Ho avuto molte perplessità
nell’inserire questo libro (che peraltro in italiano è inedito), giuntomi in
forma di fotocopia.
Controverso e sotto forma di
raccontino, ha una sua precisa morale, uno scopo ben definito: distinguere la
Vera fonte della Forza dalle forze fasulle.
Mi affido alla maturità dei
lettori perché usino il dovuto discernimento in relazione a quello che leggono
e a quello che dovranno ritenere.
Ringrazio Giuseppe De Stasio
per il paziente lavoro di trascrizione e, laddove si è reso necessario, di
correzione.
Cefa.
UN PROFILO
DI TRE RE
di Gene Edwards
Dedicazione
Ai
cristiani coi cuori rotti che sono venuti fuori da gruppi autoritari, che cercano
conforto, guarigione interiore e speranza .
Possiate
voi, in qualche modo, recuperare e andare avanti con lui che è libertà .
Ai
cristiani che sono stati, o che attualmente sono, coinvolti nella straziante
esperienza di una divisione nella loro comunità .
Possa
questa storia darvi luce, chiarezza e conforto .
E
anche voi possiate recuperare e andare avanti con Lui che è pace .
E
che tutti voi insieme, possiate ricevere guarigione interiore completa da poter
ancora rispondere alla chiamata di Colui il quale richiede tutto perché Egli
stesso e tutto .
“ SI SONO
STABILITI DEI RE, SENZ’ ORDINE MIO; SI SONO
ELETTI DEI CAPI A MIA
INSAPUTA. . . “
(Osea 8:4)
Beh, caro lettore, che bello stare con te ancora
una volta .
E’ un privilegio spendere tempo con te .
Grazie per esser venuto ad incontrarmi, e io
suggerisco di affrettarci ad entrare nel teatro perché vedo che già hanno abbassate le luci .
Ci sono due posti riservati per noi non lontano
dalla piattaforma .
Presto, andiamo a sederci .
Per quello che intendo, la storia è un dramma,
spero che non la trovi troppo triste .
Credo che troveremo la storia divisa in due parti.
Nella prima incontreremo un vecchio re, Saul, e un
giovane pastore di nome Davide.
Nella seconda parte, ancora una volta incontreremo un vecchio re e un giovanotto.
Però questa volta il vecchio re è Davide e il giovanotto è Absalon .
La storia e
il ritratto, o se ti piace uno schizzo a carbone, della sottomissione e della
autorità nel regno di Dio .
Ah, hanno spento le luci, gli attori hanno preso i
loro posti .
L’auditorio tace .
Il sipario si sta alzando .
La nostra storia è
cominciata !
Perché questo libro è
stato scritto e quale è il suo scopo ?
Guardando un po’
indietro, probabilmente, la risposta o la colpa, può essere attribuita al mio
postino.
Per qualche ragione a me
sconosciuta, ricevo corrispondenza da molti Cristiani da tutto il mondo .
Alcuni anni fa, cominciò a crescere il numero delle lettere da parte di
Cristiani devastati dal movimento autoritario, il quale si era rapidamente
sparso nei circoli evangelici. Così, eventualmente, era cominciata una reazione
a questo concetto autoritario, e un esodo era in atto .
Le storie raccontate e
da questi fuggitivi spirituali sono spesso terrificanti e a volte incredibili.
Non sono del tutto
sicuro se sono le dottrine in se stesse che stanno causando una tale strage
largamente diffusa, o se è la pratica disordinata di queste dottrine. Comunque
sia, in trenta anni come questo che abbia danneggiato cosi profondamente cosi
tanti credenti. I relitti del naufragio sembrano essere universali e ogni
tentativo di recuperarli sembra quasi vano.
Questo libro riflette la
mia preoccupazione per questa moltitudine di cristiani confusi, con i cuori
rotti e spesso amareggiati, che ora si ritrovano con le loro vite spirituali in
sfacelo e che brancolano alla ricerca
della sia pur la più piccola parola di speranza .
Questa enfasi sulla
sottomissione e l’ autorità nei circoli
evangelici, ha uno sviluppo abbastanza recente ed è poca la letteratura che è stata
pubblicata per bilanciare o temperare il problema.certamente
c’è poco di stampato per confortare o consigliare questi cristiani virtualmente
distrutti. Spero che questo libro che
servirà per lo meno nel suo piccolo, a incontrare questi bisogni.
C’è una cosa, caro
lettore, che questo libro per certo non intende essere: non vuole essere
foraggio supplementare nel tuo cannone per fulminare i tuoi avversari, qualunque sia la tua veduta .
Io ti supplicherei di
lasciar stare, di abbandonare tali antiche e brutte maniere. Questo libro ha lo
scopo di guarigione individuale e di un tempo di refrigerio privato .
Infine: ” UN PROFILO DI TRE RE “ ha un libro similare intitolato:
lettere a un cristiano devastato, il quale fu specificamente scritto per dare
un consiglio pratico ai cristiani che hanno naufragato a causa della condotta di altri
cristiani . Spero che
entrambi questi volumi suonino come una nota di speranza, anche se ascoltata da
lontano .
Gene
Edwards
Va e da a ognuno di essi una parte di me stesso .
Con due luci di vita
radiosa che separava i due mondi e si perse all’ orizzonte. Era L’iddio vivo
e onnipotente si rivolse a Gabriele e gli disse :prendi queste due parti del
mio essere
Ci sono due uomini che stanno aspettando il
loro destino entrato nella galleria delle future generazioni .
Ho qui con me due parti
della natura di Dio . La prima è dello stesso genere della Sua natura . Chi si
copre con essa viene investito dall’alito di Dio . Il suo alito lo
circonderà come l’acqua circonda colui
che si tuffa nel mare . E´ con questo alito, colui
che lo riceve avrà il potere dell’
altissimo per dominare eserciti, svergognare i nemici di Dio e per com-
piere
la sua opera qui in terra . Qua si trova il potere di Dio come un dono . Quà sta l’ im-mersione nello Spirito .
Un uomo diede un passo
in avanti : Questa parte di Dio e per me
.”
Molto bene, rispose l’
angelo . Ricorda che ci riceve una parte cosi grandiosa, senza dubbio, sarà
conosciuto il tuo carattere per mezzo di questo potere . Questo è il
desti- no di tutti coloro i quali
vengono investiti da questa parte ed esercitano il suo potere, perché essa
riguarda unicamente l’ uomo esteriore, senza affettare neanche una piccola
parte del suo spirito. Il potere esteriore rivelerà sempre quelle che sono le
risorse interiori dell’ essere o mancanza di esse . Il primo uomo ricevette la
sua parte e diede un passo indietro . Gabriele parlò un’ altra volta : ho qui
la seconda delle due parti del Dio vivo . Questa non è un dono ma un’ eredità .
Un dono viene usato nell’ uomo esteriore, è però una eredità si semina come un
seme nel più profondo del cuore . E anche quando seminato senza un apparente
significato, col tempo cresce e riempie tutto l’uomo inte-riore. Un’ altro uomo
diede un passo in avanti ed asclamò : credo che
questa parte deve essere mia durante il mio pellegrinaggio terreno. Molto bene,
rispose l’angelo . Devo dirti che ti è stato dato qualcosa di glorioso . Esso è
l’ unico, in tutto l’ universo di Dio e degli angeli che può cambiare il cuore
dell’uomo . Tuttavia, neanche questa parte di Dio può compiere pienamente il
suo compito e ne può crescere tanto da riempire tutto il suo essere interiore a
meno che non sia ben combinato . Deve
essere largamente mescolata con la rottura, la tristezza e l’afflizione .
Il secondo uomo
ricevette la sua parte e diede un passo indietro.
L’angelo Arcivero si
sedette accanto a Gabriele e sovrappose sul suo libro il registro dei due
uomini .
Che faranno questi due
uomini, quando avranno passato la porta
che li introdurrà nel mondo visibile? Chiese Arcivero.
Gabriele rispose a bassa
voce :
Ognuno a
suo tempo, sarà re !
Il figlio minore di qualsiasi famiglia ha due cose che lo distinguono : viene considerato un predicatore e poco istruito. Generalmente ci si aspetta poco da lui. Inevitabilmente egli rivela meno caratteristiche di leader che tutto il resto della famiglia . Mai guida, segue sempre . Non ha nessuno minore di lui su cui poter esercita autorità . Cosi succede oggi e cosi successe tremila anni fa in un piccolo paese chiamato Betleem, in una famiglia di otto figli . I primi sette figli di Isai lavoravano presso la fattoria del loro padre . Il più piccolo invece, veniva inviato sulle montagne a pascere il piccolo gregge di pecore della famiglia . In quei noiosi viaggi di pastore, questo figlio minore si portava due cose : una fionda e un piccolo strumento molto simile alla chitarra . il tempo libero di un pastore sui pascoli è molto, la dove le pecore brucano l’ erba in una prateria solitaria . E mentre i giorni passavano fino a trasformarsi in settimane e mesi, il giovane si sentiva molto solo. La sensazione di solitudine che lo circondava cresceva nella sua anima . Suonava molto la sua arpa, aveva una buona voce per cui cantava molto . Quando tutto questo non era sufficiente a distrarlo, raccoglieva un mucchio di pietre e le lanciava poi una per una con la sua fionda avendo per bersaglio qualche albero il quale colpiva con furia . Quando il mucchio di pietre si era esaurito si recava presso l’ albero che aveva usato come bersaglio, le ammucchiava di nuovo e sceglieva un altro nemico frondoso a una più grande distanza . E cosi combatteva molte battaglie solitarie come questa . Questo pastore, cantante e fondatore, amava anche il suo signore . Durante la notte, mentre le sue pecore dormivano, si sedeva e contemplava fisso il fuoco fievole che aveva acceso, strimpellava la sua arpa e offriva un concerto solitario . Cantava gli inni della fede dei suoi avi . Piangeva mentre cantava, e sovente mentre piangeva, terminava lodando Dio .
Quando non lodava ne cantava, vigilava sulle pecore e sugli agnellini . Se non era occupato col suo gregge, tirava pietre con la sua fedele fionda fino a che poteva dire a ogni pietra esattamente dove andare a colpire . Una volta, mentre cantava a Dio a tutto polmone e agli angeli e alle nuvole che passavano, vide un nemico vivo : un grande orso ! Si lanciò all’attacco e tutti e due si trovarono davanti lo stesso obbiettivi : un agnellino che pascolava in un meraviglioso tappeto naturale di erba verde . Il ragazzo e l’ orso si fermarono a metà strada l’uno dall’altro per poi lanciarsi l’ uno contro l’ altro con violenza per affrontarsi. Anche quando istintivamente cercò una pietra nel suo zaino, si rese conto che non aveva paura . Nel frattempo due zampe pelose lo investirono con la potenza di un lampo dallo spumeggiante furore . Spinto dalla forza della sua gioventù, il giovane mise la pietra nella fionda e rapido un ciottolo di fiume sibilò nell’ aria per opporsi alla bestia che attaccava . Pochi minuti dopo, l’uomo, non tanto più giovane come prima, raccolse il suo agnellino e gli disse : io sono il tuo pastore e Dio è il mio . E così a notte inoltrata intrecciò la leggenda del giorno fino a convertirla in una canzone . Lanciò al cielo quell’ inno ripetute volte fino a che non ebbe insegnato le parole e la melodia a ogni angelo avevo orecchio musicale . Loro, gli angeli, a loro volta, si fecero guardiani di questa canzone prodigiosa e la fecero arrivare come balsamo guaritore ai cuori rotti di tutti i tempi.
Una figura in lontananza stava correndo verso di lui . Ed essa cresceva a misura che si avvicinava . Era un fratello .
“ Corri ! “ gridò il
fratello, “ corri con tutte le tue forze . Io prenderò cura del tuo gregge
.” “ Perché ?”
