La stella d’argento
(Giovanni 3:16)
Poco dopo la seconda guerra mondiale, un padre passeggia
una sera con il suo bambino nelle strade di una grande città americana.
Di tanto in tanto, essi scorgono, attaccata al vetro di
una finestra illuminata, una stella d’argento. Questo significa che quella
famiglia ha dato un figlio, morto par la liberazione dell’Europa.
Su qualche finestra, ci sono addirittura due stelle
d’argento: due figli morti.
E il bambino conta le stelle d’argento.
Continuando la loro passeggiata, fra due palazzi, ecco
apparire nel cielo, scintillante come una stella, il pianeta Venere.
Il bambino esclama: “Dimmi papà, anche Dio ha dato un
figlio?”.
Allora il padre stringe forte la mano del suo bambino e
risponde, commosso: “Sì, Dio ha dato il Suo Unico Figlio per la salvezza di
ognuno di noi”.
Dio sapeva come sarebbe stato accolto dalla gente il Suo
amato Figlio: una mangiatoia per nascere e una croce per morire.
Egli conosceva in anticipo la gelosia e l’odio che i capi
avrebbero nutrito nei Suoi confronti, gli insulti, le bestemmie, i colpi e i
chiodi.
Dio la sapeva e tuttavia ha dato il Suo Figlio per
l’umanità; l’ha dato per amor nostro. Si può capire un amore così grande per
noi che eravamo indegni, nemici, odiosi?
“Dio mostra la grandezza
del proprio amore per noi in questo: che, mentre
eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi” (Romani 5:8).
Siamo di coloro che possono dire: “Noi abbiamo conosciuto l’amore che Dio ha per noi, e vi abbiamo creduto”
(1 Giovanni 4:16)
Tratto dal calendario “IL BUON SEME”
Edizioni “il Messaggero Cristiano”
Via Santuario, 26
15048 Valenza (AL)