L’influenza sempre più
negativa dei programmi televisivi
SCHIAVI
DEL PICCOLO SCHERMO?
La dipendenza dalla televisione nuoce sia alla formazione morale e
spirituale dell’individuo sia al corretto sviluppo delle sue capacità
relazionali. Perciò è opportuno, in ambito familiare, affrontare seriamente il
problema, per risolverlo e evitare quei condizionamenti negativi le cui
conseguenze, talvolta drammatiche, sono sotto gli occhi di tutti.
Preoccuparsi o rassegnarsi?
“Stimato fratello,
(…) mi preoccupa il posto sempre più grande che il televisore occupa
nelle famiglie.
Una volta, quando ci si radunava per il pasto si parlava, ci si
scambiavano le opinioni, ci si raccontava i fatti della giornata. Oggi invece
si deve stare in silenzio per guardare la televisione.
Una volta i credenti consideravano la televisione come un nemico, oggi in
famiglia c’è più di un apparecchio. (…)
I miei nipoti passano ore davanti allo schermo e mi accorgo con rammarico
che i loro genitori non vigilano abbastanza su quello che guardano.
È giusto preoccuparmi oppure devo accettare questo fatto come una normale
evoluzione dei costumi?
Può scrivere qualcosa a riguardo, che faccia capire quale atteggiamento
deve avere un credente nei confronti della TV?”
Lettera
firmata
Oggi viviamo nell’epoca della multimedialità, dove il
computer, il televisore e il telefono satellitare costituiscono i tre vertici
della comunicazione globale. Apparecchiature sempre più sofisticate diventano
ogni giorno più familiari, soprattutto ai giovanissimi, che costituiscono la nuova generazione elettronica.
La tecnologia ha fatto passi da gigante in pochissimi anni
e, che lo si voglia o no, il progresso è inarrestabile. Questo è il mondo dove
noi, i nostri figli e i nostri nipoti stiamo vivendo.
Usare discernimento
Quando la tecnologia viene usata per migliorare le
condizioni di vita degli uomini è positiva, così come è stata positiva la
scoperta della penicillina, che ha salvato milioni di vite umane.
Tuttavia, non bisogna trascurare il discernimento che un
credente deve esercitare nel giudicare ciò che è bene e ciò che è male.
“Ogni
cosa è lecita, ma non ogni cosa è utile; ogni cosa è lecita, ma non ogni cosa
edifica” (1 Corinzi 10:23).
Oggi ancora non tutti sono in grado di utilizzare le
risorse della nuova frontiera della comunicazione, ma c’è un apparecchio che è
alla portata di ognuno: il televisore.
In ogni casa ce ne sono almeno due, e quando qualcuno ha
qualcosa da dire contro di esso viene spesso tacciato di fanatismo
oscurantista. Eppure, l’utilizzo scriteriato di questo mezzo di comunicazione
può portare molti disagi all’interno delle famiglie.
Perciò capisco perfettamente la preoccupazione della
sorella che ci ha scritto e la condivido per almeno tre motivi.
A. La scomparsa del dialogo
In Italia, prima della seconda guerra mondiale, il tempo
medio quotidiano della conversazione tra genitori e figli era di 25 minuti;
negli anni ’60 è sceso a 20 ed oggi è di solo 8 minuti!
Secondo gli esperti, questa drastica riduzione del dialogo
in famiglia è da imputarsi proprio alla televisione!
Ma non è solo il dialogo tra genitori e figli che ne
risente, perché anche tra marito e moglie ci sono delle enormi lacune in questa
sfera.
Mariti che mangiano con gli occhi incollati al
telegiornale, mogli che sospirano per le vicende fasulle dei personaggi delle
telenovele.
Quando si
accende il televisore, si spengono le risorse comunicative della famiglia. E quando manca la
comunicazione, viene a mancare tutta una serie di elementi fondamentali della
dinamica familiare: il confronto, l’insegnamento, l’apporto reciproco delle
esperienze, l’arricchimento culturale basato sul dialogo, ecc.
Anche l’intimità culturale ne risente…
B. L’annullamento della creatività e dell’impegno
Guardare la televisione è una delle attività più passive.
Il nostro cervello si limita infatti a registrare
continuamente le immagini trasmesse e, in certi casi, crea una sorta di
indipendenza, oltre che favorire l’ozio
e la pigrizia.
Ci sono delle persone che non ne possono più fare a meno, e
altre che trovano nel televisore il surrogato di qualche carenza emotiva. Fin
dal mattino lo accendono perché “fa compagnia”.