“ Un saggio, un anziano
sta in casa nostra e vuole conoscere gli otto figli di Isai
e già li ha visti meno te.” “ Si, ma perché ? “ “ Corri ! ”
Davide corse. Rallentò
solo un po’ per riprendere fiato . Poi , col sudore che gli scendeva
Copiosamente sulle
guance abbronzate dal sole, e col viso arrossati che si armonizzava bene col
suo pelo rossiccio, entrò nella casa di suo padre, registrando con gli occhi
tutto ciò che vedeva .
Il figlio minore di Isai stava li in piedi, alto e forte, soprattutto davanti
agli occhi dell’ospite . La parentela non sempre può rendersi conto di quando
un uomo sia cresciuto anche quando è
continuamente davanti a loro . L’
anziano vide .
E vide qualcos’ altro .
In qualche modo l’anziano sapeva ciò che Dio faceva .
Dio aveva fatto una
ricerca casa per casa in tutto il regno alla ricerca di qualcosa speciale .
Come risultato di questa ricerca, l’ iddio onnipotente aveva notato che questo
trovatore, che lanciava pietre con la sua fionda, amava il suo signore con un
cuore puro più di ogni altro in tutta la terra d’ Israele .
“ Inginocchiati ” disse
il barbuto dai lunghi capelli grigi. Quasi con regalità, per qualcuno che mai
si era trovato in quella particolare situazione, egli si inginocchio, e sentì
che olio si stava spargendo olio sul suo capo . In qualche angolo dell’
archivio della sua mente, nel cartellino “ Ricordi di fanciullezza “, ricordò
questo pensiero : ” Questo è ciò che gli uomini fanno per investire un re !
Samuele sta facendo di me un . . . che ? ”
Le parole ebraiche erano
inequivocabili. Anche un bambino le conosceva .
“ Ecco l’ unto del
signore ! ”
Un giorno formidabile
per la vita di quel giovane, non credi ? Però non trovi un po’ strano il fatto
che questo evento così importante condusse il giovane, no al trono, ma a una
decade di infernale agonia e sofferenza ?
Oh quel giorno Davide
non fu iscritto a un linguaggio di regalità, ma alla scuola della rottura .
Samuele tornò a casa sua
.Tutti i figli di Isai, eccetto uno, andarono alla
guerra . Il più giovane, ancora impreparato per la guerra, ricevette tuttavia
una promozione da suo padre, da pastore passò a aiutante cameriere . Il suo
nuovo lavoro consisteva nel portare cibo ai suoi fratelli che combattevano al
fronte . Faceva questo regolarmente .
In una di queste visite
al fronte, uccise un altro orso allo stesso modo come aveva fatto col primo .
Questo orso, comunque, era alto quasi tre metri ed era umano. Come risul-tato
di questa straordinaria prodezza, il giovane Davide si ritrovò ad essere un
eroe popolare .
E infine, si trovò a
vivere nel castello di un re arrabbiato . E in circostanze così pazze tante
come il re, il giovane apprese molte cose indispensabili .
Capitolo 3
Davide cantava al re pazzo con frequenza, sembrava che la musica gli fosse un grande aiuto . Quando Davide cantava, tutti si fermavano nei corridoi del palazzo del re, e direzionavano i loro orecchi verso camera la camera del re,ascoltavano e si meravi-
gliavano .
Come un giovane poté arrivare a possedere testi e
musica cosi meravigliosi ?
Sembrava che il canto favorito fra tutti era quello che compose quando salvò l’ agnellino dalla morte . Questa canzone li incantava alla stessa maniera come agli angeli .
Nonostante tutto il re era geloso perché era
arrabbiato . O forse era arrabbiato perché era geloso ? In ogni modo, il re si
sentì minacciato da Davide, promettente . Il re sapeva come succede a tutti i re quando sotto di
essi c’e`un giovane popolare e promettente . Il re
sapeva, come anche Davide, che questo ragazzo aveva la possibilità di occupare il suo posto .
Ma Davide, sarebbe asceso al trono in una maniera
illegale o per mezzi legittimi ? Saul non lo sapeva . Questa domanda fu una
delle cose che guidarono il re alla pazzia .
Davide era intrappolato in una posizione incomoda . Comunque, in queste circostanze sembra che captò la profonda interpretazione del dramma che stava vivendo nel quale era caduto . Sembra che comprese qualcosa che solo pochi saggi del suo tempo avevano compreso . Qualcosa che anche ai nostri giorni, dove gli uomini sembrano essere più saggi neanche comprendono .
Che era ?
Che Dio non aveva, ma che bramava avere, uomini che avrebbero vissuto nella afflizione .
Dio cercava un vaso rotto .
Capitolo 4
Il re pazzo vedeva Davide come una minaccia per il suo regno . Egli non comprendeva che Dio aveva il permesso di decidere che i regni sopravvivessero alle minacce . Al non comprenderlo, Saul fece ciò che tutti i re arrabbiati fanno . Tirò una lancia a Davide . Egli poteva farlo . Egli era il re . I re possono fare cose così . Quasi sempre lo fanno . I re si prendono il diritto di tirare lance . Tutti gli uomini sanno che essi hanno questo diritto . Tutti lo sanno molto bene . Come lo sanno ? Perché i re glielo hanno detto tante tante volte .
E`possibile che questo re arrabbiato fosse il vero re, e anche l’ unto del Signore ?
Che ne pensi tu del tuo re ? E’ gli l’ unto del Signore ? Forse si, forse no . Nessuno può saperlo per sicuro . Gli uomini dicono che sono sicuri, certi, ma in realtà non lo sono . Essi non sanno, solo Dio lo sa . Ma egli non lo dice. Se il tuo re è veramente l’ unto del Signore, e tira lance, allora c’è qualcosa che tu puoi sapere, e sapere con sicurezza : il tuo re è abbastanza arrabbiato . Ed è un re secondo l’ ordine di Saul .
Capitolo 5
Dio ha un‘ università, è una piccola scuola, pochi sono gli iscritti e ancora meno sono quelli che si laureano . Pochi in realtà .
Dio ha questa scuola perché non ha uomini rotti . Al contrario ha uomini di tutt’ altra specie . Ha uomini che dichiarano di essere l‘ autorità di Dio . . . e non lo sono ; dichiarano di essere rotti . . . e non lo sono . E infine ha uomini che sono l‘ autorità di Dio, ma che sono arrabbiati duri di cuore, non rotti . Ed Egli ha, tristemente, fra queste due catego-rie, un miscuglio spettroscopico . Di tutti questi ne ha in abbondanza ; ma di uomini rotti, quasi nessuno .
Poiché ci sono così pochi studenti alla scuola
della obbedienza e della rottura ?
Perché tutti quelli che sono in questa scuola devono soffrire molte afflizioni . E come voi supponete, molte volte è spesso il re non rotto di cuore, che Dio sovranamente sceglie, il quale provoca queste afflizioni . Davide fu studente in questa scuola una volta, e Saul fu lo strumento che Dio scelse per affliggere Davide .
Nella misura in cui cresceva la pazzia del re,
Davide cresceva in conoscenza . Egli sapeva che Dio lo aveva sostituito nel
palazzo reale, sotto la vera autorità .
L’autorità di Saul era dunque vera ? Si, era l’
autorità scelta da Dio . Scelta per Davide .
L’autorità di un uomo non rotto di cuore, si
. Ma tuttavia ordinata da Dio .
Si questo è possibile .
Davide si fece coraggio, si mise agli ordini dell’
insensato re e percorse il sentiero del suo inferno terreno .
Davide aveva una domanda : Che faresti tu quando qualcuno ti tira una lancia ?
Non ti sembra strano che Davide non sapeva la
risposta a questa domanda ?
Dopotutto ognuno sa fare quando qualcuno ti tira
una lancia . Si raccoglie la lancia e a sua volta si lancia all’ aggressore !
“ Quando qualcuno ti tira una lancia, Davide,
estraila dalla parete e lanciala a colui il quale te la tirò . Puoi esserne
certo, tutti lo farebbero .“
Nell’ attuare questa insignificante prodezza del restituire la lancia mortale, tu proverai molte cose : che sei coraggioso, difendi ciò che è giusto, ti opponi coraggiosamente al male, sei forte e non ti si può prendere in giro, non sopporti l’ ingiustizia ne l’atto ingiusto, sei il difensore della fede, il guardiano della torcia, lo scopritore di tutte le eresie . Non sarai ingiuriato facilmente . Tutti questi attributi si combineranno per provare che ovviamente, sei candidato al regno .
Si forse sei l’ unto del Signore . . . . ma
secondo l’ ordine di re Saul .
C’ anche la possibilità che dopo venti anni della
tua incoronazione, sarai incredibilmente il più destro lanciere del regno . E,
più che sicuro, per quel tempo . . . sarai abbastanza pazzo !
A differenza di ogni altro lanciere nella storia, Davide non sapeva che fare quando gli tiravano una lancia . Non la lanciò indietro a Saul e nemmeno preparò la sua per lanciargliela . Davide fece qualcosa di diverso, l’ unica cosa che fece fu quella di evitarla .
Cosa può fare un uomo, specialmente quando è giovane, quando il re decide di usarlo come bersaglio nella sua pratica di tiro ?
E quando decide di non ritornargli il colpo ?
Prima di tutto deve fingere di non aver visto la
lancia, anche quando è diretta a lui . Secondo deve imparare a schivare velocemente
il colpo . Infine deve dare l’ impressione
che niente fosse successo . Uno può rendersi conto
facilmente se qualcuno è stato raggiunto da una lancia . Questi si trasforma in
una scura ombra di amarezza . A Davide
nessuna lancia lo ferì . Gradualmente imparò un
segreto da tenere ben stretto . Scoprì tre principi che impedirono alla lancia
di ferirlo . Uno, non imparare nulla intorno alle cose affascinanti, cioè la
facile arte del lanciare. Due, separati dalla compagnia di tutti i lanciatori .
Tre tenere la bocca ermeticamente chiusa . In questo modo, le lance non ti
toccheranno mai, anche quando attraversano il tuo
cuore .
Il mio re è pazzo, almeno così lo considero . Che devo fare ?
Primo, riconosci questo immutabile fatto : tu non
puoi dire ( nessuno di noi può ) chi è
l’ unto del Signore e chi non lo è . Alcuni re, ai
quali tutti volgerebbero l’ accusa di essere secondo l’ ordine di Saul, sono in
realtà secondo l’ ordine di Davide . E altri, che tutti gli uomini punterebbero
come secondo l’ordine di Davide, in realtà appartengono all’ ordine di Saul .
Chi ha ragione ? Chi può saperlo ? A quale voce si può prestare ascolto ?
NESSUN UOMO è sufficientemente saggio per decifrare l’ enigma . L’ unica cosa
che potremmo fare sarebbe quella di andare in giro facendoci questa domanda: “
Questo uomo, è lui l’ unto del Signore ? E se lo è, è lui secondo l’ ordine di
Saul ? “
Memorizza molto bene questa domanda : potresti
portela diecimila volte, specialmente se ti trovi in un reame dove il re a
volte si arrabbia . Non potrebbe sembrare difficile questa domanda, ma lo è .
Specialmente quando stai piangendo intensamente . . . . quando schivando lance
. . . . quando ti senti tentato a restituire il colpo . . . . e gli altri t’ inco-
raggiono
a farlo . Quando la tua opinione, la tua logica, il tuo giudizio, la tua
intelligenza e il tuo buon senso comune
stanno d’ accordo con questa soluzione . Però ricorda nelle tue lacrime : tu
conosci solo la domanda, non la risposta . Nessuno conosce la risposta .
Nessuno eccetto Dio e Lui non la dice mai .
Capitolo 9
“ Non mi è piaciuto quest’ ultimo capitolo, ha raggirato il problema . Mi trovo nella stessa
situazione di Davide e sono in agonia . Che faccio quando mi trovo nel regno governato da un re tiratore di lance ? Devo andarmene ? Se è così come ? Che fa un uomo quando si trova in una contesa di lanciatori di coltelli “ ?
Beh, se non ti è piaciuta la risposta data nell’ ultimo capitolo, non ti piacerà nemmeno quella che si troverà in questo .
