Suoi

 

«Erano Tuoi, e Tu me li hai dati» (Giovanni 17:6)

 

Il missionario è colui cui lo Spirito Santo ha detto: "Tu non appartieni più a te stesso".

Per poter dire:"Non appartengo più a me stesso" si deve aver raggiunto un alto livello di nobiltà spirituale.

Nel mondo turbinoso in cui si vive, la vera essenza della mia vita dev'essere quella di abdicare volontariamente alla sovranità su me stesso a favore di un'altra sovranità, quella di Gesù Cristo.

Lo Spirito infonde in me la natura di Gesù affinché io sia uno con il mio Signore, e non perchè io possa esibirmi come un pezzo da esposizione. Il Signore non mandò mai nessuno dei discepoli ad esibire ciò che Egli aveva fatto per loro. Solo dopo la risurrezione, quando essi ebbero appreso per la potenza dello Spirito Santo Chi era Gesù, solo allora Egli disse:"Andate".

"Chiunque viene a Me e non odia... non può essere Mio discepolo".

Gesù non intende:"non può essere una persona brava e onesta", ma intende che non può essere una persona su cui Egli scriverà "Mio".

Ognuna delle relazioni affettive che il Signore menziona, può essere una relazione che si mette in competizione con Lui: io posso preferire di appartenere a mia madre, o a mia moglie, o a me stesso; allora, dice Gesù, "non puoi essere Mio discepolo". Questo non significa che io non sia salvato; significa che non posso essere "Suo".

Il Signore fa di ogni discepolo un Suo possesso, e ne prende la responsabilità.

"Voi Mi sarete testimoni".

Egli stabilisce una relazione non animata da uno spirito di azione (fare qualche cosa per Gesù), ma basata sulla sostanza: essere per Lui ragione di gioia perfetta.

Il segreto del missionario consiste nel dire: Io sono Suo, ed Egli sta compiendo la Sua opera attraverso di me.

Sii interamente Suo.

 

Tratto dal libro: "L'impegno per l'Altissimo"  di  Oswald Chambers  edizioni GBU