Molti giovani e giovanissimi ne sono talmente affascinati,
da passare interi pomeriggi a guardare i programmi che sembrano studiati
apposta per inebetirli e spegnere le loro capacità critiche e creative.
Se si contano le ore trascorse davanti al video, si può
facilmente capire quanto tempo stiamo sprecando, togliendolo magari ad altre
attività ben più importanti e costruttive.
È più
facile stare passivi che prendere iniziative, perché le iniziative costano
impegno e sacrificio.
L’industria del divertimento televisivo ha purtroppo
l’effetto di bloccare le risorse umane, rivolgendosi a milioni di adepti che
accettano passivamente le idee
preconfezionate dei guru dell’immagine.
Quanti credenti disertano le riunioni infrasettimanali
della chiesa locale solo perché preferiscono lasciarsi dominare dalla pigrizia
e stare sprofondati in poltrona a guardare la televisione?
Quando guardiamo certi programmi, che sono quintessenza
della stupidità, ci rendiamo conto che pian piano ci lasciamo riempire la mente
di spazzatura?
A volte incontrano dei credenti che sono informatissimi
sugli sviluppi di un certo serial televisivo, ma non sanno quasi nulla della
Scrittura!
È questa la chiesa del terzo millennio?
C. La manipolazione delle coscienze
Quando si dice cha la televisione ci porta il mondo in
casa, significa anche che rigurgita nel soggiorno di casa nostra tutto ciò che
il mondo comporta: “fornicazione,
impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria…” (Galati 5:19).
Un uso
indiscriminato della TV crea nella mente degli individui dei falsi valori,
perché propone dei modelli e degli stili di vita sbagliati e peccaminosi.
Da anni ormai le scene di violenza, di sesso, di
adulterio, sono una costante di ogni film. I
bambini sono molto più esposti degli adulti, perché non hanno la capacità
di discernere la realtà dalla finzione.
Certe immagini violente (vere) della cronaca, vengono
assimilate alle immagini (false) dei films e questo rende difficile nei piccoli
distinguere il vero dal falso, generando anche una certa forma di assuefazione
alla realtà della sofferenza e della morte.
...e poi si rimane sconcertati quando dei minorenni
compiono delle azioni efferate e spaventose nei confronti dei coetanei o dei
propri genitori!
Un altro aspetto della manipolazione delle coscienze lo
troviamo quando si presentano certe realtà completamente deformate, come per
esempio nel film trasmesso di recente: I
giardini dell’Eden, dove ci viene offerto un Gesù alla ricerca di sé
stesso, che non sa bene cosa deve compiere nella vita. Un Gesù indeciso e
sprovveduto, che vaga in oriente e dice, di fronte ad una statua di Buddha: “Ho capito che Dio si manifesta all’uomo in
modi diversi, tutti buoni per comprenderlo (…) Ma il viaggio più importante che un uomo possa fare è dentro sé
stesso”. Questo è un falso Gesù! È un Gesù seguace della new age!
Purtroppo questo è uno solo dei tanti esempi dei
pericolosi messaggi offerti dalla TV, che attacca
le realtà spirituali della Scrittura, svuotandole del loro vero significato e
proponendo interpretazioni metaforiche per screditare la rivelazione di Dio.
Bisogna fare molta attenzione a che cosa si guarda, perché
la nostra coscienza si lascia addomesticare troppo facilmente. Senza rendercene
conto, lasciamo che i messaggi televisivi penetrino nella nostra mente e costruiscano delle scale di valori che
falsano le nostre priorità, creando modelli, opinioni e desideri.
Quanti credenti si lasciano condizionare dai valori del
mondo proprio grazie alla televisione?
Anche certi cartoni
animati per i bambini non sono da meno: fino a pochi anni fa I Simpson erano considerati volgari e
diseducativi, mentre oggi fanno sorridere in confronto a certi cartoni, (per
esempio, Griffin) dove la violenza,
l’occultismo e l’omicidio dei genitori sono gli ingredienti principali!
Il 16 dicembre 1997, furono
portati in ospedale più di 700 bambini giapponesi colti da convulsioni
mentre guardavano un episodio dei Pokèmon.
Tra i bambini visitati dai medici, 208 dai tre anni in su furono trattenuti in
ospedale.
Alcuni esperti individuarono la causa della crisi
convulsiva in una sequenza in cui delle luci intermittenti lampeggiavano negli
occhi del personaggio Pikachu.
Un film d’animazione americano del 1999 (South Park: più grosso, più lungo e tutto
intero) in 81 minuti vengono dette 399 parolacce e vengono fatti 128
gestacci.
