LA CICALA

(Romani 7:24-25)

 

Sulla ghiaia del giardino, un grosso insetto si dibatte sulla schiena, girando disperatamente in tondo su sé stesso. Mi amicino: è una cicala. La prendo delicatamente, la rigiro, la metto sul­le zampe e la pongo sull'altra mano. Con mia grande sorpresa, se ne vola via ad ali spiegate per sparire tra gli alberi. Senza dubbio, l'insetto é caduto per qualche ragione dell'albero su cui si trovava. Incapace di rigirarsi da sola per ri­prendere il volo, ostacolata in questo anche dal­le sue lunghe ali, la cicala era inchiodata al suo­lo. Prendendola in mano, le ho offerto, senza saperlo, la possibilità di uscire dalla sua condi­zione irreversibile. L'avevo cosi strappata alla terra, alla morte, per introdurla nuovamente nel suo elemento: l'aria, il cielo. lì lungo grido stri­dente che echeggiò poco dopo mi ha dato l'im­pressione che fosse una specie di ringraziamen­to o un cantico di lode!

Questa piccola esperienza mi ha ricordato il periodo della mia vita durante il quale mi dibat­tevo contro le tentazioni ed ogni specie di catti­vo pensiero. Anch'io giravo in tondo, e mi face­vo perfino male a forza di dibattermi, incapace di elevarmi al di sopra della mia miseria morale. Allora il mio Salvatore si è chinato verso di me, mi ha afferrato con la sua potente mano, mi ha strappato alla morte spirituale perdonando i miei peccati e mi ha introdotto in una nuova vita. Ora il mio cuore canta di riconoscenza. Il mio liberatore è Gesù, il Figlio di Dio.

 

Tratto dal calendario “IL BUON SEME”

edizioni “il Messaggero Cristiano”

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