La liberazione promessa

 

«Io son teco per liberarti, dice l'Eterno» (Geremia 1:8)

 

Dio promise a Geremia che la sua persona sarebbe stata liberata: "A te darò la vita come bottino".

Soltanto questa è la promessa che Egli fa ai Suoi figliuoli: ovunque ci mandi, proteggerà la nostra vita. Ma riguardo ai nostri beni e a tutto ciò che possediamo, Egli vuole che ci sia in noi un certo distacco, un'assenza di preoccupazione, altrimenti essi ci procureranno paure, ansietà e dolore.

Questa è l'assenza della liberazione personale promessa da Dio.

Il Sermone sul monte ci insegna che quando siamo al servizio di Gesù, non abbiamo tempo per difendere i nostri propri interessi. In effetti Egli dice: "Non farti un cruccio del modo in cui ti tratteranno gli uomini, se sarà con giustizia o no".

Se ti preoccupi di essere trattato con giustizia, ciò è indice che vi è un rilassamento nella tua dedizione a Lui.

Non devi mai cessare di praticare la giustizia, ma non aspettarla in questo mondo da parte degli altri. Pretendere la giustizia dagli altri equivale a cominciare a lamentarsi e ad indulgere nel compatimento di se: "Perchè devo essere trattato in questo modo?"

Se siamo devoti a Gesù Cristo, non dipende da noi come saremo trattati. Perciò che sia in modo giusto o ingiusto, non importa.

Gesù dice: "Andate avanti, decisi e spediti, a fare quello che vi ho detto; la vostra vita, la proteggerò Io. Se cercherete di proteggerla da voi, vi sposterete fuori dal raggio del Mio intervento".

Eppure, anche il più devoto fra noi assume facilmente un atteggiamento da miscredente a questo riguardo; non crediamo in effetto alle parole di Dio, innalziamo il cartello del nostro buon senso incollandoci il nome di Dio, ma in realtà ci basiamo sul nostro discernimento invece di confidare in Dio con tutto il nostro cuore.

 

Tratto dal libro: "L'impegno per l'Altissimo"  di  Oswald Chambers  edizioni GBU