LE CENTO BUSTE
PIENE DI “NIENTE”
Un
contadino fu chiamato a lavorare in un paese lontano per un periodo abbastanza
lungo.
Lungo
la via del ritorno decise di fermarsi in più località per andare a trovare un
paio di vecchi amici.
Che
caldo benvenuto veniva dato al contadino da ogni amico che incontrava!
Al
termine di ogni visita, si ripeteva la stessa storia. Al contadino veniva
chiesto di portare con sé una busta da consegnare ai parenti che abitavano nel
suo stesso paese. Ogni volta che chiedeva cosa vi fosse in quella busta, gli
davano la stessa risposta: “niente”. E così, quel buon uomo, di
volta in volta, caricava in groppa al suo asinello, tutte quelle buste di “niente”.
Finalmente,
dopo una settimana di viaggio, il contadino giunse al suo paese.
Stranamente
però, a qualche metro da casa, l’asinello si accasciò a terra, senza volerne
più sapere di rialzarsi.
Il
contadino, dopo aver tolto e contato cento buste dal dorso del suo asinello, si
accorse di un qualcosa che lo addolorò. Quelle cento buste di “niente”
avevano spezzato la schiena del suo povero quadrupede.
Nell’Evangelo
di Marco, al capitolo 11, dal verso 1 al 3, leggiamo: “Ora, quando furono giunti vicino a
Gerusalemme, verso Betfage e Betania,
presso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei Suoi discepoli, dicendo loro:
Andate nel villaggio che vi sta di fronte e, appena entrati in esso, troverete
un puledro d’asino legato, sul quale nessuno è ancora salito; scioglietelo e
conducetelo da Me. E se qualcuno vi dice: -Perché fate questo?-. Rispondete:
-Il Signore ne ha bisogno…-”.
Quel
puledro d’asino rappresenta ogni credente che è stato “sciolto” dai
legami del peccato.
Come
credenti siamo stati “sciolti”, grazie al sacrificio di Cristo compiuto
sulla croce, per poter servire Dio. Il Salmo 116, verso 16, esprime questa
importante verità: “ Io sono
veramente il Tuo servo, o Eterno, sono il Tuo servo, il figlio della Tua serva;
Tu hai sciolto i miei legami”.
È
come se il salmista stesse dichiarando: “Ora che hai sciolto i miei legami,
non posso fare altro che servirTi, o Eterno; io posso
essere veramente il Tuo servo”.
Infatti,
sempre nell’Evangelo di Marco, al capitolo 11, verso 7, leggiamo che quel
puledro sciolto fu condotto per essere posto al servizio di Gesù. “ Allora essi condussero il puledro a Gesù,
vi posero sopra i loro mantelli, ed Egli vi sedette sopra”.
Siamo
stati “sciolti” per essere posti al Suo servizio, “sciolti” per
portare solo e soltanto il “peso” del nostro amato Gesù.
Siamo
ad un passo dal giungere alla nostra “casa celeste”.
Gesù
sta per ritornare per portarci con Sé e farci vivere in una comunione amorevole
eterna con Dio. Ma, attenzione, ciò che per noi è una grande gioia, per il
diavolo è la più grande disperazione. La sua sconfitta completa e definitiva è
ormai prossima. Il nemico, in preda alla pazzia per ciò che sta per accadergli,
vorrebbe fermare il piano di Dio. Ma chi può fermare Colui che ha dichiarato: “…Io sono Dio e non c’è alcun altro; sono
Dio e nessuno e simile a me, che annuncio la fine fin dal principio, e molto
tempo prima le cose non ancora venute, che dico: Il Mio piano sussisterà e farò
tutto ciò che mi piace” (Isaia 46:9-10)?
L’orribile
seduttore vorrebbe caricarci con delle “buste di preoccupazione, ansia e
sollecitudini di ogni genere”, cercando di convincerci che non sono “niente”
di particolare. Ma, con il passare del tempo, esse spezzerebbero la nostra “schiena”,
fermando il nostro cammino spirituale.
No,
neanche questo deve accadere!
Il
salmista Davide ci esorta: “
Getta sull’Eterno il tuo peso, ed Egli ti sosterrà” (Salmo 55:22).
Ed ancora l’apostolo Pietro: “Gettando
su di Lui ogni vostra sollecitudine, perché Egli ha cura di voi” (1
Pietro 5:7).
La
lotta tra le tenebre e la luce è intensa; ma la luce dissipa le tenebre.
Questo
è il tempo della manifestazione della gloria di Dio, dell’ultima effusione
dello Spirito, dell’ultima raccolta. Dobbiamo essere completamente liberi da
ogni “carico carnale”, per poter essere al centro di tutto ciò che Dio
vuole compiere.
Una
sola passione: “Dio”.
Un
solo desiderio : “AdorarLo”.
Un
solo pensiero: “Compiere la Sua volontà”.
Una
sola chiamata: “La Sua opera”.
Una
sola motivazione: “La Sua gloria”.
Un
solo proponimento: “Essere simili a Gesù”.
Una
sola forza: “Il fuoco dello Spirito Santo”.
Una
sola visione : “Conquistare i perduti”.
Che
questo sia l’obiettivo principale della nostra intera esistenza.
La
mia preghiera è che possiamo prodigarci a tale scopo con maggior dedizione.