Il mandorlo
Alto e trionfante, ben diritto e puntato verso il cielo, un mandorlo dormiva sull’orto.
Era felice quando le leggiadre cocorite dai vivaci colori o le cinciallegre eleganti e signorili si ricorrevano sui suoi rami; ospitava con gioia cardellini, usignoli e altri uccelli canterini.
Ma un giorno si posò su uno dei suoi rami un’upupa.
L’uccello appoggiò l’orecchio alla corteccia dell’albero e percepì il formicolio delle minuscole ma voraci larve che abbondavano sotto la scorza.
Infilò il suo lungo becco ricurvo nel tronco del mandorlo cominciando ad estrarre le larve e a divorarle.
Il mandorlo precipitò in una cupa tristezza.
Quell’uccello squallido che frugava con il becco nella sua corteccia e rovinava la sua perfetta bellezza, era veramente insopportabile.
Il superbo mandorlo fece di tutto per scacciare l’upupa, che finalmente un giorno se ne volò via.
Da quel momento le piccole larve poterono ingrassare in pace e lentamente invasero tutto il tronco.
Bastò un colpo di vento, una sera, a schiantare l’orgoglioso mandorlo.
Se qualcuno
ti «becca sotto la pelle»,
mostrandoti difetti e manchevolezze, non arrabbiarti.
Ringrazialo!
Tratto con permesso da «GRIDO DI BATTAGLIA» dicembre 2005 www.citaitaly.com - christistheanswer1@tim.it