La risposta è : sarai pugnalato a morte !
“Perché questo è
necessario ? Che c’è di buono in questo ?
Tu
hai gli occhi fissati su un falso re Saul . Mentre tu guardi al tuo re, lo
incolperai, e solo a lui, per l’ inferno che stai passando . Stai attento,
perché Dio ha i suoi occhi fissati su di un altro re Saul . Non quello che è
seduto sul trono e che tira lance . No, Dio sta guardando ad un altro re Saul,
uno cattivo allo stesso modo . . . . o peggiore .
Dio sta guardando al re Saul che c’è in te .
In me ?
Saul sta nella tua circolazione sanguigna, nel
midollo delle tue ossa
Egli forma la carne e il muscolo di cui è composto
il cuore . Egli è mescolato con la tua anima, vive nel nucleo dei tuoi atomi .
Il re Saul e tu sono la stessa cosa .
TU SEI IL RE SAUL !
Egli respira nei polmoni e batte nel petto di
tutti noi . C ’ è solo un mondo per liberarsi di lui . Deve essere annientato .
Tu potresti non trovare questo un complimento, però almeno adesso sai perché Dio ti ha messo sotto qualcuno che potrebbe essere proprio come Saul .
Davide il pastore, avrebbe potuto crescere proprio
come re Saul II, a meno che Dio non ti avesse tagliato via il Saul che era nel
cuore di Davide .
L’ operazione, al proposito, richiese anni e fu
una esperienza tanto crudele che quasi uccise il paziente . E quale fu lo
scalpello e la pinza che Dio usò per
estirpare questo Saul interiore ?
Dio usò un Saul esteriore .
Il re Saul cercò di distruggere Davide, ma l’ esito che ebbe fu quello di trasformarsi
nello strumento che dio usò per mettere a morte il Saul che vagava nelle
caverne della
anima di Davide . Si è vero che Davide fu
virtualmente distrutto nel processo di, però era così che doveva andare .
Altrimenti, il Saul in lui sarebbe sopravvissuto . Davide accettò il fatto .
Abbracciò le crudeli circostanze . Non mosse una mano ne oppose resistenza, e
neanche cercò di impressionare con la pietà. Silenziosamente, in privato, forò
il crogiuolo .
A causa di tutto questo fu profondamente ferito,
tutto il suo interiore fu mutilato, la sua personalità fu trasformata . Quando
più orrendo fu passato, Davide era appena riconoscibile . Non eri soddisfatto
con la risposta del capitolo precedente ? Allora è probabile che neanche quella
di questo capitolo ti piacerà .
A nessuno di noi piace .
Ad eccezione di Dio .
Come può sapere un uomo quando è il tempo di
lasciare l’ unto del Signore, specialmente gli unti del Signore secondo l’
ordine di Saul ?
Davide non prese mai questa decisione . L’ unto del signore la prese per lui . L’ editto del
re risolvette la faccenda : “ Catturatelo e uccidetelo come un cane ! ” Solo allora Davide
partì . O meglio fuggì . E neanche allora disse una parola ne alzò la mano contro Saul .
Per favore nota anche questo : Davide non divise il regno quando se ne andò . Non prese
una parte della popolazione con lui . Partì SOLO . Solo, tutto solo . Re Saul II mai
farebbe una cosa simile . Egli sempre prende con se coloro che “insistono per
accompagnarlo”.
Si gli uomini insistono per venire con te, non è vero ? Sono disposti volenterosamente a fondare il regno di re Saul II .
Tali uomini mai osano partire da soli, ma Davide partì solo . Vedi il vero servo del Signore può partire solo . C’è un solo modo per lasciare un regno : SOLO . Tutto solo .
Le caverne non sono il posto ideale per alzare il
morale . C’è una certa somiglianza in tutte, e non importa in quante di esse tu
hai vissuto .
Oscure, umide fredde maleodoranti . Una caverna diventa
peggiore quando tu sei l’ unici abitante . . .
e si può anche ascoltare il latrire dei cani
in lontananza .
Ma qualche volta, quando non c’erano ne cani ne
cacciatori, la preda cantava .
Cominciava a bassa voce, poi pian piano la alzava e cantava il canto che
compose quando salvò l’ agnel-
lino . Ogni nota risuonava nella parete della
caverna come altre volte aveva risuonato sulle montagne .
La musica vibrava nella oscurità della profonda
caverna, che ad un tratto si trasformava in un coro di eco che rimandava il
canto a lui .
Adesso egli aveva meno di quello che aveva quando
era pastore . Non aveva ne l’ arpa ne il sole e neanche la compagnia delle
pecore . I ricordi del palazzo di corte erano svaniti . La sua ambizione ora
non arrivava più in alto delle cose di un pastore . Tutto si stava si stava
frantumando davanti a lui . Cantava molto e annaffiava ogni nota con una
lacrima .
Che strana reazione provoca la sofferenza ?
In quelle caverne, annegato nella tristezza dei
suoi canti, e nei suoi canti di tristezza, Davide molto semplicemente si
trasformò nel più grande scrittore di inni, e nel più gran- de consolatore di
cuori rotti che il mondo abbia mai conosciuto .
Egli correva per i campi resi morbidi dalla pioggia, e per le discese che si appressavano ai letti del fiume . A volte i cani si avvicinavano, a volte perfino lo trovavano . Ma i piedi veloci, i fiumi, i fossi lo nascondevano . Si procurava il cibo nei campi, prendeva radici ai margini dei sentieri, dormiva nelle cavità degli alberi, si nascondeva nei fossi e avanzava lentamente nel fango . Correva durante molti giorni, senza riposare o mangiare .
Beveva acqua piovana . Mezzo nudo, sudicio, inciampava nel cammino e si screpolava la pelle strisciando . Adesso le caverne erano castelli, i fossi la casa .
Nel passato le madri sempre dicevano ai figli che se non si fossero comportati bene, sarebbero finiti come l’ ubriaco del paese . Ora non più . Adesso avevano una storia migliore e più terrificante da raccontare : comportati bene o finirai come l’ uccisore del gigante . In Gerusalemme, si insegnava dovuta al re e a onorare l’ unto del Signore, Davide serviva come esempio . “ Guarda,questo è ciò che Dio fa con i ribelli ! “ I giovani ascoltanti tremavano a tal pensiero e concludevano che non volevano avere nulla a che fare con la ribellione .
Così era allora, così è adesso e così sarà sempre .
Molto tempo dopo, Davide giunse a un paese straniero, e un infimo stato di sicurezza .
Anche qui fu temuto e odiato, si inventarono bugie e ci furono cospirazioni contro di lui .
Affrontò quasi la morte a volte . Queste furono le ore più nere di Davide . Tu li conosci come i giorni che precedevano il suo innalzamento a re, ma lui non lo sapeva . . . . egli pen- sava che quella fosse la sua condizione per sempre
La sofferenza stava per partorire . L’ umiltà stava per nascere .
Secondo il modo di vedere umano, egli era un uomo
distrutto ; secondo il modo di vedere divino, un uomo rotto, umiliato .
Altri dovettero fuggire a causa dell’ aumentare
della pazzia del re . Prima uno, poi tre, dopo dieci, e alla fine cento . Dopo
una lunga ricerca questi fuggitivi si misero in contatto con Davide . Non lo
avevano visto da molto tempo .
In realtà al rivederlo, non lo riconobbero . Era
cambiato . La sua personalità , il suo carattere, tutto il suo essere era stato
trasformato . Parlava meno . Amava Dio di più . Cantava in una maniera diversa
. Essi non avevano mai ascoltato quelle canzoni prima di
allora . Alcune erano indescrivibilmente belle,
altre facevano gelare il sangue nelle vene .
Coloro che lo trovarono e che decisero di essere
sui compagni di fuga erano un gruppo di disprezzati e di miserabili : ladri,
bugiardi, lamentoni, critici, ribelli, dai cuori
ribelli . Erano accecati dall’ odio verso il re, e quindi ogni figura di
autorità . Sarebbero stati disturbatori in paradiso, ammesso che ci fossero
arrivati .
Davide non li guidò . Egli non condivise le loro attitudini .
Tuttavia senza chiedere incominciarono a seguirlo . Mai, egli, gli parlò di
autorità . Mai si riferì all’ obbedienza ; nonostante questo, tutti loro si
sottomisero . Egli non stabilì nessun regolamento . I precetti legali non sono
parole che si incontrano nel vocabolario dei fuggitivi . Ma essi pulirono le
loro vite esteriori e gradualmente anche la loro vita interiore cominciò a
cambiare .
Essi non temevano ne la sottomissione ne l’
autorità ; neanche pensarono intorno all’argomento e tanto meno lo discussero .
Allora perché seguirono Davide ? In realtà non è che lo seguirono, fu solo
perché egli era . . . . buono . . . . era Davide . E questo non aveva bisogno
di spiegazioni . E così, per la prima volta, la monarchia ebbe i suoi natali .
“ Perché, Davide, perché ? “
Il posto era un’ alta oscura caverna . Gli uomini
si muovevano con impazienza da un lato all’altro Poi uno per uno, pur nervosi cominciarono
sedersi .Tutti erano confusi come Joab che alla fine aveva espresso il parere di tutti .
Joab voleva una risposta
. Subito !
Davide dovette sentirsi abbastanza imbarazzato, o
per lo meno difensivo . Però non era nell’ uno e ne l’altro Egli vedeva più in
là di Joab, così come un uomo che vede un regno che
solo lui può vedere . Joab avanzò verso Davide, lo
fissò dall’ alto in basso e cominciò a ruggire la sua frustrazione . “ Più di
una volta egli stava per fissarti ad una parete con un colpo di lancia nel
castello . ’ ho visto con i miei occhi . Poi tu scappi via . Per anni non sei
stato altro che un coniglio perseguitato . E per di più ognuno crede alle bugie
che egli racconta sul tuo conto . Egli stesso è venuto, il re in persona, a
cercarti in ogni caverna e in ogni fosso della terra per trovarti e ucciderti
come un cane . E stanotte lo avevi alla punta della sua stessa lancia e non hai
fatto niente ! “
“ Guardaci siamo di nuovo animali . Meno di un ora
fa avresti potuto liberarci . Si avremmo potuto essere tutti liberi, proprio
adesso ! Liberi ! E con noi tutto Israele . Perché, Davide, perché non hai
messo fine a tutti questi anni di miseria ? ”
Ci fu un lungo silenzio . Gli uomini cominciarono
a muoversi nervosamente di nuovo .
Non erano abituati a vedere Davide mentre veniva rimproverato .
“ Perché ” disse Davide
molto lentamente ( e con gentilezza che sembrava dire : ‘’ Ho ciò che hai
chiesto, ma non il modo con quale l’ hai fatto “) , “ perché una volta, molto
tempo fa, egli non era arrabbiato . Egli era giovane, era grande, grande agli
occhi di Dio e degli
uomini . E fu Dio che lo
fece re, non gli uomini “ .
Joab si adirò ancora di più : “ Però adesso lui è arrabbiato ! Dio non è più con lui . E Davide, egli sta ancora cercando di ucciderti “
Questa volta fu la risposta di Davide che uscì con furore : “ E’ meglio che lui ammazzi me che io apprenda le sue maniere . E’ meglio che lui mi uccida che io diventi come lui . Io non praticherò le maniere che formano un re arrabbiato . Io non lancerò lance, e ne permetterò che l’ odio alligni nel mio cuore . Non mi vendicherò, ne adesso ne mai . “
Joab non poté sostenere queste risposte senza senso e tornò nel buio della caverna .
Quella notte gli uomini si addormentarono sulla nuda pietra della caverna umida mormorando intorno alle opinioni masochiste e perverse del loro capo, in quando alle relazioni con i re e soprattutto coi re insensati e arrabbiati . Quella notte anche gli angeli andarono a letto, e sognarono nello splendore crepuscolare di quel giorno straordinario, che Dio poteva dare la sua autorità ad un vaso degno di fiducia .
