Grazie
(1 Tessalonicesi
5:17,18; Luca 11:1)
Un giorno, quando avevo cinque o sei anni, stavo giocando
con delle biglie e altri piccoli oggetti sul parquet della camera.
Il mio papà, seduto al tavolo di lavoro, correggeva i
compiti di matematica dei suoi allievi.
Giocando così, smarrii una delle mie biglie preferite, di
vetro marmorizzato, dai colori smaglianti.
Non riuscivo proprio a trovarla.
Stavo per rinunciare alla ricerca quando, all’improvviso,
la scorsi lì vicino, a portata di mano, a ridosso di una gamba del tavolo.
Spontaneamente esclamai: “Oh! Grazie”.
In quel momento, mio papà, che mi sembrava troppo occupato
dal suo lavoro per badare a ciò che dicevo, posò la matita rossa-blu e si
rivolse a me tranquillamente: “A chi dici
grazie, piccolo mio?” chiese con un sorriso.
Ero un po’ confuso e non ricordo se diedi una risposta, ma
ciò di cui mi ricordo perfettamente è che lui mi prese sulle ginocchia e mi
disse più o meno questo: “È al Signore
Gesù che va il tuo grazie. Egli vede dal cielo tutto ciò che fai e si occupa di
te. Tu puoi fargli delle richieste e Lui ti risponde. Ti dà anche molte cose
senza che tu gliele abbia domandate. È contento se tu gli dici grazie”.
Spesso ho dimenticato di dire grazie al Signore, ma quella
semplice osservazione, impressa nella mia memoria, mi ricorda ancora oggi che Colui che ha fatto i cieli e la terra si
prende cura di tutte le Sue creature.
I nostri bisogni sono grandi e urgenti. Ma per Lui non c’è
nulla di troppo difficile o troppo insignificante.
Coraggio!
Facciamogli delle richieste, ma senza dimenticare di dirgli grazie.
Tratto dal calendario “IL BUON SEME”
Edizioni “il Messaggero Cristiano”
Via Santuario, 26
15048 Valenza (AL)