COME FACCIO AD ESSERE
CERTO DELLA VOLONTÀ
DI DIO NELLE SCELTE
CHE COMPIO?
È una domanda che prima o poi tutti si pongono. La soluzione è come
sempre la più semplice: avere fede in Dio e fondarsi sulle indicazioni della
Sua Parola.
La domanda assume un particolare valore perché, se come
cristiani crediamo che Dio abbia un piano ed un programma specifico per
ciascuno di noi, di fondamentale importanza è la percezione e la certezza della
Sua volontà per la nostra vita.
Siamo quotidianamente obbligati a compiere delle scelte e
come cristiani desideriamo che siamo in armonia col piano che Dio, nostro
Creatore e Salvatore, ha predisposto per noi. Decifrare tale piano, conoscere e
seguire la guida divina è quanto mai importante per ciascun credente.
Esistono diverse tendenze a questo proposito.
Vale a dire quella che cerca di comprendere la guida
divina per le proprie scelte attraverso sogni, visioni, profezie e segni.
Certo, Dio guida individualmente anche con questi metodi,
tuttavia essi debbono essere utilizzati con molto “discernimento” e moderazione.
La regola dell’“equilibrio”
è quanto mai necessaria perché spesso veniamo a trovarci su un terreno
pericoloso.
Un sociologo famoso, anche se non può essere considerato
un’autorità in materia di fede proprio per la sua particolare specializzazione,
ha suggerito che la differenza tra magia e religione è la seguente:
“La magia manipola
Dio perché adempia i nostri desideri. La religione (nel senso comune del
termine), invece, ci fa sentire soggetti
alla volontà di Dio”.
Certamente, considerare il rapporto tra il credente e Dio
soltanto come soggezione non corrisponde al concetto della vera religione
cristiana che è: “legame d’intimità con
Dio”.
Quindi, la relazione tra Dio e il cristiano è fondata su
un rapporto di comunione con Lui.
Tuttavia, bisogna riconoscere che spesso la tendenza
mistica può condurre ad un passo da quel rapporto di magia che tenta di
manipolare Dio e di piegarLo ai nostri piani e alla nostra volontà.
Così può accadere quello che accadeva ad Israele: “Il Mio popolo consulta il suo legno, e il
suo bastone gli dà delle istruzioni” (Osea 4:12).
L’altra tendenza è quella che utilizza quei mezzi che
costituiscono il patrimonio naturale di ogni essere umano.
Alcuni si rivolgono per consiglio e guida a persone che,
sono certi, possono aiutarli a vedere attuati i loro progetti, e le consultano
soltanto perché si prefiggono un loro coinvolgimento.
Altri, per natura pigri ed immaturi, preferiscono che
persone considerate più sagge si assumano la responsabilità di decidere al loro
posto e dicono: “decidi, farò tutte le
scelte che mi suggerisci”.
In questo caso il consigliere deve assumersi
responsabilità che non gli competono e che, in ultima analisi, possono comprometterlo.
Altri ancora hanno l’abitudine di esprimere, come per
caso, le loro perplessità in presenza di amici e parenti, nella speranza di un
intervento risolutore non esplicitamente richiesto, ma auspicato, che li liberi
dalla responsabilità di compiere una scelta.
È quella esercitata da colui che crede sinceramente in
Cristo e nella Parola di Dio, che trova la risposta nella Bibbia, nella
conferma interiore dello Spirito Santo e nelle circostanze eterne favorevoli.
Qualcuno ha detto a proposito di queste tre fonti di luce:
“Unisci questi tre fari guida e ben
presto troverai il porto dove attraccare la tua navicella”.
È questa tendenza della fede, da alcuni definita
intelligente e logica, che ci può garantire la possibilità di conoscere il
pensiero divino sulle nostre scelte individuali.
Il primo mezzo è
“Iddio dà all’uomo
ch’Egli gradisce sapienza, intelligenza e gioia” (Ecclesiaste 2:26).
“Ogni Scrittura è
ispirata da Dio, e utile ad insegnare, a riprendere, a correggere, a educare
alla giustizia” (2 Timoteo 3:16).
Unica e autorevole guida della nostra vita e della nostra
condotta.
Il secondo mezzo è la conferma interiore dello Spirito
Santo.
Ogni figliuolo di Dio possiede la testimonianza interiore
dello Spirito di Dio. Infatti, è scritto: “Lo
Spirito stesso attesta insieme col nostro spirito, che siamo figliuoli di Dio”
(Romani 8:16).
Quando prendiamo qualche decisione contraria alla volontà
di Dio, lo Spirito Santo presente nel cuore del credente si avvilisce e si
affligge, per questo è scritto: “Non
contristate lo Spirito Santo di Dio col quale siete stati suggellati per il giorno
della redenzione” (Efesini 4:30).
Mentre, quando seguiamo l’indicazione dello Spirito Santo,
allora realizziamo serenità, pace e gioia. Abbiamo la conferma dell’opera Sua
in noi e si manifesta ciò che avviene ai discepoli che “eran pien d’allegrezza e di Spirito Santo” (Atti 13:52).
LE CIRCOSTANZE FAVOREVOLI
Quando ci troviamo nella volontà di Dio e le nostre scelte
sono approvate da Lui, allora Egli stesso apre la via dove non c’è via.
Trova una soluzione quando sembra che non ve ne sia
alcuna, perché il Signore che serviamo è Colui che “apre e nessuno chiude” (Apocalisse 3:7).
L’apostolo Paolo poteva dire in una circostanza “una larga porta mi è qui aperta ad un lavoro
efficace, e vi sono molti avversari” (1 Corinzi 16:9).
In altre circostanze, quando le porte erano chiuse e
sbarrate, lo stesso apostolo e i suoi compagni non le forzarono, ma riconobbero
al sovranità di Dio nella loro vita. Così quando “…tentarono di andare in Bitinia… lo Spirito di Gesù non lo permise loro”
(Atti 16:7).
Altro mezzo è quello di chiedere consiglio ai nostri
fratelli nella fede.
Per questo il Signore ci ha posti in una comunità locale
che onora “Tutto l’Evangelo”, perché
possiamo aiutarci l’un l’altro con la preghiera e l’esortazione.
In quel: “Esortatevi
gli uni gli altri” (Ebrei 3:13) c’è l’invito ad esprimere i nostri pensieri
ed a chiedere consiglio.
Infine, abbiamo a disposizione anche la possibilità
dell’esame personale.
Domandiamoci sinceramente: la scelta che sto per fare mi
eleva spiritualmente?
Mi avvicina a Dio?
Contribuisce all’edificazione dell’anima mia?
È di buona testimonianza per il mio prossimo?
Persegue lo scopo di onorare Dio e la causa dell’Evangelo?
Se, con onestà, riconosciamo di non poter rispondere
affermativamente, vuol dire che è contro la volontà di Dio per noi.
Tratto da “A DOMANDA RISPONDE.
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