Capitolo 15
Che classe di uomo era Saul ? Chi era costui che si fece nemico di Davide ?
Unto del Signore e liberatore d’ Israele . E che tuttavia lo si ricorda maggiormente per la sua insensatezza . Dimentica le critiche, i ricordi negativi e la brutta reputazione di Saul, guarda ai fatti . Saul fu una delle figure più grandi della storia . Egli era un contadino, un bambino di campagna . Era alto, attraente e piaciuto .
Era battezzato nello Spirito Santo .
Veniva da una buona famiglia, che vuol dire che, nella sua genealogia ebbe alcune delle figure più grandi di tutta la storia dell’umanità . Abramo, Israele e Mosè si contavano nel numero dei suoi avi .
Ricordi gli antecedenti storici ?
Abramo aveva fondato una nazione . Mosé aveva liberato questa nazione dalla schiavitù .
Giosuè la stabilì nel paese che Dio le aveva promesso . I giudici impedirono lo disgrega-
mento totale di essa . E fu a questo punto che Saul apparse . Egli prese questo popolo e lo integrò in un regno unito .
Saul unì un popolo e fondò un regno . Pochi uomini hanno fatto questo . Egli creò un esercito dal nulla . Vinse battagli e sconfisse nemici più di una volta nel potere di Dio come pochi uomini lo hanno fatto . Ricorda questo, e ricorda anche che fu un uomo battezza-to nello Spirito Santo . Per di più fu anche un profeta . Lo Spirito venne su di lui con potere e autorità . Disse e fece cose inaudite, e il tutto per mezzo del potere dello Spirito che riposava su di lui.
Egli fu tutto ciò che gli uomini bramano essere oggi . . . abilitati dallo Spirito . . . capaci di fare tutto l’ impossibile . . . per Dio : un capo, scelto da Dio con potere da Dio .
A Saul fu data autorità che è di Dio . Egli era l’ unto del Signore e il Signore lo trattò come tale . Fu anche consumato dalla gelosia, capace di uccidere e volenteroso vivere nelle tenebre spirituali . C ’è una morale in queste contraddizioni ?
Si, e questa morale frantumerà molti dei tuoi concetti intorno alla potenza, intorno ai grandi uomini unti da Dio, e intorno a Dio stesso .
Molti pregano per ricevere il potere di Dio . Il numero di questi cresce di anno in anno. Queste preghiere suonano così potenti, sinceri, benevole e senza ulteriori motivi . Però nascoste sotto queste preghiere e questo fervore c’è ambizione, brama di fama, desiderio di essere considerati un gigante spirituale . Gli uomini che pregano così, possibilmente neanche sanno questo, ma ciò non toglie che tali tenebrosi motivi e desideri si trovano nei loro cuori . . . nel tuo cuore .
Nello stesso tempo che si innalzano tali petizioni
si sente un vuoto interiore . C’ è solo una
minima crescita spirituale . La preghiera per la potenza è la strada più
facile e più veloce, che circumnaviga la crescita interiore .
C’è una grande differenza tra l’ investitura
esteriore del Spirito e la pienezza interiore della vita dello Spirito . Nel
primo caso, a prescindere dalla potenza,
l’ uomo interno del cuore può rimanere inalterato . Nel secondo, invece si
tratta direttamente col nostro .
Qualcosa di molto interessante intorno a Dio è che
Egli ascolta tutte queste richieste per potenza, che gli presentano i giovani
ferventi di ogni generazione . . . e anche rispon-de ad esse ! Molto spesso,
Egli concede il potere e l’ autorità che vengono richieste qualche volta Egli
dice “ si “ a qualche vaso veramente indegno .
Dio da potere agli uomini indegni ? Anche quando
interiormente non sono altro che un mucchio di ossa secche ?
Perché Dio fa tali cose ? La risposta è allo
stesso tempo semplice e scioccante . Egli a volte da una grande porzione di
potere a un vaso indegno affinché questi col tempo si ri-
veli, col proposito che tutti vedano la vera
condizione di nudità interiore che si trova in
questi uomini . Per cui, pensa bene la prossima
volta che sentirai mercanteggiare la potenza . Ricorda Dio, volte da la potenza
agli uomini per ragioni incomprensibili.
Un uomo può vivere nel peccato più profondo, ma ancora il dono può star lavorando perfettamente in lui . I doni di Dio, una volta dati, non possono essere revocati . Sebbene nella presenza di peccato . E per di più, alcuni che vivono in tale condizione, sono unti del Signore . . . agli occhi del Signore .
Saul fu una prova vivente di questa realtà .
I doni non possono essere revocati . Terrificante,vero
?
Se tu sei giovane e non hai mai visto tali cose,
puoi esserne certo che in qualche giorno dei prossimi quarant’
anni le vedrai . Uomini altamente dotati e molto potenti . . . reputati
capi nel regno di Dio, fare cose ripugnanti e
malvagie .
Di che ha bisogno questo mondo ? Di uomini
altamente dotati esteriormente o di uomini rotti di cuore e trasformati
interiormente ?
Tieni in
mente che alcuni degli uomini ai quali è
stata data la potenza di Dio, hanno formato eserciti, sconfitto nemici, portato
avanti meravigliose opere di Dio, hanno pregato e profetizzato con potenza ed
eloquenza . . . .
e hanno tirato lance,
e hanno odiato altri uomini,
e hanno attaccato altri uomini,
e hanno cospirato per uccidere,
e hanno profetizzato nudi,
e hanno anche consultato streghe .
Capitolo 16
“ Ancora non hai risposto alla mia domanda . Io penso che l’ uomo sotto la cui autorità mi trovo è un re come Saul . Come posso saperlo con certezza ? “
Non è dato a noi saperlo . E ricorda, anche i Saul
sono spesso gli unti di Dio.
Il fatto è che sempre e in ogni dove ci saranno
uomini che si alzeranno e diranno : “ Questo
uomo è secondo l’ ordine di re Saul “ . Mentre un’ altro, puoi esserne certo,
si alzerà per dichiarare : “ No , egli è l’ unto del signore secondo l’ordine
di Davide “ . Nessuno può sapere in verità chi dei due ha ragione. E se per
caso tu ti trovi affacciato al tuo balcone, osservando questi
due che si gridano mutuamente, ti domanderesti a quale ordine, o se a qualche
ordine, essi appartengono .
Ricorda, il tuo leader può essere un Davide .
“Questo è impossibile “
Sicuro ? Molti di noi conosciamo almeno due uomini
nella discendenza di Davide che sono stati condannati e crocifisso dagli uomini
. E questi ultimi erano così sicuri che coloro i quali avevano condannati e
crocifisso non erano dei Davide .
E se non conosci tutti e due i casi per certo ne
conoscerai almeno uno.
Uomini che seguono i Saul tra di noi, spesso
crocifiggono i Davide tra di noi.
Chi, allora, può sapere chi è Davide e chi è
Saul ?
Dio lo sa . Ma non lo dirà.
Sarai tu così certo che il tuo re Saul e non
Davide, da prendere il posto di Dio e far guerra contro Saul ? Se è così,
allora ringraziamo il Signore che non stai vivendo nei giorni in cui era in uso
il Golgota .
Allora vuoi sapere cosa puoi fare ? Molto poco,
forse niente .
Comunque, il passar del tempo ( e la cotta del tuo
leader mentre questo tempo passa ) ri-
vela molto intorno al tuo leader .
E il passar del tempo, e la maniera con la quale
reagisci a questo leader, sia egli un Saul o
un Davide, rivela molto intorno a te .
Due generazioni dopo il regno di Saul, un giovane entusiasta si affiliò nell’ esercito d’Israele sotto l’autorità di un nuovo re, il nipote di Davide .
Subito, questi, ascolto intorno agli uomini di valore che furono al servizio di Davide. Decise di investigare se ne incontrava qualcuno di essi in vita, e se così, cercarlo e parlargli, sebbene avesse calcolato che l’eventuale qualcuno aveva più di cento anni.
Alla fine ne trovò uno, e certamente si trovava ancora in vita .
Avendo scoperto dove viveva, in tutta fretta si recò alla sua dimora . Ansiosamente, se non esitante, bussò alla porta la quale lentamente si aprì .
All’ uscio si presentò un uomo gigantesco, capelli grigi . . . no, completamente bianchi. .
. . e con rughe al di la di ogni aspettazioni.
“ Sei tu, Signore, uno dei potenti uomini di Davide di molto tempo fa, uno di coloro dei quali abbiamo sentito parlare così tanto ? ”
Il vecchio esaminò la faccia del giovane, l’ aspetto e la sua uniforme per lunghi momenti . Poi, con una voce appassita ma ferma, gli rispose senza mai togliere i suoi occhi dal viso del giovane .
“Se stai chiedendo se io sono un vecchio ladro e abitante delle caverne, uno che segui un fuggitivo sommante emotivo e isterico, allora si, lo fui uno dei potenti uomini di Davide”.
Mentre pronunciava le ultime parole, si raddrizzò nelle spalle e terminò con una risata affogata .
“ Perché stai facendo in modo che il grande re sembri uno smidollato . Non fu egli uno dei più grandi governanti? ”
“ Non era uno smidollato “ disse il vecchio . Poi, giudicando i motivi che avevano condotto il giovane alla sua porta, rispose saggiamente con dolce voce : “ ma neanche fu un gran leader.”
Che fu allora, buon uomo ? Perché io sono venuto per imparare le maniere del Gran Re e dei suoi . . . uh ! . . . potenti uomini . Quale fu la grandezza di Davide ? ”
“ Io vedo che tu hai l’ ambizione tipica dei giovani”, disse il vecchio guerriero . “ Ho la impressione che tu stai sognando di essere il conduttore di uomini un giorno ” . Fece una pausa, poi continuò riflessivo : “ Si, ti dirò della grandezza del mio re, però le mie parole potranno sorprenderti .”
Gli occhi del vecchio uomo si riempirono di lacrime mentre pensava prima a Davide e poi al nuovo stolto re che avevano appena incoronato .
“ Io ti racconterò del mio re e della sua grandezza ” .
“ Il mio re non mi ha mai trattato come il tuo sta trattando te adesso . Il tuo re ha cominciato il suo regno con leggi, regole, regolamenti, e timore .
Il ricordo più chiaro che ho del mio re, quando stavano
vivendo nelle caverne, è quello che la sua fu una vita di sottomissione . Si,
Davide mi mostrò sottomissione, non autorità . Egli mi insegnò non il corso
rapido di leggi e regole, ma l’ arte
della pazienza .
Questo cambiò la mia vita . Il legalismo non è niente se non un modo di un leader per evitare la sofferenza .
Le regole furono inventate dagli anziani, in modo da poter andare a letto presto ! Gli uomini che insistono sull’ autorità stanno solo dimostrando che non ce l’ hanno . E i re che fanno lunghi discorsi intorno alla sottomissione, rivelano solamente il doppio timore che alberga nei loro cuori : non sono sicuri di essere realmente dei leader ordinati da Dio . E vivono nel terrore mortale della ribellione .
Il mio re non parlò della sottomissione a lui . Non temeva la ribellione . . . perché . . . perché non gli importava se veniva detronizzato !
Davide mi insegnò a perdere non a vincere . A dare non a ricevere . Egli mi mostrò che il capo, non i suoi seguaci, è l’incomodo . Non ci evitava la sofferenza ma cercava di proteggerci da essa .
Mi insegnò che l’autorità non si oppone alla ribellione, specialmente quando questa ribellione non è più pericolosa dalla immaturità o della stupidità ” .
Il vecchio uomo stava ovviamente ricordandosi di alcuni episodi intensi o a volte comici delle caverne .
“ No “, egli disse, ora con una voce con un tocco di eloquenza,” l’ autorità data da Dio non teme le sfide, non si difende e non le importa niente se viene detronizzata . Questa fu la grandezza del Gra . . . del Vero Re .”
