La Bibbia ci dice che la terra ha meno di 7 mila anni di vita, mentre gli
evoluzionisti dicono che esiste da diversi miliardi di anni.
A chi dobbiamo
credere?
Sicuramente la Bibbia ha
ragione, perché è stata scritta sotto ordine di Dio, suggerita e ispirata da
Lui, e quindi è degna di fede e di credibilità. Chi
meglio di Dio conosce i modi, gli sviluppi e i momenti delle origini dalla
creazione?
E’ risaputo che gli studiosi
che sostengono la Teoria dell’Evoluzione (e, grazie a Dio, non sono tutti) non
sono credenti, o, per lo meno, non credono quello che Dio dice nella Sua
Parola. Questo è il principale
motivo che incoraggia loro a inventare delle teorie (che ovviamente non possono
dimostrane la concretezza), per cercare di dare le risposte all’esistenza del
creato, l’origine e la vita della terra, etc..
Riguardo lo
stabilire la vita della terra, non ci appoggiamo esclusivamente sulla fede
nella Parola di Dio (anche se questa, come credenti, dovrebbe bastare), o sul credere
incondizionatamente e bigottamente a quello che viene riportato dalla Bibbia,
ma, in questa occasione, esaminiamo alcuni aspetti naturali che ci possono
dimostrare concretamente che la terra è molto giovane, confermando gli anni che
la Parola di Dio gli da.
- Il tasso di crescita
mondiale:
Il tasso di crescita della
popolazione è stabile da quando esistono registrazioni
al riguardo. Se si calcola a ritroso, partendo dagli attuali 6 miliardi di abitanti, secondo tali dati, si ottiene il risultato di
4.400 anni. Tanto ci vuole per arrivare al numero delle otto persone
sopravvissute al diluvio, poi moltiplicatesi sino a raggiungere l’odierna
popolazione. Se l’uomo avesse abitato il pianeta già da milioni di anni, adesso ci sarebbe una densità di popolazione di
150.000 abitanti per metro quadrato.
- La perdita del calore
planetario:
I pianeti perdono calore. Se
fossero esistiti già miliardi di anni fa, oggi non
avrebbero più le temperature interne attuali. La terra non avrebbe sicuramente
le caratteristiche attuali.
- L’accumulo di polvere
cosmica sulla superficie dei corpi celesti:
Sulla luna, nel corso di
10.000 anni, secondo i calcoli, si accumulano circa
- L’allontanamento dei
satelliti naturali dai pianeti:
Saturno sta perdendo i suoi
anelli, che si allontanano costantemente dal pianeta. Se esso avesse milioni di anni di età, gli anelli si sarebbero già
dispersi nello spazio molto tempo prima.
Anche la luna si allontana
lentamente dalla terra. Se fosse vecchia di milioni di
anni, all’inizio avrebbe dovuto essere stata molto vicina alla terra a tal
punto che avrebbe creato maree tali da sommergere due volte al giorno ogni
essere vivente.
- L’indebolimento del campo
magnetico della terra:
Sulla base di velocità di attenuazione
misurata, oggi sulla terra non dovrebbe esistere più alcun campo magnetico, se
essa avesse soltanto approssimativamente l’età che gli evoluzionisti le
attribuiscono.
- La diminuzione della
velocità di rotazione della terra:
La rotazione della terra
diminuisce la velocità di un millesimo di secondo al
giorno. Calcolando a ritroso, un miliardo di anni fa,
la velocità di rotazione del pianeta sarebbe stata tanto alta che le forze
centrifughe da essa derivanti avrebbero spazzato nel cosmo la superficie
terrestre e acquatica.
- La pressione della
litosfera:
Il petrolio in profondità è
sottoposto a enorme pressione. Le rocce in cui esso è
contenuto sono tuttavia porose. Se il petrolio si fosse trovato lì da milioni di anni, si sarebbe già da molto tempo dileguato.
- Il grado di salinità del
mare:
Il mare contiene attualmente il 3,8 % di sali. Calcolando a ritroso, in base
al tasso di crescita attuale, si ottiene il dato secondo cui il sale cominciò a
sciogliersi nel mare 6.000 anni fa. Altrimenti, l’attuale percentuale sarebbe
molto più alta.
- La formazione delle
stalattiti:
Le stalattiti nelle grotte
carsiche vengono prese dagli evoluzionisti come prove
dell’età della terra. Nel piano inferiore del Lincoln Memorial
si trovano stalattiti che sono cresciute di oltre un metro in meno di 100 anni.
Facendo la moltiplicazione arriviamo a
- L’età della flora terrestre:
Le piante viventi più antiche
sono i pini e i coralli. Essi hanno una età massima di
soli circa 4.500 anni. Perché non esistono piante più antiche, se la terra
esiste già da milioni di anni?