L’evidenza logica della fede
Credere nel Cristianesimo
è semplicemente un atto di cieca fede? Per diventare un cristiano bisogna
commettere un suicidio intellettuale? Esiste un’evidenza logica a sostegno di
un’analisi rigorosa?
EVIDENZA LOGICA?
Credere nel
Cristianesimo è semplicemente un atto di cieca fede?
Per diventare un
cristiano bisogna commettere un suicidio intellettuale?
Esiste un’evidenza
logica a sostegno di un’analisi rigorosa?
In questo libro
tenteremo di esaminare i punti principali collegati alla prova oggettiva delle
dichiarazioni di Gesù Cristo.
L’autore, mentre
frequentava una scuola di divinità musulmana nel Medio Oriente, poneva spesso
ai suoi compagni studenti, domande sull’Islam. L’argomento che lo interessava
di più era semplicemente: “Perché la
gente crede nell’Islam? C’è un’apologetica per la loro fede?”
La maggior parte degli
studenti rispondeva di non aver mai pensato ad un motivo per credere.
Credere è qualcosa che
si fa senza ragioni.
Le loro risposte erano
ispirate ad un’ortodossia rigorosa.
Alcuni Musulmani
potrebbero dire che il Corano è la sola prova apologetica per l’Islam poiché la
sua bellezza è di tale natura che solo Dio può averlo dettato. Altri musulmani
ammettono la soggettività di questa argomentazione e affermano che Dio ne è al
di sopra. “Guarda Cristo”, dicono, “fece miracoli per provare chi era e
nonostante questo le folle non lo ricevettero. Noi crediamo perché Dio lo
comanda”.
La maggior parte delle
persone in ogni nazione ragiona nello stesso modo: dove si trovano persone che
credono nel non plus ultra perché
hanno esaminato i pro e i contro e sono arrivati alla certezza di un certo
credo?
Fortunatamente,
comunque, ci sono persone che capiscono l’importanza della relazione tra l’uomo
e Dio e che per questo motivo ricercano la giusta via.
La risposta di Dio a
queste persone è “Voi Mi cercherete e Mi troverete, perché Mi cercherete con tutto il
vostro cuore”.
Il Generale Lew Wallace rappresenta un
perfetto esempio di radicale cambiamento di convinzioni.
Mentre viaggiava in
treno incontrò un ateo ben conosciuto, il Colonnello Robert
G. Ingersoll.
I due s’immersero in
una profonda conversazione riguardante la follia del Cristianesimo.
Immediatamente il Colonnello Ingersoll guardò il
Generale Wallace e lo sfidò: “Lei è intelligente e ben istruito, perché non scrive un libro mostrando
che il Cristianesimo è assurdo e che Gesù Cristo non è nemmeno mai vissuto? Un
libro del genere sarebbe un capolavoro!”
Entusiasta dell’idea di
ottenere successo, il Generale Wallace trascorse
diversi anni raccogliendo materiale per questo grande libro. Iniziò quindi a
scrivere.
Aveva terminato solo
quattro capitoli quando si rese conto che Gesù era una persona reale e ben
presto fu persuaso che Cristo fosse anche più di un semplice personaggio
storico.
Cinquantenne, il
Generale Wallace si inginocchiò a pregare per la
prima volta nella sua vita e chiese a Gesù di diventare il suo Salvatore.
L’ampia ricerca che il
Generale aveva fatto sino a quel punto non era stata una perdita di tempo.
Riscrisse i primi
quattro capitoli e proseguì nella narrazione che fece, e fa ancora, stare col
fiato sospeso migliaia di persone in tutto il mondo: Ben Hur.
Il Cristianesimo, più
che scoraggiare un’analisi accurata, incoraggia uno studio critico.
La maggior parte delle religioni ha avuto origine dall’esperienza di un uomo
seguito, a volte, da un gruppo di contemporanei; alcune visioni o pretesi
miracoli ne formano la prova.
Le prove del
Cristianesimo sono come una corda composta da molti fili: questi fili, ben
intrecciati insieme, rendono la corda indistruttibile.
Le basi del
Cristianesimo sono tenute insieme dai profeti, che hanno scritto nel corso di
centinaia d’anni e il Vecchio Testamento, che illustra questo periodo, è
ricchissimo di anticipazioni della venuta di Cristo. Ed ora, centinai di anni
più tardi, migliaia di persone in tutto il mondo testimoniano che Cristo è una
realtà vivente.
Il Cristianesimo è
basato sull’insegnamento della Bibbia che dichiara di essere la sola rivelazione
scritta di Dio. Inoltre, i cristiani credono, secondo l’insegnamento biblico,
all’esistenza di un solo modo per accostarsi a Dio.
Dio, comunque, non
impone Se stesso agli uomini.
Non obbliga gli uomini
ad avvicinarsi a Lui.
Vuole che gli uomini scelgano
di accostarsi a Lui e di amarlo.
Per l’uomo che lo cerca
sinceramente le prove sono innumerevoli, ma colui che non è sincero, si
rifiuterà di investigare.
Pascal, nei suoi ben
conosciuti Pensieri scrisse: “Non era quindi giusto che Egli si
manifestasse in modo palesemente divino, e assolutamente capace di convincere
tutti gli uomini; ma non era giusto nemmeno che venisse così nascosto da non
poter essere riconosciuto da coloro che lo avrebbero cercato sinceramente...
C’è abbastanza luce per coloro che desiderano vederlo e sufficiente oscurità
per coloro che hanno disposizione contraria”.
GESÙ CRISTO, CENTRO DEL
CRISTIANESIMO
Al contrario dell’idea
di religione che ha la maggior parte delle persone, il Cristianesimo non è un insieme di regole o un sistema di
dottrine, ma è conoscere e quindi amare
e obbedire Gesù Cristo; Egli stesso è il centro del Cristianesimo.
Chi era Cristo?
“Un pazzo che dichiarava di essere Dio”, era il grido di qualcuno.
“Un profeta di cui dovremmo seguire l’insegnamento”, era l’acuta
osservazione di altri.
“Un filosofo dai consigli pratici tali da
proporre un modo di vita che rivoluzionerebbe il mondo”, deve essere stata
la risposta azzardata di qualche visionario.
Chi era?
Sebbene le tre prossime
descrizioni siano state fatte da non credenti, le loro parole mostrano quanto
Cristo sia ammirato come un epitome di bontà umana anche da coloro che non
accettano le Sue dichiarazioni.
L’eminente storico, W. E. H. Lecky:
“Gesù non è stato il più alto soggetto di virtù, ma il più forte incentivo
alla sua pratica. Ha esercitato un’influenza così profonda che si può
giustamente dire, che la semplice registrazione di tre brevi anni della Sua
vita attiva hanno fatto, per rigenerare e ammorbidire il genere umano, di più
di tutte le disquisizioni dei filosofi e tutte le esortazioni dei moralisti”.
Il
filosofo John Stuart Mill: “Riguardo alla vita e ai detti di Gesù possiamo
notare un’originalità personale combinata con una profondità interiore, che
pone il profeta di Nazaret, nella stima anche di coloro che non credono nella
sua ispirazione, proprio come tanti uomini di genio di cui la nostra specie si
vanta. Quando questo genio preminente è unito alle qualità del più grande
riformatore morale, che mai sia esistito sulla terra, e martire della sua
missione, la religione non può aver fatto una scelta sbagliata nell’indicare
quest’uomo come l’ideale rappresentativo e guida dell’umanità; neppure ora
sarebbe facile, anche per i non credenti trovare una migliore traduzione della
legge della virtù dall’astrazione alla concretezza, piuttosto che sforzarsi di
vivere la nostra vita come Cristo approverebbe”.
Rousseau: “La morte di Socrate, durante una tranquilla
conversazione filosofica coi suoi amici, è la più dolce che si possa
desiderare; quella di Gesù che spira tra i tormenti, ingiuriato, schernito,
maledetto da un popolo, è la più orribile che si possa temere. Socrate, nel
prendere la coppa del veleno, benedice colui che piangendo gliela porge; Gesù,
tra le sofferenze di uno spaventoso supplizio, prega per i suoi spietati
carnefici Non può esservi dubbio: se la vita e la morte di Socrate sono quelle
di un saggio, la vita e la morte di Gesù sono quelle di un Dio”.
Chi
era Cristo?
I cristiani
immediatamente rispondono: “Era Dio, Dio
fattosi uomo”.
Gesù Cristo è Dio ed è
sempre esistito. Inoltre, ad un certo punto della storia, per la potenza di
Dio, nacque con un corpo umano dalla vergine Maria e visse una vita senza
peccato che fu brutalmente interrotta quando i Suoi nemici lo crocifissero.
Tre giorni dopo
Quaranta giorni dopo fu
assunto in cielo.
Questi sono gli
elementi principali della vita di Cristo.
Collimano con gli
eventi storici?
Il fatto che Gesù visse
realmente e che morì durante il governo del procuratore Pilato è attestato non solo
dalla Bibbia, ma anche da fonti secolari.
Giuseppe Flavio, lo
storico non cristiano, afferma: “C’era allora Gesù un uomo saggio, se può
essere giusto chiamarlo uomo, perché era un facitore
di lavori magnifici, un insegnante di coloro che ricevono la verità con
piacere. Era il Cristo. E quando Pilato, secondo il nostro suggerimento, che
eravamo gli uomini più importanti del tempo, lo condannò alla croce, coloro che
lo amavano dall’inizio non lo abbandonarono; perché apparve loro in vita di
nuovo il terzo giorno; come i profeti divini avevano preannunciato queste e
diecimila altre cose meravigliose che lo riguardavano. E la tribù dei
cristiani, così chiamati dal Suo Nome, ad oggi non è ancora estinta”.
Tacito, uno dei più
grandi storici latini, che visse nella prima parte del secondo secolo,
scrivendo in merito al sospetto che Nerone stesso fosse responsabile del grande
incendio che devastò Roma nel 64 d.C., disse: “Ma
né soccorso umano, né largizione imperatoria, né sacrifizi agli dei valevano a soffocare la voce infamante
che l’incendio fosse stato comandato. Allora, per stroncare la diceria, Nerone
spacciò per colpevoli e condannò ai tormenti più raffinati quelli che le loro
nefandezze rendevano odiosi e che il volgo chiamava cristiani. Prendevano essi
il nome da Cristo, che era stato suppliziato ad opera del procuratore Ponzio
Pilato sotto l’impero di Tiberio: e quella funesta superstizione, repressa per
breve tempo, riprendeva ora forza non soltanto in Giudea, luogo d’origine di
quel male, ma anche in Roma, ove tutte le atrocità e le vergogne confluiscono
da ogni parte e trovano seguaci”.
Plinio,
corrispondente di Traiano, scrisse questo a proposito
dei cristiani: “Attestavano poi che tutta la loro colpa o tutto il loro
errore, consisteva unicamente in queste pratiche: riunirsi abitualmente in
giorno stabilito prima del sorgere del sole, recitare tra di loro due cori,
un’invocazione a Cristo considerandolo Dio ed obbligarsi con giuramento non a
perpetuare qualche delitto, ma a non commettere né furti, né adulteri, né
aggressioni a scopo di rapina, né adulteri, a non eludere i propri impegni a
non rifiutare la restituzione di un deposito, quando ne facessero richiesta”.
Luciano, satirico del
secondo secolo, parla di Cristo come: quel grand’uomo
crocifisso in Palestina, che introdusse questa novella religione nel mondo [...] E poi il loro primo legislatore li
persuase che sono tutti fratelli tra loro: e come si sono convertiti rinnegano
gli dèi dei greci adorano quel sapiente crocifisso, e vivono secondo le Sue
leggi”.
Giulio Africano, uno
scrittore cristiano dell’inizio del terzo secolo, cita un altro storico, Tallo,
che scrisse nel 52 d.
C., solo alcuni anni dopo la morte di Gesù. Africano riferisce della misteriosa
oscurità di mezzogiorno che si verificò durante la crocifissione di Gesù. Dice:
“Tallo, nel terzo libro della sua storia, giustifica questa oscurità come
un’eclissi di sole — irragionevolmente come pare a me”.
La storia della
crocifissione, poi, sembra essere stata conosciuta a Roma tra i non Cristiani
in pochi anni dall’evento.
Svetonio nella sua Vita di
Claudio (100 d. C. ca.) scrisse: “Espulse da Roma i Giudei che erano in
continua agitazione per la propaganda di Cresto”.
Lo stesso evento
descritto dal punto di vista dei cristiani dice: “Presto Paolo.., trovò un
Giudeo chiamato Aquila, un nativo del Ponto. Questo
uomo era recentemente arrivato dall’Italia con sua moglie Priscilla, perché
Claudio aveva emesso un decreto in cui diceva che tutti i Giudei dovevano
lasciare Roma”.
Storici
secolari, ostili al Cristianesimo, confermano quindi il fatto che Gesù visse e
fu giustiziato.
Il carattere e le dichiarazioni di Cristo
In ogni momento Cristo
mostrò di essere padrone di Sé e delle situazioni.
Ridicolizzato, anche
torturato, non pronunciò mai una parola d’odio o di vendetta.
Al suo primo processo
il giudice si meravigliò della compostezza con cui si poneva di fronte alla
folla arrabbiata, che gli urlava accuse, e con cui affrontava la minaccia di
morte.
Fu l’epitomo
dell’autocontrollo senza ascetismo.
La caratteristica più
evidente di Gesù, però, fu
Dichiarò che tutto
quello che faceva, lo faceva per piacere a Suo Padre.
Rispondendo ai Suoi
nemici che cercavano di screditarlo, disse: “Chi di voi mi convince di peccato? “.
Al processo contro di Lui,
i Suoi nemici tentarono invano di accusarlo, ma il giudice alla fine rispose “Non trovo in Lui alcuna colpa”.
Per tre anni i
discepoli vissero con Lui: videro le Sue reazioni in varie circostanze e con
diverse persone. Ora questi uomini, a cui era stato insegnato sin dall’infanzia
che tutti gli uomini sono peccatori, ripetutamente affermarono che Cristo era
senza peccato.
Qual’è il mero uomo che può condurre una vita senza
peccato?
Anche i più grandi capi
religiosi hanno ammesso che le loro vite non erano perfette e nella normale
esperienza delle persone consacrate, più ci si avvicina a Dio, più si diventa
consapevoli dei propri peccati che sono messi in luce dalla Santità di Dio
stesso.
Come uomo, Cristo fu l’esempio delle virtù più alte e sebbene facesse
rivendicazioni meravigliose per se stesso, queste non furono mai fatte con
spirito di vanagloria.
Parlò con assoluta
autorità e indiscutibile sicurezza di Sé, fu così ripieno di tanta umiltà da
lavare i piedi ai Suoi seguaci e definirsi loro servo.
Il suo grande amore fu
privo di sentimentalismi.
La santità della Sua
vita fu accompagnata dalla pietà verso gli uomini di natura meno santa e il Suo
zelo fu senza fanatismi.
Non solo Gesù affermò
di essere senza peccato, ma rivendicò la potenza di perdonarli, prerogativa
esclusiva di Dio. Un giorno lo dimostrò in una piccola casa piena di gente
raccolta per ascoltare il grande insegnate. Tra la folla c’erano capi
religiosi, dottori della legge e semplici lavoratori. Mentre tutti ascoltavano
le parole di questo uomo fuori dal comune, quattro uomini, facendo un’apertura
tra le tegole del tetto, calarono un paralitico proprio di fronte a Gesù.
Quando Gesù vide una fede così sincera, guardò il malato e disse: “Uomo, i tuoi peccati ti sono perdonati”.
Gesù conobbe il
pensiero che attraversò le menti degli osservatori: Chi è costui?
Chi può perdonare i
peccati se non Dio?
Ragionò quindi con
loro: “Cosa pensate nei vostri cuori?
Cosa è più facile dire: i tuoi peccati ti
sono perdonati oppure alzati e cammina? Ora, affinché sappiate che il
Figlio dell’uomo ha sulla terra il potere di perdonare i peccati. . .“
Voltandosi verso il
paralitico disse: “Alzati, prendi il tuo
lettuccio e va a casa tua!”
Subito l’uomo si alzò
sui suoi piedi, prese il suo giaciglio e se ne andò a casa sua lodando Dio.
In una drammatica e
forzata lezione, Gesù affermò
Gesù mostrò, nello stesso modo, anche altri aspetti di questa potenza che
appartiene solo a Dio: mostrò di avere la potenza di dare la vita affermando “Infatti come il Padre risuscita i morti e li
vivifica, così anche il figlio vivifica chi vuole”.
In altre occasioni
disse “Io sono il pane della vita”. “Io sono la risurrezione e la vita.., chi
crede in Me anche se muore vivrà”.
Gesù dichiarò che
avrebbe giudicato il mondo.