Il vecchio cominciò ad allontanarsi . E sia la rabbia che la regalità erano presenti nella sua portata mentre si ritirava . Poi guardò nel volto il giovane ancora una volta, e gli mandò un’ altra scarica : “ Riguardo all’autorità che Davide aveva : gli uomini che non ce
l’ hanno, parlano di essa in continuazione . Sottomettiti, sottomettiti, e tutto ciò che ti senti dire . Davide aveva autorità, però non penso che gli interessasse molti ! Eravamo 600 buoni a nulla con un capo che sempre piangeva . Questo è tutto ciò che eravamo ! ”
Queste furono le ultime parole che il giovane udì dal vecchio guerriero . Scivolando
all’ indietro, si chiese se sarebbe stato felice ancora di essere al servizio di Roboamo .
Capitolo 18
Così, essendo giunti alla conclusione del nostro studio su Saul e Davide, pensi di essere stato servito abbondantemente ? Cosa significa questo ?
Tu ora sei certo che l’uomo sotto al quale ti
trovi non è realmente da Dio . . . o se lo è, nella migliore delle ipotesi è
solo un Saul ? Oh mio Dio, come a volte siamo così sicuri di cose che neanche
gli angeli conoscono .
Posso allora chiederti cosa farai o hai un piano
di fare con questa nuova conoscenza che hai appena acquistata ? Si, sono sicuro
che tu non sei ne un Davide ne un Saul . . . ma solo
un contadino del regno . Tu pianifichi e pensi di
condividere le tue nuove esperienze con i
tuoi amici intimi ? Comprendo, forse devo
avvertirti che con questo nuovo e inebriante conoscimento tuo c’ è nascosto un
inerente pericolo . Uno strano cambiamento può verificarsi nel tuo cuore . Vedi
è possibile . . . però aspetta .
Cos’ è ciò che vedo laggiù ? Proprio la ! In
quella nebbia dietro di te, voltati, la vedi anche tu ? Chi è quella figura di
fantasma che si muove nella nebbia ? Sembra che sicuramente
L’ ho gia vista prima . Guarda più da vicino . Non
ci è possibile vedere che sta facendo ?
Sembra che si sta inchinando su di un cofano
antico . Si lo ha aperto . Chi è questi ? E
cosa sta facendo ? Ha tirato fuori qualcosa dal
cofano .
Un mantello ? Si qualcosa come una mantellina .
Guarda la sta indossando ! E gli va perfettamente, dalle spalle gli cade come
un manto .
E ora ? Sta abbassandosi di nuovo verso il cofano
. Io so che ho visto quella persona in
qualche posto prima d’ ora . Che sta tirando fuori
adesso ? Uno scudo ? No, una corazza .
Si, una corazza di un vecchio e dimenticato ordine
militare . La sta indossando come se volesse far rivivere questo ordine su di
lui stesso ! Chi è quell’uomo ? La portata, la posa ,
il portamento, l’ ho gia visto prima . N e sono
sicuro .
Ah ora si è mosso ed è venuto alla luce,
certamente lo vedremo chiaramente ora .
Quella faccia . Non sei tu ?
Si, sei proprio tu ! Tu che puoi così saggiamente
discernere la presenza di un indegno Saul ! Va ! Guardati allo specchio . Quell’ uomo sei tu !
Guarda anche sulla corazza e al nome che sopra vi
è scritto .
Ecco : ABSALOM SECONDO ! ! !
Capitolo 19
“ Guarda,
viene Davide ! “
Sorrisi burloni, poche risatine e qualche risata
alquanto debole .
“ Guarda, niente meno che Davide ! “
Di nuovo il sorriso ironico, un cenno, e un calmo
diversivo .
“ Quello non è Davide,” esclamò un giovane al suo
tutore mentre camminavano insieme sul margine della strada . “ Perché quelli
parlano in quel modo ? Quell’uomo non è Davide ! ”
“ E’ vero ragazzo, quell’
uomo non è Davide, è solo Absalom quello che sta uscendo dalla porta .” Perché lo chiamo
Davide ? “ Chiese il ragazzo guardando le spalle dell’ avvenente
uomo che viaggiava nella biga preceduto da
cinquanta cavalieri .
“ Perché egli ricorda Davide quando era giovane . E
perché siamo tutti felici che c’è un tale avvenente giovane che un giorno
prenderà il suo posto . E forse anche perché Absalom
è più bello d’ aspetto che Davide . Può anche essere che egli è più
affascinante uomo che esista “ .
“ Sarà re molto presto Absalon
? Quanti anni ha Davide comunque ? Probabilmente ha la stessa età di re Saul
quando il suo regno stava per terminare “
“ Quanti anni ha Absalon
? “
“ Circa la stessa età di Davide quando Saul cercò
crudelmente di ucciderlo “.
“ Davide ha la stessa età di Saul . Absalon ha l’ età di Davide quando fu unto re, “ pensò il
ragazzo . Poi i due camminarono per un tratto in silenzio . Il ragazzo,
ovviamente sprofondando nei suoi pensieri, chiese di nuovo .
“ Saul fu molto duro con Davide, non è vero ? “
“ Si è così “
“ Pensi che Davide tratterà Absalom
allo stesso modo ? Sarà Davide duro con Absalom ?“
Il tutore fece una pausa per considerare la
domanda, ma il ragazzo incalzò : “ Se Davide
tratta male Absalom,
avrà Absalom la stessa misericordia che Davide ebbe
con Saul ?”
“ Ragazzo il futuro certamente ce lo dirà . Oh, tu fai certe domande ! Se quando sarai
grande potrai dar risposte così come ora fai domande, senza dubbio sarai
conosciuto come l’ uomo più saggio della terra . “
I due rientrarono nella
porta che da nel castello .
Si riscaldava il cuore nel conoscere un uomo che
vedeva le cose così chiaramente . Di-
scernendo . Si questa è la parola adeguata che
meglio lo descrive : Discernendo . Egli poteva penetrare fino al cuore di ogni
problema .
Gli uomini si sentivano sicuri solo nello stare
insieme a lui, anzi, bramavano di stare con lui . Parlando con lui, essi
realizzavano che essi stessi erano più saggi di quanto avessero realizzato
prima . Questa rivelazione li faceva sentire bene . Mentre egli discuteva
problema dopo problema e soluzione dopo soluzione gli uomini cominciarono va
desiderare con ansia il giorno in cui sarebbe stato il loro leader . Egli
poteva aggiustare tante cose sbagliate . Egli dava loro un senso di speranza .
Però questo imponente e grandioso uomo non avrebbe
affrettato deliberatamente il giorno della sua elezione . Di queste ne erano
ben certi . Egli era troppo umile e rispettoso verso l’ attuale capo . Quelli
che gli stavano vicini cominciando a sentirsi un po’
frustati per il fatto che dovevano seguirlo
aspettando tempi migliori, per poi alla fine avere lui come re . Più
conversavano con lui e più si davano conto che c’ erano cose fuori posto nell’
attuale regno . Si, cose fuori posto che mai non avevano neppure sognato .
E problemi . E problemi dei quali mai avevano
pensato . Si, realmente stavano crescendo in sapienza e in perspicacia .
Mentre i giorni passavano, molti altri si
avvicinarono per ascoltarlo . Le parole si diffondevano pacatamente : ” Qua c’è
qualcuno che capisce e che ha tutte le risposte .” I frutti vennero,
ascoltarono, chiesero domande, ricevettero risposte eccellenti e cominciarono a
sperare . Le teste si alzavano e abbassavano in segno di assenso, sogni
nascevano .E mentre il tempo passava c’ era sempre una maggiore affluenza . Le
idee si tramutavano in storie, storie di ingiustizia che altri potevano
considerare insignificanti .
Ma non questo ascoltatore ! Egli era
compassionevole. E mentre quelli intorno a lui parlavano, la scoperta delle
ingiustizie sembrava crescere in numero e gravità .
Ad ogni nuova storia gli uomini si commuovevano
sempre di più davanti all’ ingiustizia
che ora sembrava sfrenata .
Però il giovane saggio si sedeva tranquillamente e
non aggiungeva neanche una parola a tutte queste mormorazioni . Egli era troppo
nobile, come puoi vedere . Egli sempre chiu-
deva la
conversazione con un umile parola di condiscendenza verso gli uomini che
avevano la responsabilità di governare .
Però era troppo l’ aspettarsi che un tale uomo si
fosse seduto a tacere per sempre .
Questa interminabile sfilata di ingiustizie era
destinata ad agitare anche il più rispetta-
bile degli uomini . Anche il più puro dei cuori di
cuori si sarebbe arrabbiato . ( E questo uomo era senza dubbio il più puro di
cuore in tutto il regno ) .
Un uomo così compassionevole non poteva per sempre
togliere gli occhi da tali sofferenze e ne poteva rimanere in silenzio per
sempre . Un carattere tanto nobile, qualche giorno doveva pur parlare .
Finalmente i suoi seguaci, che egli giurò di non avere, si colorirono quasi di livido . Le loro critiche intorno al
regno non solo si inferocirono, ma aumentavano . Tutto volevano fare qualcosa
per questa ingiustizia senza fine .
Alla fine, sembrò che questo magnifico uomo avesse
concesso qualcosa da fare . Al principio fu solo una parola, più tardi una
preghiera . Il cuore di questi sobbalzò . Il gaudio, e la gioia regnarono .
Alla fine la nobiltà si e era alzata e messa in azione .
Invece no ! Egli ammonì a non capire male . Era
dispiaciuto si, ma non poteva e non avrebbe parlato contro coloro che sedevano
sulle sedie della responsabilità . No, assolutamente no ! Non importava quanto
fosse giustificato . Egli non avrebbe parlato .
Si egli faceva cordoglio sempre di più . Era ovvio
che tali rapporti lo avrebbero costretto
all’ agonia . Poi, alla fine, la sua giusta ira
sfociò come un ristoro controllato e con un messaggio di forza : “Queste cose
non devono più succedere “. Poi si mise in piedi con gli
occhi fiammeggianti : “Se io fossi in
responsabilità ecco ciò che farei . . .”
E con queste parole s’infiammò la ribellione . S’
infiammò in tutti, meno che in uno .
Nell’ uomo più nobile e puro nella stanza non fu
così : la ribellione era stata nel suo cuore da anni .
Capitolo 21
“ Savio ! “
“ Si “
“ Savio , posso avere un momento del tuo tempo ? “
“ Si, certo, io ho molto tempo “.
“Sei appena tornato dalla riunione nella casa di Absalom ? “
“ Si è cosi ì “.
“ Ti dispiacerebbe condividere qualche impressione
che hai avuto li dentro ? “
“ Vuoi dire un impressione generale di Absalom e dei suoi amici ? “
“ Si, questo sarebbe abbastanza “.
“Beh, io ho incontrato molti uomini come Absalom, molti “.
“Allora com’ è egli ? “
“ Egli è sincero e ambizioso allo stesso tempo .
Forse può sembrare una contraddizione,
ma è così,
proprio così . E’ probabile che veramente vuol fare ciò che dice, ma la sua
ambizione continuerà per molto tempo anche dopo che avrà scoperto la sua
inabilità nel
fare ciò che ha promesso . Una volta ascesi al
potere, aggiustare le cose sbagliate diventa sempre secondario “.
“Mi dispiace, savio, ma non capisco “.
“ Ci sono due cose che persistono nella mia mente
. In una riunione, quando Absalom stava rispondendo a
domande, stava enfatizzando molto il fatto che dovrebbe esserci più libertà nel
regno . A tutti piacque questo :” Una persona dovrebbe essere guidata solo da
Dio e non dagli uomini “, egli disse . “Gli uomini dovrebbero fare solo ciò che
Dio li guida a fare . Noi dovremmo seguire Dio e non gli uomini . Credo che
queste furono le sue parole”
“ In un’ altra riunione, parlò della grande
visione che aveva per il regno di Dio, e dei grandi successi che il popolo era
capace di ottenere . E dall’ altro lato, parlò dei molti cambi che egli avrebbe
effettuato nella maniera attuale che il regno stava andando avanti .
