Superstite!

(Romani 8:28 – 1 Pietro 1:7)

 

 

Il superstite di un naufragio si era arenato su un’isola disabitata.

Era riuscito, dopo un po’ di tempo, a costruirsi una specie di capanna nella quale aveva sistemato le poche cose che era riuscito a salvare dalla catastrofe.

Egli pregava Dio di liberarlo e osservava con ansia l’orizzonte tutti i giorni, per fare delle segnalazioni a qualsiasi imbarcazione che fosse passata nei paraggi.

Tornando un giorno dalla sua ricerca di cibo, fu colto da grande spavento alla vista della sua capanna in fiamme. Ebbe l’impressione che fosse accaduto il peggio: tutto ciò che aveva potuto salvare nel naufragio se ne andava in fumo!

Ma quello che inizialmente sembrava essere una tragedia era in realtà il suo mezzo di salvezza. Dio, nella Sua infinita saggezza, aveva risposto alla preghiera del naufrago mediante ciò che aveva tutto l’aspetto d’un disastro. Il giorno stesso, infatti, arrivò un battello.

“Abbiamo visto il suo segnale di fumo”, precisò il capitano.

Si, quello che ci sembrava essere una calamità può condurci in seguito a scoprire che Dio se ne è servito per il nostro bene.

Si può trattare, per un non convertito, di un’occasione di incontrare Dio attraverso l’opera di Gesù; oppure, per un credente, di un’esperienza indimenticabile dove ha potuto riconoscere la liberazione e le consolazioni del Signore.

 

 

Tratto dal calendario “IL BUON SEME”

Edizioni “il Messaggero Cristiano”

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