“Inoltre il Padre non giudica nessuno, ma ha affidato tutto il giudizio
al Figlio, affinché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre.... Chi
ascolta
“Questa è l’opera di Dio” rispose Gesù “che crediate in Colui che Egli ha mandato”.
In un’altra occasione
disse che lo Spirito di Dio avrebbe “convinto
il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio. Quanto al peccato
perché non credono in Me”.
Poco dopo
Qual’è l’uomo che può reclamare
lo stesso per sé?
C.S. Lewis scrisse: “Sto cercando di impedire che qualcuno
dica del Cristo quella sciocchezza che spesso si sente ripetere: «Sono pronto
ad accettare Gesù come un grande maestro di morale, ma non accetto la sua
pretesa di essere Dio». Questa è proprio l’unica cosa che non dobbiamo dire: un
uomo che fosse soltanto uomo e che dicesse le cose che disse Gesù non sarebbe
certo un grande maestro di morale, ma un pazzo che dice di essere un uovo in
camicia - oppure sarebbe il diavolo. Dovete fare la vostra scelta: o
quell’uomo era, ed è, il Figlio di Dio, oppure era un matto o qualcosa di
peggio. Potete rinchiuderlo come un pazzo, potete sputargli addosso e ucciderlo
come un demonio; oppure potete cadere ai Suoi piedi e chiamarlo Signore e Dio.
Ma non tiriamo fuori nessuna condiscendente assurdità come la definizione di
grande uomo, grande maestro”.
Era un bugiardo
spudorato?
Anche gli studiosi più
anticristiani non propendono per quest’idea.
La purezza della vita
di Gesù, l’ovvia sincerità dei Suoi insegnamenti, il Suo grande odio per
l’ipocrisia contraddicono tale accusa. L’alto standard di valori che trasmise
ai Suoi seguaci, l’esclude ugualmente.
Era pazzo?
Di nuovo, alcuni dei
più istruiti studiosi hanno dato omaggio, nel corso dei secoli, all’altissimo
esempio di vita virtuosa. Nulla, nemmeno l’aspetto minimo della vita di Gesù
Cristo, dà credito a questa accusa.
Era quindi quello che
dichiarava di essere: Dio stesso, il Salvatore e il giusto maestro per gli
uomini?
I MIRACOLI DI CRISTO
Una delle critiche più
frequenti fatte alla Bibbia riguarda i miracoli che essa descrive. La mentalità
scolastica è molto riluttante nell’accettare ogni interferenza all’osservanza
delle leggi della natura.
David Hume, il proclamato filosofo anticristiano, dichiarò che i
miracoli non esistono. A causa di questa disposizione d’animo così dogmatica,
rifiutò perfino di considerare possibili le prove di tali avvenimenti.
Questo atteggiamento
miete un certo consenso, ma difficilmente è l’atteggiamento di uno scienziato:
negare le prove scientifiche solo perché indicano qualcosa che non si è
personalmente sperimentato, conduce ad errori grossolani.
L’atteggiamento
scientifico invece insegna che quando un fatto nuovo irrompe nella nostra
esperienza, la amplia.
La questione in gioco è
se si accetta o meno il sovrannaturale; se c’è veramente un Dio, è logico che,
se Egli lo desidera, sospenda ogni legge naturale, inoltre se Gesù era
veramente Dio, doveva avere anch’Egli questa capacità.
Nel Nuovo Testamento
sono attribuiti a Gesù numerosi miracoli: Egli ha dato la vista ai ciechi; ha
fatto camminare gli zoppi; ha guarito un numero incalcolabile di malattie e ha
risuscitato i morti.
La mitologia pagana è
piena di racconti di “miracoli”, ma i
miracoli di Gesù sono unici negli annali di storia.
La grande immaginazione
dei fatti sovrannaturali descritti nei miti pagani si caratterizza dalla
ricerca della gloria personale, dal desiderio di dare libero sfogo alla
vendetta sui nemici, o dal tentativo di ottenere gratificazione carnale. I
miracoli di Gesù, invece, sono raccontati in modo semplice e nobile; sebbene
mostrino
In ogni miracolo il
lettore è continuamente consapevole dell’amore di Gesù e gli stessi sono
perfettamente in accordo col Suo carattere: non sono mai stati fatti per
soddisfare semplicemente la curiosità, ma piuttosto per rispondere alla domanda
se fosse, o meno, mandato da Dio.
Qualcuno potrebbe
obiettare, comunque, che Cristo non è stato il solo a fare miracoli; anche
Il Vecchio Testamento,
scritto molto tempo prima di Gesù, contiene molte profezie sulla venuta del
Messia o del Liberatore: l’era messianica sarebbe stata caratterizzata da
grandi miracoli e, non a caso, il profeta Isaia menziona specificatamente la
guarigione come segno del tempo.
Se si vogliono
confutare i miracoli di Cristo, bisogna porsi questa domanda: perché i miracoli
sono registrati nelle Scritture?
Ci possono essere
risposte alternative:
1. I testimoni hanno avuto
semplicemente delle allucinazioni;
2. gli scrittori hanno
cercato deliberatamente di ingannare;
3. la registrazione dei
miracoli deriva dalla corruzione dei testi che hanno incluso alcune leggende
sorte più tardi;
4. gli eventi sono
accaduti realmente, ma non erano miracoli;
5. i miracoli sono
effettivamente avvenuti.
1. I testimoni hanno avuto semplicemente delle allucinazioni. Tutti gli psicologi
potrebbero confermare l’improbabilità di tale teoria: alcune persone sono
sicuramente soggette a allucinazioni, ma che così tante persone con realtà
culturali e attitudini così diverse, avessero contemporaneamente le stesse
allucinazioni è assolutamente improbabile. Dobbiamo ricordare inoltre che
avevano assistito ai miracoli di Gesù sia i Suoi seguaci, che i Suoi nemici.
2. Gli scrittori cercarono deliberatamente di ingannare. L’ipotesi che i
discepoli di Gesù descrivessero i miracoli semplicemente per ingannare le
persone, per spingerli a seguire Gesù, è incompatibile col carattere del loro
insegnamento, fondato, tra l’altro sul desiderio di una vita santa; essi stessi
erano pronti a sacrificare la loro vita per ciò in cui credevano e quasi tutti
infatti morirono come martiri. Molte persone hanno perso la vita, ma quante
sarebbero morte per un falso messaggio, basato sulla loro immaginazione o su un
loro inganno? Inoltre, non ci sono registrazioni di quel tempo, che negano gli
avvenimenti. Negli scritti Talmudici, i Rabbini
ebrei, nel tentativo di sminuire e screditare Gesù, attribuirono i miracoli a
satana; Celso, filosofo e critico del Cristianesimo del secondo secolo, li
attribuisce alla stregoneria e Giustino dice che sono stati persino registrati
negli annali ufficiali durante il governo del procuratore Pilato.
3. La registrazione dei miracoli risulta dalla corruzione dei
testi. Questa affermazione suggerisce che i racconti dei miracoli di Gesù
siano stati inseriti successivamente, da persone senza scrupoli o che siano
semplicemente stati aggiunti molto tempo dopo che la leggenda si fosse
sviluppata. Il Nuovo Testamento è il libro dell’antichità maggiormente
documentato. Ci sono pochissimi manoscritti esistenti degli scritti di Platone,
delle tragedie greche, e di altri lavori antichi e risalgono ad un’epoca molto
successiva rispetto all’originale. Il testo del Nuovo Testamento, al contrario,
è confermato da circa tremila manoscritti, e da diverse prime traduzioni e
numerose citazioni dei primi padri della Chiesa. Secondo la maggior parte degli
studiosi tutti, o quasi, i documenti del Nuovo Testamento erano completi entro
il 100 d.C., cioè nei settant’anni
successivi al ministero di Cristo. La maggior parte dei libri è stata composta
trenta o cinquant’anni prima della fine del secolo,
quando i testimoni oculari erano ancora in vita. Ognuno di questi libri è stato
redatto o da un testimone oculare o da qualcuno che aveva una relazione molto stretta
con uno di loro. Quando i libri sono stati completati concordavano pienamente
sia con la ricca tradizione tramandata oralmente, sia con quella scritta:
infatti brevi manoscritti sulla vita di Gesù erano già in circolazione. I primi
cristiani accettarono immediatamente la maggior parte degli scritti come parola
di Dio. Esistono copie di documenti databili non oltre cinquant’anni
dalla pubblicazione dei libri del Nuovo Testamento e questi manoscritti ne
attestano l’autorevolezza. Alcuni studiosi dei testi hanno trascorso anni di
studi approfonditi, nel tentativo di scoprire le parole esatte della Bibbia
comparando i manoscritti ora esistenti. I critici hanno confrontato con grande
precisione le oltre tremila copie degli originali manoscritti greci, le vecchie
traduzioni della fine del secondo secolo, e le citazioni riportate negli
scritti dei primi padri della chiesa. Alcuni frammenti dei Manoscritti Onciali
Greci risalgono al 175 o 200 d.C. I papiri di Chester
Beatty, che contengono quasi tutti i libri del Nuovo
Testamento, sono stati copiati circa nel 220-230 d.C..
Nella Libreria John Rylands,
Manchester, si trova parte di un codex su papiro che
contiene dei versetti del Vangelo di Giovanni che risale, secondo Deissman, al periodo dell’imperatore Adriano (117-138
d.C.). Questo manoscritto è stato trovato in Egitto e se ipotizziamo che è
stato trascritto in quel luogo, allora il Vangelo di Giovanni era arrivato sino
lì per quella data. Westcott, Hort
e Kenyon sono tra i principali critici testuali. Westcott e Hort, riguardo alla
credibilità del testo del Nuovo Testamento, affermano: “Se mettiamo da parte
le banalità, come i cambi d’ordine, le inserzioni e le omissioni di articoli
con nomi propri e cose simili, le parole che secondo noi sono incerte difficilmente
ammontano a più di una millesima parte dell’intero Nuovo Testamento”. Questa
piccola parte di incertezze sui testi contestati non influenza in alcun modo le
dottrine fondamentali della fede cristiana. Kenyon
dichiara infine: “L’intervallo tra le date della composizione originale e la
prima prova ancora esistente è minimo, tanto da essere trascurabile, inoltre
sono stati rimossi gli ultimi dubbi riguardo al fatto che le Scritture fossero
giunte sino a noi nella forma in cui furono scritte. Possiamo considerare certa
l’autenticità e l’integrità dei libri del Nuovo Testamento”.
4. Gli eventi successero, ma non erano miracoli e potevano
essere spiegati con leggi naturali. Coloro che sostengono questa teoria si
riferiscono in particolare ai miracoli di guarigione di Gesù e dicono che
quello che successe fu semplicemente il risultato dell’applicazione di alcune
leggi di psicologia. Oggi sappiamo che un’ampia percentuale di tutte le
malattie può avere origine da cause psicologiche e l’applicazione di alcuni principi
psicologici potrebbe aver risultati in molte guarigioni. Questa teoria,
comunque, non può spiegare alcuni fatti quali ad esempio i disturbi emozionali
di alcuni malati a cui accenna in più parti
5. I miracoli effettivamente avvennero. In assenza di ogni
altra risposta adeguata sul perché i miracoli siano registrati, si è portati a
concludere che i miracoli devono essere realmente accaduti. Gli uomini
continuano ancora ad argomentare per smentire questi miracoli e forse alcuni
potrebbero anche essere spiegati in modo naturale, come risultato del nostro
ventesimo secolo di scoperte scientifiche, tuttavia un grande miracolo si erge
sopra tutti gli altri, l’evento cardine di tutta la struttura del Cristianesimo
che per circa venti secoli gli uomini hanno cercato di spiegare: la
risurrezione dai morti di Gesù Cristo.
Il clima
dei miracoli
Nell’oscurità e nella calma della notte, una figura solitaria si chinò per pregare.
Le Sue labbra emisero urla di angoscia, congiunse le mani in una stretta intensa.
Sudore e sangue scesero lungo il suo corpo.
Inginocchiato là, i minuti sembravano ore. Alla fine si alzò e lentamente, deciso, con passo sicuro, andò verso i Suoi amici.
Improvvisamente il silenzio della notte fu interrotto da un rumore di passi e da un forte clamore di voci. Dall’oscurità uscì un gruppo di soldati, che urlavano e mostravano le loro armi.
L’uomo, in tutta calma, andò loro incontro: quest’uomo era Gesù Cristo.
L’evento di quella notte echeggiò in tutta la storia come un esempio vergognoso di abuso di potere.
Dopo un processo farsa, Gesù fu condotto al luogo della sua esecuzione. Egli fu condannato alla stessa pena di un criminale, nonostante il giudice non avesse trovato in Lui alcuna colpa.
Appeso alla croce tra due ladri, schernito dalla folla, abbandonato da quasi tutti i Suoi seguaci terrorizzati, Gesù soffrì più di ogni altro uomo.
I suoi carnefici esperti, quando videro che era morto così velocemente, non gli spezzarono le gambe come erano soliti fare, ma gli trafissero il costato con una lancia.
L’uomo, che aveva rivendicato di essere Dio, era morto!
Alcuni amici presero il suo corpo e con amore e lacrime lo deposero in una tomba bellissima.
I suoi nemici ancora intimoriti
dalla potenza dimostrata da quest’uomo che avevano crocifisso, misero dei
soldati di guardia alla porta della tomba sigillata:
La domenica mattina molto presto, alcuni discepoli di Gesù in lutto si incamminarono verso la tomba per dare onore al loro amato amico. Ciò che trovarono li riempì di stupore e confusione: la grandissima pietra era stata rotolata via dalla porta e la tomba era vuota!
Dentro alla tomba giacevano i panni funebri, ma il corpo non c’era più!
Poco dopo videro Gesù; per prima Maria, poi gli altri e infine un centinaio di persone tutte insieme.
All’inizio non potevano credere che fosse Gesù. Come poteva un uomo risorgere dalla morte? Ma ben presto si convinsero che era veramente Lui.
Questi uomini sperimentarono una tale potenza e devozione a Cristo, che negli anni seguenti il Suo messaggio fu divulgato in tutto il mondo conosciuto di allora.
Questa è la storia raccontata nella Bibbia.
L’importanza di questo evento non
deve essere trascurato, perché su questo evento si basa la fede cristiana! Al
cristiano la resurrezione mostra che Cristo era veramente Dio, che con
Ma non si può credere ai miracoli senza delle basi?
Che prove esistono per questo miracolo?
Una delle domande più
frequenti poste ai cristiani a proposito della resurrezione è questa: cosa è
successo al corpo?
Gesù visse in un
preciso periodo storico e per secoli gli uomini si sono scervellati con questa
semplice domanda; hanno cercato invano di dare una risposta soddisfacente.
“I discepoli rubarono il corpo” dissero alcuni; “non successe nulla
al corpo, rimase nella tomba” dichiararono altri; “i discepoli ebbero delle visioni, le Sue apparizioni erano semplici
illusioni”; “non morì veramente;
finse”.
Queste sono alcune
delle risposte, esaminiamole per vedere se sono veramente valide.
·
I discepoli rubarono il
corpo. Questa fu la prima spiegazione offerta dagli oppositori al Cristianesimo
(Matteo 28).
Davanti alla tomba fu messa una pattuglia di soldati di
guardia (non è specificato nella Bibbia
se fossero romani o ebrei).
I soldati romani sapevano che se fallivano il loro
compito, avrebbero meritato la morte.
Per i soldati ebrei la punizione sarebbe stata decisamente
meno severa, ma ugualmente dura.
E’ abbastanza difficile da credere che un manipolo di
uomini, disorganizzato ed eterogeneo, pieno di panico, potesse passare tra
delle guardie esperte, senza farsi notare. Il fattore psicologico, comunque,
presenta il più grande ostacolo a questa teoria infatti i discepoli erano
conosciuti per il loro alto livello morale di vita e tale burla sarebbe stata
incompatibile coi loro caratteri. Oltre a questo, bisogna tenere presente che
la morte di Gesù aveva causato nei discepoli un tale stato di paura disperata
da spingerli alla fuga. Poco dopo, questi uomini tremanti erano completamente
trasformati: nonostante le amare opposizioni uscirono a predicare la
resurrezione di Gesù con coraggio. Affrontarono difficoltà, persecuzione e
morte, piuttosto che rinnegare la loro fede. Nel corso degli anni innumerevoli
uomini diedero la vita per questa causa.
Ma qual è l’uomo che soffre volontariamente per una causa
che non porta profitto né a se stesso, né agli altri?
·
Il suo corpo fu rubato
da qualcun altro, qualcuno con un
motivo qualsiasi.
Tutte le moderne scuole rigettano questa teoria. Nessun
motivo valido può essere supposto per un’azione del genere, salvo le teorie
esposte qui di seguito.
