TESTIMONI
LORO MALGRADO
(1 Giovanni 5:9)
Simone il cireneo ritornava dai campi.
Entrato in Gerusalemme, incontra un gruppo di
persone guidate da soldati. Ci sono tre condannati a morte che portano la
propria croce.
Due di loro sono dei malfattori, ma il terzo chi è?
È Gesù che, anche se condannato ingiustamente,
accetta di essere messo a morte, in ubbidienza al Suo Dio e per amore per noi.
Simone era diretto a casa, ma ecco che i soldati lo
obbligano a portare sulle sue spalle la croce del Signore. Ha così l’occasione
di seguire quel corteo e di udire ciò che Gesù diceva alle donne che lo
accompagnavano piangendo.
Rientrando a casa, come avrà raccontato alla sua
famiglia quell’esperienza?
Alessandro e Rufo, i suoi due figli, ne sono stati
fortemente impressionati, visto che più tardi saranno contati tra i
discepoli (Marco 15:21; Romani 16:13)
Un centurione romano è al calvario per presiedere a
quell’ignobile scena. Le ore trascorrono mentre la folla insulta il crocifisso
che è in mezzo agli altri due. Ma il centurione si chiede: chi è quell’uomo per
attirarsi tutte quelle ingiurie? Le parole che Gesù pronuncia sulla croce, le
tenebre che avevano avvolto il paese, il suo grido: “Padre, nelle Tue
mani rimetto lo spirito Mio”, poi il
terremoto, impressionano profondamente quel militare romano che esclama: “Veramente,
quest’uomo era Figlio di Dio”
(Marco 15:39).
Siete anche voi convinti di questa verità
fondamentale?
Tratto dal
calendario “IL BUON SEME” -
edizioni “il Messaggero Cristiano”
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