Ricerca

 

Per il progetto di ricerca, dissero, ci sarebbero voluti due anni.

Essendo tecnico di laboratorio, mi fu affidata una serie di test per conto di una compagnia di ricerca e manifattura svizzera.

Mescolai insieme minuscole quantità di ingredienti, monitorando attentamente le reazioni chimiche che ne derivano.

Le sostanze ottenute venivano bollite, distillate, raffreddate, cristallizzate, filtrate e poi raffinate in piccoli contenitori di vetro.

Nella fase iniziale dei test maneggiavo solo micro-quantità.

Col passare delle settimane alcuni esperimenti ebbero successo, altri furono una totale perdita di tempo e dovettero essere abbandonati.

C’è sempre un largo margine di errore nell’ambito di un progetto di ricerca chimica, per cui ci propone di contenere al massimo le spese a carico della compagnia.

Alla fine pensavo di aver trovato una formula sufficientemente raffinata e una reazione chimica controllata per essere applicata su grande scala.

Ora i contenitori di vetro erano molto più grandi e gli ingredienti non si misuravano più in grammi ma in chili.

Dovevo capire se, con una quantità maggiore, il tempo di reazione sarebbe stato lo stesso e, ancora più importante, se un tempo di distillazione più lungo avrebbe potuto alterare la consistenza del prodotto finale.

Seguirono altre settimane di esperimenti.

Compresi tante cose sul processo di manifattura e, nonostante i contrattempi, tutto contribuì allo sviluppo del prodotto.

Le perdite e gli esperimenti falliti diventarono sempre meno.

I miei supervisori, nonostante mi stessero seguendo durante l’intero processo, mi lasciarono una libertà sempre maggiore.

Mi stavano preparando per la fase finale del progetto.

Le settimane erano ormai diventate mesi, ed era giunto il momento di passare dalla ricerca alla parte tecnica. In questa fase il lavoro non era più svolto in contenitori di vetro, ma di acciaio molto più grandi, ed ora avrei dovuto pesare le sostanze a decine di chili alla volta.

Osservando le sostanze raffreddarsi ad una velocità incredibile per evitare che la reazione chimica uscisse dal controllo ed esplodesse, pensai al progresso che avevo portato avanti.

Intorno a me c’erano apprendisti ed assistenti ai quali avrei potuto assegnare compiti più semplici; ero cresciuto in conoscenza, esperienza, influenza e autorità.

Ma il processo di assumermi sempre più responsabilità era venuto gradualmente.

I miei superiori mi avevano permesso di organizzare il lavoro a modo mio, ed ero in grado di capire quando potevo assumermi la piena responsabilità per il conseguimento di un buon risultato.

Poi, finalmente, arrivò il gran giorno nel quale andai in fabbrica: gli enormi calderoni e i tubi di alimentazione mi circondavano, gli operai erano ai miei ordini ed ebbi il piacere di vedere il prodotto finito.

Dio opera con noi più o meno allo steso modo.

Inizia con piccole sfide, permettendo alcuni contrattempi, e segue attentamente i nostri progressi.

Poi ci aumenta la responsabilità e ci fa maturare.

In effetti ci sta preparando per l’eternità dove Egli governerà e noi regneremo con Lui.

Grazie, Signore, perché non mi addossi un carico troppo grande in una volta sola, e che persino i contrattempi ed i miei errori contribuiscono al processo di apprendimento. Aiutami a crescere fino alla piena statura che Tu vuoi che io abbia.

 

Tratto dal libro: SEGNALI INDICATORI NELLA VITA

Rudi Lack

Editrice MSD - Gioventù in Missione – GLIFA

Per informazioni, rivolgersi a Kurt Jost