I primi cristiani non basavano il loro credere nella
resurrezione di Gesù sulla prova della tomba: essi dichiaravano di aver visto
Gesù risorto. Alcuni lo avevano toccato, altri avevano mangiato con Lui, uno di
loro, in presenza di tanti altri, esaminò i segni dei chiodi nelle Sue mani, la
ferita nel Suo costato.
I primi cristiani, che non videro Gesù risorto, credettero
nella testimonianza di chi invece aveva visto.
L’ipotesi che queste apparizioni di Cristo fossero mere
illusioni è preso in considerazione nella teoria successiva.
Non fu la prova della tomba vuota, ma il contatto col
Cristo vivente, risorto che cambiò i discepoli impauriti e delusi in uomini
coraggiosi, predicatori dinamici di un Cristo risorto. Fu l’innegabile visita di
Gesù, che fece della morte e della resurrezione di Cristo, il centro del loro
insegnamento.
Negare che videro Gesù, dopo
E se Cristo non fosse risorto veramente, Egli pure doveva
essere un bugiardo o un grandissimo illuso, perché più volte aveva
preannunciato ciò che sarebbe successo.
·
Non successe nulla al
corpo: rimase nella tomba.
Questa ipotesi si delinea in forme diverse.
Secondo alcuni i discepoli ebbero solo una visione di Gesù
e
Gli eventi riguardanti la resurrezione contraddicono ogni legge conosciuta
riguardo alle visioni che sono solitamente personali. In questa situazione
invece più di cinquecento persone di culture diverse dichiararono di aver visto
Gesù, pur non aspettandoselo. E i resoconti delle apparizioni di Gesù
cominciarono a diffondersi già tre giorni dopo
Dopo quaranta giorni, le apparizioni cessarono, così
improvvisamente come erano iniziate.
In nessun altro caso le visioni si sono verificate in
questo modo.
Quando le donne partirono per la loro missione d’amore,
l’alba non era ancora spuntata e quindi, senza accorgersene, si recarono ad una
tomba sbagliata.
L”angelo” che le
salutò era semplicemente un ortolano che cercava di far loro capire il
malinteso.
Questa teoria apparentemente logica si sgretola appena si
analizza il fatto più da vicino.
Prima di tutto, se per le donne era troppo buio per distinguere chiaramente la
tomba, era ugualmente troppo presto per l’ortolano essere al lavoro. Inoltre,
quando il clamore riguardo alla resurrezione iniziò, l’ortolano avrebbe potuto
confutarlo. Per concludere, questa teoria lascia senza spiegazione i motivi per
cui i capi ebrei avrebbero dovuto mettere in circolazione la voce che i
discepoli rubarono il corpo, se il corpo era ancora al suo posto.
Coloro che sostengono che la storia della visita delle
donne fosse stata aggiunta più tardi, devono tenere presenti alcuni fatti.
Quando Gesù fu crocifisso, i Suoi seguaci fuggirono terrorizzati poiché la
morte del loro maestro aveva fatto precipitare tutte le loro speranze e
ambizioni. Pochissimo tempo dopo la morte di Cristo, i discepoli
improvvisamente cambiarono: furono ripieni di coraggio, convinzioni e un
intenso desiderio di predicare Cristo, un Cristo risorto.
Nei trent’anni successivi la
maggior parte di loro soffrì morte violenta per aver diffuso questa dottrina.
Cosa provocò il cambiamento nei discepoli?
Gesù aveva ripetutamente insegnato che sarebbe morto e che
sarebbe risorto il terzo giorno e fu questo che spinse le autorità ebraiche a
richiedere che la tomba fosse controllata dalle guardie.
Supponiamo l’esistenza di un gruppo di uomini ardenti
seguaci di Cristo: Lo amavano, seguivano il Suo insegnamento, credevano alle Sue
dichiarazioni, anche che Egli fosse Dio. Tutto quello che avrebbe detto,
sarebbe stato confermato dai fatti, eccetto
Certo, i Suoi seguaci non avrebbero potuto proclamare a
lungo che Egli era Dio, se fosse stato colpevole di una falsa predizione,
inoltre avrebbero dovuto smettere di seguirlo o almeno trovare una scusa per
spiegare questa falsa affermazione, come ad esempio che era meramente simbolico
di una resurrezione spirituale.
L’insegnamento di Gesù era spesso più simbolico che
letterale, ma non c’è nessun racconto in cui compare che i primi cristiani
cercassero di giustificare l’affermazione di Cristo, al contrario essi diedero
la loro vita per predicare Cristo.
Perché?
Spesso la storicità di un avvenimento può essere verificata da dettagli
insignificanti, cose che scritti tardivi possono aver sottovalutato.
Un dettaglio interessante della storia della resurrezione
è lo spazio di sette settimane tra la resurrezione di Cristo e la coraggiosa
predicazione dei discepoli.
Il racconto della Bibbia tralascia questo periodo.
Se qualcuno avesse creato la storia con la sua fantasia,
sicuramente non avrebbe trascurato di dare una spiegazione a tale intervallo di
tempo: avrebbe descritto le drammatiche conseguenze che avrebbero
immediatamente seguito la resurrezione e avrebbe dato qualche scopo vitale a
queste settimane di attesa.
A questo punto sorge però spontanea la domanda: perché il
corpo non fu mai esibito se era nella tomba?
A meno di due mesi dalla morte di Cristo, i discepoli
erano sulle strade di Gerusalemme a proclamare ad alta voce la resurrezione
dell’uomo ucciso dai capi giudei e possiamo immaginare la situazione che si era
creata; gli ascoltatori erano di fronte a due alternative: se la predicazione
era vera, i capi giudei erano colpevoli di un crimine atroce nell’aver messo a
morte quell’uomo. Se era falsa, il Cristianesimo doveva estinguersi.
I capi giudei dovevano prendere dei provvedimenti per
difendere la loro posizione.
Mostrare semplicemente il corpo, la tomba era solo a pochi
passi fuori della città, sarebbe stata la risposta logica.
Il corpo, però, non fu mai esibito, sebbene i capi ebrei
cercarono in ogni modo di smentire le voci dei cristiani, li presero in giro;
li perseguitarono in ogni modo; li uccisero. Nonostante questo, un numero
sempre più grande di persone si convertiva a questa fede.
Mostrando il corpo di Gesù avrebbero dato un colpo mortale
al messaggio drammatico di un uomo risorto dalla morte.
Non è un caso che il Cristianesimo sia iniziato a
Gerusalemme, a pochi minuti a piedi dalla tomba di Gesù: migliaia di persone
giurarono fedeltà a Cristo nei primi anni che seguirono
Il professor Riammessi affermò che alle sue origini il
Cristianesimo si diffuse più rapidamente tra le persone istruite, che tra
quelle che mancavano d’istruzione.
Com’è strano che nessuno mise di fronte ad un numero
sempre crescente di seguaci la prova della tomba!
Forse i seguaci di Cristo avevano ragione!
Non a caso, non ci furono controversie per il contenuto
della tomba. Nessuno ne accennava e nemmeno fu oggetto di visite! Al contrario
di quello che successe e succede per i grandi maestri, non ci furono
pellegrinaggi per portare rispetto al morto. Che la tomba fosse vuota sembra
essere stata la supposizione universale
(per altri argomenti vedi la teoria numero 2).
·
Non morì veramente, ma
finse.
L’usanza romana era di spezzare le gambe alle vittime
crocifisse e questo serviva per assicurarne la morte.
Quando il centurione che era stato testimone di molte
esecuzioni e riconosceva i segni indiscutibili della morte, si accostò a Gesù
vide che era già morto, ed era così sicuro della Sua morte che non gli spezzò
le gambe, ma alzando la sua lancia gli perforò il costato.
Quando Gesù fu deposto dalla croce, il Suo corpo fu
preparato per la sepoltura alla maniera ebraica. Ciò comportava che una
striscia di stoffa lunghissima fosse attorcigliata al corpo fino a che questi
non sembrasse un bozzolo: a questa stoffa erano aggiunte duecento o trecento
libre di spezie. Inoltre le mani del morto venivano legate strettissime lungo i
fianchi del cadavere in modo che, se fosse tornato in vita, sarebbe stato
impossibile per lui muoversi e in queste condizioni la fuga era impossibile.
Gesù avrebbe invece compiuto questa impresa eroica e
avrebbe anche dovuto spostare l’enorme pietra che sigillava l’ingresso della
tomba, una pietra che era troppo grande per tre donne.
Tutto ciò sarebbe stato davvero incredibile da compiere
nelle Sue condizioni di estrema debolezza per le sofferenze patite negli ultimi
tre giorni, e dopo tre giorni di sepoltura senza cibo e acqua.
Aver fatto tutto questo e essere fuggito senza attirare
l’attenzione delle guardie che erano ben preparate e allenate, ben attente,
sapendo che la loro vita dipendeva dal loro lavoro, è ancora più incredibile.
Questa teoria dello “svenimento”
è criticata duramente dal distinto scettico tedesco Strass: “E’ impossibile
che un uomo sottratto mezzo morto dalla tomba, che si trascina debole e ferito,
bisognoso di cure mediche e di bendaggi, di essere rifocillato, riesca a dare
ai Suoi discepoli, attraverso le Sue sofferenze, l’impressione di essere il
vincitore della morte e della tomba, il Principe della vita: un’impressione che
sarà alla base del loro ministero futuro. Questo tipo di “resurrezione” avrebbe solo indebolito l’insegnamento che aveva dato
loro in vita e in punto di morte, tutt’al più avrebbe
dato solo una voce elegiaca, ma non avrebbe sicuramente cambiato il loro dolore
in entusiasmo, il loro dispiacere in adorazione”.
·
Il suo corpo fu rimosso
dalle autorità romane ed ebree (forse per prevenire una venerazione della tomba).
Quando la “chiacchiera”
della resurrezione di Gesù iniziò a divulgarsi, le autorità furono obbligate a
confutare tali voci e in qualità di uomini intelligenti, ben preparati, senza
dubbio esaminarono ogni risposta possibile: sarebbe stato irragionevole
affermare che i discepoli avevano rubato il corpo!
La “verità”, che
le autorità stesse avessero rimosso il corpo, sarebbe stata decisamente più
potente!
Non sarebbe stato possibile mostrare i resti, ma la voce
avrebbe certamente smesso di circolare.
Forse le autorità ebraiche contavano sulla paura dei
discepoli: sapevano che erano fuggiti in preda al terrore, abbandonando il loro
Maestro, quando le loro stesse vite erano in pericolo; certo questi uomini
senza fegato non avrebbero mai avuto il coraggio di smentire apertamente e in
pubblico le autorità.
Tale supposizione risultò esatta poiché settimana dopo
settimana, tutto rimaneva silenzioso.
Quello che le autorità ebree non potevano sapere,
comunque, era che Gesù aveva detto ai Suoi discepoli di rimanere tranquilli
sino a che non avessero ricevuto potenza dallo Spirito di Dio che arrivò
improvvisamente quaranta giorni più tardi, nel giorno della Pentecoste,
trasformando i discepoli codardi e ipercauti, in
uomini che avrebbero rischiato felicemente tutto, la loro reputazione, i loro
amici, e le loro stesse vite, per proclamare con coraggio il loro Signore
risorto.
Qualunque fosse il ragionamento delle autorità, quando
proclamarono la teoria che i discepoli avevano rubato il corpo, esse furono
messe in grande imbarazzo dalla predicazione coraggiosa dei discepoli. Un
numero crescente di persone si affiancava ai discepoli e accettava il
Cristianesimo.
Quando tutto il resto fallì nel tentativo di fermare la
crescita del Cristianesimo, sicuramente le autorità avrebbero dovuto produrre
la prova innegabile, il corpo!
(vedi anche la teoria numero 2).
·
Il suo corpo fu rimosso
da Giuseppe d’Arimatea.
Dopo la morte di Gesù, Giuseppe, un Suo seguace ricco
ottenne il permesso di prenderne il corpo e lo seppellì prima del sabato.
Infatti gli ebrei avevano il divieto di lavorare il sabato e persino di
seppellire i morti.
Secondo questa teoria, Giuseppe frettolosamente depose il
corpo nella sua tomba perché era vicina. Poi, non appena il sabato fu
trascorso, trasferì il corpo in un altro posto.
Se Giuseppe avesse agito in questo modo, avrebbe dovuto
farlo di notte, prima che le donne arrivassero, altrimenti quest’ultime
l’avrebbero incontrato; tuttavia la notte è un momento piuttosto strano per
fare una cosa del genere. Inoltre la rimozione del corpo da parte di Giuseppe
sarebbe stata risaputa soprattutto perché avrebbe dovuto avere il permesso
delle autorità o altrimenti non avrebbe potuto oltrepassare lo sbarramento
delle guardie. Le autorità allora avrebbero saputo e avrebbero potuto mostrare
il corpo quando ne fosse sorto il bisogno.
Certamente non sarebbe stato necessario inventare la
storia dei discepoli che rubarono il corpo.
·
Non fu crocifisso Gesù,
ma qualcun altro; uccisero la persona sbagliata.
Questa teoria è per lo più sconosciuta, ad eccezione di
alcuni pensatori musulmani che si riferiscono al “vangelo di Barnaba”. Questo “vangelo”
sostiene che Giuda sarebbe diventato perfettamente somigliante a Gesù e sarebbe
stato poi forzato a soffrire la crocifissione al suo posto.
Gli studiosi hanno analizzato approfonditamente questo
documento e lo hanno datato attorno al quindicesimo o sedicesimo secolo,
millequattrocento anni dopo Barnaba. Nessuno studioso competente, che abbia
analizzato il documento, ha dubbi sulla sua apocrificità.
Anche molti pensatori musulmani hanno scartato questa
teoria perché presenta delle contraddizioni inconciliabili e non esistono prove
per suffragarla, se non nel Corano, scritto tuttavia molti secoli dopo.
Negli stessi insegnamenti del Corano c’è confusione. In
almeno due punti si afferma che Gesù morì, mentre in altri si può dedurre che
non morì.
I capi religiosi contemporanei di Cristo Lo odiavano
intensamente. Giorno dopo giorno lo spiarono e cercarono di tendergli trappole
mentre insegnava pubblicamente tra la folla; erano così abituati alla Sua
apparenza che solo un intervento sovrannaturale avrebbe potuto causare un
errore di identificazione.
Alcuni hanno affermato che Dio ingannò le persone per
preservare dalla morte questo uomo giusto (sebbene altri uomini giusti abbiano
sofferto il martirio senza che succedesse tale intervento). Ma ciò significa
accusare Cristo e i Suoi discepoli di essere bugiardi, perché gran parte del
loro insegnamento era centrato sulla morte e sulla resurrezione inoltre i
numerosi profeti che parlarono della morte e della resurrezione di Cristo:
Mosè, Davide, Isaia e gli altri, avrebbero commesso un errore grossolano.
Ad ogni modo se Gesù fosse sfuggito alla morte attraverso
lo scambio di persona, avrebbe ingannato i Suoi discepoli convincendoli della Sua
morte e della Sua resurrezione, altrimenti, i discepoli avrebbero dato le loro
vite per qualcosa che sapevano essere falso.
Dopo
Un Dio Santo sarebbe colpevole di aver ingannato i Suoi
seguaci fedeli con questi segni sul corpo di Gesù?
Questo è sicuramente inconcepibile per ogni mente logica.
Per finire, se qualcuno fosse stato crocifisso al posto di
Gesù, cosa successe al corpo di quell’uomo che fu crocifisso?
Tutte le prove mostrano
il fatto che Cristo risuscitò dalla morte.
Lungo i secoli tanti
hanno rifiutato di accettarlo, ma nessuno ha prodotto delle prove, o delle
argomentazioni valide per provare che la resurrezione non ebbe luogo.
Gli uomini rifiutano di
riconoscere la risurrezione per le implicazioni che questo comporta: se Cristo
fosse veramente risuscitato dalla morte, doveva per forza essere quello che
dichiarava, e Cristo dichiarava di essere Dio.
Dichiarava di essere il
Salvatore che tutti gli uomini dovrebbero seguire e ubbidire.
L’AUTORITÀ DELLA FEDE
CRISTIANA
Il Nuovo Testamento è
la principale fonte d’informazioni sulla vita e sull’insegnamento di Gesù
Cristo.
Cristo fece riferimento
al Vecchio Testamento come Parola di Dio, quindi se ne fosse dimostrata la
falsità, Cristo stesso perderebbe credibilità.
IL LIBRO UNICO
I nemici del
Cristianesimo hanno cercato, senza risultati, di distruggere
Le autorità ostili
hanno spesso istigato masse di persone a bruciare
L’imperatore romano
Diocleziano, nel tentativo di distruggere il Cristianesimo, condannò a morte
tutti coloro che possedevano una copia della Bibbia e gli stessi membri della
famiglia dovevano essere giustiziati se nascondevano tale azione illegale.
