu trascinato via. Un soldato semplice
si precipitò fuori dalle file e, afferrate le redini, fermò il cavallo e lo
consegnò con rispetto al sovrano. “Grazie capitano” – disse il generale. “Di
quale reggimento?”, chiese il soldato. Della mia guardia”, replicò Napoleone.
L’uomo andò subito a raggiungere un gruppo di ufficiali. “Sono capitano della
guardia – disse il soldato – Come, chi te l’ha detto? - È lui che me l’ha
detto”. E indicò l’imperatore.
È Cristo stesso che dichiara che hai la vita eterna. Vi è
forse al mondo un’altra autorità paragonabile alla Sua? Egli è supremo,
assoluto e non si contraddice mai. Non devi attendere, non devi fare sforzi per
ottenerla, è tua, afferrala!
4. LA LIBERAZIONE DAL GIUDIZIO
“Chi ascolta la mia parola
e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio”.
In Ebrei 9:27 è detto: “È
stabilito che gli uomini muoiono una volta sola, dopo di che viene il
giudizio”. Ma chi ha creduto alla Parola di Dio possiede la vita eterna;
anche se il suo corpo passa per la morte, la sua anima vive e attende, vicino a
Cristo, la risurrezione di vita. Non ha nulla da temere dal giudizio. I
riscattati da Cristo Gesù vanno verso la gioia e la gloria eterne. Qualcuno potrà
dire: “Ma non è scritto che noi compariremo tutti davanti al tribunale di
Cristo?”. È vero (2 Corinzi 5:10), ma non ci viene detto che i credenti
saranno “giudicati”. Ciò sarebbe in contraddizione con la parola di Gesù. Il
tribunale di Cristo, per noi credenti, è in rapporto ai premi del servizio
compiuto quaggiù, non riguarda la vita eterna. Gesù, mio sostituto, ha subito
al mio posto il giudizio sulla croce. Non posso dunque essere giudicato
anch’io. Non vi è più giudizio perché Cristo ha espiato la mia colpa.
5. IL PASSAGGIO DALLA MORTE ALLA VITA
“Ma è passato dalla morte alla vita”.
L’uomo era morto nei falli e
nei peccati, morto come discendente di Adamo, morto moralmente in questo mondo
ed è passato dalla morte alla vita, alla vita eterna. È stato perdonato in
Cristo.
Ecco l’ultima verità di questi
benefici divini, acquisiti per sempre da tutti coloro che, avendo udito la
Parola di Dio, hanno creduto. Egli ha mandato il Suo Unigenito Figliuolo per
caricarsi dei nostri peccati e ci ha donato la vita eterna. Perciò, non
passeremo in giudizio, ma siamo passati dalla morte alla vita.
Se quotidianamente prendiamo
per buone e abbiamo fiducia nelle dichiarazioni dei nostri simili, non
accetteremo molto più le dichiarazioni del nostro adorabile Salvatore? Questa
logica di fede dona promesse a tutti coloro che credono in Cristo, per mezzo
dell’Evangelo, facendole proprie nell’esperienza quotidiana.
F. Toppi
Tratto da “A DOMANDA RISPONDE.
Volume I”