La presa di Gerico
(leggere
Giosuè 6)
(Ebrei 11:29-30)
Gerico, nella pianura del Giordano, è certamente una delle
città più antiche del mondo.
Già ai tempi di Giosuè era una città molto fortificata.
Degli scavi effettuati sul luogo dove sorgeva hanno messo
in luce che era circondata da una prima muraglia di
Una seconda muraglia gli faceva da duplice protezione.
Delle case erano costruite su questi bastioni.
La città sembrava inespugnabile.
Dal racconto della Bibbia, sappiamo in che modo è caduta:
sette sacerdoti ne fecero il giro suonando le trombe mentre
il popolo gridò al momento stabilito da Dio. E le mura
crollarono.
Un giorno una giovane studentessa mi assicurava a questo
proposito che un forte rumore poteva far vacillare le più solide mura. Secondo
lei, questo era provato scientificamente.
L’incredulo che rifiuta di riconoscere la potenza di Dio s’impegna in ogni genere di ragionamento.
Le risposi: “Mi
piacerebbe convocare tutti gli studenti del mondo, munirli di trombe e metterli
ai piedi di una muraglia solida come quella di Gerico. Certamente non
vacillerebbero”.
Era stata necessaria la potenza di Dio perché il popolo
d’Israele passasse il mar Rosso fra due muri d’acqua, come pure quando
attraversò il Giordano; qui l’acqua del fiume si era fermata ammassandosi alla
destra del popolo. In ogni caso era questione di fede; bisognava credere a ciò
che Dio aveva detto.
Tratto dal calendario “IL BUON SEME”
Edizioni “il Messaggero Cristiano”
Via santuario, 26
15048
Valenza (AL)