Due anni più tardi l’Imperatore
si vantò: “Ho completamente sterminato il
Libro dei cristiani! “; ma quando Costantino poco tempo dopo offrì una
lauta ricompensa per una copia della Bibbia, gliene furono portate cinquanta in
ventiquattro ore.
Oggi
Il famoso filosofo ateo
Voltaire la sminuì e predisse che il Cristianesimo sarebbe scomparso in un
secolo o poco più, ma è davvero buffo che oggi la sua casa sia un deposito
della Società Biblica francese, un luogo dal quale vengono distribuite migliaia
e migliaia di Bibbie!
Tutti coloro che hanno
letto
Non solo
“Ogni scrittura è ispirata da Dio e
utile a insegnare, a correggere, a educare alla giustizia”.
“Sappiate prima di tutto questo: che nessuna profezia della scrittura proviene
da un’interpretazione personale; infatti nessuna profezia non venne mai dalla
volontà di un uomo, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio perché
sospinti dallo Spirito Santo”.
“Intorno a questa
salvezza indagarono e fecero ricerche i profeti, che profetizzarono sulla
grazia a voi destinata. Essi cercarono di saper l’epoca e le circostanze cui
faceva riferimento lo Spirito di Cristo che era in loro...”
Quaranta uomini
scrissero guidati dallo Spirito Santo, lo Spirito di Dio; usarono tre lingue
diverse e appartenevano tutti a differenti classi sociali: un re, un pastore,
un profeta, un esattore delle tasse, un medico e un pescatore.
Trascorsero
milleseicento anni prima che il libro fosse completato, ma la sua unitarietà è
perfetta; i regni sorsero e tramontarono, ci furono periodi di maggiore o
minore lealtà, la civilizzazione progredì lentamente e sebbene lo sviluppo sia
stato molto più ingente del progresso del libro, non è presente nessuna
contraddizione di pensiero e di eventi.
Come sarebbe potuto
accadere se Dio non ne fosse stato il regista?
Questo è il libro su
cui i veri cristiani basano la loro fede:
I cristiani cattolici
romani dicono che
Il cristiano coerente
invece rifiuta di accettare ogni tipo di autorità per la quale non ha prove
sufficienti e gli scritti addizionali e le tradizioni orali mancano di queste
prove.
Giuda, uno scrittore
del Nuovo Testamento, parla della “fede che è stata trasmessa ai santi una
volta per sempre” e la maggior parte degli studiosi l’interpreta nel senso
che non ci sarà nessun altro messaggio divino, ispirato e senza errori.
Prima che chiunque
riconosca ad un libro l’autorevolezza per tali rivendicazioni così importanti
ha il diritto di chiedere le prove che ne confermano la veridicità.
Le pagine seguenti
presentano alcune prove che dimostrano la verità della Bibbia,
AUTENTICITÀ DEL TESTO BIBLICO
Ci sono molte più prove
di autenticità per il testo del Nuovo Testamento, che per molti scritti
classici, accettati senza problemi; inoltre è davvero strano il fatto che molti
storici siano spesso più propensi a riconoscere l’autenticità del Nuovo
Testamento, più di quanto non lo siano molti teologi.
L’eventualità della
corruzione del testo nel Nuovo Testamento è stata considerata molto presto:
critici dei testi, cristiani e non, sono d’accordo nel sostenere che il testo
del Nuovo Testamento corrisponde, in linea di massima, esattamente alla
forma originale e le parti in dubbio sono minime e, in ogni modo, non
riguardano le dottrine basilari.
Allo stesso modo
l’autenticità del Vecchio Testamento è sorprendente: Sir
Frederic Kenyon,
un’autorità riconosciuta in materia di critica dei testi, sostiene che il
Vecchio Testamento è completamente credibile, degno di fiducia e
rappresentativo di ciò che gli autori scrissero. Le opinioni di questo studioso
sono state confermate da recenti scoperte di manoscritti datati del
Millar Burows, professore all’Università di Yale, commenta: “Questa prova archeologica ha rafforzato la nostra fiducia nell’accuratezza su come i testi ci siano stati trasmessi attraverso i secoli… ha anche mostrato che la sostanza principale di ciò che è stato scritto, persino le parole, nonostante alcune variazioni, è stata tramandata con fedeltà rimarchevole, così che non possono esserci dubbi riguardo all’insegnamento che trasmettono”.
Gli ebrei erano una nazione molto devota e temevano di commettere il più piccolo errore negli insegnamenti religiosi: insegnare una menzogna, anche per far progredire la fede in Dio, avrebbe significato, una volta scoperta, la morte certa. Per questo, ebbero una grandissima cura nel registrare e ricopiare le Scritture ed essendo una nazione conservatrice, lenta al cambiamento di idee o all’accoglimento di nuove rivelazioni, richiedevano prove certe per accettare gli scritti del Vecchio Testamento.
Questi testi (ad eccezione del
resoconto della creazione e la prima parte della storia dell’uomo) furono
scritti dopo breve tempo dagli eventi registrati e i contemporanei avrebbero
facilmente disapprovato false testimonianze, mentre il Vecchio Testamento era
nella sua interezza considerato dagli ebrei come l’infallibile Parola di Dio.
Gli scettici che hanno spesso deriso gli eventi incredibili, descritti dalla
Bibbia sono stati ripetutamente azzittiti dalle nuove scoperte archeologiche
che, confermando l’autenticità dei testi biblici, davano importanza a questo
libro.
AUTENTICITÀ DELLA NARRAZIONE BIBLICA
Nel suo libro, Archaeology and Bible history, il dottor Joseph Free riferisce di numerosi fatti e dettagli della Bibbia
che erano formalmente messi in dubbio, ma che ora sono stati confermati dalle
scoperte archeologiche.
Ecco un esempio: Le
scoperte archeologiche fatte a Silo sono... significative perché gli studiosi
che influenzavano la critica nel passato, asserivano frequentemente che la
storia del tabernacolo a Silo fosse un racconto tardo, fantastico. Questo era
basato, in larga parte, sulla teoria che la parte dell’Esodo che racconta di
questo tabernacolo era un commento tardo, datato del VI secolo a.C.. Comunque, gli scavi archeologici danesi mostrarono
che Silo era al massimo della sua prosperità nel periodo dei giudici; com’è
indicato nella Bibbia, e fu distrutto dal fuoco nei giorni di Elia e Samuele.
La nazione ittita,
menzionata quarantasei volte nel Vecchio Testamento, fu un altro bersaglio e fu
ridicolizzata dai non credenti perché altri scritti contemporanei non
contengono alcun riferimento a tale nazione quindi molti studiosi avevano
concluso che fosse un’invenzione creata dagli scrittori della Bibbia. I
ricercatori moderni, invece, sono giunti alla conclusione che gli ittiti erano
uno delle più grandi nazioni del mondo antico e grandissime quantità di
sculture, tavole, iscrizioni ed esempi della loro arte sono stati portati alla
luce nell’attuale Turchia.
Un’altra storia biblica che è stata duramente contestata è il racconto della
sconfitta di Gerico. Quando Giosuè arrivò a Gerico, Dio gli diede delle
istruzioni insolite: insieme alla sua gente doveva marciare silenziosamente una
volta al giorno, per sei giorni, e sette volte il settimo giorno e alla fine di
questo doveva fare un grandissimo urlo. Non appena ebbe eseguito gli ordini, le
mura della città caddero e Giosuè e la sua gente penetrarono nella città e la
conquistarono. Seguendo le istruzioni di Dio la bruciarono senza saccheggiarla.
Il professor John Gargstang ritrovò Gerico tra
il 1930 e il 1936 e la sua scoperta fu così inattesa che altri studiosi
verificarono i suoi ritrovamenti. Insieme scrissero:
“Le parti esterne delle mura soffrirono molto, i resti caddero per la
pendenza. Le parti interne si conservarono solo dove si appoggiavano alla
cittadella, o alla torre, sino ad un’altezza di diciotto piedi; in ogni altro
luogo erano completamente crollate... il luogo dove sorgevano le mura era pieno
di rovine e di macerie. Tracce di fuoco intenso si potevano vedere chiaramente,
incluse masse di mattoni arrossati, pietre spezzate, travi bruciate e cenere.
Le case lungo le mura furono trovate bruciate al suolo, i loro tetti caduti
sulle proprietà domestiche.
Il professor Gargstang conclude: “A questo punto non rimangono dubbi:
le mura crollarono in modo così massiccio che chi attaccò poté scavalcare le
rovine della città”.
Queste
sono alcune delle innumerevoli illustrazioni che possono essere fornite per
dimostrare l’accuratezza della Bibbia che in ogni punto in cui è messa alla
prova, risulta degna di fiducia.
Riguardo al Vecchio
Testamento, W. F. Albright, uno dei preminenti archeologi, dichiara: “Non
ci possono essere dubbi: l’archeologia ha confermato la storicità sostanziale
della tradizione del Vecchio Testamento”.
Nell’”Ancient Orient and
Old Testament” (1966), K. A. Kitchen,
lettore nella Scuola di Studi Orientali dell’Università di Liverpool, menziona
lo scarso uso fatto dagli studiosi del Vecchio Testamento della vasta ricchezza
accumulata nell’Antico Vicino Oriente. Nel suo documentatissimo libro, Mr Kitchen indica che un gran
numero di teorie in contrasto con
Le teorie correnti
nello studio del Vecchio Testamento, sebbene brillantemente concepite ed
elaborate, erano principalmente stabilite in uno spazio con pochi riferimenti
all’Antico Vicino Oriente, e troppo spesso in accordo con un a priori di
principi filosofici e letterari. E’ solamente perché le informazioni dell’Antico
Vicino Oriente coincidono molto meglio con l’esistente struttura della storia,
della letteratura e della religione del Vecchio Testamento più che con delle
ricostruzioni teoriche, che siamo obbligati... a interrogare o addirittura ad
abbandonare tale teoria senza riguardi alla loro popolarità. I fatti; non i
voti determinano la verità. Qui non vogliamo difendere un ritorno al punto di
vista e alle tradizioni “pre-critiche”...
semplicemente per il loro proprio interesse e per l’interesse della teologia
ortodossa. Bisogna chiaramente far notare che nessun cosiddetto appello è stato
fatto ad un punto d’inizio teologico nel corpo di questo lavoro... se alcuni dei
risultati raggiunti qui si avvicinano ad uno sguardo tradizionale o sembra
essere d’accordo con l’ortodossia teologica, questo è semplicemente perché la
tradizione in questione o questa ortodossia è molto più chiusa ai fatti reali
che è comunemente realizzata.
Sebbene nessuno debba preferire la mera ortodossia alla verità, è anche
perverso negare che lo sguardo ortodosso sia vero.
Sir William Ramsay, uno studioso molto conosciuto nel mondo antico, una
volta credeva fermamente che
Giovane professore come
prima cosa iniziò a studiare le rovine palestinesi e, fiducioso del proprio
sguardo, si aspettava di scoprire molte discrepanze tra le registrazioni della
Bibbia e i ritrovamenti archeologici.
Dopo anni di studi fu costretto a
cambiare le sue idee tanto da diventare persino un credente convinto che
SCIENZA MODERNA IN UN LIBRO ANTICO
Sebbene lo scopo
principale della Bibbia non sia dare informazioni scientifiche, risulta
accurata nel toccare argomenti scientifici ed è caratterizzata da oggettività,
specialmente se è paragonata ad altri scritti antichi.
Uno dei passaggi più
discussi della Bibbia è stato il resoconto della creazione del mondo nei primi
capitoli della Genesi. Varie teorie sono state utilizzate per spiegarne il significato
e gli stessi cristiani qualche volta vi attribuiscono valenze differenti.
Lo scopo del resoconto
della Bibbia, comunque, non è dare una dettagliata spiegazione di come le cose
siano arrivate all’esistenza, ma piuttosto di enfatizzare semplicemente il
fatto che Dio sia responsabile della loro esistenza.
Egli è colui che ha
creato ogni cosa.
I dettagli riguardo
alle origini dati dalla Bibbia coincidono con le moderne scoperte scientifiche.
Numerosi scienziati hanno fatto grafici per dimostrare quanto sia accurata
questa corrispondenza.
Nei nostri musei e
nelle nostre biblioteche conserviamo le ipotesi sulla creazione formulate dai
contemporanei degli scrittori della Bibbia e questi resoconti sono pieni di
credenze e di miti fantastici.
In tutte le scoperte
archeologiche non è mai stato ritrovato qualcosa di simile al resoconto della
Genesi.
Uno scienziato
obbiettivo dovrebbe prendere in considerazione tutti i fatti rilevanti: il
primo capitolo della Genesi affronta nel modo giusto tutte le tappe più
importanti come nessun altra religione o filosofia ha mai fatto; mostra che
l’uomo non è una macchina, il risultato di un universo deterministico, ma una
persona reale che sperimenta per se stesso scelte, valore, amore,
comunicazione, e tutte quelle cose che rendono la vita degna di essere vissuta;
tutto ciò semplicemente affermando che Dio fece l’uomo a Sua immagine.
Il Dottor Harry Rimmer scrive di un
incidente accadutogli mentre leggeva l’episodio del famoso tabernacolo di Mosè
costruito selvaggiamente.
Mosè ebbe la risposta
ad un problema che affligge la moderna ingegneria nei deserti, fece notare il
dottore, e fu in grado di costruire una struttura stabile su fondamenta di
sabbia. Alla fine della lettura un ingegnere si alzò e disse: «Voglio commentare quanto ha detto l’oratore a proposito del tabernacolo. Concordo
pienamente con lui, perché ho appena fatto un’esperienza del genere. Un mio
amico ideò un tipo di casa “a castello” per un squadra di costruttori che
doveva lavorare nel deserto, ed usò la stessa idea di panelli agganciati con
una corda ed un chiavistello. Chiese il brevetto e l’ufficio glielo rifiutò. Si
appellò alla Corte Federale per obbligare l’Ufficio Brevetti a ratificare la
richiesta, ma perse. Il giudice gli rispose che dal momento che Mosè aveva
usato l’idea tremilacinquecento anni prima, era troppo tardi ora per chiedere
il brevetto!»
L’ingegnere si sedette circondato dalle risate compiaciute e dagli applausi dei
suoi colleghi, avendo inconsciamente illustrato le modernità di questo Libro
antico: il volume più vecchio della storia dell’uomo moderno come l’ingegneria
pratica del ventesimo secolo!
Anche nella sfera della medicina
Una sera un uomo
dignitoso entrò nella propria casa. Stanco del suo solito pomeriggio a cavallo,
si coricò per riposare. Il tempo inclemente gli aveva procurato una leggera
tosse. La mattina si svegliò febbricitante e stanchissimo, vittima di un
semplice raffreddore. Seguendo le istruzioni mediche prescritte, un giovane
servo fu chiamato a fare il salasso al paziente. Quando il paziente peggiorò
notevolmente, fu chiamato il medico e altro sangue gli fu tolto dalle vene. La
perdita di così tanto sangue fu fatale per il malato.
Così morì l’amato primo
presidente americano, George Washington.
L’ironia della storia è
che al fianco dell’eroe militare e politico morente stava un Libro ben conosciuto
che contiene queste parole: “La vita della carne è nel sangue”. L’uomo
che aveva detto: “E’ impossibile
governare con giustizia il mondo senza Dio e
Tutti i ritrovamenti di
resoconti medici risalenti sino la
Altre fonti confermano
che questo era l’approccio alla medicina dell’antichità.
Solo negli anni recenti
l’uomo ha scoperto il pericolo dell’acqua inquinata dove tifo e colera si
diffondono largamente. Dio aveva già detto di non bere l’acqua in cui fosse
trovato un animale morto e di considerare acqua potabile solo quella dei bacini
ampi e quella che scorre.
La quarantena è stata
un altro importante passo avanti per la tutela della salute.
La gonorrea è una malattia
venerea di cui il sintomo più comune è l’emissione di pus dagli organi
genitali.
Il capitolo 13 di
Levitico affrontava questa situazione.
C’erano anche leggi per
la lebbra che colpiva una persona, gli abiti e la casa: non ci sono prove che
suggeriscono che questo tipo di lebbra sia la stessa malattia conosciuta oggi
come malattia di Hansen, ma la lebbra della casa o
degli indumenti doveva essere una specie di fungo.
Regole riguardanti
queste cose si trovano in Levitico 13 e 14.
Sappiamo ora che molte
malattie sono diffuse dai rifiuti umani. Mosè aveva dato istruzioni severe in
proposito: dovevano essere interrati e non lasciati in superficie, dove
avrebbero attratto mosche, che avrebbero diffuso malattie all’uomo.
L’astronomia ebbe
origine con Ipparco che durante gli anni 161-
UNO SGUARDO AL FUTURO
Le persone colte si
astengono dal fare delle predizioni per il futuro anche se alcuni azzardano con
coraggio qualche supposizione, pochi, tuttavia, si pronunciano sugli eventi
riguardanti il futuro, in particolare quello più lontano.
