La mia conversione

 

«“Un anno dopo la mia prima lettura del Nuovo Testamento, entrai fortuitamente in contatto con alcuni cristiani. Ben presto le nostre conversazioni ebbero come argomento la fede e la necessità di convertirsi.

“Convertirsi - mi spiegarono - vuol dire fermarsi e fare un’inversione a U. C’è un vero cambiamento in chi si converte: egli si distoglie dal peccato per volgersi verso Gesù Cristo. Non si tratta di abbracciare una religione, ma di smettere di essere incentrati in se stessi e sottomettersi al Dio vivente. In realtà, il peccato è il desiderio di fare di testa propria. Nessuno può convertirsi al posto mio. La conversione è un atto libero e personale”.

Sul momento non riuscii a capire ciò che i miei nuovi amici mi dicevano. Ma al mattino, quando mi svegliai, tutto era molto chiaro. Con le mani sotto la testa, guardai il soffitto, e muovendo silenziosamente le labbra, pregai semplicemente: “Gesù, da questo momento ti accetto come mio Salvatore e mio Signore”. Mentre nella mia vita tutto accade generalmente con un gran fermento di emozioni, questa esperienza mi ha lasciato del tutto calmo. Vivevo il momento più significativo, più importante della mia esistenza senza provare una particolare emozione. In fondo, ho semplicemente accettato ciò che ormai sapevo essere vero.

Oggi, la mia vita è improntata dalla pace e dalla gioia, di quella pace che veramente “supera ogni intelligenza” (Filippesi 4:7)».

 

Arthur Katz

 

Tratto dal calendario “IL BUON SEME”

edizioni “il Messaggero Cristiano”

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