Siamo informati su queste cose?
Quante ore passano i nostri figli davanti al video?
Sappiamo cosa guardano?
Alcuni consigli pratici
Se proprio non si può fare a meno del televisore,
cerchiamo almeno di utilizzarlo con cautela e con discernimento. Ecco alcuni
consigli pratici per i genitori.
1. Tenete un solo apparecchio e in un locale comune
(per es. il soggiorno). Evitate di mettere il televisore nella camera dei
figli: questo legittima un uso fuori dal controllo dei genitori e favorisce
l’individualismo nella famiglia. Lo stesso vale per i genitori: fuori la TV
dalla camera da letto! Non date il cattivo esempio.
2. Stabilite delle regole precise sui programmi da vedere e
sui limiti di tempo. Anche in questo caso è importate l’esempio dei
genitori: se i figli vengono limitati nell’uso del televisore e poi vedono il
padre e la madre che invece vi passano le loro serate, li considereranno degli
ipocriti.
3. Nel limite del
possibile, cercate di guardarla insieme
ai più piccoli per aiutarli a distinguere tra finzione e realtà.
4. Non guardarla assolutamente mentre si mangia, per non creare nei
bambini, oltre ad una pessima abitudine ed una certa svogliatezza nel mangiare,
anche un’incapacità alla comunicazione. Il momento del pasto dovrebbe essere
un’occasione per privilegiare il dialogo e non per rimanere silenziosi e
imbambolati davanti al video.
5. Selezionate i programmi: evitate quegli spettacoli insulsi che
ridicolizzano tutto o che creano falsi modelli. Anche i quiz a premi
favoriscono la mentalità del guadagno facile. Scegliete programmi istruttivi
(anche se ce ne sono pochi).
6. Ogni tanto potete
programmare di vedere tutti insieme un buon film in videocassetta, magari
discutendone dopo per incoraggiare una
visione critica e non passiva.
7. Se finora avete fatto
l’opposto di quanto sopra, ma volete proteggere i vostri figli, cercate di spiegare loro con molta
chiarezza i motivi delle nuove regole che d’ora in poi volete dare alla
vostra famiglia.
Siate onesti con i figli: proibire senza motivare è
controproducente.
Siate anche perseveranti nelle decisioni.
Proponete alternative: un gioco da fare tutti insieme, una
passeggiata, o altro.
“La
saggezza dell’uomo accorto sta nel discernere la propria strada; ma la follia
degli stolti non è che inganno” (Proverbi 14:8).
Marco Distort
Tratto con permesso da «IL
CRISTIANO» maggio 2001 www.ilcristiano.it
Appendice:
“La preghiera di un bambino”
Signore,
non voglio chiederti nulla di speciale né di esagerato, come avviene con altri
che si rivolgono a Te ogni notte.
A te che
sei buono e proteggi tutti i bambini della terra, oggi voglio chiedere un
grande favore, senza che lo vengano a sapere i miei genitori.
Trasformami
in un apparecchio televisivo, perché papà e mamma mi curino come curano il
televisore.
Vorrei
che la mia mamma mi guardasse con lo stesso interesse con cui guarda la sua
telenovela preferita, o il mio papà il suo programma sportivo.
Voglio
parlare come certi talkmen, perché durante i loro programmi tutta la mia
famiglia tace per ascoltarli con attenzione, senza interromperli.
Desidero
vedere la mia mamma sospirare a me come quando vede i vestiti della sfilata
dell’ultima moda.
Voglio
vedere ridere mio padre per me, come quando guarda il comico o l’umorista che
più gli piace.
Vorrei
che mi credessero quando gli racconto le mie storie di fantasia, dicendo: “È
vero! L’ho sentito in TV!”
Voglio
accompagnare mia madre quando si sente sola, o quando si sente triste, ed
allora consolarla…
Che io
possa incoraggiarla quando si sente disperata, perché il nostro piccolo mondo
sia migliore…
Voglio
essere televisore per essere il migliore amico dei miei genitori, l’eroe
preferito, colui che più influisce sulle loro vite, colui che gli ricorda “La
giornata mondiale del bambino”, e colui che, magari, gli mostra più la pace che
la violenza.
Ti chiedo
tutto ciò con tristezza; mi piacerebbe chiederti di farmi diventare una Bibbia,
ma i miei genitori non la leggono né l’adoperano come si dovrebbe, perché
preferiscono la TV.
Amen!
(Tratto da “Manzanitas de Oro”, dicembre 1997. Adattato e tradotto dallo spagnolo da Michele Papagna)