Anche le previsioni del
tempo, basate su calcoli scientifici e proiettate nel futuro solo di un giorno,
spesso si rivelano inattendibili.
Questo argomento mette
in gioco la reputazione della Bibbia e permette di affermare che
Il capitolo ventisei
del libro di Ezechiele (scritto circa nel
Dio fece questa
affermazione: “...o Tiro... Io farò salire contro di te molti popoli... Essi
distruggeranno le mura di Tiro, e abbatteranno le sue torri; Io spazzerà via da
lei la polvere e farò di lei una roccia nuda. Essa sarà, in mezzo al mare, un
luogo da stendere le reti... Ecco Io faccio venire dal settentrione, contro
Tiro, Nabucodonosor, re di Babilonia… getteranno in mezzo al mare le tue
pietre, il tuo legname, la tua polvere... Tutti i principi del mare... si
avvolgeranno nello spavento”.
Nel
Nabucodonosor incapace
di proseguire oltre, tornò a Babilonia.
Duecentocinquant’anni più tardi sotto il
dominio di Alessandro il Grande, molte nazioni, assediarono la città
sull’isola. Nel tentativo di conquistarla Alessandro fece costruire una strada
tra la terra ferma e l’isola usando le pietre e il legname delle rovine della
vecchia città. Siccome questo materiale non era sufficiente, ne raschiò perfino
la polvere. Così l’occupò.
Altre città vicine,
impaurite da questa conquista, si arresero senza opposizione.
Oggi,
duemilacinquecento anni più tardi, il posto sarebbe ideale per un insediamento
umano, ma giace in rovine: è un luogo, pianeggiante, arido, senza importanza
dove i pescatori stendono ancora le loro reti.
Anche Babilonia fu
oggetto di un’insolita profezia: “Babilonia.., non sarà mai più abitata, di
epoca in epoca nessuno vi si stabilirà più; l’Arabo non vi pianterà più la sua
tenda, né i pastori vi fa ranno più riposare le loro greggi; ma vi riposeranno
le bestie del deserto” (
“Da te non si trarrà
più pietra angolare, né pietre da fondamenta; ma tu sarai una desolazione
perenne” (
Babilonia è stata una
delle più grandi città di tutti i tempi; era circondata da un fossato e da
doppie mura; un fiume scorreva in mezzo alla città e garantiva sufficienti
provviste d’acqua; inoltre dentro le mura c’era terra sufficiente da procurare
cibo. Questa grande città cadde nel
Le profezie riguardanti
i territori e il popolo d’Israele sono le più affascinanti.
I dettagli scritti
tanti secoli fa sono tanto rilevanti oggi da indicare la sovranità di Dio nella
storia.
Dio promise ad Abramo
che i suoi discendenti avrebbero avuto una benedizione speciale, sarebbero
stati innalzati tra le nazioni e i nemici dei Giudei sarebbero stati umiliati
(Genesi 12:1-3; Deuteronomio 26:19; 33:29;
Geremia 30:16; e
molti altri).
In molte nazioni il
coinvolgimento dei giudei nelle cariche più importanti in ogni ambito della
vita sociale ha ricordato al mondo le parole dell’epoca antica. Alcuni
addirittura hanno visto nella divisione della Germania in est e ovest e nella
mancanza di unità delle forze arabe un compimento delle profezie a proposito
dei nemici degli ebrei che sarebbero stati umiliati.
D’altra parte, Dio
avverte gli israeliti che Egli avrebbe devastato la loro terra, che li avrebbe
dispersi tra le nazioni, che avrebbe sfoderato la spada contro di loro
(Levitico 26:31-33) e che l’unico scopo dei loro avversari sarebbe stato il
loro annientato (Salmo 83:4). Il massacro che gli ebrei hanno subito e le
deportazioni in ogni nazione della terra sono ben conosciuti. Questa immagine
di Dio che abbandona Israele non è tuttavia l’unica: verso gli ultimi tempi ci
sarà un gran ritorno nella terra di Israele (Ezechiele 38, 39), il suolo sarà
nuovamente fecondo (Isaia 35:1-3;
51:3) e gli ebrei non saranno
più sradicati dalla terra di cui hanno avuto il possesso (Amos 9:14,15). Le
scritture mostrano un ritorno ad Israele da tutte le parti del mondo e
particolarmente significativo sarà il ritorno degli ebrei “dalle nazioni del nord”:
“Perciò ecco, i giorni vengono”, dice il SIGNORE “in cui non si dirà più: «Per
la vita del SIGNORE che condusse i figli d’Israele fuori dal paese d’Egitto»
ma: «Per la vita del SIGNORE che ha condotto i figli d’Israele fuori dal paese
di settentrione e da tutti gli altri paesi nei quali li aveva scacciati lo li
ricondurrò nel loro paese che avevo dato ai loro padri»” (Geremia
16:14-15).
Riguardo alla città di
Gerusalemme il nostro Signore disse: “Gerusalemme
sarà calpestata dai popoli finché i tempi delle nazioni siano compiuti”
(Luca 21:24).
Gerusalemme è stata una
città di battaglia: è stata conquistata da diverse nazioni più di venti volte e
poiché ora è in mano agli ebrei alcuni pensano che la seconda venuta di Cristo
sia vicina.
Questi sono solo alcuni
esempi delle profezie della Bibbia.
Come possono essersi
realizzate in modo così preciso?
Nessuno può provare che
siano state scritte dopo l’accadere degli eventi, per molte di esse, invece, ci
sono prove evidenti che siano state registrate molto tempo prima.
Ancora più sorprendenti
sono le profezie che riguardano Cristo. Il Vecchio Testamento contiene più di
trecento riferimenti al Messia promesso (l’Unto) e molti di questi Cristo li
attribuì a Se stesso.
Gli ebrei che odiavano
Gesù cercarono di screditare in ogni modo le Sue parole e le Sue azioni, ma non
sono state registrate le argomentazioni che vennero usate per smentire i Suoi
riferimenti al Vecchio Testamento, in quanto i nemici erano ben a conoscenza
dell’esistenza delle profezie!
Nonostante questo alcuni affermarono che le profezie riguardanti Cristo furono aggiunte successivamente alla Sua venuta, ma quest’idea non è più stata accettata dai critici della Bibbia dal momento in cui sono stati ritrovati un numero così ampio di manoscritti che ne dimostrano l’infondatezza. Particolarmente famose sono state le recenti scoperte dei Rotoli del Mar Morto che contengono porzioni di profezie dal libro di Daniele ed una edizione completa di Isaia, il libro più conosciuto del Vecchio Testamento in merito alle profezie riguardanti il Messia.
Lo scetticismo che provocò questa scoperta costrinse questi ritrovamenti ai più rigorosi esami.
E il risultato fu che la loro autenticità è ben provata.
W. F. Albright datò queste ultime
scoperte attorno il
Per facilitare il confronto
abbiamo affiancato le profezie del Vecchio Testamento con gli adempimenti
registrati nel Nuovo Testamento: le date approssimative delle profezie sono
messe tra parentesi e l’adempimento è avvenuto tra il
Alcuni suggeriscono che Cristo deliberatamente cercò d’adempiere queste profezie in modo da poter attribuire a Se stesso il titolo di Messia, tuttavia molte di queste sono casuali, quindi Cristo non ne avrebbe avuto il controllo se non fosse stato Dio.
Un profeta sorse poco
prima dell’inizio del ministero di Gesù.
Questo profeta
indirizzava le persone a Gesù.
|
PROFEZIA |
COMPIMENTO |
|
“Ecco Io vi mando il Mio
messaggero, che spianerà la via davanti a Me e subito il Signore, che voi
cercate, l’Angelo del patto, che voi desiderate entrerà nel Suo tempio. Ecco
Egli viene” Malachia
3:1 ( |
Venne Giovanni il
battista nel deserto predicando un battesimo di ravvedimento per il perdono
dei peccati. Marco
1:4 |
|
La voce di uno che
grida: “Preparate nel deserto la via del SIGNORE, appianate nei luoghi aridi
una strada per il nostro Dio” Isaia
40:3 |
Ora il popolo era in
attesa e tutti si domandarono in cuor loro se Giovanni fosse il Cristo.
Giovanni rispose, dicendo a tutti: “Io vi battezzo con acqua; ma viene Colui
che è più forte di me... “ Luca
3:15-16 |
Il Messia doveva nascer e da una vergine.
|
PROFEZIA |
COMPIMENTO |
|
Perciò il Signore stesso vi darà un segno: Ecco la vergine concepirà, partorirà un figlio e lo chiamerà Emmanuele. Isaia 7:14 ( (Alcune domande sono sorte come ad esempio se la parola “almah” dovrebbe essere tradotta con “vergine” o “giovane donna”. “Vergine” è stata preferita per: · Gli altri usi di “almah” nel Vecchio Testamento hanno questo significato; · Il contesto lo favorisce; ·
· Matteo, nel Nuovo Testamento, usa il termine greco “vergine”). |
Al sesto mese l’angelo
Gabriele fu mandato da Dio in una città di Galilea, chiamata Nazaret a una
vergine fidanzata ad un uomo chiamato Giuseppe. ...L’angelo le disse:
“Ecco tu concepirai e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù. Questi
sarà grande e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo...“ ... Maria (Giuseppe) prese con sé sua moglie e non ebbe con lei rapporti coniugali finché ella non ebbe partorito un figlio; e gli pose nome Gesù. Matteo 1:23 |
Il Messia promesso doveva nascere in una piccola città chiamata Betlemme di Giudea.
|
PROFEZIA |
COMPIMENTO |
|
“Ma da te, o Betlemme, Efrata, piccola per essere tra le migliaia di Giuda, da
te mi uscirà Colui che sarà dominatore di Israele, le cui origini risalgono
ai tempi antichi, ai giorni eterni” Michea 5:1 |
In quel tempo uscì un
decreto da parte di Cesare Augusto, che ordinava il censimento di tutto
l’impero... Tutti andarono a farsi registrare, ciascuno alla sua
città. Giuseppe salì in Giudea, alla città di Davide chiamata Betlemme,
perché era della casa e della famiglia di Davide, per farsi registrare con
Maria sua sposa che era incinta. Mentre erano là si compì per lei il tempo
del parto; ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito...” Luca 2:1, 3-7 |
Il Messia doveva essere
come Mosè.
|
PROFEZIA |
COMPIMENTO |
|
Per te il SIGNORE, il
tuo Dio, farà sorgere in mezzo a te, fra i tuoi fratelli, un profeta come me;
a Lui darete ascolto! Deuteronomio
18:18 ( |
(Questa profezia è
spiegata in Atti 3:22 e 7:37. I cristiani hanno notato numerose somiglianze
tra Mosè e Cristo. Entrambi erano discendenti di Abrahamo, sfuggirono alla
morte ancora piccolissimi digiunarono quaranta giorni... fecero miracoli
funsero da mediatori per degli uomini peccatori, istituirono un cerimoniale
che continua ancor oggi: la pasqua ebraica e la cena del Signore, la prima
ombra di una realtà successiva). |
Il Messia doveva esser un discendente di Davide ed il Suo Regno doveva durare per sempre.
|
PROFEZIA |
COMPIMENTO |
|
…per dare incremento
all’impero e una pace senza fine al trono di Davide e al suo regno, per
stabilirlo fermamente e sostenerlo mediante il diritto e la giustizia, da ora
e per sempre...
2
Samuele 7:16 ( |
L’angelo le disse: “.. Questi sarà
grande e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo, e il Signore Dio gli darà il
trono di Davide, suo padre. Egli sulla casa di Giacobbe in eterno, e il Suo Regno
non avrà mai fine”. Luca
1:30-32 |
Il Re doveva entrare in Gerusalemme in groppa ad un asino.
|
PROFEZIA |
COMPIMENTO |
|
Esulta grandemente, o
figlia di Sion, manda gridi di gioia, o figlia di Gerusalemme; ecco, il tuo Re
viene a te; Egli è giusto e vittorioso, umile in groppa ad un asino, sopra un
puledro, piccolo dell’asina. |
I discepoli andarono
e fecero come Gesù aveva loro ordinato, condussero l’asina e il puledro, vi
misero sopra i loro mantelli e Gesù vi si pose a sedere. La maggior parte
delle folle stese i mantelli sulle via; altri tagliavano dei rami dagli
alberi e li stendevano sulla via. Le folle che precedevano e quelle che
seguivano dicevano: “Osanna al Figlio di Davide! Benedetto Colui che viene
nel Nome del Signore! Osanna nei luoghi altissimi! Matteo
21:6-9 |
Il Messia sarebbe stato
tradito per trenta pezzi d’argento. I soldi sarebbero stati dati ad un vasaio
nella casa del Signore.
|
PROFEZIA |
COMPIMENTO |
|
Anche l’amico con il quale
vivevo in pace, in cui avevo fiducia, e che mangiava il mio pane, si è
schierato contro di me. Salmo 41:9 ( |
Allora uno dei dodici; che
si chiamava Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti; e disse loro “Che
cosa siete disposti a darmi se io ve lo …ecco arrivare Giuda, uno
dei dodici ed insieme a lui una gran folle con spade e bastoni; da parte dei
capi sacerdoti e degli anziani del popolo. Colui che lo tradiva aveva dato
loro un segnale dicendo: “quello che bacerò è lui prendetelo” E in
quell’istante, avvicinatosi a Gesù gli
disse “Ti saluto, Maestro!” e gli diede un lungo bacio. Ma Gesù gli disse: “Amico
che cosa sei venuto a fare?” Allora Giuda.., vedendo che
Gesù era stato condannato, si penti e riportò i trenta siculi d’argento ai
capi sacerdoti e agli anziani dicendo: “Ho peccato, consegnandovi sangue
innocente” Ma essi dissero: “Che c’importa? Pensaci tu”. Ed egli buttati i
siculi nel tempio, si allontanò e andò ad impiccarsi. Ma i capi dei sacerdoti
presi quei sicli dissero: |
Il Messia sarebbe stato
picchiato e tutti i Suoi seguaci Lo avrebbero abbandonato.
|
PROFEZIA |
COMPIMENTO |
|
“Insorgi o spada, contro il mio pastore, contro l’uomo che mi è compagno!” dice il Signore degli eserciti. “Colpisci il pastore e siano disperse le pecore!” Zaccaria 13:7 ( |
(subito dopo il suo arresto
Gesù disse) “Voi siete usciti con spade e bastoni, come contro ad un
brigante, per prendermi. Ogni giorno sedevo nel tempio ad insegnare e voi non
mi avete preso; ma tutto questo è avvenuto affinché si adempissero le Scritture
dei profeti”. Allora tutti i discepoli l’abbandonarono e fuggirono. Matteo 26:55-56 |
La faccia e il corpo del Messia sarebbero stati così mutilati che avrebbe difficilmente somigliato ad un uomo.
|
PROFEZIA |
COMPIMENTO |
|
Come molti vedendolo, sono rimasti sbigottiti (tanto era disfatto il suo sembiante al punto di non sembrare più un figlio d’uomo),... Isaia 52:14 ( |
Allora gli sputarono in viso
e gli diedero dei pugni e altri Lo schiaffeggiarono... Intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra e inginocchiatisi davanti a Lui; lo schernivano, dicendo: “Salve, re dei giudei!” Matteo 26:67; 27:29-30 |
Il Messia doveva essere conosciuto in tutto il mondo.
|
PROFEZIA |
COMPIMENTO |
|
così molte saranno le nazioni di cui Egli desterà l’ammirazione; i re chiuderanno la bocca davanti a Lui, poiché vedranno quello che non era loro mai stato narrato, apprenderanno quello che non avevano udito. Isaia 52:
15 ( |
(In tutte le nazioni del mondo si trovano seguaci del Messia, Gesù. Anche dei sovrani hanno
riconosciuto Comunque questo passo si riferisce principalmente al futuro quando Cristo ritornerà sulla terra in gloria). |
I messaggeri di Dio avrebbero proclamato il Messia, ma pochi avrebbero creduto.
|
PROFEZIA |
COMPIMENTO |
|
Chi ha creduto a quello che
gli abbiamo annunciato? A chi è stato rivelato il braccio di Dio? Isaia 53:1 ( |
Sebbene avesse fatto tanti
segni miracolosi in loro presenza, non rendevano in Lui; affinché si
adempisse la parola del profeta Isaia... Giovanni 12 :37-38 |
Né la città di provenienza né l’apparenza del Messia avrebbero attratto gli uomini a Lui.
|
PROFEZIA |
COMPIMENTO |
|
Egli è cresciuto
davanti a Lui come una pianticella, come una radice che esce da un arido
suolo; non aveva forma né bellezza da attirare i nostri sguardi; né aspetto
tale da piacerci Isaia 53:2 |
Natanaele gli disse: “Può
forse venir qualcosa di buono da Nazaret?” (Gesù visse a Nazaret) Giovani 1:46 |
Il Messia avrebbe sofferto per l’uomo e sarebbe stato da questi rigettato.
