Un avvenire E UNA SPERANZA

(Geremia 29:1-14)

 

Al tempo del profeta Geremia il Signore permise la deportazione del popolo di Israele che a più riprese aveva dimostrato essere un popolo dal “collo duro”, testardo

e ribelle: spesso aveva preferito abbandonarsi all’adorazione di falsi dèi pagani, piuttosto che ubbidire al proprio Dio e alla Sua Parola.

A causa di questo suo comportamento, come un padre disciplina i propri figli perché li ama, così il Padre celeste, l’Iddio Santo, dovette intervenire per disciplinare il Suo popolo, perché potesse ritornare ad essere luce e testimonianza per coloro che vivevano nelle tenebre dell’idolatria.

Dio, talvolta, per amore applica la Sua disciplina affinché il Suo popolo si ravveda.

“È vero che qualunque correzione sul momento non sembra recar gioia, ma tristezza; in seguito tuttavia produce un frutto di pace e di giustizia in coloro che sono stati addestrati per mezzo di essa” (Ebrei 12:1).

Dopo aver applicato la Sua disciplina, come un buon padre non lascerebbe il proprio figlio nella correzione per sempre abbandonandolo al proprio destino, così il nostro Padre celeste resta sempre vicino a noi, mostrandoci la Sua misericordia!

In questa condizione di disciplina il popolo d’Israele era così avvilito che non vedeva più un futuro davanti a sé: ridotto in schiavitù in un paese straniero, sconfitto, abbandonato, quasi depresso...

Ma Dio non desidera che i Suoi figlioli siano depressi, anzi, vuole renderli più che vincitori in Cristo Gesù!

La parte migliore del popolo d’Israele, ivi compresi dei sacerdoti e dei profeti, ma anche loro evidentemente non trovavano più la forza di incoraggiare il popolo a riporre la fiducia e la speranza in Dio: anche i credenti più maturi, coloro che amano e servono Dio, possono vivere momenti di scoraggiamento, perciò Dio interviene e incoraggia con la Sua Parola!

Dio invia al Suo popolo un messaggio particolare, quasi anomalo, tenuto conto del fatto che gli israeliti si trovavano in un paese nemico: “Costruite case e abitatele; piantate giardini e mangiatene il frutto; prendete moglie e generate figli e figlie; moltiplicate là dove siete e non diminuite. Cercate il bene della città dove Io vi ho fatti deportare, e pregate il Signore per essa; poiché dal bene di questa dipende il vostro bene” (Geremia 29:5-7).

È come se il Signore volesse dire: “Coraggio, popolo mio, la vita continua..., non sentirti schiacciato, reagisci, perché desidero farti del bene e desidero nuovamente renderti strumento nelle mie mani e oggetto delle mie benedizioni!

Nonostante i problemi o le circostanze, andiamo ai piedi del nostro Padre Celeste, in Lui c’è sempre una soluzione!

Coraggio, le prove permesse da Dio sono solo per un tempo, perché Egli è il “Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra afflizione, affinché, mediante la consolazione con la quale siamo noi stessi da Dio consolati, possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione” (2 Corinzi 1:2-4).

Se per la prova c’è un inizio, nel Signore essa troverà anche il suo termine.

E se c’è un tempo di battaglia e di prova, giunge anche il tempo della vittoria e del riposo nel Signore, nel quale ogni credente potrà affermare come Paolo: “Io posso ogni cosa in Colui che mi fortifica” (Filippesi 4:13).

L’opera di Dio agisce sul credente come una medicina (“Manderò ad effetto per voi la Mia buona Parola…”) che necessita di un tempo per operare efficacemente, un tempo che Dio usa per cambiare i nostri pensieri, le nostre attitudini e i nostri sentimenti.

Il Signore ha ogni cosa sotto il Suo controllo!

Il tempo della Sua risposta verrà: “Infatti Io so i pensieri che medito per voi, dice il Signore, pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza” (v.11).

Sappi che il Signore sta pensando al tuo avvenire, ha un programma da portare a compimento nella tua vita!

La risposta di Dio ha una condizione: la preghiera sincera.

“Voi M’invocherete, verrete a pregarmi e Io vi esaudirò. Voi Mi cercherete e Mi troverete, perché Mi cercherete con tutto il vostro cuore; Io Mi lascerò trovare da voi, dice il Signore” (v.12-13).

Dio non è lontano né disinteressato, vuole lasciarsi trovare!

Se lo cercherai con tutto il cuore, la Sua Parola promette che Egli si farà trovare, unicamente per l’immenso amore che ha per le Sue creature.

Non temere, non avere paura, il Signore non sta a guardare, ogni cosa è sotto il Suo controllo, anche nella circostanza che stai attraversando nella tua vita Egli ti è vicino,

e ti dice: “Coraggio, reagisci, guarda avanti, riprendi il cammino e... non ti fermare, Io sono con te, la vita continua!

 

Tratto da «RISVEGLIO PENTECOSTALE» ottobre 2008