Facevo sempre di testa mia

 

“Eravamo quattordici figli, e ho avuto il privilegio di essere allevato in una famiglia cristiana. Andavamo regolarmente al culto. Ma crescendo, lo sport diventò la mia passione, come capita a molti giovani, e non trovavo più il tempo per pensare al resto. Vivevo per il rugby e per i miei compagni. La mia famiglia e Dio occupavano nel mio cuore rispettivamente il terzo e il quarto posto. Alcuni miei amici si unirono a un gruppo di giovani cristiani, ma io continuavo a fare di testa mia, credendo che in questo consistesse la felicità. Ma ho dovuto riconoscere che questi ragazzi avevano una reale gioia di vivere e una pace a me sconosciute. Uno dei miei professori, che era cristiano, insisteva che io chiedessi perdono a Dio e affidassi la mia vita a Cristo. L’ho fatto nel 1986.

Da quel momento in poi, il rugby è diventato come una piattaforma per condividere con gli altri la mia fede. Non è sempre facile. Molti non hanno nessuna reazione se tu dici che sei diventato buddista o seguace della New Age (Nuova Era), ma se testimoni di essere cristiano allora sei rifiutato.

Vorrei incoraggiare tutti ad abbandonare le idee preconcette, a leggere la Bibbia, unico modo per essere istruiti riguardo a Dio, alla vita e alla morte. La mia carriera sportiva finirà ben presto e anche la mia vita sulla terra un giorno finirà, ma sono in pace con Dio; in pace per l’avvenire, in pace per ogni momento della mia vita”.

 

(Va’Aiga Tuigamala, veterano della squadra di rugby All Blacks della Nuova Zelanda)

 

Tratto dal calendario “IL BUON SEME”

edizioni “il Messaggero Cristiano”

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