|
PROFEZIA |
COMPIMENTO |
|
Disprezzato e abbandonato
dagli uomini, uomo di dolore familiare con le sofferenze, pari a Colui
davanti al quale, ciascuno si nasconde la faccia, era spregiato e noi non ne
facemmo stima alcuna. Tuttavia erano le nostre malattie che Egli portava,
erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato; ma noi Lo ritenemmo
colpito, percosso da Dio e umiliato!, Isaia 53:3-4 ( |
(Vedi i numeri 8 e 9 per i
versetti che mostrano l’abuso a cui fu sottoposto) Poi venuta sera, gli
presentarono molti indemoniati; ed Egli con la parola, scacciò gli spiriti e
guarì tutti i malati affinché si adempisse quel che fu detto per bocca del
profeta Isaia: “Egli ha preso su di Sé le nostre infermità e ha portato le
nostre malattie” Matteo 8:16-17 |
Il Messia avrebbe
pagato il prezzo del peccato dell’uomo attraverso le Sue sofferenze.
|
PROFEZIA |
COMPIMENTO |
|
Egli è stato trafitto a
causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il
castigo, per cui abbiamo pace è caduto su di Lui e mediante le Sue lividure
noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo smarriti come pecore, ognuno di
noi seguiva la propria via; ma il SIGNORE ha fatto ricadere su di Lui
l’iniquità di noi tutti. Isaia 53:5-6
( |
... Cristo morì
per i nostri peccati, secondo le scritture. 1
Corinzi 13:3 ...Egli ha portato i nostri
peccati nel Suo corpo, sul legno della croce, affinché morti al peccato, vivessimo
per la giustizia, e mediante le Sue lividure siete stati guariti. Poiché
eravate erranti come pecore, ma ora siete tornati al pastore e guardiano
delle vostre anime. 1 Pietro 2:24, 25 |
Il Messia sarebbe stato
perseguitato e alla fine ucciso come martire, e ciò nonostante avrebbe
affrontato tutto con calma e senza cercare di giustificare Se stesso.
|
PROFEZIA |
COMPIMENTO |
|
Maltrattato, si
lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come l’agnello condotto al mattatoio,
come la pecora muta davanti a chi la tosa, Egli non aprì la bocca. Dopo
l’arresto e la condanna fu tolto di mezzo; e tra quelli della Sua generazione
chi rifletté che Egli era strappato dalla terra dei viventi e colpito a causa
dei peccati del Mio popolo? Isaia
53:7-8 ( |
Ed ecco, uno di
quelli che erano con Lui, stesa la mano, prese la spada, la sfoderò e colpito
il servo del sommo sacerdote, gli recise l’orecchio. Allora Gesù gli disse:
“Riponi la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada,
periranno di spada. Credi forse che Io non potrei pregare il Padre Mio che mi
manderebbe in questo istante più di dodici legioni d’angeli? Come dunque si
adempirebbero le Scritture, secondo le quali bisogna che così avvenga?” Matteo
26:51-54 E il Sommo sacerdote
alzatosi in piedi gli disse: “Non rispondi nulla? Non senti quello che
testimoniano costoro contro di Te?” Ma Gesù taceva… E accusato dai capi
dei sacerdoti e dagli anziani, non rispose nulla. Allora Pilato gli disse:
“Non senti quante cose testimoniano contro di Te?” Ma Egli non rispose
neppure una parola; e il governatore se ne meravigliava molto. Matteo
26:62, 63; 27:12-14 |
Il Messia sarebbe stato senza
peccato eppure
|
PROFEZIA |
COMPIMENTO |
|
Gli avevano assegnato
la sepoltura fra gli empi, ma nella Sua morte, Egli è stato con il ricco,
perché non aveva commesso violenze né c’era stato inganno nella Sua bocca. (Generalmente il
corpo avrebbe dovuto essere messo in una fossa comune con altri “criminali”. Ma Dio aveva altri piani,
e così fu sepolto nella tomba di un ricco signore. Il Messia doveva morire
sebbene fosse innocente e non avesse commesso alcuna violenza o azione
sbagliata). Isaia
53:9 ( |
Allora furono
crocifissi con Lui due ladroni, uno a destra e l’altro a sinistra. Fattosi sera, venne
un uomo ricco di Arimatea, chiamato Giuseppe, il
quale era diventato anche lui discepolo di Gesù. Questi presentandosi a
Pilato, chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato comandò che il corpo gli fosse
dato. Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito, e lo depose
nella propria tomba nuova... Matteo
27:38, 57-60 Egli non commise
peccato e nella Sua bocca non si è trovato inganno. 2 Pietro 2:22 |
Le sofferenze e la
morte del Messia avrebbero fatto parte del piano di Dio.
|
PROFEZIA |
COMPIMENTO |
|
Ma il SIGNORE ha voluto
stroncano con i patimenti. Dopo aver dato Isaia 53:10 ( |
. . . quest’uomo (Gesù), quando vi fu dato nelle mani
per il determinato consiglio e la prescienza di Dio, voi, per mano di iniqui,
inchiodandolo sulla croce, Lo uccideste.
|
Le sofferenze del Messia, espressione del peccato del genere umano, avrebbero soddisfatto la giustizia di Dio per la punizione del peccato.
|
PROFEZIA |
COMPIMENTO |
|
Egli vedrà il frutto del Suo
tormento interiore, e ne sarà saziato; per Isaia 53:11 ( |
Vi sia dunque noto,
fratelli, che per mezzo di Lui vi è annunciato il perdono dei peccati; e, per
mezzo di Lui, chiunque crede è giustificato di tutte le cose, delle quali voi
non avete potuto
|
Il Messia sarebbe morto tra i malfattori e avrebbe interceduto per i peccatori.
|
PROFEZIA |
COMPIMENTO |
|
Perciò Io gli darò Isaia 53:12 ( |
E con Lui crocifissero due
ladroni uno alla Sua destra e uno alla “Egli è stato condannato coi
malfattori”. Gesù diceva: “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno” Luca 22:37; 23:34 |
Dio nella Sua Santità avrebbe abbandonato il Messia, quando si sarebbe fatto carico dei peccati del genere umano
|
PROFEZIA |
COMPIMENTO |
|
Dio Mio, Dio Mio,
perché Mi hai abbandonato? Te ne stai lontano senza soccorrermi senza dare
ascolto alle parole del Mio gemito! Dio mio, Io grido di giorno, ma Tu non
rispondi e anche di notte, senza interruzione. Eppure Tu Sei il Santo... |
... Gesù gridò a gran voce: “..
Dio Mio, Dio Mio, perché Mi ha abbandonato?” Matteo 27:46 |
Il Messia sarebbe stato ridicolizzato e preso in giro dalla gente.
|
PROFEZIA |
COMPIMENTO |
|
Ma Io sono un verme e non un uomo, l’infamia degli
uomini, il disprezzato al popolo. Chiunque mi vede si fa d beffe di Me;
allunga il labbro, scuote il capo dicendo: “Egli si affida al SIGNORE; Lo
liberi dunque; Lo salvi, poiché lo gradisce”. (Salmo 22:6-8 |
E quelli che passavano di
là, lo ingiuriavano, scuotendo il capo e dicendo: “Tu che distruggi il tempio
e in tre giorni lo ricostruisci, salva Te stesso se Tu sei Figlio di Dio, e
scendi giù dalla croce!” Così pure, i capi dei sacerdoti con gli scribi e gli
anziani, beffandosi, dicevano: “Ha salvato altri non può salvare Se stesso!
Se Lui è il re d’Israele, scenda ora giù dalla croce e noi crederemmo in Lui!
Si e confidato in Dio, Lo liberi ora se Egli lo gradisce, poiché ha detto: “Son Figlio di Dio” E nello stesso modo Lo insultavano
anche i banditi che erano con Lui. Matteo 27:39-44 |
Il Messia doveva essere
crocifisso. I Suoi esecutori avrebbero tirato a sorte per i Suoi indumenti.
|
PROFEZIA |
COMPIMENTO |
|
Io sono come acqua
che si sparge, e tutte le Mie ossa sono slogate; il Mio cuore è come cera, si
scioglie in mezzo alle Mie viscere. Il mio vigore s’inaridisce come terra
cotta, e la lingua mi si attacca al palato; Tu mi hai posto nella polvere
della morte, Poiché cani mi hanno circondato; una folla di malfattori mi ha
attorniato; m’hanno forato le mani e i piedi. Posso contare tutte le Mie
ossa. Essi mi guardano e mi osservano: spartiscono fra loro le Mie vesti e
tirano a sorte Salmo
22:14-18 ( |
(La morte per
crocifissione è descritta in questi versetti. Le ossa escono dalle loro
giunture; il sudore è abbondante;
il cuore afflitto; la forza esaurita; la sete intensa; le mani e i piedi sono
forati e la vittima è fatta
spettacolo per coloro che osservano) I soldati dunque, quando
ebbero crocifisso Gesù presero le Sue vesti e ne fecero quattro parti una
parte per ciascun soldato. Presero anche la tunica, che era senza cinture,
tessuta per intero dall’alto in basso. Dissero allora tra loro: “Non
stracciamola ma tiriamo a sorte a chi tocchi” Giovanni 19:24 |
Le Sue ossa non sarebbero state rotte, ma sarebbe stato trafitto.
|
PROFEZIA |
COMPIMENTO |
|
Egli preserva tutte
le Sue ossa; non se ne spezza neanche uno.
…essi guarderanno a Me come Colui
che hanno trafitto, e ne faranno cordoglio come si fa cordoglio per un figlio
unico, e lo piangeranno amaramente come si piange amaramente un primogenito. Zaccaria
12:10 ( |
.. .ma giunti a Gesù, Lo
videro già morto, e non gli spezzarono le gambe ma uno dei soldati gli forò
il costato con una lancia... Giovanni 19:33-36 |
Gli sarebbe stata offerta una bevanda amara.
|
PROFEZIA |
COMPIMENTO |
|
Hanno messo fiele nel
Mio cibo, e mi hanno dato da bere aceto per dissetarmi. Salmo 69:21 ( |
. . .gli diedero da bere del
vino mescolato con fiele... Matteo 27:34 |
Il Messia sarebbe risorto dalla morte e sarebbe stato visto dai Suoi fratelli.
|
PROFEZIA |
COMPIMENTO |
|
Io annunzierò il Tuo Nome
ai Miei fratelli; Ti loderò in mezzo all’assemblea. (Il Messia stava lodando
Dio tra credenti e ciò sarebbe successo solo dopo la scena della morte
descritta nei versetti precedenti dello stesso salmo. Come sarebbe stato
possibile se non fosse resuscitato?) Salmo
22:22 Perciò il Mio cuore
rallegra, l’anima Mia esulta; anche Salmo
16:9-11 ( (Il “Tuo Santo” ovviamente si riferisce a Dio, perché nessuno è santo se non Lui. Il Santo visita il soggiorno dei morti, ma il Suo corpo non rimane morto abbastanza a lungo. Sperimenta di nuovo la vita. Prende piacere nella mano destra di Dio; che è in cielo). |
“... Fratelli si può ben
dire liberamente riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto; e
la sua tomba è ancora al giorno d’oggi tra di noi. Egli dunque essendo
profeta e sapendo Atti 2:29- |
Il salmo 110 è una
profezia spesso ripresa nel Nuovo Testamento e uno sguardo attento alle parole
in ebraico usate nel primo e nel quinto versetto rivelano che Dio è alla destra
di Dio.
Si potrebbero tradurre
così questi versetti: Dio ha detto al mio
Signore (il termine ebraico non indica se “Signore” si riferisca a
Dio o ad una persona umana), “Siedi alla
Mia destra finché abbia fatto dei Tuoi nemici lo sgabello dei Tuoi piedi”. Dio
è alla tua destra.
Il quinto versetto poi
chiarisce se il termine “Signore” si
riferisca a Dio o ad una persona umana e per i trinitari il versetto
rappresenta una bellissima sorpresa; per gli ebrei unitari che credono
nell’ispirazione di Davide è invece un po’ sconcertante.
“Essendo i farisei
riuniti, Gesù li interrogò, dicendo: «Che cosa pensate del Cristo? Di chi è
figlio?» Essi gli risposero: ‘Di «Davide». Ed Egli a loro: «Come mai dunque
Davide, ispirato dallo Spirito, lo chiama Signore, dicendo: “Il Signore ha
detto al mio Signore: siedi alla mia destra finché io abbia messo i tuoi nemici
sotto i tuoi piedi?” Se dunque Davide lo chiama Signore, come può essere suo
figlio?» E nessuno poteva replicargli parola; da quel giorno nessuno ardì più
interrogarlo”.
Una delle profezie più
curiose sul Messia si trova nel libro di Daniele:
“Settanta settimane sono state fissate riguardo al Tuo popolo e alla Tua
santa città, per far cessare la perversità, per mettere fine al peccato, per
espiare l’iniquità e stabilire una giustizia eterna, per sigillare visione e
profezia e per ungere il luogo santissimo. Sappi dunque e comprendi bene: dal
momento in cui è uscito l’ordine di restaurare e ricostruire Gerusalemme fino
all’apparire di un unto, di un capo, ci saranno sette settimane; e in
sessantadue settimane essa sarà restaurata e ricostruita, piazze e mura, ma in
tempi angosciosi. Dopo le sessantadue settimane un unto sarà soppresso, nessuno
sarà per lui. Il popolo d’un capo che verrà, distruggerà la città e il
santuario, la sua fine verrà come un’inondazione ed è decretato che vi saranno
devastazioni sino alla fine della guerra. L’invasore stabilirà un patto con
molti, per una settimana; in mezzo alla settimana farà cessare il sacrificio e
l’offerta; sulle ali delle abominazioni verrà un devastatore. Il devastatore
commetterà le cose più abominevoli, finché la completa distruzione, che è
decretata, non piombi sul devastatore” (Daniele 9:24-27 - V sec. a.C.).
“Settimana” in ebraico significa “sette” e qui è generalmente interpretata con un periodo di sette
anni. Così il profeta afferma che “in
sette settimane e sessantadue settimane” o quattrocentottantatre anni il
Messia sarebbe venuto per espiare il peccato.
Il dottor Hugh Schonfield ricorda che i
giudei contemporanei di Cristo stavano aspettando
Sir Robert
Anderson, nel suo libro sulla profezia, afferma che
questo passo riguarda il giorno dell’ingresso in Gerusalemme sull’asino!
Gli studiosi hanno
opinioni contrastanti su quello che doveva succedere quel giorno, ma la storia
offre prove sufficienti per dimostrare che Gesù Cristo stava compiendo quello
che Daniele aveva profetizzato quattrocento anni prima.
In che modo questi
profeti potevano sapere anche i minimi dettagli su quest’uomo centinaia di anni
prima della Sua nascita?
Come, a meno che Dio
non abbia loro rivelato tale conoscenza?
Alcuni sostengono che
Dio diede loro alcune informazioni e che poi essi le intessero
con le loro proprie dottrine.
Queste obiezioni
presumono che Dio dia le Sue rivelazioni a chiunque e che assista i profeti che
illudono il mondo.
Al contrario, gli
uomini cui Dio rivelò queste verità erano evidentemente uomini devoti e ciò è
testimoniato dai loro scritti. Se devoti, dovevano anche essere onesti e degni
di fiducia, certamente non il tipo di persone “che avrebbero messo le loro proprie parole, nella bocca di Dio”.
I profeti avevano
grande riverenza per le Scritture e aggiungere qualcosa che non veniva da Dio
sarebbe stato la cosa più blasfema che si possa immaginare.
Inoltre gli insegnamenti di Cristo erano inseparabilmente intrecciati nelle
profezie così da diventare una parte vitale di esse.
Molte volte il profeta
stesso non sapeva neppure a proposito di cosa stesse profetizzando. Scriveva
guidato dallo Spirito Santo.
Lungo tutta
Nessuno scrittore
contraddice l’altro o i fatti della storia.
Ad una persona dalla
mente aperta la conclusione è inequivocabile: queste profezie provengono da
Dio, e quello che annunciarono deve essere vero.
Queste profezie
affermano che l’Uomo che doveva venire doveva essere Dio stesso!
“La vergine sarà
incinta e partorirà un figlio al quale sarà posto nome Emmanuele, che tradotto
vuoi dire ‘Dio con noi “Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato,
e il dominio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile,
Dio potente, Padre eterno, Principe della pace”. “Ma da te, o Betlemme, Efrata, piccola per essere tra le migliaia di Giuda, da te
uscirà Colui che sarà dominatore in Israele, le cui origini risalgono ai tempi
antichi ai giorni eterni”.