Sebbene non si rendesse conto, egli aveva
stabilito due proposizioni inconciliabili . Molti
cambi, più libertà . Si senza dubbio, egli mi
ricorda di molti altri uomini che ho incontrati
attraverso gli anni “.
“ Savio, pensò di aver capito ciò che vuoi dire,
ma non sono sicuro del punto che vuoi fare . “
“ Absalon sogna . Sogna
di ciò che dovrebbe essere, di ciò che sarà : “ Questo e ciò che farò “, egli
dice . Ma per far si che questi sogni si avverano, egli ha bisogno della
collaborazione delle persone . Ah !, questo è il punto che sfugge agli uomini .
Tali sogni si appoggiano completamente sulla premessa
che il popolo di Dio si schiererà dalla parte del nuovo leader, che tutti
vedono le cose come lui le vede . Un tale uomo non può rendersi conto dei
problemi nel suo futuro regno, è possibile che il popolo lo seguirà, ma è anche
possibile che no !
Al massimo, il popolo di Dio, seguirà un leader
per pochi giorni . Essi mai durano con qualcuno per lungo tempo . Generalmente,
le persone fanno ciò che più gli piace . Essi possono fare il volere di un’
altro per un tempo, ma non per molto . Le persone non lavoreranno
troppo
duro, neanche se stanno seguendo Dio
in persona . Che farà allora Absalon
quando il popolo non vorrà più seguirlo volontariamente ? E qui casca l’ asino
!
Vedi, non c’ è nessun regno senza discordie, anche
Dio ebbe i suoi criticoni in cielo, tu lo sai bene . Tutti i regni seguono una
traiettoria di alti e bassi . E le persone, specialmente il popolo di Dio, non
seguono ma un sogno all’ unisono . No, per adempiere tutto ciò che ha
programmato quella sera, ha bisogno di tempo . Non tutti vorranno seguirlo . A
questo punto, vorrà egli andare avanti determinativo a trasformare quei sogni
in realtà ? Se così sarà, Absalon ha solo un rimedio
: dittatura . O ricorrerà a questa oppure vedrà pochi, se non nessuno, dei suoi
sogni realizzati . Se diventa un dittatore, posso assicurarti che in un futuro
non molto lontano ci sarà malcontento con lui, proprio come c’ è ora con l’
attuale re . Si, se Absalon diventa re, poco dopo
vedrai nuove riunioni tipo quella dalla quale sono appena venuto, solamente ci
saranno nuovi volti, nuovi sogni, e nuovi piani per una nuova ribellione,
questa volta contro Absalon ! A quel punto, quando Absalon ascolterà di tali riunioni, e di discussioni
intorno alla ribellioni, avrà solo una soluzione . “
“ Che pensi che farà, saggio ? “
“ I ribelli che ascendono al trono per mezzo della
ribellione, non hanno pazienza con altri ribelli e le loro ribellioni . Quando Absalon sarà affrontato con ribellione, diventerà un
tiranno . Egli sarà dieci volte più malvagio di come egli oggi vede il tuo re,
Egli soffocherà la ribellione con una mano di ferro . . . e col terrore . Egli
eliminerà tutta l’ opposizio-ne . Questo è sempre l’ ultimo stato di ogni
altisonante ribellione . Questa sarà la maniera di Absalon
se lui prenderà il trono da Davide . “
“ Ma Savio, alcuni ribelli non sono essi stati di
beneficio nel detronizzare deposta e bruti ? ”
“ Oh si “, però pochi . E ti ricordo : questo
particolare regno è differente dagli altri .
Questo regno è composto dal popolo di Dio . E’ un regno spirituale . Io ti dico enfaticamente, nessuna ribellione nel regno di Dio è convenevole, ne potrà essere pienamente benedetta .”
“ Perché dici questo, savio ? “
“ Per molte ragioni . Una è ovvia . Nel reame
spirituale, un uomo che guida una ribellione
ha già dimostrato,
non importa quanto angeliche siano state le sue maniere e quanto grandiose le
sue parole, di avere una natura critica e di avere motivi nascosti nel suo
cuore . Francamente, egli è un ladro . Egli crea insoddisfazione e tensione nel
regno, e poi alla fine, prende il potere e cattiva seguaci . I seguaci che ha,
li usa per fondare il suo proprio dominio . Un tale meschino inizio, viene
costruito sulle fondamenta della insurrezione . . . No, Dio non onora mai
divisioni nel suo reame . Lo trovo curioso il fatto che gli uomini i quali si
sentono qualificati per spaccare il regno di Dio non sono poi capaci di andare
in qualche altro posto, in un’ altra terra, per innalzare un regno
completamente nuovo . No, essi devono rubare da un altro leader . Non ho mai
visto un eccezione . Sembra che sempre hanno bisogno almeno dei pochi seguaci
preconfezionati.
Cominciare soli e con le mani vuote spaventa il migliore degli uomini . Questo fatto di rubare regni ad altri, dice anche chiaramente di quanta sicurezza essi hanno che Dio sia
con loro . Ogni loro parola, anche se sembra veritiera, parla della loro insicurezza .
“ Ci sono molte terre intatte e senza padrone . Ci sono molti popoli in altre parti che stanno aspettando di seguire il vero re, un vero uomo di Dio . Mi ripeto ( e ci sono molti che dicono che spesso dico le stesse cose ) , perchè non voler essere re e profeti sem-plicemente andando via quietamente, soli, cercare un altro popolo in un’ altro posto, e la innalzare il regno che essi immaginano . Gli uomini che guidano ribellioni nel mondo spiri-
tuale sono uomini indegni . Non ci sono eccezioni . Ed ora devo andare, devo unirmi a questa sfilata .”
“ Dimmi savio, Qual è il tuo nome ? “
“ Il mio nome ? Sono la storia “.
Capitolo 22
Davide era in piedi nel balcone del suo palazzo . Le luci delle case della città santa ammiccavano sotto di lui . Dal di dietro si avvicinò un uomo . Davide sospirò e senza voltarsi parlò: “ Si Joab, che succede ? “
“ Sai tu ? “
“ Io so, “ replicò calmo .
“ Da quanto tempo lo sai ? “ chiese Joab con ansiosa sorpresa .
“ Da mesi, anni, forse da una decade . Forse lo so da trent’ anni .”
Dopo questa risposta Joab non era sicuro che stessero parlando della stessa cosa . Dopo
tutto Absalom non aveva più di trent’ anni .
“ Mio re, io sto parlando di Absalom “, disse un po’ esitante .
“ Anch’ io “, disse il re .
“ Se lo sai da molto tempo perchè non l’ hai fermato ? “
“ Mi stavo appena chiedendo la stessa domanda .”
“ Vuoi, o re, che io lo ferma per te ? “
Davide si girò violentemente ! In un istante, la domanda di Joab aveva risollevato il suo dilemma .
“ Tu non lo farai ! Neanche dirai una sola parola a lui . Neanche lo criticherai . Neanche permetterai che qualcun’ altro parli criticando lui e ciò che lui sta facendo . Per certo tu non lo fermerai .”
“ Ma non prenderà egli il regno ? “
Davide sospirò di nuovo, soavemente, con calma . Per un momento si trovò tra il pianto e il sorriso . Poi sorrise smagliatamene e disse : “ Si, forse lo farà .”
“ Allora che farai tu , hai un piano ? “
“ No nessuno . Sinceramente non ho nessuna idea su cosa fare . Ho combattuto molte battaglie e ho contenuto molti assedi . Generalmente ho sempre saputo cosa fare . Ma in questa occasione posso solo ricorrere alle mie esperienze giovanili . Il corso che seguii in quel tempo sembra essere il migliore che possa seguire adesso .
“ Che corso fu ? “
“ Di fare assolutamente niente .”
Capitolo 23
Davide si trovava solo un’ alta volta . Lentamente, quietamente camminò per tutto il giardino della terrazza . Alla fine si fermò e parlò a se stesso con voce alta .
“ Ho aspettato Absalom ; ho chiesto più volte : che c’è nel cuore di questo giovane ?
E ora lo so . Tu farai l’ impensabile . Tu dividerai, o Absalom, il regno di Dio . Tutto il resto non furono che parole .”
Davide si quietò per un momento . Poi, quasi pauroso parlò, con voce bassa : “ Absalom non esita a dividere il regno di Dio . Ora lo so egli cerca seguaci . Per lo meno non li allontana da lui ! Sebbene appare magnificamente puro e illustremente nobile, egli divide.
Il suo seguito cresce, anche se coscientemente asserisce di non averne .”
Per lungo tempo Davide non disse niente, poi con una traccia di umore nelle sue parole cominciò a parlare a se stesso : “ Molto bene buon re Davide, hai un argomento risolto .
Ti trovi nel mezzo di una divisione e potresti essere benissimo detronizzato . Ora viene il secondo argomento .” Fece una pausa, alzò le sue mani e quasi fatalmente chiese :” Che farai ?. Il regno è in pericolo imminente . Sembra che ho due possibilità : perdere tutto o essere Saul . Io posso fermare Absalom, ho solo bisogno di essere un Saul . Diventerò io come Saul, nella mia avanzata età ? Sento che il Signore stesso sta aspettando la mia decisione . Sarò io un Saul ? “ Si chiese di nuovo, questa volta a voce alta .
Una voce di dietro rispose : “ Buon re, egli non è stato Davide per te .”
Davide si voltò, era Abishai che si era avvicinato senza preavviso .
“ Un luogo molto frequentato questa terrazza “, replicò Davide con ironia .
“ Signore “ disse Abishai .
“ Niente è sufficiente dire che non sono stato senza visitatori oggi, un giorno nel quale avrei voluto restare solo . Cosa mi hai detto ? Che ho detto io in effetti ?
“ Tu hai detto : Sarò io un Saul nei riguardi di Absalom ? e io ho risposto, egli non è stato un giovane Davide per te “.
“ Io non ho mai sfidato Saul ; io non ho mai cercato di dividere il regno durante il suo governo . E’ questo che vuoi dire ? “
“ Più, replicò Abishai fortemente . “ Saul fu molto malvagio nei tuoi confronti e trasfor- mò la tua vita in una tortura . Tu rispondesti solo con rispetto e con un’ agonia privata .
Le brutte cose che successero vennero solo da una parte . Tutto cadde su di te . Tu avresti potuto dividere il regno e detronizzare Saul , ma invece di fare questo tu impaccasti le tue cose e lasciasti il regno . Preferisti andartene piuttosto che causare una divisione . Rischiasti la tua vita per l’ unità e serrarti le tue labbra e i tuoi occhi davanti a tutte le tue ingiustizie . Avevi più motivi per ribellarti, che qualsiasi altro uomo nella storia, di questo o di ogni altro regno che sia esistito o che esisterà . Absalom deve contraffare duramente la realtà per inventare la sua lista di ingiustizie . . . io potrei aggiungerne solo poche che abbiano senso . Si è Absalom comportato come tu ti compro- tasti ? Ti rispetta egli ? Cerca di preservare il regno ? Rifiuta egli di parlare contro di te ? Rifiuta seguaci ? Lascia il paese per evitare la divisione ? E’ egli rispettoso ? Sopporta la sofferenza in silenziosa agonia ? Le cose negative stanno cadendo su di lui ?
No, egli è puro e nobile ! “
Le ultime parole di Abishai vennero fuori quasi con indignazioni . Poi egli
continuò, più grave questa volta .
“ I suoi risentimenti sono minori paragonati ai tuoi giusti risentimenti verso Saul . E tu non sei stato mai, in nessuna maniera, ingiusto nei confronti di Absalon . “
Davide lo interruppe con una smorfia : “ Sembra che io ho il dono di far arrabbiare i giovani e i vecchi senza una ragione . Nella mia gioventù i vecchi mi hanno attaccato; adesso che sono un vecchio, mi attaccano i giovani . Che progresso meraviglioso . “
“ Il mio punto, “ continuò Abishai, “ è che Absalon non è Davide . Quindi ti chiedo : perchè non fermi la sua ribellione ? Fermalo il miserabile . . . “
“ Attento Abishai, ricorda che egli è anche il figlio del re . Non dovremmo mai parlare male del figlio di un re .”
