Adesso credete?

 

 

«Ora sappiamo che sai ogni cosa, e non hai bisogno che alcuno t'interroghi; perciò crediamo che sei proceduto da Dio. Gesù rispose loro: Adesso credete?» (Giovanni 16:30,31)

 

"Adesso crediamo".

"Davvero?" dice Gesù, "ma l'ora viene che mi lascerete solo".

Molti cristiani Lo hanno lasciato solo e sono andati a compiere il loro lavoro spinti da un senso di dovere o da un senso di necessità nato dalla loro particolare valutazione delle circostanze.

Ciò avviene perchè la loro vita non è fondata sull'esperienza personale della risurrezione di Gesù; l'anima ha perso il contatto intimo con Dio, essendosi adagiata sul proprio discernimento religioso.

Non si tratta di un peccato e non ha quindi come conseguenza un castigo; ma vi deve essere vergogna e contrizione e ritorno sui propri passi, quando l'anima si avvede in che modo e in che misura ha ostacolato la vera conoscenza e comprensione di Gesù Cristo e di quanti dispiaceri, perplessità e difficoltà è stata causa nei propri riguardi.

Dobbiamo, perchè ne abbiamo bisogno, affidarci più profondamente alla vita del Cristo risorto e prendere la ferma abitudine di sottometterGli ogni cosa; invece, prendiamo le nostre decisioni seguendo il nostro buon senso, e poi chiediamo a Dio di benedirle.

Ma Egli non può, ciò non rientra nel Suo campo d'azione perchè non vi sono i legami con la realtà. Oppure le nostre azioni sono motivate da un senso di dovere, e allora siamo animati da uno spirito di rivalità e di concorrenza che ci fa contrapporre il nostro livello di comportamento a quello di Gesù Cristo, ci induce ad elevarci al rango di "persone superiori" ed a dire: "Ora, in questo frangente, è necessario che io faccia questo e quello". In tal modo abbiamo dato onore al nostro buon senso del dovere, non alla vita di risurrezione di Cristo.

Non ci è stato detto di camminare nella luce della nostra coscienza o del nostro senso del dovere, ma di camminare nella luce, come Dio è nella luce.

Quando facciamo alcunché spinti da un senso di dovere, ci è possibile sostenere e difendere la nostra azione con delle buone argomentazioni; quando le nostre azioni sono frutto di ubbidienza al Signore, non c'è la possibilità di sostenerle con dei ragionamenti; e questa è la ragione per cui il credente è spesso suscettibile di venir messo in ridicolo.

 

Anche oggi il Signore ci ama perchè è la Sua misericordia nei nostri confronti che Gli permette di amarci, perciò ringraziamoLo con salmi inni e cantici spirituali.

 

Tratto dal libro: "L'impegno per l'Altissimo"  di  Oswald Chambers  edizioni GBU