IL CASO CONTRO IL
CRISTIANESIMO
Dal momento che ci sono
così tante prove sulla veridicità delle affermazioni di Gesù Cristo, sorge
spontanea una domanda: “Perché tutti
coloro che hanno preso in considerazione Cristo, non Lo hanno accettato come
loro Signore?”
Alla base della
questione non c’è un problema di intelletto, ma di volontà.
In una occasione Cristo
disse: “Se qualcuno vuole fare la volontà di Dio, saprà se il Mio
insegnamento è da Dio o se parlo semplicemente di Mio”.
Per molte persone il
Cristianesimo rappresenta una sfida scoraggiante, perché rivela chiaramente il
prezzo del discepolato e, nonostante questo, la
necessità di perseverare in ciò che è giusto.
Rimproverando i farisei
presuntuosi, Cristo disse: “Come potete credere, voi che prendete gloria gli
uni dagli altri e non cercate la gloria che viene da Dio?”.
Tutti coloro che non
vogliono credere che Cristo sia il Signore, possono trovare degli argomenti a
sostegno della loro posizione, ma alcuni di questi possiamo considerarli “non definitivi”, perché non sono
dimostrabili, ma dipendono dall‘opinione personale di ognuno.
Eccone alcuni dei più comuni:
1. La teoria della trinità è contraria alla ragione umana. Una delle principali
ragioni per cui la dottrina della trinità trova obiezioni, è che Dio viene
automaticamente immaginato dotato di un centro di coscienza. Il numero dei
centri di coscienza che Dio possiede non è qualcosa su cui si possa ragionare
logicamente, una persona può affermare l’esistenza di un solo centro; un’altra
può riconoscerne milioni. Il Dottor Nathan Wood, in un libro molto interessante, The secret of the universe, mostra le similitudini tra il concetto di
Trinità e l’universo fisico. Per prima cosa fa una lista di quello che
·
Assoluta tri-unità. Ogni persona della Trinità è distinta dalle altre, così che
le tre Persone non possono essere la stessa e nessuna Persona può esistere
indipendentemente dalle altre.
·
Assoluta unità. La Bibbia non contiene
dirette dichiarazioni fatte sulla Trinità, ma rappresenta ogni Persona come
l’Unico Dio.
·
Tre modi di essere. Le tre Persone non sono
singole manifestazioni o modi di agire, ma Dio è tutte e tre le cose. Il
Padre è una fonte invisibile; il Figlio è l’incarnazione visibile
del Padre, di Dio e di Colui che agisce; lo Spirito invisibile procede
dal Padre attraverso il Figlio e rivela il Padre.
Tre centri di coscienza in un Essere.
Il concetto di SPAZIO è uno degli esempi principali che
può chiarirci le idee:
·
Assoluta tri-unità. Lo spazio è composto da altezza, lunghezza e profondità,
assolutamente distinte l’una dall’altra.
Anche il TEMPO può avere delle somiglianze:
·
Assoluta tri-unità. Il tempo esiste come passato, presente e futuro. Nessuno
dei tre può esistere senza gli altri due, e il tempo non può esistere senza
questi tre “elementi”. Se non ci
fosse il passato, il tempo non sarebbe esistito sino a questo momento, e presto
questo momento non esisterebbe più.
·
Assoluta unicità. Tutto il tempo è, o è
stato, futuro. Tutto il tempo è, o è stato, presente. Tutto il tempo è, o è
stato, passato. Perciò l’uno include l’altro.
Tre modi di essere.
Passato, presente, e futuro sono la natura essenziale del
tempo, non quello che il tempo fa.
Il tempo viene dal futuro e scivola nel passato; il
futuro è la fonte invisibile, che si concretizza continuamente nel
presente, agendo e rivelando se stesso attraverso il presente. Nel presente il
tempo si unisce alla vita dell’uomo. Il passato viene dal presente, ma
non coincide col presente, sebbene lo influenzi invisibilmente.
Affermare che Dio non ha tre centri di coscienza è asserire che si hanno prove
sostanziali del contrario. Dal momento che Dio è infinitamente al di là
dell’ambito dell’esperienza umana, l’uomo può solo azzardare delle supposizioni
o accettare la rivelazione data da Dio.
Pochi anni fa gli uomini che parlavano di comunicazione
diretta a distanza di centinaia di chilometri erano considerati visionari. Tale
evento era completamente estraneo all’esperienza umana e la maggior parte delle
persone non poteva nemmeno concepirlo mentalmente, sino a che gli scienziati
perfezionarono le invenzioni che resero tale possibilità una realtà quotidiana.
Edison, una volta, fece notare che noi non sappiamo nemmeno un milionesimo
dell’uno per cento di niente.
“…dalla fotosintesi della foglia, al battito del cuore,
tutta la natura ci stupisce con i suoi sorprendenti misteri. Ora, se la scienza
ammette che l’elettrone, la base di tutta la natura, è una questione
complessa... cosa può essere
”…tutta la realtà è oscura. La presenza del mistero nella Bibbia è una prova prima facie che sta cercando di capire la realtà, invece di evitarla”.
Ammettendo che
Tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo c’è sempre
stata una comunicazione eterna (Genesi 1:26, 27; Giovanni 1:1) e un amore
eterno (Giovanni 17:,24); quindi questi valori sono eterni e reali, non
semplici illusioni o fasi transitorie e sono sempre esistiti perché hanno le
radici in ciò che Dio è. E’ l’essenza del Dio trino che rende l’identità
personale e l’esistenza umana coi suoi valori morali, l’amore e la
comunicazione, una realtà e non un’illusione.
2. Dal momento che è Dio che ci ha fatto, è responsabile per il male e le sofferenze del mondo. Il problema del male è stato discusso nel corso dei secoli dai filosofi e il cristiano trova la risposta nell’essenza stessa dell’uomo. Dio creò un uomo vero, con una personalità vera e gli diede un significato vero: l’uomo poteva scegliere di fare il bene o il male, di dare gioia o dispiaceri e sofferenze agli altri. Quest’uomo scelse di opporsi a Dio: deliberatamente si ribellò alla Persona di Dio e al Suo ruolo nell’universo, come creatura di fronte al suo Creatore. L’uomo volle essere come Dio e avendo un significato, non causò, con il suo operato, solo un semplice cambiamento nelle cose, ma divenne colpevole di fronte al Dio santo ed infinito che lo aveva creato.
Creare un individuo che non si sarebbe ribellato, avrebbe significato plasmano senza libertà di scegliere di amare o odiare, di agire bene o male e l’uomo sarebbe stato ridotto ad una cosa esclusivamente materiale.
L’amore sincero non può esistere senza la possibilità di non amare.
Quando un uomo parla d’amore non pensa per prima cosa ad un semplice processo chimico che sta premendo sul suo essere attraverso un universo puramente meccanico; pensa piuttosto ad una situazione in cui è coinvolta la libera scelta, crede di avere la scelta di amare o di non amare.
Una persona
che sperimenta una relazione significativa con Dio e coi suoi simili, deve
essere libero e quindi avere anche la possibilità di causare sofferenza;
chiedere perciò che le sofferenze siano escluse, renderebbero privo di senso
tutto ciò che è significativo. Se Dio avesse programmato o determinato l’uomo
per non peccare, egli sarebbe stato solo questo, qualcosa di programmato, una
macchina.
L’uomo scelse liberamente il male e, quando si ribellò a Dio, subì la
conseguenza del suo errore.
La giustizia di Dio è assoluta: non ci sono compromessi e l’uomo peccatore non può più avere comunione col Dio santo. Ma Dio non è solo totalmente giusto, è anche perfetto nell’amore e nella pietà e poiché ama l’uomo e vuole avere comunione con lui, ha provveduto un modo per riprendersi tutti coloro che “depongono le loro braccia” e cessano la loro ribellione.
3. L’inferno è inconcepibile con il concetto del Dio amorevole.
Questa è un’obiezione difficile da discutere.
Le risposte semplici, a volte, sono ben accolte dalle persone che ragionano.
Di nuovo, comunque, molte delle risposte riposano sulla natura dell’uomo.
L’incredulo
oggi pensa all’uomo come ad un essere indeterminato e perciò appare ingiusto e
orribile condannare qualcuno che è semplicemente funzionale al suo ruolo.
La definizione di uomo nella Bibbia tuttavia è molto differente: è un essere ad
immagine di Dio e Dio stesso non interviene nella sua vita a meno che l’uomo
non lo desideri. Dio rispetta sino in fondo la scelta e il significato eterno
che Egli ha messo nella persona.
L’uomo condannato all’inferno riconoscerà questa condanna come una sua decisione.
La scelta di accettare o rifiutare Cristo non è una scelta neutrale, come potrebbe essere l’ingresso in qualche club, è una scelta morale e nei rigettare Cristo ci si ribella a Dio, alla sua società, a noi stessi e al nostro ruolo nell’universo; l’inferno quindi è inteso come luogo di punizione.
«Se il peccato è un male tale che ha richiesto la morte di Cristo per la sua espiazione, non meravigliamoci che l’inferno sia il luogo della nostra miseria eterna”.
4. Lo scopo della morte di Cristo non voleva essere nulla di più che un buon esempio.
Certamente
Cristo morì per essere un esempio, ma lo scopo principale della Sua morte era
qualcosa di ben più profondo che riguardava l’amore di Dio per gli uomini,
In tutti i sistemi ateistici non cristiani, l’uomo raggiunge la comunione con Dio con la perdita della giustizia. In questi casi Dio non è giusto e non c’è morale assoluta nell’universo infatti la giustizia è violata se l’uomo peccatore è in comunione con Dio senza che il suo peccato sia pagato interamente, Il peccato dell’uomo è così grande che può essere scontato solo in uno di questi due modi: o l’uomo soffre per l’eternità, separato da Dio, o il Dio infinito soffre al posto dell’uomo e quest’ultima strada è stata quella scelta da Dio quando visitò il mondo nella Persona di Gesù Cristo e volontariamente offrì il Suo corpo sulla croce.
Con la morte di Gesù Cristo, Dio dona il perdono a tutti gli uomini che riconoscono la loro colpa morale contro il creatore e mettono la loro fede in Cristo e nella Sua opera completa: solo così possono essere perdonati dai loro peccati.
La loro colpa è cancellata e la comunione con Dio ristabilita.
5. E’ ingiusto condannare l’uomo che ha dubbi onesti sul Cristianesimo.
Gesù aveva una risposta per l’uomo che non poteva credere a causa di ostacoli intellettuali. Ad alcuni giudei saccenti Egli disse: “Se uno vuoi fare la volontà di Lui (Dio), conoscerà se questa dottrina è da Dio o se Io parlo di Mio”.
L’uomo che rigetta Cristo quindi non lo fa ad un livello intellettuale.
Sigmund Freud dichiarò che la
volontà ha una forza immensa nello spingere l’uomo a decidere cosa credere: “Gli
studiosi della natura umana e i filosofi ci hanno insegnato a lungo che abbiamo
sbagliato a considerare la nostra intelligenza come una forza indipendente e
nel tralasciare la sua dipendenza dalle emozioni. La nostra intelligenza, ci
dicono, può funzionare solo quando è libera dalle influenze dei forti impulsi
emozionali. D’altra parte agisce principalmente come uno strumento della
volontà e libera la conclusione a cui è giunta la volontà. Perciò dal loro
punto di vista gli argomenti logici sono impotenti contro gli interessi
effettivi, ed è per questo che le ragioni che nell’affermazione di Falstaff sono “piene come more”, producono così poche
vittorie con i conflitti di interessi L’esperienza della psicoanalisi ha, se
possibile, ulteriormente confermato quest’affermazione”.
Allo stesso modo Aldous Huxley
scrisse: “Ho delle ragioni per non volere che il mondo abbia un significato;
presumere che non ne abbia alcuno dà la possibilità, senza alcuna difficoltà,
di trovare delle ragioni soddisfacenti per questa supposizione. Si può
sconfiggere la maggior parte dell’ignoranza e noi non sappiamo perché non
vogliamo sapere. E’ la nostra volontà che decide come e su cosa dobbiamo
applicare la nostra intelligenza”.
Di minor importanza, ma di grande significato, sono i vari argomenti che si
contrappongono alla Bibbia: per un uomo è possibile accettare Gesù Cristo nella
sua vita e godere la vita con Lui pur negando che
1. La Bibbia contiene inesattezze storiche.
Per secoli gli uomini hanno evidenziato l’inesattezza di alcuni avvenimenti o dettagli descritti nella Bibbia: alcuni nomi che vi compaiono non sono conosciuti in altre fonti della storia e a volte appaiono delle contraddizioni tra il racconto biblico e la registrazione storica.
Questa lista di discrepanze apparenti diminuisce gradualmente di pari passo con l’aumentare dei ritrovamenti archeologici che rivelano l’autenticità del resoconto biblico. Un esempio interessante è la serie di eventi descritti al capitolo 5 del libro di Daniele.
Ecco brevemente la storia: il re di Babilonia, Baldassar, figlio di Nabucodonosor, fece una grande festa, ma nel momento di massima gaiezza apparve un dito che scrisse sul muro. Il re terrorizzato si rivolse a Daniele per farsi interpretare la scritta e egli lesse in quelle parole il giudizio sul Regno. In segno di stima, Baldassar lo nominò terzo governatore del Regno, ma quella notte il giudizio si compì: la città cadde, Baldassar fu ucciso e Dario il Medo salì al potere.
I critici addussero queste argomentazioni:
· Baldassar non è conosciuto nella storia;
· Nabonido era re di Babilonia e non era discendente di Nabucodonosor; fu fatto prigioniero, ma non ucciso;
· la storia non registra alcun assedio di Babilonia;
· Dario il Medo è sconosciuto.
Nel 1880 fu
scoperta
· L’assalto avvenne in una notte (?)
· e il figlio fu ucciso (?) (alcune parole sono in dubbio perché la tavola era rotta).
Anche le
tavole dei contratti dei mercanti di recente ritrovamento si riferiscono a Nabonido come re fino al giorno prima del suo omicidio,
quando cioè era già prigioniero.
Gli scavi hanno mostrato che Babilonia era divisa in due parti dall’Eufrate:
evidentemente la parte occidentale fu la prima ad essere conquistata e Nabonido fu preso prigioniero, Baldassar,
invece, continuò a regnare nella parte orientale, per i tre mesi successivi e
per questo poté eleggere Daniele terzo governatore.
Baldassar è chiamato figlio di Nabucodonosor; e probabilmente era il nipote da parte di madre.
Dopo la caduta di Babilonia, il governo fu delegato a Gobryas o a qualcun altro e questa persona può essere identificata con Dario.
Alcuni hanno fatto notare anche altre contraddizioni come il fatto che l’età dell’uomo determinata dalla scienza contraddica quella presentata dalle genealogie della Bibbia, ma si può rispondere facilmente a questa obbiezione che gli studiosi hanno scoperto dei salti generazionali.
2. La Bibbia contiene inesattezze scientifiche.
La scrupolosità della Bibbia nei confronti della scienza è
stata descritta nei capitoli precedenti, e nessuno può provare che
Nel trattare la questione delle inaccuratezze
scientifiche, bisogna ricordare che
Se noi ci prendiamo questa libertà, non possiamo criticare
Ciò non toglie che dal testo biblico emergano delle
questioni discutibili. La scienza non ha ancora imparato tutto ciò che c’è da
sapere e finora non può provare nulla che sia contrario all’insegnamento della
Bibbia. D’altra parte, i suoi ritrovamenti non sono sufficienti a confermare
tutto ciò che
3. La Bibbia si contraddice su temi generali e su
dettagli specifici. Per esempio, le lettere di Paolo affermano ripetutamente
che la vita spirituale è un dono di Dio per l’uomo credente; non può essere
guadagnata attraverso le buone opere e una vita morale. La lettera di Giacomo,
d’altra parte, insegna la necessità delle opere buone. Molti lettori giudicano
questi passi incoerenti. In realtà mostrano quanto la dottrina cristiana sia
profonda e ricca di sfaccettature: un uomo ottiene la vita spirituale solo per
fede, ma la vera fede produce una nuova vita caratterizzata da santità e azioni
caritatevoli. Se non ci sono buone opere, è da mettere seriamente in dubbio la
genuinità della fede.
Coloro che affermano che
La rivelazione della Bibbia, scritta in un periodo di
milleseicento anni, è stata progressiva ed ha insegnato alle persone solo ciò
che potevano comprendere.
L’assioma del Vecchio Testamento, “occhio per occhio, dente per dente”, è la base della giustizia
rigorosa della società. L’insegnamento di Cristo non lo contraddice, ma va
oltre: non insegna che la punizione secondo una giustizia rigida sia sbagliata,
ma indica un modo migliore, l’amore. Non combattere e odiare, ma sottomettersi
nell’amore. Il Nuovo Testamento si basa sul Vecchio Testamento ma mostra un
modello di vita ben più elevato.