“ Buon re, io ricordo che tu riufiutasti di alzare la tua spada e la lancia contro Saul, non lo facesti neanche una sola volta . Ripeto me stesso . Absalom parla contro di te giorno e notte . Egli un giorno, alzerà un esercito contro di te, anzi, una nazione .
Questa nazione ! Il giovane Absalom non è il giovane Davide . Ti consiglio di fermarlo .”
“ Tu stai chiedendo, Abishai, di diventare un Saul.” Replicò pesantemente Davide .
“ No sto solo dicendo che egli non è Davide, fermalo .”
“ E se io lo fermo, sarò ancora Davide ? Se lo fermo, non sarò io un Saul ? “ Chiese il re penetrando con lo sguardo Abishai .
“ Abishai, per fermarlo devo essere uno dei due, un Saul o Absalom .”
“ Mio re e mio amico, ti parlo teneramente : a volte penso che sei un pazzo .”
“ Si, posso vedere perché .” Sorrise Davide .
“ Caro re, Saul fu un re malvagio . Absalom è della stessa maniera, una reincarnazione giovanile di Saul . Tu sei costante sei sempre il pastorello dal cuore rotto . Dimmi la verità, qual è il tuo piano ? “
“ Fino a ora, non sono stato sicuro, di questo sono certo adesso : nella mia gioventù non fui Absalom, nella mia vecchiaia non sarò un Saul . Nella mia gioventù, dalle tue stesse parole, io ero Davide . Nella mia vecchiaia, intendo essere ancora Davide . Anche se mi dovesse costare il trono, il regno e forse anche la mia testa .”
Abishai no disse niente per un tratto . Poi parlò lentamente, assicurandosi che avesse capito bene il significato della decisione di Davide .
“ Tu non fosti un Absalom, non sarai un Saul . Signore, se non vuoi sottomettere Absalom, allora suggerisco che ci prepariamo ad evacuare il regno, perché sicuramente Absalom regnerà .”
“ Solo sarà sicuro come re Saul uccise il giovane pastorello .”, replicò il saggio vecchio re.
“ Che ? “, disse Abishai sobbalzando .
Pensa a questo Abishai, Dio una volta liberò un pastorello senza alcuna difesa dalle mani di un re potente e arrabbiato . Egli può ancora liberare un vecchio governante da un giovane ribelle ambizioso .”
“ Tu sottovaluti i tuoi avversari “, ribatté Abishai .
“ Tu sottovaluti il mio Dio, “ replicò Davide serenamente .
“ Ma perché Davide, non combattere ? “
“ Io ti darò la risposta . Se ricordi, perché tu eri la presente, io diedi già una volta questa stessa risposta a Joab nella caverna molti anni fa ! E’ meglio per me essere sconfitto, anche, essere ammazzato, che imparare le maniere di . . . di un Saul, o le maniere di Absalom . Il regno non è così importante, lascia che egli lo abbia, se questa
è la volontà del Signore . Ripeto: io non imparerò le maniere ne dell’ uno e ne dell’altro,
ne di Saul e ne di Absalom .”
“ E ora , essendo un vecchio aggiungerò qualche parola che non conoscevo allora .
Abishai, nessun uomo conosce il suo proprio cuore . Io certo non conosco il mio . Solo Dio
sa . Difenderei il mio piccolo reame nel nome di Dio ? Lancerei io lance, cospirerei, dividerei . . . e ammazzerei gli spiriti degli uomini se non i loro corpi . . . per proteggere il mio impero ? Io non mossi un dito per essere fatto re . Ne per preservare un regno, anche se fosse il regno di Dio ! Dio mi ha messo qui . Non è mia responsabilità prendere o mantenere l’ autorità . Non intendi tu, potrebbe essere la Sua volontà il succedere di tutte queste cose ? Mi immagino che, se Egli vuole, potrebbe proteggere e tenere il regno anche adesso . Dopo tutto, è il suo regno . Come ti ho detto, nessun uomo conosce il suo cuore . Io non conosco il mio . Chi sa cosa c’è effettivamente nel mio cuore ?
Potrebbe essere che agli occhi di Dio non sono più degno di occupare questo posto .
Forse ha finito con me ! Forse è Sua volontà che Absalom regni . Onestamente non lo so, ma se questa è la Sua volontà la desidero . Dio potrebbe aver finito con me ! Ogni giova- ne ribelle che alza la sua mano contro qualcuno che crede sia un Saul ; ogni vecchio re che alza la mano contro qualcuno che crede sia un Absalom, in verità, sta innalzando la mano contro la volontà di Dio . In ogni caso, io non alzerò la mia mano ! Non sembrerebbe
un po’ strano cercare di essere in controllo quando Dio desidera che forse io cada ? “
“ Ma tu sai che Absalom non dovrebbe essere re ! “ Replicò frustato Abishai .
“ E io dovrei esserlo ? Nessun uomo lo sa : solo Dio lo sa, ed egli ancora non ha parlato .
Io non combatterò per essere o per rimanere re . Dio potrebbe venire stanotte e pren-dere il trono, la regalità e . . .” la voce di Davide esitò, “ e la Sua unzione da me . Io cerco la sua volontà, non la Sua potenza . Ripeto, desidero la Sua volontà più che una posizione di autorità . Egli potrebbe aver terminato con me .”
“ Re Davide, “ venne una voce dal di dietro dei due uomini .
“ Si ? Oh, un messaggero che c’è ? “
“ Absalom, egli desidera vederti un momento, vuole chiederti il permesso per andare ad Hebron a offrire un sacrificio .”
“ Davide “ disse Abishai raucamente, “ tu sai ciò che questo vuol dire, vero ? “
“Si “
“ E tu sai ciò che farà se lo lasci andare ? “
“ Si “
Davide si rivolse al messaggero: “ Di ad Absalom che sarò li a momenti .”
Davide guardò un’ ultima volta alla quiete della città, si voltò e camminò verso la porta .
“ Lo lascerai andare ad Hebron ? “ chiese Abishai .
“ Si “ disse il re di tutti i re . “ Si glielo permetterò .
Poi si rivolse al messaggero : Questa è un ora nera per me . Dopo che avrò finito di parlare con Absalom mi ritirerò . Mandami un profeta domani per una consultazione .
Oppure uno scriba . Poi mandami Tsadok il sommo sacerdote, chiedigli se vuole unirsi a me per il sacrificio della sera .”
Abishai parlò ancora una volta, questa volta soavemente . Ammirazione si irradiava dal suo volto : “ Buon re, grazie .”
“ Per cosa “ chiese il dogmatico re mentre tornò ad incamminarsi verso la porta .
“ Non per quello che hai
fatto, ma per quello che non hai fatto . Grazie per non aver tira-to lance, per
non averti ribellato contro i re, per non aver calunniato un uomo in autorità
quando era in condizione vulnerabile, per non aver diviso il regno, per non
aver attaccato
il giovane Absalom che ha l’ apparenza del giovane Davide, ma che non
è affatto lui .”
Poi fece una pausa : “ E grazie per l sofferenza, per essere pronto a perdere tutto . Grazie per aver dato a Dio la mano libera per porre termine o per distruggere il tuo regno, se così Gli piace . Grazie per l’ esempio che sei a tutti noi . E più di tutto “ ridac-
chiò, “ grazie per non ave consultato streghe .”
Capitolo 24
“ Nathan ! “
“ Chi è . . . ? Oh, sei tu Tsadok .”
“ Perdonerai la mia intrusione ma sono già diversi momenti che ti osservo . Stavi quasi per entrare nella sala del trono, credo, per vedere il re ? “
“ Si Tsadok, questa era la mia intenzione, però ci ho pensato bene, il re non ha bisogno di me .”
“ Sono deluso Nathan . Secondo me il re ha grandemente bisogno di te . Egli sta affrontando la più grande prova della sua vita . Non sono sicuro che egli potrà superare una prova come quella attuale .”
“ Egli ha già superato questo esame Tsadok, “ lo contraddisse Nathan con sicurezza nella voce che lo qualificava come uomo di Dio .
“ Ha già passato questo esame ? Perdonami Nathan, non ho idea di ciò che stai parlando .
Queste crisi, come tu sai bene, sono appena cominciate .”
“ Tsadok, il tuo re ha superato questo prova molto tempo fa, quando egli era giovane .”
“ Stai parlando di Saul ? Ma quella, amico mio, era una faccenda completamente differente .”
“ Per niente, è esattamente la stessa . Realmente non c’ è nessuna differenza . Così come Davide ricorse a Dio, al suo Dio e ai suoi uomini di tanto tempo fa ... così adesso Davide si relazionerà col suo Dio e con gli uomini sotto di lui . Non può esserci differenza . Per niente, è vero, le circostanze possono essere un po’ alterate .... leggermente . Potrei aggiungere sempre così leggermente . Ma il cuore .... ! Ah, il cuore è sempre lo stesso .
Sai Nathan, sono stato sempre contento del fatto che Saul fu il nostro primo re . Mi vengono i brividi al solo pensare dei problemi che egli avrebbe causato, come un giovane, se si fosse trovato agli ordini di qualche altro re .
Non c’ è una reale differenza tra l‘ uomo che scopre di avere un Absalom in se stesso . in qualunque dei casi, il cuore corrotto troverà la sua “ giustificazione “ . I re Saul di questo mondo non possono mai vedere un Davide ; essi possono solo vedere Absalom .
Gli Absalom di questo mondo non possono mai vedere un Davide ; essi possono solo vedere Saul . “
“ E i puri di cuore ? “ chiese Tsadok .
“ Ah, ora c’ è davvero qualcosa di raro . Come possono un cuore e una volontà rotti sopportare un Absalom ? Nello stesso modo come sopportarono un Saul ?
Lo sapremo molto presto, Tsadok .“
“ Io e te non tenemmo il privilegio di trovarci là quando Davide affrontò la sua ora con Saul, però abbiamo il privilegio di essere presenti nella sua ora con Absalom . Per cominciare io intendo seguire questo dramma molto da vicino ; e facendo questo, ho la pro-spettiva di imparare una lezione o due . Ricorda bene le mie parole, Davide troverà una soluzione in questo subbuglio, ed egli supererà questa prova con la stessa grazia che mostrò nella sua gioventù .”
“ E Absalom ? “
“ Absalom ?in poche ore egli potrebbe essere benissimo il mio re, non è questo il punto ?”
“ C’è questa possibilità ,” replicò Tsadok, quasi con umore .
Nathan sorrise : “ Se Absalom conquista il trono, possa il cielo aver misericordia di tutti iSaul, i Davide e gli Absalom del reme ! Secondo me, il nostro giovane sarà uno splendido Saul, “ continuò Nathan mentre si voltò e si avviò verso il corridoio .
“ Si uno splendido Saul, perché in tutti gli aspetti, meno l’ età e la posizione, Absalom è
già un Saul .”
Capitolo 25
“ Ti ringrazio per essere venuto Tsadok .”
“ Mio re .”
“ Tu sei un sacerdote di Dio : potresti raccontarmi la storia di molto tempo fa ? “
“ Che storia mio re ?”
“ Conosci la storia di Mosè ? “
“ Si .”
“ Raccontamela .”
“ E’ lunga, vuoi che te la racconti tutta ? “
“ No, non tutta .”
“ Allora quale parte ? “
“ Raccontami della ribellione di Core .”
Il sommo sacerdote fissò Davide con occhi fiammeggianti . Davide a sua volta fissò lui, anche lui fiammeggiante . I due si compresero a vicenda .
“ Dovrei raccontarti della storia della ribellione di Core e della condotta di Mosè nel mezzo della vicenda . Molti uomini hanno ascoltato la storia di Mosè . Egli è l’ esempio supremo dell’ unto del Signore . Il governo di Dio riposa sugli uomini . Non c’è una forma
di ordine nel governo di Dio, c’ è solo un uomo con un cuore contrito .
