Nel segno dell’urgenza

 

Nel racconto di Luca 19:1-10 che ci riferisce l’incontro con il Signore Gesù con Zaccheo, tutto si svolge nel segno dell’urgenza: Zaccheo corre avanti per veder passare Gesù, si arrampica sopra un albero, poi scende rapidamente perché la richiesta del Signore doveva essere accolta subito: “Scendi, presto, perché oggi devo fermarmi in casa tua” (Luca 19:5).

Oggi, ci dice Dio. Satana ci dice: domani, così continua a trattenerci con sé.

Anche nell’Antico Testamento troviamo spesso il termine oggi. Giosuè diceva al popolo d’Israele: “Scegliete oggi chi volete servire… quanto a me e alla casa mia, serviremo l’Eterno” (Giosuè 24:15). Anche il salmista dice: “Oggi se udite la sua voce, non indurite il vostro cuore” (Salmo 95:8); e l’autore della Lettera agli Ebrei ripete tre volte la stessa esortazione (3:7-8, 15; 4:7).

Caro lettore, di fronte agli inviti del Signore a lasciarlo entrare nella tua vita, forse hai rimandato a domani. Ma quella parola che il Signore diceva a Zaccheo è ancora rivolta a te: “Oggi debbo fermarmi in casa tua”. Egli vuole fermarsi non solo per un momento; vuole “abitare” fin da oggi nel tuo cuore. Sei pronto ad aprirgli? Ricordati che il tempo passa, e il domani non è sotto il nostro controllo.

“Eccolo ora il tempo favorevole, eccolo ora il giorno della salvezza!” (2 Corinzi 6:2).

 

Tratto dal calendario “IL BUON SEME”

edizioni “il Messaggero Cristiano”

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