4. La Bibbia contiene insegnamenti sbagliati. La prova più importane
a questo proposito è in Luca 14:26 “Se
uno viene a Me e non odia suo padre, sua madre, e la moglie, i fratelli, le
sorelle e persino la sua propria vita, non può essere Mio discepolo”.
Nella Bibbia molte cose non vanno interpretate letteralmente, ma sono
semplicemente simboliche. Questo versetto in particolare esemplifica un
discorso figurativo, infatti i giudei usavano frequentemente tale espressione
in un senso comparativo piuttosto che letterale. Coloro che udirono queste
parole senza dubbio capirono che Gesù intendeva che l’amore per Dio doveva
essere così grande che l’amore per i parenti, in confronto, poteva sembrare
odio. Il passaggio parallelo nel Vangelo di Matteo lo specifica: “chi ama suo padre e sua madre più di Me, non
è degno di Me; chi ama figlio o figlia più di Me, non è degno di Me”.
5. La dottrina di una “rivelazione chiusa” inibisce il
progresso.
L’idea contenuta in questa obiezione è che se una
rivelazione da parte di Dio è data una volta per tutte, non c’è poi più spazio
per l’uomo di pensare e svilupparsi perché è vincolato ad un libro.
Il presupposto errato di questa idea è che movimento
significhi progresso.
A meno che non ci siano scopi fissati, non c’è nulla verso
cui progredire e nulla da cui recedere.
Gli scopi fissi della Bibbia invece rendono possibile il
progresso.
6. Nessuno può essere sicuro che ogni libro incluso nella
Bibbia appartenga ad essa, essendo ispirato da Dio.
Se accettiamo il Nuovo Testamento come una valida
registrazione di fatti storici, e gli storici supportano questa affermazione,
siamo vicini al Cristianesimo.
La vita santa ed unica di Cristo, il Suo insegnamento, la Sua
morte e la Sua resurrezione provano che Egli è l’infallibile Santo di Dio.
Se Gesù è il Santo, allora le Sue parole sono
completamente degne di fiducia.
Egli accettò come Parola di Dio i trentanove libri che gli
Ebrei chiamavano Scritture, il Vecchio Testamento.
Riguardo al Nuovo Testamento, chi sarebbe più degno di
credibilità nell’interpretazione del Cristianesimo?
Naturalmente gli uomini che vissero con Gesù, che furono
scelti e appresero da Lui che, in molte occasioni, aveva guadagnato la loro
fiducia con miracoli potenti.
I libri del Nuovo Testamento furono scritti da questi
uomini e da uomini che vissero e lavorarono con i discepoli di Gesù. Gli autori
stessi affermano di essere stati ispirati da Dio.
Anche i primi cristiani scrissero molte cose riguardo la
loro fede, ma non dichiararono di avere autorità divina e molte di queste opere
erano ben considerate, ma non accettate come parte della Bibbia.
La maggior parte del Nuovo Testamento sembra aver dato a
se stesso la forma che ha, e i libri sono stati ratificati da tutte le non
chiese in ogni area senza incertezze sulla loro autenticità.
Prima di essere inclusi nella Bibbia gli scritti subivano
quattro esami rigorosi:
·
L’autore era un apostolo o qualcuno che aveva una stretta
relazione con esso?
·
Il contenuto era di alta qualità spirituale, in accordo
col resto della Bibbia?
·
Il libro era stato accettato universalmente dalla chiesa?
·
Il libro mostrava di essere divinamente ispirato?
La chiesa accettò celermente la maggior parte dei libri
del Nuovo Testamento (specialmente quelli riguardanti le informazioni basilari
su Cristo e la Sua dottrina).
Inoltre non esistono prove a suffragio dell’ipotesi che i
padri della chiesa rifiutarono uno dei quattro Vangeli e accettarono invece
libri contrari al credo fondamentale del Cristianesimo.
Il centro del Nuovo Testamento, i Vangeli, gli Atti e gli
scritti di Paolo non furono mai messi in discussione dai responsabili delle
comunità; solo pochi libri furono oggetto di dibattiti e incertezze per molti
anni e la causa principale era che esistevano dubbi sul fatto che fossero stati
veramente scritti da un apostolo. Dopo anni di intense analisi e ricerche, la
chiesa riconobbe che questi documenti avevano l’autorità apostolica e che
meritavano un posto nelle Sacre Scritture.
Dalla fine del quarto secolo i ventisette libri del Nuovo
Testamento furono riconosciuti da tutte le chiese dell’occidente.
Le chiese orientali furono in qualche modo più lente, ma
sembra che siano arrivate alla stessa conclusione entro il secolo successivo.
La discussione rimane aperta sui quattordici libri detti “apocrifi”, che si situano alla fine del
Vecchio Testamento e coprono gli anni compresi tra i trentanove libri
universalmente accettati del Vecchio e i ventisette del Nuovo. Questi libri
apocrifi sono riconosciuti solo dalla Chiesa Cattolica Romana; l’altra parte
della cristianità rigetta la loro autorità (sebbene alcuni considerino il loro
valore educativo). Inoltre non erano formalmente nemmeno stati accolti dalla
chiesa Cattolica Romana sino al sedicesimo secolo, ben lontano dal tempo della
loro origine e dalle prove. Quando sotto la pressione della Riforma Protestante
Le prove indicano che per gli ebrei palestinesi del tempo
di Gesù questi scritti appartenevano alle Scritture.
Il Nuovo Testamento contiene più di trecento riferimenti
al Vecchio Testamento riportati da Gesù e i Suoi apostoli e nessuno di questi
viene da un libro apocrifo.
La questione dei libri apocrifi, comunque, non è così
cruciale come può sembrare: sebbene siano scritti interessanti non concernono
minimamente le dottrine basilari del Cristianesimo.
L’uomo che non vuole credere alla Bibbia, che rifiuta di
esaminare le prove con una mente aperta e senza pregiudizi può trovare molti
argomenti per sostenere ciò che crede, ma non può provare che siano
inequivocabilmente veri; le ipotesi che propone sono discutibili e possono
avere risposte logiche.
D’altra parte ci sono prove per l’ispirazione divina della
Bibbia, ci sono rivendicazioni che altre religioni non fanno; se
La Bibbia dà queste informazioni, insegna che Dio desidera
avere comunione con l’uomo e ha provveduto un modo, un solo modo, per renderlo
partecipe di una comunione ricca e soddisfacente.
PROVATO DALLESPERIENZA
Nel primo secolo
dell’era cristiana, l’evangelista Luca descrisse le “innumerevoli prove” che Cristo aveva mostrato alla gente.
Guardando le evidenze
logiche del Cristianesimo sorge una domanda inevitabile: in che modo esse
influenzano la nostra vita?
La bellezza
dell’esperienza cristiana sta nel fatto che la realtà storica dà vita ad una
relazione individuale e vera con Dio quando l’uomo si basa sulle prove.
Dio è personale, esiste
cioè in tre Persone e noi, esseri fatti a Sua immagine, in qualche modo siamo
simili a Lui, con la differenza che Lui è un essere infinito, mentre noi no.
Essendo un Dio
personale, Egli vuole comunicare con noi, vuole renderci partecipi della
comunione di grande amore che ha sempre avuto (perché c’è sempre stato amore
tra Padre, Figlio e Spirito Santo). E per permettercelo, Dio ha stabilito che
ammettessimo due cose: che siamo peccatori e che Gesù Cristo è il Signore
dell’universo e il nostro Salvatore attraverso la Sua morte e la Sua
resurrezione.
“Se confessiamo i
nostri peccati, Egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da
ogni iniquità”.
“…perché se con la
bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio
lo ha risuscitato dai morti sarai salvato”.
Guardiamo ora in che
modo le vite di numerose persone, di culture diverse, siano state arricchite da
Cristo.
Nel descrivere Harlem, il bassofondo di New York, è difficilmente
comunicabile la mancanza di personalità e la solitudine che infastidiscono i
residenti.
Uno degli aspetti di
questa piccola giungla densamente popolata è la lotta tra bande: gli
adolescenti si combattono armati di coltelli, pistole, e armi fatte in casa.
Alcuni anni fa il capo
della banda più violenta, era Tom Skinner, il figlio di un predicatore. Parlando della
sua esperienza in questa banda, disse: “Ero
arrivato al punto che potevo rompere una bottiglia di Coca, metterla in faccia
ad una persona e fare una tale pressione da ferirla. Il mio coltello aveva
ventidue segni che indicavano il numero delle persone che avevo fatto a pezzi”.
Una notte, durane un
complotto per attaccare una banda rivale, si sintonizzò su una radio cristiana.
La prima reazione fu di repulsione per ciò che sentì, ma resistette dal
cambiare canale e un versetto della seconda lettera ai Corinzi colpì la sua
attenzione: “Se uno è in Cristo egli è
una nuova creatura”.
Più tardi, quella sera
stessa diede la sua vita a Gesù.
La notte seguente,
sebbene sarebbe potuto costargli una coltellata, raccontò quello che era successo.
Da quella sera dedicò
la sua vita ad aiutare i suoi compagni neri, indicando loro
Seguirono molti altri
cambiamenti.
L’esperienza culturale
del giovane tedesco Klaus Vollmer è
completamente differente. Descrive infatti come viveva la generazione
successiva alla guerra, quando l’amaro realismo prese il posto delle
aspirazioni romantiche e idealistiche delle masse.
La gente non era
interessata ad un bel “per sempre”,
ma ad un “qui e adesso”.
Alcuni amici invitarono
Vollmer ad una serie di incontri evangelistici, ed
egli aspettandosi dei discorsi sulla morale, si stupì di sentir parlare ogni
sera della croce del Calvario.
“O è la più grande montagna di spazzatura o è la cosa più grande che esista”
concluse tra sé e sé.
La sua mente non
riusciva ad afferrare quello che significasse veramente, ma volle seguire il
consiglio di un cristiano che gli suggerì di pregare Dio umilmente e
onestamente, chiedendogli di rivelargli il vero significato della croce.
Attraverso quella
semplice, ma profonda preghiera, capì, per la prima volta, il senso di essere
cristiano.
Negli anni che
seguirono Vollmer insegnò a centinaia di giovani
tedeschi come vivere la fede in Cristo.
Sir James Simpson, famoso per la scoperta
del cloroformio, era un fervente studioso della Bibbia ed in un’occasione gli
fu chiesto cosa considerasse essere la più grande scoperta della sua vita; egli
rispose semplicemente “La più grande
scoperta che ho fatto è che ero un grande peccatore e Cristo un grande
Salvatore”.
Sebbene la filosofia di Ralph Waldo Emerson differisca molto dalla Bibbia, nei suoi Gifts, scrisse che il senso di vuoto, la
mancanza di significato dei doni non coinvolge profondamente il donatore. “Dammi una parte di te stesso” disse “e tu sanguinerai per me”.
Se questo è vero per un
donatore terreno, lo è ancora di più per Dio, il più grande donatore di tutti,
che donò Se stesso all’uomo, e che nella Persona di Gesù soffri per la sua
redenzione.
Un ragionamento simile
è quello che avvicinò Daud Rahbar, una
volta professore nel Dipartimento Islamico dell’Università di Punjab in Pakistan, a Cristo.
La sua tesi dottrinale
era God of justice:
a study in the Ethical Doctrine of the Quran (Dio di
giustizia: studio delle dottrine etiche del Corano).
La sua mente era molto
confusa nel vedere come Dio avesse creato l’uomo e gli avesse permesso di
soffrire, senza però sperimentare personalmente alcuna sofferenza, sebbene ciò
lo rendesse alieno dall’esperienza più comune della sua creatura.
La sua conclusione,
dopo aver studiato intensamente la vita e le affermazioni di Gesù, fu: “Se
il racconto biblico di Gesù è un mito significa che il creatore non è Gesù, il
martire divino, quindi il creatore lasciò vacante il trono celeste, per
l’essere superiore Gesù. Ma la verità è che il Creatore eterno e Gesù, il
martire divino, sono uno stesso essere”.
Le ricerche filosofiche
e spirituali del Dottor Rahbar furono soddisfatte
nell’incontro dell’amore di Dio, espresso attraverso la morte di Cristo per i
nostri peccati ed egli lasciò una religione vuota per una vita vera in Cristo.
Charles Darwin una volta diede
in prestito ad alcuni cristiani un locale nel suo paese e il messaggio del
Cristianesimo fu predicato regolarmente.
I risultati stupirono
Darwin a tal punto che scrisse al predicatore: “I vostri incontri hanno fatto in pochi mesi molto più per il paese che
tutti i nostri sforzi di molti anni. Noi non siamo mai stati in grado di
recuperare un ubriacone, ma attraverso i vostri incontri non c’è più nemmeno
uno in paese”.
Le testimonianze di tante persone che soffrirono anni in prigione per la loro fede in Cristo sono ora ampiamente conosciute.
Le torture che i primi cristiani sperimentarono sono simili a quelle che tanti vivono oggi in molte nazioni, dove essere fedeli a Cristo significa la perdita del lavoro, la prigione, e molestie di ogni genere. Molti testimoniano che Cristo era reale per loro durante le loro sofferenze e ricevettero una forza sovrannaturale. Nella loro solitudine ebbero una tale comunione con Dio da superare ogni immaginazione.
Le testimonianze di quello che Cristo ha fatto nelle vite umane variano nella natura, come differiscono le vite degli uomini.
Cristo incontra ogni persona dove questa è e la conduce con grazia. Uomini che erano degenerati in bruti a causa della schiavitù dell’alcool e della droga sono stati completamente liberati dal potere di questi legami ed hanno dato contributi significativi alla società perché hanno trovato la forza di vivere una vita nuova. Persone le cui vite erano vuote e senza significato hanno scoperto gioia e motivazioni in Cristo. Uomini e donne schiacciati dai sensi di colpa sono stati liberati attraverso il perdono offerto da Cristo.
Molti di coloro che hanno
frequentato la chiesa per tutta la loro vita, osservando scrupolosamente ogni
regola prescritta senza trovare pace, hanno improvvisamente incontrato Cristo
ed hanno scambiato i rituali religiosi con una vita vera, ricca e
soddisfacente.
Vivere la vita cristiana non significa compiere una serie di riti.
Per il cristiano la preghiera è parlare con Dio, portargli problemi specifici, o le lodi del cuore, è un discorso spontaneo che viene dal cuore, non una serie di frasi ripetute meccanicamente. E, sorprendentemente, queste preghiere ricevono una risposta, che siano grida di aiuto in necessità finanziarie o di guarigione da malattie fisiche.
La Bibbia non è semplicemente un libro che dà regole che devono essere obbedite; è un libro che rivela l’amore, il desiderio, la mente di Dio.
Il vero cristiano ha fame di
leggere
E il vero Cristianesimo è la comunione con Dio!
Paolo, il primo grande
missionario, lo espresse in questo modo: “Ma ciò che per me era un guadagno,
l’ho considerato come un danno, a causa di Cristo. Anzi, a dire il vero,
ritengo che ogni cosa sia un danno di fronte all’eccellenza della conoscenza di
Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho rinunciato a tutto; io considero
queste cose come tanta spazzatura alfine di guadagnare Cristo e di essere
trovato in Lui non con una giustizia mia, derivante dalla legge, ma con quella
che si ha mediante la fede in Cristo: la giustizia che viene da Dio, basata
sulla fede. Tutto questo allo scopo di conoscere Cristo, la potenza della Sua
resurrezione, la comunione delle Sue sofferenze, divenendo conforme a Lui nella
Sua morte”.
Guardando le prove obbiettive si può rafforzare la fede, ascoltare i modi personali in cui Dio ha agito nelle vite di altri uomini è stimolante, ma questi studi non fanno di una persona un cristiano; non rappresentano nemmeno tutte le prove che Dio vuole che un uomo abbia.
Rimane una prova che non abbiamo analizzato e che è l’esperienza personale che Dio vuole che Tu abbia.
Sino qui abbiamo guardato fatti ed esperienze di altre persone, ma il Cristianesimo non si ferma alla terza persona.
L’esperienza che ti aspetta non può essere predetta o descritta da nessuno, perché l’incontro di due personalità porta sempre una dinamica che non può essere messa in uno stampo.
Quando riconoscerai (non totalmente, perché nessuno lo può, ma onestamente) la tua personale condizione di peccatore davanti alla legge di Dio e quando riconoscerai (non completamente, ma genuinamente) che Egli ha provveduto al perdono per te nella Sua morte e resurrezione e quando ti inginocchierai alla Sua volontà, allora Lo incontrerai.
Perdono, sicurezza, accettazione saranno tue.
Questo è ciò che significa essere seguaci di Gesù.
Elaine e
Dale Rhoton
traduzione: Simona Restori
revisione: Lucia Di Pede,
Paola Abbati
Tratto con permesso (e
liberamente adattato) da «SOLI DEO GLORIA» C.P. 113 – I-29100
Piacenza/Italy
kurtjost@tin.it - www.evangelici.net/solideogloria