Mosè era uno di questi uomini .
Core non era uno di questi, sebbene fosse uno dei primi cugini di Mosè.
Core voleva l’ autorità che Mosè aveva . In una mattina di pace, Core si svegliò, non c’ era discordia tra il popolo di Dio in quella mattina, ma prima che finisse il giorno egli trovò 252 uomini che erano d’accordo con lui per lanciare accuse contro Mosè . “
“ Questo significa che c’ erano problemi nella nazione quando Mosè governava ? “
chiese Davide .
“ Sempre ci sono problemi in un regno, “ replicò Tsadok . “ Sempre . Per di più, l’ abilità per essere capaci di vedere questi problemi è un dono economico, una facoltà molto comune . “
“ Davide sorrise e chiese : “ Ma Tsadok, tu sai che ci sono stati regni ingiusti governanti e pretendenti e bugiardi che hanno regnato e governato . Come può una semplice persona dire qual’ è un regno con errori, però guidato da un uomo di Dio, e quale è un regno indegno della sottomissione degli uomini ? Come lo può sapere una persona ? “
Davide fece una pausa ; egli realizzò che aveva battuto su ciò che più voleva sapere . Poi pesantemente parlò di nuovo : “ E come lo può sapere il re ?
Può egli sapere se è giusto ? Può egli sapere se le accuse che gli sono rivolte hanno valore ? Ci sono indicazioni ? “ Le ultime parole di Davide furono dette con ansia .
“ Tu stai cercando una lista che scenda dal cielo, Davide . Ammesso che ce ne fosse una, anche se ci fosse un modo per conoscerla, i malvagi arrangerebbero il loro regno in modo da aggiustasi alla lista ! E se ci fosse una lista e un buon uomo la adempisse con perfezione, ci sarebbero sempre coloro i quali direbbero che non l’ ha adempiuta neanche in un sol punto . Tu sottovaluti il cuor dell’ uomo, Davide . ”
“ Allora come lo sapranno le persone ? “
“ Essi non lo sapranno .”
“ Vuoi dire che in mezzo centinaia di voci che proclamano centinaia di statuti, il semplice popolo di Dio non ha la certezza di chi è veramente unto per sostenere l’ autorità di Dio e chi non lo è .”
“ Essi mai saranno certi .”
“ Chi dunque, lo può sapere ? ”
“ Dio sempre lo sa, ma lui non lo dice .”
“ Allora non c’è speranza per coloro che devono seguire un uomo indegno ? ”
“ I loro nipoti saranno capaci di vedere la faccenda con chiarezza . Essi sapranno . Riguardo a coloro coinvolti nel dramma ? Mai ne saranno certi . Nonostante tutto una cosa buona verrà fuori da tutto questo .”
“ Quale è ? “
“ Come è certo che il sole sorge, i cuori degli uomini saranno provati . A prescindere dei
molti clamori e dei molti statuti, tutti i motivi nascosti dei cuori di coloro che sono coinvolti saranno rivelati . Questo può sembrare non troppo importante agli occhi degli uomini, ma agli occhi di Dio e degli angeli, tali cose sono fondamentali . Il cuore deve rivelarsi e Dio guarderà ad esso .”
“ Io disprezzo un tale esame,” replico Davide stancamente .” Io odio le notti come questa sembra che Egli stia mandando ancora molte e molte cose per provare questo mio cuore .
Ancora una volta, questa notte, mi ritrovo col cuore in dolore . Tsadok c’è una cosa che mi molestia più di ogni altra, forse Dio ha finito con me . C’è un modo per saperlo ? “
“ Io non conosco nessun’ altro governante in tutta la storia che avrebbe osato porre la domanda, buon re . La maggioranza degli altri, avrebbe stracciato i suoi avversari, o al
limite i supposti avversari, per ridurli in pezzettini . Ma per rispondere alla tua domanda non conosco nessuna maniera per la quale tu potresti essere certo che Dio ha , o non ha finito con te “.
Davide pianse e trattenne a stento un singhiozzo . “ Allora vai avanti con la storia . Core aveva duecentocinquantadue seguaci, non è così ? Che successe poi ? “
“ Core si avvicinò a Mosè e Aronne con la truppa . Informò Mosè che egli non aveva il di- ritto a tuta l’ autorità che stava esercitando .”
“ Beh noi ebrei siamo consistenti, non è così ? disse Davide sorridendo .
“ No il cuore dell’ uomo è consistente, Davide, “ replicò Tsadok . Dimmi quale fu la risposta di Mosè a Gore ? “
“ A quarant’ anni, Mosè era arrogante e ostinato, proprio come Gore . Io non posso dire ciò che egli avrebbe fatto a quarant’ anni . A ottant’ anni egli era un uomo rotto .
Egli era . . .”
“ Il più mansueto della terra “, interruppe Davide .
“ Gli uomini che portano la verga dell’ autorità di Dio dovrebbero essere tali, altrimenti il popolo di Dio vive nel terrore . Si un uomo rotto affrontò Gore . E io credo che tu già sai ciò che Mosè fece, Davide . Egli fece . . . niente .”
“ Niente, che uomo .”
“ Egli cadde sulla sua faccia davanti a Dio . Questo fu tutto ciò che fece .”
“ Perché fece questo, Tsadok ? “
“ Davide tu devi saperlo più di qualunque altro . Mosè sapeva che solo Dio lo aveva messo come responsabile e guida d’ Israele . Non c’ era niente che doveva essere fatto . Quei duecentocinquantadue uomini avrebbero preso il regno, oppure Dio avrebbe vendicato Mosè . Mosè sapeva questo .”
“ Gli uomini trovano difficile imitare una vita come questa, non è così ? Senza dubbio, un impostore, non potrebbe simulare una tale arresa, vero ? Però dimmi come Dio vendicò Mosè ? “
“ Mosè disse di tornare il giorno dopo con incenso ed incensieri . . . e Dio avrebbe deciso la disputa .”
“ Allora ! “ gridò Davide . “ Allora ! “ esclamò più forte, “ qualche volta Dio lo dice ,” disse con molta eccitazione . “ Che segue dopo ? “
“ Core e due dei suoi partitari furono ingoiati dalla terra . Gli altri duecentocinquanta morirono di . . . “
“ Basta così, è sufficiente dire che fu provato che Mosè era in autorità . . . per volere di Dio ! Dio lo disse ! Il popolo seppe chi aveva realmente l’autorità da Dio . E almeno Mosè ebbe riposo .”
“ No, Davide, egli non ebbe riposo, e il popolo non era soddisfatto con la risposta di Dio !
Proprio il giorno dopo tutta la congregazione mormorò contro Mosè, e probabilmente tutti sarebbero morti se non fosse stato per l’ intercessione di Mosè ? “
“ E gli uomini lottano per diventare re ! “ Davide scosse perplesso la sua testa .
Tsadok fece una pausa, poi continuò : ” Davide, noto che sei turbato intorno all’interrogativo di ciò che è una vera autorità e di ciò che non è . T u vuoi sapere cosa fare davanti a una ribellione, se veramente si tratta di ribellione e non della mano di Dio . Io confido che tu troverai la cosa più pura da fare e la farai . In tal modo insegnerai a tutti noi .”
Si aprì la porta, Abishai corse dentro : “ Buon re ! Tuo figlio la tua stessa carne si è pro- clamato re ad Hebron . La prima impressione è che tutto Israele è andato con lui . Egli sta pianificando di impossessarsi del trono, sta marciando verso Gerusalemme . Perfino Alcuni uomini più fedeli a te si sono unti a lui .”
Davide andò via . Disse qualcosa a se stesso ma in modo che nessun altro potesse sentirlo
“ Il terzo re d’ Israele ? E’ in questo modo che si succedono i re nel regno di Dio ? “
Tsadok, insicuro se doveva stare a sentire le parole del re disse : “ Mio re ? “
Davide si voltò con gli occhi umidi dalle lacrime . “ Almeno, “ disse Davide con calma, “ almeno il problema sarà risolto . Forse domani oltre Dio qualcun’ altro lo saprà .”
“ Forse ,” disse Tsadok, “ forse non è così . Questa faccenda potrebbe essere dibattuta perfino quando tutti noi saremo già morti .”
“ Questo potrebbe succedere anche domani, “ sorrise Davide . “ Va Abishai, dillo a Joab, lo troverai nella torretta del muro orientale .”
Abishai partì nello stesso modo col quale era entrato, in fretta e furia .
“ Mi chiedo, Tsadok, “ rifletté Davide “ se un uomo può forzare Dio al punto che Egli deve dirlo . “
Capitolo 26
Abishai attraverso velocemente il giardino reale e si inoltrò nella porta che dava nella torretta al muro orientale e sali per la scala che dava in cima . Dalla cima delle scale Joab fissò Abishai dall’ alto, afferrò una torcia e cominciò a scendere in tutta fretta, si incontrarono studiandosi reciprocamente nel volto . Abishai fu il primo a parlare .
“ Hai saputo Joab ? “
“ Saputo ? Fin dalla
“ Quando i regni sono vulnerabili, gli uomini vedono le cose in modo strano, “ rispose Abishai a un gradino di distanza .
“ E sono pronti a sacrificare ogni cosa per soddisfare la propria ambizione, “ aggiunse Joab con rabbia . “ Che pensi di tutto questo Abishai ? “
“ Che penso ? “ rispose Abishai, aggiungendo all’ ira di Joab la sua collera . “ Penso questo Absalom non ha autorità nel regno . Non ha potere, ne funzione alcuna, tuttavia si alzato per dividere il regno . Egli ha alzato la mano verso il vero unto di Dio, contro Davide ! Davide, che non ha mai fatto o parlato nessuna cattiva parola contro di lui . Che penso ? “
La voce di Abishai si alzò di tono, “ Questo : se Absalom, che non ha nessuna autorità, commette queste cose ; se Absalom che non è niente, divide il regno di Dio ; “ ora la sua voce risuona come un tuono, “ Se Absalom fa queste cose malvage ora, che farà nel nome della saggezza, quest’ uomo se sarà re ? “
Capitolo 27
Davide e Tsadok si trovavano ancora una volta soli .
“ Che dovresti fare adesso, Davide ? Nella tua gioventù non dicesti nessuna parola contro un indegno re . Che farai adesso nei confronti di un indegno giovane ? “
“ Come già ho detto, “ replicò Davide, “ questi sono i tempi che più odio, Tsadok . Nonostante tutto, contro ogni raziocinio, giudico i pensieri del mio cuore e attuo contro i suoi interessi . Dovrei fare la stessa cosa che feci con Saul . Dovrei lasciare il destino del regno nelle mani di Dio . Può darsi che egli abbia finito con me . Forse ho peccato così grandemente che non sono più degno di guidare . Solo dio sa se questo è vero, e sembra che Lui non lo dice .” Poi stringendo i pugni e con un tocco di ironia nella sua voce aggiunse enfaticamente : “ Però oggi darò ampio spazio alle circostanze in modo che si esprima il nostro dogmatico Dio . Non conosco nessun altra maniera per cagionare un tale straordinario evento, se non il far niente ! Il trono non è mio . Ne per averlo, ne per prenderlo, ne per proteggerlo, e ne per tenerlo . Dovrei lasciare la città . Il trono e del Signore . Nessun ostacolo, nessuna azione da parte mia si interpone tra Dio e la Sua volontà . Se non devo essere più il re, il nostro Dio non troverà nessuna difficoltà nel fare di Absalom il re d’ Israele . Ora è possibile, Dio sarà Dio, sia fatta la Sua volontà .”
Il vero re si volse e si incamminò quietamente fuori della sala del trono, fuori del palaz-zo, fuori dalla città . Egli camminò e camminò . . . . . . . . fino a giungere nei grembi di tutti gli uomini i cui cuori sono puri .
FINE
Beh, caro lettore, è venuto il tempo di dirci : arrivederci un’ altra volta . Ti lascio ai tuoi pensieri e alle tue riflessioni sui motivi nascosti del tuo cuore .
GENE
EDWARDS